ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Festa della Resistenza 2026

Un’intervista di Mario Spezia in vista del 25 aprile

Una bella intervista del Presidente ANPC Piacenza, Mario Spezia, su Il Corriere Padano:

“Mario Spezia: “Ricordare la Resistenza per recuperare l’impegno a favorire un futuro migliore”

Si avvicina il 25 aprile, Festa della Liberazione. Ho colto l’occasione di intervistare Mario Spezia, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Piacenza, per avere qualche anticipazione di come sarà organizzata la celebrazione della Festa della Liberazione di quest’anno. (intervista pubblicata su: https://www.corrierepadano.it/mario-spezia-ricordare-la-resistenza-per-recuperare-limpegno-a-favorire-un-futuro-migliore/)

Presidente, lo scorso anno le celebrazioni furono importanti: tre cortei percorsero altrettanti itinerari, rappresentando le tre divisioni — Piacenza, Val d’Arda e Val Nure — per poi convergere tutti in Piazza Cavalli

“L’anno scorso è stato un anno speciale, segnato dall’80° anniversario. Per l’occasione abbiamo organizzato un’unica grande manifestazione, capace di coinvolgere tutte le realtà provinciali, per celebrare una ricorrenza così significativa.”

Quest’anno, invece, cosa avete in programma?

“Quest’anno torniamo alla consueta celebrazione. Il corteo partirà dal Liceo Scientifico, proseguirà lungo il corso e si concluderà in Piazza Cavalli, dove si terranno le orazioni ufficiali e poi la tradizionale messa presso la chiesa di San Francesco. Insomma, un ritorno alle origini.”

Ricordiamo ai lettori qual è stato il contributo dei partigiani cattolici alla resistenza piacentina, una storia che ha disegnato il futuro del nostro Paese

“L’impegno dei cattolici nella Resistenza a Piacenza fu molto rilevante. In particolare, le parrocchie di montagna svolsero un ruolo fondamentale nella protezione della popolazione civile e nel sostegno ai partigiani, molti dei quali persero la vita. Anche il clero pagò un prezzo altissimo, sei sacerdoti furono uccisi nelle parrocchie del territorio piacentino.”

Quali furono le figure che emersero in modo particolare?

“Figura di riferimento fu Francesco D’Averi, avvocato cattolico e primo segretario della Democrazia Cristiana appena costituita. Ma l’impegno dell’ANPC va nella direzione di valorizzare una lettura condivisa della lotta di Liberazione, sottolineando come essa sia stata il frutto dell’intero popolo e non di una sola parte, anche i cattolici diedero un contributo significativo.”

Che ruolo hanno avuto figure come don Giuseppe Beotti e don Giuseppe Borea nella resistenza a Piacenza?

“Don Beotti offrì ospitalità a ebrei, partigiani e soldati feriti nella sua parrocchia e, per questo suo impegno, fu uno dei sei sacerdoti uccisi. La sua causa di beatificazione, avviata nel 2010 si è coronata con il riconoscimento del martirio da parte di papa Francesco nel 2023 e con la beatificazione, celebrata il 30 settembre dello stesso anno nella cattedrale di Piacenza. Anche a don Giuseppe Borea toccò lo stesso destino tragico. Fu arrestato e fucilato. È inoltre in corso il percorso di riconoscimento anche per la sua figura.”

In poche parole, cosa ha rappresentato la Resistenza nel quadro della storia italiana? Ricordiamolo ai più giovani…

“La Resistenza rappresenta uno degli atti politici più importanti della storia del nostro Paese: un intero popolo che si ribella alla dittatura e all’invasione. Da quella stagione nasce l’Italia nuova, fondata sulla Costituzione, libera e democratica. “

Che valore ha oggi? Dopo 81 anni

“Celebrare la resistenza vuol dire recuperare quello spirito di responsabilità condivisa, di impegno comune per costruire un futuro migliore per il Paese. La Resistenza ci insegna che ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte. Non bisogna attendere la salvezza, ma agire, seguendo l’esempio di chi ha saputo sacrificarsi per gli altri, dimostrando che il cambiamento è possibile. “

Cosa può insegnare ai giovani?

“La società del benessere può talvolta generare demotivazione, ma è proprio per questo che è importante riscoprire la responsabilità individuale e collettiva. L’esperienza del voto in Ungheria dimostra che il cambiamento è possibile, se c’è volontà. Quando qualcosa non funziona, non serve fuggire, ma impegnarsi per migliorarlo. Oggi il cambiamento passa attraverso gli strumenti della democrazia, profondamente radicati in Europa, che rappresentano un modello unico da cui ripartire. La resistenza ci insegna che serve il coraggio di impegnarsi e di assumersi le proprie responsabilità, senza attendere che siano gli altri a farlo

17 aprile 1944: rastrellamento del Quadraro a Roma

Oggi, venerdì 17 aprile 2026, Roma commemora l’82° anniversario del Rastrellamento del Quadraro del 1944.

Alle presenza di Autorità civili e rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Roma Capitale ha organizzato le seguenti cerimonie: alle ore 9.00 deposizione di una corona di alloro presso la targa posta in Via dei Quintili, 1; alle ore 9.45 circa deposizione di una corona di alloro presso il Monumento alle Vittime del Rastrellamento del Quadraro eretto all’interno del Parco 17 aprile 1944, con ingresso da Via Asconio Pediano.

Per l’Anpc hanno partecipato l’Alfiere Lucia Scagnoli con il Medagliere dell’Associazione e il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.

Iniziative 25 aprile in Città Metropolitana di Milano

Discorso per il 25 Aprile 2026 – Fincantieri Riva Trigoso – ANPC Tigullio

“Cari lavoratori, autorità e amici….. sono qui oggi come presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani Tigullio, ma soprattutto come erede di una storia che unisce i nostri monti a questo stabilimento. Abbiamo avuto guide morali straordinarie: Don Giovanni Battista Costa, che ci ha spiegato ‘il perché’ di una scelta di coscienza, e Don Luigi Canessa, che nel suo ‘La strada era tortuosa’ ha dato voce alla fatica dei nostri padri. Entrambi cappellani della Divisione Cento Croci, non furono solo preti, ma compagni di cammino dei nostri Partigiani. Chi sale al Monumento del Passo del Cento Croci può vedere una scena scolpita che riassume tutto il nostro spirito: il Cappellano che parla al Partigiano prima di una missione. Non è solo una benedizione; è il momento della ‘morale’. Il Cappellano ricordava al combattente che, anche nella necessità della lotta, non si doveva mai perdere l’umanità. Per i nostri Partigiani, essere cristiani voleva dire, prima di tutto, essere veri uomini: capaci di distinguere il bene dal male, di agire per amore della libertà e mai per odio.

Questa rettitudine la ritroviamo nei fatti concreti che hanno legato la Fincantieri alle nostre Valli; una dimostrazione che la resistenza è iniziata anche nelle Fabbriche. Un piccolo aneddoto; per sottrarli ai nazisti, una parte dei macchinari proprio di questa fabbrica, furono portati e nascosti a Varese Ligure. Un’operazione di protezione del lavoro guidata da quella stessa etica. E mentre il Reparto Sabotatori della Cento Croci, mio Padre e mio Zio erano tra questi, isolava l’Alta Valle del Vara facendo saltare i ponti come anche quello qui vicino in Località Casali, per impedire il passaggio dei tedeschi e il furto dei macchinari, si proteggeva non solo un territorio, ma il futuro produttivo di questa comunità e delle loro famiglie. Oggi, in questo stabilimento, ricordiamo che la Resistenza è stata difesa del lavoro e dignità dell’uomo. Portiamo nel cuore l’insegnamento di Don Costa e Don Canessa: restare ‘veri uomini’ in ogni tempo, costruendo ogni giorno quella giustizia per cui loro hanno combattuto. Viva la Fincantieri, W la Divisione Cento Croci e W l’Italia libera. Umberto Armanino”

17 aprile 2026 a Rieti: presentazione del libro Giotto coraggio di Paolo Casadio

IL CORAGGIO DELLE SCELTE E LA FORZA DI RESISTENZA nel bellissimo romanzo di Paolo Casadio

“Giotto Coraggio”, romanzo storico appassionante e indiscutibilmente emozionante che racconta scelte di resistenza, nel tempo della Repubblica Salò, sullo sfondo di una storia d’amore tra un piccolo orfano e una giovane donna medico. Lo abbiamo presentato oggi con l’autore ravennate Casadio che ha letteralmente incantato la platea dell’Istituto Alberghiero “Costaggini” gremita di studenti e insegnanti.

Un grazie al dirigente scolastico Giovanni Luca Barbobetti per aver aperto l’istituto ad un significativo incontro sulla Memoria, nel credere nella scuola luogo dove la storia diventa coscienza civile soprattutto per le giovani generazioni. Un grazie alla bravissima conduttrice la giornalista  Elisa Masotti, competente e professionale e alla professoressa del liceo scientifico di Rieti Silvia Meloni per aver trasformato le pagine del libroin domande vive per tutti e per l’autore.

Parte del discorso conclusivo del Segretario Nazionale ANPC, Pino Strinati: “Siamo a una settimana dal 25 aprile, negli 80 anni della Repubblica. Libertà e democrazia non sono state un regalo. Sono state coraggio. Questo libro ci dice che il coraggio è scegliere, ogni giorno, di non voltarsi dall’altra parte. “Rischiava perché amava”. Il 25 aprile non sia solo memoria. Sia metodo quotidiano. Buon coraggio a tutti”.

Diario clandestino. Appunti di vita partigiana. Parole e scritti di Don Aurelio Giussani

Le donne dalla Resistenza alla Costituente. Cinisello Balsamo. 21 aprile 2026

Il 25 aprile a Milano

19 aprile 2026: teatro comunale di Caselle Landi proiezione “Un po’ di Resistenza”

Navigazione articolo