ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

25 aprile 2026: Anpc Tigullio Discorso del Presidente Armanino Umberto al Passo del Cento Croci

Discorso al Monumento dei Partigiani Cristiani – Passo del Cento Croci

“Cari amici, autorità civili e militari, associazioni combattentistiche, Alpini di Varese Ligure e San Pietro Vara, sono qui oggi per portarvi un saluto che è prima di tutto un atto di fedeltà. Essere qui, innanzi a questo monumento, non è solo ricordare la storia delle Divisioni Cento Croci e Val Taro, ma è riaffermare l’anima cristiana che ha guidato i nostri Padri. Dal 1980, il nostro cammino quassù è stato illuminato da don Mario Perinetti. Il nostro ultimo cappellano ci ha accompagnato in ogni celebrazione del 25 aprile, e oggi è  in cielo con i nostri Padri e i nostri Cappellani a indicarci il cammino. Oggi lo ricordiamo con affetto e gratitudine, sentendo la sua voce ancora tra queste montagne.

Voglio invitarvi a guardare questo Trittico alle mie spalle. C’è un cappellano che fa la morale al Partigiano. In un tempo in cui la violenza sembrava l’unica lingua possibile, i nostri cappellani ricordavano ai ragazzi che si può combattere per la libertà senza odiare il nemico

Insegnava al partigiano a comportarsi bene, a restare cristiano anche di fronte al nemico, a non cedere alla vendetta. Gli diceva che la nostra battaglia era per la vita e per la dignità, mai per l’odio. Che questo monumento e il ricordo di don Mario, del Comandante Richetto continuino a ricordarci che la libertà è un dono prezioso, da custodire sempre e difendere.Viva i Partigiani Cristiani, Viva le Divisioni Cento Croci e Val Taro “

Il Trombettiere Elemire Figone, nipote del Comandante dei Sabotatori, ha reso questo momento ancora più solenne suonando il Silenzio.

25 Aprile 2026 – Festa della Liberazione a Ferrara

La cerimonia del 25 aprile 2026 a Ferrara è iniziata alle 10:00 con l’alzabandiera e gli onori militari sul sagrato della Cattedrale.

A seguire la deposizione di corone al sacrario dei caduti per la libertà alla Torre della Vittoria da parte delle autorità civili e politiche, delle associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma. La giornata del 25 aprile deve essere una giornata di festa, una giornata di riconciliazione, una giornata che mette in condivisione i valori della patria, i valori della resistenza contro il nazifascismo” ha affermato successivamente Francesco Bertelli (ANPC Ferrara) anche nome delle associazioni combattentistiche e d’arma. “Questa festa rappresenta per i giovani un momento importante e un’occasione per rendere Ferrara ancora più bella. Oggi la Repubblica celebra un sentimento di libertà che costituisce il pilastro della nostra identità” ha continuato Bertelli, ricordando come – dopo gli anni della dittatura – l’Italia abbia trovato il riscatto e l’unità con le forze democratiche europee che si contrapposero al nazifascismo, contribuendo alla costruzione di una “società basata sulla democrazia, che essa stessa si impegna ancora oggi a difendere e salvaguardare”.

Il 25 aprile 2026 a Roma nel Parco Schuster e a Forte Bravetta

Anche quest’anno a Roma si festeggia il 25 aprile con un palco nel Parco Schuster di fronte alla abbazia di San Paolo a lui intitolata. Il cardinal Schuster, prima abate di San Paolo fuori le Mura e poi inviato a Milano, affidò a Carlo Bianchi (che sarà fucilato a Fossoli) la guida della Carità del Cardinale. Nel 1938 si espresse contro le leggi razziste che considerava ispirate a una ideologia che considerava neo pagana. Schuster affermò, riferito ai capi del regime fascista: “Così vogliono, per esempio, che la Chiesa cattolica faccia opera esclusivamente religiosa e si astenga assolutamente dalla politica, ma non riflettono che, come l’anima umana, pur essendo spirituale, è la forma sostanziale del corpo umano e può operare solo col corpo, così anche la Fede cattolica non può esplicarsi che nel cittadino, il Civis Italicus, e dentro la polis». Lo ricordiamo in questo 25 aprile.

Per l’Anpc presenti la Vicepresidnete Nazionale Silvia Costa ed il Consigliere Nazionale Gianfranco Noferi con il Medagliere associativo.

Il pomeriggio alle ore 15:00 presso Forte Bravetta un momento dedicato alla memoria della Liberazione legata al tema della cittadinanza femminile: l’incontro dedicato agli 80 anni dal primo voto delle donne in Italia, con la presentazione del libro “Le leggi delle donne che hanno cambiato l’Italia” e la partecipazione di Livia Turco, della vicepresidente del Municipio Alessia Salmoni, dell’assessora municipale alle Politiche culturali e Pari opportunità Gioia Farnocchia, dell’assessora alle Politiche educative e scolastiche Maria Stella Squillace e della presidente della Commissione municipale Pari opportunità Silvia Tomassetti.

Il Consigliere Nazionale Gianfranco Noferi ha tenuto un interventosulla importanza dlele donne nella Resistenza e nei lavori della Assemblea Costituente. Presente anche il socio Giuseppe Di Fede.

ANPC Tigullio, intervento per le celebrazioni del 25 aprile a Sestri Levante da parte del Presidente Armanino Umberto e On. Luca Squeri A.N.P.C.Nazionale

A.N.P.C.Tigullio Discorso del Presidente Armanino Umberto in occasione delle celebrazioni del 25 APRILE – SESTRI LEVANTE 24-04-2026 – Piazza Matteotti.

“Carissimi Cittadini, Autorità civili e militari, amici. Carissimo Sindaco Francesco Solinas, Assessori, Consiglieri e un saluto carico di stima e fratellanza a tutte le Associazioni Combattentistiche qui presenti, d’Arma e di Volontariato. La Vostra storia e il vostro servizio sono il pilastro su cui poggia la nostra Patria; la vostra presenza qui oggi onora la memoria di chi ha combattuto e ci ricorda che la fedeltà alle istituzioni è il primo dovere di ogni uomo libero.Questa sera, non siamo qui per compiere un semplice rito. Siamo qui per restituire a questa piazza e a questa città una verità storica integrale una memoria che per troppo tempo è stata raccontata con una voce sola, come se la Libertà avesse avuto un unico colore o un unico proprietario.

Celebrare il 25 Aprile oggi, in questa Sestri Levante significa onorare il sacrificio di chi ha combattuto senza pretendere in cambio, il diritto di monopolizzare il pensiero degli altri.

Parlo a nome dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani Sezione Tigullio, ma parlo soprattutto, come figlio, nipote, erede di uomini che hanno vissuto il fango, la fame e il gelo tra i monti della nostra terra; i Partigiani Cattolici. Parlo come un Carabiniere, in congedo, ma che ha giurato fedeltà assoluta allo Stato e sono fiero di ricordare che, la nostra Resistenza, quella delle Divisioni Cattoliche quali anche le Divisioni Cento Croci e Val Taro, non nacque dal desiderio di sovvertire l’ordine, ma dal bisogno profondo di restaurarlo.

Fu guidata da uomini d’onore come il Comandante Salvestri Federico, sicuramente più ricordato col nome di battaglia “Richetto”, e come diceva il nostro Cappellano Don Mario Perinetti, “ Forgiato Alla Scuola Dell’Arma”, e il comandante dei sabotatori Vitturin e molti altri.

Lo chiamavano “Vitturin de W Diu” perché dopo ogni morale dei Cappellani prima della missione, rispondeva sempre, a voce ferma: “W Dio” il nostro Amico Partigiano Figone Giuseppe. Erano entrambi sottufficiali dell’Arma. Uomini che non cercavano l’ideologia, ma la Patria,– la Legge– e la dignità dell’uomo.

Ma cosa spingeva un giovane, allora, a lasciare tutto per rischiare la vita? Cari Amici, non era solo un calcolo politico. Era una scelta di coscienza.

In questo, il ruolo dei nostri Cappellani fu decisivo e monumentale. Penso a Don Giovanni Battista Costa, a Don Luigi Canessa, a Don Calindo, Don Zanello. Loro non erano sui monti solo per amministrare i sacramenti; erano le bussole morali dei nostri Padri.

Chiunque di voi sia salito al monumento al Passo del Cento Croci, avrà visto quella scena scolpita nella pietra che è il cuore della nostra identità: il Cappellano che parla al Partigiano inginocchiato, in raccoglimento prima della missione. Quella, non è una semplice benedizione religiosa. È il passaggio della “Morale”.

Il Cappellano, ricordava al combattente che, anche nella necessità della lotta armata, non si doveva MAI cedere all’odio. Diceva loro: “Combattete per la libertà, ma restate puri; non diventate come coloro che combattete”. Essere Partigiani Cristiani significava restare umani nell’orrore.

È l’etica che ha portato Don Giovanni Battista Bobbio, parroco di Valletti, al martirio fucilato perché scelse il silenzio della Croce invece del tradimento!!! Provate a immedesimarvi in questa circostanza! Fucilato perché scelse il silenzio della Croce invece del tradimento!

Questa è la nostra nobiltà: una forza che non nasce dalla violenza, ma dalla fede nei valori eterni. “Non dobbiamo poi dimenticare il ruolo fondamentale che l’Arma dei Carabinieri ebbe proprio qui, nel cuore di Sestri Levante. In quei mesi bui, il Comandante della Stazione e i suoi uomini non abbandonarono la popolazione. Restarono al loro posto, rischiando tutto per fare da scudo tra i cittadini e la barbarie. Grazie a loro, molte vite furono salvate dalla deportazione e dalla fucilazione!

Mi raccontò più volte l’amico Angelo Rossignotti che nel febbraio del ’44, dodici cittadini sestresi finirono nel mandato di cattura delle SS perché non volevano piegarsi al fascismo. I Carabinieri della Locale Stazione rischiarono tutto per avvertirli: riuscirono a convincerne nove a non ripresentarsi, salvando loro la vita. Ma tre di loro non intesero il pericolo o non fecero in tempo e il giorno dopo si ripresentarono e trovarono le SS ad attenderli in ufficio. Arnaldo Terzi, Dante Sedini e Giacomo Campodonico furono deportati e morirono nei campi di sterminio nazisti. I loro nomi sono oggi scolpiti nelle nostre strade, ma il loro sacrificio è scolpito nel nostro dovere di non dimenticare.

Fu esattamente questa stessa etica del dovere lo spirito di chi non si piega che portò molti altri militari dell’Arma a salire sui monti per unirsi alle Divisioni cattoliche come la Cento Croci.

A loro va il nostro applauso più sentito: perché lo Stato NON HA MAI smesso di esistere dove c’era un Carabiniere fedele al suo giuramento!”. Mio padre Armando e mio zio Lorenzo, nel Reparto Sabotatori, non portavano il fazzoletto rosso. “Mi proteggeva la Madonna, la mamma di Gesù”, mi ripeteva mio Padre nei suoi racconti.

Loro, come tanti altri, erano i “Ribelli per Amore” sì, Ribelli per Amore! Difendevano questa terra con le armi, ma anche con l’intelligenza e con il cuore! 

Vedo qui tante bandiere dei sindacati… 

Ricordiamolo con orgoglio: quando l’occupante voleva spogliare le nostre fabbriche, furono i Partigiani Cattolici della Divisione Cento Croci a nascondere una parte dei macchinari della Fincantieri a Varese Ligure proteggendo il lavoro di generazioni e il futuro economico delle nostre famiglie!

Facendo poi saltare i ponti, come quello qui vicino in Località Casali, tra Casarza L. e Castiglione C., per impedire il transito dei tedeschi, proteggevano non solo i macchinari, ma l’anima stessa della Comunità di Sestri Levante.

Oggi, con l’Amministrazione del Sindaco Francesco Solinas, Sestri Levante dimostra che si può essere uniti senza essere uniformi.

La democrazia è partecipazione, non esclusione. Il 25 Aprile è di tutti: è dei cattolici, dei garibaldini, dei militari, degli operai è di chiunque creda che la libertà sia un dono da custodire e non una bandiera da agitare contro l’avversario.

Per suggellare questo impegno, voglio farvi partecipi delle parole che i nostri Padri mormoravano nelle notti d’attesa, quelle scritte dal Beato Teresio Olivelli durante la prigionia.

“parole che oggi dedico a tutti voi, ma soprattutto ai giovani di Sestri Levante: per una Italia che sia degna dei nostri morti e dove nessuno sia schiavo, ma dove ognuno sia fratello!” Lavoriamo quindi insieme, affinché questa “libertà nella verità” sia la bussola del nostro futuro. W LE DIVISIONI CATTOLICHE! W I PARTIGIANI! W L’ARMA DEI CARABINIERI, SESTRI LEVANTE e L’ITALIA LIBERA

La Preghiera dei Ribelle, scritta dal Beato Teresio Olivelli durante la sua prigionia nei campi di concentramento nazisti. 

«Signore che fra gli uomini drizzasti la Tua Croce segno di contraddizione, che predicasti e soffristi la rivolta dello spirito contro le perfidie e gli interessi dei dominanti, la sordità inerte della massa, a noi oppressi da un giogo numeroso e crudele, che in noi e prima di noi ha calpestato Te fonte di libere vite, dà la forza della ribellione. «Dio che sei la Verità e la Libertà, facci liberi e intensi: alita nel nostro proposito, tendi la nostra volontà, moltiplica le nostre forze, vestici della Tua armatura. Noi ti preghiamo, Signore. «Tu che fosti respinto, vituperato, tradito, perseguitato, crocifisso, nell’ora delle tenebre ci sostenti la Tua vittoria; sii nell’indigenza viatico, nel pericolo sostegno, conforto nella amarezza. Quanto più s’addensa e incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti. «Nella tortura serra le nostre labbra. Spezzaci, non lasciarci piegare. «Se cadremo fa che il nostro sangue si unisca al Tuo innocente e a quello dei nostri Morti a crescere al mondo giustizia e carità. «Tu che dicesti: “Io sono la risurrezione e la vita”, rendi all’Italia una vita generosa e severa. Liberaci dalla tentazione degli affetti: veglia Tu sulle nostre famiglie. «Sui monti ventosi e sulle catacombe della città, dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo: sia in noi la pace che solo tu sai dare. «Dio della pace e degli eserciti, Signore che porti la spada e la gioia, ascolta la preghiera di noi “ribelli per amore”».

Riflessioni dell’Oratore Ufficiale On.Luca Squeri .di A.N.P.C. Nazionale

L’on. Luca Squeri è intervenuto, richiamando la propria storia familiare legata alla Resistenza. Dopo aver sottolineato il dovere di trasmettere i valori autentici della lotta di Liberazione, ha citato un noto intervento di Luciano Violante che, da presidente della Camera, invitava a comprendere, pur senza indebite equiparazioni, anche le ragioni storiche di chi si schierò dalla parte opposta. Per on. Squeri il 25 aprile deve essere una festa unificante, patrimonio di tutti, che celebra la libertà e il ruolo della Resistenza nella nascita della Costituzione italiana.

25 aprile 2026: Mattarella all’Altare della Patria

In occasione dell’81° anniversario della Liberazione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha reso omaggio al Monumento del Milite Ignoto all’Altare della Patria. Il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato con Bandiera e banda, e ha deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto. Erano presenti le più alte cariche dello Stato, i Vertici militari e le autorità locali.

Per l’Anpc erano presenti l’Alfiere Lucia Scagnoli con il Medagliere dell’Associazione ed il Consigliere Aladino Lombardi.

25 aprile 2026

La Festa Nazionale della Liberazione quest’anno è la più diversa da quando è stata celebrata per la prima volta nel 1946. Dopo ottanta anni di pace in Europa dobbiamo constatare che in alcune parti del nostro continente si sta combattendo ancora in armi come in Ucraina, o attraverso le elezioni,  perché si possano sconfiggere quegli attacchi alla democrazia per la cui conquista generazioni di giovani, cittadini donne, sacerdoti e religiosi hanno speso la vita. Perciò la presenza nelle piazze in questo 25 aprile ci chiede, se possibile, ancora maggior testimonianza. Dobbiamo alla Resistenza una gratitudine che si esprima con la più convinta difesa di quel prezioso dono che ci è stato tramandato: la libertà.
Assistiamo alla contraddizione più disumana, far valere la forza della forza, invece del diritto e del dialogo. Vogliamo assumere i continui richiami di Papa Leone a disarmare le parole e gli atti di odio come criterio del nostro agire. 
Dobbiamo stimolare la partecipazione politica fatta di confronto e dialogo perché nella difesa dei principi sanciti nella Costituzione, risultato della Resistenza, siamo costruttori di pace.

Buon 25 Aprile!

La Resistenza cattolica. Milano 1943-1945. Un libro di Silvio Mengotto

La Resistenza cattolica

Milano 1943-1945

Quella della Resistenza è una storia complessa, articolata, con pagine ancora da scrivere o che, finalmente, si stanno cominciando a scrivere proprio in questi ultimi anni. E’ il caso, ad esempio, del ruolo delle donne, tutt’altro che marginale. Così come fondamentale è stata quella parte di opposizione al nazifascismo che possiamo ben definire Resistenza cattolica.

Il giornalista Silvio Mengotto raccoglie nel libro La Resistenza cattolica Milano 1943-1945 (Edit. Paoline) volti di questa Resistenza, nell’area milanese. Alcune figure, paradigmatiche e note, come il cardinale Ildefonso Schuster e Giuseppe Lazzati; altre meno note, o addirittura sconosciute. Si va da Suor Enrichetta Alfieri, che presta assistenza ai prigionieri politici di San Vittore e, al contempo, recapita messaggi e comunicazioni ai Comandi clandestini, ai cosiddetti ribelli per amore, preti che si sono impegnati in prima persona nella lotta ai soprusi e alla violenza nascondendo ebrei, favorendo l’espatrio dei ricercati, diffondendo la stampa clandestina. E poi nomi di personaggi provenienti dagli ambiti più diversi – imprenditori, operai, professori e giovani, sacerdoti e suore, donne e uomini – che hanno pagato spesso con la vita il loro anelito alla libertà. L’autore propone anche una carrellata di suore dimenticate, come Madre Donata Castrezzati che ha salvato famiglie di ebrei e imprigionata nel carcere di San Vittore per una settimana. Il libro ricorda la figura, troppo sconosciuta, di Thelma Hauss, donna newyotchese trasferitasi a Milano che, ininglese, scrisse un prezioso Diario di guerra. Donna cattolica e tesserata nelle Fiamme verdi, nella sua casa milanese ha protetto, e salvato, comandanti partigiani come Enrico Mattei, Ferruccio Parri e il generale Cadorna. Importante anche l’apporto dei sacerdoti, il centro operativo era il Colleggio San Carlo. Tra questi don Giovanni Barbareschi che, tramite l’organizzazione clandestina di OSCAR riuscì a salvare più di 2000 perseguitati tra ebrei e renitenti alla leva repubblichina, antifascisti e, dopo la Liberazione anche di fascisti e nazisti.

Il libro è arricchito dalla Prefazione di Mariapia Garavaglia, Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. Che scrive: “Grazie a Silvio Mengotto, che ci presenta una galleria solenne di padri della patria, sacerdoti, suore, personaggi famosi, ma punta un faro di luce anche su sconosciuti come un operaio delle Acciaierie Falck. Furono protagonisti della Resistenza anche il “padrone” Enrico Falck, industriale cattolico, Giuseppe Lazzati e Giancarlo Puecher… era Resistenza di popolo. Per i cristiani si è trattato di rispondere alla più grande delle virtù secondo san Paolo, la carità, accompagnata da una fede incrollabile e dalla speranza, la più piccola delle virtù, ma la più forte, come ha affermato papa Francesco.

Sono veramente tanti gli aneddoti e i rimandi storiografici, anche con note molto precise, che rendono prezioso il lavoro di Mengotto. Un dono da assaporare e diffondere”. “Caro Silvio – scrive Nando Dalla Chiesa – solo per il piacere di dirti che la tua “Resistenza Cattolica” è davvero un bel libro. Che ha rimediato (sia pur con mio colpevole ritardo) a molte mie zone di disinformazione su un’epoca importante per le nostre libertà. Grazie di averlo scritto”.

Presentazione libro “A partire da Marzabotto. Fare politiche della memoria tra impegno civile e istituzioni” di Andrea De Maria

Come promuovere politiche della  memoria quando scompaiono i testimoni ?

Quale impegno rinnovato da parte delle associazioni, dei cittadini e delle istituzioni per trasmettere ai giovani i valori della Resistenza, della guerra di Liberazione e della Costituzione che lì trovò le sue radici e la sua unità e di cui quest’anno celebriamo l’80mo anniversario?

A questo impegnativo quesito abbiamo voluto dare una risposta partendo dal bel libro “A partire da Marzabotto. Fare politiche della memoria tra impegno civile e istituzioni” di Andrea De Maria,parlamentare bolognese, che tra il 1995 e il 2004 è stato  giovane Sindaco di Marzabotto, dove ha realizzato – grazie anche a incontri ispiratori come quello con don Giuseppe Dossettiche aveva scelto di fondare a  Monte Sole la sua Comunità – il Parco storico, la Scuola di pace, attivando un dialogo con la regione tedesca dell’Assia , attivando reti di  scuole e forme innovative di didattica della storia e di grande partecipazione di giovani.

Ne abbiamo parlato, insieme a Gianfranco Noferi segretario di ANPC di Roma, con la vice Presidente dell’ANPI, Albertina Soliani, già direttrice di Casa Cervi e ora dei “Paesaggi della memoria”, con lo storico Filippo Focardi, docente di Storia Contemporanea all’Università di Padova e con il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, anch’egli storico, che proprio in questi giorni aveva guidato una delegazione di studenti di 15 scuole al Sacrario di  Redipuglia, alla Risiera di San Sabba, per il “viaggio del Ricordo”, per favorire una memoria condivisa.

E’ emerso da tutti che di  fronte all’attuale smarrimento dei valori e dei principi fondanti la nostra democrazia, alla ripresa di guerre e del linguaggio bellicista in ambito internazionale, ai rinascenti miopi nazionalismi e illusori sovranismi, di fronte alla concentrazione nelle mani di pochi della ricchezza e delle tecnologie manipolatrici, il nostro impegno come associazioni e istituzioni  deve essere più profondo e consapevole della posta in gioco e avere i giovani al nostro fianco.

Importante è  ripartire dai quei luoghi della verità storica tragica e noppugnabile, dalla memoria concreta di  quegli uomini e donne che seppero agire in nome della loro coscienza, della scelta della libertà e della volontà di pace. E mettere in guardia dai tentativi in atto di riscrivere quella storia, di non distinguere le ragioni e i rischi di chi, civile o militare, laico o religioso, scelse di combattere il regime fascista e gli occupanti tedeschi ,di non aderire alla  Repubblica sociale di Salò, pagando questa scelta  spesso con la deportazione e la vita.

Abbiamo anche denunciato come grave segnale di disattenzione e di inadeguatezza politica il taglio praticato dal Governo alla legge del 2017 che sostiene i cinque luoghi della memoria e che ancora ad oggi non ha stanziato le risorse (700 mila euro) volute dal Parlamento (grazie a un emendamento dell’on.De Maria) ,affidate alla Presidenza del Consiglio e destinate ai progetti per le celebrazioni del triennio 45/47, con il rischio per le nostre Associazioni di non poterle ricevere in tempo utile per il 2026 e 2027. Un messaggio di grave sciatteria istituzionale, da leggere insieme alla sostanziale afonia del Governo in questo 80mo.

Dovrà essere questo un  25 aprile di forte testimionianza e impegno politico.

La nostra iniziativa ha di fatto anticipato l’avvio delle quattro giornate dedicate dal Campidoglio alla  “Festa della Resistenza” , giunta alla quarta edizione,  che dal 23 al 26 aprile si svolgera’ nell’area dell’ex Mattatoio (piazza Orazio Giustiniani 4).

Qui nella Sala Pertini  oggi alle 19,15 saremo presenti come ANPC, insieme ad altre quattro associazioni partigiane che l’hanno sostenuto anche finanziariamente, alla presentazione del  documentario “Storie delle Resistenze.80 anni di libertà”, curato dalla storica Isabella Insolvibile e diretto dal regista Alessandro Arangio Ruiz.

Una Festa che quest’anno è dedicata “alle nostre madri e padri costituenti” sia con l’intitolazione delle sale del Mattatoio che con edicole luminose nella città (alle fermate degli autobus) dedicate in particolare a Nilde Jotti, Maria Agamben Federici, Teresa Noce, Tina Anselmi, Lina Merlin.

Silvia Costa

Il Presidente Mattarella incontra i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma per il 25 aprile 2026

Il giorno 23 aprile 2026 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza dell’ 81° anniversario della Liberazione.

Dopo i saluti del Presidente del Consiglio Nazionale permanente delle Associazioni d’Arma, Generale Paolo Gerometta e del Presidente della Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Prof. Claudio Betti, sono intervenuti il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti e il Presidente della Repubblica.

Per l’Anpc erano presenti la Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia, La Vicepresidente Nazionale, Silvia Costa ed il Consigliere Nazionale, Gianfranco Noferi.

Leggi qui il discorso del Presidente Mattarella: https://www.quirinale.it/it/discorso/intervento-presidente-repubblica-sergio-mattarella-occasione-incontro-esponenti-associazioni-combattentistiche-d-arma

Il 29 aprile 2026 a Rieti:120 anni dalla nascita di Enrico Mattei

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