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Le donne nella Resistenza


Questo bellissimo documentario e di grande commozione è stato commissionato alla regista in occasione del ventesimo anniversario della Liberazione. È composto da una serie di interviste a donne che hanno partecipato alla Resistenza. Bisogna ricordare che in quegli anni la presenza femminile nel movimento di liberazione era ancora ritenuta dagli storici marginale benché molto importante. È con la Resistenza taciuta di Rachele Farina e di Anna Maria Bruzzone che questa presenza acquista tutta la sua evidenza. Il documentario quindi precede questa scoperta della storiografia. Napoli, Roma, Firenze, Bologna, Modena, Vicenza, Belluno, Bergamo, Brescia, Milano, Novara, Cuneo, Torino: l’inchiesta si propone di puntualizzare, attraverso una serie di interviste, il significato e la portata dell’adesione delle donne italiane alla lotta contro i nazisti e i fascisti, dall’estate 1943 all’aprile 1945. Queste donne sono state staffette, responsabili anche di alto livello, oltre che sorelle, mogli, amiche di caduti e prigionieri. Nel documentario si scopre che la liberazione di Pertini da Regina Coeli è stata organizzata da Marcella Monaco, moglie del medico del carcere. È altrettanto interessante il modo di raccontare atti che si definirebbero di estremo coraggio, con la semplicità dovuta alla consapevolezza che essi non sono essenziali per la definizione di sé, perchè l’eroismo è la capacità responsabili di agire giorno per giorno per il bene di coloro a cui riconosciamo la nostra stessa umanità . Non è l’atto riconosciuto come eroico che rende eroi, ma l’eroismo quotidiano. Testimonianze di Germana Boldrini ( Bologna), Norma Barbolini (Modena), Adriana Locatelli (Bergamo), Gilda Larocca(Firenze), Tosca Bucarelli (Firenze), Marcella Monaco (Roma), Maria Giraudo, Anna Maria Enriques Agnoletti e sua madre, Suor Gaetana del carcere di Santa Verdiana (Firenze), Maria Montuoro ( Milano).

7 Marzo 1944 – Milano – Arresto Galileo Vercesi

7 marzo 1944, Milano

Arrestato Galileo Vercesi, rappresentante della Dc nel ClnaI. Sarà successivamente fucilato a Fossoli.

Biografia

Nato a Costa Montefedele di Montù Beccaria (Pavia) il 3 marzo 1891, fucilato a Cibeno (Modena) il 12 luglio 1944, avvocato, Medaglia d’argento al valor militare alla memoria.

Aveva partecipato come volontario alla Prima guerra mondiale, durante la quale era stato decorato di due medaglie di bronzo. Nel dopoguerra si era impegnato in politica e, sino allo scioglimento dei partiti decretato dal fascismo, era stato segretario del Partito popolare a Milano. Non volle mai aderire al PNF e fu, per questo, sempre controllato dalla polizia. Ciò non gli impedì, nel 1938, di riprendere clandestinamente la sua militanza.
Dopo l’8 settembre 1943, l’avvocato Vercesi, col nome di copertura di “Cusani”, fu tra gli organizzatori della Resistenza nel Milanese. Per la sua esperienza politica e militare, Vercesi entrò a far parte del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà. Gli sarebbe succeduto nell’incarico Enrico Mattei, quando l’avvocato, era il 17 marzo 1944, fu arrestato nel suo studio dalla polizia.
Incarcerato prima a Monza e poi trasferito a San Vittore, il 9 giugno Vercesi fu avviato al campo di concentramento di Fossoli. Vi restò poco più di un mese. Fu fucilato dai tedeschi, per rappresaglia, nel vicino poligono di tiro di Cibeno, con altri 66 deportati. A Galileo Vercesi è dedicato un Circolo cooperativo di Canegrate. Al suo nome, a Pavia, è stata intitolata la vecchia via Darsena.

Breve storia dell’internamento militare italiano

Dati, fatti e considerazioni di Marco Palmieri e Mario Avagliano

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Ci hanno tolto i contributi, ma noi lavoriamo lo stesso!

Si è riunito ieri, 3 Marzo 2014, il Consiglio di Presidenza ANPC.

Il Presidente Bianchi ha riferito sulle ultime vicende riguardanti la Confederazione delle Associazioni Partigiane e Combattentistiche. Ci sarà un certo ritardo nella soluzione del problema dei nostri contributi. Infatti, in questo momento la nostra Associazione è l’unica a non avere contributi dal 2009. Abbiamo deciso che il nostro programma andrà avanti anche se più lentamente di quanto non avessimo previsto.

Il prossimo Convegno di studio, che è il quinto dopo i quattro dello scorso anno (Dossetti, La Resistenza a Roma, Camaldoli, la Battaglia della Montagnola e Suor Teresina) sarà dedicato alla Resistenza civile nelle terre libere del centro Italia.

È stata presa anche la decisione di ripartire col programma organizzativo potenziando i nostri contatti informatici.

La Segreteria ANPC

3 Marzo 1944 – In ricordo di Teresa Gullace

Il 3 marzo scorso siamo intervenuti col medagliere, in rappresentanza dell’ANPC, alla tradizionale cerimonia in ricordo del sacrificio  di Teresa Gullace, uccisa dai soldati nazisti il 3 marzo 1944, mentre tentava di avvicinarsi al marito che era stato arrestato nel corso di un rastrellamento e portato in una caserma in Viale Giulio Cesare. La protesta popolare fu immediata, tanto che i nazisti furono costretti a liberare il marito Girolamo Gullace. Teresa lasciava cinque figli ed era alla soglia di una nuova maternità. Nel periodo successivo alla sua uccisione divenne uno dei simboli della resistenza romana e, in seguito, nel 1977, fu insignita della medaglia d’oro al merito civile dall’allora Presidente della Repubblica Giovanni Leone.

La figura e la vicenda di Teresa Gullace sono state celebrate dal film di Rossellini “Roma città aperta”, interpretato da Anna Magnani e premiato al Festival di Cannes nel 1946.

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TERESA GULLACE LA VERA STORIA DI PINA LA PROTAGONISTA DI ROMA CITTÀ APERTA

Ogni anno la  memoria di Teresa Gullace viene onorata con la deposizione di corone di alloro sotto la lapide a lei dedicata nel luogo dove fu uccisa, in Viale Giulio Cesare.

Quest’anno, 70° anniversario dalla morte, erano presenti, oltre al rappresentante  del Sindaco di Roma Assessore Masini e a quelli della Provincia e della Regione, il figlio di Teresa, Mario Gullace con i parenti, varie associazioni (ANPC, ANPI, ANFIM – Associazione Nazionale Famiglie Martiri Caduti per la Libertà dell’Italia, ANCFARGIL – Associazione Nazionale Combattenti della Guerra di Liberazione, ANMIG – Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra), la Preside, insegnanti e allievi del Liceo Scientifico Statale Teresa Gullace Talotta di Piazza Cavalieri del Lavoro, il Sindaco di Cittanova (Reggio Calabria), dove era nata Teresa Gullace, la Banda dei Vigili Urbani di Roma.

Nel pomeriggio dello stesso giorno ha avuto luogo presso il Liceo Gullace Talotta una manifestazione con interventi di autorità, docenti, studenti e scrittori,  oltre a un breve discorso di Mario Gullace.

Nota:

Per le Associazioni sono intervenuti, insieme a numerosi soci, per l’ANPC il Vice Segretario Nazionale Carla Roncati, per l’ANPI il neo Presidente Ernesto Nassi, per l’ANFIM il Vice Presidente Aladino Lombardi, per l’ANCFARGIL il Presidente Nazionale Ambasciatore Alessandro Cortese De Bosis, per l’ANMIG GIOVANNI PUCCIOTTI, Medaglia d’Oro al  Valor Militare.

Un esempio di collaborazione internazionale per salvare la memoria

le fraschette libroSiamo orgogliosi di aver potuto rispondere alla esigenza di un cittadino australiano di ritrovare la memoria dei suoi nonni durante la guerra. La Sezione ANPC di Frosinone è stata in grado di trovare i documenti necessari.

Il Signor Michael Meilak, che vive in Australia, di origini maltesi, ricostruendo il suo albero genealogico aveva saputo che i suoi nonni maltesi e quindi cittadini britannici residenti a Tripoli erano stati internati in Italia durante la guerra. Visitando il nostro sito ha trovato notizie del Campo di internamento Le Fraschette, di cui conosceva il nome ci ha chiesto notizie sulla possibilità di avere la storia dei suoi nonni e grazie all’aiuto del Presidente ANPC di Frosinone, Carlo Costantini, abbiamo mobilitato la Signora Marilinda Figliozzi, promotrice di un blog che si occupa proprio del Campo Le Fraschette: http://campolefraschettealatri.blogspot.it/ .

Riproduciamo la corrispondenza come esempio e documento di come si può costruire una memoria condivisa.

La lettera della Signora Figliozzi

Signor Meilak buonasera,

ho ricevuto copia della mail che ha inviato all’ANPC.

Mi è stata girata perchè da anni -in collaborazione con l’Associazione e con l’amico Costantini – mi interesso di conservare la memoria del campo Le Fraschette di Alatri e di ricercarne la storia.

Cercherò quindi, per quanto possibile ,di aiutarla a ricostruire la storia della sua famiglia che è passata dal Campo Fraschette di Alatri.

La storia del campo (che ha vissuto varie fasi) la può vedere ed ascoltare dal seguente filmato in inglese  girato dagli alunni delle nostre scuole, purtroppo potrà anche rendersi conto delle condizioni di degrado in cui versa

http://campolefraschettealatri.blogspot.it/2013_01_01_archive.html

Nei siti seguenti troverà la storia della comunità maltese e la politica attuata nei suoi confronti nel periodo precedente la guerra e  anche   l’internamento in Italia. I siti contengono molti dettagli e nomi che potrebbero esserle utili e una interessante bibliografia

http://www.intratext.com/ixt/ITA2413/

http://www.maltamigration.com/history/?s=ADF5351D-5775C5A8-7DE210221622-3F39

Ancor più interessante è la pagina dei ricordi  del prof. Cini : racconta l’incredibile odissea vissuta con parenti amici e conoscenti, dalla partenza per l’Italia , la permanenza al campo Fraschette, il trasferimento a Fossoli e il ritorno a Tripoli.
http://www.maltamigration.com/history/romeo-cini’s-tripoli

Leggo che Romeo Cini vive in Australia, io non sono riuscita a contattarlo, forse per lei sarà più facile.

Ho anche contatti con altri internati che si sono trasferiti in Australia, se vuole potrei passarle gli indirizzi-facebook.

Purtroppo ad Alatri non  esistono elenchi e documenti del campo, posso solo inviarle qualche pagina con i nominativi  Melilak dei 900 anglo-maltesi che lasciarono il Campo Fraschette per Fossoli dopo il mitragliamento e il bombardamento. Sono gruppi di famiglie, purtroppo non ci sono altri riferimenti anagrafici. Mi riprometto di andare in comune a consultare i registri di nascita e morte, le farò sapere se ci sono persone con il suo cognome .

Come ultimo allegato  troverà una foto di giovani davanti ad una baracca: sappiamo solo il nome di uno,Carmelo Mascina, forse lei potrebbe riconoscere qualcuno.

Ulteriori notizie sul campo, testimonianze e ricordi di internati  le troverà , se legge l’italiano, sul mio blog http://campolefraschettealatri.blogspot.it/

ad esempio qui può trovare una relazione relativa ad un’ ispezione effettuata a Fraschette nel luglio del 1943 e che le fa comprendere quali siano state le condizioni di vita al campo http://campolefraschettealatri.blogspot.it/2012/12/relazione-relativa-ad-unispezione.html

 

mi faccia sapere se le sono stata d’aiuto

Cordiali saluti

Marilinda Figliozzi

 

 

RISPOSTA del signor Meilak

Gentilissima Marilinda Figliozzi,

Anzitutto vorrei ringraziarla per aver risposto alla mia e-mail e per le fotografie e web indirizzi da lei generosamente provveduti.

Essendo nato dopo la guerra purtroppo non ho riconosciuto nessun individuo nella fotografia. Faro’ vedere il gruppo ai miei anziani parenti e forse loro potranno riconoscerli.

Non ero a conoscenza del web “intratex.com”  e ne sono grato per l’informazione perche’ contiene soggetti molto interessanti.

La mia ricerca su i miei antenati  include tutti i parenti paterni e materni. Il mio interesse verso la lista dei dettagli personali dei quasi mille internati e’ perche’ una grande  parte di loro sono imparentati a i miei genitori.

Due giorni fa’ ho trovato questo  sito http://www.campifascisti.it/elenco_documenti.php che contiene la corrispondenza ufficiale ne riguardo degli internati nei vari campi di concentramento in Italia.

Ci sono oltre un centinaio di lettere riguardanti gli internati Anglomaltesi. Sino ad oggi ho trovato  nomi e data di nascita di circa 250 individui e la cosa molto importante per la mia ricerca sono i nomi dei genitori di ogni persona annotata.

Un esempio e’ l’ incluso elenco. I Spiteri, Gusman, Darmanin e Mifsud nella lista  sono zii o cugini  dei miei genitori.

Tutti i documenti pubblicati  nel web “campifascisti.it provengono da l‘ Archivio Centrale dello Stato e cio’ indica che e’ il luogo dove la desiderata completa lista degli internati Anglomaltesi sia stata probabilmente archiviata.

La sua offerta riguardante la ricerca su i defunti e’ stata apprezzata  ma la prego di non perdera altro tempo nei miei riguardi. Mi basta la rivelazione che i cimiteri in Italia ancora appartengono al Comune.

Perdoni il mio povero e arcaico Italiano che ho imparato nella mia infanzia ma non praticato da oltre 47 anni perche’ qui a Melbourne si parla e si scrive solo l’ Inglese.

Lei e’ stata un grande aiuto nel proseguimento del mio progetto geneologico perche’ mi ha dato degli importanti indizzi che intendo seguire. Mille grazie e cordiali saluti.

Ps. Ringrazio pure la ANPC per la loro cortesia nel riferire a lei la mia E-mail.

Lettera ai soci ANPC per il 2014

Carissimo,

dobbiamo ritrovarci: ritrovare il contatto con i soci che non sono collegati tramite internet ed invitarli a contattarci, a partecipare alle attività e soprattutto a collegarsi su internet. Questo è il nostro primo problema: la nostra attività, molto intensa e molto approfondita, avviene necessariamente attraverso la rete, in particolare sul blog www.anpcnazionale.com e su facebook.

  • Mettersi in rete.

È necessario per il prossimo futuro che tutti i nostri amici si organizzino per questo tipo di collegamento, sia mettendosi in rete, sia con la collaborazione di un familiare, sia con l’impegno di un collaboratore capace di tenere questi contatti.

  • Partecipare alla rete.

Una raccomandazione va fatta anche a coloro, che pur essendo collegati con noi tramite e-mail, non interagiscono sul sito, non ci comunicano le loro attività ed i loro iscritti, non commentano le nostre prese di posizione. L’Associazione può vivere solo se c’è continuamente questo scambio, di studi, di memorie, di esperienze e di iniziative. La rete significa che non c’è un capo con dei subordinati che ascoltano ed obbediscono, ma che tutti possono prendere iniziative e condividerle con tutti.

  • Tesseramento.

Anche questo anno ci sarà un tesseramento. Il tesseramento è l’occasione per contarci, per allargare il nostro spazio, per registrare il consenso alle nostre iniziative. Voglio ricordare che il tesseramento è aperto anche ai giovani che come dice lo Statuto “condividono gli ideali della Resistenza e gli scopi dell’Associazione”.  (Possono essere iscritti all’Associazione coloro che hanno lottato nella Resistenza come Partigiani, patrioti e benemeriti; i militari che hanno combattuto a fianco delle Forze Armate Alleate; i reduci dall’internamento, dalla deportazione e dalla prigionia, i perseguitati politici, i familiari dei Caduti e coloro che condividono gli ideali della Resistenza e gli scopi dell’Associazione – Art. 3 dello Statuto). Abbiamo assolutamente bisogno che attraverso il tesseramento conosciamo nomi e cognomi, indirizzo e soprattutto e-mail dei soci iscritti. Quindi ogni Sezione, ma anche ogni socio individualmente, se non ha attorno a sé un gruppo organizzato, ci deve mandare questi dati e deve cercare di allargare il consenso acquisendo nuovi soci.

(la scheda di adesione si trova facilmente on-line e deve essere spedita alla nostra e-mail: partigiani.cristiani@gmail.com).

  • Gruppi di Lavoro Resistenza e Costituzione.

L’impegno principale per tutti è quello di trasmettere ai giovani le nostre memorie ed i nostri valori. Questo lo si fa praticamente fondando in collaborazione con le Acli locali, gruppi di lavoro composti da giovani.

Se non si creano questi gruppi l’Associazione sarà destinata a morire assieme ai suoi protagonisti.

  • 70° Resistenza

Stiamo lavorando con molto impegno alla formulazione del programma per il 70° Anniversario della Resistenza. Sul nostro blog (dove vi invito ad inserire l’email dove dice “diventa followers”, sulla destra della home-page, per ricevere direttamente nella vostra casella postale tutte le news) troverete pubblicate tutte le nostre iniziative che sono già cominciate dal febbraio dello scorso anno. I prossimi due anni saranno importanti per ricordare, per commemorare e per insegnare ai giovani. L’assidua frequenza e partecipazione al nostro blog vi permetterà di seguire quotidianamente gli eventi della nostra Resistenza. Ancora sono troppo pochi gli iscritti al blog. Inoltre mandando il materiale alla nostra e-mail delle vostre iniziative locali e delle ricorrenze della vostra Resistenza, esse avranno la giusta eco e saranno disponibili per tutti sul sito e sui social network.

  • La ricerca della memoria.

Invitare i giovani a ritrovare con interviste e testimonianze gli episodi particolari della Resistenza per raccoglierli nella nostra piattaforma.

Aspettiamo una vostra comunicazione, soprattutto con una vostra e-mail, per agevolare i contatti, accelerarli, fare una sorta di censimento ed avere elenchi completi.

Con gli auguri di buon lavoro,

La Presidenza ANPC

Don Giovanni Barbareschi: “Non vi sono liberatori, ma solo uomini che si liberano”.

Intervento Don Giovanni Barbareschi all’incontro del 21 febbraio 2009 tra le Aquile Randagie e gli scout bolognesi ed italiani.

 

15 -16- 17 febbraio 1944

Il commissario della brigata Manni è informato che i fascisti avrebbero rastrellato Poggio di Otricoli per ripulirla dei ritenenti alle leva e ribelli. Edmondo Marinelli organizza un appostamento a Madonna Scoperta. Il 15 febbraio , la formazione partigiana apre il fuoco sui camion dei fascisti che avanzano sulla strada calvese. Le camicie nere fuggono trascinandosi dietro i loro feriti. Il 17 febbraio, Poggio d’Otricoli è accerchiata dai tedeschi. I due partigiani, Orazio Costarella e Giovanni Barabba, vengono portai in piazza per essere interrogati pubblicamente. Un tenente fascista, quando Costarella si rifiuta di svelare il rifugio della banda, lo uccide con sei colpi di pistola alla bocca. Barabba viene caricato su un camion per essere interrogato a Terni. Di lui non si saprà più nulla. Gli uomini del paese, messi in fila, vengono malmenati Chi ha le scarpe buone deve levarsele . Le scarpe era un genere agognato quanto i prosciutti. Il milite del posto Natale Matticari indica 25 persone sospette di simpatie per i ribelli. Gli indiziati vengono tradotti nel carcere di via Carrara di Terni, dove subiscono l’interrogatorio con tortura.

Vittorio Gasparini, cattolico, seppe resistere

 vittorio gaspariniSabato 13 ottobre 2012, è stato presentato ad Albino, in provincia di Bergamo, il libro Vittorio Gasparini, cattolico, seppe resistere. Promosso dall’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Sezione “M.O. Vittorio Gasparini – Ercole Piacentini” di Albino, con il patrocinio del Comune di Albino, il libro, scritto dal Professor Angelo Calvi, intende consegnare la memoria di Vittorio Gasparini alla collettività in modo aggiornato. Questo libro rappresenta un importante punto di partenza per il lavoro che la Sezione A.N.P.I. di Albino si è prefissata al momento della sua nascita, nel 2011: promuovere, diffondere e rafforzare la conoscenza dei nostri Partigiani, delle loro storie, dei loro sacrifici, delle loro battaglie, del loro sforzo collettivo di passione e creatività per ridare dignità e valore alla parola Patria.

Questo libro rappresenta il frutto naturale del lungo percorso intrapreso da un giovane Calvi agli inizi degli anni sessanta inteso a costruire una narrazione condivisa e storicamente fondata intorno alla figura di Gasparini. La grande passione civile di Angelo Calvi ha permesso alla Città di Albino di custodire la memoria di Gasparini. Ciò è stato possibile anche perché Calvi sente come suo il dovere morale di rendere omaggio a questo gigante della Resistenza bergamasca. Assorbe tutta la lezione civile, fa rivivere tutta la tensione morale di un cattolico [che] seppe resistere e che pagò con la vita la sua sete di Libertà e Giustizia.

Vittorio Gasparini scelse di stare dalla parte della libertà senza incertezze. Gasparini aveva una solida tempra morale, una libertà interiore personale di credente con saldi principi che non era disposto a tradire. In questo consisteva la sua intransigenza. «Elevato esempio di indomito coraggio e di incrollabile forza morale, ammirevole figura di ufficiale e di martire che ha coronato la propria esistenza invocando la Patria» questa la conclusione della motivazione con la quale gli venne conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare alla Memoria il 23 luglio del 1947, parole che meglio di altre racchiudono il profondo valore del suo sacrificio. Gasparini ha combattuto il fascismo con intransigenza radicale e ha contribuito alla sconfitta del regime e alla rinascita della Libertà da partigiano inquadrato nei Servizi Segreti di informazione.

Rispetto alla “vulgata” su Gasparini la presente ricerca ha permesso un approfondimento sui cattolici della FUCI (Federazione Universitaria Cattolici Italiani) in rapporto al fascismo. Il primo capitolo “La Formazione” offre un quadro generale di come si siano sviluppati i rapporti tra il mondo cattolico nel suo insieme e il fascismo, ricostruisce il contesto, la cornice nella quale il giovane Gasparini si è formato e ha mosso i primi passi da cattolico inquadrato nelle formazioni universitarie, vere competitrici del regime fascista nell’educazione dei giovani.

Ciò che invece emerge in modo del tutto sorprendente e nuovo è la documentazione di un anello diretto fra Vittorio Gasparini e Alcide De Gasperi proprio negli anni in cui quest’ultimo stava rifondando un partito di cattolici su basi nuove e diverse rispetto all’esperienza sturziana del Partito Popolare Italiano.

Oltre alla messa a punto della non completa attendibilità storica delle testimonianze di Indro Montanelli sulle ultime ore di Gasparini a San Vittore, Calvi apre il quarto capitolo “La Memoria” con una affresco sulla

Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Sezione

“M.O. Vittorio Gasparini – Ercole Piacentini” di Albino (BG) – Piazza San Giuliano, 4 – 24021 Albino (BG) – anpi.albino@hotmail.it – +39 347 9694873

memoria che tre poeti (Alfonso Gatto, Salvatore Quasimodo e Franco Loi) fanno dell’eccidio di Piazzale Loreto del 10 agosto 1944. Vengono poi ricostruite cronologicamente le tappe compiute dalla memoria di Gasparini nelle sue città, Albino e Bergamo.

Un buono strumento per conoscere la vita di un martire di Piazzale Loreto (10 agosto 1944), primo compiuto studio su una delle vittime di quella strage nazifascista dove vennero assassinati 15 partigiani italiani.

Il libro, con un saggio di apertura di Angelo Bendotti, Presidente dell’Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea è edito da Tera Mata Edizioni di Bergamo e si avvale del contributo della Fondazione Gritti Minetti, del Gruppo Alpini di Albino e del Circolo ACLI di Albino.  Alla presentazione sono intervenuti, oltre all’autore e all’Assessore alla Cultura di Albino, Andrea Chiesa, Bruno Ziglioli, ricercatore in Storia Contemporanea  ell’Università degli Studi di Pavia e Massimo Castoldi, nipote di Salvatore Principato ucciso a Piazzale Loreto il 10 agosto 1944. Ha introdotto e coordinato la presentazione il Presidente della Sezione A.N.P.I. di Albino, Mauro Magistrati. Sono intervenuti, graditi ospiti, Sergio Temolo, figlio di uno dei Quindici Martiri di Piazzale Loreto insieme ad Angiola Gasparini, figlia di Vittorio.

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