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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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L’Anpc con l’Istituto Parri e la Casa della Memoria per festeggiare il 25 Aprile 2020

L’Anpc ha aderito alla campagna social #RaccontiamolaResistenza promossa dall’Istituto Parri. Ecco come l’iniziativa è presentata sul loro sito e su facebook: “Ci avviamo tutti insieme verso la grande festa del 25 aprile, una celebrazione che abbiamo pensato e voluto virtuale e virtuosa come mai prima d’ora, che vedrà una maratona Facebook dalle 9 alle 21, in collaborazione con i canali web di Rai Storia e del Corriere della Sera. Dopo i saluti istituzionali, ci sarà spazio per un messaggio da parte di tutte le associazioni di partigiani, combattenti e deportati, nonché di numerose società storiche. La campagna #RaccontiamolaResistenza proseguirà fino al 2 maggio, data della fine della guerra in Italia. Tante iniziative con l’unico obiettivo di ricordare, festeggiare e storicizzare adeguatamente il 25 Aprile e la Resistenza, una stagione fondativa della nostra vicenda nazionale, con un pensiero sempre attento all’oggi e all’emergenza in corso”. Scarica qui il palinsesto: palinsesto-def (l’Anpc è alle 9:23 il Giorno della Liberazione).

(per saperne di più clicca: http://www.reteparri.it/eventi/raccontiamolaresistenza-verso-la-grande-festa-del-25-aprile-oltre-5399/?fbclid=IwAR0PR0MQG0tpBDeeDVwGdUopACG-roAArg_C4unXQaE1MrUsxhqU5m2bcTc)

L’Anpc ha anche collaborato insieme alle Associazioni della Casa della Memoria alla campagna “25 APRILE 75 ANNI DI LIBERTA’” su facebook nella pagina “Biblioteca Casa della Memoria” o sul sito: www.bibliotechediroma.it . Qui il video dell’intervista del nostro Segretario Maurizio Gentilini: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=541619766494834&id=166942503962564?sfnsn=scwspwa&extid=cT7A4juc3srugbLE

Il comunicato stampa con tutte le iniziative per il 25 Aprile 2020 della Casa della Memoria: comunicato stampa Biblioteche Casa della Memoria

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25 Aprile 2020 Anpc Piacenza

Mario Spezia, Presidente della Sezione Anpc di Piacenza ci scrive: “Cari amici, quest’anno le celebrazioni della Festa della Liberazione non si potranno tenere nelle forme pubbliche degli anni scorsi; ugualmente va richiamata l’importanza del ricordo dei 75 anni della ricorrenza per ricordarne i valori ed i concetti fondamentali che rimangono immutabili: in particolar modo la necessità dell’assunzione di responsabilità diretta, da parte di ognuno di noi, al fine dare il proprio contributo alla crescita della comunità. Per significare anche quest’anno la presenza della nostra Associazione a ribadire perennemente l’apporto dell’intero popolo italiano nelle sue varie espressioni politiche, religiose e civili, alla Resistenza, abbiamo preparato una riflessione ripresa dal settimanale diocesano Il Nuovo Giornale e abbiamo altresì condiviso con ANPI un volantino celebrativo (Il Nuovo Giornale è leggibile gratuitamente on line, in questo periodo emergenziale digitando il link: ilnuovogiornale.ita.newsmemory.com). Ricordo anche che domenica 26 aprile pv, per tutti i protagonisti della Resistenza, religiosi e civili, alle ore 11, il nostro vescovo mons. Gianni Ambrosio durante la celebrazione della messa in Cattedrale a porte chiuse, che sarà trasmessa in streaming sul sito della diocesi e sull’emittente Telelibertà (canali 72 o 98 del digitale terrestre) in sintonia con l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, ricorderà i piacentini che in forza della loro esperienza di fede sono stati uccisi durante l’ultimo conflitto mondiale. Buon 25 aprile a tutti e viva la Resistenza, viva la Repubblica, viva la Patria!”.

Clicca qui per leggere la riflessione dal titolo”Ricordare la Resistenza significa anche offrire un messaggio di speranza per il futuro”: Riflessione_ ANPC_25 aprile 2020

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Bisagno in streaming sino al 26 Aprile 2020

Consigliamo vivamente la visione a tutti i nostri amici e soci del film-documentario “Bisagno”, un capolavoro di Marco Gandolfo.

Da questo link : https://vimeo.com/409949942  si potrà sino a domenica 26 Aprile visionarlo liberamente.

Bisagno, un esempio per tutti noi. Buona visione a tutti!
Bisagno
Dopo anni il nome di Aldo Gastaldi (Genova 17 settembre 1921 – Desenzano del Garda 21 maggio 1945) continua a risuonare nella memoria di chi ha preso parte alla lotta di liberazione. Sottotenente del 15° Reggimento Genio, a pochi giorni dall’armistizio sale in montagna e nel giro di pochi mesi, con il nome di “Bisagno”, diventa il comandante più amato della Resistenza in Liguria.Gastaldi interpreta il ruolo non come potere, ma come servizio: è il primo a esporsi ai pericoli e l’ultimo a mangiare, riserva a se stesso i turni di guardia più pesanti. Si conquista così l’amore e la stima degli uomini e delle popolazioni contadine, senza il cui sostegno la lotta partigiana sarebbe stata impossibile. Cattolico, apartitico, con un carisma straordinario, si oppone con decisione a ogni tentativo di politicizzazione della Resistenza. È ricordato come “primo partigiano d’Italia”. La sua statura umana e cristiana ha segnato la vita di molti compagni”.

 

Una piazza virtuale per il 25 Aprile 2020

Vi segnaliamo l’iniziativa comune di ANPC, ANPI, della rete nazionale Ferruccio Parri e di tante realtà di impegno sociale, civile, sindacale e politico come l’Ass. Rosa Bianca, le Acli milanesi e bresciane, le Fiamme Verdi. E’ prevista alle ore 15,00 l’avvio di una piazza virtuale. Noi come Anpc partecipiamo ad una videoconferenza.
In questa locandina tutte le info: 20200425v2 Aprile Ribelli per Amore
ribelli per amore
Un caloroso saluto a tutti e buon 25 aprile 2020
Luisa Ghidini Comotti
Consiglio nazionale ANPC

Conferimento targa ad honorem a Radiomondo

“Il 25 aprile 2020, 75esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, festa della Democrazia e della Libertà, l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani conferirà la targa ad honorem a Radiomondo di Rieti.

La motivazione recita: “Per aver contribuito a diffondere nei quaranta anni di attività a servizio dell’informazione libera e democratica, i valori e i principi contenuti nella Costituzione Italiana nata dalla Resistenza e dalla Lotta di Liberazione”.

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I Partigiani cristiani, con questo atto, vogliono ringraziare i mezzi d’informazione che in tutti i momenti drammatici e in tutte le emergenze, con il loro servizio restituiscono speranza.

Conferendo questo riconoscimento da Rieti, Centro d’Italia, l’ANPC intende anche ricordare il ruolo simbolico di Radio Londra nel periodo resistenziale. Nel Nord e nel Mezzogiorno, nel Centro e nelle Isole, non vi è un centro abitato nel quale la voce di libertà di Radio Londra non sia stata ascoltata.

La Festa della Liberazione rappresenta la vittoria della ragione sulla barbarie e sulla dittatura.

Una vittoria che, in questa epoca di emergenza planetaria, deve essere rinnovata ogni giorno da tutti i mezzi d’informazione, per contribuire ad una nuova rinascita dell’Italia e dell’Europa.”

Pino Strinati – Consigliere Nazionale ANPC

(Pubblicato su: https://www.rietinvetrina.it/lassociazione-nazionale-partigiani-cristiani-conferisce-targa-ad-honorem-a-radiomondo/)

22 Aprile 1928: la nascita delle Aquile Randagie

Aquile randagieLa storia

La legge n. 5 art. 3 (9 gennaio 1927) dell’Opera Nazionale Balilla (ONB) decreta lo scioglimento dei Reparti Scout nei centri inferiori a 20.000 abitanti ed obbliga ad apporre, ai restanti, le iniziali ONB sulle proprie insegne. Il 9 aprile 1928 il Consiglio dei Ministri modifica la legge ONB che col decreto n. 696, firmato dal capo del Governo Mussolini e dal Re, dichiara soppresso lo Scoutismo. Nell’ultima udienza all’ASCI in Arcivescovado, tra le lacrime, alla presenza del Card. Tosi, sono simbolicamente deposte sull’altare e consegnate “le fiamme” dei Reparti milanesi. Ma se è soppresso lo Scoutismo, alcuni Capi sono decisi a serbare fede alla “Promessa” e alla “Legge”; Giulio Cesare Uccellini Capo del MI II, che prenderà il nome di Kelly durante la resistenza, e Andrea Ghetti Scout del MI XI, detto Baden, che definisce così la clandestinità delle Aquile Randagie. Il movimento Scoutistico clandestino nella mentalità di Kelly aveva un duplice scopo: mantenere l’idea di personalità, di libertà, di autonomia, di fraternità e preparare i quadri per il momento della ricostruzione; avere una forza propria di resistenza ideologica per impedire ai giovani di accettare una sola visuale della vita, della storia, della politica. Il valore di questo sta nel fatto che furono dei ragazzi a dire NO al fascismo, quando tutti si piegavano nonostante le denunce con interrogatori alle sedi fasciste e alla Questura, ma il nostro NO rimaneva intatto”. Ha così origine il primo gruppo cattolico antifascista. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 le Aquile Randagie, insieme ad altri, diedero vita all’OSCAR (Organizzazione Scout Collocamento Assistenza Ricercati) che si impegnò in un’opera di salvataggio di perseguitati e ricercati di diversa nazione, razza, religione. Grazie al loro aiuto infatti più di 2000 persone, riusciranno a superare il confine Italiano e raggiungere la Svizzera. Alla fine della guerra, le Aquile Randagie proteggeranno tedeschi e italiani artefici di violenze, ricercati dai partigiani, chiedendo per loro una giusta pena con un giusto processo. Nel 2019 è uscito un film che ne racconta la storia, diretto da Gianni Aureli.

 

Riportiamo qui un pezzetto de “la Preghiera del Ribelle” che Don Giovanni Barbareschi, presbitero Aquila Randagia, che ha portato fino alla fine dei suoi giorni la sua testimonianza,  recitava alla fine di tantissimi suoi interventi e interviste:

“Dio che sei verità e libertà, facci
liberi e intensi: alita nel nostro proposito,
tendi la nostra volontà. Quanto più s’addensa e
incupisce l’avversario, facci limpidi e diritti.
Ascolta la preghiera di noi ribelli per amore”.

25 APRILE. CHE SIA SIMBOLO DI UNITA’, ANCHE IN TEMPI DI EMERGENZA

Il 75.mo Anniversario della Liberazione, il 25 aprile 2020, verrà celebrato in una situazione – nazionale e mondiale – del tutto particolare, che potrà indurre molti a riscoprirne il senso e i significati profondi.

Non in piazza né per le strade, ma forse più uniti, nonostante la provocazione e il tentativo di mistificazione di chi vuole rompere la quarantena per contestare il significato di quella che è una Festa nazionale (istituita con una legge dello Stato nel 1949) essenzialmente dedicata all’unità.

Quest’anno verrà celebrata in casa, e le Associazioni che da sempre la promuovono e sostengono hanno proposto di esporre il tricolore alle finestre e – alle 15 del 25 aprile – di intonare tutti il canto dei Partigiani assieme all’Inno nazionale, entrambi simboli di identità nazionale e di libertà.

Chi mette in discussione o dileggia il senso di questa Festa – tra le date costitutive dell’identità e della memoria nazionali – nega la vicenda storica del nostro Paese e dell’Europa. La libertà democratica appartiene a tutti – uomini e donne – ed è stata conquistata col dono della vita anche per coloro che la negano. L’auspicio è che attraverso l’informazione e i social sempre più persone – e soprattutto i più giovani – conoscano e comprendano questa storia e quella del continente bruciato da ideologie farneticanti e tragiche.
Il pericolo maggiore è quello della superficialità e dell’oblio. Siamo chiamati a ricordare che è Festa davvero ricordare 75 anni di pace, della libertà e della dignità riconquistate dopo vent’anni di dittatura fasciata, con le leggi razziali, con la sciagura della guerra a fianco dei nazisti.

Coloro che vorrebbe sostituire la denominazione della festa intitolandola a chi ha perso la vita per il Coronavirus, dimenticano anche che molte di più sono state le vittime di una disastrosa guerra.
Riconoscere il valore del 25 Aprile come parte dell’identità storica del paese significa, proprio in queste settimane così difficili e sofferte, ricordare a tutti che – pur nelle legittime diversità di idee, sensibilità, culture – siamo e restiamo Popolo.

Il 25 aprile del 1945 è la data di nascita di una nazione che ha saputo scegliere da che parte stare, confermata quando si è presentato l’appuntamento del 18 aprile 1948 e che si è riflessa negli sforzi e nei progetti per un’Europa unita. Ha fornito la classe dirigente che ha preparato e votato la Costituzione, che all’art. 32 sancisce “la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti”.

La protezione che gli Italiani hanno potuto avere in questa terribile contingenza deriva dal Sistema Sanitario Nazionale, che ha il fondamento nella Costituzione ed è universale, uguale, equo.

Coloro che si commuovono per il valore dei nostri professionisti sanitari e si scandalizzano per le eventuali lacunosità nei servizi non sono stati tanto attivi nel difendere il Sistema sanitario quando subiva tagli nel budget, nei servizi e nel personale, solo perché considerato costoso.

Il 25 aprile è festa anche per loro, perché 75 anni fa si è conclusa una vicenda che dalle divisioni ha voluto costruire una comunità democratica, fondata sulla libertà conquistata da pochi, ma per tutti.

Per la sera del 25 aprile l’ANPC – memore della propria identità, che portò tanti uomini e donne a partecipare alla Resistenza in nome della ispirazione cristiana – propone anche l’iniziativa “La luce della Speranza”: al calar della sera accendiamo una candela e poniamola sul davanzale della finestra per ricordare tutti coloro che sono morti per la Libertà. Sarà anche un segno di speranza nel futuro e uno stimolo per discernere e affrontare i tanti cambiamenti a cui sarà sottoposta la vita di tutti.

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Aspettando il 25 Aprile: le parole della Presidente Mariapia Garavaglia

Carissimi amici, il 25 aprile 2020 rimarrà nella nostra storia per una straordinarietà che accomuna il nostro con tutti i Paesi del mondo nell’affrontare un nemico sconosciuto, che ci ha aggrediti in maniera imprevista e impetuosa. Ricordiamo la data significativa della nostra storia democratica inserendola nella attuale esperienza di sofferenza e incertezza, che affrontiamo come popolo e come singoli. Siamo gli eredi di due generazioni che hanno affrontato e superato le difficoltà della guerra, l’austerità della ricostruzione, e anche di epidemie, fortunatamente non severe come quella causata coronavirus, Covid 19.

A noi tocca preservare le conquiste democratiche, i diritti civili e politici tra i quali la nostra Costituzione, conquistata dalla Resistenza, annovera il diritto alla tutela della salute, al rispetto della dignità di tutti, considerando il valore della vita, fondamento di ogni diritto. Per dare continuità alla storia della nostra Repubblica, a 75 anni dalla vittoria della lotta di Liberazione, dobbiamo sentirci impegnati a promuovere una grande mobilitazione di popolo per conservare la pace di cui abbiamo goduto finora. Ci attende una affascinante sfida per costruire una grande casa comune, la Federazione degli Stati Uniti d’Europa, per evitare che insorgenti nazionalismi sovranisti creino divisioni innaturali, culturalmente, e pericolosi per lo sviluppo economico, non conflittuale fra gli Stati della UE.

La recente drammatica esperienza di emergenza sanitaria ha reso evidente la interdipendenza sociale, la insuperabile connessione fra tutte le economie e i rapporti imprescindibili degli scambi commerciali.

L’isolamento di ciascuno Stato indebolisce tutti  a fronte di scambi economici e sociali, in una competizione globale, planetaria, che esige di poter contare su confronti con forze che si muovono a livello planetario. La UE ha il miglior welfare del mondo; è la  prima potenza esportatrice nel mondo; produce un Pil che è circa un quinto di quello del pianeta.

Si aggiunga la sua concezione umanistica delle relazioni interne ed internazionali per poter essere la casa comune di 450 milioni di cittadini.

Le attuali sofferenze che accomunano tutti i popoli europei rende vitale completare la marcia per realizzare una vera Unione. Il destino di ciascuno coincide con quello degli altri e il destino di ogni democrazia dipende dal comune destino delle democrazie. Sia accolto l’appello accorato del Presidente Mattarella che chiede di agire, augurando “che tutti comprendano appieno, prima che sia troppo tardi, la gravità della minaccia per l’Europa”.

I movimenti europeisti incalzino i governanti, a cominciare dai Capi di Stato dei Paesi fondatori. De Gasperi, Adenauer e Schumann “hanno sognato un sogno” che scongiurasse per sempre le guerre. Vissero divisi da frontiere che incendiarono  la guerra e vollero superarle per sempre.

La Storia possa ricordare il 25 aprile 2020 come la data del risveglio dal “sonno della ragione” per preparare “mondi nuovi”.

Mariapia Garavaglia

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Ricordo di Cesare Trebeschi e Gino Boldini

trebeschiA Brescia in questi giorni di primavera, nel giorno del Venerdì Santo è morto Cesare Trebeschi, che non potrà vedere il risveglio né della natura né degli uomini che, passati questi giorni di male diffuso, dovranno impegnarsi per riedificare questo mondo che si ispirava ad un modello disumano. Cesare Trebeschi è stato avvocato e, poi, sindaco della città che ha dedicato il impegno civile anche per far conoscere la figura e il patimento del padre Andrea, un cristiano pensante che aveva rifiutato di assoggettarsi al regime fascista il quale aveva condiviso con il nazismo una croce che non era quella del Cristo.
In uno scritto si legge: ”(…) Noi non vogliamo arrenderci alla forza, alla prepotenza, all’inganno”.
boldiniPenso sia doveroso ricordare anche una figura dolce e mite, che ha lasciato questa terra, era Gino Boldini che era entrato giovanissimo nella 24. Brigata Garibaldi in alta Val Saviore ed assistette impotente, date le soverchianti forze avversarie barbaramente armate ed assetate di odio, alla strage di civili ed al successivo incendio del paese di Cevo. (Diversi mesi fa il Presidente Mattarella a Roma l’aveva decorato con la Medaglia al Valore della Resistenza)
Gaetano Agnini
Nota: Brescia, 10 aprile 2020 –  Brescia piange Cesare Trebeschi, 94 anni, per dieci anni sindaco di Brescia, dal 1975 al 1985. Cesare Trebeschi, che era nato a Cellatica il 25 agosto del 1925, era figlio di Andrea, deportato a Dachau e Mathausen e morto in prigionia a Gusen. Ha perso la moglie Clementina Calzari e il cugino Alberto nella strage di Piazza Loggia. È stato amico personale di Papa Paolo VI. Oltre che stimato politico e intellettuale Trebeschi è stato un noto e attivo avvocato. A lui si attribuisce la prima pianificazione urbanistica della città di Brescia. È morto alla clinica San Camillo.

Addio alla Staffetta Partigiana Giuseppina Marcora

Avevamo fatto gli auguri pochi giorni fa perché aveva traguardato il secolo che aveva conosciuto bene anche nelle tragedie. Giuseppina, nome di battaglia Pinetta, ieri ci ha lasciato. Sorella di ‘Albertino’ Giovanni Marcora è stata coraggiosa, valorosa staffetta.
Se ne è andata in giorni in cui non possiamo celebrare pubblicamente la festa della nostra democrazia e a maggior ragione esprimiamo in cordoglio riconoscente perché ha partecipato attivamente a costruirla per noi.
Per le grandi azioni a cui diede il suo contributo, Giuseppina Marcora ha ricevuto molti attestati di riconoscenza: tra gli altri, il Certificato di Patriota rilasciato a nome delle Nazioni Unite dal Maresciallo Alexander, comandante delle truppe alleate di tutto il Mediterraneo; il certificato dell’OSS (Office Strategic Service) del Governo degli Stati Uniti per la collaborazione data alla vittoria alleata (riferendosi al supporto alla missione Chrysler); quello del Presidente della Repubblica per il riconoscimento della qualifica di Partigiano, come appartenente al Raggruppamento di Dio. E, infine, dall’Esercito Italiano che le ha concesso il congedo militare. Mancata a pochi giorni dalla celebrazione del 25 aprile, è stata “una cittadina che ha contribuito con il proprio coraggio, il proprio impegno, la propria vita alla costruzione della nostra Nazione libera e democratica” ha commentato il sindaco di Inveruno Sara Bettinelli.

Rimarrà per sempre un esempio per tutti noi. Ci stringiamo attorno alla famiglia esprimendo le nostre affettuose condoglianze.

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Ne parlano anche su: https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/04/14/news/partigiana_morta_giuseppina_marcora_milano-254001304/

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