Pubblichiamo la locandina ed il programma del XVIII Congresso Nazionale ANPC dal titolo “Partigiani Cristiani per l’Europa, costruttori di pace” che si terrà a Roma presso l’Istituto Sturzo il prossimo 4 e 5 novembre.
Il 2 novembre 2026, alle ore 10.00, ha avuto luogo presso il Sacrario Militare del Cimitero Monumentale del Verano la Commemorazione dei Militari Caduti in guerra e nel dopoguerra nel compimento del dovere divisa in tre momenti celebrativi:la deposizione di una corona di alloro a nome delle Forze Armate da parte della massima Autorità e del Comandante Territoriale Nazionale dell’Esercito; la celebrazione di una Messa in suffragio di tutti i Caduti da parte dell’Ordinariato Militare; il servizio di Guardia d’Onore.
Per l’Anpc presente il Consigliere Aladino Lombardi e l’Alfiere Lucia Scagnoli con il Mredagliere dell’Associazione.
L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ricorda oggi, a dieci anni dalla scomparsa, Tina Anselmi, morta il 1° novembre 2016 a Castelfranco Veneto, dove era nata nel 1927. Partigiana cristiana, nome di battaglia “Gabriella”. Nel settembre 1944, da studentessa militante dell’Azione cattolica, è costretta ad assistere all’impiccagione di 31 prigionieri catturati sul Monte Grappa dai nazifascisti. Anche a questo episodio è legato l’ingresso della diciassettenne Anselmi nella Resistenza. Nel 1968 è eletta alla Camera, dove resterà fino al 1992. Dal 1976 guida il Ministero del Lavoro, prima donna titolare di un dicastero in Italia. Porta il suo nome la legge n. 903 del 1977 sulla Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Nel 1978, da Ministra della Sanità, contribuisce all’istituzione del Servizio sanitario nazionale. Presiede la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 per due legislature, dal 1981 al 1987.
Nel messaggio del Capo dello Stato ricordando il decimo anniversario della scomparsa di Tina Anselmi, (https://www.quirinale.it/it/comunicato/dichiarazione-presidente-mattarella-occasione-10-anniversario-morte-tina-anselmi) ci sentiamo interpretati profondamente perché riassume il percorso che da anni ANPC ha intrapreso perché non venga mai meno una memoria che e’ testimonianza e ammonimento perché difendiamo la democrazia che Tina ci esortava a ricordare che non e’ conquistata una volta per sempre ma è un prezioso delicato bene da preservare difendere e promuovere quotidianamente.
Per il video si ringrazia l’Associazione “In memoria di Tina Anselmi”.
Pubblichiamo il ricordo di Silvia Costa: “Nella sua Castelfranco Veneto, dieci anni fa ci lasciava Tina Anselmi. Una vera Madre della Repubblica, la staffetta “Gabriella” entrata a 17 anni nella Resistenza contro il nazifascismo. Quanti ricordi, ai suoi funerali nel Duomo di San Liberale, la parrocchia dove si era formata la sua fede e la sua coscienza cristiana, davanti alla sua bara avvolta nella bandiera italiana, circondata dal suo popolo per cui era sempre stata “la Tina”.
Per me è stata una maestra e una amica, con cui ho condiviso la militanza politica nel Movimento femminile della Dc dal 1975, poi l’impegno in Parlamento e nella Commissione nazionale Parità. Tina, parlamentare e prima donna Ministro -nel 1976 al Lavoro e poi nel 1978 alla Sanità – è stata e continua ad essere per le nuove generazioni un esempio limpido di dedizione alla promozione dei diritti e della condizione concreta delle donne (dalla tutela della maternità, agli asili nido e ai congedi parentali, dalla legge di parità nel lavoro alla previdenza). Ma sappiamo come Tina Anselmi, soprattutto dopo l’esperienza del covid, venga ormai sempre più identificata con il suo impegno di Ministro della Sanità che ha fortemente voluto attuare il diritto costituzionale alla salute, istituendo il Servizio Sanitario Nazionale universalistico, gratuito e accessibile a tutti che, pur tra tante difficolta, resta un pilastro del nostro Stato sociale.
Il cuore del suo tenace impegno umano e politico era attuare la Costituzione, mettendo al centro la dignità e la libertà della persona, la solidarietà e la giustizia sociale, difendere la democrazia, un bene fragile che ogni generazione deve tutelare. Per questo, come Presidente della Commissione P2 (unica donna su 40 componenti), con il suo proverbiale coraggio e coerenza etica ha dimostrato e scritto nella sua Relazione finale al Parlamento che la P2 è stata “un’organizzazione eversiva e una struttura di potere parallelo ramificata che aveva l’obiettivo di sovvertire o condizionare gli equilibri della democrazia italiana”.
Tina ha pagato un prezzo alto quando, nelle elezioni del 1992, nel suo storico collegio elettorale le fu preferito un altro candidato da “garantire” e le si assegnò un collegio perdente anche se lei ottenne moltissimi voti. Il servizio al suo Paese però non si interruppe e lavorò nella Commissione di inchiesta sul comportamento dei militari italiani in Somalia e poi con Tullia Zevi in quella sui beni degli ebrei italiani, sottratti dai nazifascisti. Raccogliemmo firme insieme al coordinamento delle donne Cisl perché fosse nominata Senatore a vita, così come la nostra Delegata nazionale delle donne Dc Maria Paola Colombo Svevo formalizzò la richiesta, avanzata dalla Rete di Orlando, per sostenere la candidatura di Tina Anselmi al Quirinale.
Ricordo l’amarezza per quei silenzi e la dignità con cui Tina continuò ad esercitare il suo servizio al Paese. Da Presidente della Commissione nazionale parità assistette alla drammatica crisi di Tangentopoli, da cui le donne DC, anche quelle al potere, uscirono a testa alta e si confermarono “una riserva morale”. Partecipò alla nascita del Partito popolare nel 1994, e poi condividemmo l’opposizione al Governo Berlusconi cui seguì la stagione dell’Ulivo di Romano Prodi che lei, come tante di noi, visse con molta speranza. Con affettuosa partecipazione e il suo prezioso consiglio Tina ha continuato ad accompagnare le più giovani, ha testimoniato nelle scuole e nelle Università, ha illuminato coscienze e indicato la via della difesa delle istituzioni democratiche, secondo la lezione di Aldo Moro (il suo maestro, la cui perdita l’aveva segnata profondamente “perché dopo il suo assassinio niente sarà più come prima”). Quando è insorta la sua lunga malattia abbiamo rispettato la protezione della sua famiglia. Ricordo le nostre ultime telefonate e poi il silenzio che è stato per tutte noi particolarmente doloroso”. Cara Tina, mi consola che a dieci anni da quel giorno di Ognissanti, si siano moltiplicati libri e tesi su di te, che a te si intitolino parchi e piazze e scuole, che il tuo nome sia ancora familiare e amato da tanti giovani.
E a te abbiamo dedicato il Congresso nazionale della Associazione nazionale Partigiani Cristiani, il 4 e 5 novembre a Roma. Questa e’ la tua grande eredita’ e noi siamo grati al Signore di averti conosciuta e amata”.
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – ANPC
27 OTTOBRE 1962 – 27 OTTOBRE 2026
Oggi, 27 ottobre, l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ricorda Enrico Mattei.
64 anni fa, il 27 ottobre 1962, a Bascapè, veniva assassinato Enrico Mattei.
Comandante partigiano. Fondatore dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. Fondatore dell’ENI. Protagonista della ricostruzione economica del Paese.
Aveva combattuto per la libertà nella Resistenza, e dopo la Liberazione aveva continuato con il lavoro, l’economia e la dignità nazionale.
Per lui la Resistenza continuava nella ricostruzione, nella giustizia sociale, nella difesa dei più deboli, nella costruzione di un’Italia libera.
Da quella stessa fede è nato l’ENI, strumento di indipendenza nazionale.
Oggi l’ANPC lo ricorda con il cuore.
Memoria. Ricordo. Impegno.
Memoria per non dimenticare. Ricordo perché Mattei è un fondatore, uno di noi. Impegno per continuare la sua strada.
Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – ANPC
L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (ANPC) di Roma esprime il suo più profondo e commosso cordoglio per la scomparsa di Aldo Pavia, figura straordinaria ed instancabile custode della memoria storica della Resistenza e della deportazione.
Con Aldo perdiamo non solo un punto di riferimento morale e culturale per tutta la città di Roma, ma un compagno di strada con cui abbiamo condiviso anni di militanza ideale e civile all’interno della Casa della Memoria e della Storia. In quel luogo di democrazia e testimonianza, la sua passione generosa e il suo rigore storico hanno guidato generazioni di giovani, unendo le nostre diverse sensibilità in un comune e indissolubile legame antifascista.
Il legame tra l’ANPC e Aldo Pavia si è consolidato nel tempo attraverso progetti culturali di altissimo valore scientifico e divulgativo. Tra questi, ricordiamo con immenso orgoglio e gratitudine la pubblicazione della fondamentale ricerca “Resistenza a Roma. Una cronologia”, curata personalmente da Aldo e ospitata sulle piattaforme e nei canali storici dell’ANPC Nazionale.
Questa sintonia ideale si è manifestata pienamente anche nei momenti pubblici più significativi e recenti: ricordiamo con viva commozione la sua straordinaria testimonianza in occasione del ventennale della Casa della Memoria e della Storia di Roma. In quella occasione la voce di Aldo ha saputo unire la memoria dei testimoni diretti alla missione condivisa con l’ANPC e le altre sigle resistenziali, tracciando la strada per le sfide culturali e democratiche future della Capitale.
Nel ricordarne l’immenso contributo come vicepresidente nazionale e storico presidente romano dell’ANED, l’ANPC di Roma si stringe con affetto e vicinanza alla sua famiglia e a tutta la comunità dell’ANED. Il suo rigore metodologico, la sua generosità intellettuale e la sua voce continueranno a vivere nel nostro quotidiano impegno per la libertà e la dignità umana.
Nell’Aula Conciliare del Comune di Casatenovo (Lecco) il giorno 10 ottobre 2026 il prof. Anselmo Palini ha tenuto un incontro su Carlo Bianchi e Teresio Olivelli. Pubblichiamo la locandina e di seguito il link al video dell’evento:
Aveva attraversato più di un secolo di storia, conosciuto gli orrori della guerra, aiutato soldati in fuga e contribuito alla nascita di una chiesa grazie a una singolare mobilitazione di fedeli e torte. Si è spento nella notte di sabato 17 ottobre, all’età di 108 anni, don Guido Avi, il sacerdote più anziano della diocesi di Trento. È morto a Vigalzano, frazione di Pergine Valsugana, nella casa natale dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua lunghissima vita.
Nato nel 1918 a Pergine, era stato ordinato sacerdote a Trento nel 1942, nel pieno della Seconda guerra mondiale. Proprio durante il conflitto si era reso protagonista di alcuni episodi di grande coraggio. A Noriglio, in Vallagarina, dove svolgeva il suo primo incarico come vicario parrocchiale, aveva offerto rifugio a un gruppo di soldati italiani e alleati in fuga dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943.
Due anni più tardi aveva aiutato anche un militare tedesco che aveva deciso di disertare. Per sottrarlo ai controlli, era riuscito a superare i posti di blocco a Folgaria e in Valsugana, accompagnandolo fino alla propria abitazione di Vigalzano, dove il soldato aveva trovato riparo. Due vicende che raccontano una pagina significativa della sua esperienza umana, vissuta in uno dei periodi più drammatici del Novecento.
Concluso l’incarico a Noriglio, don Avi aveva proseguito il ministero nella parrocchia di Santa Maria a Rovereto, dal 1943 al 1947. Era poi arrivato a Cristo Re a Trento, dove sarebbe rimasto parroco per 21 anni, fino al 1968. Proprio a quel periodo risale l’origine del soprannome con cui sarebbe diventato conosciuto: don Torta.
La storia nasce da una frase rimasta legata al sacerdote: «Datemi una torta e vi farò una chiesa». L’appello aveva trovato immediata risposta tra i parrocchiani, che si erano mobilitati per sostenere il progetto. Grazie a quella partecipazione collettiva, nel 1952 venne aperta la chiesa di Cristo Re. Un episodio che ha accompagnato per decenni il ricordo della sua attività pastorale.
Dopo Trento, don Avi aveva guidato la parrocchia di Albiano dal 1968 al 1975, prima di trasferirsi a Baselga del Bondone, dove era rimasto fino al 1990. Aveva quindi risieduto a Trento fino al 2011. Nel 2007 era stato nominato canonico onorario della Cattedrale di San Vigilio.
Negli ultimi anni era tornato nella sua Vigalzano, dove il paese aveva continuato a festeggiarlo con affetto. Particolarmente significativo era stato il suo 108° compleanno, celebrato il giorno di San Valentino nella sede dell’associazione I Zentili, in occasione della festa di Carnevale dei bambini.
Non era mancata naturalmente la torta, un richiamo al soprannome che lo accompagnava dai tempi di Cristo Re. Per l’occasione il sacerdote aveva posato per una fotografia insieme ai bambini del paese nati nel 2018, esattamente cento anni dopo di lui. Un incontro tra generazioni lontanissime, durante il quale don Avi aveva anche scambiato qualche parola con i piccoli. Un momento che i responsabili dell’associazione avevano definito indimenticabile.
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