ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

La Festa della Liberazione e Reggio Emilia

La nuova Sezione di Reggio Emilia ha festeggiato la Liberazione il 24 Aprile al Museo Cervi ed il 25 in Piazza. Il Presidente di Sezione Giuseppe Pagano e tutti i presenti hanno molto apprezzato l’intervento del Ministro Cartabia, di alto profilo etico e politico con riferimenti, accanto ai fratelli Cervi, a Don Pasquino Borghi, a Gorrieri e soprattutto a Dossetti. C’è stato un grande spirito di collaborazione sereno ed unitario fra tutte le Associazioni presenti.

Il 24 Aprile all’Istituto Cervi si è ricordato in particolar modo: “IL SOLITARIO, IL PRIMO PARTIGIANO CHE ENTRA NELLA REGGIO LIBERATA DAI NAZIFASCISTI”

Giorgio Morelli, “Il Solitario”, è il primo partigiano che entra nella Reggio liberata dai nazifascisti.
Un ragazzo con il Tricolore che entra nella nostra città, finalmente libera. “Il Solitario” aveva 19 anni.
Un amico molto stretto di Giorgio Morelli, Eugenio Corezzola, anch’egli partigiano e giornalista, così descrive quel momento: “Reggio sembrava una città morta quel pomeriggio del 24 aprile. La via Emilia era deserta. In realtà tuti spiavano dalle fessure delle persiane in spasmodica attesa. A un tratto, però, si vide un giovane solo avanzare da San Pietro, che montando una vecchia bicicletta gridava : siamo liberi! stanno arrivando! E qualche finestra iniziò così ad aprirsi. Il ragazzo era disarmato e aveva grandi occhi espressivi e un fazzoletto tricolore al collo. Era Giorgio Morelli”.
Lo stesso Giorgio Morelli ricorderà questo momento nello scritto “ Ed ho pianto“.
Nato ad Albinea il 29 gennaio 1926, cattolico, nella primavera 1944 entra nella formazione partigiana Brigata Garibaldi per uscirne nel 1945 ed entrare nelle Fiamme Verdi, i partigiani cattolici, arruolandosi nella 284 sima Brigata “Italo” fondata da don Domenico Orlandini, “Carlo”, operante nelle province di Reggio Emilia e Modena.
Giorgio Morelli e Eugenio Corezzola nella primavera 1945 fondano “La Penna” giornale delle Fiamme Verdi. Conclusa la guerra riprendono la testata con il titolo “La Nuova Penna” esperienza conclusa nel 1947. Il giornale si caratterizza per uno spirito assoluto di giustizia e di verità e per questo, giornale e promotori, subiranno forti intimidazioni. Il coraggio e la sete di verità di Giorgio Morelli saranno all’origine, il 27 gennaio 1946, di un attentato. Mentre rientra nella sua casa di Borzano è vittima di un agguato durante il quale gli vengono sparati sei colpi di pistola di cui uno ne ferisce un polmone. Trasferito in un sanatorio di Arco, Trento, non riesce a guarire e muore il 9 agosto 1947.
Aveva solo 21 anni. Elio Ivo comm. Sassi, Presidente Alpi-Apc Giuseppe Pagani, Presidente Anpc”.

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Foto 25 Aprile

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