ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivi per il mese di “gennaio, 2020”

17 Gennaio: oggi ricordiamo Beato Teresio Olivelli

Oggi si ricorda:
Beato Teresio Olivelli Laico e martire
Bellagio, Como, 7 gennaio 1916 – Hersbruck, Germania, 17 gennaio 1945
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Teresio Olivelli, nato a Bellagio in provincia di Como, si trasferì a dieci anni a Mortara e proseguì gli studi a Vigevano e nell’università di Pavia. Nel 1941 si arruolò tra gli Alpini e prese parte alla campagna di Russia, dedicandosi eroicamente all’assistenza spirituale ai moribondi. Tornato in Italia, prese definitivamente le distanze dal regime fascista, che aveva vanamente cercato di riformare dall’interno. Tra prigionie, fughe ed evasioni, cercò di avviare un progetto di ricostruzione del Paese dopo la guerra, come testimonia la nascita del giornale «Il Ribelle» nel 1944. Fu definitivamente imprigionato e inviato a Gries, poi a Flossenburg in Baviera e infine a Hersbruck dove assistette, tra gli altri, Odoardo Focherini (Beato dal 2013). Ormai consumato dagli stenti, morì il 17 gennaio 1945, in seguito alle percosse ricevute al posto di un giovane prigioniero ucraino, che aveva riparato col suo corpo. La sua causa di beatificazione si è svolta nella fase diocesana presso la Curia vescovile di Vigevano su un duplice binario, ovvero sia per l’indagine sulle virtù eroiche, sia per quella sul martirio. Inizialmente, il 14 dicembre 2015, è stato autorizzato il decreto con cui veniva dichiarato Venerabile. A seguito della presentazione di ulteriori prove per accertare la sua morte in odio alla fede, il 16 giugno 2017 papa Francesco ha dato il proprio assenso alla promulgazione del decreto con cui Teresio Olivelli poteva essere dichiarato martire. La beatificazione è stata celebrata il 3 febbraio 2018, presso il Palasport di Vigevano.
Per noi  figli dei Partigiani Cristiani, Teresio Olivelli, è una delle più significative figure di martire per la libertà al servizio della Patria.
A lui va il nostro eterno riconoscimento e la nostra preghiera.
Mario Spezia (ANPC Piacenza)

L’Anpc al Mausoleo delle Fosse Ardeatine

In occasione della Settimana della Memoria, l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani martedì 21 gennaio alle ore 14:30 deporrà una corona al Mausoleo delle Fosse Ardeatine, in onore e imperituro ricordo dei martiri dell’eccidio di 335 vittime innocenti, barbaramente trucidate e gettate nelle Fosse.

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“Bisagno” – Cristiano, Partigiano, Italiano: il 29 gennaio a Genova

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Mercoledì 29 gennaio 2020 alle ore 20.30 in Cattedrale a Genova: Aldo Castaldi “Bisagno” – Cristiano, Partigiano, Italiano. Proiezione del film documentario di Marco Gandolfo. Segue dibattito moderato dalla giornalista Francesca di Palma. Interverrà il nipote omonimo di Bisagno, Aldo Gastaldi: http://www.chiesadigenova.it/cultura/cattedrale-aperta-le-date-dellanno-pastorale-2019-2020/

Clicca qui per la locandina: Cattedrale_Aperta_Bisagno (1)

Ci congratuliamo per la bella ed importante iniziativa.

Settimana della memoria: 27-31 gennaio 2020

 

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Scarica il depliant con tutte le iniziative organizzate: DEPLIANT LA SETTIMANA DELLA MEMORIA 2020 

Scarica la locandina: SETTIMANA DELLA MEMORIA LOCANDINA 2020

COMMEMORAZIONE DELL’ECCIDIO DI RIO FARNESE DEL 12 GENNAIO 1945

ANPI Piacenza, ANPC Piacenza e Comune di Bettola
                                                          organizzano
Domenica 12 Gennaio 2020 alle ore 10.30 presso il Monumento di Rio Farnese a Bettola (PC)  la COMMEMORAZIONE DELL’ECCIDIO DI RIO FARNESE DEL 12 GENNAIO 1945  con il seguente programma:
Deposizione di una corona d’alloro in onore della memoria dei 21 partigiani  trucidati dai nazisti.
Saluto del Presidente provinciale Anpi STEFANO PRONTI
Intervento del Sindaco di Bettola PAOLO NEGRI
Orazione ufficiale di MARCO BERGONZI ((Già Parlamentare della Repubblica)
E’ previsto l’intervento di una delegazione di studenti della Scuola media di Bettola
Descrizione dei fatti di sangue:

Tra novembre 1944 e gennaio 1945 la XIII Zona (corrispondente alla Provincia di Piacenza) viene investita da un’imponente rastrellamento in funzione antipartigiana. Nel gennaio del 1945 le scuole elementari di Bettola (PC), situate in Piazza Colombo, erano utilizzate dai nazifascisti come centro di raccolta dei tanti prigionieri catturati nelle operazioni di rastrellamento eseguito dalle truppe dell’Infanterie Regiment 329 coadiuvati da uomini della 162.a Divisone Turkestan, approfittando tra l’altro della neve eccezionalmente abbondante che rendeva difficile l’occultamento.
Nella giornata di venerdì 12 gennaio 1945 un gruppo di circa venti (le fonti oscillano sempre tra i 20 e i 23) prigionieri viene prelevato dalle scuole, fatto spogliare, e condotto nella vicina località di Rio Farnese (conosciuta anche come Rio della Farnesa o Rio Pianazze), in prossimità di un orrido naturale formato dal piccolo corso d’acqua. Lì vengono uccisi uno ad uno con un colpo di pistola alla nuca da un ufficiale tedesco che la memorialistica locale e le memorie orali sono concordi nell’individuare nel Sergente
Maggiore Holler.
I cadaveri vengono abbandonati sul greto del torrente gelato e ne viene impedita la rimozione da parte della popolazione. Nei giorni seguenti, grazie all’intercessione del parroco di Bramaiano Don Egidio Bottini, viene dato dalle autorità germaniche il permesso di seppellire le salme, a patto che non siano officiate pubbliche cerimonie e che le salme vengano inumate non nel cimitero di Bettola ma in quello di Bramaiano, piccola frazione del Comune. Prima di procedere alla sepoltura don Bottini provvede a
ricomporre i cadaveri e scattare ai volti dei caduti fotografie che saranno poi utilizzate da familiari ed amici per il riconoscimento di alcune delle salme.
Dopo la Liberazione,  domenica 14 gennaio 1946 viene organizzata a Rio Farnese una prima cerimonia commemorativa dell’ eccidio. In quell’occasione viene eretto un primo monumento proprio sul luogo delle uccisioni: un altare sovrastato da una lapide recante la scritta “ Quando era colpa amare la Patria le donarono la vita – Rio Farnese, 12.1.1945 ”. Intorno all’altare vengono piantati venti alberelli di pino, a simboleggiare i caduti.
In seguito ad un’alluvione che travolge e distrugge il monumento originale viene costruito, circa 300 metri a valle del luogo dell’eccidio, l’imponente monumento visibile ancora oggi, inaugurato nel giugno 1975.
Il monumento, opera di Ludovico Muratori “Muro”, comandante partigiano delle formazioni piacentine, si compone di ventuno blocchi di calcestruzzo sovrapposti a formare una scacchiera.
L’eccidio di Rio Farnese è tra le motivazioni che hanno portato al conferimento della medaglia d’argento al Valor Militare al Comune di Bettola.
Ogni anno l’Amministrazione Comunale di Bettola, con le associazioni partigiane, organizzano nei giorni prossimi alla data dell’eccidio una manifestazione commemorativa presso il monumento di Rio Farnese.
Anche il Comuni di Angria (SA) organizza commemorazioni e cerimonie pubbliche in onore del proprio concittadino Renato Raiola, caduto nell’eccidio.

Elenco delle vittime decedute
1- CANEVARI GIOVANNI di Ermenegildo, nato a Romanengo (CR) il 1.6.1925, partigiano riconosciuto del Settore Valnure.
2- CAPPAI MARIO di Vincenzo, nato a Monastir (CA) l’8.11.1922, partigiano riconosciuto della 142.a Brigata Garibaldi.
3- FAGGIAN SEVERINO di Pasquale, nato a Spine a (VE) il 2.4.1925, partigiano riconosciuto della 142.a Brigata Garibaldi.
4- GARDINI GIUSEPPE, di Piacenza, non riconosciuto dalla CRRQP
5- GASTALDI LORENZO di Ferdinando, nato a Cremona il 12.1.1926, partigiano riconosciuto della 142.a Brigata Garibaldi.
6- GILBERTI CARLO di Mario, nato a Cremona il 20.3.1923, partigiano riconosciuto della 142.a Brigata Garibaldi.
7- LUPINI GIUSEPPE di Angelo, nato al Capitolo di Mortizza il 5.8.1923, partigiano riconosciuto del Settore Valnure, già appartenente alla 61 a Brigata “Mazzini”.
8- MARGOLFO MANSUETO di Fermo, nato ad Andalo (SO) il 13.9.1924, partigiano riconosciuto del Settore Valnure, già appartenente alla 60.a Brigata.
9- PIZZI GIANCARLO di Giovanni Carlo, nato a Piacenza il 3.8.1921, partigiano riconosciuto del Settore Valnure, già appartente alla 60.a Valnure, già appartenente alla 60.a Brigata. Nome di battaglia “Gianni”. Studente di medicina vicino alla laurea, muore stringendo in bocca una medaglietta per facilitare il riconoscimento della salma. Decorato con medaglia d’argento al Valor Militare alla memoria.
10- RAIOLA RENATO di Ernesto, nato ad Angri (SA) il 24.8.1916, partigiano riconosciuto, comandante della  142.a Brigata Garibaldi e Vice–comandante della Divisione “Val d’Arda”. Tenente del 66° Fanteria di stanza a Piacenza, viene catturato all’indomani dell’8 settembre e deportato nel campo Offlag 73 di Beniaminowo, in Polonia, e successivamente trasferito nello Stallag 327 , e successivamente trasferito nello Stallag 327 di Przemsyl. Riesce a fuggire e far ritorno a Piacenza, dove, nell’agosto 1944 si unisce alle formazioni partigiane della Val d’Arda ricoprendo ruoli di comando. Decorato con medaglia d’argento al Valor Militare alla memoria.
11- RICCI RICCARDO, di Parma, non riconosciuto dalla CRRQP.
12- SPAGNOLI GINO di Giovanni, nato a Gombito (CR) l’8.2.1925, partigiano riconosciuto del Settore Valnure, già appartenente alla 60.a Brigata.
13- ZUCCHI ANTONIO nato a Rongio (CO) il 16.10.1924, partigiano riconosciuto del Settore Valnure, già appartenente alla 60.a Brigata. Prima della chiamata alle armi svolgeva la professione di operaio specializzato presso la ditta A. Carcano di Mandello Lario (CO).

Non è stato possibile accertare nominativo e dati biografici di altre 7/10 vittime, che rimangono IGNOTE.
Si allega volantino celebrativo dell’iniziativa (volantino RIO FARNESE 2020
Rio Farnese 2020 volantino.JPG

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