ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivi per il mese di “marzo, 2016”

CONVEGNO: “RESISTENZA E DEMOCRAZIA – Le ragioni del contributo cristiano”.

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COMUNICATO STAMPA

CONVEGNO: “RESISTENZA E DEMOCRAZIA – Le ragioni del contributo cristiano”.

ROMA 14 Aprile ore 10:00, presso la Casa Madre ANMIG. Piazza Adriana, 3.

 Il Convegno è parte di un progetto promosso dall’ANPC in collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo e dedicato alla conoscenza e all’approfondimento degli eventi, dei personaggi e dei valori legati alla Resistenza, componente essenziale della rinascita della democrazia in Italia ed in Europa. Le relazioni rivolgeranno particolare attenzione a quella parte del movimento resistenziale ispirato agli ideali cristiani e al suo fondamentale contributo alla nascita della Repubblica e della Costituzione.

Il Convegno è organizzato nell’ambito delle iniziative promosse dalla Confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane per la celebrazione del settantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di liberazione, sostenute e finanziate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale.

Parteciperanno al Convegno: Roberta Pinotti (Ministro della Difesa); Francesco Saverio Garofani (Presidente Commissione Difesa Camera dei Deputati); Nicola Latorre (Presidente Commissione Difesa Senato della Repubblica); Claudio Betti (Presidente Confederazione italiana Associazioni combattentistiche e partigiane); Giovanni Bianchi (Presidente Associazione Nazionale Partigiani Cristiani); Nicola Antonetti  (Presidente Istituto Luigi Sturzo).

Interventi: coordinatore Paolo Acanfora (IULM Milano); Giovanni Bianchi (Presidente ANPC) Resistenza e fede cristiana: le ragioni di una memoria; Agostino Giovagnoli  (Università Cattolica del Sacro Cuore) Il contributo della Chiesa cattolica e del clero nella Resistenza; Mr. Paolo Rizzi (Postulatore della causa di beatificazione di Teresio Olivelli) Resistenza e santità.

Al termine dei lavori, concerto pianistico con la partecipazione straordinaria del M.o Marcella Crudeli,  medaglia d’oro e diploma di prima classe per i Benemeriti della scuola, della cultura e dell’arte.

Con preghiera di cortese pubblicazione.

Per eventuali informazioni:

Segreteria ANPC

Piazza Adriana, 3

00193 Roma

Tel: 06-68400125; fax: 06-6868830

Web: www.anpcnazionale.com

Clicca qui per l’invito: Invito Convegno “ANPC”def

clicca qui per il programma del concerto: Programma concerto 14 Aprile

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Il 2 Aprile ad Alatri

Il silenzio. È quanto rimane attorno all’ex campo di internamento delle Fraschette. I luoghi della memoria giacciono ancora in stato di abbandono totale. Ricordi, strade della reminescenza riportate alla luce ultimamente da importanti pubblicazioni e ricerche. L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Frosinone, infatti, sta lavorando da decenni per non far cadere nell’oblio ciò che resta della storia di Alatri (e del mondo) durante e dopo la seconda guerra mondiale.
E’ per questo che, nel 2010, l’Anpc ha pubblicato un bando, finanziato dalla Regione Lazio, per la “realizzazione di una stele o di un monumento a ricordo degli internati e delle vittime del campo di concentramento Le Fraschette”.
La memoria di chi ha vissuto quei luoghi doveva essere rappresentata da una creazione artistica: il bando era rivolto ai giovani, agli studenti dei licei artistici, degli istituti d’arte e delle accademie delle Belle Arti, agli iscritti alle facoltà di Architettura e di Ingegneria del Lazio.
Il tema specifico dell’opera da ideare era: la memoria degli internati e delle vittime del campo di concentramento “Le Fraschette” di Alatri.
La partecipazione al concorso è stata numerosa e la giuria del concorso, soddisfatta espresse un vivo compiacimento per il buon livello degli elaborati presentati, segno di una sensibilità nei confronti di tutti coloro che, vittime della violenza, hanno subito restrizioni e sofferenze che mai più devono verificarsi.

L’opera premiata è il frutto dell’ingegno dell’architetto Nicolò Troianiello, che ha saputo esprimere “ con sintesi contemporanea e in forma tutta concettuale, la condizione di alienazione e privazione della libertà unitamente all’invito alla sosta e alla riflessione del visitatore” Le lastre di metallo che compongono il monumento, tutte uguali nella loro grandezza, possono essere interpretate come lo stesso destino di coloro che hanno passato periodi più o meno lunghi nel campo e, allo stesso tempo, come “barriere” poste per togliere la libertà a chi fu strappato dalla propria casa e dai propri affetti.

Il concorso fa parte di una serie di iniziative che l’Anpc di Frosinone e il presidente Carlo Costantini, stanno portando avanti, sostenendo un’importante opera di sensibilizzazione e di valorizzazione dell’ex campo di concentramento “Le Fraschette”, affinché istituzioni e cittadini si rendano conto del patrimonio storico e culturale che Alatri custodisce.
La costruzione del monumento è stata finanziata per intero dalla Banca Popolare del Frusinate che, con grande attenzione e sensibilità, non solo ha reso possibile la realizzazione dello stesso, portando a compimento il progetto dell’Anpc, ma ha contribuito anche allo svolgimento dell’ultimo convegno di studi sul campo delle Fraschette, che ha visto la partecipazione di qualificati relatori.
L’inaugurazione del monumento si terrà presso il piazzale antistante l’ingresso del campo Fraschette sabato 2 aprile 2016 alle ore 10.45.
La partecipazione alla cerimonia di inaugurazione è aperta a tutti coloro che hanno nel cuore i sentimenti della libertà e che vogliono, allo stesso tempo, ricordare senza retorica la memoria del campo delle Fraschette e impedire il ripetersi di altri, simili accadimenti

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Auguri Pasqua 2016

Giungano a tutti gli amici e a coloro che ci seguono i più sinceri Auguri di una Pasqua serena con un messaggio di Giovanni Paolo II.

aguri-buona-pasqua-whatsappLa pace si costruisce

Aprite gli occhi a visioni di pace!

Fate gesti di pace!

Perché la pratica della pace

porta alla pace.

La pace si rivela e si offre

a coloro che realizzano,

giorno dopo giorno,

tutte quelle forme di pace

di cui sono capaci.

Auguri di Buona Pasqua dal Presidente, da tutto il Direttivo Nazionale e dalla Segreteria.

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Inaugurazione Monumento agli internati e ai deportati del campo Le Fraschette

Il Presidente ANPC della Sezione di Frosinone, Carlo Costantini, è lieto di comunicarci questo importante invito: “Inaugurazione Monumento nell’area dell’ex Campo di concentramento “Le Fraschette” in Alatri 2 aprile 2016 “.

Alleghiamo l’invito a presenziare alla cerimonia  in oggetto che avrà luogo in  Alatri il 2 aprile p.v. alle ore 10.45. Dopo anni di impegno questa Associazione ha raggiunto un primo importante traguardo con la costruzione – all’ingresso dell’ex Campo – di un monumento a ricordo delle sofferenze patite dagli internati. L’opera  progettata dall’Arch. Nicolò Troianiello, vincitore del Concorso internazionale di idee indetto da questa Associazione con il contributo della Regione Lazio – Assessorato alla Cultura – sarà realizzata con il finanziamento della Banca Popolare del Frusinate.

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I nostri più vivi complimenti per questa importante iniziativa e per il continuo impegno del Presidente Costantini e di questa sezione.

La Segreteria  Nazionale ANPC

 

 

Bisagno al Seraphicum

Martedì 8 marzo alle ore 21 a Roma presso l’Auditorium Seraphicum (in via del

Serafico 1) è stato proiettato il film documentario “BISAGNO” di Marco Gandolfo.

Aldo Gastaldi (Bisagno) è stato il comandante più amato della resistenza in

Liguria.

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani esprime il più vivo apprezzamento

per questo documentario che grazie alla scrupolosa e paziente ricerca del

regista Marco Gandolfo, del contributo dei familiari di Aldo Gastaldi e delle

numerose testimonianze dei compagni di battaglia, consente di approfondire,

in maniera tangibile, la conoscenza del partigiano definito il primo partigiano

d’Italia.

E’ la storia di un personaggio al servizio degli altri, con vero spirito cristiano,

contro ogni politizzazione della resistenza .

Un grazie a Marco Gandolfo e a Massimo Bernardini che ha egregiamente

introdotto il documentario.

Numeroso il pubblico presente alla proiezione. Per la nostra Associazione erano presenti Cristina Olini e Aladino Lombardi.

Anniversario morte Teresa Gullace

Teresa GullaceIl 3 marzo p.v. ricorreva l’anniversario della morte di Teresa Gullace (3 marzo 1944), medaglia d’oro al merito civile, uccisa dai soldati tedeschi mentre tentava di parlare al marito prigioniero.

La sua morte ebbe una notevole eco nella città, e la sua figura divenne ben presto un simbolo della Resistenza romana; la sua vicenda venne inoltre ripresa e resa celebre dal regista Roberto Rossellini, che prenderà spunto dalla Gullace per il personaggio della Sora Pina, interpretata da Anna Magnani nel film Roma Città aperta.

Come consuetudine, l’Amministrazione Capitolina, la Regione Lazio  e la Città Metropolitana alle ore 12.00 hanno deposto una corona di alloro presso la lapide che la ricorda in Viale Giulio Cesare angolo Via Carlo Alberto dalla Chiesa.

Presenti le Autorità promotrici e vari rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’arma.

Per l’ANPC erano presenti la Vicepresidente Cristina Olini ed Aladino Lombardi.

COMMEMORAZIONE COMANDATE PARTIGIANO BIANCHI ALBRICI GIOVANBATTISTA

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE  PARTIGIANI CRISTIANI  DI  CREMONA RICORDA GIOVANBATTISTA BIANCHI ALBRICI COMADANTE PARTIGIANO, LEADER DELLA RESISTENZA CATTOLICA CREMONESE.

Coppetti - Bianchi Albrici

Da sinistra: Coppetti, Bianchi Albrici (giacca blu scuro)

Ricordo di Gianni Bianchi.

E’ stato un protagonista di quella generazione, combattuta tra tanti ideali, maturati accanto ai nostri Campanili, con il contributo di preti generosi e capaci di educare ai valori più alti.

Non ho conosciuto da vicino Gianni Bianchi, se non in qualche particolare momento della festa del 25 Aprile, quando, con tanta umiltà e dignità, percepiva il dovere di essere presente nella sua terra, in cui aveva vissuto e coltivato l’ansia della libertà: rimaneva l’uomo che sapeva guardare lontano, che aveva a cuore i Giovani di questa nostra generazione, che si tormentava nel constatare l’indifferenza che cresceva e non lasciava prevedere tempi particolarmente nuovi.

A  noi il compito di non lasciare cadere il Suo “ricordo”, perchè significherebbe smarrire pagine meravigliose della storia dei “Partigiani cristiani”, che pure da noi hanno saputo dare senso e forza al loro destino, non arrendendosi alla retorica di anni terribili.

Anche dall’ azione di Gianni Bianchi ci viene l’insegnamento che mai si devono ignorare i fatti del tempo che ci appartiene: “La storia non è finita” di Claudio Magris continua a far parlare, perchè ognuno di noi ha il compito di costruire qualche messaggio che duri nel tempo…

Allora fare “memoria” dell’amico di oggi significa scoprire quella logica dell’impegno che è propria del “credente”, convinto che deve animare di ideali la sua generazione, per essere in sintonia con quella cultura evangelica, aperta alla Vita e alla Storia.

Angelo Rescaglio  (Presidente ANPC Cremona)

MEMORIA DI GIANNI (TITTA) BIANCHI ALBRICI

E’ scomparso domenica 14 febbraio 2016, a Milano dove risiedeva, l’ing.Giovanni Battista Bianchi Albrici che fu comandante partigiano e leader della resistenza cattolica cremonese. Benchè trasferito da anni nel capoluogo lombardo, Bianchi aveva sempre mantenuto relazioni e contatti con la sezione cremonese dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di cui era presidente onorario. Ne ricordiamo la testimonianza con affetto e gratitudine – Bianchi, classe 1924, era ormai uno dei pochi sopravvissuti della generazione dei resistenti, nati nei primi decenni del 900, cresciuti sotto il fascismo, che seppero porre in essere, dai fondamenti etici e spirituali dell’educazione cattolica, motivi e ragioni di una opposizione , prima morale poi militante – attingendo ai memoriali documentari da lui offerti in occasione dei due eventi fondamentali della storiografia della resistenza cattolica cremonese : la pubblicazione del materiale archivistico dell’Anpc di Cremona in Marco Allegri “Le Fiamme Verdi e la resistenza dei cattolici cremonesi,1985; la pubblicazione degli Atti del Convegno I cattolici cremonesi e la resistenza, Cremona 5 ottobre 1985”, a cura di Anpc Cremona e Centro culturale della chiesa cremonese “Giovanni Cazzani”.

Gianni, col fratello Carlo, crebbe in una famiglia borghese estranea se non ostile al fascismo. Il padre, bergamasco, commerciante, educò i figli al distacco dal fascismo. La madre, di antica famiglia veneziana di origine cretese, donna di profonda fede religiosa, educò i figli al senso del dovere , dell’onore, affidandoli al Circolo Zaccaria dei Padri barnabiti. Padre Favero fu loro ascoltato maestro. Noi- scrive Gianni -”pur appartenendo alla generazione nata e cresciuta sotto il fascismo, non siamo stati direttamente influenzati, data l’età, dal periodo di presa del potere del fascismo, il più violento e deteriore. La nostra personalità si è formata nell’ambiente cattolico (…) dove però non ci fu mai una propaganda antifascista esplicita né ci poteva essere, ma anche nella scuola di Stato, con stretto e preciso indirizzo fascista. Pur condividendo col fascismo gli ideali di Patria e i valori di una vita attiva, non potevamo accettare la mancanza di libertà di pensiero, di critica, il culto e il potere del Capo e dei gerarchi. Il nostro antifascismo però rimase allora marginale, diremmo soffocato dal senso del dovere e di amor patrio”. Nel 1941, morta la mamma, rimasto solo col padre, si iscrisse al Politecnico di Milano. La sua esuberanza e la giovanile ribellione al sistema lo fanno protagonista di un’azione clamorosa : con alcuni compagni di scuola, entra di notte nella sede del Liceo classico “Manin”, dove aveva conseguito la maturità, per sfregiare tutti i quadri del Duce e Farinacci appesi nelle aule, rispettando quelli del Re, unico simbolo della Patria. Nel periodo luglio-settembre 1943, Gianni era in Alto Adige ed assistette alla progressiva invasione dell’Italia subendone una forte impressione che rafforzò la sua avversione ai tedeschi. Gli eventi dell’8 settembre furono di crisi totale e smarrimento ma furono anche i giorni che determinarono la ribellione attiva: da una parte c’era la Patria, dall’altra fascisti e tedeschi. ”Non potevamo più accettare un inquadramento tedesco-fascista: ci sentivamo “ribelli per amore” come ci ha definito Teresio Olivelli, per amore verso la Patria, verso i nostri fratelli italiani che abbisognavano di aiuto per ricostruire il futuro. L’educazione cristiana ha fatto sì che in noi non ci fosse mai alcun odio verso gli italiani che affiancarono i tedeschi anche quando gli eventi ci costrinsero a combattere contro di loro”.

Col fratello maggiore Carlo, già ufficiale di marina, si ritrova, renitente alla leva, in alta Valle di Scalve con le Fiamme Verdi, che ebbero diversi scontri a fuoco coi tedeschi. Lo scontro più importante, a Borno ottobre 1944, con 60 SS, fu oggetto di una narrazione, con toni epici e avventurosi ma assai verosimile, ritrovata nelle Carte di Ottorino Rizzi, altro leader politico della resistenza cattolica, futuro sindaco. Per l’arresto del padre, a rischio di deportazione, si presentò al Distretto di Bergamo, dove, tramite amici, ottenne di essere riformato. Tornò in montagna fino al gennaio 44 quando, al limite della sopravvivenza, tornò a Cremona. Divenne la staffetta del gruppo di San Luca, in contatto con Olivelli, don Mazzolari, padre Carbonaro, Rizzi, Cappi, Mons. Astori, Mons.Cazzani. Contribuì all’organizzazione del Servizio Informazioni Militari del CVL di Cremona e Mantova., organizzò la distribuzione della stampa clandestina, partecipò al sabotaggio delle linee ferroviarie, preparò l’insurrezione armata, in sede insurrezionale fu nominato dal gen.Masini (Fiori) comandante del raggruppamento FF.VV. di Cremona. Sua la testimonianza conclusiva: ”Durante il periodo insurrezionale abbiamo operato principalmente affinchè la ritirata tedesca arrecasse il minor danno possibile alla popolazione, affinchè l’odio e il desiderio di vendetta non avessero il sopravvento e causassero inutili morti, affinchè al più presto finisse un periodo di emergenza e si ritornasse alla legalità. Siamo rientrati nella vita di tutti i giorni forti di questa esperienza che se anche entusiasmante a nessuno auguriamo di ripetere; è angoscioso restare depositari del ricordo e del pensiero di chi ha sofferto ed è morto per ideali che non ci è stato possibile realizzare pienamente e che da molti sono stati disattesi”. Conclusione oltre il mito e l’ideologia che va ulteriormente indagata.

 Franco Verdi (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani  Cremona)

 

ADDIO COMADANTE “TITTA”.

La notizia della morte del Comandante “Titta” mi ha colto un poco di sorpresa. Sempre presente (quando la salute glielo permetteva) alle cerimonie del 25 aprile nella “sua” Cremona. Purtroppo ultimamente le presenze si erano diradate, tuttavia non faceva mai mancare la sua testimonianza, e l’esempio di come ai nostri giorni sia ancora possibile mettere in pratica e trasmettere, in modo alto e nobile, i valori di quella grande pagina della nostra Storia che fu la Resistenza. Personalmente ho un caro ricordo di lui, proprio a Cremona, presso la Casa di riposo “Soldi” che ancora oggi ospita i pochi testimoni della seconda guerra mondiale. Era il 2013, in occasione della proiezione in anteprima di un interessante film documentario dal titolo “CREMONA APRILE 1945” del bravo regista Guido Regonelli, volle fermamente essere presente, lui, che per quel documentario fornì spunti preziosi ed interviste esemplari. Era un “partigiano cattolico” tutto d’un pezzo che, dopo la fine delle ostilità,  fu sempre restio nel fare memoria di quelle oscure vicende che insanguinarono uno dei più terribile periodi della nostra storia. Volentieri riporto due spezzoni di una delle interviste che compaiono nel bel film documentario. Il 27 aprile, dopo la Liberazione, il CNL tenta di avviare la difficile trattava con il Comado Tedesco ancora presente a Cremona che era di stanza presso palazzo Trecchi. Un giovane partigiano delle Fiamme Verdi Giovanbattista Bianchi si presenta da solo con una bandiera bianca davanti alla sede del Comado Germanico: “Con una bandiera bianca e con una E sulla vettura che portavo io, sono stato ricevuto dal Comandante Tedesco. La risposta che ricevetti fu molto semplice. Lui, “il” comandante, non poteva trattare con un “bambino”! Però devo ammetterlo, fu ossequioso”. Nella notte tra il 30 aprile e il 1 maggio vennero presi in fretta e furia quasi a caso alcuni militi fascisti e portati nella Caserma del Diavolo a Cremona. Probabilmente da Milano giunse l’ordine da parte del CNL di provvedere a nuove fucilazioni. Questo, nonostante gli Americani avessero intimato l’ordine di sospendere ogni esecuzione capitale. Alla Caserma del Diavolo vennero giustiziate 12 persone. Così commenta nell’intervista il Comandante “Titta”: “Però noi eravamo per la pacificazione. Ad esempio a Cremona hanno fucilato delle persone, questo mi sento di ammetterlo, solo il giorno in cu io ero assente perché recatomi a Milano. Perché io ero per GUERRA FINITA, siamo tutti amici in PACE. E’ per quello che non ho mai voluto scrivere nulla, mai ricevuto niente nemmeno nella MEMORIA. Cioè io, anni dopo la Liberazione, ho perso le relazioni con molta gente”.

“L’amore della libertà, la sete di giustizia, quando uno ha il cuore puro, ci fa trovare “RESISTENTI” nei confronti di ogni forma di iniquità o di pressione, aperta o segreta, calcolata o istintiva, pubblica o privata, militare o economica, laica p clericale, di partito o di razza” (don Primo Mazzolar).

Addio Comandante “Titta”, addio, soprattutto un GRAZIE sincero.

Giorgio Carnevali

(Coordinatore ANPC Cremona)

COMUNICATO

LUNEDI 14 MARZO ALLE ORE 17,00  presso la Cappella del Centro Pastorale Diocesano di via S. Antonio del Fuoco 9/a verrà celebrata una Santa Messa in suffragio del compianto GIOVANBATTISTA BIANCHI ALBRICI, deceduto  a Milano il 14 febbraio di quest’anno, già Presidente Onorario dell’ANPC di Cremona nonchè valoroso Comandante Partigiano, fulgido esempio al credere agli ideali di un sodalizio che ha sempre tenuti alti i valori di una Resistenza dell’Uomo.

La celebrazione intende ricordare una lunga amicizia, l’affetto e la  riconoscenza ad un testimone di tante battaglie all’insegna dei valori del riscatto della persona umana, del pluralismo democratico, soprattutto del diritto dell’essere umano alla libertà.

Un rinnovato e sincero cordoglio ai familiari tutti.

Celebrerà la Santa Messa  Mons. Vincenzo Rini, Assistente spirituale dell’Associazione.

L’invito è rivolto a tutti coloro i quali vorranno anche inchinarsi, riverenti, davanti al sacrificio di quanti compresero il significato di quelle “Ore della storia-Ore della verità”. Contro la dittatura affermare la libertà per riaffermare l’inalienabile diritto della persona umana ad una vita libera, sicura e dignitosa.

 

Qui di seguito la pubblicazione apparsa sul quotidiano La Provincia di Cremona, dell’evento relativo alla “Memoria Pubblica” avvenuto sabato 12 marzo presso la Sala Eventi di Spazio Comune in Cremona.

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Memorie della Resistenza. Don Giovanni Barbareschi

BarbareschiSegnaliamo una bella intervista a Don Giovanni Barbareschi pubblicata su Il Corriere: «Sono l’ultima delle Aquile Randagie». Don Giovanni Barbareschi, 94 anni, grande amico di don Gnocchi (di cui quest’anno ricorre il 60°della morte) e di padre Maria Turoldo, fa una pausa e sorride prima di entrare nel vivo del racconto. Un libro recente di Carlo Verga e Vittorio Cagnoni ricostruisce la storia delle Aquile Randagie. Per lui, prete partigiano, sono capitoli di storia viva.

(Pubblicata su: http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/16_marzo_03/don-barbareschi-citta-scout-partigiani-che-salvarano-ebrei-f91cea2a-e0b2-11e5-86bb-b40835b4a5ca.shtml).

Bisagno.Un documentario di Marco Gandolfo

Segnaliamo che martedì 8 marzo alle ore 21 presso l’Auditorium Seraphicum di Roma verrà proiettato il documentario del Signor Marco Gandolfo “Bisagno” sul comandante partigiano Aldo Gastaldi “Bisagno”. Introdurrà il film Massimo Bernardini, giornalista e conduttore di Rai Storia.
“Bisagno” è la figura più importante della Resistenza in Liguria: caratterizzato da una solida fede cristiana, pur avendo solo 23 anni ha decisamente segnato chiunque lo abbia incontrato.
Il documentario, già presentato con successo a Milano, Genova, Rimini, Udine e in altre città, arriva finalmente nella capitale.
Qui è possibile vedere il trailer: https://youtu.be/mqt9RicltrA
Pubblichiamo l’invito (BISAGNO_Roma_invito-mg (1) ) il comunicato stampa (Bisagno_Seraphicum_comunicato), la scheda del film (Bisagno_schedafilm) con preghiera di diffusione.
In questo tempo, caratterizzato da una certa difficoltà ad individuare punti di riferimento solidi, è importante far conoscere quell’esemplare figura di comandante che fu Aldo Gastaldi “Bisagno”.
BISAGNO_loc_Roma_a4_web (1)

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