ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Una triste notizia: Giuseppe Accorinti ci ha lasciati

Foto_Accorinti2_taglio_rid.jpgIeri, 15 gennaio è venuto a mancare nella sua casa a Roma il nostro amico Giuseppe Accorinti all’età di 90 anni.

Un uomo straordinario. La memoria di un tempo importante per l’Italia e la democrazia, sempre fedele agli ideali della Resistenza e della Costituzione,  da tempo membro del nostro Direttivo Nazionale. 

Il Presidente Giuseppe Matulli, il direttivo, la segreteria Nazionale e tutti i soci si stringono con cuore commosso e gonfio di dolore attorno alla moglie e a tutta la sua famiglia.

Sempre pieni di gratitudine per essersi reso incessantemente disponibile e fino alla fine testimone dei valori di democrazia e cristianità, lo ricorderemo con infinito affetto e stima perenne.

Ciao “Ragazzo” Accorinti!

Annunci

La lezione di Sturzo a 100 anni di distanza

Al Centenario del Partito Popolare Italiano, fondato nel 1919 da don Luigi Sturzo, è dedicato un importante convegno – Palermo dal 17 al 19 gennaio 2019 – organizzato dalla pontificia Facoltà Teologica di Sicilia “San Giovanni Evangelista” assieme a numerosi e autorevoli partner istituzionali.  Palermo dal 17 al 19 gennaio 2019.

“Luigi e Mario Sturzo: il progetto cristiano di democrazia” il titolo del convegno dedicato alla storia del partito popolare, fondato nella convinzione che l’idea di carità politica cristiana dovesse animare la riforma della società democratica, nella quale ogni cittadino è chiamato a impegnarsi responsabilmente nella vita sociale per realizzare il bene comune.  Una lezione, quella di Sturzo, che a 100 anni di distanza è ancora di grande attualità in momenti di grande sfiducia nella partecipazione politica, di populismi e di crisi delle idee di solidarietà sociale e umana.Programma:

programma_centenario-partito-popolare_pa_17-01-19 convegno sturzo

Era il 6 Gennaio 1944…

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Frosinone ricorda i tre martiri del Curvone inviando a tutti soci un foglio informativo in ricordo dei tre giovani toscani fucilati dai nazisti il 6 gennaio 1944.

Per non dimenticare!

martiri curvone

Ne riportiamo il testo:

“Era un giovedì mattina quando a Frosinone, all’altezza del “Curvone” di via Mazzini, un plotone d’esecuzione formato da soldati tedeschi eseguì la condanna a morte mediante fucilazione di tre giovani fiorentini. Don Francesco Bracaglia, sacerdote assistente nel Carcere di Frosinone, presente all’esecuzione, racconterà successivamente che i tre, dopo aver rifiutato la benda, gridarono prima di morire “A morte i nazi-fascisti! Viva l’Italia Libera!”. La storia ha inizio qualche mese prima. Nell’Italia del dopo armistizio, i fascisti si erano riorganizzati. Il Ministro della Difesa della Repubblica Sociale Italiana, gen. Rodolfo Graziani, chiamò alle armi i giovani del 1923 – 1924 e 1925, questi ultimi appena diciottenni … Il “Bando Graziani” prevedeva, per i renitenti, l’arresto dei genitori. In alcune zone dell’Italia, la Resistenza fece appello ai giovani perché non aderissero al Bando. I partigiani cristiani di Alatri che confluirono successivamente nel Movimento Ciociaro di Liberazione, in un volantino diffuso in città (Libertà) invitarono a non prestare collaborazione ai fascisti e allo straniero, “perché è chiaro, dunque, che noi non possiamo militare sotto le vostre bandiere che sul rovescio portano la croce uncinata, simbolo della tirannide nazista”. I tre giovani toscani Giorgio Grassi – Pierluigi Bianchi – Luciano Lavacchini si presentarono al Distretto Militare di Firenze. Da qui, insieme a tanti altri giovani, vennero condotti alla Stazione fiorentina di Campo di Marte e fatti salire su un treno merci che partì in direzione di Roma. Ma il treno non si fermò nella Capitale e fu a tutti chiaro che la destinazione sarebbe stato il Fronte di guerra, in quel momento attestato a Cassino. I giovani, aggregati al Battaglione Pionieri, vennero impegnati nella realizzazione di fortificazioni, lavori di rafforzamento, ricoveri campali, zone di tiro, sbarramenti minati, postazioni per artiglieria, depositi d’emergenza. Lavoravano fianco a fianco con i soldati tedeschi, sotto il fuoco di un nemico (gli Alleati) che non era più il loro nemico, in soccorso di un esercito che non era più il loro alleato. Questi reparti erano In questa drammatica situazione, alcuni maturarono la naturale decisione di scappare. In tredici, alle quattro del mattino, salirono furtivamente su un camion civile in sosta nella piazza di Aquino, diretto a Roma. Il viaggio cominciò sotto buoni auspici. Il camion avanzava senza problemi. Erano passate già due ore dall’inizio del viaggio, quando il camion fu costretto a fermarsi ad un posto di blocco dalla Feldgendarmerie, formazione tedesca che aveva il compito di vigilare sui territori occupati, controllare il traffico e, in forza di compiti della polizia civile, sopprimere partigiani e oppositori. Nella testimonianza di Otello Giannini, uno dei tredici, leggiamo la descrizione di quel momento: “I tedeschi avevano al collo un grande medaglione a forma di mezzaluna con la scritta – Feld Gendarmerie Polizei”. Il gruppo dei tredici venne fatto salire su un camion tedesco e trasportato nel carcere di Frosinone, città ampiamente colpita dai bombardamenti Alleati che nel periodo da settembre 1943 a maggio 1944 provocarono la distruzione quasi totale della città. Il gruppo di italiani fu sottoposto a processo e tutti furono condannati a morte. Ma era il 31 dicembre e la sentenza fu accompagnata da un “atto di clemenza”: solo in tre moriranno e il destino sarà affidato alla sorte. I rimanenti dieci dovranno invece scontare dieci anni di lavori forzati in Germania. Immediatamente furono preparati i tredici biglietti. A tre ufficiali tedeschi presenti il compito di estrarre i nomi de condannati a morte: Giorgio Grassi – Pierluigi Bianchi i – Luciano Lavacchini. Questi i nomi dei tre Martiri del Curvone!

curvone monumento.jpg

Nella ricorrenza del terribile episodio del 6 gennaio 1944, nel 2004 fu inaugurato il monumento alla memoria dei Tre Martiri Toscani, nato dalla tenace volontà di uno dei dieci superstiti, Angiolino Terinazzi e realizzato dal Maestro Alberto Spaziani, grazie al contributo della Banca popolare del Frusinate”.

Ringraziamo l’Anpc di Frosinone per il doveroso e bel ricordo di una storia poco conosciuta a cui la città di Frosinone ha dedicato un monumento “Per non dimenticare” e ricordiamo che chiunque fosse interessato può richiedere una copia completa del Foglio Informativo n.3 di dicembre all’email: mariocostantini58@yahoo.it.

(N.B.: Il Foglio Informativo è destinato oltre che a tutti i soci e ad Autorità e Amministratori di Enti locali, anche a studenti e docenti, ad amici e simpatizzanti dell’Associazione e a chiunque fosse interessato. Nel numero di dicembre troverete: il ricordo dei tre martiri toscani del “Curvone” di cui sopra; la visita del Presidente Mattarella al Sacrario Militare di Mignano Montelungo a 75 anni dalla prima battaglia che i reparti regolari italiani combatterono nella Guerra di Liberazione; Natale di guerra del 1943; una breve e significativa notizia dell’ANPC nazionale sul vergognoso atto compiuto a Roma contro “le pietre di inciampo”. Tutti questi articoli sono stati pubblicati anche sul nostro sito).

Natale di guerra del 1943

Le pagine di questo testo ripercorrono le vicende del dopo armistizio ad Alatri e al Campo Le Fraschette. Chiude l’articolo il racconto del Natale 1943 di Don Giuseppe Capone. Leggi qui il testo: natale di guerra del 1943

(testo tratto da: http://www.dalvolturnoacassino.it e contenuto nel Foglio Informativo n.3 – dicembre 2018 a cura dell’ANPC di Frosinone. Copie del Foglio Informativo possono essere richieste alla email: mariocostantini58@yahoo.it)

Campo concentramento 1943.jpg

Campo concentramento Alatri 1943. Fonte: Ciociaria Nostra

Cerimonia scambio auguri festività natalizie a Palazzo Barberini, Roma

Presso Palazzo Barberini si è svolta il 19 dicembre la tradizionale cerimonia di scambio degli auguri per le festività natalizie con il Ministro della Difesa.
Assieme ai vertici delle Forze Armate, erano presenti i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e partigiane.
Il discorso del Presidente della Confederazione Prof. Claudio Betti ha ricordato che “il nostro compito soprattutto oggi a causa da un lato della forte minaccia terroristica e dall’altro di vere e proprie rievocazioni fasciste, è quello di far conoscere, attraverso tante iniziative, gli ideali ed i valori per i quali i nostri padri e nonni hanno creduto e combattuto”: intervento Prof. Betti – Difesa- 2018 (clicca per leggere il testo integrale del discorso).

AUGURI Natale 2018

Il Presidente ed il Direttivo Nazionale augurano a tutti i Soci, simpatizzanti ed amici un Santo Natale ed un felice Anno Nuovo.

Riportiamo l’inizio del Radiomessaggio di Sua Santità Pio XII di mercoledì 24 dicembre 1941, che ci sembra quanto mai attuale.

“Nell’alba e nella luce che rifulge previa alla festa del Santo Natale, attesa sempre con vivo anelito di gioia soave e penetrante, mentre ogni fronte si prepara a curvarsi e ogni ginocchio a piegarsi in adorazione davanti all’ineffabile mistero della misericordiosa bontà di Dio, che nella sua carità infinita volle dare, quale dono più grande ed augusto, all’umanità il suo Figliuolo Unigenito; il nostro cuore, diletti figli e figlie, sparsi sulla faccia della terra, si dilata a voi, e, pur non obliando la terra, si eleva e si profonda nel cielo.

La stella, indicatrice della culla del neonato Redentore, da venti secoli ancora splende meravigliosa nel cielo della Cristianità. Si agitino pure le genti e le nazioni congiurino contro Dio e contro il suo Messia (cf. Sal 2,1-2): attraverso le bufere del mondo umano la stella non conobbe, non conosce, né conoscerà tramonti; il passato, il presente e l’avvenire sono suoi.

Essa ammonisce a mai non disperare: splende sopra i popoli, quand’anche sulla terra, come su oceano mugghiante per tempesta, si addensino i cupi turbini, generatori di stragi e di miserie. La sua luce è luce di conforto, di speranza, di fede incrollabile, di vita e certezza nel trionfo finale del Redentore, che traboccherà, quale torrente di salvezza, nella pace interiore e nella gloria per tutti quelli che, elevati all’ordine soprannaturale della grazia, avranno ricevuto il potere di farsi figli di Dio, perché nati da Dio”.

stella per auguri natale 2018.jpg

Divelte a Roma 20 pietre di inciampo: VERGOGNA!

 

                                                                                                  VERGOGNA!

La ANPC esprime solidarietà, vicinanza e affetto alla Comunità Ebraica di Roma e all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per il vergognoso, ignobile e indegno atto compiuto contro le “pietre d’inciampo” a Roma delle famiglie Consiglio e Di Castro, distrutte dalla violenza nazifascista ad Auschwitz e alle Fosse Ardeatine. Quelle pietre d’inciampo che indicano al passante l’orrore di quel tempo e perpetuano la memoria del sacrificio di bambini, donne e uomini, davanti alla propria casa, “colpevoli” solo di essere ebrei. Questo ultimo atto si aggiunge a tanti altri contro gli ebrei in Italia e in altri Paesi. E’ un segnale pericoloso che deve alzare al massimo la nostra vigilanza. Le organizzazione fasciste e naziste escono allo “scoperto”, sostenute ed alimentate da un clima malsano di una certa parte politica che riscopre ed esalta un passato di lutti e dolore, come un passato glorioso e dove il razzismo ritorna anche in forma violenta. Un sondaggio della CNN scopre che un europeo su 20 ignora cosa sia la Shoah. Riemergono i più biechi stereotipi sugli ebrei. Contro questo clima  si deve reagire, con prontezza e coraggio. La storia non sembra ci insegni qualcosa. Non basta essere semplici notai della memoria e del dolore. Bisogna trovare il coraggio di reagire, in un clima di collaborazione fra tutte le Associazioni e i movimenti  che si rifanno alla Resistenza e ai valori  della Costituzione. Qualcuno dica forte e chiaro che a ottanta anni dalla promulgazione delle leggi razziali non sono tollerabili antiebraismo e razzismo.

8 Dicembre 2018: 75° Anniversario Battaglia di Mignano Montelungo

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del 75° anniversario della battaglia di Monte Lungo ha deposto una corona d’alloro al Sacrario militare di Mignano Monte Lungo che raccoglie le spoglie di 974 Caduti della guerra di liberazione.

Presenti alla cerimonia il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, autorità civili e militari e rappresentanti di varie Associazioni Combattentistiche e Partigiane.

Per l’ANPC era presente il nostro Consigliere Aladino Lombardi.

Nell’occasione, il Capo dello Stato ha inviato al Ministro Trenta il seguente messaggio: «La battaglia di Monte Lungo, di cui ricorre il 75° anniversario, testimoniò la rinascita dell’esercito italiano dopo l’armistizio. Primo episodio bellico di consistente rilievo che vide un’unità militare italiana combattere a fianco degli alleati in una delle pagine più significative della lotta per la liberazione del Paese, rappresentò l’avvio del percorso che si propagò, via via, lungo tutta la penisola, sino al completo recupero della piena indipendenza. Il primo raggruppamento motorizzato, appena riordinato in reparto regolare dell’esercito, si trovò a condurre una difficile operazione bellica per conseguire, sul fronte sud, il superamento delle fortificazioni avversarie. Una battaglia che valse a scrivere una delle storiche pagine del riscatto dell’Italia e pietra angolare delle nuove forze armate: i militari seppero palesare ai cobelligeranti e al popolo italiano la volontà e la determinazione del Paese. Una fierezza e una passione per la libertà che hanno trovato conferma nel testo della Costituzione e ci aiutano a ricordare, ancora oggi, che i valori su cui si basa la nostra convivenza democratica, di cui oggi beneficiamo, non sono conquiste definitive, ma vanno continuamente vissuti e rafforzati. La battaglia di Monte Lungo rimane esempio del coraggio della rinata compagine militare italiana. A quei valorosi va il sentimento di rispetto e gratitudine della Repubblica: il loro esempio costituisce ispirazione per i militari delle nostre forze armate, impegnati a garantire pace e sicurezza, in Italia e all’estero. Ai caduti delle forze armate e della lotta di liberazione che sacrificarono la propria vita sul sentiero della rinascita del Paese e della libertà, rivolgo l’omaggio della nostra comunità nazionale».

(tratto dal comunicato ufficiale su http://www.quirinale.it)

Commemorazione passo dei Guselli

Il 4 dicembre 1944,  un’autocolonna di 60 partigiani proveniente da Morfasso della Divisione garibaldina “V. Bersani”, che si dirigeva sul passo ritenendolo libero, veniva sorpresa e mitragliata da una colonna appiedata tedesca poco numerosa (70 uomini circa), che consolidava la presenza nella zona destra del Nure.
L’epilogo è tragico: 44 caduti, considerando anche i morti dei giorni successivi, 8 arrestati, 3 partigiani inviati in Campo di concentramento. Tra i morti una delle più combattive partigiane delle nostre formazioni: la maestra Luisa Calzetta, la “Tigrona”.
E’ stato questo del Passo dei Guselli il fatto di sangue tra i più cruenti della Lotta di Liberazione nel territorio piacentino.
Domenica 2 dicembre u.s. si è tenuta la commemorazione annuale alla presenza dei rappresentanti dell’ANPI e dell’ANPC provinciali.
La benedizione è stata impartita da don Giuseppe Felloni, diacono della zona e dopo l’introduzione del Presidente ANPI dott. Stefano Pronti ed un saluto del sindaco di Morfasso Paolo Calestani, ha svolto l’orazione ufficiale l’on. Marco Bergonzi, deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana ed associato ANPC Piacenza.
Ecco due foto celebrative della manifestazione ed il testo dell’intervento dell’on. Marco Bergonzi (clicca qui accanto per leggere il testo): Passo Guselli 2 12 18 orazione on. Marco Bergonzi
Ringraziamo in particolar modo l’On. Bergonzi e Mario Spezia, Presidente ANPC di Piacenza.

9 Dicembre 2018: Personaggi ed eroi sabini nella I Guerra Mondiale

Domenica prossima 9 Dicembre alle ore 16 nella “Sala Farnese” l’assessorato alla Cultura del Comune di Poggio Mirteto ha inserito nell’ambito del programma “Storie e Microstorie” in Bassa Sabina, la presentazione dell’ultimo libro di Antonio Cipolloni “Personaggi ed Eroi Sabini nella Prima Guerra Mondiale.

Con piacere segnaliamo questo evento e ci congratuliamo con Antonio Cipolloni per il suo lavoro ed il suo impegno.

Navigazione articolo