ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

“La democrazia chiama”: l’appello di Albertina Soliani

Pubblichiamo e condividiamo l’appello di Albertina Soliani, Presidente Istituto Alcide Cervi.

«La nostra democrazia affronterà in questo settembre un passaggio decisivo carico di conseguenze.
Il 25 settembre il popolo italiano sarà chiamato alle urne per le elezioni politiche che daranno vita alla 19° legislatura.
La nostra è una democrazia ancora giovane.
È al nostro popolo, innanzitutto, che ci rivolgiamo.

Da Casa Cervi, uno dei luoghi di memoria del Paese, dove la nostra democrazia è nata, con un prezzo altissimo. È la Casa dei Sette Fratelli Cervi, fucilati dai fascisti il 28 dicembre 1943, dove il popolo si è sempre sentito a casa.
Stiamo affrontando sfide enormi, che cambiano il mondo e la nostra vita, e quella delle nuove generazioni. Circondati dalle guerre, dentro le crisi climatiche ed energetiche, in un sistema sociale costantemente sotto pressione sul lavoro, sulla salute, sul futuro, abitiamo un mondo che è esposto a cambiamenti molto profondi. Gli equilibri del passato dimostrano di non reggere più, mentre il potere delle armi, dell’economia e dell’interesse di pochi sembra dominare la scena di fronte ad una politica smarrita.

La prima sfida è la fiducia nella democrazia, da parte dei cittadini, innanzitutto. Il voto è partecipazione, responsabilità, scelta. Rinunciare al voto è l’esatto opposto, un atto contrario alla responsabilità civile, una mutilazione, perfino un tradimento dei sacrifici costati per conquistare la democrazia, un torto a quegli italiani che hanno creduto e agito nella storia verso la libertà di tutti.
Contiamo sulla volontà del popolo italiano di essere il sovrano della Repubblica, secondo l’articolo 1 della Costituzione, e, dunque, il primo presidio della democrazia. E’ il popolo la chiave della democrazia. Con il suo voto il popolo ha il potere di tenere aperto l’orizzonte sul futuro.

L’orizzonte sulla Costituzione e i suoi fondamenti, sempre motore di progresso nella realizzazione dei suoi principi.
L’orizzonte sull’Unione Europea, sui valori che la costituiscono, secondo il sogno di Ventotene e le conquiste delle generazioni di Europei che si sono incontrati e uniti via via nella storia del nostro continente.
Infine l’orizzonte sulla politica, fondamentale per la tenuta della società civile e del patto tra generazioni, il tessuto della convivenza, la trama della comunità, il fondamento di ogni speranza.
La nostra giovane Repubblica richiede ancora molta cura. Abbiano cura della Repubblica le migliori energie del Paese, della Repubblica democratica e antifascista nata dalla Resistenza.
Il mappamondo di casa Cervi ci ricorda tutto questo.

I prossimi anni, dall’8 settembre 2023 al 25 aprile 2025, ricorderemo l’ottantesimo anniversario della Resistenza, della Liberazione, della fine della Guerra.
Celebrare la nascita della nuova Italia democratica vuol dire ritrovarne lo spirito e il vigore. I luoghi di memoria sono punti di riferimento indiscutibili, centri di interpretazione per l’identità democratica della nazione. Interlocutori della vita nel nostro Paese, presidi per il mondo della scuola, riferimenti delle comunità.

Continueremo a coltivare la democrazia con tutte le nostre forze, attraverso il dialogo, il dibattito, la riflessione, la cultura, l’educazione, con i giovani, con i ragazzi., con tutto il popolo.
Il 25 aprile del 1945 consegnò alle generazioni future un’eredità degna dei loro sogni. Noi, cittadini di oggi, dobbiamo consegnare intatta al futuro la medesima eredità.
Perché questo sono, in fondo, le elezioni: una scommessa della cittadinanza nel futuro, la garanzia che la democrazia continua, un atto di fiducia verso la politica e le istituzioni. In fondo, sempre un gesto di coraggio, da parte di tutti.
È sempre il 25 aprile, nella vita della democrazia italiana.
Il calendario della storia ci ricorda la scelta tra due vie possibili della Patria, in questo fosco centenario dal fascismo. La scelta della democrazia è esattamente la distanza che ci separa, non nel tempo ma nelle volontà, nelle coscienze e nei valori, da quel buco nero.

È una distanza morale. È una distanza umana.

Il compito di Casa Cervi oggi, e di tutti i luoghi e gli istituti di storia e memoria antifascista, è quello di stare in mezzo alla storia, non di lato. In mezzo al tempo, in mezzo alla società. Come allora.
Per sostenerla, per ispirarla, un passo più avanti verso la democrazia, la Costituzione, l’uguaglianza, la giustizia, la Pace».

(Pubblicato su: https://www.istitutocervi.it/democrazia-soliani)

Inaugurazione panchina europea dedicata a David Sassoli

“A Ventotene ieri, con grande emozione, abbiamo dedicato a David Sassoli  una “panchina  europea“ di fronte all’isola di Santo Stefano, dove si sta realizzando il Progetto della Scuola di Alti Pensieri a lui intitolata. Una iniziativa cui ho dato vita insieme al presidente del giovani del Movimento federalista europeo Matteo Gori. Alla suggestiva cerimonia hanno partecipato il vice Sindaco Pino Pepe, il Presidente del MFE Stefano Castagnoli, il direttore dell’istituto Spinelli Mario Leone, il Segretario del Consiglio italiano del Movimento europeo Pier Virgilio Dastoli, il presidente della Commissione Europa del consiglio regionale Alessandro Capriccioli e il rappresentante della Casa d’Europa di Viareggio Samuele Bernini”. Queste le parole della nostra Vicepresidente Nazionale Silvia Costa.

Un articolo su Adamello Collini, guida alpina che salvò centinaia di ebrei ed antifascisti

Pubblicato sull’Adige del 31.08.2022, riportiamo questo articolo.

Resistenti Reggiani: una bella iniziativa dal 24 agosto al 4 settembre a Reggio Emilia

“ANPC Reggio Emilia presieduta da Giuseppe Pagani è presente alla Festa provinciale Pd dal 24 agosto al 4 settembre con Alpi, Anpi, Istoreco e Istituto Cervi.
La presenza si realizza con materiale ANPC, libri sul ruolo dei cattolici nella Resistenza e con una conferenza con Pierluigi Castagnetti presidente Fondazione Fossoli presentata da Marcello Stecco segretario ANPC Reggio Emilia”.

21 agosto 1942-2022: veniva ucciso Franz Reinisch

Una bellissima testimonianza pubblicata su Senza Confini

Il futuro dell’Europa 28 Agosto 2022

Ci ha lasciato Don Luigi Di Stefano

Una preghiera per la dipartita di Don Luigi Di Stefano, qui nella foto con il nostro Consigliere Nazionale Aladino Lombardi, che ha condiviso un suo bellissimo ricordo. Tutta la Anpc si unisce in preghiera.

Ecco quanto ha scritto Aladino Lombardi: “Ho appreso con immenso dolore, della dipartita, ieri, del carissimo Amico, Don Luigi Di Stefano, Parroco Emerito della Cattedrale di Ferentino, nipote di Don Giuseppe Morosini “Medaglia D’oro al Valor Militare” Martire della Resistenza trucidato a Forte Bravetta. Come ogni anno, il 3 aprile scorso, abbiamo celebrato insieme la messa in onore di Don Morosini e dei Martiri Ardeatini di Ferentino. Grazie Don Luigi per la TUA indimenticabile generosità”.

68° Anniversario della morte di Alcide De Gasperi

Oggi 19 Agosto nella Basilica di S. Lorenzo a Roma è stata celebrata una messa in suo onore officiata da Sua Eminenza il Cardinale GIOVANNI BATTISTA RE. In rappresentanza della nostra Associazione era presente il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi, il quale ha trasmesso ai presenti il saluto della nostra Presidente Maria Pia Garavaglia, unitamente a quello di tutta la nostra Associazione. È stata una cerimonia molto sentita e partecipata. Hanno preso parte alla cerimonia tra gli altri Gianni Letta, Vincenzo Scotti, Miguel Gotor, Pier Luigi Castagnetti, Vincenzo Sangiorgi, Lucio D’Ubaldo, Andrea Casu, Marco Fasciolo e tanti altri personaggi.

Dichiarazione della Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia

DICHIARAZIONE DELLA PRESIDENTE NAZIONALE ANPC, MARIAPIA GARAVAGLIA

“L’episodio verificatosi a Mirafiori nord con l’insulto vergognoso a Tina Anselmi esige una censura incondizionata da parte delle forze politiche democratiche e della società civile. Non si può considerare l’episodio semplicemente un atto vandalico. La storia personale e pubblica di Tina Anselmi appartiene alla democrazia italiana, dono prezioso per il pluralismo delle idee e delle opinioni. Una svastica sulla targa che onora Tina Anselmi è una intollerabile offesa a chi ci ha donato, a costo della vita, il sistema in cui viviamo e le norme che lo regolano, che permettono anche il dissenso, ma non l’oltraggio”.

RICORDATO A LAVAGGIOROSSO IL PARROCO DON TOSO

FUCILATO DAI REPUBBLICHINI NELL’AGOSTO 1944

Lavaggiorosso, nel comune di Levanto in provincia della Spezia, ha ricordato venerdì 12 agosto il 78° anniversario della fucilazione del parroco, don Emanuele Toso, ad opera degli alpini “repubblichini” della divisione “Monterosa”. Quest’anno la celebrazione è stata ancora più solenne del solito, in quanto il parroco attuale padre Sergio Spiga, dei frati minori francescani, ha scelto proprio questo giorno anniversario per la cerimonia di riapertura al culto della chiesa parrocchiale di San Sebastiano, chiusa da quattro anni a seguito di un fulmine che aveva colpito il campanile e provocato danni al tetto. La messa a suffragio di don Toso è stata così presieduta dal vescovo della Spezia monsignor Luigi Ernesto Palletti, che ha poi presenziato, sul piazzale antistante, alla cerimonia di ricordo del parroco, ucciso proprio di fronte alla sua chiesa.

La figura di don Toso è stata ricordata dal sindaco di Levanto Luca Del Bello e dal presidente provinciale dell’Associazione Partigiani Cristiani on. Egidio Banti, che ha parlato a nome del comitato unitario della resistenza. Banti ha sottolineato come la figura di don Toso, fucilato dai repubblichini senza che alcuna colpa specifica fosse emersa a suo carico, rappresenta il senso di quanto la Resistenza sia stata movimento di popolo. “Qui in diocesi – ha detto Banti – la stragrande maggioranza dei sacerdoti erano schierati con la loro gente, contro l’occupazione nazista. Per questo alcuni, come don Toso, furono uccisi e molti altri arrestati, torturati, perseguitati in vario modo. Alcuni si erano uniti alle formazioni partigiane, altri erano semplicemente dalla parte della loro gente”.

“Non ci sono dubbi – ha aggiunto il presidente dell’APC spezzina – che don Toso sia stato ucciso “in odium Fidei”, ovvero proprio anche perché era un prete. Lo testimoniano i resoconti di quanti, come il vicario foraneo don Carlo Scattini, raggiunsero Lavaggiorosso subito dopo la fucilazione, e le “memorie” del vescovo di allora monsignor Giuseppe Stella, che parlò apertamente di “delitto”. Del resto, solo poche settimane prima Mussolini, consegnando in Germania la bandiera di combattimento agli stessi soldati che poi avrebbero ucciso don Toso, li esorto, testualmente, ad una “guerra di religione”. Religione che ovviamente non era quella cristiana, bensì quella che aveva dato vita all’incredibile e inaccettabile “mistica fascista”. I preti diventavano quindi quasi in modo automatico degli avversari, delle persone sospette, alle quali poter dare delle “lezioni” esemplari”

“Per tutto questo il martirio di don Toso ha un significato insieme religioso e civile e bene ha fatto il Comune di Levanto – ha concluso Banti – ad intitolare a lui la sala dove si riunisce il consiglio comunale, simbolo della Costituzione democratica nata dalla Resistenza”.

Al termine della cerimonia, un corteo ha raggiunto il vicino cimitero, dove sono state deposte corone di fiori e il vescovo Palletti ha benedetto la tomba del sacerdote ucciso.

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