ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

ANPC SI ASSOCIA – “PRETI CONTRO IL GENOCIDIO” – ROMA, OGGI 22 SETTEMBRE

Come Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ci associamo alla marcia di oggi a Roma promossa dalla rete “Preti contro il Genocidio”.

Circa 100 sacerdoti, religiosi, provenienti da 8 Paesi e da diverse regioni d’Italia, si ritrovano a Roma per una giornata di preghiera, condivisione e testimonianza pubblica.

*Ore 15.00* preghiera nella Chiesa di Santo Spirito in Sassia (Borgo Santo Spirito)

*Ore 15.30* marcia lungo Via della Conciliazione con il sudario con i nomi di 300 bambini palestinesi e libanesi uccisi dopo i “cessate il fuoco”

*Percorso:* Piazza Pio XII – Via di Porta Angelica (canto su Taybeh di p. Xavier Morlans) – Via Cola di Rienzo – Piazza Mazzini – conclusione *ore 17.30 Piazza Monte Grappa, Giardino Simonetta Cesaroni, davanti alla sede di Leonardo*

Tra loro anche Mons. Christian Carlassare, Vescovo di Bentiu (Sud Sudan).

Come ANPC ricordiamo i tanti sacerdoti, religiosi e religiose che hanno offerto la loro vita per la liberazione, la pace e la democrazia, ovunque fossero negate, minacciate e annullate. Dalla Resistenza alle dittature di ieri e di oggi, dal martirio di ieri al silenzio che uccide oggi.

La Resistenza fu anche questo: non tacere.

La fede nella libertà è ancora una scelta di campo.

La vicepresidente Nazionale, nonchè Presidente della sezione di Roma, On. Silvia Costa, ha dichiarato: “Desidero ricordare che ANPC (l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, che ha in Enrico Mattei il suo capostipite) ha sempre condannato duramente la criminale l’aggressione di Hamas a Israele e lo ha detto in questi anni anche nelle difficili piazze del 25 aprile, così come ha difeso la Resistenza ucraina, il sostegno dell’Italia e dell’Europa al popolo ucraino, e condannato la guerra scatenata da Putin.

Ha anche sempre auspicato che si trovino le vie politiche e diplomatiche per una pace, come ha costantemente affermato il Presidente Mattarella, che non sia pero’ una resa e la legittimazione di invasioni armate. Ricordo che fin dall’inizio Anpc ha preso le distanze, insieme a Fiap e ad altre associazioni, dal presidente dell’Anpi per una sua ambiguita’ politica su questi due fronti. Ma da quando la reazione del Governo di Nethanyau è diventata ormai a Gaza una sistematica e crudele distruzione di vite e di beni, dagli ospedali alle scuole alle abitazioni civili, si e’ estesa al Libano, violando il diritto internazionale e il diritto umanitario, macchiandosi di crimini di guerra e contro l’umanita’ e soprattutto violando costantemente la tregua faticosamente conquistata, lo abbiamo apertamente denunciato. Ma sempre attribuendone la responsabilità al Governo Nethanyau e mai confondendolo con il popolo israeliano, anzi riconoscendo e incoraggiando i movimenti democratici e di dissenso in atto in Israele  nell’auspicio che possano esprimere una diversa maggioranza politica nelle prossime elezioni.

Siamo altresì consapevoli e preoccupati che l’operato di Nethanyau  abbia indotto le opinioni pubbliche europee e internazionali ad accusare acriticamente “ gli israeliani” ,senza fare  distinzioni tra popolo e Governo ,stiano determinando in Italia e in Europa una nuova inaccettabile ondata di antisemitismo su cui con la presidente Maria Pia Garavaglia ci siamo espressi piu’ volte. Per questo appprezziamo la pdl del senatore Delrio e altri sull’antisemitismo ,in discussione in Parlamento che aiuta il discernimento tra la libera critica politica e la esecrabile intolleranza, la violenza e la discriminazione o persecuzione di una religione o di in popolo. Non e’ solo una nostra ferma convinzione ma e’ la storia del sacrificio di decine di migliaia di partigiani cristiani, disarmati e armati, laici e religiosi che hanno scelto da che parte stare, sono stati protagonisti nella Resistenza accanto ad altre formazioni , ma hanno anche nascosto, sfamato, ospitato , protetto, anche a costo della loro sicurezza e della loro vita , migliaia di ebrei: solo a Roma nei conventi cattolici religiosi e religiose (queste, soprattutto) hanno salvato 4.700 perseguitati di cui 3.400 ebrei. Come cristiani riteniamo che memoria, testimonianza, denuncia e insieme impegno per la pace siano oggi altrettanto necessari per salvaguardare l’umano e il futuro dell’umanita’.

Per questo noi esprimiamo attenzione e solidarietà alla “Rete dei Preti contro il genocidio”, 550 religiosi (tra cui 220 italiani) di vari Paesi, che come pastori “credono nella dignita’ di ogni persona umana” e che hanno affermato nel loro documento fondativo: “Con la stessa forza con cui condanniamo il massacro del 7 ottobre, gli omicidi e i rapimenti compiuti dai terroristi di Hamas, con la stessa forza condanniamo la risposta sproporzionata, l’uccisione di persone innocenti giustificata come errori involontari, i bombardamenti di Paesi Terzi sovrani, i crimini di guerra, la pulizia etnica, l’uso della fame come arma di sterminio e genocidio perpetrato dallo Stato di Israele contro la popolazione palestinese” ovvero ai 100 religiosi di diverse Regioni d’Italia che denunciano le uccisioni di bambini a Gaza e in Libano dopo le dichiarazioni del cessate il fuoco. Nel loro documento si impegnano ad aiutare la popolazione palestinese e la parrocchia di Gaza, a sensibilizzare i politici per fermare la guerra e chiedono “una indagine indipendente sui fatti del 7 ottobre 2023 e sulle successive violazioni del diritto internazionale da parte del Governo israeliano”. La marcia di oggi a Roma di 100 preti italiani della rete , provenienti da otto Regioni,e’ partita da Sant’Andrea al Quirinale proseguira’ poi con la preghiera nella Chiesa di Santo Spirito  in Sassia ,continua su via della Conciliazione portando significativamente un sudario con i nomi dei 300 bambini palestinesi e libanesi uccisi dopo la dichiarazione di due “cessate il fuoco”. Quindi davanti a San Pietro, alle ambasciate di Palestina e del Libano ma anche alla sede di Leonardo. Si tratta di un gesto etico, potente e coerente con la posizione della Chiesa contro la guerra, ribadita da Papa Francesco e da Papa Leone XIV. Una manifestazione che ci ricorda che siamo alla vigilia dell’Assemblea generale dell’ONU su “Ripristinare la fiducia, gestire la trasformazione: una organizzazione delle Nazioni Unite che consegue risultati a vantaggio di tutti”. Una occasione dove sara’ importante unire le voci di chi si impegna, laici e religiosi, per la cooperazione internazionale, la giustizia, la pace contro l’indifferenza e la sopraffazione”.

2006 | 2026 – 20 anni per raccontare conoscere condividere la Memoria e la Storia

29 settembre 2026 ore 17:30

Biblioteca Casa della Memoria e della Storia

Una festa della città

Casa della Memoria e della Storia, punto di riferimento per studiosi, studenti e ricercatori, compie vent’anni.

Polo culturale multidisciplinare, dal 2006 promuove e ospita incontri e presentazioni di novità editoriali, mostre e convegni, e mette a disposizione un ampio patrimonio archivistico e librario specialistico sulla storia del Novecento e contemporanea.

In occasione del ventennale, si intende ricordare il ruolo della Casa nella città e quelle figure che, dalla sua apertura sino a oggi, ne hanno animato lo spirito in sinergia alle associazioni, testimoni dirette dell’esperienza antifascista e democratica romana, che contribuiscono alla gestione delle attività che accoglie.

Il 29 settembre sarà un momento di festa e condivisione per ripercorrere questi vent’anni insieme.

Interviene Massimiliano Smeriglio, Assessore alla Cultura di Roma Capitale.

Programma

ore 17.30

Saluti istituzionali

ore 18.15

Le ragioni di un progetto: 2006, la fondazione di Walter Veltroni

ore 18.45

Testimonianze e interventi:

Tracce del passato: le figure storiche della Casa di Aldo Pavia

Filo diretto con studenti e intellettuali di Pupa Garribba

L’uso della memoria di Sandro Portelli

ore 19.30

Presentazione del bando Memoria Corta, concorso di video sul concetto di memoria storica e contemporanea del nostro Paese: Novecento, la ricostruzione, il colonialismo, le migrazioni, i testimoni.

ore 20.30

Momenti con musica e canti popolari e partigiani con riferimento alla tradizione del folklore del Centro Italia. La musica come strumento della memoria:

Piero Brega e Oretta Orengo

Sara Modigliani con il gruppo L’albero della Libertà ovvero: Laura Zanacchi, Gabriele Modigliani, Gavina Saba e Stefano Pogelli

ore 21.45

Parole dalle memorie personali delle tante persone che hanno contribuito alla costruzione di un luogo unico

(https://www.bibliotechediroma.it/opac/news/2006-2026-20-anni-per-raccontare-conoscere-condividere-la-memoria-e-la-storia/39405 )

La Giornata nazionale della memoria degli IMI a Reggio Calabria

La nostra associazione questo pomeriggio ha inteso celebrare in maniera solenne la giornata nazionale della memoria degli intenati militari italiani e insieme l’associazione Nazionale ex internati e dall’Associazione Nazionale centro XXV aprile, confederazione Europea ex combattenti e militari, e con la partecipazione delle associazioni del territorio nuova solidarietà ed in cammino, ha scelto le storie di tre giovani IMI caduti delle frazioni di Salice e Rosali alle porte di Reggio Calabria. Francesco Borrello disperso dopo la prigionia nel campo di concentramento di Sagan in Polonia e morto nel 1944, Francesco calabrese deceduto in luogo imprecisato il 18 maggio 1945 e Francesco Pellegrino 20 anni appena deceduto il 27 aprile 1945 e sepolto presso il cimitero di guerra di zelendorf a Berlino, sono stati al centro degli interventi di tutti i presenti e anche delle istituzioni che hanno partecipato il numero considerevole alla celebrazione. È stata eletta l’ultima lettera nota di Francesco Borrello e fatto un ricordo dalla nipote di Francesco calabrese Aurora Violante, l’introduzione è stata invece a cura della nostra vicepresidente provinciale Serena Violante la quale oltre che ovviamente raccontare le storie dei tre Imi caduti, ha rimarcato ancora una volta di più la necessità di trasmettere alle generazioni più giovani l’esempio di coraggio e di coerenza oltre che direttitudine che il sacrificio degli Imi ha rappresentato per fondare una nuova Patria democratica. Molto toccante anche il finale con la lettura della preghiera dell’ex internato.

Gianluca Tripodi

Le radici della Repubblica: 10 e 17 ottobre 2026

In memoria di Emma Bonino

A una combattente, testimone con la vita dei valori di democrazia liberale ANPC rivolge un grato pensiero. La storia delle Sue battaglie e’ impressa nella storia della Repubblica. Alla collega amica un abbraccio. Ad Deum Emma.

Mariapia Garavaglia

Dichiarazione Anpc

Anpc riflette che se e’ vero che in democrazia il voto e’ liberta’ e sovranità dei cittadini, tuttavia ritiene che non possiamo tacere quando riaffiorano prepotentemente inaccettabili espressioni di nostalgie di idee e ideologie del momento più buio della ragione umana nel passato secolo. Il voto in Sassonia rappresenta una frattura anche nel percorso di unificazione europea. Come pure incomprensibile la latitanza del governo italiano nelle sanzioni contro i coloni in Giordania. Non siamo per due popoli e due Stati? E che dire del silenzio sul funerale in Serbia del Macellaio di Sebrenitza? Si abbia il coraggio di dire no all’ingresso della Serbia nella UE violando i principi originari dell’Europa.
I Resistenti di tutta Europa si mobilitino nella vigilanza e nella diffusione di valori che facciano proselitismo a favore della democrazia.

8 Settembre 1943 – 8 Settembre 2026

ERANO RIBELLI PER AMORE.

Oggi, nell’83° anniversario dell’armistizio, l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ricorda a tutta Italia chi ha ricucito la Patria quando tutto sembrava perduto.

Quando il governo Badoglio abbandonò l’esercito senza ordini e il Paese sprofondò nel caos, i nostri giovani non fuggirono. Scelsero la montagna. Scelsero la Resistenza.

Furono le Fiamme Verdi, i gruppi dell’Azione Cattolica, i sacerdoti, i contadini, gli studenti cattolici. Uomini e donne che combatterono non per odio, ma per amore. Amore per l’Italia, per la libertà, per la famiglia.

Erano Ribelli per Amore.

Non combattevano per sostituire un regime con un altro. Combattevano per un’idea nuova e rivoluzionaria: una Repubblica Democratica, libera, giusta e solidale.

Da quella scelta, da quel sacrificio, sono nati gli uomini che hanno poi ricostruito l’Italia: De Gasperi, Dossetti, La Pira, Tina Anselmi e migliaia di altri partigiani cristiani che dal Codice di Camaldoli hanno portato il loro contributo morale alla nascita della nuova Italia.

Senza il contributo dei partigiani cristiani non ci sarebbe stata la Repubblica Democratica come la conosciamo.

Il loro esempio ci impegna ancora oggi: a difendere la libertà, a tenere insieme persona e comunità, a non rassegnarci mai alle divisioni.

Onore ai nostri Caduti. Viva l’Italia libera.

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

8 settembre 2026: 83° Anniversario Difesa di Roma

Stamattina a Porta San Paolo e al Parco della Resistenza dell’8 settembre 1943, la cerimonia commemorativa in occasione dell’83° Anniversario della Difesa di Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e di tantissime Autorità civili e militari, nonché dei rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane.

Intervenuto anche il Ministro della Difesa Guido Crosetto.

In rappresentanza dell’Anpc il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi e l’Alfiere Lucia Scagnoli con il Medagliere dell’Associazione.

Dichiarazione Anpc

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani esprime la più ferma condanna per lo svolgimento del raduno “Ritorno a Camelot”, organizzato dal Veneto Fronte Skinheads, previsto dal 3 al 6 settembre a Pietramurata di Dro, in Trentino.

Un evento che si richiama all’ideologia nazista e neofascista, incompatibile con i valori della nostra Repubblica.

Non possiamo dimenticare che la nostra Costituzione è nata dal sacrificio dei Partigiani, cattolici, socialisti, liberali, comunisti, che insieme hanno scelto la libertà contro la dittatura, la persona contro l’oppressione, la pace contro la violenza.

L’Art. 12 delle Disposizioni Transitorie e Finali della Costituzione vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista. Le leggi Scelba e Mancino ne sono diretta attuazione. Chi inneggia al nazismo viola lo spirito e la lettera della Costituzione.

Come Partigiani Cristiani, il cui impegno fu mosso dalla fede nella dignità inviolabile di ogni uomo, creato a immagine di Dio, diciamo che non c’è nulla di cristiano nell’odio razziale, nel suprematismo, nel culto della violenza.

Chiediamo alle Istituzioni di vigilare con il massimo rigore affinché non vi sia alcuna tolleranza verso apologie e manifestazioni contrarie ai principi costituzionali.

La memoria dei nostri caduti per la libertà lo esige.


Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

6 settembre 2026: 82 anni dalla strage di Rizziconi

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