ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivio per la categoria “Articoli”

ROVEGNO, COMMEMORAZIONE DI ALDO GASTALDI “BISAGNO”

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – Sezione Sestri Levante e Tigullio esprime gratitudine a organizzatori, rappresentanti delle istituzioni e tutti i presenti convenuti oggi a Rovegno per rendere omaggio alla memoria di Aldo Gastaldi “Bisagno”. È stato un privilegio poter partecipare alla Santa Messa presieduta da Mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliario di Genova, in suffragio di uno straordinario esempio di partigiano cristiano per cui è stato recentemente avviato anche l’iter di canonizzazione. L’annuncio della causa di beatificazione è stato motivo di grande gioia per tutta la famiglia di Aldo Gastaldi, alla quale anche ANPC tiene a rivolgere le sue più vive felicitazioni. Bisagno è stato prima cristiano che partigiano; e poi partigiano perché cristiano. È proprio per questo che la sua testimonianza è stata, ed è tuttora, molto preziosa.

Nella foto: Avv. Luigi Ceffalo per ANPC Tigullio e Armanino Umberto per ANPC Nazionale e Divisione Cento Croci e Val Taro, il Sindaco di Genova Bucci e il consigliere regionale Claudio Muzio

Annunci

Il salvataggio della famiglia Perugia da parte di Mons. Igino Roscetti, 19/06/2019 – Biblioteca Comunale, Subiaco

Comunità  Ebraica di Roma               –           Comune di Subiaco
    Chi salva una vita, salva un mondo intero (Talmud Sanhedrin 37a)
  Il salvataggio della famiglia Perugia da parte di Mons. Igino Roscetti
                                  Saluti
                  Francesco Pelliccia (Sindaco di Subiaco)
        Mons. Mauro Parmeggiani (Vescovo di Tivoli e di Palestrina)
    Rav Riccardo Di Segni (Rabbino Capo della Comunità  Ebraica di Roma)
        Ruth Dureghello (Presidente della Comunità  Ebraica di Roma)
                                Interventi
    Tommaso Dell’Era (Università degli Studi della Tuscia): il contesto storico
          Fabrizio Lollobrigida (giornalista): Mons. Igino Roscetti
                              Le testimonianze:
  Lettura di alcuni passi tratti dal manoscritto di Mons. Igino Roscetti
              Laura Perugia (salvata da Mons. Igino Roscetti):
              testimonianza riportata da Silvia Haia Antonucci
    (Responsabile dell’Archivio Storico della Comunità  Ebraica di Roma
                          “Giancarlo Spizzichino”)
              Sandra Perugia (salvata da Mons. Igino Roscetti)
                                  Modera
  Claudio Procaccia (Direttore del Dipartimento Beni e Attività  Culturali della Comunità  Ebraica di Roma)
                      Mercoledì 19 giugno 2019, ore 17
            Biblioteca Comunale, via della Repubblica 26, Subiaco
    Saranno presenti Elena e Anna Fedeli (nipoti di Mons. Igino Roscetti)
Don Igino Roscetti_19_06_2019.png

95° Anniversario assassinio Giacomo Matteotti

Lungotevere Arnaldo da Brescia, 10 Giugno 1924 -2019

Il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi ha partecipato al ricordo del martire Giacomo Matteotti nella ricorrenza del 95° anniversario del suo assassinio. All’inizio della cerimonia è stata data lettura del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: «Giacomo Matteotti va considerato uno dei Padri della democrazia italiana. Anche se il suo brutale assassinio venne compiuto agli inizi del regime fascista, impedendo al leader socialista di continuare la battaglia di opposizione e di partecipare poi alla costruzione della Repubblica, l’eredità politica e morale di Matteotti è contenuta nei valori della nostra Costituzione e della stessa comunità nazionale. (…) Gli ideali democratici che Matteotti interpretò e difese, insieme agli obiettivi di giustizia sociale e di pace tra le nazioni, si sono affermati con la liberazione e la Repubblica.
Questo anniversario è un giorno di memoria che chiama le diverse generazioni di italiani a riflettere sulle responsabilità comuni, affinché i presupposti civili della democrazia siano continuamente rinsaldati, e non sia più consentito a nessuno di comprimere le libertà e i diritti».

Erano presenti fra le Autorità e le Istituzioni: il Sindaco Virginia Raggi, Il Vice Presidente del Senato Francesco Giro, il Presidente della Fondazione Matteotti Prof. Angelo Sabatini, la Presidente del II Municipio Francesca Del Bello, oltre ai Segretari Nazionali CGIL -CISL – UIL .

 

VISITA AI RIFUGI ANTIAEREI DI TERNI (sabato 15 giugno 2019)

COMUNICATO STAMPA

VISITA AI RIFUGI ANTIAEREI DI TERNI

Sabato 15 giugno 2019 – Officina Sociale “La Siviera” – via Carrara, 2 – Terni

Per ricordare l’anniversario della Liberazione di Terni dal nazifascismo, sabato 15 giugno 2019 sarà possibile visitare uno dei rifugi antiaerei più significativi della città, quello di Palazzo Carrara.

Lo scorso 22 marzo hanno visitato il rifugio gli alunni di due quinte elementari della Direzione didattica statale “Giuseppe Mazzini” e di tre seconde classi del Liceo artistico “Orneore Metelli”.

L’interesse dimostrato dagli studenti per strutture come i rifugi antiaerei, per la loro storia, per il motivo per il quale vennero costruiti così numerosi (e molti di essi a Terni sono ancora esistenti) e per come vennero utilizzati, ha indotto gli organizzatori a confermare l’apertura al pubblico del rifugio di Palazzo Carrata in concomitanza con la ricorrenza della Liberazione di Terni.

Le visite, gratuite, con accompagnatori del Gruppo Grotte Pipistrelli Cai Terni, saranno scaglionate ogni 30 minuti per gruppi di non più di 15 persone (l’ambiente dei rifugi presenta un percorso irregolare, a tratti angusto e sdrucciolevole: non saranno quindi ammessi bambini di età inferiore a 5 anni e i visitatori dovranno pertanto indossare abiti e scarpe comode nonché attenersi alle istruzioni delle guide).

Turni della mattina: dalle 10 alle 12:30

Turni del pomeriggio: dalle 15 alle 17:00

Quanti vorranno partecipare all’iniziativa dovranno prenotarsi entro venerdì 14 giugno chiamando i recapiti della Direzione Servizi Culturali e Alta Formazione del Comune di Terni:
0744 549726 oppure 0744 549 728
(dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 13:00).

Locandina Terni 15 Giugno.JPG

 

Cerimonia per il 75° Anniversario della Liberazione di Roma – 4 Giugno 2019

4 giugno 2019, Campidoglio – Aula Giulio Cesare

Saluto di Maurizio Gentilini – Segretario ANPC

A nome della Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (qui rappresentata anche dal vicepresidente Angelo Sferrazza e dal consigliere Aladino Lombardi) ringrazio il Comune di Roma per l’invito, che ci onora particolarmente. Saluto e ringrazio le Autorità presenti, i rappresentanti delle Associazioni combattentistiche e partigiane, con le quali ci accomuna la passione civile per quanto oggi siamo a commemorare e a festeggiare. Vorrei iniziare questo mio saluto con un richiamo alle parole, e al loro valore semantico. Abbiamo un sostantivo con un predicato: “Festa della liberazione di Roma”. Le feste civili hanno il senso della “memoria” e della “moralità”, caratteristiche – tra le altre – indispensabili per sentirsi parte della vita e del mondo. Tutte le feste hanno un carattere inclusivo, unitivo. Rispondono al bisogno di sentirsi strutturati, esistenti e consistenti rispetto al vuoto morale, e in ragione del bisogno di identità e di ordine. E poi, seguendo il significato etimologico: festa deriva dal latino “festum” che significa gioia, giubilo… Partiamo dunque da alcuni punti fermi …Ogni Paese ha i propri “fatti costitutivi”. Ricorrenze come quella di oggi rappresentano la radice dell’Italia repubblicana e democratica. E’ una radice popolare, di uguaglianza e di riscatto civile.La Resistenza e la Lotta di liberazione unificarono in una esperienza unica classi sociali diverse:

– Militanti politici di varie culture e di varie forze.

– Ufficiali e soldati dell’esercito regio, che di fronte a una scelta drammatica non si sono arresi (pensiamo ai fatti di Cefalonia e al destino degli Internati militari italiani in Germania)

– Nord e Sud (ricordiamo che la guerra di liberazione non fu combattuta solo al nord …)

– Uomini e, per la prima volta in modo consistente e strutturato, donne.

– La Resistenza fu un fenomeno europeo, e quindi alla base dell’idea di Europa unita, dopo l’epoca tragica del trionfo dei nazionalismi. Pensiamo alla storia di tutti gli esiliati politici antifascisti – dai fratelli Rosselli a Luigi Sturzo – in vari paesi negli anni ’20 e ’30, che prepararono la rinascita morale e democratica del paese e dell’Europa.

E poi, tutto il capitolo della lotta non armata, della resistenza morale e “senza fucile”. Un movimento formato da moltissime persone che, dopo la guerra, non chiese il riconoscimento di partigiano (pensiamo a Maria Romana De Gasperi, alla quale il padre proibì espressamente di fare domanda; oppure al periodo dell’occupazione nazifascista di Roma, dove “metà città nascondeva l’altra metà”, compresi quasi tutti i conventi e le canoniche …), ma senza il quale i partigiani combattenti non avrebbero potuto svolgere la loro battaglia. E infine, riprendendo la tesi di Norberto Bobbio sui valori resistenziali (una tesi che permette di evitare qualunque retorica “imbalsamante”), poniamo l’accento sul fatto che la Resistenza sia stata anche un “momento imperfetto”, che può e deve cercare la sua compiutezza nella democrazia e attraverso la Costituzione. La Resistenza fu un’esperienza collettiva, fatta da tante persone di provenienza diversa, di matrice culturale diversa, di formazione politica diversa (o a volte assente). Gli obiettivi erano due: liberare l’Italia dall’occupante tedesco e dal regime fascista, e creare un paese libero e democratico dopo 20 anni di dittatura. E dall’impegno di quei tanti – di quel mosaico di esperienze e provenienze, unite in un “idem sentire” – è maturata la consapevolezza che poi ci ha dato la Costituzione.

Maurizio Gentilini

 

(http://www.ansa.it/lazio/notizie/2019/06/04/raggi-roma-e-antifascista_719e0694-504a-48ac-a71f-2276e6193a69.html;

https://video.corriere.it/roma-raggi-celebra-campidoglio-75-anni-liberazione-nazifascismo/a42ebc38-86cb-11e9-aa8a-b6cfaffcadf0)

Il pomeriggio del 4 Giugno il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi ha partecipato anche alle cerimonie del 75° Anniversario dell’eccidio de La Storta (dove ha ricordato il sacrificio dei 14 martiri de La Storta) e di Forte Bravetta (dove la nipote di Augusto Latini, Domenica Pappalardo, ha fatto l’appello dei 77 martiri di Forte Bravetta).

In ricordo di Giuseppe Berti a Piacenza il 7 Giugno

Il prossimo venerdi 7 giugno si terrà una messa a ricordo, a 40 anni dalla scomparsa, del Servo di Dio (questo è il titolo che ha acquisito con il processo di beatificazione diocesano) Giuseppe Berti.
Alleghiamo volantino che ricorda l’occasione: alla Santa Messa, sempre in Chiesa, faranno seguito alcuni interventi che ne ricorderanno la elevata figura morale e civile.

Illustriamo brevemente la intensa vita terrena del Servo di Dio Giuseppe Berti:

Giuseppe Berti, classe 1899, si diplomò presso l’Istituto Magistrale di Piacenza. Durante la prima guerra mondiale combatté sul Montello nel 7° Reggimento telegrafisti. Dopo la guerra insegnò nelle scuole elementari. Presso l’Università Cattolica del S. Cuore di Milano si laureò in materie lettera¬rie nel 1927. Conseguì pure, nel 1936, il diploma in paleografia e archivi¬sta presso l’Archivio di Stato di Milano. Al liceo classico “Daniele Manin” di Cremona, insegnò filosofia dal 1938 al 1970. Partecipò alla fondazione del Partito Popolare Italiano e si impegnò strenuamente nella difesa della libertà, subendo anche violenze fisiche nel 1923. Durante la seconda guerra mondiale partecipò alla Resistenza nel cremonese, seguendo i suoi giovani arruolati nelle formazioni partigiane. Fu arrestato a Piacenza il 7 dicembre 1944, mentre lasciava la sede della FUCI di via San Giovanni. Fu liberato nella notte fra Natale e Santo Stefano grazie all’intervento di Giuseppe Prati, comandante della Divisione partigiana Val d’Arda: fu scambiato con un sergente della Repubblica Sociale Italiana.
Eletto deputato al Parlamento Italiano nella legislatura 1948-55, nei suoi interventi portò la sua attenzione in particolare sui problemi scolastici.
Si impegnò con fervore nella FUCI (1940-41) e, per molti anni, nell’Azione Cattolica della quale fu Presidente dell’Unione Uomini prima (1937/46) e poi Presidente Diocesano (1946/55); portò la sua parola di fervente educatore, animatore, evangelizzatore di giovani e adulti in tutta la diocesi, anche nelle piccole parrocchie di montagna.
Furono suoi amici e ammiratori: Giorgio La Pira, Carlo Carretto, Luigi Gedda, Raimondo Manzini, Giuseppe Lazzati.
Costituì a Piacenza, nel 1947 e lo diresse fino alla morte, il ROD: Reparto Operaio Diocesano dell’Associazione di Spiritualità Getsemanica fondata da Luigi Gedda: che mira alla formazione cristiana dei suoi membri, in vista di decisi impegni pastorali.
Nel 1939 fu fondatore e primo presidente della Conferenza di S. Vincenzo della parrocchia di S. Anna alla quale partecipò attivamente con grande fedeltà fino alla morte.
Pur essendo uomo di scuola, sentì fortemente i problemi del mondo operaio e vi si impegnò con dedizione, attraverso le ACLI che contribuì a fondare a Piacenza assieme all’ENAIP per l’istruzione professionale, operando sul piano organizzativo e formativo, con azione instancabile: corsi residenziali per dirigenti, scuola sociale di circolo, corsi mili¬tanti.
Per molti giovani e studenti fu un vero maestro di umanità e testimone di una profonda fede laicale. In tanti ricordano il suo stile sobrio, la sua capacità di ascolto, la sua premura nel farsi carico dei problemi.
Fu fondatore e primo presidente dell’Istituto Storico Piacentino della Resistenza.
Abbondante e profonda la sua produzione scientifica, particolarmente orientata ai temi della realtà piacentina: il pensiero filosofico, il movimento cattolico, la resistenza e i problemi giovanili.
Il professor Giuseppe Berti è deceduto il 7 giugno 1979 in seguito alle conseguenze di un precedente investimento da parte di un’auto, davanti alla chiesa alla quale si recava per la messa giornaliera.
I funerali sono stati celebrati in Cattedrale, presieduti dall’allora vescovo mons. Enrico Manfredini, che nell’omelia mise in rilievo la  “sincera fedeltà ai poveri e alla povertà” e il suo “profondo affetto per la comunione ecclesiale”.
La sua memoria è tenuta viva oggi dalla Casa Editrice Diocesana e dall’Istituto Culturale dell’Azione Cattolica diocesana che portano il suo nome.
Il 3 agosto 2017 il Vescovo di Piacenza-Bobbio, mons. Gianni Ambrosio, ha firmato e siglato i documenti della conclusione del processo diocesano per la beatificazione del prof. Giuseppe Berti che così ha acquisito il titolo di Servo di Dio.
 

giuseppe Berti

2 Giugno 2019 Festa della Repubblica

Alla sfilata per il 73° Anniversario della Festa della Repubblica erano presenti il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi e con il Labaro dell’ANPC Lucia Scagnoli e Mara Mincone.

Alla celebrazione in Via dei Fori Imperiali era presente il Vicepresidente Nazionale Angelo Sferrazza.

 

 

 

Cerimonia 2 giugno 2019 Monte Lana e passo di Santa Franca.

DOMENICA 2 GIUGNO 2019 in occasione della Festa della Repubblica, a ricordo del martirio dei primi quattro partigiani vittime dei nazi-fascisti durante la Resistenza nella provincia di Piacenza: Rossetti Antonio – Carini Benvenuto – Carini Giuseppe di Gropparello e Silva Eugenio di Morfasso, trucidati barbaramente il 04.06.1944 ci sarà una cerimonia come da locandina.

2 giugno piacenza anpc.JPG

Alle ore 10,00 verrà fatta prima visita al cippo che si trova appena sopra la frazione in località Monte Lana (Bettola), con  Deposizione Corona d’alloro, successivamente alle ore 10,30 verrà celebrata la Santa Messa nel Santuario di Santa Franca (Morfasso) a cui faranno seguito, presentati da Silvia Parmigiani della sezione ANPI di Gropparello, gli interventi di Delio Guarnieri, che porterà i saluti di A.N.P.I. Provinciale e dall’Orazione Ufficiale tenuta da Marco Bergonzi di A.N.P.C. Provinciale.

26 Maggio!

Votiamo Europa.JPG

Atti del Convegno “La Resistenza 75 anni dopo” a Firenze

“A settantacinque anni di distanza dalla Lotta di Liberazione stanno emergendo nuove sfide per la democrazia di dimensioni planetarie”. Per questo l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (ANPC) ha organizzato il convegno “La Resistenza settantacinque anni dopo tra storia e sfide globali”, tenutosi a Firenze il 9 Marzo 2019.

“Oggi più che mai si impone il dovere di una riflessione ‘nuova’, e la resistenza deve essere collocata al centro dello studio, del dibattito, della ricerca storica, come uno dei passaggi più alti della storia del nostro Paese”.

Il Presidente Giuseppe Matulli nella sua relazione ha precisato: “Lo stesso impegno civile e morale che mosse, allora, i partigiani – uniti nell’ideale di libertà e democrazia pur tra le varie culture di provenienza – ci impone di affrontare e discutere criticamente le principali derive che emergono oggi e che giungono a proporre il ritorno ai vecchi nazionalismi che fecero, del secolo scorso, il tempo delle due guerre mondiali”.

Il Convegno ha avuto un grande successo e rappresenta un punto di partenza e di riflessione comune per tutti coloro che condividono gli ideali di democrazia.

Pertanto pubblichiamo gli Atti del Convegno, scaricabili in formato pdf cliccando qui:Atti “Convegno ANPC” Firenze 2019_def

Ricordiamo altresì gli altri due articoli pubblicati sul Convegno:

https://anpcnazionale.com/2019/02/28/la-resistenza-75-anni-dopo-tra-storia-e-sfide-globali-convegno-firenze-9-marzo-2019/ ; https://anpcnazionale.com/2019/03/10/lanpc-a-firenze/

Galleria fotografica

 

Navigazione articolo