A Bergamo Aprile è stato un mese ricco di appuntamenti
-7/4 – Abbiamo presentato a Torre Boldone (BG) il progetto di intitolazione di un sentiero (in collina) a Adriana Locatelli nostra grande Partigiana. Si tratta di un tratto di strada tra i boschi che Adriana percorreva per portare aiuto ai partigiani.
Con grande soddisfazione abbiamo goduto di una gran collaborazione di associazioni, Comune scuola e privati cittadini che hanno condiviso con entusiasmo il nostro lavoro. L’inaugurazione avverrà il prossimo autunno a causa della burocrazia e per unirci al progetto più grande di ISREC e ANPI che stanno ripristinando tanti sentieri montani percorsi dai nostri partigiani Sarà l’occasione di raccontare la nostra Resistenza nella natura.
– 24/4 – Abbiamo finalmente ottenuto dal Comune di Bergamo una tomba per riunire tutti i Partigiani sepolti nel Cimitero di Bergamo, evitando la dispersione e l’oblio dei resti dei nostri eroi. Un monumento che la nostra Anpc aveva richiesto e per il quale si era battuta per 7 anni.
Sul progetto ci eravamo confrontati con le altre forze antifasciste ed era sorta una proposta che al momento mi ha lasciato perplessa: non mettiamo sulla lapide i nomi dei “sepolti” (che potrebbero però essere visibili da un codice qr) per evitare polemiche su biografie controverse.
Io avevo appena parlato della storia di un partigiano che mi era stata raccontata da fonti che io ritenevo sicure (la figlia di un protagonista) ma mi hanno detto che c’era in giro un’altra versione. Anche in un altro caso ho avuto versioni un po’ contrastanti. Ne ho parlato con membri del comitato antifascista, con i miei associati e abbiamo convenuto di iscrivere sulla lapide la dedica “alla memoria di chi ha resistito” e “sono qui riunite le spoglie dei partigiani già sepolti nei cimiteri di Bergamo”.
– 23/4 XXV Aprile a Torre Boldone
Suggestiva cerimonia in ricordo dei nostri partigiani nella cittadina che vanta un bellissimo lavoro nella Resistenza. Qui abbiamo il nostro Assistente spirituale e la biblioteca dove sono custoditi alcuni importanti volumi donatici da uno dei primi presidenti dell’A.N.P.C. di Bergamo.
– 25/4 Celebrazione a Bergamo
– Grande partecipazione di gente. Quest’anno sul palco dopo i saluti delle autorità ha parlato una studentessa a nome di un gruppo di giovani che si propone di cambiare l’attribuzione delle vie di Bergamo a persone che si sono dimostrate legate al fascismo. L’entusiasmo dei giovani è stato notevole ma il lavoro non sarà facile. A seguire l’intervento del giornalista Marco Damilano che ha riportato il discorso sulla difficile situazione della guerra in Ucraina e i raffronti con la nostra Resistenza.
– 27/4 Presentazione del libro” Resistere nella tormenta “che ben si inserisce nella tematica della nostra associazione. Nella presentazione Mons. Goffredo Zanchi (grande studioso della storia della Chiesa) illustra gli 8 personaggi descritti spiegando che la loro scelta non è politica, non è ideologica ma “antifascisti perché cristiani”. L’autore ha precisato di non volerne fare dei “santini” perciò ha evidenziato le qualità ma anche le debolezze.
Tante celebrazioni in tutta la provincia che non abbiamo potuto seguire con il labaro ma che sono state ben raccontate sul giornale locale in ampi spazi. Un XXV aprile di notevole rilievo!
Con riferimento alle iniziative della nostra associazione in occasione del 77° anniversario della liberazione, pubblichiamo le foto e l’articolo apparso su Il Nuovo Giornale, settimanale della diocesi di Piacenza-Bobbio, sull’inaugurazione della targa sulla casa natia di don Giuseppe Borea e della messa celebrata in ricordo dei sacerdoti martiri della Resistenza e degli altri amici che hanno contribuito a portare la libertà e la democrazia.
Una targa dedicata alle vittime dell’occupazione tedesca di Milano dal 1943 al 1945 è stata affissa al civico 7 di via Silvio Pellico a Milano. La targa, scoperta nella mattinata di lunedì 2 maggio, è stata posta dove sorgeva l’hotel Regina, quartier generale delle Ss in città comandate dal colonnello Walter Rauff.
Nelle stanze dell’hotel Regina, occupato dai tedeschi dal settembre del 1943 all’aprile del 1945, furono torturati e uccisi ebrei, partigiani, oppositori politici ed erano pianificate le deportazioni nei campi di concentramento che transitavano dal Binario 21 della Stazione Centrale. Alla cerimonia era presente per l’Anpc Carla Bianchi Iacono. Erano inoltre presenti, tra gli altri, la presidente del consiglio comunale Elena Buscemi, il presidente di Anpi Milano Roberto Cenati, il presidente della comunità ebraica di Milano Milo Hasbani e lo storico Giovanni Marco Cavallarin.
Il 24 gennaio 1979 Guido Rossa (operaio, sindacalista ed esperto alpinista) viene assassinato dalle Brigate Rosse. Morto a causa del fanatismo. Vivo nel ricordo di chi sogna un futuro leale.
Lo ricordo con queste parole di Piero Villaggio, riprese da Enrico Camanni in “Alpi Ribelli”: «Non si prendeva troppo sul serio, era schivo, mascherava gli affetti e i sentimenti. In qualche modo tratteneva la sua umanità. Ma nei momenti del bisogno venivano fuori le sue attenzioni, come nei bivacchi: “Hai messo il maglione?”. “Hai tirato su il colletto?”.
Era un primo di cordata naturale, però diceva “comincia tu” e poi restava dietro per tutta la salita».
: “Giù in mezzo agli uomini. Vita e morte di Guido Rossa” di Sergio Luzzatto ha vinto il premio ITAS del Libro di Montagna.
“Il riconoscimento del Manifesto di Ventotene, insignito oggi del marchio di patrimonio europeo, assurge a simbolo dell’Unione il contributo ideale di tre grandi italiani: Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, che lo redassero in confino nel 1941, e Eugenio Colorni, che ne curò la pubblicazione nel 1944 poco prima di essere trucidato a Roma dalla milizia fascista. A conferma di come nei momenti più bui la forza delle idee sappia portare la luce di cui ha bisogno l’umanità”.
Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, commenta l’annuncio della Commissaria Europea per l’Innovazione, la ricerca e la cultura, Mariya Gabriel, del conferimento dell’onorificenza al Manifesto di Ventotene “Per un’Europa libera e unita”.
Roma, 28 aprile 2022
Ufficio Stampa e Comunicazione MiC
Le parole dell’On. Silvia Costa: “Ventotene ha ottenuto dalla Ue il Marchio del patrimonio europeo! un grande risultato comune a cui sono felice di aver contribuito. Riconosciuto il ruolo del Comune del Manifesto per un’Europa libera e unita e del progetto per Santo Stefano intitolato a David Sassoli. Il marchio del patrimonio europeo a Ventotene ha avuto tanti protagonisti: il Ministero della Cultura, l’ex Sindaco Santomauro con il prof. Di Gregorio, l’associazionismo europeista e federalista di Ventotene, la comunità dell’isola, l’esperta culturale Cristina Loglio”.
L’Anpc tutta si congratula per la bella iniziativa di ieri alla Università Lumsa, al cui convegno ha partecipato il nostro Consigliere Aladino Lombardi, portando anche i saluti della Presidente Mariapia Garavaglia.
“Luigi Gui (1914-2010). La Dc, il Centro-sinistra e le riforme della scuola”. Questo il tema del convegno in programma ieri, mercoledì 27 aprile, all’Università Lumsa di Roma. E’ stata l’occasione per ricordare la figura e l’azione politica di Luigi Gui, padovano, uno dei protagonisti della Democrazia cristiana, attivo nella Resistenza e membro della Assemblea costituente, fu più volte ministro.
I lavori sono stati aperti dai saluti di Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa, e presieduti e conclusi da Giuseppe Tognon. Tra gli interventi quelli di Francesco Gui (La Sapienza Università di Roma), Renato Moro (Università Roma Tre) e Daria Gabusi (Università Giustino Fortunato di Benevento). Hanno portato la propria testimonianza Gerardo Bianco e Daniele Gui.
Da sinistra: Benedetto Gui, Daniele Gui, Aladino Lombardi e Francesco Gui. I tre figli di Luigi Gui
La nuova Sezione di Reggio Emilia ha festeggiato la Liberazione il 24 Aprile al Museo Cervi ed il 25 in Piazza. Il Presidente di Sezione Giuseppe Pagano e tutti i presenti hanno molto apprezzato l’intervento del Ministro Cartabia, di alto profilo etico e politico con riferimenti, accanto ai fratelli Cervi, a Don Pasquino Borghi, a Gorrieri e soprattutto a Dossetti. C’è stato un grande spirito di collaborazione sereno ed unitario fra tutte le Associazioni presenti.
Il 24 Aprile all’Istituto Cervi si è ricordato in particolar modo: “IL SOLITARIO, IL PRIMO PARTIGIANO CHE ENTRA NELLA REGGIO LIBERATA DAI NAZIFASCISTI”
Giorgio Morelli, “Il Solitario”, è il primo partigiano che entra nella Reggio liberata dai nazifascisti. Un ragazzo con il Tricolore che entra nella nostra città, finalmente libera. “Il Solitario” aveva 19 anni. Un amico molto stretto di Giorgio Morelli, Eugenio Corezzola, anch’egli partigiano e giornalista, così descrive quel momento: “Reggio sembrava una città morta quel pomeriggio del 24 aprile. La via Emilia era deserta. In realtà tuti spiavano dalle fessure delle persiane in spasmodica attesa. A un tratto, però, si vide un giovane solo avanzare da San Pietro, che montando una vecchia bicicletta gridava : siamo liberi! stanno arrivando! E qualche finestra iniziò così ad aprirsi. Il ragazzo era disarmato e aveva grandi occhi espressivi e un fazzoletto tricolore al collo. Era Giorgio Morelli”. Lo stesso Giorgio Morelli ricorderà questo momento nello scritto “ Ed ho pianto“. Nato ad Albinea il 29 gennaio 1926, cattolico, nella primavera 1944 entra nella formazione partigiana Brigata Garibaldi per uscirne nel 1945 ed entrare nelle Fiamme Verdi, i partigiani cattolici, arruolandosi nella 284 sima Brigata “Italo” fondata da don Domenico Orlandini, “Carlo”, operante nelle province di Reggio Emilia e Modena. Giorgio Morelli e Eugenio Corezzola nella primavera 1945 fondano “La Penna” giornale delle Fiamme Verdi. Conclusa la guerra riprendono la testata con il titolo “La Nuova Penna” esperienza conclusa nel 1947. Il giornale si caratterizza per uno spirito assoluto di giustizia e di verità e per questo, giornale e promotori, subiranno forti intimidazioni. Il coraggio e la sete di verità di Giorgio Morelli saranno all’origine, il 27 gennaio 1946, di un attentato. Mentre rientra nella sua casa di Borzano è vittima di un agguato durante il quale gli vengono sparati sei colpi di pistola di cui uno ne ferisce un polmone. Trasferito in un sanatorio di Arco, Trento, non riesce a guarire e muore il 9 agosto 1947. Aveva solo 21 anni. Elio Ivo comm. Sassi, Presidente Alpi-Apc Giuseppe Pagani, Presidente Anpc”.
Ieri sera, prima dell’inizio del Consiglio comunale nel Comune di Buccinasco è stata svelata una targa intitolando la Sala Consiliare a Elda Filiberti, staffetta Partigiana cattolica, e consigliera comunale negli anni 70, recentemente scomparsa a 96 anni.
Il consigliere del PD, Stefano Parmesani, dopo la lettura del ricordo inviato da ANPC Città Metropolitana di Milano ed il ricordo del Sindaco, ha espresso anche il suo saluto:
“Nello scorso mese di Febbraio è mancata all’età di 96 anni Elda Filiberti, staffetta partigiana cattolica ed esponente di spicco del cattolicesimo democratico di Buccinasco. Elda Filiberti è stata un punto di riferimento importante per tutta la nostra comunità di Buccinasco. Staffetta partigiana, impegnata politicamente ed amministrativamente in Consiglio comunale per molti anni per la Democrazia Cristiana, poi PPI-Margherita ed infine orgogliosamente PD, fedele sempre all’esperienza del cattolicesimo democratico. L’ultima volta da consigliera comunale, ne era fiera, una persona veramente speciale. Coltivò il rapporto coi giovani da vera testimone.” Ha riletto il saluto che Gianni Maiorano (già sindaco di Buccinasco aveva letto al funerale, aggiungendo “mi ha dato l’opportunità di portare la bandiera dell’associazione Partigiani Cristiani durante il corteo del 25 Aprile e ieri di presenziare, sempre con la gloriosa bandiera blu dell’ANPC, l’inaugurazione della Sala Consiliare a Lei intitolata. Stefano Parmesani”.
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