ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivi per il mese di “maggio, 2014”

31 Maggio 1944, Roma

Il dottor Paolo Sabbetta[1], direttore dell’Istituto Zootecnico di Tor Mancina, a Monterotondo, si rifiuta di consegnare ai tedeschi 20 uomini che lì si erano rifugiati, esibendo falsi certificati medici. La popolazione li nasconde e con loro nasconde anche le famiglie che nella tenuta avevano cercato rifugio.

 

[1] A Paolo Sabbetta, originario di Foggia, il Presidente Ciampi ha conferito nel 1944 la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

29-30 Maggio 1944, Roma

Bombardamenti con ingenti distruzioni alla Magliana. Bombardati anche i Castelli e particolarmente Frascati.

Ucciso un milite fascista sulla via Ostiense.

28 Maggio 1944, Roma

Gli Alleati liberano Aprilia e Paliano.

Bombardamenti colpiscono Portuense, Boccea, la Salaria, la Flaminia, la Tiburtina, l’Aurelia. Bombe e mitragliamenti anche alla Giustiniana, sulla Cassia, e sulla Prenestina. Le borgate Grottarossa e Casalotti vengono totalmente distrutte.

A Palestrina viene ucciso un militare tedesco. Per rappresaglia vengono assassinate 11 cittadini, 5 dei quali appartenenti alla famiglia Pinci.

Maggio 1944

Maggio 1944, Cumiana (TO)

Una quarantina di persone furono trucidate nella piazza del paese per rappresaglia ad un’azione partigiana.-

 

Maggio-Agosto 1944,Torino

  41 detenuti politici venivano fucilati ed i loro cadaveri appesi alle piante dei viali cittadini od impiccati con uncini da macellaio.

PERUGIA, MAGGIO 1944: elementi di un reparto della Polizia Ausiliaria della Questura di Perugia tendono un imboscata e uccidono sulla via Flaminia, tra Gualdo Tadino e Nocera Umbra, due presunti partigiani. 27 maggio 1943 vengono arrestati Capitini, Tenerini, Ciabatti, Granata, Enea Tondini, Roberto e Paolo Canestrelli (padre comunista e figlio ‘capitiniano’), Mercurelli, Rasimelli, Ottavio Prosciutti, Gino Bracco. Gli arrestati vengono trattenuti nel carcere di Perugia fino al 25 luglio.

 

27 Maggio 1944 – Il dramma delle donne in Ciociaria

“Poi arrivò la terribile ondata scatenata ed incontrollata dei soldati nord-africani di Juin, ai quali capi – come poi hanno esplicitamente ammesso – avevano concesso carta bianca. E fu una indimenticabile tragedia umana”. (Robert Katz, Roma città aperta, Il Saggiatore Tascabili).

 

“Sembravano indemoniati, avevano carta bianca al fronte e fecero tutte quelle sporcizie agli uomini ed alle donne … Una montagna piena, sbucavano da tutte le parti, prendevano tutte le donne che incontravano e se le portavano nella boscaglia e noi in mezzo. Che vuoi scappare? Gli uomini anziani che stavano con noi, non ci potevano difendere perché loro erano assai e ammazzavano quelli che difendevano le donne… C’erano i graduati che erano bianchi, francesi e non dicevano niente. Ci dissero che per andare avanti i marocchi li avevano dovuti lasciare fare. Solo alla fine, dopo tre giorni, gli tolsero a quelli, la carta bianca”. (Intervista di C. Venditti, Università degli studi di Roma, in Memorie e coscienza delle marocchinate. Testimonianza di Giovannina M.).

 

Il parroco di Castro di Volsci, trent’anni dopo, ha ricordato con parole sue quei giorni di inferno in Ciociaria sulla strada di Roma: “La loro malvagità raggiunse il punto culminante a partire dal 27 Maggio quando entrati in paese iniziarono la caccia alle signorine per lo sfogo delle loro ignobili passioni. Nonostante le proteste, il pianto, le urla di queste, diverse furono violentate. Arrivarono a violentare una bambina di 12 anni. Non si accontentavano delle ragazze, ma presero a forza delle spose, che subirono l’onta ingiuriosa nell’onore, mentre piangevano, strepitavano, mordevano, per allontanare dal loro corpo quegli essere disumani”. (G. Gianmaria, Dati sulla Resistenza in Ciociaria, in “Quaderni della Resistenza razziale” n. 8, 1989).

 

Dalle vicende dei gravissimi fatti di Ciociaria fu tratto un film di Vittorio De Sica interpretato da Sofia Lauren che ottenne l'Oscar.

Dalle vicende dei gravissimi fatti di Ciociaria fu tratto un film di Vittorio De Sica interpretato da Sofia Lauren che ottenne l’Oscar.

27 Maggio 1944, Roma

Combattimenti sulla via Appia e sulla Casilina.

Viene arrestato e deportato Mario Orsini che si era opposto al trasferimento dei macchinari della FATME in Germania.

A Palestrina i partigiani attaccano gli accampamenti e i depositi tedeschi.

Il generale Alexander, con un messaggio convenzionale “Anna Maria è promossa”, chiede ai partigiani di sabotare le linee di comunicazione tedesche e di segnalare i movimenti delle loro divisioni.

Liberata Fontana Liri.

26 Maggio 1944, Roma

Un fascista della banda Koch, in via XXI Aprile, assassina Eugenio Colorni[1], della Brigata Matteotti, mentre sta lavorando all’edizione clandestina dell’ “Avanti”.

Al Sanatorio Ramazzini, al Quadraro, vengono portate molte armi da Bandiera Rossa.

A Valmontone le truppe Alleate, provenienti da Cassino, si uniscono a quelle provenienti da Anzio.

Attacco ai fascisti del battaglione M che stavano mettendo in atto un rastrellamento in via Maria Adelaide.

Sono sospese le linee degli autobus 103 e 205.

A Gallicano i partigiani uccidono 5 soldati tedeschi.

Ad Ara del Sorbo, nel reatino, vengono fucilati 15 civili abitanti nei comuni limitrofi.

 

[1] Eugenio Colorni (1909-1944). Intellettuale e studioso di filosofia della scienza. Di origine ebraica, inizialmente orientato al sionismo. Poi si avvicina al pensiero dei fratelli Rosselli e al Centro interno del Partito Socialista. Arrestato a Trieste, dove insegnava, nel 1938. Confinato a Ventotene ove collabora con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi all’elaborazione del “Manifesto di Ventotene” “Per una Europa libera e unita”. Confinato poi a Melfi, da dove fugge nella primavera del 1943. A Roma, dopo il 25 luglio 1943, è tra i fondatori del Movimento Federalista Europeo. Dopo l’8 settembre entra nella Resistenza romana nelle file del PSI. Buona parte della sua attività è dedicata alla stampa clandestina socialista, come redattore dell’ Avanti. Medaglia d’Oro al Valor Militare.

26 maggio1944, Madonna della Pace-Roma

Eccidio dei 15 Martiri. 15 contadini, rallestrati tra i territori diSubiaco, Agosta, Cervara di Roma, Canterano, Rocca Canteranovengono trucidati allaMadonna della Pacedall’esercito tedesco per rappresaglia per l’uccisione di un soldato tedesco.La mattina del 26 maggio 1944, le truppe naziste in ritirata dalla Valle dell’Aniene, a seguito dell’uccisione di uno dei loro, certamente avvenuta in conflitto con gruppi di partigiani, operanti nella zona dei Comuni di Canterano, Rocca Canterano Subiaco, Cervara di Roma e Agosta effettuavano un vasto e rapido rastrellamento nei campi e nei casolari.15 persone, fra le quali un uomo di 78 anni, furono raggruppate a 500 metri dalla frazione “Madonna della Pace” del Comune di Agosta, mitragliati e poi abbandonati, morti e agonizzanti, in un lago di sangue.

25 Maggio 1944, Roma

In una trattoria di via Attilio Regolo, arrestati il generale Filippo Caruso[1], comandante una formazione di autonomi, il generale Caratti e il capitano dei carabinieri Geniola.

In piazza della Libertà, dopo uno scontro a fuoco con i nazifascisti, vengono catturati il generale Odone e il colonnello Scalera. Perdono la vita i carabinieri partigiani Meloni e Enrico Zuddas[2].

Liberata Terracina.

Dal 25 fino al 29 maggio Roma verrà più volte bombardata.

 

[1] Generale di divisione dei Carabinieri. Medaglia d’Oro al Valor militare.

[2] Brigadiere dei Carabinieri. Partigiano combattente. Morto per le ferite all’ospedale Santo Spirito. Medaglia d’Oro al Valor Militare.

24 maggio 1944, Roma

Fabrizio Vassalli, capitano di artiglieria e comandante di un gruppo partigiano del Fronte Clandestino Militare, viene fucilato a Forte Bravetta. Con lui Giordano Bruno Ferrari[1], Salvatore Grasso, Pietro Bergamini e Corrado Vinci.[2] Esegue la fucilazione un plotone della Guardia di Finanza.

 

[1] Giordano Bruno Ferrari, giovane pittore, figlio dello scultore Ettore. Aveva realizzato pregevoli affreschi all’Esposizione Universale di San Francisco.

[2] Appartenevano tutti al FMCR – Brigata Matteotti – “Gruppo Vassalli”.

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