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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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Due importanti iniziative a Desenzano il 6 e l’8 Marzo

Il 6 marzo Giornata Europea dei Giusti –  presso il “Bosco della Memoria” nel Parco Comunale Laghetto a Desenzano alle 18 si svolgerà la cerimonia della scoperta dei nuovi giusti. Sono sei donne che impegnate in attività diverse, fecero del bene negli anni del dopo guerra, fino ai nostri giorni. Ora loro, lasciata la vita terrena vengono proposte non solo come “giusti” ma divengono esempio di rettitudine e di impegno civile. Sono Bruna, Giulietta, Lisetta, Annamaria, Franca e Pasqua. Per ognuna di loro verrà letto un breve ricordo.

L’8 marzo festa della donna si vuole organizzare il “percorso di Angela”. Angela Merici una donna di umili origini che lottò, siamo nel Medioevo, per far riconoscere i diritti delle donne non solo ad esistere in modo umano ma soprattutto rivendicava il diritto all’istruzione per le giovani. Non è un percorso religioso ma storico e laico. Angela venne dopo molti anni elevata all’onore degli altari ma noi vogliamo mettere in luce la sua forza, sicuramente proveniente dalla fede in Dio, in cui affiancò il suo impegno con doti di grande intelligenza pratica. Il  percorso è articolato su sette punti chiave dove verranno illustrate le tappe di quella dura lotta contro il potere dispotico del tempo che “non considerava la donna”. 

Ringraziamo il socio Gaetano Agnini per le notizie.

Santa Barbara 2020: un ricordo nel cuore.

Per chi avesse perso questo importante appuntamento o avesse voglia di rivedere la bellissima trasmissione televisiva realizzata il 4 Dicembre può cliccare su: https://www.youtube.com/watch?v=2AzXBbFLEos&feature=youtu.be

L’intervista alla nostra Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia

L’intervista all’Ambasciatore Onu, Staffan De Mistura

L’intervista al nostro Segretario Nazionale, Maurizio Gentilini

Chiara Lubich in dialogo con il nostro tempo

Convegno “Oltre il Novecento” – Roma, Biblioteca Nazionale – 18-19 febbraio

Angelo Sferrazza: una borsa di studio alla memoria

Il Consiglio dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (ANPC) ha deciso di istituire una borsa di studio dedicata alla memoria del proprio vicepresidente, il giornalista ed esperto di politica internazionale Angelo Sferrazza, a favore del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi Roma Tre per consentire a un giovane studioso di sostenere gli oneri dell’iscrizione all’VIII edizione del Master di II livello in “Diritto penitenziario e Costituzione”, per cui è richiesto lo svolgimento di una ricerca sulla figura di Eugenio Perucatti.

Direttore del carcere per ergastolani dell’isola di Santo Stefano (dal 1952 al 1960) Perucatti, fedele ai dettami della Costituzione italiana, si è battuto tutta la vita contro il carcere duro e l’ergastolo, ispirando nuove leggi e nuovi regolamenti sull’esecuzione della pena, fino alla Legge Gozzini che nel 1976 sancì il principio secondo cui lo Stato poteva, dopo 26 anni di carcere, rimettere in libertà condizionale quegli ergastolani che rispondessero agli adeguati presupposti riabilitativi. Alla storia di Eugenio Perucatti è dedicato il libro Quel ‘criminale’ di mio padre, scritto dal figlio Antonio.

Angelo Sferrazza, cui è dedicata la borsa di studio, era nato il 25 marzo 1936 a Fano, in provincia di Pesaro. Giornalista e dirigente della Rai, fu nominato vicedirettore di Rai Teche in quanto esperto di Storia della comunicazione televisiva. Fu anche consulente della Copeam, la Conferenza permanente dell’audiovisivo del Mediterraneo. Inoltre è stato vicepresidente e segretario nazionale dell’Ucsi, l’Unione cattolica della stampa italiana. E’ scomparso il 23 novembre 2020 all’età di 84 anni

Clicca qui per leggere l‘avvisio di selezione e qui per scaricare la domanda di ammissione alla selezione

Pubblicato su: https://www.raiscuola.rai.it/raiscuola/articoli/2021/02/Angelo-Sferrazza-una-borsa-di-studio-alla-memoria-94a4234f-def5-4079-863d-205b0669a547.html

Ado Fanfarillo ci ha lasciato

L’Anpc piange la scomparsa di un vero protagonista. Una preghiera e un abbraccio ai familiari con tanta gratitudine per il suo impegno e la sua testimonianza.

Il ricordo della Sezione di Frosinone: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=259505175749555&id=102862261413848

Oggi, 41 anni fa, l’assassinio di Vittorio Bachelet

E” giusto ricordare oggi Vittorio Bachelet a 41 anni dal suo assassinio. Le parole della Presidente Nazionale: “Ricordo ancora lo sgomento quando ricevemmo la notizia. Un nucleo delle Brigate Rosse colpi a morte il professore mentre scendeva le scale alla Università, conversando con la sua allieva e nostra amica Rosy Bindi. Fu la scelta efferata di stroncare la vita a un uomo esemplare, professore, amministratore del comune di Roma, giurista illuminato, membro del CSM. Colpi’ l’opinione pubblica il perdono che il figlio Giovanni, dall’altare, concesse agli assassini. Testimonianza di una educazione cristiana anche familiare. È doveroso ricordare e proporre ad esempio un protagonista della nostra storia civile perché si recuperi impegno e competenza in ogni servizio  alla comunità”. L’Anpc unisce al ricordo ancora gratitudine e vicinanza ai suoi familiari.

11 febbraio, Giornata del malato

Due forti messaggi, di Papa Francesco e dei Vescovi italiani, nei quali ovviamente si fa riferimento alla pandemia ma per affermare che “la malattia ha sempre un volto, e non uno solo: ha il volto di ogni malato e malata, anche di quelli che si sentono ignorati, esclusi, vittime di ingiustizie sociali che negano loro diritti essenziali”(Papa Francesco). La pandemia come ogni famiglia fa “sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie facendoci riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita” (CEI).

Ne deriva che il binomio libertà e vita ci consegna una grande responsabilità per servire la vita. Occorre rimediare alle inadeguatezze e carenze dei servizi sanitari che la pandemia ha evidenziato. Occorre garantire agli anziani e ai più vulnerabili l’accesso alle cure migliori. Abbiamo conosciuto anche la dedizione degli operatori sanitari ai vari livelli, dei volontari.

Ci viene chiesto di mettere al centro la dignità del malato e tutelare la professionalità degli operatori, nonché sostenere i familiari dei pazienti.  Diamoci da fare per raccogliere l’invito a servire la dignità e la libertà dei più bisognosi. Mariapia Garavaglia

10 FEBBRAIO – GIORNATA DEL RICORDO DELLE FOIBE

Una data che riassume un capitolo tragico della nostra storia e di un territorio, la Venezia Giulia, sconvolto da violenze ed eccidi durante e dopo il SECONDO conflitto mondiale: il 10 febbraio, dal 2004, è il “Giorno del Ricordo”, dedicato alle vittime delle foibe e alle migliaia di esuli costretti a lasciare l’Istria e la Dalmazia nel secondo dopoguerra.

Una pagina di storia che il professor Ernesto Galli della Loggia rilegge con Massimo Bernardini a “Il Tempo e la Storia”, il programma di Rai Cultura.

In primo piano, uno scenario di orrori per molti anni confinato nell’oblio, che segna gli ultimi mesi del II conflitto mondiale e l’immediato dopoguerra in Venezia Giulia e nel Friuli Orientale.  

http://www.raiscuola.rai.it/articoli/foibe-il-giorno-del-ricordo/39761/default.aspx

Commemorazione Don Giuseppe Borea

È il 9 febbraio 1945, mancano poco più di due mesi alla fine della guerra. Dalle carceri di Piacenza un giovane sacerdote viene prelevato e condotto nel recinto del cimitero urbano. Il plotone di esecuzione della Repubblica sociale punta il mitra contro di lui, che stringe al petto il crocifisso e cade martire, benedicendo i suoi carnefici. Accade tutto in fretta, nel silenzio. La condanna a morte era scritta da tempo e a niente è servito il lavoro concitato di chi fino all’ultimo ha tentato di sventare il peggio. Chi predicava il vangelo e la pacificazione è stato ucciso, come sul Golgota, da soldati imbestialiti.
Quel sacerdote si chiama don Giuseppe Borea e non ha ancora compiuto trentacinque anni. In realtà ne dimostra molti meno. Ha un viso da bambino, l’aria timida e una grande bontà d’animo. Don Giuseppe è parroco di Obolo, frazione in Comune di Gropparello, da oltre un anno è anche cappellano della Divisione partigiana Valdarda. La sua storia personale si intreccia con i fatti della Resistenza in Italia al regime nazifascista e con le tante storie di uomini che proprio lui confessa, conforta, assiste nell’ora della prova.

In ricordo del Suo martirio sabato 6 Febbraio us, a cura di A.N.P.C. Piacenza e A.N.P.I. Piacenza, del comitato spontaneo che si è costituito per ricordarne la figura, e della Diocesi di Piacenza-Bobbio, si è tenuta la commemorazione del tragico evento, con la celebrazione della S. Messa da parte di don Giuseppe Basini, vicario episcopale per la città di Piacenza, seguita dalla deposizione della corona d’alloro sulla tomba di don Giuseppe nella cappella funeraria del Pio Ritiro Cerati. Di seguito l’articolo apparso sul quotidiano locale: Libertà

Addio a Franco Marini

Ci ha lasciato Franco Marini. L’appellativo affettuoso di ‘orso marsicano’ dice del suo carattere forte col quale ha servito con lealtà e grandi ideali la nostra democrazia. Già presidente del Senato, ministro del Lavoro, segretario generale Cisl e segretario generale. Uno degli artefici della nascita dell’Ulivo e del centrosinistra, quando con coraggio impedì che il PPI scivolasse a destra. Fu tra i fondatori del Partito democratico. Protagonista della vita politica degli ultimi 40 anni merita gratitudine per l’impegno vitale, in ogni ruolo, custode delle libertà costituzionali, fiero e forte ed esemplare combattente. Alpino per sempre. Addio e grazie Franco da tutti gli amici di ANPC.

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