ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

XVIII Congresso Nazionale ANPC – 4 e 5 Novembre 2026 Roma

Pubblichiamo la locandina ed il programma del XVIII Congresso Nazionale ANPC dal titolo “Partigiani Cristiani per l’Europa, costruttori di pace” che si terrà a Roma presso l’Istituto Sturzo il prossimo 4 e 5 novembre.

5 novembre 1989: moriva Benigno Zaccagnini

Il 5 novembre 1989 moriva a Ravenna Benigno Zaccagnini. Quattro giorni dopo cadeva il Muro di Berlino. «Vi è un mondo nuovo che vuole e deve nascere» aveva detto molti anni prima, immaginando che anche quel muro sarebbe caduto senza essere «abbattuto dai carri armati».
Durante la Resistenza scelse come nome di battaglia quello di Tommaso Moro, l’uomo che aveva preferito la coscienza al potere. Fu partigiano e poi Costituente.
Guidò la Democrazia Cristiana negli anni più difficili della Repubblica. Il ricordo del sequestro e l’uccisione di Aldo Moro lo accompagnarono fino all’ultimo. Anni dopo, in una lettera testamento spirituale, scrisse: «Spero tanto che Aldo mi venga incontro con il suo dolce sorriso».
Negli ultimi anni della sua vita, “l’onesto Zac” – così lo chiamavano – riconobbe con parole semplici, di aver avuto «molte colpe, molte deficienze, che Dio solo conosce, ma una colpa so di non aver avuto. Nella mia battaglia politica non ho mai odiato nessuno».
Oggi quella frase suona quasi come un programma politico. Viviamo un tempo in cui l’avversario diventa un nemico, il dissenso un tradimento, la parola un’arma. Si vince alimentando la paura e la rabbia, si governa cercando un colpevole al giorno. E intanto milioni di cittadini smettono di votare, perché non riconoscono più nella politica un luogo in cui le loro vite contano.
Zaccagnini ci ricorda che si può essere fermi senza essere duri, e radicali nei principi senza essere violenti nei toni. Che il confronto con chi la pensa diversamente non è una debolezza, ma la condizione stessa della democrazia. Che la politica è un servizio, e chi la esercita deve rendere conto prima alla propria coscienza e poi agli elettori.
Ai giovani affidava il senso stesso di questo servizio. E nel suo ultimo discorso pubblico, pochi giorni prima di morire, chiedeva per loro «un orizzonte di ideali, una prospettiva di valori per evitare l’inaridimento».
In questi giorni migliaia di ragazzi riempiono le piazze, chiedendo proprio quell’orizzonte e una politica capace di renderlo credibile.
Non c’è nostalgia in questo ricordo. C’è una responsabilità. Chi oggi vuole ricostruire un’area popolare e riformista, saldamente nel centrosinistra, non deve inventare nulla. Deve soltanto ritrovare quello stile. La mitezza come forza, l’onestà come metodo, l’unità del Paese come fine.
«Non ho mai odiato nessuno». È proprio da qui che si può ricominciare.

4 novembre 2026: le celebrazioni all’Altare della Patria

In occasione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha deposto la corona d’alloro al monumento del Milite Ignoto presso l’Altare della Patria a Roma, accompagnato dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. Presenti le più alte cariche dello Stato e i rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane.

La cerimonia è stata accompagnata prima dall’Inno nazionale e poi dal Silenzio. Le Frecce Tricolori hanno poi sorvolato il cielo di piazza Venezia. In rappresentanza dell’Anpc erano presenti il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi e l’Alfiere Lucia Scagnoli con il Medagliere dell’Associazione.

Il messaggio del Presidente della Repubblica: https://www.quirinale.it/it/comunicato/messaggio-presidente-mattarella-occasione-giornata-unita-nazionale-forze-armate-3

Manifesto IV novembre 2026 – Giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale

Si pubblica il manifesto emanato dalla Confederazione fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane in occasione della Giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale.

San Donato Milanese, 27 ottobre 2026

Dopo la celebrazione, nella Chiesa dedicata a Santa Barbara, della S. Messa in memoria di Enrico Mattei, la mattinata è proseguita con un corteo fino ad arrivare al busto di Mattei (nel giardino del primo palazzo di Metanopoli, dove un rappresentante nazionale di ENI ed il Sindaco di San Donato Milanese, Francesco Squeri, hanno ricordato la figura di questo uomo che ha avuto una visione ampia per il futuro dell’Italia.

Ci siamo poi spostati al memoriale di Bascapé dove è stata deposta una corona.

Nel frattempo sono giunte due scolaresche del comune e sia la sindaca di Bascapé che il vicesindaco di San Donato Milanese hanno raccontato ai ragazzi l’epopea di Enrico Mattei.

Un uomo che nel dopoguerra diede il via ad un’opera che ancora oggi è portata avanti e che tante persone ricordano ogni giorno.

Una persona, Enrico Mattei, che a dispetto di quanti hanno voluto fermarlo, uccidendolo il 27 ottobre 1962, durante il suo ritorno in aereo a Milano, ha saputo tracciare una strada per la rinascita del nostro Paese che dopo la seconda guerra usciva molto malconcio.

Mi piace ricordare che il 22 febbraio 1963, il Presidente americano Kennedy, in uno dei suoi discorsi più famosi disse: “Una nazione si manifesta non solo per gli uomini cui dà i natali, ma anche per gli uomini che onora, per gli uomini di cui conserva la memoria”.

Questo è il motivo per cui oggi ci siamo ritrovati a ricordare Enrico Mattei.

Era l’uomo che aveva visto insieme agli uomini di altri partiti l’Italia libera e liberata.

Furono uomini, donne, preti e religiosi, sono stati i cittadini liberi di pensare, capaciti di pensare senza essere inquadrati in nessun partito.

Grazie Enrico Mattei.

Luisa Ghidini – Comotti

Presidente ANPC Città Metropolitana di Milano

2 novembre 2026. Commemorazione dei Militari Caduti in guerra e nel dopoguerra nel compimento del dovere

Il 2 novembre 2026, alle ore 10.00, ha avuto luogo presso il Sacrario Militare del Cimitero Monumentale del Verano la Commemorazione dei Militari Caduti in guerra e nel dopoguerra nel compimento del dovere divisa in tre momenti celebrativi:la deposizione di una corona di alloro a nome delle Forze Armate da parte della massima Autorità e del Comandante Territoriale Nazionale dell’Esercito; la celebrazione di una Messa in suffragio di tutti i Caduti da parte dell’Ordinariato Militare; il servizio di Guardia d’Onore.

Per l’Anpc presente il Consigliere Aladino Lombardi e l’Alfiere Lucia Scagnoli con il Mredagliere dell’Associazione.

1 novembre 2016 – 1 novembre 2026: 10 ANNI FA CI LASCIAVA TINA ANSELMI

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ricorda oggi, a dieci anni dalla scomparsa, Tina Anselmi, morta il 1° novembre 2016 a Castelfranco Veneto, dove era nata nel 1927. Partigiana cristiana, nome di battaglia “Gabriella”. Nel settembre 1944, da studentessa militante dell’Azione cattolica, è costretta ad assistere all’impiccagione di 31 prigionieri catturati sul Monte Grappa dai nazifascisti. Anche a questo episodio è legato l’ingresso della diciassettenne Anselmi nella Resistenza. Nel 1968 è eletta alla Camera, dove resterà fino al 1992. Dal 1976 guida il Ministero del Lavoro, prima donna titolare di un dicastero in Italia. Porta il suo nome la legge n. 903 del 1977 sulla Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Nel 1978, da Ministra della Sanità, contribuisce all’istituzione del Servizio sanitario nazionale. Presiede la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 per due legislature, dal 1981 al 1987.

Nel messaggio del Capo dello Stato ricordando il decimo anniversario della scomparsa di Tina Anselmi, (https://www.quirinale.it/it/comunicato/dichiarazione-presidente-mattarella-occasione-10-anniversario-morte-tina-anselmi) ci sentiamo interpretati profondamente perché riassume il percorso che da anni ANPC ha intrapreso perché non venga mai meno una memoria che e’ testimonianza e ammonimento perché difendiamo la democrazia che Tina ci esortava a ricordare che non e’ conquistata una volta per sempre ma è un prezioso delicato bene da preservare difendere e promuovere quotidianamente.

Per il video si ringrazia l’Associazione “In memoria di Tina Anselmi”.

Pubblichiamo il ricordo di Silvia Costa: “Nella sua Castelfranco Veneto, dieci anni fa ci lasciava Tina Anselmi. Una vera Madre della Repubblica, la staffetta “Gabriella” entrata a 17 anni nella Resistenza contro il nazifascismo. Quanti ricordi, ai suoi funerali nel Duomo di San Liberale, la parrocchia dove si era formata la sua fede e la sua coscienza cristiana, davanti alla sua bara avvolta nella bandiera italiana, circondata dal suo popolo per cui era sempre stata “la Tina”.

Per me è stata una maestra e una amica, con cui ho condiviso la militanza politica nel Movimento femminile della Dc dal 1975, poi l’impegno in Parlamento e nella Commissione nazionale Parità. Tina, parlamentare e prima donna Ministro -nel 1976 al Lavoro e poi nel 1978 alla Sanità – è stata e continua ad essere per le nuove generazioni un esempio limpido di dedizione alla promozione dei diritti e della condizione concreta delle donne (dalla tutela della maternità, agli asili nido e ai congedi parentali, dalla legge di parità nel lavoro alla previdenza). Ma sappiamo come Tina Anselmi, soprattutto dopo l’esperienza del covid, venga ormai sempre più identificata con il suo impegno di Ministro della Sanità che ha fortemente voluto attuare il diritto costituzionale alla salute, istituendo il Servizio Sanitario Nazionale universalistico, gratuito e accessibile a tutti che, pur tra tante difficolta, resta un pilastro del nostro Stato sociale.

Il cuore del suo tenace impegno umano e politico era attuare la Costituzione, mettendo al centro la dignità e la libertà della persona, la solidarietà e la giustizia sociale, difendere la democrazia, un bene fragile che ogni generazione deve tutelare. Per questo, come Presidente della Commissione P2 (unica donna su 40 componenti), con il suo proverbiale coraggio e coerenza etica ha dimostrato e scritto nella sua Relazione finale al Parlamento che la P2 è stata “un’organizzazione eversiva e una struttura di potere parallelo ramificata che aveva l’obiettivo di sovvertire o condizionare gli equilibri della democrazia italiana”.

Tina ha pagato un prezzo alto quando, nelle elezioni del 1992, nel suo storico collegio elettorale le fu preferito un altro candidato da “garantire” e le si assegnò un collegio perdente anche se lei ottenne moltissimi voti. Il servizio al suo Paese però non si interruppe e lavorò nella Commissione di inchiesta sul comportamento dei militari italiani in Somalia e poi con Tullia Zevi in quella sui beni degli ebrei italiani, sottratti dai nazifascisti. Raccogliemmo firme insieme al coordinamento delle donne Cisl perché fosse nominata Senatore a vita, così come la nostra Delegata nazionale delle donne Dc Maria Paola Colombo Svevo formalizzò la richiesta, avanzata dalla Rete di Orlando, per sostenere la candidatura di Tina Anselmi al Quirinale.

Ricordo l’amarezza per quei silenzi e la dignità con cui Tina continuò ad esercitare il suo servizio al Paese. Da Presidente della Commissione nazionale parità assistette alla drammatica crisi di Tangentopoli, da cui le donne DC, anche quelle al potere, uscirono a testa alta e si confermarono “una riserva morale”. Partecipò alla nascita del Partito popolare nel 1994, e poi condividemmo l’opposizione al Governo Berlusconi cui seguì la stagione dell’Ulivo di Romano Prodi che lei, come tante di noi, visse con molta speranza. Con affettuosa partecipazione e il suo prezioso consiglio Tina ha continuato ad accompagnare le più giovani, ha testimoniato nelle scuole e nelle Università, ha illuminato coscienze e indicato la via della difesa delle istituzioni democratiche, secondo la lezione di Aldo Moro (il suo maestro, la cui perdita l’aveva segnata profondamente “perché dopo il suo assassinio niente sarà più come prima”). Quando è insorta la sua lunga malattia abbiamo rispettato la protezione della sua famiglia. Ricordo le nostre ultime telefonate e poi il silenzio che è stato per tutte noi particolarmente doloroso”. Cara Tina, mi consola che a dieci anni da quel giorno di Ognissanti, si siano moltiplicati libri e tesi su di te, che a te si intitolino parchi e piazze e scuole, che il tuo nome sia ancora familiare e amato da tanti giovani.

E a te abbiamo dedicato il Congresso nazionale della Associazione nazionale Partigiani Cristiani, il 4 e 5 novembre a Roma. Questa e’ la tua grande eredita’ e noi siamo grati al Signore di averti conosciuta e amata”.

12 novembre: “Nessuno ha il diritto di obbedire”

Una storia della gioventù cattolica nella Roma occupata

27 ottobre 1962-2026: anniversario morte Enrico Mattei

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – ANPC

27 OTTOBRE 1962 – 27 OTTOBRE 2026

Oggi, 27 ottobre, l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ricorda Enrico Mattei.

64 anni fa, il 27 ottobre 1962, a Bascapè, veniva assassinato Enrico Mattei.

Comandante partigiano.
Fondatore dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani.
Fondatore dell’ENI.
Protagonista della ricostruzione economica del Paese.

Aveva combattuto per la libertà nella Resistenza, e dopo la Liberazione aveva continuato con il lavoro, l’economia e la dignità nazionale.

Per lui la Resistenza continuava nella ricostruzione, nella giustizia sociale, nella difesa dei più deboli, nella costruzione di un’Italia libera.

Da quella stessa fede è nato l’ENI, strumento di indipendenza nazionale.

Oggi l’ANPC lo ricorda con il cuore.

Memoria. Ricordo. Impegno.

Memoria per non dimenticare.
Ricordo perché Mattei è un fondatore, uno di noi.
Impegno per continuare la sua strada.

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – ANPC

14 novembre 2026 al Teatro Comunale di Caselle Landi

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