ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

25 Novembre: Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

La dichiarazione della nostra Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia: “Oggi è una giornata che dovrebbe far vergognare tutti gli uomini perché nessuno è innocente se sopravvive una cultura di superiorità e di mercificazione. Le tante battaglie delle donne e le loro conquiste si infrangono contro una violenza che denunciamo ma che non sparisce! La nostra Associazione ricorda come le donne furono pari nel combattere per conquistare la democrazia! E oggi non sono considerate pari, nonostante tante norme”.

I cattolici e il clero nella lotta di Liberazione nel piacentino

A Piacenza è stato pubblicato il libro :”I cattolici e il clero nella lotta di liberazione nel piacentino”, scritto dalla prof.ssa Celestina Viciguerra (piacentina già insegnante di italiano e storia alle medie e ora in pensione), che ha pubblicato, con poche aggiunte (tra le quali l’introduzione di Stefano Pronti di ANPI Piacenza, e mia come ANPC Piacenza) la sua tesi di laurea redatta nel 1969 alla fine degli studi all’Università Cattolica di Milano (si laureerà poi nel 1970) su indicazione del docente di storia prof. Gianfranco Bianchi: https://it.wikipedia.org/wiki/Gianfranco_Bianchi

Copertina libro

Il libro che porta in copertina (come si vede nell’allegato da sinistra a destra) le foto di mons. Francesco Gregori, di Francesco Daveri,  di don Giuseppe Borea, di Giuseppe Berti, di don Giuseppe Beotti e di Felice Ziliani è molto ben fatto, ripercorre cronologicamente, dando così la possibilità al lettore di seguire l’evolversi del racconto, le vicende che si sviluppano tra  l’8  settembre 1943 e il 25/28 aprile 1945 nella provincia di Piacenza e nel territorio parmense della diocesi di Piacenza, e fornisce una esatta ricostruzione del grande ruolo che hanno compiuto i parroci ed i laici cattolici.

La prof.ssa Viciguerra, scrive nell’introduzione, che il prof. Bianchi indicò ad una serie di suoi allievi provenienti da province diverse di redigere le tesi sullo stesso argomento, per cui potrebbe essere interessante cercare di recuperarle per mettere insieme queste preziose testimonianze.

Breve descrizione delle persone in copertina:

 mons. Francesco Gregori: cofondatore nel 1910 de Il Nuovo Giornale organo di stampa della Diocesi di Piacenza – tutt’ora attivo – che diresse dal 1911 al 1915 e dal 1920 al 1922 allorquando dovette dimettersi su pressioni dei fascisti che combatteva aspramente dalle colonne del giornale

 Francesco Daveri: capo carismatico del CLN piacentino e attivista del CLNAI, cattolico convinto, perito di stenti nel campo di lavoro Gusen II, sottocampo di Mauthausen nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1945

– don Giuseppe Borea: parroco di Obolo, una piccola frazione in Comune di Gropparello nella montagna piacentina, durante la Resistenza cappellano della Divisione partigiana “Val d’Arda”, condannato a morte da un tribunale speciale e fucilato la sera del 9 febbraio 1945

– Giuseppe Berti: classe 1899, presidente nel 1920 della GIAC diocesana, insegnante di lettere e storia, strenuo antifascista, parlamentare della Democrazia Cristiana dal 1948 al 1953, fondatore della ACLI a Piacenza, nei suoi confronti pochi anni fa è stato avviato il processo diocesano di beatificazione ed è stato dichiarato Servo di Dio

– don Giuseppe Beotti: parroco di Sidolo in Comune di Bardi nella montagna parmense della Diocesi di Piacenza, fucilato dai nazi fascisti il 20 luglio 1944 davanti alla sua chiesa; per lui è stato avviato il processo di beatificazione che dopo aver superato la fase diocesana è ora all’esame della Congregazione dei Santi a Roma

– Felice Fortunato Ziliani (comandante partigiano con il nome di Griso, per anni presidente ANPC di Piacenza e, per un certo periodo, anche segretario nazionale; impegnato nell’Azione Cattolica e nella Democrazia Cristiana, dipendente AGIP e in stretti rapporti con Enrico Mattei).

Un grazie speciale al Presidente della Sezione Anpc di Piacenza Mario Spezia.

Rieti 4 Dicembre 2020: Santa Barbara nel mondo

Ricordate la data: 4 Dicembre 2020 (studi televisivi RTR)

Itinerario storico a Desenzano

L’ANPC patrocina l’itinerario storico sui luoghi della RSI (Repubblica Sociale Italiana) non solo per conoscere la storia ma soprattutto per trarre da questa conoscenza un insegnamento.

Pubblichiamo con gioia la interessante iniziativa:

XXII EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE SANTA BARBARA NEL MONDO

Tema della XXII EDIZIONE DELLA MANIFESTAZIONE SANTA BARBARA NEL MONDO

COSTRUIAMO INSIEME IL NOSTRO FUTURO

in omaggio al 75 ANNIVERSARIO DELLA FONDAZIONE  DELL’ONU 

Organizzazione: ASOCIAZIONE SANTA BARBARA NEL MONDO; ANPC; COMANDO PROVINCIALE VIGILI DEL FUOCO; ASSOCIAZIONE NAZIONALE VIGILI DEL FUOCO.

La manifestazione promuove i valori universali dell’ONU ed in ogni edizione assegna tre Premi Internazionali :

” NEL FUOCO”. Premio di Solidarietà per intervento di salvataggio;

“COME BARBARA”. Premio di Cultura alle opere artistiche (letterarie, cinematografiche, musicali,  pittoriche , sculture) che promuovono i valori universali;

” BRAVA BARBARA”  VALORE DONNA. Assegnato ad una figura femminile di nome Barbara che promuove i valori universali attraverso la sua testimonianza nel lavoro, nella vita quotidiana, in azioni particolari.

La trasmissione televisiva andrà in onda il 4 Dicembre, Festa di Santa Barbara su RTR, rete televisiva reatina, unica emittente di Rieti e Provincia con frequenze nel territorio dell’Italia centrale.

Conferimento Riconoscimento a Maurizio Gentilini il Premio Cultura “Come Barbara” per l’opera letteraria “Chiara Lubich, la via dell’Unità tra storia e profezia”.

Conferimento Riconoscimento a Staffen De Mistura e Mariapia Garavaglia (con intervista a distanza dagli studi televisivi): “Grazie ad una vita per la promozione dei valori universali”.

La nostra Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia ha così commentato la notizia del conferimento del Premio: “E’ una grande sorpresa ed un inaspettato onore. Santa Barbara mi segue; ho frequentato le superiori in un Istituto con il Suo nome e ho un fratello che stato Ufficiale della Voloire alla Caserma Santa Barbara di Milano. C’è una piazzola inaugurata dedicata a Santa Barbara ne paesinoin cui sono Consigliera Comunale. Evviva Santa Barbara!”.

Auguri al nuovo Presidente Anpi

Il nuovo presidente dell’Anpi è Gianfranco Pagliarulo. Succede a Carla Nespolo che ha guidato l’associazione negli ultimi tre anni fino alla sua scomparsa il 5 ottobre scorso.

Gli auguri di buon lavoro della nostra Presidente Nazionale: “Caro Presidente, felicitazioni vivissime per la meritata elezione. Sarai un motore di promozione e sostegno ai valori di cui Carla è stata infaticabile testimone. Troppe difficoltà stanno segnando il nostro tempo e il rischio è di considerare meno prioritari i valori civili a difesa della democrazia rispetto ai bisogni immediati di sopravvivenza. La storia dei partigiani  dimostra che non si salva nessuno nè la dignità delle persone se la società si inaridisce e non mantiene saldi i fondamenti stesso della convivenza solidale. Auguri di buon lavoro, a nome di tutta l’ANPC. Mariapia Garavaglia”.

IV Novembre 2020: Festa Forze Armate e Unità Nazionale

La dichiarazione della Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia: “La giornata delle Forze Armate è una ricorrenza che è dovere delle istituzioni ma anche di tutti i cittadini mantenere viva, perché richiama i valori che hanno animato le Forze Armate nel difendere la Patria. Anche i combattenti partigiani tutti hanno dato senso con il loro sacrificio alla vittoria del IV Novembre. Le Forze Armate italiane sono onorate anche nella Costituzione e per questo nel 72° anniversario della Carta Costituzionale uniamo i sentimenti di gratitudine verso tutti coloro che hanno restituito libertà e dignità al Paese. La ANPC è impegnata a trasmettere alle nuove generazioni la memoria del monito e della testimonianza di chi ci indica quali orrori del passato non debbano più ripetersi. Le istituzioni repubblicane, con le classe dirigenti e i cittadini rappresentati, devono sentirsi investiti di una grande responsabilità: manifestare riconoscenza, assumendo l’impegno solenne, in tempo di pace, di onorare i sacrifici dei caduti esercitando al meglio i propri doveri di servizio all’Italia. Le Forze Armate della nostra Repubblica sono tutt’uno con la nostra democrazia. Ricordandole, dobbiamo sentire anche la nostalgia di non avere ancora realizzato un unico corpo di difesa della nostra patria Europea, quale presidio che mantenga e prolunghi la pace di cui godiamo. Viva le Forze Armate, viva l’Italia, viva l’Europa!”.

Elezioni in USA mentre il Covid-19 tesse la sua tela di ragno

Pubblichiamo un articolo del nostro Vicepresidente Nazionale Angelo Sferrazza pubblicato su: http://www.infodem.it/teatrino.asp?idn=5109

9 alle elezioni Usa ( mentre scriviamo) e la seconda ondata del Covid-19 che colpisce con forza tutti i Paesi, soprattutto l’Europa e gli Stati Uniti. Fuori dal covid-19  sembrano essere la Cina ed altri paesi asiatici, Corea e in parte Giappone.  Durante il precedente lockdown ci siamo chiesti quali sarebbero stati i cambiamenti “dopo”. Tante le  buone intenzioni, ma al dunque  se non travolte, certamente rimandate a tempi migliori. A cominciare dal proposito di collaborare  assieme, in una specie di irenico ONU. Invece stiamo assistendo ad un procedere isolato, egoistico, dove anzi si sfruttano le difficoltà degli altri a fini politici e speculativi. L’esempio più eclatante è quello del vaccino, come si vede nel conflitto fra Cina, Russia e Stati Uniti. Nella poltrona per tre, non c’è posto per l’Europa. Ma questo ha contribuito ad un risveglio e un salto di qualità nella politica europea, seppur faticoso, ma reale. Divisa fra chi condivide la linea Merkel-Macron,   i Paesi “frugali” e gruppo Visegrad, abbiamo assistito ultimamente ad una unità di voto sulle sanzioni alla Bielorussia e alla Turchia. La situazione generale obbliga l’Europa, se non vuol sparire, ad avere una politica estera e di difesa comune. Anche perché l’Europa deve recuperare  tempo, generare un pensiero comune e strutture nuove.  Si era subito capito che la linea trumpiana era quella dello stravolgimento  della politica estera   nei confronti  dell’Europa,  non più alleata, ma concorrente. Tutti ricordano i giochetti del ritiro delle truppe americane dalla Germania e  la disputa per la condivisione dei costi della Nato. Una politica che è  piaciuta  a Putin, ma che non ne ha ricavato molto, preso com’è da una serie di difficoltà interne ed esterne. La tela di ragno del Covid-19 non ha bloccato mutamenti dell’assetto e degli equilibri internazionali. Come  in una zona che sembrava bloccata e sempre sull’orlo di una guerra: il Grande  Medio Oriente. Il 15 settembre si è firmato a Washington l’accordo “Abramo” fra Israele e gli Emirati Uniti Arabi e il Bahrein. “Notaio” il Presidente Trump che incassa un successo per la sua campagna elettorale e soprattutto per il premier Benjamin Netanyahu, in affanno per come ha gestito il problema Covid-19, ma soprattutto per i suoi guai giudiziari. L’accordo cambia totalmente la situazione politica, militare ed economica dell’area consentendo agli Usa di poter ritirare truppe dalla zona, conservando i loro interessi da Suez allo stretto di Hormuz, dove passa il 30% del petrolio del mondo e dove si affrontano navi iraniane e americane. Ma di questi cambiamenti   è Israele ad avere il maggior successo per  il futuro e la sicurezza  del Paese. Israele porta a cinque, ultimo il Sudan, i Paesi con cui avrà rapporti diplomatici. Altri in attesa. L’”operazione” è iniziata il 6 dicembre del 2017 con il riconoscimento da parte degli Usa  di Gerusalemme capitale di Israele. Tiepide le reazioni di alcuni Paesi Arabi a cominciare dall’Arabia Saudita del principe Mohamed Bin Salman. Prendeva così corpo quell’alleanza di fatto dei sunniti contro gli sciiti dell’Iran. Ma l’area si allarga fino al Mediterraneo Orientale. Un’area dai confini marini incerti fra Turchia,  Cipro e Grecia, dove navi da guerra che battono bandiere diverse e aerei si sfiorano pericolosamente, con la Francia presente con una portaerei,  la Charles De Gaulle. Ma anche altri, Israeliani, Egiziani, libanesi, Russi. La posta? Gas e gasdotti, petrolio sotto l’azzurro Mediterraneo.  La storia ci insegna che quando si parla di petrolio e gas, che valgono miliardi di dollari, il gioco si fa duro. Se ne potrebbe accorgere Joe Biden, che nell’ultimo dibattito con Trump ha detto cose sacrosante sul petrolio, ma da maneggiare con cura in una campagna elettorale così tesa e incerta.  E la crisi dell’area è frutto anche della politica di Erdogan , che forte di una grande tradizione storica come l’Iran, cerca di avere un posto fra le medie potenze sognando  di rinnovare l’impero ottomano. Lo dimostra nel Kurdistan, in Siria, dove affronta la Russia. Ma ora tutti siamo in attesa del 3 novembre. L’America al voto. Prevedere chi vincerà è un rischio  che dopo l’esperienza di Hillary Clinton non ci possiamo permettere. Una campagna elettorale fuori degli schemi per il coronavirus di Trump, ma superato con facilità, cavia di nuovi farmaci miracolosi, solo per lui!  Il Covid-19 è tato uno dei temi più importanti dello scontro elettorale.  Una  dimostrazione  ancora una volta, della “variabilità” di Trump, reduce da un quadriennio di politiche alternanti e contraddittorie in casa e fuori. Con viaggi entusiasti  nella tana del lupo, Cina, Corea del Nord, qui  al limite del macchiettismo, in India, Giappone, Europa con  brutte figure di ogni genere e in casa  un viavai di collaboratori di ogni livello. Un elenco senza fine, con qualche strappo alla Costituzione e alla prassi. Un uso disinvolto della Guardia Nazionale e Fbi nelle proteste in seguito alla morte di George Perry Floid a Minneapolis .  Per capire il successo di Trump bisogna conoscere gli Stati Uniti, non fermarsi a New York, Washington,  Boston, S. Francisco. Bisogna scendere nell’Arkansas ,in Alabama,Georgia, Michigan o Stati del centro come Nebraska, Tennessee  ed altri . Trump è un grande attore, parla alla pancia degli elettori, si immedesima in loro. Questo basta per vincere una elezione, ma non per conservare il ruolo  degli Stati Uniti  come guida e prima potenza del mondo. Gli Stati Uniti sono di fatto sotto assedio e il dopo elezioni sarà il momento della verità. A chi spetta il ruolo di potenza egemone? Alla Cina? Sarà una guerra non combattuta con le armi, ma sulle nuove tecnologie e a chi avrà più alleati. Quella che gli esperti chiamano “guerra irregolare” . La Cina che ha battuto il corovirus prima di noi è pronta con una economia   in espansione, un Pil in aumento ed un vivace mercato interno. I democratici  hanno un programma ragionato, volto verso il futuro, ambiente, lotta alla povertà, coerente con la Costituzione.  E Biden con qualche inciampo e tentennamento è stato capace di presentarlo. Accanto a lui Obama che è uscito allo scoperto e con coraggio . Ma gli americani sanno che questa volta si vota anche per i vice Presidenti, data l’età dei candidati, 74 Trump e 77 Biden, per il conservatore Mike Pence e Kamala Harris, la prima donna che sarebbe eletta come Vice-Presidente, senatrice della California,  di madre indiana , padre giamaicano e un marito ebreo. Sarebbe la nuova America che avanza. –8….. a mercoledi 3Angelo Sferrazza

27 ottobre 2020: per ricordare la morte di Enrico Mattei

Vi invitiamo a partecipare alla presentazione del libro postumo di Giuseppe Accorinti, edito da Eni, che si terrà in modalità online il prossimo 27 ottobre alle ore 16.30.

27 ottobre 2020: per ricordare la morte di Enrico Mattei

In occasione dell’anniversario della morte dell’ingegner Mattei, il giorno 27 ottobre alle ore 16,30 l’Associazione Pionieri e Veterani Eni organizza un incontro, su piattaforma digitale, per presentare il volume di Giuseppe Accorinti, nostro associato scomparso lo scorso anno, dal titolo “All’Agip con “il Principale” io c’ero, la tragica fine di Enrico Mattei non fu un incidente” edito da Eni.

Alla presentazione parteciperanno la figlia Elena Accorinti, Alessandro Aresu esperto di affari internazionali, analista politico e consigliere scientifico della rivista Limes, Vincenzo Calia il magistrato che alla metà degli anni Novanta fece riaprire il caso Mattei, Giorgio Carlevaro, direttore emerito della Staffetta Quotidiana, Lucia Nardi responsabile dell’archivio storico Eni.

La sala virtuale sarà aperta alle 16,15.

Qui sotto il link per poter partecipare

Partecipa alla riunione di Microsoft Teams

Oggi 77 anni fa: 16 Ottobre 1943, deportazione degli ebrei di Roma

Le parole della nostra Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia: “Un pensiero agli ebrei romani deportati 77 anni fa ma anche molta vicinanza ai nostri concittadini ebrei di oggi. Sono i nostri fratelli maggiori e sono romani da oltre duemila anni.  Mai più discriminazioni e odio! “.

Il commento del Vicepresidente Nazionale Angelo Sferrazza: “Giornata triste il 16 ottobre. Che porta a meditare. E pone problemi. Quanta responsabilità è italiana? Chi fornì ai tedeschi  gli elenchi? La polizia italiana. Perché  gli elenchi non furono distrutti dopo il 25 luglio? E poi gli italiani che denunciarono per soldi gli ebrei…e tante altre vergognose collaborazioni. Ma quanti furono quelli che aiutarono gli ebrei! I conventi , soprattutto di suore aprirono le porte agli ebrei. Ho visto un elenco di conventi e comunità di suore. Mi sono commosso. Dobbiamo essere vigili. L’antisemitismo  è ancora vivo”.

Rastrellamento ghetto di Roma: 16 Ottobre 1943

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