ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Un incontro a Senigallia con il Vicepresidente Nazionale Angelo Sferrazza

I partigiani cristiani si stanno riorganizzando per affrontare i tanti problemi del momento

SENIGALLIA – Si è tenuto presso la Sala rossa di Palazzo Mastai un incontro di amici e soci con. Angelo Sferrazza, Vice Presidente Nazionale dell’Associazione  Partigiani Cristiani accompagnato dal prof. Gastone Mosci dell’Università “Carlo Bo” di Urbino. Finalità dell’incontro, raccogliere suggerimenti e proposte per rilanciare nelle Marche, la terra di Enrico Mattei, la presenza della Anpc, che ha proprio nel territorio miseno una antica e radicata tradizione. All’incontro hanno partecipato alcuni autorevoli ed interessati esponenti del mondo culturale e sociale. Il dr. Giovanni Tinti, il prof. Mario Capotondi, Gabriele Cameruccio, Giorgio Albani, il prof. Vincenzo Prediletto e il prof. Gastone Mosci. Franco Porcelli, attivo segretario territoriale dell’ANPC oltre che di altre e numerose ed importanti iniziative ha analizzato la situazione nella Regione e lanciato proposte, dopo che  Sferrazza  aveva illustrato la situazione dell’Anpc a livello nazionale e la riorganizzazione della Presidenza Nazionale. Durante la riunione è intervenuto telefonicamente, l’on. Adriano Ciaffi da Macerata. Nell’incontro sono emerse indicazioni di nomi di alcune personalità marchigiane di forte richiamo e sicura esperienza politica ed autorevolezza..

Verso la fine di marzo è prevista una iniziativa in Valmisa, mentre per  l’ultima settimana d’aprile è previsto un convegno regionale sempre a Senigallia per la definizione del nuovo organismo direttivo regionale.

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La Presidenza Nazionale ringrazia gli amici di Senigallia, che da sempre sono stati vicini e attivi partecipanti alla vita della Anpc, anche nel ricordo di Bartolo Ciccardini protagonista dell’attività resistenziale e del contributo del mondo cattolico.

 

(articolo di Vincenzo Prediletto pubblicato su: https://www.laltrogiornale.it/2018/02/partigiani-cristiani-si-stanno-riorganizzando-affrontare-tanti-problemi-del-momento)

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Cerimonia di Beatificazione di Teresio Olivelli

Sabato 3 febbraio, presso il Palasport di Vigevano, si è tenuta la solenne celebrazione per la beatificazione di Teresio Olivelli, universalmente riconosciuto come personaggio simbolo della Resistenza dei cattolici italiani.

Nel corso della solenne cerimonia, il cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, ha dato lettura della lettera con cui papa Francesco ha dichiarato beato il «laico martire» ucciso dai nazisti nel lager di Hersbruck, rendendo la testimonianza suprema in difesa dei «deboli e oppressi fino al dono della vita».

Presenti al rito, oltre al cardinale, il vescovo di Vigevano Maurizio Gervasoni e altri quindici presuli, il postulatore monsignor Paolo Rizzi, un centinaio di sacerdoti e quattromila fedeli. Tra questi, numerose autorità civili e militari, con una nutrita rappresentanza degli Alpini (l’arma nella quale Olivelli serviva) e delle associazioni partigiane e combattentistiche nazionali e locali.

L’ANPC era rappresentata dalla vicepresidente nazionale Cristina Olini con alcuni membri del consiglio, e dalle sezioni di Parma, Cremona e Sesto San Giovanni con i relativi medaglieri.

Significative la parole del nuovo beato che campeggiavano sullo sfondo del presbiterio: «Non posso lasciarli soli, vado con loro».  La famosa frase di Teresio Olivelli, pronunciata all’atto della scelta di seguire i propri compagni nel famigerato campo di sterminio che lo avrebbe visto morire, sintesi efficace del suo messaggio spirituale e della sua eroica testimonianza cristiana.

La beatificazione di Olivelli ha seguito i criteri e i percorsi tradizionali usati dalla Chiesa per elevare all’onore degli altari quei fedeli che hanno accettato il martirio, suprema imitazione di Cristo e testimonianza più alta della carità.

Il concetto classico di martirio comprende: l’accettazione volontaria della morte violenta per amore di Cristo; l’odium del persecutore per la fede o per un’altra virtù cristiana; la mitezza e il perdono della vittima che imita l’esempio di Gesù sulla croce. Criteri ribaditi e aggiornati lo scorso anno da Papa Francesco con la pubblicazione del Motu Proprio “Maiorem hac dilectionem”, che inizia proprio con le parole di Gesù prese dal Vangelo di Giovanni: “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”.

Il documento identifica e introduce una nuova fattispecie dell’iter di beatificazione e canonizzazione, richiedendo i requisiti dell’offerta libera e volontaria della vita ed eroica accettazione propter caritatem di una morte certa e a breve termine. Le ricerche storiche che hanno impegnato per lunghi anni il postulatore monsignor Paolo Rizzi sono state ispirate e guidate dalla necessità di identificare e provare attraverso le fonti questi elementi, che hanno avuto una costante e chiara conferma in tutte le sedi di indagine.

Alcune obiezioni a presunte parzialità nella ricostruzione storica riferita alla figura e all’azione di Olivelli, presentate da alcune persone in forme poco comprensibili e opportune nei giorni antecedenti e successivi la cerimonia, non tengono evidentemente conto dei criteri ai quali la Chiesa si attiene per appurare e provare le virtù dei candidati alla beatificazione, e rispondono a finalità, sentimenti e posizioni sicuramente legittimi, ma confinabili su altri piani di indagine e di comprensione.

Maurizio Gentilini

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L’addio al Presidente Emerito della FIVL Guido De Carli

Con dolore e commozione la Federazione Italiana Volontari della Libertà saluta il proprio Presidente emerito, partigiano Guido De Carli.

La F.I.V.L. e tutte le Associazioni federate si stringono con il più  forte abbraccio ai figli, Anna e Paolo, ai famigliari tutti e agli amici dell’Associazione Raggruppamento Divisioni Patrioti Alfredo di Dio, di cui a lungo Guido è stato presidente. L’ANPC si unisce con la preghiera al cordoglio porgendo le sue più sentite condoglianze.

Vogliamo anche noi ricordare Guido, emozionato e sorridente, mentre riceve la Medaglia della Liberazione dalle mani del Ministro Pinotti nel 70.mo della Liberazione, e con le parole Presidente FIVL Francesco Tessarolo: Clicca qui: In ricordo di Guido De CarliDe Carli - Medaglia della Liberazione 2015

La Storia si ripete!

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Giornata della Memoria a Frosinone

prefettura forsinoneNella PREFETTURA di FROSINONE consegnate 7 Medaglie d’onore del Presidente Mattarella a famiglie di internati e di deportati, provenienti dalla nostra Provincia, nei lager nazisti.

medaglie conferite

La Prefetta dott.ssa Zarrilli ha indicato come scopo della  manifestazione la necessità “di non dimenticare”, affinché ciò che  “è accaduto non debba più accadere”. Ha anche ricordato che lo scorso anno  la “Giornata” ebbe luogo  significativamente  in Alatri presso l’ex Campo di internamento “Le Fraschette” .

Il Sindaco di Frosinone, avv. Ottaviani, nel porgere il suo saluto, ha rilevato che “celebrare queste Giornate vuol dire rileggere alcune pagine della Storia che talvolta, troppo velocemente, finiscono nel dimenticatoio”.

Sono quindi intervenuti  il dr. De Curtis, Presidente del Centro documentazione studi del Cassinate e il dr. Aladino Lombardi, Segretario generale dell’ANFIM e Consigliere Nazionale dell’ Ass.ne Naz.le Partigiani Cristiani.

E’ stato quindi  presentato il volume L’ODISSEA DEGLI INTERNATI MILITARI ITALIANI DELLA PROVINCIA DI FROSINONE NELL’INFERNO DEL TERZO REICH, scritto da Francesco Di Giorgio ed Erasmo Di Vito.

Hanno poi svolto un commovente intervento la studentessa Teresa Recchia del CUT di Cassino e Beatrice Magliocca del “Sulpicio” di Veroli.

Erano presenti alla celebrazione anche studenti degli Istituti di istruzione superiore “Carducci” di Cassino e “Sulpicio” di Veroli.

Numerose Autorità civili e  militari hanno presenziato alla Giornata della Memoria.  Per la Banca Popolare del Frusinate  era presente il Presidente dr. Domenico Polselli;  per l’Ass.ne Naz.le Partigiani Cristiani il Consigliere Nazionale Costantini e il collaboratore Dell’Uomo.

 

Attualità della Costituzione

Cari partigiani, cari amici, con grande piacere vi invitiamo MARTEDI ‘ 6 FEBBRAIO 2018 alle ore 17,00 presso la Sala del Consiglio Provinciale in via Veneto per il convegno in occasione del Settantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione Italiana: “Attualità della Costituzione. Il contributo delle culture dell’antifascismo. Riflessioni su Antonio Gramsci, Carlo e Nello Rosselli, don Luigi Sturzo”.

Il convegno è stato organizzato dal Comitato unitario della resistenza, con il contributo fattivo della nostra associazione. Come Partigiani cristiani abbiamo invitato il prof. Nicola Antonetti, Presidente della Fondazione Luigi Sturzo di Roma.

Un ringraziamento enorme da tutti noi al Presidente della Sezione Franco Bernardi

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Il giorno solenne si avvicina

logo-beatificazione-Teresio-Olivelli-268x379.jpeg.pagespeed.ce.a5eLKIj6OYFervono i preparativi per sabato prossimo 3 febbraio, quando nel Palasport di Vigevano (PV) si terrà il Rito dei beatificazione del giovane martire Teresio Olivelli, ucciso nel lager di Hersbuck a soli 29 anni per aver testimoniato l’amore di Gesù in un contesto di odio. La celebrazione, presieduta dal Cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione vaticana delle Cause dei Santi e Rappresentante del Santo Padre Francesco, sarà concelebrata da una quindicina di Vescovi: ad iniziare da Mons. Maurizio Gervasoni di Vigevano, diocesi nella quale visse il martire e che ne ha promosso la Causa di beatificazione, Mons. Oscar Cantoni di Como essendo Olivelli nato a Bellagio, Mons. Ludwig Schick di Bamberg nel cui territorio si trova Hersbruck e l’arcivescovo Ordinario militare Mons. Santo Marcianò, essendo stato il prossimo Beato un generoso e caritatevole alpino. Presente anche mons Francesco Cavina, vescovo di Carpi, la diocesi del beato Odoardo Fogherini, anch’egli compagno di prigionia di Olivelli, ucciso a Hersbruck e morto tra le braccia di Teresio. Ha assicurato la sua presenza anche l’Arcivescovo di Milano Mons. Mario Delpini. Un centinaio saranno i sacerdoti concelebranti, ad iniziare dal Postulatore della Causa di beatificazione Mons. Paolo Rizzi. Folta la rappresentanza dell’Associazione Nazionale Alpini, dell’Azione Cattolica e della FUCI con i rispettivi Presidenti Nazionali. Ci saranno i diretti parenti di Olivelli, in primis il nipote Diego Olivelli, il compagno di prigionia Venanzio Gibillini, i rappresentati della fondazione Ex Campo Fossoli, numerose autorità civili e militari. Ha confermato la sua presenza anche l’on. Franco Marini, ex presidente del Senato ed ex alpino. Sono finora quasi 4000 i fedeli e devoti di Olivelli provenienti da tutta Italia, che hanno comunicato la propria presenza, con 26 pullman e altri mezzi privati. I pullman lasceranno i fedeli davanti al palazzetto poi andranno a posteggiare in piazzale Longo, per riprendere i partecipanti al termine della celebrazione. Numerose gli esponenti di comunità parrocchiali diocesane vigevanesi, specialmente quelle di San Lorenzo in Mortara, parrocchia del Beato e di Zeme, paese di origine della famiglia Olivelli; come pure quelle comasche di Bellagio, dove fu battezzato e di Tremezzo dove era parroco lo zio materno e direttore spirituale di Teresio. L’associazione Fiamme Verdi di Brescia, eredi delle omonime formazioni partigiane di cui fece parte Olivelli, saranno guidate dal coordinatore nazionale e dal cappellano Mons. Tino Clementi. Clementi. Anche i Partigiani cristiani saranno presenti con rappresentanze ufficiali. Si segnala la significativa presenza di una delegazione della parrocchia di S. Maria Nascente in Hersbruck, luogo del martirio di Olivelli. Tra le autorità che prenderanno parte alla beatificazione si registrano: il rettore del collegio Ghislieri di Pavia, ruolo ricoperto anche dal nuovo beato all’età di 27 anni, i sindaci di Bellagio, Tremezzo, Zeme, Mortara e Vigevano, nonché alte autorità militari. L’organizzazione logistica all’interno del palasport sarà coordinata dalla segreteria diocesana, con l’aiuto dei gruppi scout, della Pastorale Giovanile, degli alpini e dei gruppi della parrocchia di San Pietro Martire. L’ingresso al palazzetto è previsto dalle ore 7,30, il termine della celebrazione sarà intorno alle 12,30. Ci sarà una diretta televisiva fornita da TV2000 (canale 28 del digitale terrestre e 140 di Sky), e per chi lo vorrà si potrà assistere alla cerimonia anche da un maxischermo che verrà posizionato nel Duomo di Vigevano. In occasione della beatificazione sono state coniate medaglie commemorative ufficiali in bronzo e corone del rosario con l’immagine di Olivelli. Poste Italiane emetterà uno speciale annullo postale per la giornata di sabato 3 febbraio, che sarà disponibile in un apposito stand all’interno del palazzetto. Due le celebrazioni religiose organizzate in preparazione alla beatificazione: sabato 27 gennaio alle 21 Elevazione Spirituale nella basilica di San Lorenzo a Mortara; venerdì 2 febbraio alle 21, veglia di preghiera a Vigevano in San Pietro Martire. Il giorno dopo la beatificazione si terrà alle 10.30 una messa di ringraziamento in Duomo, mentre il 18 febbraio alle ore 11 ci sarà una messa presieduta dal vescovo Gervasoni (sempre in Duomo) trasmessa in diretta su Rai Uno.

 

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Pubblichiamo in attesa di fornirvi ulteriori informazioni, il pieghevole con la descrizione del programma, i nomi dei componenti e i nomi dei deportati.
Il nome proposto per l’ANPC è Alessandro Moneta, industriale cattolico deportato per aver nascosto alcuni suoi operai ebrei.

 

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L’artista Gunter Demnig durante la posa della pietra per Alessandro Moneta

Giorno della Memoria 2018- ANPC Nazionale

“Leggi razziali macchia indelebile della nostra storia”: Sergio Mattarella nella Giornata della Memoria. Celebrazione in Quirinale.

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Eravamo degli scheletri che camminavano … Il mio cervello comandava: una gamba davanti all’altra. Ce la devi fare! Cammina! Cammina!

Cammina, ce la devi fare !

 Liliana Segre (matricola 75190). Senatrice a Vita

La strada di casa”. Sottotitolo, “Il ritorno in Italia dei sopravissuti alla Shoah”. E’  un libro straordinario, uno di quei libri  che ti rimangono nella memoria e ad essa aggiungono non solo notizie ed informazioni,ma profondi motivi di meditazione. Autrice Elisa Guida, dottore di ricerca all’Università degli Studi della Tuscia che si occupa di storia e didattica della Shoah. Il libro è il prodotto di lunghissimi anni di lavoro, di studi, ricerche dai banchi del liceo, ma non solo di questo. C’è un evidente  coinvolgimento diretto dell’autrice, emotivo e di partecipazione. Difficile infatti restarne fuori, dopo aver conosciuto donne e uomini che hanno vissuto il male assoluto, oltre l’immaginabile.  I racconti sobri, di poche frasi, racchiudono una sofferenza difficile da far riemergere. Solo pochi in Italia ricordano cosa fu il ritorno dei prigionieri di guerra, dalle più lontane zone del mondo, dopo aver subito trattamenti inumani e solo per pochi sopportabili, a secondo il paese “ospitante”. Il ritorno di centinaia di migliaia di persone in una Italia sconvolta, impoverita, divisa e in equilibrio fra due mondi, era “uno” dei problemi e non fra i primi. Il libro diviso in cinque capitoli è l’incontro tra la “grande storia” e la “microstoria” non tralasciando nessuno spazio vuoto. Il primo dei capitoli inquadra il tema generale dei prigionieri militari. Il secondo il grande ritorno a partire dalla primavera del ’45 con differenze importanti, soprattutto per quelli che rientravano dai territori del Terzo Reich e fra  questi gli ebrei. Sono la terza, quarta e quinta parte, quelle riguardante gli ebrei che ti fanno entrare in una dimensione diversa, che va al di là dello storia,  che non può rimanere semplice e notarile elencazione di persone e fatti. La Shoah è altra cosa, è la punta del dolore, l’estremo limite raggiunto dalla disumanità del nazismo e dal silenzio dei molti che  sapevano e nascondevano. Fra i capitoli è il terzo, quello delle marce della morte che colpisce, forse perché è il meno conosciuto, con scarsa iconografia e che conclude in un finale ancor più drammatico, “apocalittico”, quel perverso, (aggettivo debole), orrendo, imperdonabile  progetto nazista. Quelle migliaia di donne e uomini in cammino  fra Auschwitz e Mauthausen e altri campi, sono la processione di una umanità  persa nell’orrore e nella violenza, come sospesa in un limbo fra lager e libertà, in cammino verso un nulla senza colori, che “marciò per chilometri sotto il tormento della fame, della sete, del freddo” e  con la minaccia di “esecuzioni sommarie”. Una processione che lasciava dietro di se una scia di morte. Il libro, un mosaico del dolore e le cui tessere sono donne,uomini, bambini, va letto almeno due volte. Perché la prima ti sconvolge l’anima. Forse alla seconda entri nel valore storico, puntuale, preciso dell’opera. Ma  non è detto. (Angelo Sferrazza)

GIORNATA DELLA MEMORIA. UNA PROPOSTA PER VIVERLA IN MANIERA (UN PO’) DIVERSA dalle pagine del periodico “Vita”, Pietro Pirolancia una proposta per vivere la Giornata della Memoria in maniera diversa, più problematica e attuale, lontana da ogni retorica celebrativa e finalizzata a combattere l’indifferenza.

Come celebrare il Giorno della Memoria? Una proposta

La proposta muove dalle analisi diZygmuntBauman contenute nel libro “Modernità e Olocausto” (1989). Per il sociologo polacco la Shoah fu un enorme esperimento di ingegneria sociale, “pensato e messo in atto nell’ambito della nostra società razionale moderna, nello stadio avanzato della nostra civiltà e al culmine dello sviluppo culturale umano”. In base a questo assunto, denuncia l’autoassoluzione della memoria storica che ha luogo nella coscienza della società moderna, che è “più di un’oltraggiosa noncuranza per le vittime del genocidio”, ma anche “segno di una cecità pericolosa e potenzialmente suicida”.

La proposta consiste in un giorno di “astinenza dal sistema tecnico … senza mandare messaggi, senza postare immagini, senza consumare video o commentare notizie, un giorno senza vendere e comprare. Un giorno di silenzio, riflessione, compagnia e convivialità”.

Uno stimolo fecondo per fermarci a riflettere su quanto è stato e per guardare al nostro presente con occhi critici più avvertiti, più esigenti, più severi.

Nel contesto moderno non si scorge alcun segno di superamento dell’antico conflitto, delineato da Sofocle, tra legge morale e legge della società. Esso tende, semmai, a divenire più frequente e più ; profondo, mentre la sorte sembra favorire le pressioni societarie alla soppressione della morale. In molte occasioni comportarsi moralmente significa assumere un atteggiamento definito per decreto come antisociale o sovversivo dai poteri esistenti e dall’opinione pubblica (sia essa apertamente dichiarata o semplicemente espressa dall’azione o dall’inazione della maggioranza). In questi casi la promozione del comportamento morale comporta la resistenza all’autorità societaria e un’azione mirante all’indebolimento della sua presa. Il dovere morale deve contare sulla propria fonte originaria: la fondamentale responsabilità umana verso l’«altro».

ZygmuntBauman, “Modernità e Olocausto”

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Giorno della Memoria: 26 Gennaio 2018. Casa Madre del Mutilato di Guerra

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Pubblichiamo il  programma definitivo della celebrazione del Giorno della Memoria che avrà luogo presso la Casa Madre del Mutilato di guerra venerdì 26 p.v. con inizio alle ore 10,30, con la partecipazione della nostra Associazione. Sarà un evento importante che vedrà la partecipazione di un altissimo numero di giovani. Clicca qui per il programma:

PROGRAMMA 26 GENNAIO 2018 confederazione

 

 

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