ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivi per il mese di “novembre, 2013”

Invito riunione 5 dicembre 2013

Associazione   Nazionale Partigiani Cristiani

(personalità giuridica ai sensi del D.P.R. 10 Febbraio 2000, n.361)

 

 

Roma   29/11/2013

 

 

La Giunta esecutiva Nazionale ANPC è convocata il   giorno 5 Dicembre 2013 alle ore 15:00 presso la Sede Centrale delle Acli (Via   Marcora, n. 18-20, sala B, primo piano).

Alla riunione sono invitati anche i componenti della   squadra di lavoro che hanno collaborato alla realizzazione del programma e   tutti i soci sostenitori ed amici presenti a Roma.

Ordine del giorno:

  • Progetto dell’ANPC per il 70° Anniversario della   Resistenza con riferimento alla discriminazione attuata nei confronti della   nostra Associazione;

Vi prego vivamente di intervenire data la gravità   del momento.

Il Presidente

On. Giovanni Bianchi

 

 

 

ANPC   – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Piazza   Adriana,3 – 00193 Roma

www.anpcnazionale.com;   e-mail: partigiani.cristiani@gmail.com

 

 

 

 

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Mafia: premiati film su don Puglisi e libro su giudice Chinnici

(AGI) – Palermo, 28 nov. – Il film “Brancaccio-il martirio di Padre Pino Puglisi” del regista Gianfranco Albano e il giornalista palermitano Leone Zingales col suo libro “Rocco Chinnici, l’inventore del pool antimafia” sono i vincitori dei premi di cultura “Come Barbara” assegnati dall’associazione “Santa Barbara nel mondo” di Rieti. La cerimonia di premiazione si svolgera’ sabato per il film e domenica per il libro. Un riconoscimento per la promozione del valore della legalita’ sara’ inoltre consegnato alla Fondazione Rocco Chinnici, e al magistrato sara’ intitolata la sala colloqui della casa circondariale di Rieti-Vazia. (AGI)

 

Fare i conti con le memorie scomode

Verità necessaria  di Anna Foa

Sgomenta la notizia che una scuola della pro­vincia di Reggio Emilia ha deciso di impe­dire la visione di una mostra itinerante dedicata a Rolando Rivi, giovanissimo seminarista, quat­tordici anni, ucciso da un gruppo di partigiani comunisti nell’aprile 1945 e fatto beato da pa­pa Francesco nell’ottobre scorso. Sgomenta perché la scuola è intitolata ad Anna Frank, as­sassinata poco più vecchia di lui dai nazisti nei loro campi di sterminio. E se c’è qualcosa che la memoria della Shoah ci insegna è a non sep­pellire le memorie sotto pretesti ideologici di nessun tipo. Anche se si tratta di memorie sco­mode. Scomode perché ad assassinare il ra­gazzo, che era tornato nel suo paese dal semi­nario a causa della guerra e continuava a stu­diare e a vestire l’abito del seminarista in quei giorni confusi e tragici che precedono la libe­razione furono dei partigiani di una brigata co­munista, poi condannati a una pena detentiva in parte amnistiata. Scomode, perché il ragaz­zo di nulla era colpevole se non di essere un se­minarista, e la sua uccisione avvenne in nome di un odio della religione diffuso in quelle zo­ne, un anticlericalismo (di cui partecipò ap­pieno anche Benito Mussolini, ricordiamolo) che aveva, nei decenni passati, prodotto solo slogan e parole, ma che nel furore di una guer­ra terribile si mutò in un’arma di morte. Tanto più terribile è questa vicenda in quanto quel ragazzo era, sembra, legato non ai fascisti di Salò che avevano seminato morte e distruzio­ne, ma ai partigiani cattolici che, insieme a quel­li comunisti e a quelli di ‘Giustizia e Libertà’, anche se non senza tensioni, stavano combat­tendo contro nazisti e fascisti. La motivazione di questa censura è stata che la mostra avrebbe «gettato fango sulla Resisten­za ». Io credo che invece proprio chi si richiama alla lotta della Resistenza, chi distingue netta­mente, come me, nella tragedia di quegli anni, fra i partigiani e i repubblichini amici e servi dei nazisti, impegnati a deportare gli ebrei e a compiere stragi sui civili, ha tutto l’interesse a non rimuovere e censurare il passato, ma a chia­rirlo e raccontarlo, farne memoria. Alla luce della storia, certo, con le prove documentarie e obbedendo al rigore dello storico. Tanti eventi sono stati obliati, censurati, na­scosti in nome della rinascita dell’Italia, degli equilibri fra nazioni, della guerra fredda, delle ideologie, del comunismo. I processi memo­riali hanno trovato in queste esigenze ‘supe­riori’ tanti ostacoli: dalle stragi naziste sepolte negli armadi della Repubblica per non urtare la suscettibilità della Germania rinata nell’Eu­ropa della guerra fredda, alle violenze del trian­golo della morte, alle foibe istriane. Questi e­venti devono tutti essere ricordati, e ancor più ricostruiti e narrati, e non perché i repubbli­chini e i partigiani fossero la stessa cosa, ma proprio perché non lo erano. Perché se avesse­ro vinto i fascisti, tanto per fare un esempio, io come ebrea non sarei qui a scrivere queste ri­ghe. L’unico modo di difendere la memoria è quello di ricordare anche i fatti che preferi­remmo negare, che non vorremmo che fosse­ro mai avvenuti: la zona grigia o, peggio, una zo­na tutta nera di violenza e di assassini compiuti in nome della libertà. L’assassinio di Rivi è uno di questi. L’uccisione del beato Rivi, non la mostra a lui dedicata, è un episodio suscettibile di infanga­re la memoria della Resistenza. Ricordarlo è an­che un modo per restituire la memoria, sepa­rando il grano dal loglio, gli assassini dai parti­giani che lottavano per liberarci dai nazisti e dalla dittatura fascista. Non dobbiamo stan­carci di cercare la verità, di ricostruire i fatti del passato e di serbarne memoria. Senza censu­re, senza remore ideologiche di nessun tipo. Perché solo la verità consente la memoria.

Avvenire, 23 novembre 2013

Incontro di sabato 23 Novembre ad Alatri

Segnaliamo questo importante incontro: Manifesto incontri Alatri

Manifestazioni a Rieti dell’ANPC con Santa Barbara nel mondo

Layout 1Manifestazioni a Rieti

GIOVEDI’ 28 NOVEMBRE  ORE 10,00   AUDITORIUM VARRONE

CONFERIMENTO PREMIO DI CULTURA “COME BARBARA” ALL’OPERA CINEMATOGRAFICA “ONORA IL PADRE.STORIA E MEMORIA:LA RESISTENZA DEI MILITARI  ITALIANI A CORFU’ E CEFALONIA”  CONFERENZA CON LA PROF.SSA GRAZIELLA BETTINI , PRESIDENTE DELL’ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA DELL’UNIVERSITA’ DI AREZZO

RAPPRESENTAZIONE DEL  TEATRO ALCHEMICO

ORE 17,30 TEATRO FLAVIO VESPASIANO

APERTURA MOSTRA  “LA SCELTA DELLA DIVISIONE ACQUI A CEFALONIA E CORFU’ NEL SETTEMBRE DEL 1943” A CURA DELL’ASSOCIAZIONE REDUCI E FAMIGLIE DIVISIONE ACQUI DI BOLOGNA

CONCERTO BANDA MUSICALE   CENTRALE DELLA MARINA  MILITARE ITALIANA

LUNEDI’ 2 DICEMBRE    –  DEDICATO A SALVO D’ACQUISTO

IN COLLABORAZIONE CON IL COMANDO PROVINCIALE DELL’ARMA DEI CARABINIERI

ORE 9,30 PROIEZIONE FILM “SALVO D’ACQUISTO” AUDITORIUM VARRONE

CONFERIMENTO PREMIO DI CULTURA”COME BARBARA” ALL’OPERA LETTERARIA

“IL MARTIRE IN DIVISA” DI RITA POMPONIO , GIORNALISTA , SCRITTRICE, BIOGRAFA UFFICIALE

RICONOSCIMENTO  A  PADRE RENZO COCCHI

INTERVENTO DI S.E. MONS.LORENZO CHIARINELLI , VESCOVO EMERITO, MEMBRO CAUSE PER I SANTI

PARTECIPA. ALESSANDRO D’ACQUISTO, FRATELLO DI SALVO

PRESENZIA IL GENERALE DEI CARABINIERI BALDASSARRE FAVARA, CONSIGLIERE REG.LE  DEL LAZIO

VENERDI’  6 DICEMBRE   DEDICATO AI MARTIRI DEL LAVORO AUDITORIUM VARRONE ORE 10,00

CONVEGNO :  GIUSEPPE DOSSETTI A CENTO ANNI DALLA NASCITA,

PARTIGIANO, PADRE DELLA COSTITUZIONE, PROTAGONISTA DEL CONCILIO

PARTECIPANO :

ON. GIOVANNI BIANCHI, GIA’ PRESIDENTE ACLI, PRESIDENTE CIRCOLI DOSSETTI

ON. BARTOLO CICCARDINI, SEGRETARIO ASS.NAZIONALE PARTIGIANI

S.E.MONS. LORENZO CHIARINELLI, VESCOVO EMERITO

On . CARRARA CRISTIAN – CONSIGLIERE REGIONE LAZIO, GIA’ PRES. ACLI ROMA

SABATO 7 DICEMBRE

AUDITORIUM VARRONE  ORE 10,00

CONFERIMENTO PREMIO “BRAVA BARBARA ” A BARBARA SCARAMUCCI

Giornalista, E’ stata la prima donna a ricoprire l’incarico di direttore giornalistico alla Rai,  responsabile dei Telegiornali regionali,  vice capo redattore al TG1 e capo redattore al TG3 nazionale.

Direttore Generale  di Rai Teche, catalogazione di tutti gli archiviaudiovisivi dell’azienda e dei relativi diritti, oltre che delle biblioteche e delle fototeche.

Proiezione film documentario di Rai Teche “Tragedia di Cefalonia, tragico e glorioso ‘43″di Mario Francini

Partecipa l’on. Bartolo Ciccardini, Segretario Nazionale dei Partigiani Cristiani

EVENTI Santa Barbara

Gerardo Bianco in difesa dei Partigiani Cristiani

On. Enrico Letta, Presidente 

Consiglio dei Ministri      

 Palazzo Chigi

 

Caro Presidente, 

l’Associazione dei Partigiani Cristiani fondata da Enrico Mattei, ora presieduta dall’On. Giovanni Bianchi, è stata esclusa, per un presunto vizio di forma dalla presentazione di un programma per il 70° Anniversario della Resistenza. Questa assurda decisione è stata assunta da un “Comitato Tecnico” della Confederazione delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane.

Per semplificare la Presidenza aveva affidato alla Confederazione un primo esame formale dei progetti quando era Presidente il Sen. Gerardo Agostini. Dopo la sua morte c’è stata molta disattenzione verso l’Associazione dei Partigiani Cristiani, la conseguenza, non si sa se per errore o per insipienza, è stata la bocciatura del progetto presentato.

Il programma dell’ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) è ragguardevole per innovazione (piattaforma interattiva multimediale con compiti di archivio storico digitalizzato, studio e scuola per i giovani), per contenuti (rivisitazione della Resistenza dal punto di vista della Resistenza civile di Pietro Scoppola) e per partner (Istituto Sturzo, Acli, Eni, Università LUMSA, Istituto De Gasperi di Bologna e con il patrocinio della CEI per la parte riguardante il sacrificio dei 440 sacerdoti uccisi nella Resistenza).

La motivazione formale della “esclusione tombale” si basa sul pretesto di alcune pagine del progetto nelle quali risulta assente la firma del Presidente Bianchi (mi permetto di ricordare che proprio in quei giorni Giovanni Bianchi perdeva la sua giovane figliuola e quindi è comprensibile la parziale e ininfluente omissione). A me pare giusto e necessario chiedere di riesaminare in sede di Comitato Interministeriale il progetto dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani poiché non è giustificabile che un Comitato tecnico privato possa annullare, per motivi puramente formali, che non incidono sulla legittimità e legalità della domanda, il diritto di partecipazione al bando di accesso a fondi pubblici. 

Con viva cordialità.                                                                                   

Gerardo Bianco

La solidarietà degli Amici di Supplemento d’Anima al nostro appello

Carissimi Giovanni, Bartolo ed amici tutti,

quello che ci dite è fonte di grande dolore, perché proprio i valori della Resistenza cristiana e del Codice di Camaldoli stanno alla base della nostra Costituzione e debbono presiedere e presidiare non solo la continua edificazione, ma anche la manutenzione e la crescita dell’Italia repubblicana.
Siamo di fronte ad una grave, tanto più perché oggettiva, forma di negazione sul piano culturale del ruolo svolto dalla Resistenza cristiana, determinante sul piano quantitativo e qualitativo – consentitemi di ricordare, fra i tanti fiorentini e toscani, almeno Adone Zoli, autorevole componente del CTLN -, negazione tanto più grave oggi, quando è proprio da questo quadro di valori che possiamo, e dunque dobbiamo volere, ricostruire un’Italia (ed un’Europa) migliore di quella attuale.

La battaglia contro la discriminazione dei Partigiani Cristiani è doverosa e va pienamente condivisa, partecipata e sostenuta, proprio nel momento in cui essere “ribelli per amore”, noi i veri anticonformisti, verso l’attuale stato delle cose socio – politiche è, a mio avviso, condizione preliminare per ricostruire quella coesione sociale e quella buona politica di cui il Paese ha bisogno come il pane: è la buona battaglia da combattere oggi nello spirito della Seconda lettera di S. Paolo a Timoteo. Le iniziative che avete già avviato vanno accompagnate da un movimento di opinione pubblica ampio e diffuso cui va data qui ed ora voce forte e chiara, perché non so quanto in questo preciso momento storico l’esito discriminatorio che Voi denunciate sia così casuale …

Il coraggio dei Partigiani Cristiani sia a tutti noi di esempio per affrontare con coraggio le dure sfide di oggi e dare una voce protagonista nella vita pubblica italiana ed europea. E’ una questione di responsabilità e di testimonianza di cui tutti dobbiamo esserVi grati e renderci partecipi, per esprimerVi non solo adesione e solidarietà, ma la più piena condivisione e disponibilità anche operativa. In questo senso, ritengo di esprimere non solo l’avviso e la disponibilità mia personale, ma il convinto sostegno e la piena condivisione di Amici di Supplemento d’anima / Collegamento Sociale Cristiano. Un abbraccio caro, libero e forte nel nome del Signore,

Leonardo BIANCHI, Presidente di Amici di Supplemento d’anima / CSC

Convegno Sezione ANPC Piacenza

CONVEGNO STORICO
Sabato 26 Ottobre 2013 70° della Resistenza

“13 ottobre 1943: nasce il Comitato di Liberazione Nazionale Piacentino”

Presiede

Il comandante partigiano AGOSTINO COVATI

dedicando il convegno allo scomparso presidente prov.le dell’Anpi Mario Cravedi.

Clicca qui per leggere l’intervento del Presidente Provinciale Mario Spezia:

Componenti e collaboratori del CLNProvinciale di Piacenza per la Democrazia Cristiana

Manifestazione in ricordo di Gino Bartali a San Giovanni Valdarno

Manifestazione in ricordo di  Gino Bartali, grande figura di Cristiano e di Sportivo  SABATO 9 NOVEMBRE a San Giovanni Valdarno.

 lettera Ansa

2 Novembre 1943 – Ancona a 70 anni dai bombardamenti di MASSIMO CORTESE

70 ANNI DAI BOMBARDAMENTI- COMMOVENTE COMMEMORAZIONE AL RIFUGIO DELLE CARCERI 

Sabato 2 novembre 2013, alle ore 12.30, alla presenza di oltre un centinaio di persone, il Sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, ha deposto una corona di alloro all’ingresso del Rifugio delle Carceri, ove trovarono la morte alcune centinaia di cittadini.

Nel suo breve ma intenso discorso, il Sindaco ha evidenziato come, anche da un simile evento tragico, l’intera Comunità debba recuperare un senso di appartenenza alla Città di Ancona, che ai giorni nostri sembra essere scomparso. Alla Commemorazione erano presenti anche alcuni sopravvissuti alla tragedia, come i signori Marcellini e Dubbini e l’allora bambina Gisella Bendelari, di appena 4 mesi, che ebbe a perdere la mamma. Era presente anche la mamma di Fiammetta, meglio conosciuta come la ragazzina che, per aver dimenticato di portare nel rifugio il cappello, per punizione fu costretta a rimanere in Istituto: Quel fatto le salvò la vita. Particolarmente toccante la testimonianza di Dubbini: “ Perdemmo ogni speranza di salvezza quando vedemmo i carcerati tornare verso di noi, lamentandosi sull’impossibilità di trovare una via d’uscita da quel disastro. Qualcuno disse: Loro sono morti, noi andiamo incontro ad una morte lenta.” Le cose, però, andarono diversamente. In quindici o venti riuscirono a trovare un varco. Anche lo storico Dubbini, che per l’occasione fa da Guida ai presenti, nel rievocare il suocero, sopravvissuto e soccorritore, che trova accatastati morti dappertutto, per un attimo si commuove, ma subito si riprende e continua nella sua rievocazione. Alla commemorazione hanno preso parte anche persone straniere: ecco una prova. Ultimo oratore, prende la parola un signore con la barba, molto distinto, il quale adopera parole forti e vibranti, esaltando la marchigianità delle vittime, dei presenti e del luogo, appartenente alla Sovrintendenza Archelogica. Chiedo allora ad una signora: Come si chiama il signore che sta parlando? “I don’t know è la sua risposta, non lo so. Comprendo che la donna ha parlato in inglese, ed allora rispondo con Sorry, chiedo scusa. Sono certo che nessuno ha ascoltato quella improvvisata conversazione, ma non è così, perché oggi ci sentiamo tutti vicini, come al tempo della guerra. Infatti, quel Sorry è bastato per far credere che io sia un Suddito di Sua Maestà, al punto che, mentre stiamo per uscire dal Rifugio, una signora mi viene incontro, gridando: Signore inglese, signore inglese, si chiama Landolfi. Ha parlato il Dirigente alla Soprintendenza dei Beni Archeologici delle Marche dottor Maurizio Landolfi.

Ormai la visita al Rifugio delle Carceri, che io ho effettuato ben due volte, è conclusa: Davanti a noi vi sono le rovine dell’Anfiteatro Romano, con il sole che era presente anche in quel tragico 1° novembre.

Sono consapevole che Ancona ci ha regalato una Giornata Eccezionale, con delle persone eccezionali che solo una Città Straordinaria può avere.

A 70 ANNI DAI BOMBARDAMENTI- INAUGURATA LA MOSTRA ALL’ATELIER DELL’ARCO AMOROSO IN PIAZZA DEL PLEBISCITO

Da sabato 2 fino a domenica 17 novembre 2013, è possibile visitare la Mostra “Ancona in guerra 1940-1944”, recandosi presso l’Atelier dell’Arco Amoroso in Piazza del Plebiscito.

Terminata la visita al Rifugio, mi reco presso l’Atelier dell’Arco Amoroso, ove è stata allestita la Mostra “Ancona in guerra 1940-1944”. Per fare prima, vista anche l’ora tarda, faccio le scalette, e ben presto mi trovo nel luogo stabilito. Al tavolo vi è il libro che invita a raccogliere le firme dei visitatori, ed io provvedo subito, ma le emozioni fin qui provate mi inducono a scrivere quattro o cinque righe di commento. La Mostra è molto bella, con manifesti e documenti di quel periodo, senza mai dimenticare, accanto alle divise ed agli strumenti bellici, i riferimenti alla vita di tutti i giorni, come è il caso del tariffario dei prezzi del pesce. La copia ingiallita di un giornale riporta la fotografia della piccola Gisella Bendelari, con la quale al rifugio delle Carceri ho scambiato qualche battuta. Molto suggestive le fotografie, tra le quali vi è quella che riproduce la copertina del mio secondo libro. Sergio Sparapani, che per l’occasione fa da guida ad un Assessore e a qualche altro visitatore, si sofferma sulla figura dell’Ingegner Carlo Albertini, il mitico Comandante dei Vigili del Fuoco, Uomini Preziosi ed indispensabili per quell’Ancona ferita: sicuramente il personaggio meriterebbe un’attenzione maggiore. A coronamento della visita è stato programmato un video di venti minuti, che forse molti trascurano, e fanno male, perché il filmato rappresenta il pezzo forte della Mostra. Vi si parla della vita della gente comune, dell’aria gioiosa dei ragazzi, che stanno per andare ad acquistare un dolcetto per festeggiare il compleanno della mamma: non dimentichiamo che quel giorno era festivo. Il video si conclude con un riferimento al dramma degli sfollati, attraverso il riferimento alla lettera di una suora, che presta il suo operato in una Casa di Riposo della Provincia di Reggio Emilia, indirizzata a sua sorella.  Scrive la Suora: “ Cara sorella, ero in pena, in quanto da qualche mese non avevo tue notizie. Vi prego di venire da me, qui ci sono tante buone persone, sono tanti gli sfollati provenienti da Ancona. La signorina mi ha detto di dirvi che alle spese del viaggio penserà lei”.

Eccezionale.

A 70 ANNI DAI BOMBARDAMENTI- UNA BELLA GIORNATA DI SOLE 

Sabato 2 novembre 2013, alle ore 9.55, oltre trecento persone hanno partecipato al Trekking proposto dal Comune di Ancona, che ha permesso di visitare alcuni luoghi importanti per ricordare i bombardamenti su Ancona.

Tra i partecipanti non pochi provenivano da altre regioni, a dimostrazione dell’interesse riscosso dalla bella iniziativa. Sono stati formati dieci gruppi, di circa trenta persone ciascuno, presieduti da guide turistiche.

E’ stato un intenso ed emozionante viaggio nella memoria.

L’itinerario proposto, con partenza da Piazza Cavour, valorizzava palazzi e luoghi, che in genere passano inosservati. Per esempio, è ancora visibile, sulle facciate di qualche edificio, un cerchio con la R, che indicava la presenza di un Rifugio, noto all’epoca come Ricovero. Ve ne erano quarantaquattro in città. Subito dopo la dichiarazione di guerra del giugno 1940, l’allora Sindaco di Ancona aveva disposto la costruzione dei ricoveri per ospitare la popolazione civile. Il particolare risalto dato al tragico bombardamento del 1° novembre 1943, ci porta a riscoprire i luoghi presenti all’interno dell’attuale Parco del Cardeto, quali la Caserma Villarey, la Polveriera, il Magazzino Viveri, il Cimitero degli Ebrei, ciascuno dei quali rievoca una drammatica pagina di storia cittadina. Siamo nel cuore della vecchia Ancona, da una parte palazzi di recente costruzione, dall’altra abitazioni ormai abbandonate, certamente anche a causa del Terremoto del 1972. Arriviamo infine al Rifugio delle Carceri, tristemente noto per la morte di alcune centinaia di persone, addirittura, come risulterebbe da uno studio recente, ben settecentoventiquattro vittime. Le guide ci mostrano, documenti alla mano, centinaia di fotografie dei luoghi, immortalati prima e dopo i bombardamenti.

E’ proprio il caso di dire, prendendo a prestito le parole di un ufficiale, che sopravvivere ad una guerra è una casualità.

A 70 ANNI DAI BOMBARDAMENTI- RIFLESSIONI CONCLUSIVE 

A conclusione dell’intensa mattinata del 2 novembre 2013, trascorsa nell’Ancona della seconda Guerra Mondiale, desidero esprimere qualche breve pensiero.

Non è un’impresa facile, in quanto sono state tante le emozioni provate in questi momenti. Ne ricorderò solo alcune, le più importanti. Durante la seconda visita al rifugio delle Carceri, quella con il Sindaco per intenderci, ha preso la parola il farmacista Dubbini, che ci ha offerto una testimonianza di quei tragici momenti, che aveva temuto essere gli ultimi. Dopo la sua testimonianza, il signor Bevilacqua, in qualità di guida improvvisata, ha chiesto di proseguire nella visita con un garbatissimo Posso continuare?, e subito dopo Dubbini ha chiesto scusa per aver parlato. A quel punto, Bevilacqua ha detto: “ No, lei non deve scusarsi in alcun modo, lei è un testimone di quei fatti”. Bevilacqua non lo ha detto, ma io credo che avrebbe voluto dire, con animo commosso: “Siamo tutti noi a dover essere grati a lei”.

Concludo con una nota di costume. Fin da piccolo, mi è stato detto che non è buona cosa chiedere l’età delle donne, ma oggi abbiamo fatto un’eccezione. Ai signori uomini non è stata rivolta questa domanda: d’altra parte, chi ha il coraggio di domandare l’età a Carlo Marcellini, al farmacista Dubbini e agli altri sopravvissuti presenti? Invece della signora Gisella, che aveva 4 mesi, conosciamo l’età, ma sarà sempre la nostra bambina. Quanto all’altra signora di questa vicenda, Ancona, di anni ne ha duemilaquattrocento: Sono tanti, è vero, ma li porta bene.

Massimo Cortese

 

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