La Festa Nazionale della Liberazione quest’anno è la più diversa da quando è stata celebrata per la prima volta nel 1946. Dopo ottanta anni di pace in Europa dobbiamo constatare che in alcune parti del nostro continente si sta combattendo ancora in armi come in Ucraina, o attraverso le elezioni, perché si possano sconfiggere quegli attacchi alla democrazia per la cui conquista generazioni di giovani, cittadini donne, sacerdoti e religiosi hanno speso la vita. Perciò la presenza nelle piazze in questo 25 aprile ci chiede, se possibile, ancora maggior testimonianza. Dobbiamo alla Resistenza una gratitudine che si esprima con la più convinta difesa di quel prezioso dono che ci è stato tramandato: la libertà. Assistiamo alla contraddizione più disumana, far valere la forza della forza, invece del diritto e del dialogo. Vogliamo assumere i continui richiami di Papa Leone a disarmare le parole e gli atti di odio come criterio del nostro agire. Dobbiamo stimolare la partecipazione politica fatta di confronto e dialogo perché nella difesa dei principi sanciti nella Costituzione, risultato della Resistenza, siamo costruttori di pace.
Quella della Resistenza è una storia complessa, articolata, con pagine ancora da scrivere o che, finalmente, si stanno cominciando a scrivere proprio in questi ultimi anni. E’ il caso, ad esempio, del ruolo delle donne, tutt’altro che marginale. Così come fondamentale è stata quella parte di opposizione al nazifascismo che possiamo ben definire Resistenza cattolica.
Il giornalista Silvio Mengotto raccoglie nel libro La Resistenza cattolica Milano 1943-1945 (Edit. Paoline) volti di questa Resistenza, nell’area milanese. Alcune figure, paradigmatiche e note, come il cardinale Ildefonso Schuster e Giuseppe Lazzati; altre meno note, o addirittura sconosciute. Si va da Suor Enrichetta Alfieri, che presta assistenza ai prigionieri politici di San Vittore e, al contempo, recapita messaggi e comunicazioni ai Comandi clandestini, ai cosiddetti ribelli per amore, preti che si sono impegnati in prima persona nella lotta ai soprusi e alla violenza nascondendo ebrei, favorendo l’espatrio dei ricercati, diffondendo la stampa clandestina. E poi nomi di personaggi provenienti dagli ambiti più diversi – imprenditori, operai, professori e giovani, sacerdoti e suore, donne e uomini – che hanno pagato spesso con la vita il loro anelito alla libertà. L’autore propone anche una carrellata di suore dimenticate, come Madre Donata Castrezzati che ha salvato famiglie di ebrei e imprigionata nel carcere di San Vittore per una settimana. Il libro ricorda la figura, troppo sconosciuta, di Thelma Hauss, donna newyotchese trasferitasi a Milano che, ininglese, scrisse un prezioso Diario di guerra. Donna cattolica e tesserata nelle Fiamme verdi, nella sua casa milanese ha protetto, e salvato, comandanti partigiani come Enrico Mattei, Ferruccio Parri e il generale Cadorna. Importante anche l’apporto dei sacerdoti, il centro operativo era il Colleggio San Carlo. Tra questi don Giovanni Barbareschi che, tramite l’organizzazione clandestina di OSCAR riuscì a salvare più di 2000 perseguitati tra ebrei e renitenti alla leva repubblichina, antifascisti e, dopo la Liberazione anche di fascisti e nazisti.
Il libro è arricchito dalla Prefazione di Mariapia Garavaglia, Presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani. Che scrive: “Grazie a Silvio Mengotto, che ci presenta una galleria solenne di padri della patria, sacerdoti, suore, personaggi famosi, ma punta un faro di luce anche su sconosciuti come un operaio delle Acciaierie Falck. Furono protagonisti della Resistenza anche il “padrone” Enrico Falck, industriale cattolico, Giuseppe Lazzati e Giancarlo Puecher… era Resistenza di popolo. Per i cristiani si è trattato di rispondere alla più grande delle virtù secondo san Paolo, la carità, accompagnata da una fede incrollabile e dalla speranza, la più piccola delle virtù, ma la più forte, come ha affermato papa Francesco.
Sono veramente tanti gli aneddoti e i rimandi storiografici, anche con note molto precise, che rendono prezioso il lavoro di Mengotto. Un dono da assaporare e diffondere”. “Caro Silvio – scrive Nando Dalla Chiesa – solo per il piacere di dirti che la tua “Resistenza Cattolica” è davvero un bel libro. Che ha rimediato (sia pur con mio colpevole ritardo) a molte mie zone di disinformazione su un’epoca importante per le nostre libertà. Grazie di averlo scritto”.
Come promuovere politiche della memoria quando scompaiono i testimoni ?
Quale impegno rinnovato da parte delle associazioni, dei cittadini e delle istituzioni per trasmettere ai giovani i valori della Resistenza, della guerra di Liberazione e della Costituzione che lì trovò le sue radici e la sua unità e di cui quest’anno celebriamo l’80mo anniversario?
A questo impegnativo quesito abbiamo voluto dare una risposta partendo dal bel libro “A partire da Marzabotto. Fare politiche della memoria tra impegno civile e istituzioni” di Andrea De Maria,parlamentare bolognese, che tra il 1995 e il 2004 è stato giovane Sindaco di Marzabotto, dove ha realizzato – grazie anche a incontri ispiratori come quello con don Giuseppe Dossettiche aveva scelto di fondare a Monte Sole la sua Comunità – il Parco storico, la Scuola di pace, attivando un dialogo con la regione tedesca dell’Assia , attivando reti di scuole e forme innovative di didattica della storia e di grande partecipazione di giovani.
Ne abbiamo parlato, insieme a Gianfranco Noferi segretario di ANPC di Roma, con la vice Presidente dell’ANPI, Albertina Soliani, già direttrice di Casa Cervi e ora dei “Paesaggi della memoria”, con lo storico Filippo Focardi, docente di Storia Contemporanea all’Università di Padova e con il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, anch’egli storico, che proprio in questi giorni aveva guidato una delegazione di studenti di 15 scuole al Sacrario di Redipuglia, alla Risiera di San Sabba, per il “viaggio del Ricordo”, per favorire una memoria condivisa.
E’ emerso da tutti che di fronte all’attuale smarrimento dei valori e dei principi fondanti la nostra democrazia, alla ripresa di guerre e del linguaggio bellicista in ambito internazionale, ai rinascenti miopi nazionalismi e illusori sovranismi, di fronte alla concentrazione nelle mani di pochi della ricchezza e delle tecnologie manipolatrici, il nostro impegno come associazioni e istituzioni deve essere più profondo e consapevole della posta in gioco e avere i giovani al nostro fianco.
Importante è ripartire dai quei luoghi della verità storica tragica e noppugnabile, dalla memoria concreta di quegli uomini e donne che seppero agire in nome della loro coscienza, della scelta della libertà e della volontà di pace. E mettere in guardia dai tentativi in atto di riscrivere quella storia, di non distinguere le ragioni e i rischi di chi, civile o militare, laico o religioso, scelse di combattere il regime fascista e gli occupanti tedeschi ,di non aderire alla Repubblica sociale di Salò, pagando questa scelta spesso con la deportazione e la vita.
Abbiamo anche denunciato come grave segnale di disattenzione e di inadeguatezza politica il taglio praticato dal Governo alla legge del 2017 che sostiene i cinque luoghi della memoria e che ancora ad oggi non ha stanziato le risorse (700 mila euro) volute dal Parlamento (grazie a un emendamento dell’on.De Maria) ,affidate alla Presidenza del Consiglio e destinate ai progetti per le celebrazioni del triennio 45/47, con il rischio per le nostre Associazioni di non poterle ricevere in tempo utile per il 2026 e 2027. Un messaggio di grave sciatteria istituzionale, da leggere insieme alla sostanziale afonia del Governo in questo 80mo.
Dovrà essere questo un 25 aprile di forte testimionianza e impegno politico.
La nostra iniziativa ha di fatto anticipato l’avvio delle quattro giornate dedicate dal Campidoglio alla “Festa della Resistenza” , giunta alla quarta edizione, che dal 23 al 26 aprile si svolgera’ nell’area dell’ex Mattatoio (piazza Orazio Giustiniani 4).
Qui nella Sala Pertini oggi alle 19,15 saremo presenti come ANPC, insieme ad altre quattro associazioni partigiane che l’hanno sostenuto anche finanziariamente, alla presentazione del documentario “Storie delle Resistenze.80 anni di libertà”, curato dalla storica Isabella Insolvibile e diretto dal regista Alessandro Arangio Ruiz.
Una Festa che quest’anno è dedicata “alle nostre madri e padri costituenti” sia con l’intitolazione delle sale del Mattatoio che con edicole luminose nella città (alle fermate degli autobus) dedicate in particolare a Nilde Jotti, Maria Agamben Federici, Teresa Noce, Tina Anselmi, Lina Merlin.
Il giorno 23 aprile 2026 il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto al Quirinale una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza dell’ 81° anniversario della Liberazione.
Dopo i saluti del Presidente del Consiglio Nazionale permanente delle Associazioni d’Arma, Generale Paolo Gerometta e del Presidente della Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Prof. Claudio Betti, sono intervenuti il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Isabella Rauti e il Presidente della Repubblica.
Per l’Anpc erano presenti la Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia, La Vicepresidente Nazionale, Silvia Costa ed il Consigliere Nazionale, Gianfranco Noferi.
Firenze, 22 aprile 2026 – “Saremo con la nostra bandiera, questo 25 aprile, in un piccolo Comune sui monti di confine tra Pistoia e Bologna per stare accanto a quella comunità, e al suo sindaco, che sta difendendo, con fatica, il diritto alla salute nelle aree interne e montane”. Così Marco Martini, presidente della neo nata sezione interprovinciale toscana di ANPC, annunciando che la vicepresidente Pamela Giorgi e il componente del direttivo Mauro Banchini saranno, per l’intera giornata del 25 aprile, a Taviano di Sambuca Pistoiese. Qui il sindaco Marco Breschi ha organizzato un presidio “contro l’abbandono e per difendere il diritto alla salute delle aree interne e montane”.
Nella stessa giornata il presidente Martini sarà a Poggio a Caiano, in provincia di Prato, per “la camminata della Costituzione”: in quel Comune, al centro della affollata pianura che attraverso Prato unisce Firenze e Pistoia, esiste da tempo un percorso in salita, una via crucis laica, che espone targhe con i primi articoli della Costituzione. Durante la salita, in una iniziativa che si svolge in piena collaborazione fra ANPC e ANPI e con una associazione culturale locale guidata da sole donne, saranno letti brani da lettere di donne e uomini che fecero la Resistenza. “La scelta di essere, come neonata ANPC in terra toscana, in due luoghi così diversi – commenta Martini – non è casuale. Dalle comunità più affollate della pianura ai borghi più isolati della montagna, dove troppo spesso si verifica la distanza fra la realtà e il dettato della Costituzione sulla effettiva uguaglianza dei cittadini, oggi emerge fortissima l’attualità di fare memoria, in modo non retorico, dei valori per i quali, 80 anni fa, l’Italia riuscì a liberarsi dalla dittatura”.
“Un presidio contro l’abbandono per il diritto alla salute”, così si intitola la manifestazione nel Comune di Sambuca che fa parte di un calendario di mobilitazioni che, dal 25 aprile al primo maggio, unisce l’intera montagna pistoiese in una protesta che chiede di essere ascoltata. “Da anni – scrive il sindaco Breschi – viviamo in una situazione sanitaria sempre più grave: nessun medico di medicina generale, servizi di emergenza/urgenza a rischio, guardia medica ridotta. A pagare il prezzo più alto sono gli anziani, le famiglie, chi non può spostarsi facilmente”. “Essere accanto a questo piccolo popolo che chiede solo di essere ascoltato ci è parso il modo giusto – ribadisce Marco Martini – per celebrare in modo non retorico la speranza del 25 aprile e una Costituzione troppo spesso, purtroppo, non applicata”.
Mauro Banchini per conto ANPC Firenze-Prato-Pistoia-Pisapriori
In occasione dell’annuale celebrazione della Festa della Liberazione, anche quest’anno abbiamo inteso proseguire il nostro impegno volto a commemorare l’impegno dei cattolici nella Resistenza, per cui abbiamo organizzato, in accordo con il parroco don Franco Capelli: martedi 28 aprile 2026 alle ore 18.00 presso la Chiesa di San Vittore in via Grazioli, 1 alla Besurica (Piacenza) una Santa Messa a suffragio di don Giuseppe Borea, di Francesco Daveri, del Beato don Giuseppe Beotti, di Giuseppe Berti, di Nato Ziliani, di Pino Fumi, di Giuseppe Comolli e di tutti gli amici che si sono battuti per il conseguimento ed il mantenimento della libertà e della democrazia nel nostro Paese Qui locandina invito
In occasione della commemorazione della Festa della Liberazione, il Comune di Pontenure ha opportunamente deliberato di intitolare, il prossimo 25 aprile, un area verde al partigiano cattolico, Giuseppe Comolli, classe 1917, impegnato durante la Resistenza con importanti compiti legati sia al CNL piacentino che al CLNAI di Milano, e che, nel dopoguerra, ha svolto importanti ruoli nel Consorzio Agrario di Piacenza.
Pubblichiamo l’invito del Comune di Ponetenure e il racconto della vita di Giuseppe Comolli
In ricordo di Don Tonino Bello (20 aprile 1993 – 20 aprile 2026)
Oggi ricordiamo il “Vescovo della pace” nel giorno del suo incontro con il Padre. Don Tonino ci ha insegnato che la fede non è un rifugio, ma una spinta a stare sulla strada, accanto agli ultimi. Ci piace ricordarlo con le sue stesse parole, che sembrano scritte per noi oggi: “Non abbiate paura della trasparenza. Non abbiate paura della povertà. Non abbiate paura della croce. Non abbiate paura di essere testimoni di speranza!”. Che il suo esempio di “Chiesa del grembiule” continui a ispirare la nostra comunità a vivere un Vangelo fatto di gesti concreti e di accoglienza. Don Tonino, prega per noi.
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