11 giugno 2026 a Cassano d’Adda
CHI TIENE INSIEME LA REPUBBLICA? UNA SERATA DI RIFLESSIONE E IMPEGNO CIVILE A CASSANO D’ADDA
In occasione dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, il Circolo ACLI “Ghidini e Bonomi” di Cassano d’Adda ha promosso una serata pubblica dal titolo “Chi ha costruito la Repubblica? E chi la tiene insieme oggi?”, ospitata presso la Biblioteca Civica e partecipata da numerosi cittadini.
Ad aprire l’incontro è stato Sandro Valtorta, presidente del Circolo ACLI, che ha ricordato come la Repubblica non sia nata da un gesto improvviso, ma dal contributo di donne e uomini che, dopo la tragedia della guerra e della dittatura, hanno saputo ricostruire il Paese attraverso il lavoro, la partecipazione democratica, il volontariato, l’associazionismo, i corpi intermedi e l’impegno nelle comunità locali.
A guidare il confronto è stato Fabio Pizzul, presidente della fondazione culturale Ambrosianeum di Milano, che ha accompagnato il pubblico in una riflessione sul significato attuale della cittadinanza e della democrazia.
Particolarmente apprezzati gli interventi dei relatori.
Savino Pezzotta ha richiamato il valore della Costituzione come patto vivo tra generazioni, ricordando come la democrazia non possa essere considerata acquisita una volta per tutte, ma richieda una continua manutenzione civile e morale. Ha inoltre evidenziato il ruolo fondamentale svolto nel corso della storia repubblicana dalle organizzazioni sociali, sindacali e associative che hanno contribuito a costruire partecipazione, diritti e coesione sociale.
Delfina Colombo ha posto l’accento sul ruolo delle associazioni, della partecipazione sociale e della cittadinanza attiva, sottolineando come la Repubblica continui a vivere nelle relazioni quotidiane, nella solidarietà e nell’impegno concreto delle persone. Una democrazia forte, ha ricordato, non si regge soltanto sulle istituzioni, ma anche sulla vitalità delle comunità organizzate e sulla capacità dei cittadini di assumersi responsabilità condivise.
Vittorio Caglio ha portato la testimonianza di chi opera ogni giorno accanto alle persone più fragili, mostrando come il welfare di comunità e la prossimità siano oggi uno degli strumenti più importanti per mantenere coesa la società e per trasformare i principi costituzionali in esperienze concrete di solidarietà.
Un tema trasversale emerso durante tutta la serata è stato quello dei corpi intermedi: associazioni, sindacati, cooperative, gruppi di volontariato, parrocchie, organizzazioni civiche e realtà sociali che costituiscono il tessuto vivo del Paese. Se la Repubblica è stata costruita anche grazie a queste esperienze collettive, oggi continua a reggersi sulla loro capacità di creare legami, promuovere partecipazione e generare responsabilità condivisa. In un tempo segnato da individualismo e frammentazione, il rafforzamento di questi luoghi di incontro e di impegno rappresenta una delle sfide più importanti per il futuro della democrazia.
Nel corso della serata non sono mancati momenti di confronto e alcune posizioni critiche espresse dal pubblico. Anche questi passaggi hanno contribuito a ricordare come la democrazia sia confronto aperto e pluralità di opinioni, purché orientati alla ricerca del bene comune e al rispetto reciproco.
A concludere l’incontro è stata Luisa Comotti Ghidini, presidente ANPC di Città Metropolitana di Milano, che ha richiamato il valore della memoria come responsabilità verso il presente e il futuro. Ricordare chi ha costruito la Repubblica non significa celebrare il passato, ma raccogliere un’eredità di impegno, partecipazione e attenzione agli altri. La Repubblica, ha ricordato, continua a vivere ogni volta che una persona sceglie di non restare indifferente, di assumersi una responsabilità verso la comunità e di contribuire, anche con piccoli gesti quotidiani, alla costruzione di una società più giusta e solidale.
La serata si è così conclusa con una convinzione condivisa: la Repubblica non è soltanto un insieme di istituzioni. È una comunità di persone che ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, tengono insieme il Paese attraverso il lavoro, l’educazione, la cura, la solidarietà, il volontariato e la partecipazione democratica. Ed è proprio nella forza delle comunità, delle associazioni e dei corpi intermedi che continua a trovare una delle sue radici più profonde e più preziose.
Sandro Valtorta




























