ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

76 anni eccidio Sant’Anna di Stazzema

La più grave strage di civili di Stazzema 76 anni fa. Il nazismo sconfitto nella storia, suscita fascino in sacche di società e tra giovani privi di conoscenza critica. Onoriamo i martiri della libertà ma dobbiamo sentirci impegnati a ricordarli non solo con le commemorazioni. Dobbiamo alimentare il dibattito fuori dai riti commemorativi. Dobbiamo organizzarci per suscitare interesse alla storia di quel periodo macchiato da crimini contro l’umanità. Alla recrudescenza dell’odio che infetta la società deve corrispondere una grande proposta culturale. Ormai esiste una generazione che non sa nulla delle tragedie che abbiamo alle spalle. La prevenzione è conoscenza.
Mariapia Garavaglia

Il discorso del Presidente Mattarella:

https://www.quirinale.it/elementi/50060

GUGLIELMO JERVIS: “Muoio per aver servito un’idea”

ll 5 agosto 1944 muore fucilato da un reparto di SS italiane a Villar Pelice (TO) GUGLIELMO JERVIS (43 anni, nome di battaglia “Willy”) ingegnere, Partigiano, Antifascista e Azionista. Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Willy Jervis nasce a Napoli il 31 dicembre 1901 da Tomaso Jervis (1872-1950), dirigente aziendale, e da Bianca Quattrini (1876-1945), appartenente a una famiglia di medici e pastori valdesi trasferitasi dalla Toscana a Torre Pellice.
 Primo di cinque figli, si laurea in ingegneria al Politecnico di Milano. Dopo il servizio militare come ufficiale di artiglieria, concluso nel 1926, lavora per alcuni anni per l’azienda Frigidaire, specializzata nella produzione di frigoriferi.
 Impegnato nei gruppi giovanili valdesi, coglie i limiti della teologia liberale e si avvicina al pensiero teologico di Karl Barth.
Dal 1931 al 1933 è responsabile amministrativo della rivista “Gioventù cristiana”, ispirata alle posizioni barthiane e diretta dal pastore Giovanni Miegge.
 Nel 1932 sposa Lucilla Rochat. Nel 1934 è assunto dalla Olivetti. Inizialmente direttore di una filiale a Bologna, l’anno successivo è trasferito a Ivrea presso l’Ufficio ispezione centrale.
Diventa poi direttore della scuola apprendisti meccanici.
Si avvicina al Partito d’azione; nell’agosto del 1943 partecipa alla riunione di fondazione del Movimento federalista europeo a Milano e d opo l’8 settembre 1943 l’ingegnere non esitò ad entrare nelle file della Resistenza e sua prima attività (era un provetto alpinista e conosceva bene l’inglese), fu quella di far passare clandestinamente in Svizzera decine e decine di ex prigionieri di guerra alleati.
 Ricercato dalla polizia nazista e da quella fascista, Guglielmo Jervis decise di trasferirsi in Val Pellice e qui, grazie anche ai contatti che aveva avuto in Svizzera con i servizi segreti alleati, organizzò sopra Angrogna il campo che ricevette il primo lancio d’armi per i partigiani effettuato dagli Alleati nelle Alpi occidentali. Willy, con questo nome avrebbe militato per non molto tempo nella Resistenza, era intanto entrato a far parte del primo Comitato militare del Partito d’Azione che lo nominò commissario politico regionale delle formazioni “Giustizia e Libertà” operanti in Piemonte.
Durante una missione in Val Germanasca, Willy finì nelle mani dei tedeschi. Aveva con sé documenti militari compromettenti e i nazisti capirono di aver pescato un pesce grosso.
 Sottoposero per giorni e giorni Willy ad atroci torture, ma l’ingegner Jervis non si lasciò sfuggire la minima informazione.
Nella notte fra il 4 e il 5 agosto Willy ed altri quattro partigiani furono trasportati sulla piazza di Villar Pellice e fucilati.
 All’ingegnere fu riservato un trattamento particolare: il suo cadavere fu lasciato appeso, per ludibrio, ad un albero.
 Qualche tempo dopo, proprio al di là del muro contro il quale i partigiani erano stati messi a morte, fu trovata una piccola Bibbia che Guglielmo Jervis portava sempre con sé; sulla copertina del volumetto si trovarono, incise con uno spillo, queste parole:
 “Non piangetemi, non chiamatemi povero. Muoio per aver servito un’idea”.
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Appello a Mattarella per ricordare le infamie della RSI a Desenzano

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76° anniversario martirio Don Aldo Mei

Segnaliamo l’iniziativa dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea di Lucca in collaborazione con Istituto nazionale Ferruccio Parri, che, in occasione della ricorrenza del martirio di Don Aldo Mei fucilato da un plotone della Wehrmacht e sepolto nella fossa che egli stesso era stato costretto a scavarsi il 4 agosto 1944 alle ore 22.00, sugli spalti delle Mura di Lucca a Porta Elisa, organizzano questa settimana una serie di eventi (come da depliant allegato) tra cui una rassegna di video in ricordo degli uomini e delle donne di Chiesa impegnati nella Resistenza e in  attività di resistenza civile. (Scarica qui il depliant: depliant-don-aldo-mei-2020 ).

Tra questi il 4 agosto alle ore 15.10 verrà proiettato il video (allegato), realizzato da ISREC Piacenza (in collaborazione con la sezione locale ANPC) sulla vita di don Giuseppe Borea, uno dei 6 sacerdoti della Diocesi di Piacenza uccisi durante la Resistenza.

Il video è visibile sul canale Youtube: https://youtu.be/1ZvWzKRJrDs,

sulla pagina facebook:  https://www.facebook.com/isrec/?ref=bookmarks

e sulla pagina Fb del’Istituto di Lucca con tutto il palinsesto del 4 agosto:

https://www.facebook.com/992211137474802/photos/rpp.992211137474802/3606491106046779/?type=3&theater

Pubblichiamo l’elenco, con orario-autori e testimoni, dell’intera rassegna video.
rassegna video, testimoni e autori
Il video su don Borea viene messo in onda oggi 4 agosto alle 15.10 e, sempre oggi, alle 10.40 e subito dopo alle 10,50 vengono trasmessi due video entrambi ideati da Giuseppe Matulli e riferiti uno alla storia di don Egidio Bortolotti, l’altro ai Padri del Collegino.

Monsignor Lorenzo Chiarinelli è tornato alla Casa del Padre

L’Anpc piange la scomparsa del Vescovo Monsignor Lorenzo Chiarinelli, “un uomo e un pastore di grande fede, sensibile e dalla intelligenza vivace e profonda”, come lo ricorda la nostra Vicepresidente Nazionale Silvia Costa.

È forte il cordoglio per la scomparsa di Monsignor Lorenzo Chiarinelli. Il vescovo emerito di Viterbo è venuto a mancare ieri sera (3 agosto) attorno alle 22.20, dopo una breve malattia.

La camera ardente sarà allestita oggi alle 16 presso la Cattedrale di Santa Maria in Rieti, alle ore 21 il vescovo Domenico presiederà una veglia di preghiera.

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(https://www.rietinvetrina.it/scomparsa-vescovo-chiarinelli-camera-ardente-in-cattedrale-esequie-in-piazza-battisti/).

Armando Armanino nella Casa del Padre

Ai famigliari di Armando Armanino le affettuose condoglianze dei Partigiani Cristiani. Assicuriamo una preghiera con gratitudine per il bene sconosciuto o non riconosciuto anche da tutti coloro che beneficiano della libertà e democrazia che abbiamo avuto in dono da uomini come Lui.
Mariapia Garavaglia
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Un uomo impossibile da dimenticare

Nell’anniversario della sua nuova vita, ricordiamo il nostro caro ed indimenticabile Presidente Giovanni Bianchi, con affetto e gratitudine perenne.

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Il salmo della sera (aeroporto)

Mi è caro il salmo della sera

che ulteriori affannose corse

esclude all’agenda del cuore

e una breve quiete concede

alla superstite speranza.

Giovanni Bianchi

(in Poetica Lettura)

 

19 Luglio 2020: 76° anniversario della  Battaglia di Fonteno

Domenica 19 Luglio 2020 l’A.N.P.C. di Bergamo è stata sui Colli di San Fermo per celebrare il 76° anniversario della  Battaglia di Fonteno.  Non ci ferma il COVID, anche se con le mascherine , siamo presenti  in questa incantevole località tra il lago di Endine e il lago d’Iseo a rendere omaggio ai nostri eroici partigiani che qui hanno combattuto una delle più tristemente famose battaglie contro i nazifascisti. Anche quest’anno manca qualcuno (anche se li sentiamo ancora tra noi); sono ormai pochissimi in partigiani ancora in vita. Tra questi l’ideatore della ” Casa della Memoria”che raccoglie le testimonianze di quei momenti in Valcavallina. E’ ancora vivace (a 96 anni) e pronto a raccontare e dare testimonianze. Da quando è morta la moglie si scuote solo per incitare a prendere coscienza del valore della Libertà. Sono questi momenti che vorrei trasmettere ai nostri giovani che sento molto disorientati e insicuri il lavoro è  tanto ma abbiamo gli insegnamenti dei nostri Partigiani. Marina Pighinizzini

 

 

19 luglio 1943-19 luglio 2020: 77° Anniversario Bombardamento San Lorenzo

“Ogni anno il 19 luglio siamo qui in questo parco per fare memoria e ricordare quello che accadde nel 1943, quell’orrore. La memoria non è esercizio sterile ma ci consente di mantenere vivo un ricordo fondamentale per il presente e il futuro. San Lorenzo pagò un tributo altissimo, e questo deve rimanere inciso nella memoria”.  queste le parole della sindaca di Roma Virginia Raggi, che ha partecipato alla cerimonia per il 77° anniversario delle incursioni aeree sul quartiere Tiburtino-San Lorenzo al Parco Tiburtino di Roma.
Alla cerimonia hanno preso parte anche l’assessore regionale ai Lavori pubblici Mauro Alessandri, l’assessore comunale all’Urbanistica Luca Montuori, la vicesindaca della Città metropolitana Maria Teresa Zotta, la presidente del II Municipio Francesca Del Bello e i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane. Per l’ANPC era presente il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.

4 luglio 2020: commemorazione della “Battaglia del Manubiola”

La guerra partigiana che porterà alla liberazione dal fascismo e dal nazifascismo tedesco si è combattuta nei territori italiani. Fra le numerose battaglie sostenute dai partigiani parmensi nella lotta di liberazione, quella del Manubiola, 30 giugno 1944, è senz’altro una delle più memorabili. Con essa diversi distaccamenti di “ribelli” difesero e ricacciarono indietro una colonna della Feldgendarmerie composta da più di 150 uomini e 12 automezzi, decisa a distruggere la roccaforte partigiana. Fu breve vittoria. Dagli inizi di luglio colonne tedesche attaccarono da vari punti Borgotaro, decretando la fine del Territorio Libero. Da lì la triste catena di eccidi, rastrellamenti, deportazioni che fecero dell’estate 1944 il periodo più sanguinoso dell’intera guerra civile italiana.
Questi avvenimenti ci ricordano da dove la storia della nostra Repubblica ha avuto origine.
La nostra associazione li ha commemorati il giorno 4 luglio 2020, alla presenza del Direttivo provinciale e dei responsabili delle Sezioni ANPC di Bedonia, Berceto, Borgotaro e Valmozzola.
I primi cittadini di Borgo Val di Taro -città Medaglia d’oro al Valor Militare- e di Berceto hanno ricordato nei loro interventi i fatti d’arme in cui i nostri valorosi partigiani si distinsero contro le truppe tedesche.
La sezione di Parma era rappresentata dal Presidente Ferdinando Sandroni e dal vice Ettore Romanelli.
Durante la santa Messa celebrata nella chiesa di Ghiare di Berceto, il parroco ha ricordato anche i civili trucidati dai nazisti. Al termine della funzione, dopo la lettura della “preghiera del ribelle per amore” del Beato Teresio Olivelli, è stata consegnata una targa al referente della Valle del Taro, dott. Salvatorangelo Oppo, già sindaco di Borgo Val di Taro, per l’impegno a favore degli anziani partigiani ancora viventi.

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