ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivio per la categoria “Articoli”

XVII Congresso Nazionale: il 23 Novembre a Firenze

locandina Firenze 23 novembre 2019

Il 4 aprile 1949 nasceva l’Alleanza atlantica, che fu la risposta militare necessaria per assicurare la pace nel contesto di tensione internazionale della Guerra Fredda.
L’organizzazione era funzionale alla comunità dei paesi occidentali retti da regimi democratici, che riuscirono a creare una situazione caratterizzata dal benessere economico, nella libertà e nella crescita della coesione sociale.
Nel contesto politico italiano, l’Alleanza Atlantica fu considerata un fattore divisivo tra le maggiori forze politiche di governo e di opposizione fino al 1976, quando Enrico Berlinguer ne riconobbe e ne condivise la funzione di sicurezza. Lo spirito dell’alleanza conteneva in se stessa le prospettive della propria evoluzione.

Il 26 settembre del 1951, parlando al Congresso degli Stati Uniti d’America, Alcide De Gasperi disse infatti “L’Europa una volta finalmente unita, vi esonererà dai vostri sacrifici di uomini e di armi, perché potrà pensare da sola alla difesa della pace e della comune libertà, raccogliendo le inesauste energie della sua tradizione morale e civile. Essa vorrà allora, signori,assumere di nuovo la sua funzione determinante nel corso del progresso umano, con l’apporto del suo decisivo contributo”.

A 70 anni dalla nascita della Nato nel contesto internazionale del XXI secolo le prospettive di libertà sono legate al ruolo geopolitico di una Europa politica unita.
Per questo una nozione nuova e attuale di “liberazione”, non solo italiana ed europea, deve essere ricercata nell’impegno comune a realizzare una integrazione politica europea autentica e compiuta.

Scarica qui il programma in pdf: Programma (1)

Milano e le celebrazioni per il 4 Novembre

Milano ha onorato i caduti con diverse celebrazioni, iniziate il 1 novembre al Cimitero Monumentale e culminate il 4 novembre, festa dell’Unità Nazionale con la deposizione delle corone al Sacrario, l’alzabandiera in piazza Duomo e la fanfara dei Carabinieri.

Nella Celebrazione presieduta al Cimitero Monumentale, alla vigilia della ricorrenza dedicata ai Defunti, l’Arcivescovo ha rivolto un messaggio all’intera città: “Da un cimitero – la città dei morti e del silenzio – può giungere un messaggio alla metropoli dei vivi, rumorosa, intraprendente, indaffarata e, spesso, segnata dallo scetticismo? Sì, può, anzi deve per parlare forte e chiaro alla Milano di oggi”.

Programma milano 4 novembre.JPG

Erano Presenti per ANPC alle varie celebrazioni Carla Bianchi Iacono, Luisa Ghidini Comotti e Tino Roda.

Alcune foto della Messa del 2 Novembre in S. Ambrogio in memoria dei caduti di tutte le guerre e dei servitori dello Stato. Nel secondo gruppo foto con la deposizione delle corone al Sacrario avvenuta il 4 Novembre alle 9:30.

AMATRICE PER NON DIMENTICARE NEL 60 ANNIVERSARIO SCOMPARSA DON GIOVANNI MINOZZI

AMATRICE PER NON DIMENTICARE, un concerto nell’ambito della XXI Edizione di Santa Barbara nel mondo, il 9 Novembre alle ore 16:00 nella Basilica di Santa Croce in Gerusalemme: ci saranno molti amatriciana che vivono a Roma, i massimi vertici della Guardia di Finanza e dell’ Opera fondata da Don Minozzi e rappresentati delle istituzioni. Una bellissima iniziativa a cui siete tutti invitati (Invito Manifestazione Santa Barbara nel Mondo).

Concerto x Amatrice-2019-11-07-06-46-55.jpg

Ci lascia a 92 anni il partigiano Franco Bracali

“La Spezia – E’ morto improvvisamente questa mattina, a seguito di un malore che lo ha colpito nella sua abitazione di via Valle alla Spezia, il partigiano Franco Bracali. Aveva 92 anni, e solo poche settimane fa era stato eletto per acclamazione presidente dell’associazione partigiani cristiani della Spezia, un incarico che aveva molto gradito e per svolgere il quale aveva già cominciato ad impegnarsi, nonostante l’età già avanzata. Franco Bracali, nato alla Spezia nel 1926 nel quartiere della Scorza, fece parte sino al 1942 del gruppo dei “ragazzi di don Mori”, dal nome dell’allora parroco di piazza Brin, nucleo iniziale dell’antifascismo e della Resistenza cattolica alla Spezia. Arruolatosi nella Guardia di finanza, nel 1943 salì “ai monti”, non accettando di essere forzatamente arruolato nelle forze armate della Repubblica di Salò. Rientrato a Brugnato, dove risiedeva la sua famiglia (il fratello don Osvaldo fu a lungo parroco della città), si unì alla colonna “Giustizia e libertà” del comandante Daniele Bucchioni, entrando a far parte della squadra di polizia partigiana, che aveva sede al Castellaro di Zignago. Si trovò così a contrastare i due grandi rastrellamenti nazifascisti dell’agosto 1944 e del gennaio 1945. Nel dopoguerra ha svolto per molti anni la professione di geometra e di perito giudiziale per le vertenze immobiliari. E’ stato consigliere e assessore del Comune di Brugnato, oltre che segretario della locale sezione della Democrazia cristiana.
Aderente da molti anni all’associazione partigiani cristiani, il mese scorso ne era stato eletto presidente. Proprio oggi, a Brugnato, si è svolta una cerimonia a ricordo del fratello don Osvaldo, che aveva donato dei fondi per realizzare una cappella cimiteriale per i canonici, quali lui era stato a lungo, e i sacerdoti della città.
Bracali lascia la figlia Sabrina e tre nipoti. I funerali saranno fissati nei prossimi giorni.
Alla famiglia le nostre condoglianze”.

(pubblicato su: http://www.cittadellaspezia.com/mobile/la-spezia/cronaca/e-morto-a-92-anni-il-partigiano-franco-bracali-298195.aspx).

L’Anpc si stringe attorno al dolore dei familiari e porge le più sentite condoglianze.

Bracali.jpg

 

 

70° Patto Atlantico a Rieti il 14 e il 16 Novembre

1554e77d-a7ea-47b8-91f4-97640ead4de1

50° Comitato Permanente Antifascista

Pubblichiamo la locandina per il 50° del Comitato Permanente Antifascista di Milano, di cui fa parte il nostro Consigliere Nazionale, Carla Bianchi Iacono.

comitato antifascista ottobre 2019.jpg

L’ANPC di Bergamo: un incontro su Teresio Olivelli

image1.jpg

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI CRISTIANI di Bergamo ha organizzato un incontro,  il giorno 17 ottobre 2019 avente per tema “La figura, le opere e le scelte del Beato Teresio Olivelli”. Perché parlare ancora di Teresio Olivelli?

Perché è una storia che può darci ancora tanti spunti di riflessione sulla nostra Resistenza e ancora sul nostro  futuro .

Una vita breve la sua ma vissuta molto intensamente: le sue lotte, le sue aspirazioni, la sua religiosità furono filo conduttore di un comportamento  esemplare pur all’interno di una serie di contraddizioni e di ambiguità (l’adesione al partito fascista principalmente). Come ha rilevato Mons. Gervasoni resta  un esempio da proporre ai nostri giovani che si trovano in una società di falsi idoli,di egoismi e sopraffazioni.

Nel lavoro di postulazione per la sua beatificazione Mons. Gervasoni ha dovuto  precisare i tanti aspetti della vita di Teresio. Visse un dinamismo incredibile per un giovane del 1916. La difficoltà più grossa  fu quella di giustificare la sua posizione sulle leggi razziali. Solo un’attenta analisi dei suoi scritti del periodo ci riportano al riconoscimento dei suoi sforzi per essere coerente con  i suoi ideali religiosi in ogni ambito.

Ma decisivi furono Il suo schierarsi con la Resistenza, anche qui per porsi in aiuto degli uomini e con l’accettazione di una lotta giustificata dalla necessità di liberarsi dal nazifascismo, come si espresse  nella “Preghiera del ribelle per amore” scritta con i compagni di prigionia.

 Fino alla fine si prodigherà per il prossimo.

Di Teresio Olivelli curatore (con Carlo Bianchi e Claudio Sartori) della  stampa del “RIBELLE” (pubblicazione continuativa di“Brescia Libera”) ci ha parlato il prof. Mario Fiorendi .

In questo periodo furono pubblicati scritti con idee innovative fondate su una cultura già proiettata agli ideali di giustizia e democrazia che furono poi ripresi nella nostra Costituzione: potremmo inserirli, ancora oggi, nello studio dell’educazione civica.

Per tutti questi motivi Teresio Olivelli  si conferma come una guida credibile per il nostro cammino nel mantenimento  della Libertà.

Marina Pighizzini

image2.jpg

BRACALI NUOVO PRESIDENTE ANPC – SEZIONE DI LA SPEZIA

Il partigiano Franco Bracali, già insignito della medaglia della Resistenza, è il nuovo presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. Lo ha eletto per acclamazione l’assemblea dei soci, riunitasi nella sede di via Veneto alla Spezia. Bracali sostituisce Franco Bernardi, scomparso alcuni mesi or sono. Franco Bracali, nato alla Spezia nel 1926, è uno dei pochi partigiani ancora viventi ed attivi. Originario del quartiere della Scorza, fece parte sino al 1942 del gruppo dei “ragazzi di don Mori”, dal nome dell’allora parroco di piazza Brin, nucleo iniziale dell’antifascismo e della Resistenza cattolica alla Spezia. Arruolatosi nella Guardia di finanza, nel 1943 salì “ai monti” per non essere forzatamente trasferito nelle forze armate della Repubblica di Salò. Rientrato a Brugnato, dove risiedeva la sua famiglia (il fratello don Osvaldo fu a lungo parroco della città), si unì alla colonna “Giustizia e libertà” del comandante Daniele Bucchioni, entrando a far parte della squadra di polizia partigiana, che aveva sede al Castellaro di Zignago. Si trovò così a contrastare i due grandi rastrellamenti nazifascisti dell’agosto 1944 e del gennaio 1945. Nel dopoguerra è stato consigliere e assessore del Comune di Brugnato, oltre che segretario della locale sezione della Democrazia Cristiana.

Congratulazioni!

PHOTO-2019-10-16-18-43-23

UNA DATA DA RICORDARE!

Roma, sabato 16 ottobre 1943, giorno dedicato al Signore, alle 5,30 del mattino truppe tedesche, con l’attiva collaborazione delle forze di polizia repubblichine, invadano la zona del ghetto e iniziano una operazione di rastrellamento. 1023 persone donne uomini e 207 bambini vengono caricati su camion e condotti in una struttura militare aldilà del Tevere. Due giorni dopo dalla stazione Tiburtina parte il primo treno della morte. Destinazione il campo di Auschwitz-Birkenau. Delle 1023 persone ne ritornarono solo 16, 15 uomini e una donna. Una data questa del 16 ottobre che in molti di noi, ogni anno, desta emozione e dolore. Una emozione che si fa più forte in momenti come questi dove le lugubri ombre del passato ritornano sempre più numerose e pericolose. Spaventa assistere ad una “riscoperta” dei più biechi e ottusi stereotipi sugli ebrei e ad un aumento di atti violenti.L’ultimo alla Sinagoga di Halle, nella Germania Orientale, nel giorno di Yom Kippur. Giorno destinato al digiuno,alla preghiera e al sincero ritorno a Dio. Un giovane neonazista Stephan Balliet di 27 anni, “mascherato” da militare con armi automatiche e chili di esplosivo ha tentato una strage nella Sinagoga. Quello che preoccupa è che azioni di solitari siano poi alimentate e amplificate dalla rete. E anche che le risposte a questi atti trovino impreparati gli organi preposti alla difesa e alla protezione. Ma anche, ancora più preoccupante che si rafforzino partiti di estrema destra come ad esempio in Germania l’AfD e che i simboli nazisti e fascisti siano tornati a sventolare. E’ per questo che bisogna aumentare la vigilanza e la diffusione della conoscenza della storia. Ma non basta solo coltivare la memoria, bisogna agire e reagire con forza e determinazione. Oggi però il nostro pensiero vada alle sorelle e fratelli ebrei non più tornati e che non hanno una tomba dove deporre una pietra. Ma da domani si faccia qualcosa.

 

IN MEDIO ORIENTE UNA NUOVA E PERICOLOSA CRISI

“Operazione Primavera di pace” questo il nome dell’attacco turco ai curdi del Rojava  nel nord-est della Siria, con il bombardamento a postazioni di confine, compresa Kobane, la città simbolo della strenua e coraggiosa resistenza allo Stato Islamico. Il progetto della Turchia e’ quello di impedire la nascita di una provincia curda, dopo quella in Iraq, ai propri confini. Nel complicato labirinto della guerra siriana, che con un improvvido twitter, subito rimangiato, il Presidente degli Stati Uniti Donal Trump ha definito “ridicola”, la decisione di Recep Tayyip Erdogan, rischia di riaccendere un conflitto pericoloso che per il momento non ha soluzione. Contro la Turchia si stanno velocemente allineando reazioni vocalmente dure, ma al momento sostanzialmente inefficaci e ipocrite. A far la voce grossa ora è lo stesso Trump brandendo l’arma spuntata delle sanzioni. Dimenticando che ciò che sta accadendo è la conseguenza della “sua” decisione del ritiro del contingente statunitense nella zona di Kobane. Chi tace e come fece con Barak Obama è il volpino Putin, ormai solo e vero protettore della Siria. L’operazione turca non è solo strategico-militare, ma soprattutto di politica interna: impedire ogni collegamento con il PKK. Erdogan si fermerà? Certo non per le sanzioni, che per ora come sta facendo l’Europa e non unitariamente, consistono solo nel blocco della vendita (futura) di armamenti ad Ankara. La Turchia non ha bisogno di armi. Ne ha già tante. La più pericolosa è quella umana: i profughi. L’attacco al nord-est della Siria ha già creato una nuova fuga di migliaia di persone. Mentre la “cancellerie” discutono, uomini, donne e bambini sotto le bombe cercano la salvezza. I dati sono imprecisi, ma già si parla, secondo l’Onu e l’Unicef, di 200.000 persone in fuga con 75.000 bambini, mentre l’OMS lancia un allarme sanitario. Ma sono i profughi “ospitatati” in Turchia che creano le maggiori preoccupazioni in Europa. Erdogan minaccia di mandarli verso i nostri Paesi. Così come la fuga dei militanti Isis dai campi e dalle carceri. E’ da Papa Francesco che ci giunge un messaggio chiaro. La Santa Sede non ha gradito l’operazione militare di Erdogan. All’Angelus di domenica scorsa senza nominare la Turchia il Papa ha detto: “Il mio pensiero va ancora una volta al Medio Oriente. In particolare all’amata e martoriata Siria”. E ricorda i profughi, fra questi molti cristiani. Ma e’ nelle ultime parole che si rileva il suo pensiero. “A tutti gli attori coinvolti e anche alla Comunità Internazionale, per favore, rinnovo l’appello ad impegnarsi con sincerità, con onestà e trasparenza sulla strada del dialogo per cercare soluzioni efficaci”. Che non sembrano vicine. Intanto le bombe continuano a cadere, le varie milizie a uccidere su commissione come è stato con la giovane  curda Hevrin Khalaf, segretaria del Partito del Futuro siriano. I terroristi Isis si riorganizzano e riprendono ad uccidere e “giustiziare”. Di fronte a tragedie come queste si sente tutta la nostra impotenza e la debolezza della politica, ad iniziare da quella europea. Lo ha ricordato anche il Presidente del Parlamento Europeo Davide Sassoli : “Non basta l’indignazione, ci vogliono azioni concrete”. (a.s.)

Navigazione articolo