ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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18 marzo-Giornata in memoria delle vittime di COVID 19

“Per onorare sinceramente e profondamente le vittime del COVID non c’è migliore modo che rispettare le regole di prevenzione, accettare di vaccinarsi tutti e entro il più breve tempo possibile, agevolare le scelte sanitarie e sociali delle autorità. Un grato pensiero a tutte le persone, a partire dagli operatori sanitari,  per la cura, l’assistenza e l’accompagnamento finale delle vittime. Grazie al presidente Draghi che oggi porta a Bergamo tutti noi. Mariapia Garavaglia”.

Aldo Moro un esempio per le nuove generazioni

Le parole della nostra Presidente Nazionale: “43 anni fa, il 16 marzo incominciava la sua personale salita al calvario Aldo Moro. Sollecitiamone  il ricordo. Ha dato la vita per i fratelli. Non c’è amore più grande di questo martirio. Non ci crediamo. Lo onoriamo e preghiamo per lui. Soprattutto educhiamo i giovani, facendolo conoscere e impegnandoli a difendere ogni giorno i valori della democrazia. Resistenza ora e sempre non è uno slogan ma un impegno! Mariapia Garavaglia con tutta l’ANPC”.

16 Marzo 1978: il rapimento di Aldo Moro

PER NON DIMENTICARE di Mario Spezia

Il 16 marzo 1978, giorno della presentazione del nuovo governo di Unità Nazionale, il quarto guidato da Giulio Andreotti, la Fiat 130 che trasportava Moro dalla sua abitazione nel quartiere Trionfale zona Monte Mario di Roma alla Camera dei deputati, fu intercettata da un commando delle Brigate Rosse all’incrocio tra via Mario Fani e via Stresa. Gli uomini delle Brigate Rosse uccisero, in pochi secondi, i cinque uomini della scorta: il responsabile della sicurezza, maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi (52 anni); l’appuntato dei carabinieri Domenico Ricci (42 anni); la guardia di P.S. Giulio Rivera (24 anni); il vicebrigadiere di P.S. Francesco Zizzi (30 anni); la guardia di P.S. Raffaele Iozzino (24 anni).

Dopo una prigionia di 55 giorni, le Brigate Rosse decisero di concludere il sequestro uccidendo Moro. Due giorni dopo il sequestro, mentre in San Lorenzo al Verano si celebravano i funerali degli uomini della scorta, venne fatto ritrovare il primo dei nove comunicati che le BR inviarono durante i 55 giorni del sequestro: «Giovedì 16 marzo, un nucleo armato delle Brigate rosse ha catturato e rinchiuso in un carcere del popolo Aldo Moro, presidente della Democrazia Cristiana. La sua scorta armata, composta da cinque agenti dei famigerati corpi speciali, è stata completamente annientata. Chi è Aldo Moro è presto detto: dopo il suo degno compare De Gasperi, è stato fino a oggi il gerarca più autorevole, il teorico e lo stratega indiscusso di questo regime democristiano che da trenta anni opprime il popolo italiano. Ogni tappa che ha scandito la controrivoluzione imperialista di cui la Dc è stata artefice nel nostro Paese – dalle politiche sanguinarie degli anni Cinquanta alla svolta del centrosinistra fino ai giorni nostri con l’accordo a sei – ha avuto in Aldo Moro il padrino politico e l’esecutore più fedele delle direttive impartite dalle centrali imperialiste».

A distanza di 43 anni da quel tragico evento che ha profondamento segnato il cammino della nostra Repubblica, nel piangere la scomparsa dei 5 uomini della scorta, vogliamo ricordare che il disegno politico che fin dalla Resistenza i padri costituenti, di cui Aldo Moro rappresentava un autorevole esponente, hanno percorso verso un Italia libera e democratica, ha bisogno di essere riaffermato e consolidato ogni giorno perché il cambiamento va governato con la pazienza di chi sa aiutare la sua metabolizzazione da parte delle società su cui incide e va aggiornato continuamente sulla base dell’esigenza di governare una modernizzazione sempre indigesta alla gran parte della classe dirigente. Alla luce di tutto questo non è utopico ritenere che quegli stessi valori che unirono gli italiani oltre settant’anni fa, sono gli stessi valori intorno ai quali una nuova pacificazione sociale, ancor più necessaria oggi a seguito del dramma causato dall’emergenza sanitaria, si può costruire nell’interesse del Paese.

Piacenza 16 marzo 2021

Stasera appuntamento on-line sulla battaglia di Monticello

Pubblichiamo l’invito, aperto a tutti, alla videoconferenza che si terrà oggi, lunedì 15 marzo, alle ore 21.00 su iniziativa del Rotary Club Piacenza per presentare un cortometraggio sulla battaglia di Monticello (il più cruento scontro a fuoco, nel piacentino, tra partigiani e nazifascisti, del periodo resistenziale). Farò un breve intervento Mario Spezia (Presidente Anpc Piacenza e Consigliere Nazionale), a nome di ANPC, in cui rimarcherà la partecipazione dei cattolici alla guerra di Liberazione; sono previsti anche interventi dal pubblico. Sarà una bella occasione per  far partecipi, anche persone che sicuramente non sono molto a conoscenza di questi fatti, dell’importanza di un corretto ricordo del periodo.

Video Conferencing, Web Conferencing, Webinars, Screen Sharing

Le ragazze che fecero l’Europa

Segnaliamo un appuntamento da non perdere venerdì 12 Marzo 2021 alle ore 11:30: “Le ragazze che fecero l’Europa”.

Si tratta di un webinar/intervista alle partigiane Luciana Romoli e Teresa Vergalli che racconteranno le loro storie e riporteranno le testimonianze inedite della loro attività di staffette partigiane che hanno lottato per porre le basi della democrazia e della libertà europea. L’evento sarà introdotto dal nostro Consigliere Nazionale Aladino Lombardi moderato poi da due ragazze: Eleonora Lombardi e Andrea Costumato.

Questo il link alla registrazione: https://bit.ly/3c3XkN1

Auguri Festa della Donna 2021

“8 marzo 2021, per quale liberazione siamo chiamati oggi? Penso che bisogna lanciare una offensiva globale contro la tratta e la schiavitu’. Sono crimini contro l’umanità su cui grava una coltre di indifferenza. Le parlamentari italiane ed europee brandiscano il loro potere contro questi abusi e spingano a iniziative efficaci per combatterle. È una ‘Resistenza ‘ senza il pericolo della  vita cui andarono incontro le nostre sorelle maggiori e ‘madri della Repubblica’ per conquistarci i diritti di libertà. Pensiamoci! Mariapia Garavaglia”.

Auguri a tutte le Donne, “che sia un 8 Marzo di nuova consapevolezza, di coraggio e di solidarietà” (Silvia Costa)..

Il Papa riparte da Abramo

La visita di Papa Francesco in Iraq ha oggettivamente un rilievo storico, oltrechè religioso. Una visita già programmata da Giovanni Paolo II, un altro Papa dotato di grande intelligenza storica, ma non realizzata a causa della situazione militare di allora e dei “cattivi consigli” di qualche cardinale o qualche curiale dotati di supposto “realismo”.
Trent’anni dopo Francesco ci prova. Sfida molti rischi di cui è consapevole, ma ritiene non rinviabile un segno di solidarietà concreta con chi quei rischi affronta ogni giorno.
Don Giuseppe Dossetti proprio nei giorni della prima guerra del Golfo lanció un appello, un monito, una previsione che poi si riveló profezia, alla Chiesa, all’occidente, al mondo intero: guardate che con questo conflitto si innescherà un processo che porterà alla scomparsa dei cristiani dalle terre in cui il cristianesimo è nato. Così purtroppo è avvenuto.
E, aggiungeva: guardate che i popoli islamici hanno la memoria lunga e, poiché pensano che questa è la prima di una serie di guerre dell’Occidente contro di loro, prima o poi – non so come e non so quando – ci sarà la loro risposta (l’attentato alle torri gemelle avverrà dieci anni dopo). E, poiché ancora, ai loro occhi c’è coincidenza tra Occidente e chiesa cattolica, a pagarne il prezzo maggiore saranno proprio i cattolici e i cristiani in genere che saranno costretti ad andarsene. Papa Giovanni Paolo II (a quei tempi ebbi modo di parlare con il Patriarca dei caldei e con il ministro degli Esteri Tarek Aziz che me lo dissero) condivideva questa analisi.
Papa Francesco, dunque, con questo viaggio cercherà pure di ripristinare la verità di una Chiesa che non si identifica con nessuna potenza ma solo ed esclusivamente con il suo Fondatore, Gesù Cristo, e con il lungo percorso di fede che parte proprio da Abramo, da Ur dei caldei.
Per costruire una prospettiva di pace occorre allora disarmare le città e disarmare la coscienza e le menti degli uomini e delle donne liberandole dall’odio e dal pregiudizio. E occorre la pazienza e la fede di una ripartenza.
In questo senso il viaggio di Francesco ha un grande valore storico.

Pierluigi Castagnetti


Ricordo di Teresa Gullace

Come ogni anno oggi, 3 marzo 2021, abbiamo partecipato al ricordo per onorare come ANPC la  memoria di Teresa Gullace con la deposizione di una corona di alloro sotto la lapide a lei dedicata nel luogo dove fu uccisa, in Viale Giulio Cesare. Ha presenziato in rappresentanza dell’ANPC il nostro Consigliere Nazionale Aladino Lombardi che ha portato i saluti della Presidente Mariapia Garavaglia, impossibilitata a partecipare a causa della pandemia.

Ecco il ricordo di Aladino Lombardi: “L’evento del 3 marzo 1944, contrassegnato dall’uccisione dell’eroica popolana Teresa Gullace da parte dei nazifascisti, ha avuto luogo nella zona tra Viale delle Milizie e Viale Giulio Cesare, durante una manifestazione di donne di varia estrazione politica e sociale, avente come obiettivo una ferma protesta contro i tedeschi e i fascisti di stanza nelle Caserme esistenti nella zona, per l’intensificata azione di rastrellamento operata in quei giorni, nonché il rilascio dei rastrellati.
La manifestazione, imperniata sulle donne, era protetta da alcuni nuclei di partigiani delle varie formazioni. Tra questi occorre ricordarne alcuni: il polacco Frejdrik Borian (citato da Harry Schindler nel suo libro, “La mia guerra non è finita” ucciso a La Storta il 4 giugno), Angelo Lombardi detto “Lampo” -mio Padre- , il tipografo Alberto Brunacci, autore della stampa clandestina del provvedimento di scarcerazione da Regina Coeli di Pertini e Saragat, insieme ad altri Partigiani. L’affluenza delle manifestanti ebbe inizio nelle prime ore del 3 marzo, e verso metà mattinata aveva raggiunto una tale consistenza da far perdere le staffe ai nazifascisti, di stanza nelle indicate Caserme, i quali prima irridevano le manifestanti, in massima parte famigliari e conoscenti dei rastrellati detenuti nelle Caserme stesse, e quindi presi dal panico in conseguenza dell’intensificarsi del numero delle partecipanti alla manifestazione, fecero uso delle armi in dotazione ferendone alcune ed uccidendo la Teresa Gullace, animatrice della manifestazione. Madre di 5 figli e in attesa del sesto. Da questo episodio sarà tratto uno spunto per il film di Roberto Rossellini – Roma città aperta -. 

Teresa Gullace nel 1977 ha avuto il riconoscimento del Suo sacrificio con la decorazione di una Medaglia D’oro al Valore Civile. A distanza di 77 anni il ricordo di Teresa Gullace deve essere vivo oggi più che mai. Deve essere una meditazione da parte di tutti, nessuno escluso. Adoperiamoci affinché il patrimonio ideale dei caduti della Resistenza non sia tradito ma venga adoperato per costruire una società sempre più democratica e più umana nell’interesse di tutti. Nel rispetto dei valori Costituzionali”.

Ricordando Carla Roncati

Pubblichiamo solo alcuni dei tantissimi messaggi che ricordano Carlo Roncati con affetto e gratitudine, per il suo esempio di coraggio come staffetta partigiana e di umiltà nella sua testimonianza e per il suo grande impegno per la nostra Associazione.

Che grande dolore! Una persona bella e generosa . Condoglianze vivissime alla sua famiglia e a tutti voi . Silvia Costa

E’ un dolore grande per me e la mia famiglia. ci ha voluto molto bene. e noi a lei.. Andrea Rossi

Siamo tutti molto addolorati, Pino Strinati

Mi dispiace moltissimo.
L’ho conosciuta nell’ottobre del 2005 al Congresso nazionale di Roma quando sono stata eletta nel Consiglio e poi Delegata femminile.
Abbiamo collaborato fino a quando per motivi di salute ha rallentato la sua presenza.
Ci siamo incontrate più volte alla stazione Centrale di Milano quando fra un treno e l’altro andava a Bergamo a trovare i suoi cari defunti. Una persona rispettosa delle idee altrui, capace di rapportarsi con gli altri senza prevaricare.
È un grande dolore per me e per l’associazione tutta.
Carla Bianchi Iacono

Carla aveva la semplicità delle persone colte ed educate. Negli ultimi suoi anni a Roma l’accompagnavo spesso alle manifestazioni ufficiali in rappresentanza dell’ANPC . Era un piacere stare al suo fianco, aveva sempre una parola gentile per tutti. Cristina Olini

Un’altra pietra miliare di Storia Patria ci ha lasciato. L’ANPC continuerà a farla essere eternamente presente con tutte le sue meravigliose testimonianze. Dolce, umile, gentile con tutti. Nipote di un GRANDE che dopo la fine della guerra, ha portato sulle sue spalle la “GERLA” della ricostruzione del NOSTRO PAESE. Carla è stata e continuerà ad essere nel nostro cuore. Mi unisco al dolore dei suoi CARI, con un fortissimo abbraccio. Sentitamente, Aladino Lombardi

Le condoglianze alla famiglia sono giunte da tutto il Direttivo e da tantissimi Soci che ricordano con affetto il dolce sorriso della nostra Carla.

Ricordo Carla Roncati

Ci ha lasciati Carla Roncati.

promotrice della nostra Associazione (di cui fu a lungo vicepresidente e delegata femminile), ma soprattutto protagonista e testimone della Resistenza, della stagione della ricostruzione dopo la guerra, di molti passaggi nodali della vita democratica del Paese.

Una vita che ha accompagnato la storia della Repubblica italiana, anche con ruoli di responsabilità dentro le istituzioni e l’amministrazione pubblica, ma sempre interpretati e vissuti con intelligenza, concretezza, riservatezza e modestia, accompagnati da una infinita passione civile e da una fede profonda.

Poche persone come Carla possono addormentarsi serenamente in attesa di incontrare il Padre e cominciare una nuova vita, affermando: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede” (2 Tim 4, 7).

M.G.

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