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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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4 luglio 2020: commemorazione della “Battaglia del Manubiola”

La guerra partigiana che porterà alla liberazione dal fascismo e dal nazifascismo tedesco si è combattuta nei territori italiani. Fra le numerose battaglie sostenute dai partigiani parmensi nella lotta di liberazione, quella del Manubiola, 30 giugno 1944, è senz’altro una delle più memorabili. Con essa diversi distaccamenti di “ribelli” difesero e ricacciarono indietro una colonna della Feldgendarmerie composta da più di 150 uomini e 12 automezzi, decisa a distruggere la roccaforte partigiana. Fu breve vittoria. Dagli inizi di luglio colonne tedesche attaccarono da vari punti Borgotaro, decretando la fine del Territorio Libero. Da lì la triste catena di eccidi, rastrellamenti, deportazioni che fecero dell’estate 1944 il periodo più sanguinoso dell’intera guerra civile italiana.
Questi avvenimenti ci ricordano da dove la storia della nostra Repubblica ha avuto origine.
La nostra associazione li ha commemorati il giorno 4 luglio 2020, alla presenza del Direttivo provinciale e dei responsabili delle Sezioni ANPC di Bedonia, Berceto, Borgotaro e Valmozzola.
I primi cittadini di Borgo Val di Taro -città Medaglia d’oro al Valor Militare- e di Berceto hanno ricordato nei loro interventi i fatti d’arme in cui i nostri valorosi partigiani si distinsero contro le truppe tedesche.
La sezione di Parma era rappresentata dal Presidente Ferdinando Sandroni e dal vice Ettore Romanelli.
Durante la santa Messa celebrata nella chiesa di Ghiare di Berceto, il parroco ha ricordato anche i civili trucidati dai nazisti. Al termine della funzione, dopo la lettura della “preghiera del ribelle per amore” del Beato Teresio Olivelli, è stata consegnata una targa al referente della Valle del Taro, dott. Salvatorangelo Oppo, già sindaco di Borgo Val di Taro, per l’impegno a favore degli anziani partigiani ancora viventi.

La storia di un vescovo resistente, che “rischiò” di diventare Papa

“Monsignor Carlo Confalonieri tra Guerra, Resistenza Bianca e Ricostruzione Aquilana”  di Enrico Cavalli 

Ad un anno dall’ingresso dell’Italia nella II guerra mondiale, l’ecclesialità aquilana contemplava la chiusura della fase pastorale del novarese presule Gaudenzio Manuelli e l’avvento del suo successore, monsignor Carlo Confalonieri.
Nato a Seveso da famiglia artigiana il 25 luglio del 1893, ordinato sacerdote alla Gregoriana, cappellano militare nella Grande Guerra, fu segretario personale, nel 1921, dell’allora primate milanese Achille Ratti (1857-1939), il futuro papa Pio XI (1922-1939), che nel 1914, fu ospite all’Aquila dei sui nipoti Anteri-Persichetti. Per taluni osservatori, il fatto che questo plenipotenziario vaticano fosse entrato a L’Aquila dalla piazza della fontana Luminosa significava una sorta di omaggio al Grande comune di Adelchi Serena (1895-1970), allora a capo del Partito Nazionale Fascista. In realtà gli atti ufficiali e gli orizzonti profondi palesati dal presule milanese in quel tempo difficilissimo, sarebbero stati improntati alla normale diplomazia verso il regime fascista.
Nella realtà seminariale aquilana, e nello stesso laicato religioso del capoluogo abruzzese, permaneva l’eco sia del Popolarismo di Vincenzo Rivera (1890-1967), che di quel contrasto tra la Chiesa e il regime fascista, che, verificatosi sul crinale educativo negli primi anni trenta, aveva nel 1931, ispirato a Pio XI l’enciclica “Non abbiamo bisogno”; mentre sullo sfondo delle suggestioni neo-pagane del regime hitleriano da un lato, e le persecuzioni cristiane nei regimi laicisti del Messico, della Spagna e dell’Unione Sovietica dall’altro, si stagliano le due encicliche antitotalitarie di papa Ratti: “Mit Brennender Sorge” e “Divini Redemptoris”, entrambe del 1937.
Grande fu la soddisfazione manifestata da Confalonieri in una missiva indirizzata a Giulio Andreotti (1919-2013), succeduto alla presidenza nazionale della FUCI. ad Aldo Moro (1916-1978), per la ricostituzione del segretariato fucino aquilano intitolato per la parte maschile al cristiano sociale Giuseppe Toniolo (1845-1918)e per quella femminile a Piergiorgio Frassati (1901-1925), erede della sabauda “Stampa” vilipesa dal fascismo radicale.
Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, l’Aquilano, che fa parte delle retrovie della “Linea Gustav” contro gli angloamericani, conosce suo malgrado la sequela di cruciali fatti bellici: nel 1943, il 12 settembre, la liberazione del Duce Benito Mussolini (1883-1945) a Campo Imperatore da parte degli alianti germanici; il 23 settembre, l’eccidio alle Casermette di Nove giovani-martiri aquilani; l’8 dicembre, il bombardamento inglese alla stazione ferroviaria e Zecca di Stato col tesoro della Wermacht; nel 1944, l’11 maggio, i mitragliamenti aerei a Rocca Di Mezzo, Rocca Di Cambio, San Demetrio, San Gregorio; il 7 e 11 giugno, le rappresaglie di civili ad opera di jaegergrenadieren in ritirata a Filetto ed Onna, prima del 13 giugno di Sant’Antonio e della Liberazione Alleata.
L’Archidiocesi fu esempio tangibile di quella strategia adottata in tempo di guerra dal Vaticano di papa Pio XII (1876-1958) in coerenza ineludibile ai valori cristiani, finalizzata ad assistere gli sfollati e a dare rifugio, nelle tante  chiese e conventi disseminati in Italia, a  chiunque lo chiedesse. Monsignor Confalonieri mise a disposizione risorse personali e oggetti del suo corredo sacro per la salvezza di ogni vita italiana o straniera, senza timore delle reazioni delle autorità della Repubblica Sociale e germaniche, cui negò ogni tipo di appoggio morale e logistico, anzi adoperandosi per mettere al riparo quanti più pezzi di arte sacra aquilana ed abruzzese dalle razzie degli occupanti e dai bombardamenti  degli Alleati.
D’intesa col Sostituto segretario vaticano, il futuro Paolo VI (1897-1978), unico e solo alto prelato fuori la curia romana, Confalonieri ricevette in segreto dalla comunità israelitica internazionale ingenti somme di denaro, provenienti da Roma e dall’estero, destinate all’aiuto di centinaia di ebrei d’Abruzzo. Causa la distruzione della Zecca di Stato alla stazione ferroviaria, pure, Confalonieri riceveva dal governatore dell’Istituto di emissione Vincenzo Azzolini (1881-1967) il modello delle banconote da mille lire e 90 quintali di carta, occultandole alla Wermacht. Quella che fu la valorosa resistenza ‘bianca’, ignorata dalla odierna stampa “politicamente corretta”, ebbe come referenti il canonico Giuseppe Di Loreto e Amalia Agnelli, mentre religiosi e religiose, semplici cattolici laici e laiche,  con autentico spirito di abnegazione, a sprezzo di ogni pericolo, provvidero a dare asilo da parte dell’Archidiocesi a prigionieri Alleati, ad ebrei e a partigiani.
Riguardo al silenzio sull’eccidio dei Nove martiri aquilani, oltre il naturale conforto religioso a quelle vittime innocenti, che si sia trattato da parte dell’Archidiocesi di una decisione presa in buona fede per evitare ulteriori afflizioni alla popolazione, valga il fatto innegabile che essa si sia sempre opposta con successo alle tante sentenze capitali e di deportazione del tribunale speciale della Geestaat Polizei di stanza, principalmente, al nosocomio di Collemaggio; senza contare la diplomazia febbrile svolta da Confalonieri perché L’Aquila fosse dichiarata “città aperta” e per persuadere la Wermacht e i repubblichini in ritirata verso il Nord a disinnescare le cariche esplosive in edifici e ponti dell’Aquilano, sull’abbrivio della venuta degli Alleati e della varie bande partigiane; di qui, nella memoria collettiva l’uso del termine “miracolo di Sant’Antonio” per ricordare lo scampato pericolo.
Per finire sui drammatici momenti cittadini, Confalonieri aveva invocato la protezione della Madonna del popolo aquilano, in un’atmosfera di devozione che portò gli agiografi d’epoca a definire il biennio 1943-44 come luminoso per la storia ecclesiastica. Gli aquilani lo palesarono tramite il quinto centenario di San Bernardino da Siena (1380-1444) e poi della sua canonizzazione, con il tredicesimo cinquantenario della incoronazione di Celestino V (1209/10-1296) con l’esposizione delle reliquie sacre, con la ricognizione dei venerati corpi delle beate Antonia da Firenze (1400-1472) e Cristina da Lucoli (1480-1543), con l’elevazione consacrata da Pio XII di San Vittorino a compatrono della città. Il culto mariano assunse poi crismi di enorme penitenzialità collettiva a piazza Duomo, allorché l’effige della Madonna di Roio,  riportata al suo Santuario con una interminabile processione di gente devota a ciascuna delle tredici sacre edicole pretese da Confalonieri. Cornice di fede ebbero altresì i cortei per la incoronazione della Madonna di Cittaducale, la Madonna D’Appari, dei Colli di Barete, ancora, della Madonna del popolo aquilano,  venerata alla chiesa di San Marco.
Nel periodo dell’aspra tensione ideologica, Confalonieri curò la comunicazione sociale con il periodico “Voce Amica”, attento alle questioni sul tappeto nazionale e a quelle schiettamente municipali. Tale foglio nel marzo del 1947 sottolineava quanto Confalonieri, nonostante campagne laiciste di delegittimazione, sovvenisse le famiglie bisognose, distribuendo loro generi di ogni necessità, prima anche del Piano americano “G.Marshall”. Il presule sostenne anche la città chiamata a difendere il titolo di capoluogo regionale, nonché la richiesta tesa quanto ad ottenere il ritorno delle istituzioni universitarie e la prospettiva del collegamento autostradale a Roma ed Adriatico. Lo fece con parole coerenti, rispetto a forze politiche in ciò a targhe alterne. Una velata polemica ebbe con altri giornali locali per ridenominare “San Salvatore” la scuola elementare del centro storico poi intitolata ad “Edmondo De Amicis”.
L’Archidiocesi stimolò intraprendenti prelati e le ACLI alla fondazione di “Il Risveglio d’Abruzzo” per una dialettica fra Chiesa e parte laica di alto tenore culturale e democratico.
La ripresa del cattolicesimo aquilano aveva ripercussione nella libera attività politica e  nelle  epocali tornate elettorali del 1946 e del 1948, per via di una maggioranza netta al partito della Democrazia Cristiana di Lorenzo Natali (1922-1979), l’alter ego in Abruzzo, causa la progressiva scelta monarchica di Vincenzo Rivera, del vastese Giuseppe Spataro (1897-1979).
Nel mentre del rinnovamento arcidiocesano, Confalonieri, nel 1950, fu richiamato a Roma in qualità di Segretario della Sacra congregazione dei seminari e delle università, sicché la municipalità per gratitudine conferirà al cardinale milanese, tra i candidati alla successione a Pio XII nel 1958, l’onorificenza di “defensor civitatis”.
Il patrimonio di idealità e di energie innestate nel suo ”Decennio aquilano” da Confalonieri sarebbe continuato in un lascito pastorale e civile condiviso dall’intera comunità, al di là delle divisioni politiche di quegli anni e a futura memoria.

                             – Foto storiche di Luca Angeletti e Walter Cavalieri –

Articolo pubblicato su: http://assergiracconta.altervista.org/archivioNews.php?page=1&id=20630

Presentazione Quaderno Interattivo dedicato al 25 Aprile

Ieri 4 Giugno 2020 in diretta streaming alle ore 16:00 sulla pagina di facebook Dentro Tutti e sul canale Youtube Eventi Dentro Tutti,è stato presentato il quaderno interattivo dedicato al “25 Aprile Festa della Liberazione”, pensato in particolar modo per i ragazzi delle scuole, ma rivolto a tutti.
L’evento può essere rivisto al link:
Video della presentazione:
Il Quaderno ANPC-Dentrotutti  “25 APRILE Festa della Liberazione”
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2 Giugno 2020

27139720-f19c-43b9-b2a8-00ae736e0f3dL’iniziativa promossa da ANPI “Una Rosa alle rose della Costituzione” celebra in tutta Italia, in un momento così particolare e difficile dovuto al Convid-19, l’importanza di tornare alla nostra Costituzione nata dalla Resistenza e ai suoi valori, ricordando chi ha contribuito alla nascita della Costituzione e alla nascita della stessa democrazia. In spirito di unione abbiamo partecipato anche con i nostri rappresentanti in varie celebrazioni.

 

Oggi alle ore 10 a Parma Anpc, Anpi e Alpi hanno ricordato Angela Gotelli (http://www.ilviaggiodellacostituzione.it/blog/le-donne-dellassemblea-costituente-angela-gotelli).

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A Milano alle 11,30 abbiamo ricordato Lina Merlin (http://www.ilviaggiodellacostituzione.it/blog/le-donne-dellassemblea-costituente-lina-merlin): per l’ANPC era presente Carla Bianchi Iacono assieme al Vicesindaco di Milano Scavuzzo, il Viceministro dell’Interno Mauri, il Presidente Nazionale FIPA Artali, il Presidente Nazionale Aned Venegoni, il Presidente Nazionale dell’ANPPIA Morrone, il Presidente Provinciale ANPI Cenati. A causa dell restrizioni per il Covid-19 era possibile la presenza di un solo rappresentante per Associazione.

A Roma per “Una rosa per le Madri Costituenti” al Verano stamattina erano presenti la Vicepresidente Nazionale Silvia Costa e il Vicesegretario Nazionale Cristina Olini alle tombe di Nilde Jotti, Teresa Spano e Matilde Bei al Veranocon Livia Turco e la Malgodi Togliatti, ricordando anche Angela Cingolani Guidi festeggiata oggi a Palestrina.

A Roma una rosa rossa anche a Maria de Unterrichter Jervolino al Cimitero Flaminio, insieme a Rosa Russo Jervolino, ai nipoti Francesca e Michele Russo. Insieme a Silvia Costa anche Livia Turco, Presidente della Fondazione Jotti, oltre a una rappresentanza dell’Anpi e del XV Municipio. Un splendida testimonianza di Rosetta dei genitori Costituenti Raffaele e Maria.

Ricordati a Trento Elsa Conci e Maria de Unterrichter oltre alle altre donne e uomini che hanno scritto la nostra Costituzione.

L’Anpc a Poggio Bustone omaggia Attilio Piccioni, padre fondatore della Costituzione. Presenti alla cerimonia il sindaco di Poggio Bustone, Debora Vitelli, il vice sindaco, Marco Agostini, e una delegazione dell’ANPC composta dal presidente Pino Strinati, dal segretario Ottavio Battisti e dal vice segretario Flavio Falilò.(https://www.rietinvetrina.it/lanpc-a-poggio-bustone-omaggia-attilio-piccioni-padre-fondatore-della-costituzione/).

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2 giugno 2020: la Repubblica della Costituzione. Rose rosse per le Madri Costituenti

Una cerimonia in ricordo delle Madri Costituenti sepolte nei cimiteri romani si terrà il 2 Giugno 2020.  Porteremo rose rosse dove riposano Nilde Iotti, Nadia Gallico Spano, Adele Bei, Angela Maria Guidi Cingolani e Maria De Unterrichter Jervolino.

Partecipano alla cerimonia al Verano in rappresentanza della nostra Associazione: Silvia Costa vicepresidente nazionale ANPC e Cristina Olini Vicesegretario nazionale ANPC .

La Presidente Mariapia Garavaglia ha dichiarato: “E’doveroso e credo anche un obbligo per noi ricordare quel manipolo di donne costituenti (21) che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra Costituzione con le battaglie a favore della pari dignità, del diritto al lavoro, dei temi riguardo istruzione e famiglia. Troppo poco sono ricordate. Tocca a noi richiamate il grande contributo che queste “Madri della Repubblica” hanno donato a tutte noi e a tutti gli Italiani. Viva la Repubblica delle donne! Perché il 2 giugno 1946 erano la maggioranza del corpo elettorale. Viva la Repubblica italiana!”.

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25 Aprile, il murale di ORME dedicato agli antifascisti

Per il 75esimo Anniversario della Liberazione, Ortica Memoria presenta l’ultima opera del collettivo Orticanoodles che sta prendendo vita in via Tucidide-Cavriana a Milano. I primi volti che emergono sono quelli di Elena Rasera, nome di battaglia “Olga”, e Carlo Venegoni, protagonista della resistenza nell’Alto Legnanese. Sono gli uomini e le donne oltraggiati dal Fascismo i protagonisti del murale che ORME Ortica Memoria dedica al 75esimo Anniversario della Liberazione. Progetto pensato dai cooperatori, artisti e cittadini dell’Ortica prima dell’emergenza Coronavirus e che in parte ha visto la luce, con i primi due volti ben visibili. Il disegno era stato già tracciato, con la tecnica dello spolvero che contraddistingue le opere di Orticanoodles, così come i primi colori: il viola a rappresentare il dramma della morte e del sacrificio, il nero del dolore e il rosso del sangue versato per la libertà. L’opera è dedicata alle donne e agli uomini antifascisti, deportati, perseguitati, appartenenti a tutti i ceti sociali, di diverso orientamento culturale, religioso e politico, indicati dalle associazioni della memoria milanesi che aderiscono al progetto: ANPI, ANED, ANPC, ANPPIA e Bella Ciao Milano. Si tratta di Elena Rasera, Claudia Ruggerini, Carlo Venegoni, Nedo Fiano, Luigi Pestalozza, Suor Enrichetta Alfieri, Monsignor Giovanni Barbareschi, Thelma Hauss De Finetti, Carlo Bianchi, Mino Steiner. Personaggi forse meno noti ma proprio per questo importanti da ricordare per il loro impegno antifascista e il legame con la città di Milano. A sostenere il progetto anche Legacoop Lombardia. Per le restrizioni in atto, dovute all’emergenza Coronavirus, che non consentono il concludersi dei lavori e soprattutto la partecipazione collettiva alle celebrazioni del 25 Aprile 2020, l’inaugurazione del murale è rimandata ma la memoria non si può fermare, come il progetto ORME insegna, scrivendo sui muri la storia del Novecento. Siamo a Milano, all’Ortica, il primo quartiere museo dove la storia del secolo scorso è tradotta in grandi murales tematici, realizzati dal collettivo Orticanoodles, con il patrocinio del Comune di Milano e del Municipio 3. Da qui parte l’abbraccio alla città per il 25 Aprile, la Festa della Resistenza italiana contro il nazifascismo. ORME Ortica Memoria è un museo a cielo aperto, dove la storia del Novecento è scritta sui muri. Il progetto è stato inaugurato ufficialmente l’1 ottobre 2017 con la presentazione, in Via San Faustino 5, del murale dedicato alla cooperazione. Le prime opere al quartiere Ortica tuttavia sono state realizzate tra il 2015 e il 2016, la primissima sul Cavalcavia Buccari, dedicata alle parole della libertà.

 

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Nella foto da sinistra: David Gentili (Presidente commissione Antimafia Comune di Milano), Leo Visco Girardi (Presidente ANED Milano), Luisa Ghidini (Presidente Sezione Milano ANPC), Roberto Cenati (Presidente ANPI Milano).

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Nella foto davanti al murale dedicato a Carlo Bianchi da sinistra: Luca Costamagna (Assessore Cultura Municipio 3), Luisa Ghidini (Presidente Anpc Milano), Roberto Cenati (Anpi Milano) e l’artista Wally.

Il 4 maggio è ripreso il lavoro al murale, interrotto il 6 marzo per la pandemia; il giorno 12 maggio le varie associazioni che hanno contribuito alla realizzazione del murale in via Teucidide a Milano, quartiere Ortica, si sono ritrovate per scattare alcune fotografie.
Nel pomeriggio sono poi passati anche i rappresentanti del Municipio 3, sotto il quale risiede il quartiere, oltre a rappresentanti del PD (Segretaria provinciale e consiglieri regionali). Tutto questo in quanto, causa COVID 19 non si è potuta fare una inaugurazione, rimandata probabilmente al prossimo autunno o al massimo alla primavera prossima. Una bella realizzazione artistica sulla Resistenza inaugurata a Milano della quali siamo stati partner per rappresentare la storia e i valori civili con linguaggi nuovi.
I nomi proposti dalla nostra Associazione sono stati:
– Carlo Bianchi (padre della nostra attivissima socia Carla Bianchi Iacono https://www.avvenire.it/agora/pagine/ilpartigianodischuster);
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Nella foto: Carla Bianchi Iacono (ANPC Milano) davanti al murale che raffigura suo padre Carlo Bianchi.

 

Altre info pubblicate su: https://orticamemoria.com/i-murales/agli-antifascisti-e-ai-deportati-politici/

https://www.orangeisthenewmilano.it/2020/05/22/un-murale-dedicato-agli-eroi-della-legalita-la-street-art-in-cattedra/

Inviti presentazione online Quaderno ANPC: #DENTROTUTTI il 4 GIUGNO 2020

dentro tuttidentro tutti 4 Giugno 2020

 

Scarica invito in pdf: Invito_4giugno_Resistenza, Democrazia, Costituzione_B2

Invito_4giugno_Resistenza, Democrazia, Costituzione_A2

12 Maggio 2020: Giornata Internazionale dell’Infermiere

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“Il coronavirus ha fatto ‘scoprire’ gli infermieri. Speriamo che d’ora in poi siano tenuti sempre nella considerazione che meritano. Hanno fatto anni di offensive culturali per ottenere una formazione accademica non solo che nobilitasse la loro preparazione professionale ma soprattutto per servire meglio i pazienti. Ora le istituzioni perfezionino la loro insostituibile attività assistenziale assicurando anche un numero coerente con i compiti che svolgono comunque con serietà e competenza. L’emergenza ha consentito un reclutamento urgente, ma serve che gli standard di presenza infermieristica siano sempre coerenti con i doverosi turni di lavoro e le specifiche contrattuali siano in linea con tutto quello che in questi mesi anche l’opinione pubblica ha riconosciuto alla professione infermieristica. Non posso non ricordare la pioniera degli infermieri, sorella Nightingale, la ‘ signora della lampada’ e tutte le Crocerossine a me carissime. Mariapia Garavaglia”.

 

 

9 Maggio 1978: l’assassinio di Aldo Moro

Image (23)Oggi ricorre il 42esimo anniversario dell’assassinio di Aldo Moro “uomo buono, mite, innocente”(Paolo VI).
La nostra Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia” lo ricorda così: “Martire della democrazia. Lo onoriamo col ricordo ma soprattutto seguendo il suo esempio lavorando ogni giorno al servizio della democrazia. Quando diciamo resistere resistere resistere a questo ci impegnano”.

La Vicepresidente Silvia Costa ha affermato: “Il 9 maggio unisce la morte barbara di Aldo Moro e la festa dell’Europa che quest’anno celebra i 70 anni dalla Dichiarazione Schuman che è la prima pietra della costruzione europea . Sta a noi ricordare e far capire quale e’ il legame potente che unisce questi due avvenimenti e queste due personalità, accomunate da valori profondamente cristiani: la comune volontà di costruire le condizioni per la pace, la libertà e la democrazia in Italia e in Europa, ma guardando al mondo . Una lezione di cui oggi più che mai capiamo la profezia”.

Il Vicepresidente Angelo Sferrazza ha ribadito: “L’insegnamento di Aldo Moro ed il suo sacrificio testimoniano che abbiamo bisogno di ideali forti e condivisi, che non hanno tempo”.

 

9 Maggio: una data importante per la resistenza europea

PHOTO-2020-05-08-15-59-54𝑺𝒐𝒑𝒉𝒊𝒆 𝑺𝒄𝒉𝒐𝒍𝒍
(9 maggio 1921, Forchtenberg, – 22 febbraio 1943, Monaco)

“Bisogna avere uno spirito forte e un cuore tenero” è l’espressione di Jacques Maritain ripresa come motto da Sophie.

“Fate resistenza passiva, resistenza ovunque siate; impedite che questa atea macchina di guerra continui a funzionare” sarà scritto nel primo volantino della Rosa Bianca.
E’ un invito alla opposizione non-violenta contro il regime criminale che ha condotto la Germania e il popolo tedesco a realizzare l’abominio dei campi di concentramento, le atrocità dei campi di sterminio e a portare le barbarie della guerra in Europa e nel mondo.

Sophie Scholl pur non essendo coinvolta nella preparazione dei primi quattro volantini, partecipa alle serate di discussione e viene a conoscenza dell’attività di propaganda clandestina.

Insieme al fratello Hans decidono che è giunta l’ora di raggiungere un maggior numero di studenti con i volantini.
“È questo un inizio della lotta per la nostra libera autodeterminazione, senza la quale non possono essere creati valori spirituali” verrà scritto nel sesto ed ultimo volantino ciclostilato.

Vogliono distribuire alcune migliaia di copie nei corridoi dell’università di Monaco. Non passeranno inosservati.
Il 18 febbraio del 1943 vengono fermati e arrestati.

Dopo quattro giorni di interrogatori subiscono un processo farsa. Con Christoph Probst sono condannati a morte per alto tradimento.
«Come possiamo aspettarci che la giustizia prevalga quando non c’è quasi nessuno disposto a dare se stesso individualmente per una giusta causa? È una giornata di sole così bella, e devo andare, ma che importa la mia morte, se attraverso di noi migliaia di persone sono risvegliate e suscitate all’azione?» dirà Sophie poco prima di essere portata alla ghigliottina.

Nella sua cella, sul retro del foglio dell’atto di accusa, Sophie ha lasciato scritto la parola “Freiheit” (Libertà).
Una testimonianza e un messaggio consegnato a donne e uomini di ogni tempo.

Oggi è anche un importante data per la Resistenza europea.

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