Il messaggio della Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia: “L’aggressione ad un popolo indipendente e democratico è contraria non solo al Diritto internazionale – Convenzioni di Ginevra- ma alla morale e alla storia. Infatti l’Europa da quasi 80 anni non ha più visto guerre con il consolidarsi delle democrazie in quei Paesi che in passato avevano causato guerre cruente.
Non può essere accampata nessuna giustificazione sul fronte russo perché ha già dimostrato la volontà offensiva – non difensiva- con l’occupazione della Crimea. Se ogni Stato volesse annettersi porzioni di territorio in forza della comune lingua e della tradizione storica verrebbe sovvertito l’intero ordine mondiale.
Non dovremo accettare nessuna debolezza nella trattativa, pur sostenendola fermamente, perché l’unica alternativa alla guerra è il dialogo, ma non si dovrà rinunciare a nessuno strumento di pressione contro la potenza occupante e di aiuto agli Ucraini.
ANPC vede nella Resistenza Ucraina la stessa finalità – che oggi forse più facilmente capiscono gli Italiani- della nostra Resistenza che sconfisse l’oppressore nazifascista.
Non ci nascondiamo che pure a distanza noi popoli europei (e noi in particolare) stiamo subendo il conflitto pagando un grande prezzo, soprattutto in campo energetico. Ma guai a noi se ci lasciassimo prendere da sentimenti egoistici di stanchezza perché la guerra può durare a lungo. È in gioco la sopravvivenza dell’idea stessa di democrazia da tramandare ai nostri figli e nipoti. Ci è costata molto ed è un bene fragile che va riconquistato giorno dopo giorno.
Aderiamo a qualsiasi iniziativa ispiri il cessate il fuoco e conduca alla pace.
Certamene non c’è deterrenza senza che anche gli ucraini possano difendersi. Nessuna ipocrisia nel fornire armi perché si tratta di sostenere la legittima difesa di un popolo.
La preghiera innanzitutto e poi ogni utile azione con l’invio di ogni genere di utilità (medicinali e alimenti a lunga scadenza, abiti) per la sopravvivenza.
I portatori di pace – non i pacifisti! – saranno chiamati figli di Dio.
Non possiamo fare filosofia mentre i fratelli vengono massacrati. Come li difendiamo se li abbandoniamo inermi? I ribelli per amore sono l’esempio che ci caratterizza”.
La drammatica situazione che si è verificata in Ucraina a seguito dell’invasione da parte dell’esercito della Federazione Russa, richiede uno sforzo di mobilitazione anche nel nostro paese, che durante la Seconda guerra mondiale conobbe innumerevoli tragedie. Per questo motivo i luoghi della memoria italiani – Parco di Sant’Anna di Stazzema, Monte Sole, Fondazione Fossoli, Istituto Cervi, Risiera di san Sabba – promuovono una serie di iniziative per domenica 6 marzo 2022 nei rispettivi territori, dando vita ad una staffetta per la Pace che durerà tutta la domenica. A Monte Sole avrà luogo una Marcia per la Pace che inizierà alle 15,30 presso la Scuola di Pace per arrivare al Cimitero di Casaglia, dove è sepolto Giuseppe Dossetti.
L’evento, non solo simbolico, vuole ribadire l’urgenza e la necessità di porre fine alle operazioni belliche e riprendere la strada della pace e del dialogo fra i popoli.
L’Anpc appoggia e condivide profondamente questa iniziativa e unisce la sua voce alle tante che stanno aderendo a questa Marcia per la Pace.
Qui di seguito l’appello dei luoghi della Memoria, l’elenco delle iniziative e il volantino della Marcia della Pace a Monte Sole.
Oggi alla commemorazione di Teresa Gullace era presente in rappresentanza dell’Anpc il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi. Ecco le sue parole: “Alla presenza della nipote Gabriella Gullace e delle Istituzioni, abbiamo ricordato il 78° Anniversario del Martirio dell’eroica popolana, madre di cinque figli e in attesa del sesto, da parte dei nazifascisti, avvenuto tra Viale delle Milizie e Viale Giulio Cesare, durante una manifestazione di donne di varia estrazione politica e sociale, avente come obiettivo una ferma protesta contro i nazifascisti di stanza nelle caserme esistenti nella zona, per l’intensificata azione di rastrellamento operata in quei giorni, nonché per il rilascio dei rastrellati. La manifestazione, imperniata sulle donne, era protetta da alcuni partigiani di varie formazioni. Tra questi: il polacco Frejdrik Borian (citato da Harry Schindler nel suo libro “La mia guerra non è finita” ucciso alla La Storta il 4 giugno), Angelo Lombardi detto “Lampo” – mio padre -, Alberto Brunacci, autore della stampa clandestina del provvedimento di scarcerazione da Regina Coeli di Pertini e Saragat. Altresì erano presenti il giovane Avv. Giacomo Mancini (futuro Ministro) e l’Avv. Domenico Grisolia (primo Vice Sindaco Socialista di Roma).
A distanza di 78 anni, il ricordo di TERESA GULLACE, decorata di Medaglia D’Oro al Valore Civile, deve essere OGGI vivo più che mai.
Adoperiamoci affinché il patrimonio ideale di tutti i caduti della Resistenza non sia tradito, ma venga onorato per costruire una società sempre più DEMOCRATICA, UMANA nella PACE e nella LIBERTÀ. Nel rispetto dei valori COSTITUZIONALI.
La promozione e la tutela della pace, il ripudio della guerra, sono parte dell’impegno costante dell’ANPC per la difesa dei valori costituzionali che sono alla base del nostro vivere civile.
Ma la scelta per la pace deve collocarsi in un orizzonte di limpidità intellettuale e morale e cis spiace che alcuni stiano dimenticando che esistono aggressori ed aggrediti, ed in questo momento la Federazione Russa svolge il ruolo dell’aggressore, attentando all’integrità territoriale e alla libertà di un Paese confinante.
Ci uniremo a tutte le preghiere, le manifestazioni, i cortei che chiederanno la pace, ma riteniamo che la pace esista solo nella giustizia, e che non siano ammesse ambiguità nel distinguere torti e ragioni, oppressi ed oppressori, aggrediti ed aggressori.
Siamo vicini con tutto il cuore al popolo ucraino che sta soffrendo per questa ingiustificata aggressione, e ai numerosi figli e figlie dell’Ucraina che vivono fra di noi svolgendo spesso umili ma essenziali lavori di cura e che tremano al pensiero della sorte che potrebbe toccare ai loro paranti ed amici rimasti in patria.
Sin da subito, con tutte le donne e gli uomini di buona volontà ci uniamo alla giornata di digiuno per la pace promossa da papa Francesco per il 2 marzo ed esortiamo tutti gli interlocutori, per primo il Governo russo, ad abbandonare immediatamente il piano del confronto armato e a tornare a quello delle trattative diplomatiche, avendo come unico bene da tutelare la libertà e il benessere dei popoli.
Sabato 26 Febbraio 2022 Ore 10-13 Roma Domus Mariae. In rete su canale Youtube di Azione Cattolica Italiana. Per una Repubblica libera dalla guerra e dalle armi nucleari. Dialogo aperto con le associazioni, reti e movimenti cattolici firmatari il 2 giugno 2021 dell’appello a favore dell’adesione dell’Italia al Trattato di proibizione delle armi nucleari. Promotori: Azione Cattolica Italiana, Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, Movimento dei Focolari, Associazione Comunità Papa Giovanni XIII, Pax Christi. Intervengono Giuseppe Notarstefano, Maurizio Simoncelli, Mons. Giovanni Ricchiuti, Maria Bianco e i rappresentanti delle realtà firmatarie dell’Appello.
Oggi Mons. Lorenzo Loppa, Vescovo di Alatri, ha celebrato il funerale del nostro amatissimo Carlo Costantini alla presenza dei familiari, degli amici e delle più alte cariche locali. Per l’Anpc erano presenti Cristina Olini e Aladino Lombardi. Sul Sagrato della Basilica il sindaco ed altre autorità hanno espresso l’ultimo saluto a Carlo. Aladino Lombardi ha espresso le condoglianze a nome della Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia e di tutta l’Associazione, ricordando anche episodi di vita sociale insieme.
Vogliamo qui riportare una parte dell’orazione tenuta da Fabio di Fabio: “Carlo Costantini non è stato solo il Sindaco di Alatri, apprezzato e mai dimenticato. E’ stato davvero molto altro. Al di là dei suoi diversi incarichi politici ed amministrativi, dei suoi ruoli all’interno di varie associazioni, dei suoi innumerevoli interessi, è stato, soprattutto, un maestro di vita e di impegno civile. Un maestro appassionato fino all’ultimo: di quelli che suscitano ammirazione, spirito di emulazione, desiderio di azione. E’ stato un cristiano convinto, testimone coerente della sua fede, anche dentro la temperie della lotta politica. E’ stato un democratico autentico, difensore della libertà e della partecipazione matura alla vita sociale e politica, un interprete fedele dei valori della Costituzione italiana. Gli anni della sua giovanile militanza antifascista, caratterizzata anche dalla redazione del giornale clandestino “Libertà”, ne hanno segnato indelebilmente la visione ideale ed anche la ragione profonda di tutta la sua successiva esperienza umana e politica. E spesso, ancora recentissimamente, tornava con la mente e con viva passione al coraggio e all’entusiasmo di quegli albori. Prova ne sono l’impegno e la dedizione con cui ha partecipato alla fondazione dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani e, poi, all’attività di formazione e monito per le giovani generazioni, promossa da quest’ultima, finanche con incontri con gli studenti della nostra città. Ma anche le bandiere tricolori che, il 25 aprile ed il 4 novembre di ogni anno, faceva scendere dalle finestre di casa sua, in Corso della Repubblica, e che riempivano di commozione chi vi passava sotto con il corteo istituzionale e guardava su. Ed, ancora, la collaborazione illuminante con la commissione consiliare speciale che ha inteso intitolare luoghi pubblici a concittadini che soffrirono e perirono per la follia nazifascista. Ha accompagnato con saggezza, e mai con invadenza, l’avvicinarsi alla politica ed il “muovere i primi passi” di tanti giovani di tante generazioni, seminando in tutti, credo, quella fiducia nella buona politica e quella speranza di potersi impegnare per gli altri, senza necessariamente sporcarsi. Anche quando ebbe qualche delusione. Spesso andavamo da lui a chiedere consigli ed egli, talvolta anche con ironia, dispensava risposte che non erano, in realtà, soluzioni bensì indicazioni di un percorso di comprensione, di discernimento: perché le soluzioni spettano alla responsabilità di ciascuno, ci spiegava. Negli ultimi tempi, quando avevamo assunto responsabilità politiche ed amministrative, era lui che ci chiamava e ci chiedeva di interessarci di questa o quell’altra questione che interrogava la sua ancora vivace coscienza civile. E qui vorrei soltanto ricordare il fascino di quegli incontri, il senso di una responsabilità antica e condivisa ma anche la leggerezza che respiravamo nel suo studio, al primo piano della sua casa: la sua scrivania dietro la quale ci cominciava a parlare, poi offrendoci le sue cartelle intitolate, con dentro quello che egli chiamava il “materiale” di studio che aveva raccolto e preparato: normativa, rassegna stampa, appunti da lui scritti a mano sull’argomento. Una delle passioni che hanno animato gli ultimi anni della sua esistenza terrena e del suo impegno è stata la riqualificazione del Campo delle Fraschette per farne un monumento alla memoria della sofferenza e della vita di chi vi aveva trascorso mesi o anni di restrizioni e solitudine. Spesso ci ricordava, con il suo umorismo, che prima o poi sarebbero scadute le “proroghe” concessegli dal Signore e che avrebbe desiderato vedere realizzato questo suo sogno. Purtroppo, non abbiamo fatto in tempo, malgrado l’impegno e la presenza di un progetto finanziato. E questo è un cruccio che ci portiamo dentro in parecchi. Ma se un giorno tale monumento vedrà la luce non potremo che esser grati a Carlo e ricordarlo in modo adeguato. (…) Il suo impegno ecclesiale lo ha portato a svolgere un ruolo di promotore delle confraternite sul territorio (quali realtà di crescita comune nella fede e nella tradizione) e, soprattutto, di un coordinamento diocesano delle stesse. Ma Carlo è stato anche un marito, un padre, un nonno esemplare, amato, prima ancora che rispettato, dai suoi familiari; ai quali ha insegnato la fede cristiana, la responsabilità nell’impegno in favore dell’altro, la passione civile. Da oggi, Carlo, continua a pregare, da Lassù, per la tua amata famiglia, per la tua amata città, per tutti noi”.
Omaggio a Carlo Costantini
Martedì sera, 8 febbraio 2022, abbiamo perso la straordinaria figura di Carlo Costantini che, per la nostra Associazione, è stato un’autentica e inesauribile fonte di notizie. Scompare con lui un protagonista e un testimone prezioso del Novecento alatrense, che con sobrietà, garbo e umiltà si è messo a nostra disposizione per raccontarci tanta parte della storia cittadina e non solo. Il suo lavoro, la sua laboriosità, la sua semplicità non muoiono con lui, ma restano “tesori” che custodiremo. Lo piange la sua famiglia, ma Carlo era “patrimonio” di tutti noi. Ci uniamo nell’abbraccio ai suoi familiari con questo video realizzato dalla nostra Maria Novella De Luca: immagini e parole in ricordo del grande Carlo Costantini
Oggi, 10 febbraio 2022, Luisa Ghidini, Consigliere Nazionale e Presidente della Sezione Anpc di Milano, ha partecipato al funerale della staffetta partigiana Elda Filiberti. Luisa Ghidini ha letto “La Preghiera del ribelle”, che Elda Filiberti amava recitare ad ogni manifestazione pubblica. L’orazione funebre fatta dall’amico Gianni Maiorano e dal Sindaco Rino Pruiti, ha dipinto così perfettamente la figura di questa partigiana eccezionale che ha commosso tutti i presenti (ne pubblichiamo qui di seguito il testo).
IN MEMORIA DI ELDA FILIBERTI
Ciao, Elda. Non dimentico il nostro primo incontro nel lontano 1976. Eri fiera di condurmi nei comuni della zona durante una difficile campagna elettorale quando Buccinasco era ancora ben lontana dall’essere quella che poi è diventata.
Ancora più fierezza manifestavi in quegli indimenticabili 25 aprile dove agile e passionale rinverdivi i tuoi anni rimettendo al collo quel fazzolettone azzurro dei partigiani cristiani.
Rivendicavi con orgoglio il tuo essere partecipe della resistenza e della tua caratterizzazione politico-culturale dentro il filone del cattolicesimo democratico. Lo facevi certa di essere accolta da quanti, pur di altre esperienze politiche, riconoscevano in te la giovane staffetta con la schiena diritta. D’altra parte tu non hai mai sofferto nello sfilare insieme con la tua azzurra bandiera dell’ANPC tra le tante rosse e questo ti ha dato il passaporto per un confronto franco e un dialogo proficuo e rispettoso. Un germe che, col passare del tempo, ha ricomposto dissidi e ridata quell’identità plurale e corale propria della resistenza contro l’oppressione nazifascista.E’ all’interno di questa dinamica che hai realizzato il tuo profilo mai venuto meno neppure negli anni che ti hanno vista impegnata dall’altra parte della barricata nel tuo impegno al servizio della comunità di Buccinasco.
Ne è passato, Elda, di tempo da allora. Ma sono ancora parecchi quelli che ricordano le tue battaglie da consigliere comunale ed insieme la profonda lealtà costituzionale che confermava quel legame all’epopea resistenziale quale battaglia comune per la liberta di tutti.Non era nella tua indole considerare l’avversario un nemico. E’ così che hai coltivato stima ed amicizia nei confronti di personaggi quali Fulvio Formenti, Corrado Miscio, Novello Manzini che hanno costruito la storia della nostra comunità E tu insieme a loro.
E’ bello proprio qui ricordare il tuo senso anticipatorio del significato di sussidiarietà prima ancora che trovasse collocazione nella nostra carta costituzionale. Hai significativamente applicata a te stessa quella orizzontale contribuendo ed esponendoti anche finanziariamente per realizzare la scuola materna parrocchiale desiderata e voluta da don Stefano Bianchi. Su questo non sempre, come avresti meritato, hai trovato adeguato riconoscimento.
Ci siamo persi di vista per qualche anno, eppure non eravamo distanti. Io in fondo alla Ludovico il Moro a Milano e tu in via I° Maggio a Buccinasco, poco più che una manciata di chilometri. Erano i campi a separare le nostre abitazioni che sembravano più lontane per effetto delle marcite e dei fossi ancora numerosi e a cielo aperto ed una strada che necessitava sempre di manutenzione per evitare le buche e i tratti ancora non asfaltati.Ci siamo ritrovati a Buccinasco nel 1981 quando ho dovuto scegliere dove risiedere avendo perso il mio appartamento in affitto. Ho scoperto ed amato questa realtà a cui tu avevi già dato tanto. Sei stata per me e per tanti una consigliera ed una guida. Hai gioito alla mia prima esperienza da consigliere comunale analogamente a quando sono stato nominato assessore. Eri raggiante quando poi sono stato eletto Sindaco: un obiettivo da te desiderato e perseguito a coronamento di un percorso di condivisione e di armonizzazione con la società civile e di tutte le forze che ne hanno permesso la realizzazione.
Ti sono grato, Elda. Pubblicamente ti chiedo scusa se, consapevole delle tue difficoltà di salute e della precarietà nel riconoscere i tuoi interlocutori, ti ho mancato di attenzione una volta uscito dal palazzo.Non posso che salutarti ricordando a me ed a tutti un brano di quella stupenda preghiera di Teresio Olivelli che amavi declamare nella liturgia di saluto in memoria del 25 aprile: Tu che dicesti “Io sono la resurrezione e la vita” rendi nel dolore dell’Italia una vita generosa e severa. Liberaci dalla tentazione degli affetti, veglia tu sulle nostre famiglie. Sui monti ventosi e nelle nostre catacombe della città, dal fondo delle prigioni, noi Ti preghiamo: sia in noi la pace che Tu solo sai dare!
Quella stessa pace, Elda, che tu, RIBELLE PER AMORE, hai oggi raggiunto godendo della serenità dei figli di Dio accompagnata dall’affetto e dalla attestazione di quanti si stringono intorno a te grati della tua linearità e della tua generosità.
Cinisello Balsamo ha celebrato questa mattina il Giorno del Ricordo con una cerimonia all’interno del giardino intitolato ai Martiri delle Foibe e dedicato due anni fa a Norma Cossetto, la giovane studentessa universitaria istriana imprigionata da partigiani jugoslavi nel 1943 e poi barbaramente gettata in una foiba.
Presenti il sindaco Giacomo Ghilardi, la giunta, le autorità cittadine, alcune associazioni e una rappresentanza di studenti della scuola Morandi accompagnati dalla loro insegnante. La Sezione Anpc di Cinisello Balsamo era presente.
Don Ampelio Crema, superiore della Comunità dei Paolini ha letto alcune poesie e recitato una preghiera, mentre Lorenzo Galli, coordinatore regionale dell’Unione degli Istriani, ha portato un messaggio dell’associazione per realizzare insieme all’Amministrazione iniziative di carattere culturale, didattico e formativo finalizzate alla diffusione della conoscenza delle vicende dell’esodo e delle foibe, in particolare tra le giovani generazioni.
Pubblichiamo alcune foto della Cerimonia e la preghiera recitata da Don Ampelio Crema “ Non c’è notte buia e senza stelle o abisso profondo e tetro che non permetta all’uomo di innalzare il suo pianto, il suo grido di aiuto”.
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