ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivi per il mese di “marzo, 2018”

Auguri Pasqua 2018

Il Direttivo e la Segreteria Nazionale augurano a tutti una Pasqua Santa, con questa bella preghiera. Auguri!

auguri Pasqua

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Cerimonia Fosse Ardeatine 2018

Giovedì 22  si è rinnovata la cerimonia alle Fosse Ardeatine alla presenza del Capo dello Stato e delle più alte cariche civili e militari e dei gonfaloni delle città martiri. Passano gli anni, ma il dolore e l’esecrazione per quel  terribile atto rimane sempre vivo e  forte. Un dolore che il tempo non cancellerà e che resterà un monito e una esortazione a coltivare e rafforzare sempre più i sentimenti di pace, di tolleranza. Un drammatico insegnamento per i giovani. Nella ventosa e fredda serata sono state proiettate le foto e letti i nomi delle 335 vittime. Un momento di forte commozione. Vedere quei volti, era come vedere, la quotidianità della sofferenza che si rinnova ancora in tante parti del mondo. Non abbassare la guardia, restare vigili: troppi segnali negativi in giro a cominciare dall’antisemitismo.  Facciamo sì che il sacrificio delle 335 vittime non sia stato invano.

Alla cerimonia l’ANPC era presente con  i VicePresidenti Nazionali  Annamaria Cristina Olini e Angelo Sferrazza.

Giornata dell’Unità nazionale 2018

La Giornata dell’Unità Nazionale è stata istituita con lo scopo di rafforzare il valore dell’identità nazionale attraverso la memoria. La scelta del 17 marzo come giorno della celebrazione è legata alla proclamazione del Regno d’Italia che avvenne il 17 marzo 1861.

Il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, ha preso parte oggi, presso l’Altare della Patria, alle celebrazioni della Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera.

Sulle note del “Piave”, il Presidente del Senato Pietro Grasso, le più alte cariche civili e militari dello Stato e i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Militari hanno reso gli onori ai caduti attraverso la deposizione di una corona d’alloro al Milite Ignoto mentre le Frecce Tricolori imprimevano, sul cielo di Roma, i colori della nostra bandiera.

Per la nostra Associazione erano presenti il Vicepresidente Nazionale Annamaria Cristina Olini e il Consigliere Aladino Lombardi.

QUEL LONTANO 16 MARZO 1978: UN GIORNO DA NON DIMENTICARE

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Chi visse il giorno del rapimento di Aldo Moro e dell’assassinio dei cinque componenti la scorta, i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci e gli agenti di Polizia Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino, non lo ha certamente dimenticato. Fu un giorno che sconvolse l’Italia, aldilà delle differenze politiche e fece prendere coscienza della fragilità del paese, un “buco nero” della nostra contemporaneità, la conclusione tragica di un decennio di violenze, attentati, morti. Per 55 giorni l’Italia visse col fiato sospeso, paralizzata da paure mai provate, con l’impressione che lo Stato fosse paralizzato, impotente, incapace di reagire, impressionata già tre giorni dopo il rapimento dalla immagine di Aldo Moro  in camicia con alle spalle un drappo, sicuramente rosso e la stella sghimbescia, logo tristemente noto delle BR. Come qualcuno ha detto, c’è un oceano di pubblicazioni, cinque processi e sette commissioni parlamentari, ma ancora restano dubbi, sospetti,perplessità.  Moro si trovò a operare alla fine di un periodo, al confine fra una vecchia politica e alla necessità di individuarne una nuova. Gli anni settanta si aprono sotto il segno di una triplice crisi, economica, sociale e delle istituzioni. Se non si rileggono quegli anni, non si riesce ad inquadrare il processo di deterioramento della politica italiana, dei partiti, che nel rapimento ed assassinio di Aldo Moro trovò il momento più drammatico, doloroso e sconvolgente. Quegli anni settanta, figli diretti del ’68, fenomeno complesso, partito dai giovani, un turbinio di passioni, parole, gesti,  rivolta, illusioni, che non finì il 31 dicembre dell’anno. Ma il ’68 non fu solo “contestazione giovanile”, solo follie da “maggio francese”,  soffocato manu militari dal Generale De Gaulle con il contributo del generale Massu, suo storico antagonista in Algeria. Il ’68 fu anche lotte operaie che portarono cambiamenti sostanziali nel mondo del lavoro e dei sindacati e una maggior consapevolezza nella società civile. Anche la Chiesa, con il Concilio Vaticano II, si presenta con un volto nuovo. Il ’68 ha dato vita ad uno dei momenti più convulsi e instabili della nostra storia recente, quegli anni settanta , i peggiori anni dalla nascita della Repubblica e punto di partenza del terrorismo e della violenza organizzata, di “destra” e di “sinistra”, quasi uno studiato bilanciamento di una orrenda realtà.  Moro capì ciò che stava accadendo. Talvolta in contrasto con il suo stesso partito. Moro fu tra i pochissimi a tener conto della importante posizione dell’Italia nel quadro internazionale. E questo è un dato importante, perché ci libera dal racconto che Moro non fosse “gradito” agli americani e in particolare, a Henry Kissinger  che, con il suo talvolta anzi spesso cinico pragmatismo, faceva fatica a capire il lucido ragionamento del leader italiano che non era quello di un accordo tout court con Botteghe Oscure, ma invece quello di un allargamento dell’area della democrazia per giungere ad un sistema di alternanze.  Un disegno purtroppo interrotto, non solo per Moro, ma anche per Berlinguer, perché non pochi dicevano ”i tempi non sono maturi”, che tradotto dal politichese significa: “ non se ne deve far niente”. La DC e il PCI erano “integrati”, stante la divisione, nei due blocchi in una formula semplice: noi governiamo e voi fate l’opposizione per poi passare all’incasso elettorale. Questa formula, per molti comoda, aveva ingessato il sistema, facendo dell’Italia un paese anomalo tra le democrazie occidentali. Sono passati quarant’anni. Una rilettura attenta del percorso politico di Moro , epurato da quella irritante vulgata che lo ha dipinto come personaggio contorto e fumoso, ci porta inesorabilmente ad una analisi del presente, che vive una crisi valoriale e politica come non mai. La lezione di Moro anche in periodo di mutazioni epocali, rimane sempre di attualità. E proprio la rilettura della sua politica, del suo pensiero che sono importanti. E questo è lavoro di altri, non di commissioni di tutti i generi e di autori alla ricerca di scoop. Abbiamo 55 giorni per pensare.   Angelo Sferrazza

40 anni dalla morte di Aldo Moro

COMUNICATO STAMPA ANPC SEZIONE PIACENZA

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Sono passati 40 anni dall’assassinio dell’on. Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse.

Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo di Unità Nazionale, il quarto guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasportava Moro dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale zona Monte Mario di Roma alla Camera dei deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all’incrocio tra via Mario Fani e via Stresa.

Gli uomini delle Brigate Rosse uccisero, in pochi secondi, i cinque uomini della scorta: il responsabile della sicurezza, maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi (52 anni), l’appuntato dei carabinieri Domenico Ricci (42 anni), la guardia di P.S. Giulio Rivera (24 anni), il vicebrigadiere di P.S. Francesco Zizzi (30 anni), la guardia di P.S. Raffaele Iozzino, (24 anni).

Dopo una prigionia di 55 giorni nel covo di via Camillo Montalcini, le Brigate Rosse decisero di concludere il sequestro uccidendo Moro: lo fecero salire dentro il portabagagli di un’automobile Renault 4 rossa e gli dissero di coricarsi e coprirsi con una coperta dicendo che avevano intenzione di trasportarlo in un altro luogo. Dopo che Moro fu coperto, gli spararono dieci volte uccidendolo.

Il cadavere fu ritrovato nella stessa auto il 9 maggio a Roma in via Caetani.

Due giorni dopo, mentre in San Lorenzo al Verano si celebravano i funerali degli uomini della scorta, venne fatto ritrovare il primo dei nove comunicati che le BR inviarono durante i 55 giorni del sequestro:

«Giovedì 16 marzo, un nucleo armato delle Brigate rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati corpi speciali, è stata completamente annientata. Chi è Aldo Moro è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino a oggi il gerarca più autorevole, il teorico e lo stratega indiscusso di questo regime democristiano che da trenta anni opprime il popolo italiano. Ogni tappa che ha scandito la controrivoluzione imperialista di cui la Dc è stata artefice nel nostro Paese – dalle politiche sanguinarie degli anni Cinquanta alla svolta del centrosinistra fino ai giorni nostri con l’accordo a sei – ha avuto in Aldo Moro il padrino politico e l’esecutore più fedele delle direttive impartite dalle centrali imperialiste».

In collaborazione con altre Associazioni stiamo preparando una serie di appuntamenti per ricordare questo tragico avvenimento che ha segnato profondamente la storia politica del nostro Paese.

Il primo di questi appuntamenti si terrà:

Venerdi 16 marzo pv alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Giuseppe Operaio 

in Piacenza – via Martiri della Resistenza, 19

con la celebrazione di una messa a suffragio officiata da mons. Giancarlo Conte.

  Mario Spezia
presidente provinciale

Mai perdere la memoria

Mai perdere la Memoria. È da questa riflessione che, nei giorni scorsi, è nata l’idea di una visita al Campo “Le Fraschette” di Alatri alla presenza di alcuni rappresentanti istituzionali. Ad accompagnarli, la sapiente guida di Pietro Antonucci e Marilinda Figliozzi, quest’ultima anche in rappresentanza del Presidente onorario dell’ANPC Sezione di Frosinone Carlo Costantini, grazie al cui impegno Il Campo ha ottenuto un finanziamento da parte del Ministero dei Beni Culturali per il suo recupero e la sua valorizzazione. “Un luogo dal valore inestimabile, – hanno sottolineato gli ospiti –, che è lì a ricordarci ciò che è stato e che fa parte della Storia di questo territorio e dell’intero Paese. Un luogo che va, pertanto, curato e salvaguardato.”.

Articolo pubblicato su “Ciociaria Oggi” il 4 Marzo 2018

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