ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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Gerardo Bianco in difesa dei Partigiani Cristiani

On. Enrico Letta, Presidente 

Consiglio dei Ministri      

 Palazzo Chigi

 

Caro Presidente, 

l’Associazione dei Partigiani Cristiani fondata da Enrico Mattei, ora presieduta dall’On. Giovanni Bianchi, è stata esclusa, per un presunto vizio di forma dalla presentazione di un programma per il 70° Anniversario della Resistenza. Questa assurda decisione è stata assunta da un “Comitato Tecnico” della Confederazione delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane.

Per semplificare la Presidenza aveva affidato alla Confederazione un primo esame formale dei progetti quando era Presidente il Sen. Gerardo Agostini. Dopo la sua morte c’è stata molta disattenzione verso l’Associazione dei Partigiani Cristiani, la conseguenza, non si sa se per errore o per insipienza, è stata la bocciatura del progetto presentato.

Il programma dell’ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) è ragguardevole per innovazione (piattaforma interattiva multimediale con compiti di archivio storico digitalizzato, studio e scuola per i giovani), per contenuti (rivisitazione della Resistenza dal punto di vista della Resistenza civile di Pietro Scoppola) e per partner (Istituto Sturzo, Acli, Eni, Università LUMSA, Istituto De Gasperi di Bologna e con il patrocinio della CEI per la parte riguardante il sacrificio dei 440 sacerdoti uccisi nella Resistenza).

La motivazione formale della “esclusione tombale” si basa sul pretesto di alcune pagine del progetto nelle quali risulta assente la firma del Presidente Bianchi (mi permetto di ricordare che proprio in quei giorni Giovanni Bianchi perdeva la sua giovane figliuola e quindi è comprensibile la parziale e ininfluente omissione). A me pare giusto e necessario chiedere di riesaminare in sede di Comitato Interministeriale il progetto dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani poiché non è giustificabile che un Comitato tecnico privato possa annullare, per motivi puramente formali, che non incidono sulla legittimità e legalità della domanda, il diritto di partecipazione al bando di accesso a fondi pubblici. 

Con viva cordialità.                                                                                   

Gerardo Bianco

La solidarietà degli Amici di Supplemento d’Anima al nostro appello

Carissimi Giovanni, Bartolo ed amici tutti,

quello che ci dite è fonte di grande dolore, perché proprio i valori della Resistenza cristiana e del Codice di Camaldoli stanno alla base della nostra Costituzione e debbono presiedere e presidiare non solo la continua edificazione, ma anche la manutenzione e la crescita dell’Italia repubblicana.
Siamo di fronte ad una grave, tanto più perché oggettiva, forma di negazione sul piano culturale del ruolo svolto dalla Resistenza cristiana, determinante sul piano quantitativo e qualitativo – consentitemi di ricordare, fra i tanti fiorentini e toscani, almeno Adone Zoli, autorevole componente del CTLN -, negazione tanto più grave oggi, quando è proprio da questo quadro di valori che possiamo, e dunque dobbiamo volere, ricostruire un’Italia (ed un’Europa) migliore di quella attuale.

La battaglia contro la discriminazione dei Partigiani Cristiani è doverosa e va pienamente condivisa, partecipata e sostenuta, proprio nel momento in cui essere “ribelli per amore”, noi i veri anticonformisti, verso l’attuale stato delle cose socio – politiche è, a mio avviso, condizione preliminare per ricostruire quella coesione sociale e quella buona politica di cui il Paese ha bisogno come il pane: è la buona battaglia da combattere oggi nello spirito della Seconda lettera di S. Paolo a Timoteo. Le iniziative che avete già avviato vanno accompagnate da un movimento di opinione pubblica ampio e diffuso cui va data qui ed ora voce forte e chiara, perché non so quanto in questo preciso momento storico l’esito discriminatorio che Voi denunciate sia così casuale …

Il coraggio dei Partigiani Cristiani sia a tutti noi di esempio per affrontare con coraggio le dure sfide di oggi e dare una voce protagonista nella vita pubblica italiana ed europea. E’ una questione di responsabilità e di testimonianza di cui tutti dobbiamo esserVi grati e renderci partecipi, per esprimerVi non solo adesione e solidarietà, ma la più piena condivisione e disponibilità anche operativa. In questo senso, ritengo di esprimere non solo l’avviso e la disponibilità mia personale, ma il convinto sostegno e la piena condivisione di Amici di Supplemento d’anima / Collegamento Sociale Cristiano. Un abbraccio caro, libero e forte nel nome del Signore,

Leonardo BIANCHI, Presidente di Amici di Supplemento d’anima / CSC

Convegno Sezione ANPC Piacenza

CONVEGNO STORICO
Sabato 26 Ottobre 2013 70° della Resistenza

“13 ottobre 1943: nasce il Comitato di Liberazione Nazionale Piacentino”

Presiede

Il comandante partigiano AGOSTINO COVATI

dedicando il convegno allo scomparso presidente prov.le dell’Anpi Mario Cravedi.

Clicca qui per leggere l’intervento del Presidente Provinciale Mario Spezia:

Componenti e collaboratori del CLNProvinciale di Piacenza per la Democrazia Cristiana

Manifestazione in ricordo di Gino Bartali a San Giovanni Valdarno

Manifestazione in ricordo di  Gino Bartali, grande figura di Cristiano e di Sportivo  SABATO 9 NOVEMBRE a San Giovanni Valdarno.

 lettera Ansa

2 Novembre 1943 – Ancona a 70 anni dai bombardamenti di MASSIMO CORTESE

70 ANNI DAI BOMBARDAMENTI- COMMOVENTE COMMEMORAZIONE AL RIFUGIO DELLE CARCERI 

Sabato 2 novembre 2013, alle ore 12.30, alla presenza di oltre un centinaio di persone, il Sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, ha deposto una corona di alloro all’ingresso del Rifugio delle Carceri, ove trovarono la morte alcune centinaia di cittadini.

Nel suo breve ma intenso discorso, il Sindaco ha evidenziato come, anche da un simile evento tragico, l’intera Comunità debba recuperare un senso di appartenenza alla Città di Ancona, che ai giorni nostri sembra essere scomparso. Alla Commemorazione erano presenti anche alcuni sopravvissuti alla tragedia, come i signori Marcellini e Dubbini e l’allora bambina Gisella Bendelari, di appena 4 mesi, che ebbe a perdere la mamma. Era presente anche la mamma di Fiammetta, meglio conosciuta come la ragazzina che, per aver dimenticato di portare nel rifugio il cappello, per punizione fu costretta a rimanere in Istituto: Quel fatto le salvò la vita. Particolarmente toccante la testimonianza di Dubbini: “ Perdemmo ogni speranza di salvezza quando vedemmo i carcerati tornare verso di noi, lamentandosi sull’impossibilità di trovare una via d’uscita da quel disastro. Qualcuno disse: Loro sono morti, noi andiamo incontro ad una morte lenta.” Le cose, però, andarono diversamente. In quindici o venti riuscirono a trovare un varco. Anche lo storico Dubbini, che per l’occasione fa da Guida ai presenti, nel rievocare il suocero, sopravvissuto e soccorritore, che trova accatastati morti dappertutto, per un attimo si commuove, ma subito si riprende e continua nella sua rievocazione. Alla commemorazione hanno preso parte anche persone straniere: ecco una prova. Ultimo oratore, prende la parola un signore con la barba, molto distinto, il quale adopera parole forti e vibranti, esaltando la marchigianità delle vittime, dei presenti e del luogo, appartenente alla Sovrintendenza Archelogica. Chiedo allora ad una signora: Come si chiama il signore che sta parlando? “I don’t know è la sua risposta, non lo so. Comprendo che la donna ha parlato in inglese, ed allora rispondo con Sorry, chiedo scusa. Sono certo che nessuno ha ascoltato quella improvvisata conversazione, ma non è così, perché oggi ci sentiamo tutti vicini, come al tempo della guerra. Infatti, quel Sorry è bastato per far credere che io sia un Suddito di Sua Maestà, al punto che, mentre stiamo per uscire dal Rifugio, una signora mi viene incontro, gridando: Signore inglese, signore inglese, si chiama Landolfi. Ha parlato il Dirigente alla Soprintendenza dei Beni Archeologici delle Marche dottor Maurizio Landolfi.

Ormai la visita al Rifugio delle Carceri, che io ho effettuato ben due volte, è conclusa: Davanti a noi vi sono le rovine dell’Anfiteatro Romano, con il sole che era presente anche in quel tragico 1° novembre.

Sono consapevole che Ancona ci ha regalato una Giornata Eccezionale, con delle persone eccezionali che solo una Città Straordinaria può avere.

A 70 ANNI DAI BOMBARDAMENTI- INAUGURATA LA MOSTRA ALL’ATELIER DELL’ARCO AMOROSO IN PIAZZA DEL PLEBISCITO

Da sabato 2 fino a domenica 17 novembre 2013, è possibile visitare la Mostra “Ancona in guerra 1940-1944”, recandosi presso l’Atelier dell’Arco Amoroso in Piazza del Plebiscito.

Terminata la visita al Rifugio, mi reco presso l’Atelier dell’Arco Amoroso, ove è stata allestita la Mostra “Ancona in guerra 1940-1944”. Per fare prima, vista anche l’ora tarda, faccio le scalette, e ben presto mi trovo nel luogo stabilito. Al tavolo vi è il libro che invita a raccogliere le firme dei visitatori, ed io provvedo subito, ma le emozioni fin qui provate mi inducono a scrivere quattro o cinque righe di commento. La Mostra è molto bella, con manifesti e documenti di quel periodo, senza mai dimenticare, accanto alle divise ed agli strumenti bellici, i riferimenti alla vita di tutti i giorni, come è il caso del tariffario dei prezzi del pesce. La copia ingiallita di un giornale riporta la fotografia della piccola Gisella Bendelari, con la quale al rifugio delle Carceri ho scambiato qualche battuta. Molto suggestive le fotografie, tra le quali vi è quella che riproduce la copertina del mio secondo libro. Sergio Sparapani, che per l’occasione fa da guida ad un Assessore e a qualche altro visitatore, si sofferma sulla figura dell’Ingegner Carlo Albertini, il mitico Comandante dei Vigili del Fuoco, Uomini Preziosi ed indispensabili per quell’Ancona ferita: sicuramente il personaggio meriterebbe un’attenzione maggiore. A coronamento della visita è stato programmato un video di venti minuti, che forse molti trascurano, e fanno male, perché il filmato rappresenta il pezzo forte della Mostra. Vi si parla della vita della gente comune, dell’aria gioiosa dei ragazzi, che stanno per andare ad acquistare un dolcetto per festeggiare il compleanno della mamma: non dimentichiamo che quel giorno era festivo. Il video si conclude con un riferimento al dramma degli sfollati, attraverso il riferimento alla lettera di una suora, che presta il suo operato in una Casa di Riposo della Provincia di Reggio Emilia, indirizzata a sua sorella.  Scrive la Suora: “ Cara sorella, ero in pena, in quanto da qualche mese non avevo tue notizie. Vi prego di venire da me, qui ci sono tante buone persone, sono tanti gli sfollati provenienti da Ancona. La signorina mi ha detto di dirvi che alle spese del viaggio penserà lei”.

Eccezionale.

A 70 ANNI DAI BOMBARDAMENTI- UNA BELLA GIORNATA DI SOLE 

Sabato 2 novembre 2013, alle ore 9.55, oltre trecento persone hanno partecipato al Trekking proposto dal Comune di Ancona, che ha permesso di visitare alcuni luoghi importanti per ricordare i bombardamenti su Ancona.

Tra i partecipanti non pochi provenivano da altre regioni, a dimostrazione dell’interesse riscosso dalla bella iniziativa. Sono stati formati dieci gruppi, di circa trenta persone ciascuno, presieduti da guide turistiche.

E’ stato un intenso ed emozionante viaggio nella memoria.

L’itinerario proposto, con partenza da Piazza Cavour, valorizzava palazzi e luoghi, che in genere passano inosservati. Per esempio, è ancora visibile, sulle facciate di qualche edificio, un cerchio con la R, che indicava la presenza di un Rifugio, noto all’epoca come Ricovero. Ve ne erano quarantaquattro in città. Subito dopo la dichiarazione di guerra del giugno 1940, l’allora Sindaco di Ancona aveva disposto la costruzione dei ricoveri per ospitare la popolazione civile. Il particolare risalto dato al tragico bombardamento del 1° novembre 1943, ci porta a riscoprire i luoghi presenti all’interno dell’attuale Parco del Cardeto, quali la Caserma Villarey, la Polveriera, il Magazzino Viveri, il Cimitero degli Ebrei, ciascuno dei quali rievoca una drammatica pagina di storia cittadina. Siamo nel cuore della vecchia Ancona, da una parte palazzi di recente costruzione, dall’altra abitazioni ormai abbandonate, certamente anche a causa del Terremoto del 1972. Arriviamo infine al Rifugio delle Carceri, tristemente noto per la morte di alcune centinaia di persone, addirittura, come risulterebbe da uno studio recente, ben settecentoventiquattro vittime. Le guide ci mostrano, documenti alla mano, centinaia di fotografie dei luoghi, immortalati prima e dopo i bombardamenti.

E’ proprio il caso di dire, prendendo a prestito le parole di un ufficiale, che sopravvivere ad una guerra è una casualità.

A 70 ANNI DAI BOMBARDAMENTI- RIFLESSIONI CONCLUSIVE 

A conclusione dell’intensa mattinata del 2 novembre 2013, trascorsa nell’Ancona della seconda Guerra Mondiale, desidero esprimere qualche breve pensiero.

Non è un’impresa facile, in quanto sono state tante le emozioni provate in questi momenti. Ne ricorderò solo alcune, le più importanti. Durante la seconda visita al rifugio delle Carceri, quella con il Sindaco per intenderci, ha preso la parola il farmacista Dubbini, che ci ha offerto una testimonianza di quei tragici momenti, che aveva temuto essere gli ultimi. Dopo la sua testimonianza, il signor Bevilacqua, in qualità di guida improvvisata, ha chiesto di proseguire nella visita con un garbatissimo Posso continuare?, e subito dopo Dubbini ha chiesto scusa per aver parlato. A quel punto, Bevilacqua ha detto: “ No, lei non deve scusarsi in alcun modo, lei è un testimone di quei fatti”. Bevilacqua non lo ha detto, ma io credo che avrebbe voluto dire, con animo commosso: “Siamo tutti noi a dover essere grati a lei”.

Concludo con una nota di costume. Fin da piccolo, mi è stato detto che non è buona cosa chiedere l’età delle donne, ma oggi abbiamo fatto un’eccezione. Ai signori uomini non è stata rivolta questa domanda: d’altra parte, chi ha il coraggio di domandare l’età a Carlo Marcellini, al farmacista Dubbini e agli altri sopravvissuti presenti? Invece della signora Gisella, che aveva 4 mesi, conosciamo l’età, ma sarà sempre la nostra bambina. Quanto all’altra signora di questa vicenda, Ancona, di anni ne ha duemilaquattrocento: Sono tanti, è vero, ma li porta bene.

Massimo Cortese

 

25 Ottobre 1943 – 70° anniversario sacrificio Don Pasquale Buttarazzi

70° anniversario della barbara uccisione ( 25 ottobre 1943 ) da parte delle truppe tedesche di don Pasquale Buttararazzi, medaglia d’argento al valore militare, Parroco di Guadagnolo, frazione del Comune di Capranica Prenestina ( Roma ).

La cerimonia è programmata per il prossimo 1° novembre alle ore 11 con la S. Messa, la posa di una lapide nel luogo ( alle immediate vicinanze dell’entrata in Guadagnolo ) dove avvenne l’assasinio e la posa di una corona al monumento dei caduti di tutte le guerre.

I tedeschi catturarono don Pasquale Buttarazzi, già cappellano militare dell’aeronautica, che era in contatto con uomini di Bandiera Rossa e con militari sbandati della zona Prenestina: dopo averlo inutilmente torturato per estorcergli notizie, lo mitragliano sulla piazza del paese lasciandolo esposto per tre giorni come monito ai cittadini.

La Chiesa cattolica e la Resistenza

Pietro Scoppola così risponde in una intervista di Giuseppe Tonion a proposito della posizione della Chiesa nella Resistenza: “La Chiesa non ha accettato, anzi ha rifiutato l’ideologia fascista della guerra. Questo l’ha avvicinata al popolo specie quando i sacrifici si sono fatti pesanti e si è delineata la sconfitta. Di fronte alla lotta partigiana a quella che Claudio Pavone chiama Guerra civile (Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza, 1991), la posizione della Chiesa è complessa ma non pienamente attendista. Alcuni sacerdoti e vescovi si schierano ma la Chiesa nel suo insieme svolge un ruolo che definirei di Resistenza civile, a fianco della popolazione duramente provata dalla guerra e dalla miseria”.

Ecco le pagine originali: Pietro Scoppola su Resistenza ecclesiale

Il Popolo settant’anni dopo

Il 23 ottobre 1943 esce a Roma il primo numero del giornale clandestino. Quattro pagine, con idee e un deciso orientamento sulla Resistenza  e sul governo Badoglio, sulle prospettive di libertà del Paese, una volta terminata la tragica guerra in corso. A settant’anni di distanza, ripercorriamo le otto uscite del giornale, dall’ottobre 1943 al maggio 1944, in edizione clandestina, pubblicando la versione integrale del quotidiano, la cui intera raccolta è conservata dalla Biblioteca dell’Istituto Sturzo ed è in corso di digitalizzazione.

IL POPOLO, 23 OTTOBRE 1943 [N.1, ANNO 1]. Clicca qui per leggerlo: popolo-clandestino-19431023

Un grande progetto dei Partigiani Cristiani

Le iniziative dedicate alla celebrazione del settantesimo anniversario della Resistenza e della lotta di liberazione (2013-2015) potranno essere sostenute economicamente attraverso un fondo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il DPCM 5 luglio 2013 definisce attentamente le procedure per i finanziamenti, i soggetti aventi diritto e la fisionomia dei progetti, che dovranno essere volti a valorizzare e divulgare la conoscenza e la memoria degli eventi che portarono alla liberazione dal nazi-fascismo e alla nascita della democrazia. Dovranno inoltre avere la capacità di promuovere, salvaguardare e diffondere conoscenza dei fatti storici e luoghi legati alla Resistenza, nonché di informare e coinvolgere le giovani generazioni.

Puntando a creare un’iniziativa culturale dal carattere innovativo e perdurante nel tempo, l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani – ANPC ha sviluppato un progetto (intitolato: La Resistenza fondamento della nostra identità)  finalizzato alla conservazione e alla diffusione dei materiali che possono costituire una fonte sulla Resistenza e la rinascita della democrazia in Italia e in Europa (con una particolare attenzione al contributo della componente del movimento resistenziale che muoveva da una coscienza e da ideali cristianamente ispirati).

Cuore del progetto uno strumento operante sulla rete Web, aperto e aggiornabile nel tempo, capace di assolvere alla funzione di archivio, di elaborazione di studi e di comunicazione, che raccolga, organizzi criticamente e proponga in rete fonti bibliografiche e testi, documenti d’archivio, dibattiti ed audiovisivi legati alle vicende della lotta di liberazione. Tecnicamente sarà una piattaforma open source, rispondente a tutti i più avanzati standard descrittivi e tecnologici, con particolare riguardo alla integrazione e interoperabilità con il patrimonio culturale digitale nazionale ed internazionale.

Tale strumento offrirà anche la possibilità di promuovere e valorizzare nel tempo tutte le iniziative istituzionali e culturali organizzate in occasione del 70.mo anniversario della Resistenza, ospitandone e mettendone in consultazione i programmi e i contenuti, soprattutto quelli di carattere audiovisivo e multimediale.

Il progetto si avvarrà del contributo scientifico e tecnologico dell’Istituto Luigi Sturzo -fondazione culturale principale depositaria della memoria del movimento cattolico in Italia e fortemente vocata all’applicazione delle nuove tecnologie – e dell’Archivio storico dell’ENI, oltre alla partnership di alcune istituzioni e associazioni fortemente radicate nella società civile e orientate alla formazione della cultura e della coscienza democratica del Paese, come le ACLI, la LUMSA, l’Istituto Alcide De Gasperi di Bologna, Della Fondazione Campana dei Caduti di Rovereto, nonché del patrocinio della Conferenza Episcopale Italiana.

L’accumulazione dei contenuti incomincerà con la organizzazione di tre eventi mediatico-didattici, chiamati “Lectio multimedialis”, che saranno realizzati nei luoghi e lungo il percorso della memoria storica della Resistenza e della liberazione che va dal gennaio 1944 al 25 aprile 1945. Il primo, a giugno 2014, si terrà in una località del centro Italia; il secondo nell’autunno del 2014, in una città dell’Emilia, a rievocare la lotta lungo la linea gotica; il terzo ad aprile 2015 a Milano o nella zona di una delle Repubbliche partigiane, teatro dell’atto finale della liberazione.

Le Lectio saranno incentrate su alcune tematiche finora ignorate (o non sufficientemente indagate) dalla storiografia resistenziale: il significato del sacrificio delle centinaia di sacerdoti uccisi, considerati non come episodi singoli, ma come complessiva repressione dei capi naturali di una Resistenza civile; la nascita della coscienza europea durante la Resistenza, anche per ricordare il contributo italiano al progetto europeo durante la Resistenza in concomitanza col semestre della Presidenza italiana della Comunità Europea (luglio-dicembre 2014); il ruolo essenziale delle donne nella Resistenza, recuperando il contributo di dignità civile e di pietà cristiana che creò le condizioni indispensabili per la resistenza armata.

La piattaforma resterà a disposizione anche per tutti i contributi su supporto informatico e di carattere multimediale che verranno da parte delle associazioni, degli studiosi e delle memorie personali nel corso del 70° anniversario e nel futuro.

Maurizio Gentilini

16 Ottobre 1943 – Non c’è futuro senza memoria (marcia per ricordare)

Il fascismo e gli ebrei in Italia e a Roma

Il 16 ottobre 1943 è una data importante per la comunità ebraica di Roma, ma anche per la città intera. Per gli ebrei romani è l’ultima tappa di un triste itinerario iniziato nel settembre del 1938 con la promulgazione delle leggi razziali. Tra queste due date esiste un profondo legame: per molti ebrei romani infatti le leggi razziali hanno rappresentato l’anticamera dei campi di sterminio nazisti. Il 1938 è un anno cruciale. La vita cambia in tutti i suoi aspetti, pubblici e privati. È una svolta che coinvolge tutti gli ebrei, dai bambini agli anziani, da chi nasce a chi muore. Dal 1938, infatti, “ufficialmente” gli ebrei non muoiono più in Italia: è vietata anche la pubblicazione dei necrologi sui giornali. Dal 1938 gli ebrei in Italia devono diventare “invisibili”. Tuttavia, come avrebbe mostrato il 16 ottobre, gli ebrei erano molto visibili, facilmente reperibili: erano registrati in una lista, quindi perfettamente identificabili, per separare il loro destino dal resto della popolazione romana. Continua a leggere…

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