ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Giuseppe Dossetti: un nuovo libro di Luigi Giorgi

L’Anpc Sezione di Reggio Emilia è lieta di invitarvi alla presentazione del nuovo libro di Luigi Giorgi su Giuseppe Dossetti sabato 18 febbraio 2023 ore 16:30.

Appuntamento a Milano il 28 gennaio per il Giorno della Memoria 2023

27 gennaio 2023: Giorno della Memoria

Il messaggio della Presidente Nazionale per il 27 gennaio, Giorno della Memoria: “Il 27 gennaio per molti, ma non per tutti, è un richiamo sacrale in memoria di milioni di vittime della brutale violenza nazista e dei valori che devono rendere impossibile ripetere nella storia l’abominio della Shoah. L’impegno dei sinceri democratici, di tutte le donne e gli uomini che hanno saputo definire i diritti inviolabili della persona, deve essere  di raggiungere quei tutti che sono indifferenti o, peggio, negazionisti. Ignorare la storia significa non avere alcuna identità da difendere e su cui leggere il presente per preparare il futuro, degno dell’umanità progredendo nello sviluppo,  che rispetti vita e dignità di ciascuno e di tutti. Il nazismo volle annientare, con gli ebrei,  tutte le persone “improduttive”, bambini, vecchi, disabili. Sono le persone per le quali la nostra civiltà ha costruito sistemi di protezione sociale. Ecco perché è indispensabile conoscere le tragedie per non ripetere. Come ANPC durante tutto l’anno cerchiamo di ricordare persone e vicende della lotta partigiana per mantenere vivi e saldi i valori umanitari e democratici, nondimeno nella Giornata della Memoria ci associamo a tutte le iniziative che vengono attivate, insieme alla cerimonia al binario 21 della Stazione Centrale di Milano, dove sarà presente la  senatrice a vita Liliana Segre, un esempio vivente di testimonianza impareggiabile, unitamente ai sopravvissuti che continuano a darci insegnamenti insuperabili. Mariapia Garavaglia”.

Il lungo viaggio di Carla Cohn, straordinaria testimone

Le Associazioni della Casa della Memoria e della Storia

Aned, Anei, Anpc, Anpi, Circolo Gianni Bosio, Fiap, Irsifar

Vi invitano

il 27 Gennaio 2023 alle ore 17.30

in occasione della Settimana della Memoria 2023

Il lungo viaggio di Carla Cohn, straordinaria testimone

Berlino, Terezin, Auschwitz e Mauthausen 

Casa della Memoria e della Storia

Sala Conferenze, Via S. Francesco di Sales 5, Roma

Intervengono: Pupa Garribba, Davide Yona Falco, Aldo Pavia, Susanna Santillo

Ad un anno dalla sua scomparsa, le Associazioni della Casa della memoria ricordano Carla Cohn con l’intervista di Pupa Garribba, che ripercorre l’intensa vita di una testimone. L’intervista è a cura di Aldo Pavia per Aned. Dopo due anni a Terezin, il salvataggio in extremis dalla camera a gas ad Auschwitz, la liberazione a Mauthausen, Carla Cohn passa dall’Italia ad Israele, dall’Inghilterra agli Stati Uniti e poi ancora in Italia, a Roma, dove si è afferma come psicoterapeuta infantile e dove riposa in pace.

22 gennaio 1944 – 22 gennaio 2022: 78 anni fa lo Sbarco di Anzio.

Questa mattina ha avuto luogo una cerimonia sobria, nel rispetto della normativa vigente per via dell’emergenza sanitaria, ma intensa ed emozionante arricchita anche dalla presenza di Harry Shindler, 100 anni, veterano dello sbarco di Anzio, che ha voluto onorare i suoi compagni che persero la vita. Pregni di significato i singoli momenti della cerimonia cui hanno preso parte le autorità civili, militari e religiose dell’intero territorio. Schierati in piazza Garibaldi un picchetto in armi della Brigata Informazioni Tattiche, i gonfaloni del comune di Anuvio, delle città di Aprilia, Ariccia, Pomezia, Cassino, della città metropolitana di Roma Capitale e dei comuni di Anzio e della città di Nettuno decorate con la medaglia d’oro al Merito Civile, nonché i labari delle Associazioni Combattentistiche e d’Armi. Per l’Anpc era presente il nostro Consigliere Nazionale Aladino Lombardi (nelle foto con il nostro fazzoletto blu).

Una pietra d’inciampo per Cesare Lorenzi a Sesto San Giovanni

A Sesto San Giovanni sono state posate 10 Pietre d’inciampo in memoria di deportati uccisi nei lager nazisti c’è stata la posa della pietra che ricorda Cesare Lorenzi. Presente alla cerimonia, affollatissima anche di studenti coinvolti in una storia sconosciuta, la figlia Raffaella e il nostro socio Silvio Mengotto. La breve storia: nella fabbrica Falck Cesare Lorenzi solidarizza con molti antifascisti che gli affidano l’impegno di cassiere del Soccorso Rosso. Partecipa all’attività clandestina che sfocia negli scioperi del ’43 e del ’44. Viene scoperto e incarcerato a San Vittore. Dal Binario 21 della Stazione centrale di Milano viene caricato su un treno che, dopo una sosta a Brescia lo porta a Mauthausen. Nella brevissima sosta bresciana rivede per l’ultima volta la moglie e la piccola Raffaella di otto anni. Il 22 maggio ’45, qualche giorno prima della liberazione del campo, muore per tubercolosi.

Pubblichiamo l’articolo di Silvio Mengotto e le foto che ci ha inviato.

“Viva l’Italia furono le ultime parole di papà”

Una pietra d’inciampo per Cesare Lorenzi

Lunedì 16 gennaio ’23 sono state posate 11 Pietre d’inciampo in varie vie di Sesto San Giovanni, sui marciapiedi davanti alle case dove vivevano alcuni di coloro che vennero deportati e uccisi nei lager nazisti: Stefano Belli, Giuseppe Valenari, Francesco Capellini, Guido Valota, Giuseppe ed Ettore Merati, Oriade Previati, Angelo Biffi, Guglielmo Sistieri e Cesare Lorenzi.

Le Pietre d’inciampo è un progetto monumentale europeo creato per tenere in vita la Memoria di tutti i deportati nei campi di concentramento nazisti. In Europa, dal 1995, ne sono state posate oltre 70.000. Durante la guerra, tra Sesto San Giovanni e Monza, furono 570 i lavoratori arrestati dai nazifascisti e internati nei campi di sterminio in Germania, 233 non ritornarono. Dopo il conflitto, l’industriale cattolico Enrico Falck ha voluto che i nomi dei deportati della Falck fossero scritti sulle grandi lastre di bronzo sotto la Loggia di Piazza dei Mercanti a Milano. Nella lunga trafila delle persone morte per la libertà “c’è anche – dice Raffaella Amurri – il nome di mio padre: Cesare Lorenzi lavoratore presso le acciaierie Falck”. 

Cesare Lorenzi nasce nel 1903 a Guardistallo (Pisa). Padre antifascista e socialista con dodici figli, quattro moriranno giovanissimi. “La nonna – dice Raffaella Amurri – ogni mattina si recava in chiesa per la Messa. Se mio nonno ha trasmesso i valori di libertà, democrazia e solidarietà, la nonna ha trasmesso il Vangelo, lo si viveva in casa. Questi figli hanno assorbito dei valori importanti che il fascismo non ha distrutto”.

Cesare Lorenzi emigra a Sesto San Giovanni dove raggiunge i due fratelli maggiori Carlo e Sole, che lavoravano alla Falck. Durante la Resistenza i due fratelli diventeranno partigiani. In fabbrica Cesare Lorenzi, clandestinamente svolge l’incarico di tesoriere di Soccorso rosso raccogliendo denaro a sostegno delle famiglie di coloro che erano condannati al carcere o al confino dal Tribunale fascista.

L’antifascismo si manifestò apertamente con gli scioperi per il caro vita, in testa le donne, nel marzo 1944. Al seguito di questi scioperi Cesare Lorenzi viene arrestato e deportato a Mauthausen con un convoglio proveniente da Novi Ligure. Con altri deportati partirà dal Binario 21 della stazione Centrale di Milano. La famiglia era all’oscuro di questa partenza. “Fu uno sconosciuto – ricorda Raffaella Amurri – di cui non sapremo mai il nome, che ci recapitò un bigliettino di papà che permise di rintracciarlo e rivederlo, insieme ad altri prigionieri, su un carro bestiame in partenza da Brescia per la Germania. Avevo nove anni e ricordo che un soldato tedesco lo fece scendere dal carro bestiame. Rimanemmo insieme una decina di minuti. Risalito sul vagone merci papà si affacciò dal finestrino con un calice di vino bianco, ci fece coraggio e la promessa che, a guerra finita, ci avrebbe raggiunto. “Viva l’Italia” furono le ultime parole di papà. Ancora oggi quell’immagine mi dà forza!”

A metà aprile del ’44 Cesare Lorenzi viene internato a Mauthausen con matricola n. 63754, poi trasferito al Comando Steyr per rientrare a Mauthausen nel novembre. Insieme a migliaia di detenuti affrontò la terribile Marcia della morte riuscendo a sopravvivere. Il 5 maggio ’45 l’Armata americana libera tutti i prigionieri del campo di Mauthausen. Il 18 maggio ’45 viene curato nell’ospedale da campo per malnutrizione. In data 22 maggio ’45 muore per tubercolosi.

Alla cerimonia della posa sono presenti la figlia Raffaella Amurri, le autorità civili e comunali di Sesto San Giovanni, l’Aned, Simone Locatelli, presidente del Municipio 2 di Milano, tantissimi amici e gli studenti di una scuola professionale di Sesto San Giovanni. “Ho pensato – dice Monica Federici, insegnante – che potesse essere un’uscita importante per gli studenti e per mantenere vivo il ricordo di chi, con il sacrificio della vita, ci ha donato la libertà che ancora oggi respiriamo. Un’esperienza importante, diversa dalle normali uscite didattiche”. “Non abbiamo mai sentito parlare di Cesare Lorenzi – dice lo studente Ibrahim – è stato bello ascoltare la sua storia. Un ricordo che rimarrà”. Per lo studente Abdel: “è stato importante rispolverare la memoria. Ogni volta che passerò in questa via “inciamperò” nella memoria di Cesare Lorenzi”. Prima della posa Raffaella Amurri, alzando al cielo la pietra d’inciampo, dice ai presenti: “Oggi mio padre è tornato a casa”.

16 gennaio ’23                                                          Silvio Mengotto”.

17 gennaio 2023: in ricordo di Teresio Olivelli

Ricordiamo il Beato Teresio Olivelli – Laico e martire. Bellagio, Como, 7 gennaio 1916 – Hersbruck, Germania, 17 gennaio 1945.

Teresio Olivelli, nato a Bellagio in provincia di Como, si trasferì a dieci anni a Mortara e proseguì gli studi a Vigevano e nell’università di Pavia. Nel 1941 si arruolò tra gli Alpini e prese parte alla campagna di Russia, dedicandosi eroicamente all’assistenza spirituale ai moribondi. Tornato in Italia, prese definitivamente le distanze dal regime fascista, che aveva vanamente cercato di riformare dall’interno. Tra prigionie, fughe ed evasioni, cercò di avviare un progetto di ricostruzione del Paese dopo la guerra, come testimonia la nascita del giornale «Il Ribelle» nel 1944. Fu definitivamente imprigionato e inviato a Gries, poi a Flossenburg in Baviera e infine a Hersbruck dove assistette, tra gli altri, Odoardo Focherini (Beato dal 2013). Ormai consumato dagli stenti, morì il 17 gennaio 1945, in seguito alle percosse ricevute al posto di un giovane prigioniero ucraino, che aveva riparato col suo corpo. La sua causa di beatificazione si è svolta nella fase diocesana presso la Curia vescovile di Vigevano su un duplice binario, ovvero sia per l’indagine sulle virtù eroiche, sia per quella sul martirio. Inizialmente, il 14 dicembre 2015, è stato autorizzato il decreto con cui veniva dichiarato Venerabile. A seguito della presentazione di ulteriori prove per accertare la sua morte in odio alla fede, il 16 giugno 2017 papa Francesco ha dato il proprio assenso alla promulgazione del decreto con cui Teresio Olivelli poteva essere dichiarato martire. La beatificazione è stata celebrata il 3 febbraio 2018, presso il Palasport di Vigevano.

Preghiamo il Beato Teresio Olivelli, figura di riferimento dei Partigiani Cristiani, affinché aiuti e guidi, noi e le nostre famiglie, nel cammino della vita.

A Cinisello Balsamo l’Anpc ha ricordato Teresio Olivelli: “Si è svolta martedì 17 gennaio al Concordia la commemorazione di Teresio Olivelli nel 78° anniversario della sua morte al campo di sterminio di Hersbruck. ANPC di Cinisello Balsamo ha voluto ricordare la figura del Beato Olivelli, a 5 anni dalla Beatificazione assieme agli altri Partigiani Cristiani che hanno dato la loro vita per la lotta di liberazione, la nostra LIBERTA’.

Alla serata, partecipata da molto pubblico, dalle associazioni Alpini e Anpi, oltre agli assessori Comunali Visentin, Maggi e Fumagalli, ha partecipato con la sua testimonianza Carla Bianchi, figlia di Carlo Bianchi, amico e compagno di lotta di Teresio, anche lui fucilato a Fossoli nel luglio del 1944, prima che nascesse la figlia  Carla che non ha mai conosciuto il padre. Le parole di Carla ci hanno commosso, la sua ricerca di un padre attraverso le lettere alla madre, i suoi scritti, l’impegno per la carità nella Fuci e nella Azione Cattolica, di concerto col Card. Schuster.

Sono stati ricordati anche i tanti sacerdoti  e suore cattoliche che hanno collaborato coi partigiani alla Resistenza. Ezio Meroni ci ha anticipato i risultai della sua ricerca sui sacerdoti del PIME e della diocesi di Milano, cha hanno avuto parte attiva nella Resistenza .

Marco Miconi di FLVI ci ha parlato della famiglia fi Teresio, originaria di Zeme come lui, del suo carattere e dell’impegno verso gli altri. Forte è in Lomellina la testimonianza delle qualità umane e cristiane del Beato Teresio Olivelli, cha ha fatto la sua scelta di Libertà e democrazia dopo aver preso parte alle associazioni fasciste, ne ha visto la crudeltà e l’incompatibilità della suo credo cristiano con la barbaria della dittatura, si è buttato nella lotta di liberazione al nazifascismo, con le Fiamme Verdi, formazione partigiane cattoliche, prima di essere arrestato nel 1944 assieme a Carlo Bianchi, con cui aveva fondato “Il Ribelle” giornale della Resistenza clandestino che “ esce quando può, come può e dove può..” il massimo della precarietà, come lo erano le loro vite.

Abbiamo scorso anche le figure dei Partigiani Cristiani che  nel dopoguerra anno preso parte attiva alla vita politica della nazione: Enrico Mattei, presedente di ENI, scomparso in un incidente  aereo di chiara matrice dolosa nel 1962;  Padre Davi Maria Turoldo che dal pulpito di San Carlo in Milano predicava la libertà del popolo cristiano, prima e dopo la guerra. Per non dimenticare Tina Anselmi, giovane staffetta partigiana e prima donna ministro della Repubblica, Gino Bartali che con la bicicletta piena di carte di identità false faceva la spola tra Firenze ed Assisi, per dare nuova identità ai rifugiati ebrei ospitati nei conventi di san francesco. Non abbiamo dimenticato le iniziative di OSCAR, gli scout guidati da don Ghetti, sempre ribelli al fascismo.

La preghiera finale “Ribelli per Amore”, ha risuonato al grido Signore Facci Liberi”, una Libertà che non è scontata, è frutto del  sacrificio di tanti italiani di varie estrazioni ideologhe, social-comunisti, cattolici, liberali, repubblicani,  di cui noi dobbiamo fare quotidianamente MEMORIA, per passare il testimone delle loro imprese alle nuove generazioni.  Nei prossimi anni 2013-2014-2015 ricorreranno gli ottanta anni di quei tragici eventi. Il nostro impegno è di predisporre iniziative che ci facciano riflettere e meditare, perché non si possano ripetere gli orrori della guerra, possa l’Italia e l’Europa vivere in Pace e prosperità. Gianluigi Falzoni”.

Eccidio Rio Farnese: 12 gennaio 1945-2023

Domenica scorsa, 15 gennaio, in località Rio Farnese in Comune di Bettola (Pc) si è tenuta la cerimonia a ricordo dell’eccidio di 21 partigiani .

A 78 anni di distanza si mantiene viva la memoria dei caduti di Rio Farnese. Nella mattinata di domenica 15 gennaio a Bettola si è tenuta la cerimonia che rievoca l’eccidio di 21 giovani partigiani compiuto dai nazifascisti il 12 gennaio 1945 nella valletta di Rio Farnese. Una tradizione che si rinnova, voluta dall’Anpi e dall’ANPC di Piacenza e dal comune di Bettola: con la deposizione di una corona d’alloro alla memoria dei partigiani uccisi ai piedi del monumento e il tradizionale momento di riflessione insieme agli studenti della

Dopo il saluto la presidente della sezione Anpi Valnure Elena Mazzocchi, hanno preso la parola il sindaco di Bettola Paolo Negri e l’onorevole Pierluigi Bersani, presidente dell’Istituto storico dell’età contemporanea che ha pronunciato il discorso ufficiale. Presenti anche i vertici provinciali dell’Anpi con il presidente Romano Repetti e Mario Spezia in rappresentanza dell’Associazione dei Partigiani Cristiani. Tanti anche gli amministratori e i sindaci presenti, tra loro il consigliere Salvatore Scafuto per il Comune di Piacenza e Patrizia Calza sindaco di Gragnano Trebbiense.
L’ECCIDIO – La mattina del 12 gennaio 1945 i tedeschi prelevano dalla scuola di Bettola 21 partigiani scelti tra i 40 catturati nel corso del rastrellamento invernale effettuato dalla divisione Turkestan nella Val Nure. Sono 21 giovani scelti a caso che vengono condotti sul greto del torrente Rio Farnese e sono uccisi con un colpo di pistola alla nuca da un sottufficiale. L’unica spiegazione data è stata la causa della mancanza di spazio sull’automezzo che doveva provvedere al trasporto dei prigionieri. Di questi 21 partigiani ne sono stati identificati solo dodici, gli altri sono rimasti senza nome.

Un nuovo libro: “Il Convoglio. Storie di italiani deportati a Mauthausen”

Segnaliamo l’uscita di un libro di Franco Meroni disponibile nelle librerie intitolato Il Convoglio’, che contiene il risultato delle ricerche sul convoglio diretto da Bolzano a Mauthausen il 5 agosto 1944 (‘Trasporto 73’ nella classificazione di Italo Tibaldi). Bolzano, sabato 5 agosto 1944: circa 300 persone impaurite salgono su quello che Italo Tibaldi chiama “trasporto 73”, un convoglio con destinazione Mauthausen.  Franco Meroni parte da questo tragico momento storico per condurre la sua ricerca, che trasforma in memoria collettiva le singole testimonianze dirette (tratte da libri, diari, interviste, lettere) e indirette delle vicende personali dei deportati saliti sul treno.​​​​​​​Nel volume sono raccolte le biografie degli internati, delle lavoratrici e lavoratori coatti e dei sacerdoti. Grazie al contributo fornito da alcuni familiari e alla consultazione dei fogli matricolari, queste pagine consentono di preservare la memoria anche dei volti meno noti nella bibliografia concentrazionaria, offrendo un’analisi scrupolosa e completa della composizione del “convoglio”. 
Trovate ulteriori informazioni su questa pagina dell’editore Mimesis Edizioni:
https://www.mimesisedizioni.it/libro/9788857595610

“David Sassoli. La saggezza e l’audacia. Discorsi per l’Italia e per l’Europa”: oggi al Teatro Quirino a Roma la presentazione del suo libro

Si è svolta questa mattina a Roma la presentazione del volume “David Sassoli. La saggezza e l’audacia. Discorsi per l’Italia e per l’Europa” (Feltrinelli) curato da Claudio Sardo. La prefazione è firmata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il libro è stato presentato al Teatro Quirino, con la partecipazione della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di Romano Prodi (già presidente del Consiglio e poi della Commissione Ue), del segretario del Partito democratico, Enrico Letta, dello scrittore Paolo Rumiz, moderati dalla giornalista Lucia Annunziata.

Presente anche il nostro Consigliere Nazionale Aladino Lombardi che ha dichiarato: “Questo libro è un patrimonio sull’Europa e dell’Europa. Gli interventi sono stati meravigliosi”.

David Sassoli aveva un’idea chiara dell’Italia e dell’Europa: aperte al futuro e consapevoli delle proprie imperfezioni. È scomparso l’11 gennaio 2022. Oggi possiamo ereditare le parole e le intuizioni, l’esperienza e lo sguardo di un grande politico italiano. I fondi ricavati dalle vendite di questo libro saranno devoluti al Centro di riferimento oncologico di Aviano.

Navigazione articolo