ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

IL 25 APRILE A PORTA SAN PAOLO

Come ogni anno l’Anpi organizza il corteo e l’ incontro a Porta San Paolo, luogo storico dove ci fu il primo scontro, dopo l’otto settembre,  fra militari e civili italiani contro i tedeschi, per impedire loro l’entrata a Roma. Uno scontro duro, con morti e feriti e che fu l’inizio della Resistenza nell’Italia occupata da pochi giorni. Alla manifestazione unitaria prendono parte le associazioni partigiane, delle vittime, dei combattenti e reduci. La manifestazione ha sempre avuto negli anni passati una marcata coloritura politica, che man mano si è stemperata.  Ma  motivi di divisione ci sono stati anche nel nostro 25 aprile. Le cronache lo hanno raccontato, anzi ne hanno fatto il punto centrale: la Brigata Ebraica non ha sfilato. Un’assenza che colpisce e apre un discorso ampio, che va al di la della decisione presa dalla comunità ebraica romana. L’assenza delle bandiere con la stella di Davide toglie alla festa del 25 aprile uno dei più profondi valori ideali. Contestare, come si è fatto anche a Milano, è un gesto di intolleranza inaudita, in un momento in cui l’antisemitismo  riappare prepotentemente e le teorie razziste tornano a macchiare le coscienze di molti. Dobbiamo far si che il prossimo anno la bandiera della Brigata Ebraica torni a sventolare e ricevere l’applauso di tutta la piazza. L’ANPC si impegna a far tutto quel che è possibile. A Porta San Paolo abbiamo sentito il racconto di vecchi partigiani, un racconto che mantiene intatto il coraggio di giovani che capirono subita quale fosse la parte giusta. Una testimonianza che dovrà essere mantenuta, perché la memoria e gli ideali della Resistenza sono ancora vivi, sono alla base della nostra Costituzione e quindi della democrazia e della libertà.

Alla manifestazione di Porta San Paolo è intervenuto il VP Angelo Sferrazza che ha portato il saluto della Anpc.   Sintesi dell’intervento.  Ogni 25 aprile ha la sua peculiarità perche esso è parte viva della società e della politica. Questa la ragione per mantenere viva la memoria e difenderne i valori. Soprattutto in questo momento. Per la prima volta dalla fine della guerra viviamo una situazione politica così lontana dai valori della Resistenza. Lungo l’elenco dei partiti e dei movimenti dichiaratamente fascisti,  nazisti, afascisti, razzisti e antisemiti. Ciò deve spingere tutti i movimenti, i partiti e le associazioni ad una maggiore unità di azione. Per l’assenza della Brigata Ebraica: dispiace che non sia presente quella parte che ha sofferto e pagato il più alto prezzo.  Ci vuole l’impegno di tutti perché la stagione che stiamo vivendo non è favorevole.

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