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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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Europa: riconoscimento europeo Manifesto di Ventotene tra i simboli dell’Unione

“Il riconoscimento del Manifesto di Ventotene, insignito oggi del marchio di patrimonio europeo, assurge a simbolo dell’Unione il contributo ideale di tre grandi italiani: Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, che lo redassero in confino nel 1941, e Eugenio Colorni, che ne curò la pubblicazione nel 1944 poco prima di essere trucidato a Roma dalla milizia fascista. A conferma di come nei momenti più bui la forza delle idee sappia portare la luce di cui ha bisogno l’umanità”.

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, commenta l’annuncio della Commissaria Europea per l’Innovazione, la ricerca e la cultura, Mariya Gabriel, del conferimento dell’onorificenza al Manifesto di Ventotene “Per un’Europa libera e unita”.

Roma, 28 aprile 2022

Ufficio Stampa e Comunicazione MiC

Le parole dell’On. Silvia Costa: “Ventotene ha ottenuto dalla Ue il Marchio del patrimonio europeo! un grande risultato comune a cui sono felice di aver contribuito. Riconosciuto il ruolo del Comune  del Manifesto per un’Europa libera e unita e del progetto per Santo Stefano intitolato a David Sassoli. Il marchio del patrimonio europeo a Ventotene ha avuto tanti protagonisti: il Ministero della Cultura, l’ex  Sindaco Santomauro con il prof. Di Gregorio, l’associazionismo europeista e federalista di Ventotene, la comunità dell’isola, l’esperta  culturale Cristina Loglio”.

Università Lumsa Convegno su Luigi Gui

L’Anpc tutta si congratula per la bella iniziativa di ieri alla Università Lumsa, al cui convegno ha partecipato il nostro Consigliere Aladino Lombardi, portando anche i saluti della Presidente Mariapia Garavaglia.

“Luigi Gui (1914-2010). La Dc, il Centro-sinistra e le riforme della scuola”. Questo il tema del convegno in programma ieri, mercoledì 27 aprile, all’Università Lumsa di Roma. E’ stata l’occasione per ricordare la figura e l’azione politica di Luigi Gui, padovano, uno dei protagonisti della Democrazia cristiana, attivo nella Resistenza e membro della Assemblea costituente, fu più volte ministro. 

I lavori sono stati aperti dai saluti di Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa, e presieduti e conclusi da Giuseppe Tognon. Tra gli interventi quelli di Francesco Gui (La Sapienza Università di Roma), Renato Moro (Università Roma Tre) e Daria Gabusi (Università Giustino Fortunato di Benevento). Hanno portato la propria testimonianza Gerardo Bianco e Daniele Gui.

Da sinistra: Benedetto Gui, Daniele Gui, Aladino Lombardi e Francesco Gui. I tre figli di Luigi Gui

La Festa della Liberazione e Reggio Emilia

La nuova Sezione di Reggio Emilia ha festeggiato la Liberazione il 24 Aprile al Museo Cervi ed il 25 in Piazza. Il Presidente di Sezione Giuseppe Pagano e tutti i presenti hanno molto apprezzato l’intervento del Ministro Cartabia, di alto profilo etico e politico con riferimenti, accanto ai fratelli Cervi, a Don Pasquino Borghi, a Gorrieri e soprattutto a Dossetti. C’è stato un grande spirito di collaborazione sereno ed unitario fra tutte le Associazioni presenti.

Il 24 Aprile all’Istituto Cervi si è ricordato in particolar modo: “IL SOLITARIO, IL PRIMO PARTIGIANO CHE ENTRA NELLA REGGIO LIBERATA DAI NAZIFASCISTI”

Giorgio Morelli, “Il Solitario”, è il primo partigiano che entra nella Reggio liberata dai nazifascisti.
Un ragazzo con il Tricolore che entra nella nostra città, finalmente libera. “Il Solitario” aveva 19 anni.
Un amico molto stretto di Giorgio Morelli, Eugenio Corezzola, anch’egli partigiano e giornalista, così descrive quel momento: “Reggio sembrava una città morta quel pomeriggio del 24 aprile. La via Emilia era deserta. In realtà tuti spiavano dalle fessure delle persiane in spasmodica attesa. A un tratto, però, si vide un giovane solo avanzare da San Pietro, che montando una vecchia bicicletta gridava : siamo liberi! stanno arrivando! E qualche finestra iniziò così ad aprirsi. Il ragazzo era disarmato e aveva grandi occhi espressivi e un fazzoletto tricolore al collo. Era Giorgio Morelli”.
Lo stesso Giorgio Morelli ricorderà questo momento nello scritto “ Ed ho pianto“.
Nato ad Albinea il 29 gennaio 1926, cattolico, nella primavera 1944 entra nella formazione partigiana Brigata Garibaldi per uscirne nel 1945 ed entrare nelle Fiamme Verdi, i partigiani cattolici, arruolandosi nella 284 sima Brigata “Italo” fondata da don Domenico Orlandini, “Carlo”, operante nelle province di Reggio Emilia e Modena.
Giorgio Morelli e Eugenio Corezzola nella primavera 1945 fondano “La Penna” giornale delle Fiamme Verdi. Conclusa la guerra riprendono la testata con il titolo “La Nuova Penna” esperienza conclusa nel 1947. Il giornale si caratterizza per uno spirito assoluto di giustizia e di verità e per questo, giornale e promotori, subiranno forti intimidazioni. Il coraggio e la sete di verità di Giorgio Morelli saranno all’origine, il 27 gennaio 1946, di un attentato. Mentre rientra nella sua casa di Borzano è vittima di un agguato durante il quale gli vengono sparati sei colpi di pistola di cui uno ne ferisce un polmone. Trasferito in un sanatorio di Arco, Trento, non riesce a guarire e muore il 9 agosto 1947.
Aveva solo 21 anni. Elio Ivo comm. Sassi, Presidente Alpi-Apc Giuseppe Pagani, Presidente Anpc”.

Galleria foto:

Foto 25 Aprile

Rassegna stampa:

A Buccinasco una Sala Consiliare intitolata a Elda Filiberti

Ieri sera, prima dell’inizio del Consiglio comunale nel Comune di Buccinasco è stata svelata una targa intitolando la Sala Consiliare a Elda Filiberti, staffetta Partigiana cattolica, e consigliera comunale negli anni 70, recentemente scomparsa a 96 anni.

Il consigliere del PD, Stefano Parmesani, dopo la lettura del ricordo inviato da ANPC Città Metropolitana di Milano ed il ricordo del Sindaco, ha espresso anche il suo saluto:

“Nello scorso mese di Febbraio è mancata all’età di 96 anni Elda Filiberti, staffetta partigiana cattolica ed esponente di spicco del cattolicesimo democratico di Buccinasco. Elda Filiberti è stata un punto di riferimento importante per tutta la nostra comunità di Buccinasco.
Staffetta partigiana, impegnata politicamente ed amministrativamente in Consiglio comunale per molti anni per la Democrazia Cristiana, poi PPI-Margherita ed infine orgogliosamente PD, fedele sempre all’esperienza del cattolicesimo democratico.
L’ultima volta da consigliera comunale, ne era fiera, una persona veramente speciale.
Coltivò il rapporto coi giovani da vera testimone.” Ha riletto il saluto che Gianni Maiorano (già sindaco di Buccinasco aveva letto al funerale, aggiungendo “mi ha dato l’opportunità di portare la bandiera dell’associazione Partigiani Cristiani durante il corteo del 25 Aprile e ieri di presenziare, sempre con la gloriosa bandiera blu dell’ANPC, l’inaugurazione della Sala Consiliare a Lei intitolata. Stefano Parmesani”.

Lettera ringraziamenti Luisa Ghidini:

Anpc Piacenza: “IL SACRIFICIO CRISTIANO DI DON GIUSEPPE BOREA”

 La nostra Associazione, in collaborazione con ANPI Piacenza, il gruppo “Amici di don Borea” e l’oratorio San Filippo Neri vi invita:

Venerdì 29 aprile 2022 alle ore 21
presso l’Oratorio San Filippo Neri
Via Gazzotti, Castel San Giovanni (PC)
l’incontro pubblico sul tema:
“IL SACRIFICIO CRISTIANO
DI DON GIUSEPPE BOREA”

Qui la locandina illustrativa dell’evento.

Il 25 Aprile 2022 a La Spezia

I partigiani combattevano con le armi in pugno perché la guerra finisse e perché non ce ne fossero più

Le celebrazioni del 25 aprile sono tornate in presenza anche alla Spezia. Anche se la giornata è stata contraddistinta da pioggia e maltempo le manifestazioni per la “Festa del 25 aprile” si sono svolte alle 10.30 al Piazzale del Marinaio, dove sono state deposte le corone al Monumento ai Caduti di tutte le Guerre “Vittoria Alata”.  Le celebrazioni sono proseguite in Via Santorre di Santarosa, con la deposizione della corona alla Lapide i “Caduti Partigiani della Colonna Giustizia e Libertà”. Il corteo si è recato poi verso Piazza Verdi alle lapidi apposte sul palazzo degli studi per poi concludersi al Monumento alla Resistenza ai Giardini pubblici. Sono intervenuti il sindaco della Spezia Pierluigi Peracchini e Nicola Carozza, membro del Comitato unitario della Resistenza e segretario della sezione spezzina dell’Associazione Partigiani Cristiani. “Oggi festeggiamo il 25 aprile in un contesto europeo e mondiale di eccezionale gravità – ha detto Nicola Carozza – la pace è stata messa in pericolo e la guerra è tornata nel continente europeo. I partigiani si battevano in armi, sì, ma perché la guerra finisse e perché non ce ne fossero più. Un monito che rimane oggi di assoluta attualità. Dobbiamo far riemergere gli elementi più profondi e duraturi di quell’esperienza: la tutela della dignità della persona, il bene comune, la ricerca di uguaglianza formale e sostanziale, l’anelito alla pace, il nascente europeismo, ecc. Il 25 aprile evoca un evento grande e terribile, punto di arrivo di una vicenda sanguinosa. La data segna la fine per l’Italia della seconda guerra mondiale: una guerra che non ha precedenti nella storia umana, per caratteri ideologici, paesi coinvolti, numero di vittime, genocidi, vastità di distruzione. La fine del regime fascista e la fine dell’occupazione nazista. Ecco perché il 25 aprile è così importante. Il 22 aprile 1946, su proposta del presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, il principe Umberto II, allora luogotenente del Regno d’Italia decretò che il 25 aprile fosse dichiarato festa nazionale. Era il giorno del 1945 in cui Sandro Pertini, Presidente del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamava via “Radio Milano Libera” l’insurrezione generale. Il passato non si può pensare e valutare se non in rapporto con il presente, con i problemi di oggi. Ecco perché oggi non possiamo non collegare la celebrazione del 25 aprile alla pace. L’art. 11 della Costituzione Repubblicana che sancisce “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” è senza dubbio figlio della lotta di liberazione. La costituzione parla di “ripudio” della guerra, in reazione alla devastante guerra fascista e nel desiderio di non trovarsi mai più in una situazione simile. E’ interessante notare che quell’articolo della costituzione non parla, a differenza di altri, di Repubblica o Stato ma di Italia intesa come comunità, come popolo perché la guerra ahimè è un fatto collettivo, le cui ricadute più deleterie, le vediamo anche in questi giorni a Mariupol, Kharkiv, Borodyanka, colpiscono bambini, anziani e civili inermi. Ecco allora che la “cultura della liberazione” e il “ripudio” della guerra sono il vero lascito epocale della resistenza; una invocazione inespressa dei milioni di morti del conflitto mondiale. Il processo di liberazione non è mai compiuto: non è compiuto nelle coscienze dei singoli, non lo è nella vita sociale. La liberazione dell’uomo, di tutti gli uomini, dalla guerra, dall’oppressione, dalla miseria, dall’ignoranza, dalla paura è un obiettivo sempre valido, sempre necessario e sempre aperto”.

Testo ampliato rispetto alla notizia riportata oggi:

(https://www.cittadellaspezia.com/2022/04/25/la-forza-della-pace-nel-giorno-della-liberazione-441764/)

A completamento delle iniziative del 25 aprile dei partigiani cristiani alla Spezia.

MAISSANA (SP): APPELLO ALL’UNITA’ DELLE ASSOCIAZIONI DELLA RESISTENZA

Nell’ambito delle celebrazioni del 25 aprile in provincia della Spezia, il pro-presidente provinciale dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani Egidio Banti, co-presidente del comitato provinciale unitario, ha preso la parola a Torza, nel comune di Maissana, in alta Val di Vara. In precedenza erano intervenuti il sindaco Alberto Figaro e il partigiano Ezio Valerio, dell’ANPI di Sestri Levante, fratello della medaglia d’argento Aldo Valerio “Riccio”, già comandante della brigata “Zelasco”. Banti ha ricordato come il territorio di Maissana rappresenti da sempre una sorta di simbolo dell’unità delle forze della Resistenza. “Su queste colline – ha detto – si univano i territori della divisione Coduri, della VI Zona operativa, e quelli della divisione Centocroci, nei quali prevalevano i partigiani ‘bianchi'”. Insieme le due formazioni liberarono nell’autunno 1944 l’alta Val di vara, realizzando anche a Maissana, prima della controffensiva tedesca, le prime libere elezioni comunali. “Per questo, e come simbolo di quella unità – ha proseguito Banti – il Comune di Maissana ha intitolato in località Colli di Ossegna una strada alla ‘Repubblica partigiana dell’alta Val di Vara”. Ma non solo: gli amministratori di Maissana erano presenti a Varese Ligure quando, nel 1971, venne costituito il comitato provinciale unitario della Resistenza, organismo quali non ce ne sono molti nelle province circostanti ma che da allora ha rappresentato concretamente il valore di un’unità, che non ha mai voluto cancellare le diversità: “l’unità resistenziale non ha mai impedito – ha proseguito il co-presidente del comitato unitario – che ognuno compisse poi le scelte ritenute più giuste sul piano politico ed elettorale, sempre però nel quadro disegnato dalla Costituzione, nata dalla Resistenza”. Di qui l’appello finale di Banti a ritrovare ed a rinsaldare, nei tempi difficili attuali, l’unità di quei tempi, che la storia della Val di Vara testimonia nel ricordo delle vittime di allora, come il parroco di Valletti don Giovanni Battista Bobbio, cappellano della Coduri, e il cattolico tenente Piero Borrotzu, offertosi spontaneamente ai fucili della X Mas per salvare le popolazioni del piccolo borgo valligiano che lo ospitava.

Il 25 Aprile 2022 a Piacenza

Pubblichiamo le foto della partecipazione alla manifestazione ufficiale del 77° anniversario della Liberazione di Piacenza della rappresentanza ANPC sede di Piacenza.

25 Aprile 2022 – Storie di Resistenza

“Storie di Resistenza”: quattro interviste inedite ai protagonisti della lotta di Liberazione e a chi ne ha raccolto le testimonianze. A raccontare quel passaggio epocale della vita del Paese sono Aldo Tortorella, partigiano ed ex deputato; Anna Maria Cristina Olini, Vicepresidente dell’Associazione nazionale partigiani cristiani, figlia di Bruno Olini; Luca Squeri, figlio di Elena e Carlo, partigiani; Luciana “Luce” Romoli, staffetta partigiana, a cura dell’Ufficio stampa della Camera in occasione del 25 Aprile 2022. (evento | WebTV (camera.it)

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del 77° Anniversario della Liberazione

A suggello del 25 aprile, e per andare oltre le polemiche di parte, basta rileggere il mirabile e intenso discorso del nostro Presidente Mattarella, ricordando tutti che “una mattina mi son svegliato e ho trovato l’invasor”. Ieri noi, oggi gli ucraini.

Qui il testo integrale del discorso: https://www.quirinale.it/elementi/67016

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ad Acerra accolto da Vincenzo De Luca, Presidente della Regione Campania, in occasione del 77° anniversario della Liberazione (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

La Presidente Garavaglia sulla Gazzetta di Parma

Pubblichiamo l’intervista alla nostra Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia sulla Gazzetta di Parma. Scarica qui il file:

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