ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Una grande protagonista della Resistenza ci lascia

Il 10 settembre ci ha lasciati Elena Moglia, una straordinaria protagonista della Resistenza, vedova del grande Partigiano Cristiano Carlo Squeri e mamma del nostro Consigliere Nazionale Luca Squeri. Un grato e sentito omaggio per quello che ha dato durante e dopo la Lotta di Liberazione. Aveva conosciuto Carlo Squeri durante un rastrellamento delle truppe nazifasciste, dal quale Squeri riuscì a salvarsi grazie all’assistenza di quella donna che poi diventò la madre dei suoi otto figli.

Le nostre più sentite condoglianze a tutta la sua famiglia.

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Don Guido Anelli: il prete volante

Venerdì 16 novembre a Parma alle ore 18 ci sarà la presentazione del libro “Il prete volante – Don Guido Anelli fra Belforte e Caracas”, presso l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Parma. Con l’autore Giovanni Sassi e la preziosa collaborazione degli ospiti che interverranno, saranno narrate le azioni che hanno reso un umile parroco parmense il Prete volante della Resistenza. Moderatore dell’incontro sarà il nostro Vicepresidente Nazionale Ferdinando Sandroni.

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“Questo sacerdote venne destinato nel 1939 a reggere la parrocchia di Belforte, piccola frazione dell’Appennino Parmense” raccontava Sergio Gigliotti, il partigiano Sparviero. “L’umile canonica di Don Guido Anelli diventò il quartiere generale delle formazioni partigiane delle Valli del Taro e del Baganza contro i nazisti”. Il 10 agosto 1944 don Guido Anelli costituisce la seconda brigata Julia. Ma la sua impresa più memorabile è il viaggio a Roma, superata la linea gotica, per chiedere aiuti concreti per i partigiani. Don Guido parla parla con il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito e con il Ministro del Tesoro. Ottiene assicurazione che i lanci di materiale bellico per i partigiani saranno intensificati ed ottiene subito un contributo di tredici milioni. Ritorna ai propri monti, trasportato da un aereo, paracadutato a Bardi, oltre la linea nemica, da qui il nome “il prete volante”. Don Anelli fu anche uno dei “monuments men”: durante la guerra salvò opere d’arte del rinascimento italiano, nascondendole ai nazisti. Una sua missione fu vicino a Bolzano, dove fu paracadutato per organizzare un gruppo di persone fidate che salvassero dalla distruzione le opere di Caravaggio, Tiziano, Rubens, Botticelli, Donatello e Michelangelo.

Addio al Partigiano Russia

Si è spento il 6 Novembre, dopo una lunga malattia, Soemo Alfieri, meglio noto come il partigiano Russia, figura di spicco della Resistenza di Parma. Aveva novanta anni e fino all’ultimo aveva sostenuto e ribadito i valori dell’antifascismo e nonostante le difficili condizioni di salute, era voluto essere presente all’ultima commemorazione in piazza per il 25 aprile.

«Con lui se ne va un’altra delle ormai poche voci viventi della nostra Resistenza» sono le parole espresse con commozione e cordoglio durante l’ultimo saluto ai funerali che si sono svolti il 7 novembre, dove erano presenti il nostro Vicepresidente Nazionale Ferdinando Sandroni e una delegazione dell’ANPC di Parma.

Aveva aderito alla Resistenza all’età di 15 anni. L’8 settembre 1943 andò in montagna nel distaccamento Griffith 47, Brigata Garibaldi e successivamente nella quarta Brigata Julia con il nome Russia, per onorare il suo amico Renato Bia fucilato a Noceto dai fascisti.

Dopo il rastrellamento del novembre 1944 rientra nelle Sap dove operò fino alla Liberazione. Nel 2011 aveva pubblicato “Un cuore ribelle. Autobiografia di un partigiano” a cura di Brunella Manotti. Costante il suo impegno e la sua presenza alle iniziative dedicate alla memoria e alla storia delle lotte per la Liberazione, fino all’ultimo ha sostenuto e ribadito i valori dell’antifascismo.

Al suo coraggio, che ha combattuto il fascismo e il nazismo da giovanissimo, e a tutti coloro che come lui hanno speso la loro vita per la libertà, tutti dobbiamo una gratitudine eterna.

R.I.P. grande Russia! L’Anpc si unisce al cordoglio con commozione.

Russia partigiano

Nella foto il partigiano Russia (il terzo a sinistra) il 25 Aprile 2017. Maurizio Gentilini (nella foto il secondo da destra) era nell’occasione oratore ufficiale.

Giornata di studi in onore del Beato Teresio Olivelli “ribelle per amore”

Sabato 27 ottobre, l’Associazione Fiamme Verdi di Brescia, aderente alla Federazione Volontari per la Libertà, d’intesa con la “Cooperativa Cattolico Democratica di Cultura”, e con “L’archivio storico della resistenza bresciana e dell’Età contemporanea” hanno celebrato una giornata di studi in onore del Beato Teresio Olivelli (1916-1945).  (Qui il programma: Convegno-Olivelli-programma). Ha assistito apprezzando molto l’incontro il nostro Presidente Nazionale, On. Giuseppe Matulli. L’incontro ha avuto luogo in una gremitissima aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Dopo i saluti istituzionali, la relazione del prof. Alfredo Canavero (dell’Università degli studi di Milano) ha svolto una acuta analisi sul tema “I cattolici e la resistenza” a cui ha fatto seguito la relazione del prof. Rolando Anni (dell’Università Cattolica del Sacro Cuore) sulle origini della resistenza bresciana (settembre 1943-gennaio 1944). La prof.ssa Daria Gabusi dell’Università telematica “Giustino Fortunato” di Benevento ha presentato una interpretazione storico-educativa del giornale clandestino “Il Ribelle”, rendendo, accanto a quella di Olivelli, la figura di Laura Bianchini (che fu poi costituente e attiva nel gruppo dei “professorini” della cosiddetta “comunità del porcellino”, che durante i lavori della costituente comprendeva gli esponenti impegnati in “Cronache Sociali”, guidati da Giuseppe Dossetti). Infine il prof. Anselmo Pallini ha presentato il suo volume “Teresio Olivelli, ribelle per amore” edito dall’editrice AVE, che comprende una postfazione di Carla Bianchi Iacono (figlia di Carlo, fucilato a Fossoli, compagno di Olivelli) e membro del nostro Consiglio Nazionale. Ci congratuliamo per la bella iniziativa. Di seguito la scheda editoriale.

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Una bella iniziativa dell’ANPC di Frosinone

L’Anpc di Frosinone in occasione dell’Anniversario della deportazione ebrea dal ghetto di Roma del 16 Ottobre 1943 ha pubblicato un Foglio informativo, davvero molto ben fatto con i seguenti titoli: “Quel lontano, ma sempre presente 1943; 1938; Le leggi razziali in Italia; Gli ebrei a San Donato Valcomino; Il 16 ottobre 1943: una famiglia ebrea tra Roma e Acuto”. Come risulterà evidente dai contenuti, l’intento è di proporre motivi di riflessione ai giovani. La storia più grande spesso ha dei risvolti inaspettati anche con la nostra storia locale. Per questo oltre a ripercorrere brevemente le fasi che nel 1938 portarono alla promulgazione delle leggi razziali, portiamo la nostra attenzione sulle comunità di san Donato Valcomino e Acuto, che proprio per effetto di quelle leggi finirono per ospitare al proprio interno famiglie ebree e persone di altre nazionalità, diventano per alcuni anni (1940-1944) comunità multietniche.

Scarica qui il file per la lettura: Giornale ANPC FROSINONE

Ci congratuliamo per la importante iniziativa e vogliamo sottolineare il loro grande impegno e la loro disponibilità a far conoscere le vicende dell’ex campo di concentramento”Le Fraschette” di Alatri (per concordare eventuali visite allo stesso di singoli o di gruppi oppure per realizzare incontri a scuola sui temi della Resistenza e della Costituzione potete telefonare ai numeri 338-4901414 oppure al 349550075).

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La marcia silenziosa per ricordare la razzia degli Ebrei nel ghetto di Roma del 16 ottobre del 1943.

Domenica, al tramonto, si è svolta la marcia silenziosa di Comunità ebraica  e Comunità di Sant’Egidio dalla piazza di Santa Maria in Trastevere  al Tempio maggiore. La marcia ha voluto ricordare quel terribile sabato del 16 ottobre del 1943, proprio nel giorno dello shabat dedicato dagli ebrei al Signore, quando trecento SS di Kappler,  alle cinque e mezzo del mattino hanno fatto irruzione nel ghetto, rastrellando con violenza 1.022 ebrei, donne, uomini, bambini. Gli elenchi erano stati forniti loro dalle “autorità” repubblichine, elenchi minuziosamente redatti dall’inizio delle leggi razziali del ’38. Gli ebrei furono prima portati in un edificio militare sul Lungotevere, dove nella notte nacque un bambino! Il giorno dopo alla stazione Tiburtina, caricati su un treno, il primo treno della morte e inviati nei campi di concentramento. Ritornarono in sedici, 15 uomini e una donna. E i nomi di quei campi, i cui nomi destano sempre una reazione dolorosa e non solo, erano innalzati in cartelli portati da giovani. Nomi che ricordano il momento più tragico del secolo ventesimo,  che nessuno, anche se qualcuno ci prova, riuscirà a cancellare. Nomi da non dimenticare: Auschwitz- Bikenau, Buchenwald, Bergen-Belsen, Mauthausen, Ravensbruk, Dachau, Flossenburg,Majdanek Treblinka, Risiera di San Sabba ed altri…. Al Portico di Ottavia la marcia ha incontrato la Comunità in attesa. Sul palco uno striscione: “ Non c’è futuro senza memoria”. Sotto lo striscione il rabbino capo di Roma Riccardo di Segni, la presidente della Comunità ebraica romana Ruth Durenghello, il cardinale vicario Angelo De Donatis,il parroco di Santa Maria in Trastevere don Gnavi, il Ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e il sindaco di Roma Virginia Raggi. L’ANPC  ha aderito alla marcia. Il VP Sferrazza ha espresso la vicinanza e la solidarietà del Presidente Matulli alla presidente della Comunità ebraica di Roma Ruth Durenghello.

sferrazza foto manifestazione ebrei

Personaggi ed eroi Sabini nella I Guerra Mondiale: il nuovo libro di Antonio Cipolloni

Nell’ambito delle iniziative del Centenario dalla conclusione della Grande Guerra avrà luogo lunedì 29 Ottobre 2018, alle ore 16:00, presso la Sala Consigliare della Provincia di Reti la presentazione del volume di Antonio Cipolloni: “Personaggi ed eroi Sabini nella Prima Guerra Mondiale”.

Interverranno: Giuseppe Rinaldi (Presidente della provincia di Rieti), Lorenzo Chiarinelli (Vescovo Emerito); Savino D’Amelio (Superiore Generale dell’Ordine O.N.P.M.I.)Sossio Andreottola (Generale di Brigata, Comandante della Caserma Attilio Verdirosi e scuola NBC); Claudio Di Berardino (Assessore Regionale al Lavoroe Nuovi Diritti, Politiche per la Ricostruzione).

Congratulazione al nostro Consigliere per questo nuovo libro.

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Roma Medaglia d’oro al Valor Militare

medaglia_oro.1101304713_medium.gifRoma è stata decorata di Medaglia d’Oro al Valor Militare “perché la Città eterna, già centro e anima delle speranze italiane nel breve e straordinario tempo della Seconda repubblica romana, per 271 giorni contrastò l’occupazione di un nemico sanguinario e oppressore con sofferenze durissime. Più volte Roma nella sua millenaria esistenza aveva subito l’oltraggio dell’invasore, ma mai come in quei giorni il suo popolo diede prova di unità, coraggio, determinazione. Nella strenua resistenza di civili e militari a Porta San Paolo, nei tragici rastrellamenti degli ebrei e del Quadraro, nel martirio delle Fosse Ardeatine e di Forte Bravetta, nelle temerarie azioni di guerriglia partigiana, nella stoica sopportazione delle più atroci torture nelle carceri di via Tasso e delle più indiscriminate esecuzioni, nelle gravissime distruzioni subite, i partigiani, i patrioti e la popolazione tutta riscattarono l’Italia dalla dittatura fascista e dalla occupazione nazista. Fiero esempio di eroismo per tutte le città e i borghi occupati, Roma diede inizio alla Resistenza e alla guerra di Liberazione nazionale nella sua missione storica e politica di Capitale d’Italia. 9 settembre 1943 – 4 giugno 1944”.

È questa la motivazione ufficiale che si legge sul sito della Presidenza della Repubblica (https://www.quirinale.it/onorificenze/insigniti/351302).

Il conferimento è avvenuto il 16 luglio, dopo un lunghissimo lavoro istruttorio di un apposito comitato formato da rappresentanti delle varie Armi e delle associazioni partigiane. Con tale decorazione si completa il palmarès di una Capitale che ha fatto la storia del Paese ed ha contribuito alla Resistenza e alla Liberazione con un altissimo tributo di sangue. È la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare attribuita alla città. La prima (decreto del 7 febbraio 1949) riguardava il “glorioso meriggio del Risorgimento nazionale” – si legge fra l’altro nella motivazione – quando “la migliore gioventù italiana correva a morire sugli spalti di Roma repubblicana, ispirata dall’infaticabile apostolo dell’Unità Giuseppe Mazzini e guidata dall’eroe nazionale Giuseppe Garibaldi”. Il riconoscimento attribuito alla Città eterna assume oggi uno speciale significato, perché “i partigiani, i patrioti e la popolazione tutta riscattarono l’Italia dalla dittatura fascista e dalla occupazione nazista”. Un riscatto quanto mai attuale, contro ogni tentativo esplicito o sotterraneo di tornare a ideologie, metodi, linguaggi, leggi che richiamino a quel tempo perduto, di dolore, di sofferenze, di povertà, di discriminazione.

Roma era ed è antifascista. L’Italia era ed è antifascista.

(Articolo pubblicato su: http://www.patriaindipendente.it/il-quotidiano/la-capitale-partigiana-roma-medaglia-doro/)

Circoli Dossetti a Milano sul tema “Ribelli per amore”

Il 20 ottobre 2018, il nostro Consigliere Luisa Ghidini ha partecipato a Milano ad una lezione organizzata dai Circoli Dossetti (leggi qui per saperne di più: Circolo Dossetti Milano), a 20 anni dalla loro formazione (Giovanni Bianchi ne è stato l’ideatore. L’incontro, con il quale i Circoli Dossetti hanno voluto iniziare il loro corso di formazione politica, è stato improntato sul tema “Ribelli per amore” – Resistenza senza fucile di Giovanni Bianchi. Presenti anche Silvia (la moglie di Giovanni Bianchi) e Lorenzo Colombo, un iscritto alla ANPC di Cassano d’Adda.

L’incontro si è svolto con la testimonianza di Luca Caputo che introducendo la lezione, ha ricordato come a distanza di 20 anni dalla loro formazione, i Circoli Dossetti riscuotono ancora interesse grazie agli argomenti trattati, in modo particolare oggi, in questa situazione politica complicata.

L’attuale situazione politica nazionale ci costringe a riflettere e domandarci che senso ha oggi parlare di resistenza, di democrazia e di partecipazione.

Luisa Ghidini riprendendo il testo del libro di Giovanni, ha spiegato cosa intendeva dire Bianchi con “resistenza senza fucile”, come la resistenza non fu soltanto di chi è andato a combattere in montagna o in città ma di tutta quella gente comune che, rischiando la propria vita, si è messa a disposizione dei partigiani per un’idea comune, per il benessere degli italiani e per liberare l’Italia dagli occupanti nazifascisti. Ha sottolineato come questa necessità ha consentito a uomini con una visione diversa tra di loro, di arrivare a scrivere una carta comune, che fosse un faro e un indirizzo per far crescere l’Italia e dare agli italiani una speranza per il futuro: la nostra Costituzione. Ha sottolineato come anche oggi sia importante resistere contro questi nazionalismi che vengono avanti a livello europeo ed anche in casa nostra.

Mario Artali ha ripreso i temi della resistenza ed ha sottolineato anche l’importanza delle donne nella resistenza.

La cosa che ha colpito maggiormente: la Resistenza è multicolore e non può essere vista né letta da una sola parte. Anche da parte sua la preoccupazione, come per tutti, per la situazione politica attuale che ci porta a resistere se pur in modo differente.

Renzo Salvi poi, completando il giro, ha portato la sua testimonianza di vicinanza e comunione con Giovanni Bianchi, duranti i vari anni di lavori insieme e ci ha anticipato il filmato che è poi stato proiettato: un colloquio con Giovanni Bianchi effettuato il 24 aprile 2016, in occasione della presentazione del suo libro “Resistenza senza fucile”. Uno spaccato di Giovanni che ogni volta lascia a bocca aperta per la sua capacità di coinvolgimento e di spiegazione di cosa è stata la Resistenza, portando anche esempi pratici, come era sua abitudine.

La situazione attuale ci porta a porci domande e trovare soluzioni che al momento paiono lontane o difficili: non dobbiamo abbatterci ma andare avanti.

È seguito un piccolo dibattito dove è arrivata la richiesta di come contrastare questi pericoli che vediamo avanzare e pur non avendo una risposta, tutti i relatori hanno cercato di dare speranza ai presenti, soprattutto ai più giovani dicendo loro di non aver paura.

La mattinata è scivolata via velocemente e tutti si sono salutati con l’auspicio di Mario Artali, di riproporre con loro altri momenti insieme.

ghidini al circolo dossetti

Una foto dei relatori (Renzo Salvi – Docente incaricato di Storia della TV presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Mario Artali – Presidente FIAP, Luisa Ghidini Comotti – rappresentante ANPC, Luca Caputo- coordinatore dei Circoli Dossetti.

La vergogna della razza: Casa della Memoria a Roma il 30 Ottobre 2018

Vi invitiamo a partecipare all’incontro per una riflessione comune sulle Leggi Razziali,  a 80 anni dalla loro promulgazione, con testimoni e studiosiche si terrà

Martedì 30 ottobre 2018, ore 17.00

Casa della Memoria e della Storia

Via San Francesco di Sales, 5

Le Associazioni della Casa della Memoria invitano all’incontro

1938 – 2018

La vergogna della razza

Memoria e rimozione

Coordinamento di Bianca Cimiotta Lami

Interventi di:

Augusto Pompeo – Dalle leggi razziali alla Shoah

Elisa Guida – Il racconto sulle leggi antiebraiche

Eva Benelli – La scienza dice: le razze non esistono

Angelo Sferrazza –  Memorie scolastiche

Testimonianze di:

Pupa Garribba – Il censimento

Aldo Pavia – Le unioni miste

Claudio Fano – L’emigrazione

Paolo Brogi – Dai diari di Paolo Padovani

invito 30 Ottobre casa della memoria

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