ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivio per la categoria “Articoli”

Un invito per l’estate

Carissime Amiche e Amici,

penso sia anche una vostra esperienza, durante l’estate, di incontrare eventi e scoprire  libri che riguardano storie ed esperienze della storia della Resistenza e della vita di partigiane, partigiani e religiosi che hanno affiancato le loro imprese.

Sarei grata se faceste avere notizia all’ufficio nazionale per mettere in circuito la conoscenza, sempre utile per mantenere viva la memoria e, soprattutto, per sostenere il nostro impegno.

Con viva stima e gratitudine approfitto del primo giorno  d’estate per augurarvi serene giornate. Buona vita e buon cammino. Mariapia Garavaglia

Mostra sede Anpc Cinisello Balsamo: “Memorie di ribelli. La presenza dei cattolici nella Resistenza”.

Pubblichiamo il video della Mostra fotografica realizzata dall’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani dal titolo “Memorie di ribelli. La presenza dei cattolici nella Resistenza”, allestita presso il Circolo Concordia di via Rimembranze 10, sede dell’Associazione, in occasione della celebrazione del 25 Aprile.

Forum Associazioni Antifasciste e della Resistenza: dichiarazione 16 Giugno 2021

97°Anniversario assassinio Matteotti

Il 10 Giugno alla commemorazione dell’assassinio di Giacomo Matteotti, ha partecipato il nostro Consigliere Nazionale Aladino Lombardi e ha dato lettura della commemorazione fatta in francese a Parigi da Filippo Turati il 10 giugno 1931. Il testo completo è contenuto in due dischi dell’Ufficio Stampa del Partito Socialista Democratico Italiano. Il 1° disco contiene la voce di Filippo Turati al settimo anniversario del martirio – davanti ai compagni di Francia ed agli esuli italiani antifascisti. Il 2° disco contiene la commemorazione di Giacomo Matteotti, fatta da Giuseppe Saragat a Roma il 10 giugno 1954 – trentesimo anniversario del martirio – al Lungotevere Arnaldo da Brescia nello stesso luogo in cui il primo Segretario del Partito Socialista Democratico Italiano venne rapito, seviziato ed ucciso dai sicari fascisti. “𝐺𝐼𝐴𝐶𝑂𝑀𝑂 𝑀𝐴𝑇𝑇𝐸𝑂𝑇𝑇𝐼! 𝑆𝐸𝑇𝑇𝐸 𝐴𝑁𝑁𝐼 𝐷𝑂𝑃𝑂! 𝑃𝑖𝑢̀ 𝑠𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑎 𝑖𝑙 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜 𝑖𝑛 𝑐𝑢𝑖 𝐸𝐺𝐿𝐼 𝑓𝑢 𝑚𝑎𝑠𝑠𝑎𝑐𝑟𝑎𝑡𝑜, 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑛𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑖 𝑚𝑒𝑛𝑜 𝑣𝑖𝑔𝑖𝑙𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑙𝑙𝑖𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒 𝑖𝑙 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ’𝐸𝐺𝐿𝐼 𝑒̀ 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜, 𝑑𝑖 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑆𝑈𝑂 𝑠𝑎𝑐𝑟𝑖𝑓𝑖𝑐𝑖𝑜 ℎ𝑎 𝑠𝑖𝑔𝑛𝑖𝑓𝑖𝑐𝑎𝑡𝑜, 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑟𝑒 𝑖 𝑆𝑈𝑂𝐼 𝑎𝑠𝑠𝑎𝑠𝑠𝑖𝑛𝑖 𝑠𝑖 𝑙𝑢𝑠𝑖𝑛𝑔𝑎𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑖 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑖 𝑐𝑜𝑛𝑐𝑒𝑑𝑒𝑟𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑙’𝑒𝑙𝑒𝑚𝑜𝑠𝑖𝑛𝑎 𝑒 𝑙’𝑎𝑚𝑛𝑖𝑠𝑡𝑖𝑎 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑜𝑏𝑙𝑖𝑜 𝑔𝑙𝑖 𝑠𝑝𝑖𝑟𝑖𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑠𝑖𝑑𝑑𝑒𝑡𝑡𝑖 𝑓𝑜𝑟𝑡𝑖, 𝑙𝑒 𝑝𝑖𝑐𝑐𝑜𝑙𝑒 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑒 𝑠𝑐𝑒𝑡𝑡𝑖𝑐ℎ𝑒, 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒𝑛𝑧𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑓𝑎𝑟 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑜𝑙 𝑠𝑒𝑛𝑡𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑒̀ 𝑢𝑛’𝑖𝑙𝑙𝑢𝑠𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑟𝑒𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑙𝑢𝑐𝑒 𝑑𝑖 𝑢𝑛𝑎 𝑆𝑝𝑜𝑔𝑙𝑖𝑎 𝑝𝑎𝑙𝑙𝑖𝑑𝑎 𝑒𝑑 𝑖𝑛𝑒𝑟𝑡𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑎 𝑙𝑢𝑛𝑔𝑜 𝑖𝑙𝑙𝑢𝑚𝑖𝑛𝑎𝑟𝑐𝑖…..𝐴ℎ𝑖𝑚𝑒! 𝑑𝑢𝑒, 𝑞𝑢𝑎𝑡𝑡𝑟𝑜, 𝑐𝑖𝑛𝑞𝑢𝑒, 𝑠𝑒𝑖, 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑎𝑛𝑛𝑖, ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑎𝑛𝑑𝑖𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑎𝑔𝑜𝑛𝑖𝑎 𝑠𝑢𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑎𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑡𝑎. 𝐿𝑎 𝑛𝑒𝑣𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑡𝑡𝑒 𝑖𝑛𝑣𝑒𝑟𝑛𝑖 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑎𝑐𝑐𝑢𝑚𝑢𝑙𝑎𝑡𝑎 𝑒 𝑠𝑖 𝑒̀ 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑖𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑠𝑖𝑙𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑠𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑑𝑒𝑠𝑜𝑙𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑖𝑛𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑎 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑡𝑜𝑚𝑏𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑎 𝑒, 𝑚𝑎𝑙𝑔𝑟𝑎𝑑𝑜 𝑐𝑖𝑜̀, 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒, 𝑙’𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝐿𝑈𝐼 𝑎𝑛𝑖𝑚𝑎 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑒𝑑 𝑖𝑙 𝑐𝑢𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑆𝑈𝑂𝐼 𝑓𝑒𝑑𝑒𝑙𝑖. 𝑂ℎ, 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝐸𝐺𝐿𝐼 𝑑𝑖 𝑞𝑢𝑒𝑖 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑑𝑖𝑠𝑠𝑜𝑙𝑣𝑒 𝑒 𝑑𝑖𝑠𝑡𝑟𝑢𝑔𝑔𝑒. 𝐼𝑙 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑆𝑈𝐴 𝑔𝑙𝑜𝑟𝑖𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑠’𝑖𝑛𝑑𝑒𝑏𝑜𝑙𝑖𝑠𝑐𝑒. 𝐿𝑜 𝑠𝑝𝑙𝑒𝑛𝑑𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑙 𝑆𝑈𝑂 𝑠𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑜 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑣𝑒𝑙𝑎! 𝐼𝑛𝑣𝑎𝑛𝑜 𝑙𝑎 𝑐𝑙𝑒𝑠𝑠𝑖𝑑𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑑𝑒𝑠𝑡𝑖𝑛𝑜 𝑙𝑎𝑠𝑐𝑖𝑎 𝑐𝑎𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑠𝑢𝑙 𝑆𝑈𝑂 𝑛𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑙𝑣𝑒𝑟𝑒 𝑖𝑛𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑛𝑡𝑒. 𝑃𝑖𝑢̀ 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑛𝑜𝑚𝑒 𝑒̀ 𝑝𝑟𝑜𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜, 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑟𝑖𝑠𝑢𝑜𝑛𝑎 𝑎𝑙𝑡𝑜. 𝐺𝑖𝑔𝑎𝑛𝑡𝑒, 𝑖𝑙 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑎𝑠𝑠𝑎 𝑙’𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑖𝑠𝑐𝑒. 𝑃𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑛𝑡𝑎𝑛𝑎, 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜, 𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑜𝑟𝑎 𝑖𝑛𝑐𝑖𝑑𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑟𝑜𝑓𝑜𝑛𝑑𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑠𝑡𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝐸𝐺𝐿𝐼 ℎ𝑎 𝑖𝑛𝑐𝑎𝑟𝑛𝑎𝑡𝑜. 𝑇𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑖 𝑒𝑟𝑎 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑖𝑒𝑟𝑖, 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑖 𝑠𝑎𝑟𝑎̀ 𝑛𝑒𝑙𝑙’𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑎 𝑑𝑖 𝑑𝑜𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑛𝑜𝑏𝑖𝑙𝑒, 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑎𝑙𝑡𝑜, 𝑑𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑒𝑟𝑜𝑖𝑐𝑜, 𝑣𝑖𝑣𝑒 𝑒 𝑏𝑟𝑖𝑙𝑙𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑆𝑈𝑂 𝑟𝑖𝑐𝑜𝑟𝑑𝑜. 𝑇𝑢𝑡𝑡𝑜 𝑐𝑖𝑜̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑔ℎ𝑖𝑔𝑛𝑎𝑧𝑧𝑎 𝑛𝑒𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑛𝑒𝑣𝑎𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑐𝑎𝑏𝑟𝑜 𝑑’𝑜𝑔𝑔𝑖 𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎 𝑖𝑙 𝑛𝑜𝑚𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑠𝑢𝑜𝑖 𝑐𝑎𝑟𝑛𝑒𝑓𝑖𝑐𝑖. 𝐷𝑢𝑒 𝐼𝑡𝑎𝑙𝑖𝑒, 𝑑𝑢𝑒 𝑚𝑜𝑛𝑑𝑖: 𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑑𝑒𝑛𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 -𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑔𝑜𝑔𝑛𝑎. 𝑈𝑛𝑎 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑜𝑟𝑔𝑒, 𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑚𝑎, 𝑐ℎ𝑒 𝑔𝑢𝑎𝑟𝑑𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑣𝑒𝑡𝑡𝑎 – 𝑖𝑙 𝑐𝑎𝑟𝑐𝑒𝑟𝑖𝑒𝑟𝑒, 𝑙𝑎 𝑠𝑝𝑖𝑎, 𝑙𝑎 𝑡𝑜𝑟𝑡𝑢𝑟𝑎, 𝑖𝑙 𝑝𝑒𝑛𝑠𝑖𝑒𝑟𝑜 𝑖𝑛 𝑐𝑒𝑝𝑝𝑖, 𝑙𝑎 𝑣𝑖𝑙𝑡𝑎̀ 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑖𝑠𝑐𝑖𝑎, 𝑙’𝑜𝑟𝑔𝑖𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑟𝑖𝑔𝑢𝑟𝑔𝑖𝑡𝑎, 𝑙𝑎 𝑃𝑒𝑛𝑖𝑠𝑜𝑙𝑎 𝑟𝑖𝑑𝑖𝑣𝑒𝑛𝑢𝑡𝑎 𝑙𝑎 𝑡𝑒𝑟𝑟𝑎 𝑑𝑒𝑖 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑖. 𝐿’𝐸𝑅𝑂𝐸 𝑖𝑚𝑝𝑎𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒 – 𝑖𝑙 𝑙𝑢𝑔𝑢𝑏𝑟𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑚𝑒𝑑𝑖𝑎𝑛𝑡𝑒. 𝐼𝑙 𝑆𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑒 𝑖𝑙 𝑑𝑎𝑛𝑛𝑎𝑡𝑜. 𝐿𝑎 𝑚𝑎𝑛𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑜𝑓𝑓𝑟𝑒 𝑒 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑖 𝑜𝑓𝑓𝑟𝑒 – 𝑙’𝑎𝑟𝑡𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑠𝑡𝑟𝑎𝑝𝑝𝑎 𝑒 𝑙𝑎𝑐𝑒𝑟𝑎. 𝐼𝑙 𝑝𝑟𝑒𝑚𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙’𝑎𝑢𝑟𝑜𝑟𝑎 𝑒 𝑖𝑙 𝑔𝑟𝑖𝑑𝑜 𝑛𝑜𝑡𝑡𝑢𝑟𝑛𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑔𝑢𝑓𝑜. 𝑈𝑛 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜 𝑎𝑠𝑠𝑎𝑠𝑠𝑖𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑒 𝑔𝑙𝑖 𝑎𝑠𝑠𝑎𝑠𝑠𝑖𝑛𝑖 𝑒 𝑖 𝑑𝑒𝑝𝑟𝑒𝑑𝑎𝑡𝑜𝑟𝑖 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑜. 𝑅𝑖𝑝𝑜𝑠𝑎, 𝑐𝑎𝑟𝑜 𝑆𝐶𝑂𝑀𝑃𝐴𝑅𝑆𝑂! 𝑅𝑖𝑡𝑜𝑟𝑛𝑎 𝑎𝑙 𝑇𝑈𝑂 𝑠𝑒𝑝𝑜𝑙𝑐𝑟𝑜, 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑑𝑖𝑙𝑒𝑡𝑡𝑜! 𝐿’𝑜𝑟𝑎 𝑠𝑜𝑔𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑑’𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑎𝑛𝑐𝑜𝑟𝑎 𝑠𝑢𝑜𝑛𝑎𝑡𝑎, 𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑖 𝑇𝐼 𝑟𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑖𝑙 𝑔𝑖𝑢𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑎𝑙𝑙𝑜𝑟𝑎, 𝑖𝑙 𝑔𝑖𝑢𝑟𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒. 𝑈𝑛 𝑣𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑇𝐸 𝑙𝑜 𝑟𝑖𝑛𝑛𝑜𝑣𝑎; 𝑐𝑜𝑙 𝑝𝑖𝑒𝑑𝑒 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑎 𝑓𝑜𝑠𝑠𝑎 𝑡𝑒𝑛𝑑𝑒 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑖𝑙 𝑇𝑈𝑂 𝑠𝑒𝑝𝑜𝑙𝑐𝑟𝑜 𝑙𝑒 𝑚𝑎𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑢𝑠𝑒: 𝑖𝑛 𝑛𝑜𝑚𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑣𝑎𝑛𝑖, 𝑑𝑒𝑖 𝑇𝑈𝑂𝐼 𝑓𝑟𝑎𝑡𝑒𝑙𝑙𝑖, 𝑑𝑒𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑓𝑖𝑔𝑙𝑖. 𝑁𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑖 𝑚𝑜𝑟𝑡𝑖, 𝑙𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒 𝑜𝑟𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑟𝑎̀!”.

La “ragazza del 2 giugno”. Nuovo murale all’Ortica celebra la festa della Repubblica

Grazie al coinvolgimento di artisti di strada, studenti e cittadini, nel quartiere popolare dell’Ortica sui muri del borgo si è raccontato, e si racconta, la storia locale e del ‘900. Un vero museo a cielo aperto e gratuito per i singoli cittadini o i gruppi, sempre più numerosi, di visitatori accompagnati da guide. Segnaliamo l’articolo di Silvio Mengotto su: https://azionecattolicamilano.it/la-ragazza-del-2-giugno-nuovo-murale-allortica-celebra-la-festa-della-repubblica/

L’iniziativa ha anche ricevuto un messaggio dal Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Tra le sue frasi: “Continuate a testimoniare per le strade e nelle piazze i valori su cui si fonda la nostra Repubblica, la lungimiranza dei nostri padri e dei nostri nonni e specialmente delle donne che ci hanno permesso di vivere in un Paese libero”. Qui il video: https://www.facebook.com/100023109901024/posts/932607827519539/?d=w

𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟏𝟗𝟒𝟒 – 𝟒 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨 𝟐𝟎𝟐𝟏: 𝟕𝟕° 𝐀𝐧𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐑𝐨𝐦𝐚

77 anni fa veniva liberata Roma dalle forze alleate alla guida del Generale Mark Wayne Clark. Gli alleati avevano con loro un Italiano, Vittorio Gozzer, che percorse il cammino fungendo da interprete, e non solo. Iniziamo il ricordo con lo sbarco in Sicilia del 10 luglio 1943, che ha aperto l’attacco al Continente dal Sud Europa, da parte degli alleati. Ricordiamo che l’Italia era stata divisa in due dagli invasori: Centro sud con la linea Gustav – Centro nord con la linea Gotica. Gli alleati per continuare il percorso per liberare Roma, sfondarono le linee tedesche; superarono la trincea di Kesselring fortificata sulla linea Gustav davanti a Cassino e aprirono così un varco alle forze della quinta armata statunitense e all’ottava armata britannica per poter continuare a risalire verso il nord per conquistare la Capitale. Per gli alleati liberare Roma voleva dire far cadere la prima Capitale Europea.

Desidero ricordare un particolare che non viene menzionato dai mass-media e dagli storici. Il 4 giugno 1944 Roma viene liberata. Il 6 giugno avviene lo sbarco in Normandia con l’operazione Overlord sulla spiaggia di Ohama Beach. I due avvenimenti hanno a mio avviso una importanza storica che ritengo utile evidenziare. Il Ministro della guerra degli Stati Uniti Henry L. Stimson, il 20 luglio 1945 dette alle stampe un diario drammatico degli avvenimenti alle quali presero parte gli alleati, dal 7 dicembre 1941-Pearl Harbor, al 6 giugno 1944, lo sbarco in Normandia, dal titolo “Vigilia D’Invasione”. Questa pubblicazione raccoglie i dispacci del Dipartimento di Stato U.S.A. del teatro di guerra 1941-1944. Il dispaccio dell’8 giugno 44 annuncia da Londra che truppe Americane, Britanniche e Canadesi sono sbarcate in Normandia, approssimativamente fra le 6.30 e le 7.30 il mattino del 6 giugno, altresì nello stesso dispaccio vi è il seguente testo:

“𝑭𝒖 𝒅𝒊 𝒇𝒆𝒍𝒊𝒄𝒆 𝒂𝒖𝒔𝒑𝒊𝒄𝒊𝒐 𝒂𝒊 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒊 𝒔𝒃𝒂𝒓𝒄𝒉𝒊 𝒊𝒏 𝑭𝒓𝒂𝒏𝒄𝒊𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝑹𝒐𝒎𝒂 𝒗𝒆𝒏𝒊𝒔𝒔𝒆 𝒍𝒊𝒃𝒆𝒓𝒂𝒕𝒂 𝒅𝒐𝒎𝒆𝒏𝒊𝒄𝒂 𝒔𝒄𝒐𝒓𝒔𝒂 𝒅𝒂𝒍𝒍𝒆 𝒂𝒓𝒎𝒂𝒕𝒆 𝒂𝒍𝒍𝒆𝒂𝒕𝒆”.

La campagna che condusse alla cacciata dei nazisti da questa antica città fu ben concepita ed eseguita. Il Generale Edward Thomas, Presidente dell’Associazione dei Veterani U.S.A. “Star and Strips”, ogni anno veniva a Roma su invito dell’Ambasciata U.S.A. accompagnato dalla consorte, in occasione delle celebrazioni del 4 giugno. In uno dei nostri incontri raccontò che il generale Eisenhower Dwight non avrebbe iniziato l’operazione Overlord in Normandia se prima non fosse stata liberata Roma. Un altro Veterano, Harry Shindler – Britannico e Presidente dell’Italian Star – che ha partecipato allo sbarco di Anzio – nella formazione dei Diavoli Neri – prima di raggiungere Roma, avvalorava le considerazioni del Generale Thomas.

In Italia si celebra il 25 aprile 1945 come festa della liberazione per ricordare la fine della guerra nel nostro Paese. Penso che anche il 4 giugno 1944, la Liberazione di Roma, dovrebbe essere ricordata come il 25 aprile dei Romani. Insieme ai nostri liberatori, non possiamo dimenticare coloro che combatterono nella Resistenza Romana a fianco degli alleati. Il loro validissimo contributo è stato riconosciuto dagli alleati. Ricordare i tragici avvenimenti dal luglio 1943 al 4 giugno 1944 è doveroso per tutti coloro che hanno lottato per la nostra libertà – Civili, Militari, Religiosi, donne e uomini di ogni età. Pertanto abbiamo l’obbligo di trasmettere gli ideali e i valori del testimone che ci hanno donato perché sia di monito alle nuove generazioni.

Ecco alcune foto a Porta San Paolo, e il monumento dedicato all’entrata degli alleati a Roma. Si ringrazia il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi per aver rappresentato l’Anpc.

Qui sopra – Inaugurazione del monumento dell’entrata degli alleati a Roma. Nell’ordine da sinistra: Aladino Lombardi, Schindler, Mannino, Vassalli.

Il Forum delle Associazioni Antifasciste e della Resistenza su La Repubblica

L’iniziativa unitaria vuole “diffondere la conoscenza della recente storia italiana contro ogni tentativo revisionistico e in difesa dell’autonomia della ricerca storica”. Fico: ” La vostra iniziativa contribuisce a tenere sempre viva la memoria di chi ha combatutto per la libertà”. Casellati: ” Una preziosa occasione per rilanciare gli ideali di liberta’ e giustizia”.

Qui l’articolo: https://www.repubblica.it/politica/2021/06/02/news/festa_della_repubblica_resistenza_nasce_forum_associazioni_antifasciste-303922260/

Nasce il Forum delle Associazioni antifasciste: il video integrale

Il video integrale della nascita del Forum delle Associazioni antifasciste e della Resistenza. 2 Giugno 2021 a Roma.

Grazie all’Anpi per la registrazione.

2 Giugno 2021: le celebrazioni a Terni

Il 75° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana è stato celebrato anche a Terni. Alle 10, in piazzale Briccialdi, alla presenza delle istituzioni cittadine. A rappresentare l’Anpc il nostro Alberto Liurni (in foto a destra). L’evento si è naturalmente svolto conformandosi a tutte le normative volte a contenere la diffusione del contagio da Coronavirus. Come da programma dapprima si è proceduto all’alzabandiera, accompagnato dall’Inno di Mameli. Contestualmente i vigili del fuoco, del comando provinciale, hanno dispiegato il tricolore sulla facciata del liceo Artistico ‘Orneore Metelli’. Secondariamente si è proceduto alla deposizione delle corone di alloro, in onore dei caduti. Inoltre alla lettura del messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e saluto del Prefetto. Infine la consegna delle Onorificenze al Merito della Repubblica Italiana e delle medaglie d’onore in memoria di cittadini italiani deportati ed internati nei lager nazisti.

2 giugno 2021: nascita del Forum delle associazioni antifasciste e della resistenza

Intervento Cristina Olini, Vicepresidente Nazionale Anpc al Nuovo Cinema Aquila

Buongiorno a tutti, sono Cristina Olini Vicepresidente Nazionale ANPC. Prima di continuare ad illustrare i restanti punti della Carte dei valori e degli intenti permettetemi di assolvere al compito di portare a tutti il saluto della nostra Presidente Mariapia Garavaglia, assente per impegni commemorativi in Lombardia.

Desidero inoltre complimentarmi con tutti gli organizzatori e tutte le Associazioni che hanno aderito e lavorato per la nascita di questo Forum.

Allora andiamo avanti,

6) Lottare contro ogni discriminazione e contro ogni razzismo.

Il problema fondamentale del mondo che si globalizza è quello di imparare a vivere uniti nel rispetto delle diversità. Il pluralismo non è un impedimento, ma una ricchezza, qualora si riesca a realizzare l’unità intorno a un ethos comune.

L’art. 3 dei principi fondamentali della nostra Costituzione richiama alla pari dignità sociale, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

 Guardiamoci intorno, dove sembra prevalere un clima di continua conflittualità, non è fuori luogo affermare che c’è bisogno di un risveglio delle coscienze, del recupero di una comprensione generale, del rispetto delle opinioni altrui, del dialogo costruttivo per il bene comune, di una memoria condivisa per costruire, giorno per giorno, l’edificio della libertà e della giustizia sociale.  Impegno quindi di tutti, nessuno escluso, ad operare all’insegna della solidarietà tra i popoli ed al reciproco rispetto.  

7) Chiedere la piena applicazione da parte di tutte le istituzioni democratiche delle leggi vigenti, contro i rigurgiti neofascisti.

Nel 1993, dopo la legge Scelba, con la legge Mancino, la principale legge italiana contro l’incitamento all’odio e alla discriminazione, si è tentato di restringere le possibilità di fare propaganda ed esporre simboli fascisti.  La legge stabilisce le aggravanti per i reati commessi con finalità razziste o discriminatorie, e punisce «chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi», proibisce di creare organizzazioni ispirate a questi valori e impone il loro scioglimento.

La legge stabilisce anche il divieto esibire bandiere, slogan o altri simboli di organizzazioni violente o discriminatorie.

Nel 2017 il deputato del PD Emanuele Fiano ha scritto una legge che restringe significativamente la possibilità di fare propaganda al fascismo, ma la legge approvata dalla Camera è ferma da allora al Senato.

Attualmente sfuggono dalle tipologie di reato tutti quei comportamenti che, sebbene abbiano natura individuale, sono comunque prefigurabili come apologia di fascismo, nonché contrari alla democrazia e ai suoi princìpi fondanti di libertà ed eguaglianza. Si pensi, al cosiddetto «saluto romano».

Una serie di avvenimenti della recente cronaca ci insegnano che tali messaggi fanno breccia soprattutto tra quelle generazioni per le quali la trasmissione della memoria storica è giunta in maniera molto debole o affievolita. Questo sostrato ideologico alimenta o conferisce una qualche pseudo-legittimità a comportamenti imperniati sull’odio e sull’intolleranza. Per tutte queste ragioni, assieme a una forte battaglia di carattere culturale dobbiamo vigilare e chiedere alle istituzioni di usare tutti i mezzi previsti per far rispettare la democrazia.

8) Operare per la formazione civile dei cittadini, in particolare dei giovani, alla luce dei valori essenziali della Repubblica democratica e antifascista

Oggi si festeggia la Repubblica e quindi la Costituzione. Questa carta ha rappresentato e rappresenta un elemento essenziale della nostra convivenza civile, al di là del suo stesso significato giuridico.

A distanza di tanti anni essa ha retto alla prova della storia ed è stata una grande forza per il paese. E’ una costituzione vitale perché vivo e vitale è il suo impianto di fondo, frutto di uno sforzo comune per trovare valori e regole che potessero essere condivise da tutti, malgrado le grandi differenze che pure separavano le varie anime della Costituente (quella cristiana, quella socialista, quella comunista e quella liberale) frutto di una convergenza di pensiero e di equilibrio, vi era in tutti la volontà di raggiungere l’accordo e l’unità come furono uniti i resistenti nella lotta al nazifascismo.

Dalla resistenza è nata la Costituzione e la resistenza vive nella Costituzione.

Una Costituzione che va difesa e sostenuta se crollasse sarebbe un’offesa a tutti coloro che hanno dato la vita per la conquista della libertà, della giustizia sociale, della solidarietà, della pace. Ecco quindi il dovere della memoria. Dobbiamo continuare a sensibilizzare i giovani su queste problematiche, insistere perché nelle scuole si faccia più informazione

Affidiamo a loro la difesa delle istituzioni democratiche, la pratica della solidarietà che ci ha sempre contraddistinto, ma anche la salvaguardia di tre punti cardine consacrati nella costituzione. L’unità d’Italia, il Tricolore e la pace.

Lo studio della nostra costituzione merita di essere approfondito perché tutti possano trarne stimolo per contribuire allo sviluppo della coscienza civica e democratica dei cittadini. Quindi particolare attenzione alle nuove generazioni, affinché non cadano vittime degli errori del passato e comprendano quanto sia prezioso il bene della libertà e perché siano sempre più consapevoli che senza memoria storica non si costruisce un futuro di pace e di progresso in nome della dignità dell’uomo.

9) lottare per la piena attuazione del progetto di un’Europa libera, unita, democratica, solidale e promotrice di pace.

Dalle ferite, non ancora rimarginate, di un conflitto senza precedenti, scaturì il rifiuto della guerra, come strumento di confronto fra i popoli. Non è un’aspirazione generica alla pace. È una precisa e ineludibile indicazione costituzionale, di valore universale, per la cui osservanza ci siamo battuti e continueremo a batterci.

Fin dal 1943 troviamo riferimenti che evidentemente presupponevano la scelta di operare in una logica di superamento delle logiche nazionaliste e di confrontarsi in una pacifica area di solidarietà.

Nel 1948 De Gasperi affermava che libertà e giustizia sociale si difendono e si raggiungono solo in un clima di sicurezza e di pace e che quindi per resistere ai pericoli è necessario ricorrere alle energie ricostruttive ed unitarie di tutta l’Europa, un’area che ha sviluppato una comune civiltà.

Bisogna impegnarsi a dare il via ad un processo di riflessione, di studio e di azione che sappia dare all’ideale europeo quella base di cultura politica , che nasce certamente dal recupero della parte migliore  e più feconda delle antiche culture politiche del vecchio continente, ma che deve aprirsi alla costruzione di una nuova civiltà, edificata nell’intelligenza  di un presente che assieme ai rischi cela anche le potenzialità  di sviluppo di una società democratica, equa e giusta , quella composta dai cittadini d’Europa.

10) promuovere iniziative tese a salvaguardare la pace, alla luce dell’art. 11 della costituzione della repubblica, della carta delle nazioni unite e degli atti costitutivi della unione Europea.

Se si vuol far regnare la pace in un paese, in un continente, non c‘è che una strada ed è quella di praticare la giustizia verso tutti, a cominciare dai più deboli, senza esclusione di razza, di religione, di nazionalità. Solo così l’uomo può vivere una vita pienamente umana quale premessa ad una comunità libera e al ricrearsi di una solidarietà economica e morale basata sulla pace e sulla prosperità. Finché saremo in assenza di una giustizia sociale internazionale, ci troveremo sempre sotto la minaccia della guerra.

Notate come sono concatenati tra loro i nostri intenti.  Oggi qui siamo chiamati ad unire tutti i nostri sforzi per questi intenti in comune ognuno con la propria identità ma per un fine condiviso.

Concludo ricordando un episodio molto significativo della nostra storia.

Quando De Gasperi portò la notizia a Nenni della morte di una sua figliola nel lager tedesco, Oscar Luigi Scalfaro che era presente, vide i due che si abbracciarono piangendo e allora un po’ stupito domandò a De Gasperi quali fossero i loro rapporti e De Gasperi rispose “abbiamo sofferto insieme.”

Senza questo “aver sofferto insieme non ci sarebbe stata la Costituzione”.

Navigazione articolo