ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivi per il mese di “settembre, 2020”

Durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite

“Durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite dobbiamo riflettere sul ruolo svolto e su quello che attende il futuro questa istituzione sovranazionale che è costretta a mediazioni quasi impossibili fra i molti poli etnici sociali e culturali del pianeta. Non riesce ad essere organismo multiculturale perché l’umanità è attraversata dalla rivendicazione di troppe identità. Tocca a tutti e a ciascuno far crescere una mentalità di fraternità planetaria. Aspettiamo fiduciosi anche L’Enciclica di Papa Francesco sulla fraternità. I Partigiani Cristiani ne devono essere testimoni e promotori a causa delle loro radici”. Queste le parole della nostra Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia.

150°Anniversario Breccia di Porta Pia

Il 20 settembre si celebra il 150° anniversario della “Breccia” di Porta Pia. Per la storica data è stato predisposto un fitto programma che pur con le limitazioni del Covid-19 non priva la importante Ricorrenza di una adeguata significativa celebrazione.

Il programma della manifestazione:

9.20 Arrivo del Capo di SM dell’Esercito ricevuto dal Comandante Militare della Capitale e dal Presidente dell’ANB, Gen. B. (ris.) Ottavio Renzi 9.25 Arrivo del Capo di Stato Maggiore della Difesa ricevuto dalle prefate autorità 9.30 Arrivo della Massima Autorità, ricevuto dal Capo di SM della Difesa 9.31 Deposizione di una corona di alloro da parte della Massima Autorità 9.35 Trasferimento a piedi presso il Museo Storico dei Bersaglieri 9.37 Visita mostra storica, emissione francobolli celebrativi, proiezione filmato celebrativo. 9.50 Termine visita.

In rappresentanza della nostra Associazione sarà presente il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.

Mostra fotografica sulla Resistenza

 Pubblichiamo la locandina della Mostra fotografica sulla Resistenza che terremo presso il Circolo ACLI Giovanni Bianchi di Lambrate a Milano.

8 SETTEMBRE 1943 – 8 SETTEMBRE 2020: STORIA E MEMORIA

Ricordare la Roma dell’8 settembre 1943 è un diritto-dovere che abbiamo nei confronti di tutti coloro che hanno combattuto e sono caduti per difenderla. In due giorni Roma era una città assediata, oltre che dai tedeschi e dai fascisti, anche dalla fame. Gli scontri dell’8 settembre 1943 a Porta San Paolo avevano lasciato il segno e dato vita ai combattimenti che si svilupparono in tutto il Lazio con rapidità: 8, 9 e 10 settembre 1943 si combatté alle porte di Roma, alla Montagnola e a Monterotondo dove arrivarono le truppe tedesche paracadutate. Divampò così una lotta armata che coinvolse i Castelli Romani, la Sabina, la Valle dell’Aniene, la Ciociaria, l’Agro Pontino e la linea Gustav costruita dai tedeschi per impedire l’avanzata degli Alleati su Roma. L’avanzata degli Alleati sarà infatti lenta (secondo le loro strategie militari) ma inarrestabile fino al 4 giugno 1944 – Roma liberata – e fino al 25 aprile 1945: giorno della Liberazione dell’Italia.L’8 settembre rappresenta anche l’inizio della Resistenza Europea: non una data retorica quindi, ma una memoria e una “Storia Patria” per coloro che credono nei valori della Libertà e della Democrazia.

Accadde oggi: 8 settembre 1943

“I ragazzi delle scuole imparano chi fu Muzio Scevola o Orazio Coclite, ma non sanno chi furono i fratelli Cervi. Non sanno chi fu quel giovanetto della Lunigiana che, crocifisso ad una pianta perché non voleva rivelare i nomi dei compagni, rispose: «Li conoscerete quando verranno a vendicarmi», e altro non disse. Non sanno chi fu quel vecchio contadino che, vedendo dal suo campo i tedeschi che si preparavano a fucilare un gruppo di giovani partigiani trovati nascosti in un fienile, lasciò la sua vanga tra le zolle e si fece avanti dicendo: «Sono io che li ho nascosti (e non era vero), fucilate me che sono vecchio e lasciate la vita a questi ragazzi». Non sanno come si chiama colui che, imprigionato, temendo di non resistere alle torture, si tagliò con una lametta da rasoio le corde vocali per non parlare. E non parlò. Non sanno come si chiama quell’adolescente che, condannato alla fucilazione, si rivolse all’improvviso verso uno dei soldati tedeschi che stavano per fucilarlo, lo baciò sorridente dicendogli: «Muoio anche per te… viva la Germania libera!». Tutto questo i ragazzi non lo sanno: o forse imparano, su ignobili testi di storia messi in giro da vecchi arnesi tornati in cattedra, esaltazione del fascismo ed oltraggi alla Resistenza”.Piero Calamandrei

Il ricordo di Umberto Armanino dell’8 Settembre 1943

Oggi è una giornata memorabile, una giornata che ha segnato ha scritto la storia della Libertà e Democrazia del popolo italiano. All’8 settembre 1943, ragazzi, uomini, cittadini comuni come mio Padre Armando recentemente salito al cielo e suo fratello Lorenzo, al proclama via radio del Maresciallo Badoglio, NON sono scappati in altri paesi, ma hanno iniziato “la lotta di liberazione” con le prime azioni di sabotaggio ad appannaggio del nemico invasore. Mentre gran parte del nostro esercito “non aveva capito la situazione”, per i fratelli Armanino e poi delle popolazioni dell Alta Val Di Vara e Val Taro Tarsogno Tornolo, Albareto Prov Parma, Proloco Varese Ligure, ogni giorno che passava, la situazione era sempre più chiara.Da qui, di casa in casa il gruppo divenne sempre più numeroso e il “passaparola” diventò virale.Azioni su azioni a disturbo del nemico fecero poi formare la prima Formazione Partigiana Regolare, la Brigata Cento Croci, a Comando del leggendario Salvestri Federico “Richetto” Oggi, a ricordo di quanto fatto dai nostri Padri e dai nostri Nonni, è necessario portare avanti e fare nostra, la conquista della Libertà e Democrazia del popolo italiano, che va difesa da ogni tipo di invasione!Umberto Armanino

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