ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivi per il mese di “aprile, 2018”

In memoria di Aldo Moro: una mostra fotografica a Palazzo Vecchiarelli

 

La nostra Associazione è tra i promotori della mostra fotografica: “Aldo Moro e gli angeli di Via Fani”, inaugurata il 27 Aprile nel cortile di Palazzo Vecchiarelli a Rieti e realizzata dal documentarista Roberto Valentino  in collaborazione con l’associazione “Domenico Ricci” dal nome di uno dei componenti della scorta di Aldo Moro e Filippo Boni autore del libro “Gli eroi di via Fani”.

Alcune foto di questa bella iniziativa.

 

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Il 73° Anniversario della Liberazione

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato al Quirinale gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza del 73° anniversario della Liberazione. Nel corso dell’incontro sono intervenuti il Presidente del Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d’Arma, Mario Buscemi, il Presidente della Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Claudio Betti, il Presidente Emerito dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Carlo Smuraglia, la Ministra della Difesa, Roberta Pinotti, e la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli. Per la nostra Associazione ANPC erano presenti i Vicepresidente Angelo Sferrazza e Annamaria Cristina Olini.

 

L’OMAGGIO DEL PRESIDENTE MATTARELLA ALL’ALTARE DELLA PATRIA

Il Presidente Mattarella, accompagnato dalla Ministra della Difesa, Roberta Pinotti, dal Capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano, ha passato in rassegna il reparto d’onore schierato con Bandiera e banda.

Ha quindi deposto una corona d’alloro sulla Tomba del Milite Ignoto.

Presenti alla cerimonia il nostro Vicepresidente Annamaria Cristina Olini con il medagliere Giorgio Prinzi.

 

IL 25 APRILE A PORTA SAN PAOLO

Come ogni anno l’Anpi organizza il corteo e l’ incontro a Porta San Paolo, luogo storico dove ci fu il primo scontro, dopo l’otto settembre,  fra militari e civili italiani contro i tedeschi, per impedire loro l’entrata a Roma. Uno scontro duro, con morti e feriti e che fu l’inizio della Resistenza nell’Italia occupata da pochi giorni. Alla manifestazione unitaria prendono parte le associazioni partigiane, delle vittime, dei combattenti e reduci. La manifestazione ha sempre avuto negli anni passati una marcata coloritura politica, che man mano si è stemperata.  Ma  motivi di divisione ci sono stati anche nel nostro 25 aprile. Le cronache lo hanno raccontato, anzi ne hanno fatto il punto centrale: la Brigata Ebraica non ha sfilato. Un’assenza che colpisce e apre un discorso ampio, che va al di la della decisione presa dalla comunità ebraica romana. L’assenza delle bandiere con la stella di Davide toglie alla festa del 25 aprile uno dei più profondi valori ideali. Contestare, come si è fatto anche a Milano, è un gesto di intolleranza inaudita, in un momento in cui l’antisemitismo  riappare prepotentemente e le teorie razziste tornano a macchiare le coscienze di molti. Dobbiamo far si che il prossimo anno la bandiera della Brigata Ebraica torni a sventolare e ricevere l’applauso di tutta la piazza. L’ANPC si impegna a far tutto quel che è possibile. A Porta San Paolo abbiamo sentito il racconto di vecchi partigiani, un racconto che mantiene intatto il coraggio di giovani che capirono subita quale fosse la parte giusta. Una testimonianza che dovrà essere mantenuta, perché la memoria e gli ideali della Resistenza sono ancora vivi, sono alla base della nostra Costituzione e quindi della democrazia e della libertà.

Alla manifestazione di Porta San Paolo è intervenuto il VP Angelo Sferrazza che ha portato il saluto della Anpc.   Sintesi dell’intervento.  Ogni 25 aprile ha la sua peculiarità perche esso è parte viva della società e della politica. Questa la ragione per mantenere viva la memoria e difenderne i valori. Soprattutto in questo momento. Per la prima volta dalla fine della guerra viviamo una situazione politica così lontana dai valori della Resistenza. Lungo l’elenco dei partiti e dei movimenti dichiaratamente fascisti,  nazisti, afascisti, razzisti e antisemiti. Ciò deve spingere tutti i movimenti, i partiti e le associazioni ad una maggiore unità di azione. Per l’assenza della Brigata Ebraica: dispiace che non sia presente quella parte che ha sofferto e pagato il più alto prezzo.  Ci vuole l’impegno di tutti perché la stagione che stiamo vivendo non è favorevole.

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L’Edicola, giovedì 26 aprile

CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali

l’Edicola, giovedì 26 aprile

Primopiano.Alfie perde in tribunale ma è vivo: il tempo stringe, si studiano mosse estreme (F. Ognibene).Commenti.La vita è incredibile (M. Melazzini); no all’accanimento, ma qui non c’è (C. Bellieni); il problema non deve essere “chi” ma “cosa” si decide (A. Morresi) perAvvenire.

Mappamondo.Siria. Dalle agenzie internazionali raccolti la metà dei 9 mld sperati (G.M. Del Re) mentre si fa sempre più pesante la questione dei miliziani deportati (C. Eid). Pakistan. Preghiera e digiuno per Asia Bibi (S. Vecchia). Nicaragua. Paese in rivolta, 38 morti, Chiesa in campo per mediare (L. Capuzzi)per Avvenire.Francia-Usa. Dal clima all’Iran, a Washington Macron incalza il Congresso (G. Sarcina,Corriere).

Azzardo. I comuni che hanno vinto, a colpi di sentenze, la guerra delle slot (A.M. Mira, Avvenire). Riscoprire i giochi antichi per vincere la ludopatia (F. Taddia,Stampa).

Lavoro.Cei in campo per formare all’impegno sociale: la sfida che si può vincere (B. Bignami,Sir).

Dal territorio.Sarà Bari ad ospitare, il 7 luglio, la preghiera del Papa per la pace in Medio Oriente (M. Muolo). Molise, scossa 4.2: solo paura ma scuole chiuse (P. Viana) perAvvenire.

Comunicazione. Whatsapp vietato ai minori di 16 anni: e ora che si fa? (P. Ferrario,Avvenire). Un astretta quasi inutile (S. Cosimi, Repubblica).

Santa Sede. Il Papa all’udienza(vatican.va): la forza di vincere il male e l’appello per le Coree. Il Presidente dei vescovi coreani auspica una “primavera di pace” (M.C. Biagioni,Sir). La Sala Stampa: il Papa riceverà tre vittime di abusi in Cile (G.G. Vecchi,Corriere).

25 aprile.Il suo vero senso chiediamolo a chi ancora non l’ha avuto… (E. Affinati,Avvenire). La memoria della lotta partigiana cattolica e l’urgenza dell’educazione (G. Borsa,Sir). Giovanni, il prete partigiano: intervista a Mons. Barbareschi (G. Rossi,Corriere).

Cultura.La trasmissione dell’eredità cristiana (P. d’Ors, Osservatore).

La nota politica. Mattarella pronto a dare altro tempo (M. Breda, Corriere); unica via d’uscita l’armistizio tra i 2 leader (M. Sorgi,Stampa); su DEF e IVA silenzio di M5S-PD (S. Folli,Repubblica).

Idee & commenti. Le vie necessarie dell’economia solidale (F. Gesualdi,Avvenire). Italia-Africa: legame in crescita ma manca una visione (M. Luppi,Sir).

25 Aprile, Partigiani Cristiani: sia una Festa inclusiva

Celebrazioni e manifestazioni in tutta Italia per la Festa della Liberazione. Il segretario nazionale dei Partigiani Cristiani, Maurizio Gentilini, ricorda “il senso inclusivo della festa, che arriva direttamente dalla Costituzione e dalla Resistenza”

Salvatore Tropea – Città del Vaticano

Si celebra oggi in Italia il 73.mo anniversario della Festa della Liberazione, nel ricordo dell’affrancamento del Paese dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Questa mattina il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha passato in rassegna il picchetto d’onore e ha salutato i rappresentanti delle associazioni combattentistiche all’Altare della Patria, in Piazza Venezia, rendendo poi omaggio al Milite Ignoto.

I cattolici nella Resistenza

“La Resistenza va concepita come un mosaico di vari gruppi e formazioni partigiane, dove i cattolici furono più numerosi di quanto in realtà si pensa”. E’ quanto sottolinea Maurizio Gentilini, segretario Nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani, intervistato da Luca Collodi. Anche i cristiani parteciparono alla lotta armata, ma quello che Gentilini evidenzia è “l’enorme numero di chi, tra i cattolici, partecipò alla resistenza sociale e civile, quindi nella quotidiana disobbedienza all’occupante”. In particolare il ruolo dei cattolici si espresse nel supporto logistico, in quella che viene spesso chiama “la resistenza senza fucile”.

Vescovi, sacerdoti e religiosi tra i partigiani

Maurizio Gentili ricorda poi l’impegno di tantissimi sacerdoti e religiosi, ma anche di alcuni alti prelati coraggiosi “come mons. Placido Nicolini, vescovo di Assisi e il cardinale Elia Dalla Costa, arcivescovo di Firenze”. Ci fu infatti una vera e propria rete che arrivò a coordinare gli aiuti e il supporto alla Resistenza – anche a quella combattente – “attraverso parrocchie, canoniche e realtà religiose”.

La Costituzione simbolo della Resistenza

Il 2018 è anche il 70.mo anniversario della Costituzione, come ricorda il segretario dell’Anpc. “È proprio la Carta costituzionale – ricorda Gentilini – che ci deve far recuperare il senso della festa e superare le troppe divisioni”, che durante la Resistenza portarono anche alla deriva “delle vendette personali e ideologiche”. Infatti, precisa Gentilini, “la Resistenza non può e non deve diventare appannaggio e feudo soltanto di alcuni”•

Una data spartiacque

Il 25 aprile del 1943 coincise con l’inizio della ritirata da parte dei soldati della Germania nazista e di quelli fascisti della Repubblica di Salò dalle città di Torino e di Milano, dopo che la popolazione si era ribellata e i partigiani avevano organizzato un piano coordinato per riprendere il controllo delle città. La decisione di istituire questo giorno come “Festa della Liberazione” fu presa il 22 aprile del 1946, quando il governo italiano provvisorio guidato da Alcide De Gasperi stabilì, con un decreto, che il 25 aprile dovesse essere giorno festivo. La data fu fissata in modo definitivo con la legge n. 260 del 27 maggio 1949.

Articolo pubblicato su: https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2018-04/25-aprile-festa-liberazione.html#.WuBrKu_RBS4.twitter

A questo link si può anche ascoltare l’intervista al nostro Segretario Nazionale, Maurizio Gentilini.

Mattarella altare della patria

Il Presidente Mattarella all’Altare della Patria il 25 Aprile 2018

 

25 Aprile 2018: l’ANPC di Frosinone lancia una nuova iniziativa

L’ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI CRISTIANI  di Frosinone e l’ASSOCIAZIONE “IL CAMPO”, in occasione della FESTA DELLA LIBERAZIONE lanciano l’iniziativa di UN FOGLIO INFORMATIVO. Nelle pagine riservate all’ANPC di Frosinone vengono riportati – tra l’altro :

– la presentazione dell’iniziativa da parte del Presidente ANPC Frosinone, Mario Costantini contenente tra l’altro:

  • un brano tratto dal libro sul 25 aprile di Giovanni Bianchi – già Presidente Nazionale dell’ANPC;
  • uno stralcio dell’appello dell’on. Oscar Luigi Scalfaro – già Presidente della Repubblica – in difesa della Costituzione e della Resistenza;

– un intervento celebrativo del “25 aprile” del Preside prof. Giovanni Battista Mantovani;

– la notizia della beatificazione di Teresio Olivelli “ribelle per amore”.

Scarica qui la tua copia: Frosinone anpc foglio informativo 25 aprile

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25 APRILE: ANPC E ASS.NE SANTA BARBARA CELEBRANO CON IL FILM “LA BUONA BATTAGLIA-DON PAPPAGALLO”

la buona battagliaL’ANPC – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani sezione provinciale di Rieti e Associazione Santa Barbara nel Mondo celebrano a Rieti il 25 aprile con la proiezione del film, dalle ore 20 presso il cortile di Palazzo Vecchiarelli: “La buona battaglia – Don Pappagallo”, Martire alle Fosse Ardeatine. Interverrà il regista Gianfranco Albano. Introduce Pino Strinati presidente ANPC Rieti e Associazione Santa Barbara nel Mondo.

(Fonte: http://rietinvetrina.it/25-aprile-anpc-e-ass-ne-santa-barbara-celebrano-con-il-film-la-buona-battaglia-don-pappagallo/)

 

L’ANPC di Piacenza: programma festeggiamenti Liberazione

Il Presidente Provinciale ANPC di Piacenza ci segnala che in occasione delle manifestazioni piacentine a celebrazione della Liberazione, la nostra Associazione, ha in programma:

 Venerdi 27 aprile pv  presso la 

Chiesa di San Pietro Apostolo – 
via Carducci, 16 – Piacenza
un’iniziativa  con il seguente programma:
ore 17.00 – 
incontro coordinato da Mario Spezia con aggiornamento sui processi di beatificazione di don Giuseppe Beotti e del prof. Giuseppe Berti e del percorso di studio ed approfondimento della vita e delle attività pastorali di don Giuseppe Borea
Interverranno: Mons. Domenico Ponzini, don Luigi Fornari e Giuseppe Borea
ore 18.00  – 

santa Messa celebrata dal Parroco don Ezio Molinari, a suffragio di don Giuseppe Borea, dell’avv. Francesco Daveri, di don Giuseppe Beotti, del prof. Giuseppe Berti, di Nato Ziliani e di tutti gli amici che si sono battuti per la libertà e la democrazia. 
L’invito alla partecipazione è rivolto a tutta la cittadinanza (allegato il volantino ufficiale delle manifestazioni).
Ci congratuliamo per l’iniziativa e vi invitiamo a scaricare il programma cliccando qui:
Inoltre in occasione della ricorrenza della Liberazione il 25 aprile 2018 partecipiamo alle celebrazioni indette dal Comune di Fidenza, in provincia di Parma ma anche sede Diocesana comprendente anche alcuni Comuni della Provincia di Piacenza; la cerimonia in particolare rivolta a celebrare la figura del Beato Teresio Olivelli, si svolgerà con il programma che segue:
Mostra teresio Olivelli Fidenza

    

Ricordando Giovanni Bianchi nell’anniversario della Liberazione

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Convegno sulla Resistenza: 28 Marzo a Milano

Convegno sulla resistenza il 28 marzo a Milano

presso il Liceo delle Scienze Umane Preziosissimo Sangue

Il 28 marzo scorso il Liceo delle Scienze Umane Preziosissimo Sangue di Milano ci ha invitati a parlare dell’impegno delle donne nella resistenza.Il salone comprendeva 130 ragazzi molto attenti che hanno seguito con interesse i vari interventi. Con noi erano presenti un rappresentante del MASCI, Emanuele Locatelli, che ha portato la testimonianza delle Aquile Randagie. Molto interessante la storia degli Scout che si sono ribellati al fascismo, ad una realtà che nessuno vedeva e che era condivisa da una nazione intera, fin dal 1928 e che è culminata dopo l’8 settembre 1943. Racconta come ad Argenta (FE) Don Giovanni Minzoni, cappellano della 1^ guerra mondiale entrato in contatto con i giovani in divisa e dice che lo scautismo non ha nessun tipo di colore politico e fa proseliti. Verrà ammazzato perché il regime fascista vedeva lo scautismo in contrapposizione all’inquadramento fascista. L’onore degli scout era verso gli altri – il fascismo invece per dominare il prossimo. E quando nel 1928 lo scoutismo viene bandito dall’Italia, mentre nella cripta dell’Arcivescovado di Milano vengono deposte le fiamme degli scout, l’insegna di un gruppo è riunita nella cripta della Chiesa del S. Sepolcro, si ribella e fonda la resistenza degli scout che durerà ben 17 anni. E’intervenuto poi Libero Traversa, un partigiano di 88 anni che ha portato la sua testimonianza. Famiglia antifascista, nato in pieno fascismo, il padre gli diede il nome Libero proprio per speranza nel futuro. Un fratello morì durante la ritirata di Russia, un altro era a Cefalonia quando venne l’8 settembre 1943 e riuscì a salvarsi. Con altri compagni si rifiutò di consegnare le armi e riparò in Grecia, fino alla sua liberazione. Una sorella partecipò alla resistenza nelle fabbriche e lui non poteva essere da meno. Studiava all’Istituto Cattaneo di Milano ed entrò in contatto con 5 giovani di Giustizia e Libertà, molto presente nell’ambiente studentesco. Prese il nome di battaglia di Aiace, e partecipò attivamente all’insurrezione di Milano, avvenuta da parte della popolazione milanese. Ricorda come allora a 15 anni si era già uomini e quindi se catturati, fucilati come gli adulti. Ho evidenziato l’importante ruolo delle donne, sia nelle fabbriche, dove sostituivamo gli uomini al fronte, sia nei circoli letterari e nelle campagne. Il ruolo svolto nella rivendicazione dei diritti civili e sindacali, ancor prima del 25 luglio 1943 e la destituzione di Mussolini. Come per prime riconoscevano i caduti ed aiutavano i parenti delle vittime, con amore materno. Il loro impegno nell’aiutare chiunque fosse in difficoltà, lottando per riconquistare la libertà e la giustizia del proprio paese ricoprendo funzioni di primaria importanza. Non potevo dimenticare il ruolo delle staffette partigiane ed il pensiero è subito corso alla nostra Tina Anselmi con il nome di battaglia “Gabriella”; che amava dire “la democrazia ha bisogno di normalità” e come si raccomandasse alle nipoti di fare la guardia perché le conquiste non sono mai definitive. Figura limpida, primo ministro donna. Forte, ostinata e timida, rivendicava il ruolo delle donne in politica e diceva “Quando le donne si sono impegnate nelle battaglie, le vittorie sono state vittorie per tutta la società. La politica che vede le donne in prima linea è politica d’inclusione, di rispetto, di pace”. Possiamo dire che il ruolo delle donne è stato determinante durante il periodo della resistenza e nel periodo di ricostruzione dell’Italia e ricordare ogni anno quello che è successo è doveroso per non dover dire “non mi sono accorta”.

Non dobbiamo dimenticarci che per poter vivere il presente e andare verso il futuro, deve essere ben chiaro il passato da cui proveniamo.

Luisa Ghidini – Comotti

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