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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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6 Aprile 1944 – Cumulata

Mentre Schanze operava nel norcino, si insediò a Leonessa un battaglione SS rafforzato dai militi della Guardia Nazionale Repubblicana, comandati dal prefetto Di Marsciano. La carneficina esemplare ebbe inizio nella notte fra il 5 e il 6 aprile a Cumulata, frazione del Comune di Leonessa. Dodici contadini furono radunati nell’aia , mentre i soldati razziavano le case e i pollai. Una vecchietta di 73, Cecilia Pasquali, difese le sue galline a colpi di scopa e cadde uccisa da una pistolettata. I 12 di Cumulata, spinti in un viottolo, vennero abbattuti con raffiche di mitraglia. Il borgo fu incendiato, sotto gli occhi di Rosa Cesaretti, che si era vendicata dei compaesani denunciandoli come ribelli, cosa falsa.

3 – 6 aprile 1944 – Cascia e Norcia

All’alba del 3 aprile, Schanze trovò solo la popolazione a Cascia e dintorni. Il comando della Gramsci, alla notizia del massiccio rastrellamento, aveva sparpagliato i suoi uomini sulle montagne e portato al sicuro il materiale del magazzino della repubblica. Le vittime dell’azione repressiva tedesca possiamo conoscerla dal rapporto del famigerato e fascistissimo prefetto Armando Rocchi di Perugia: “Nelle zone di Norcia e Cascia, il 6 corrente, hanno trovato la morte numerose persone (finora accertate 33) di cui 21 identificate e 12 sconosciute … Durante la stessa azione, sono state distrutte a cannonate o incendiate diverse abitazioni e casolari di campagna, per notizia vennero asportati rilevanti quantitativi di generi alimentari. A Cascia, furono arrestate 98 persone, tra cui impiegati di uffici locali, coloni mezzadri, senza accuse specifiche e trasportati a Roma a Cinecittà …” I tedeschi avevano bonificato gli anfratti del pre Appennino occidentale in vista di una linea difensiva a Nord di Cassino.

3 Aprile 1944, Gombio (RE)

6 vittime per opera dei nazisti della divisione Hermann Göring Fallschirm-Panzer-Aufklärungs-Abteilung HG.

3 Aprile 1944,Cumiana (TO)

Per rappresaglia, dopo un breve combattimento con gruppi di partigiani, i tedeschi, non avendone catturato nessuno, si scagliano contro la popolazione del luogo. 58 cittadini che erano rimasti nelle loro case, vengono catturati, ammassati in un porcile e qui massacrati a colpi di mitra e di bombe a mano.

3 Aprile 1944. La morte di Don Morosini

don morosini“IL PLOTONE SPARA, MA VOLUTAMENTE NON COLPISCE IL BERSAGLIO”.

Lunedì santo. 3 aprile 1944.

Ore 4:00.

Mons. Bonaldi ha il brutto compito di svegliare il condannato a morte e di dargli la cattiva notizia. Don Giuseppe lo toglie dall’imbarazzo: “Monsignore, ho capito: ci vuole più coraggio per vivere che per morire”. Fa la sua confessione generale e conclude: “Quanto è bella questa giornata e come mi sento tranquillo”. Gli viene accordato il permesso di celebrare l’ultima messa nell’infermeria del carcere. È appena iniziata, che arriva anche Mons. Traglia, che lo aveva ordinato sacerdote il sabato santo del 1937 a San Giovanni in Laterano. Ci si avvia all’uscita. Nella sosta dietro il portone d’ingresso, in attesa dell’arrivo del furgone, Don Giuseppe si raccoglie in preghiera nella recita del breviario. Sul furgone si continua ancora la preghiera con il santo Rosario. Don Giuseppe vuole i misteri dolorosi: il viaggio di Gesù al Calvario.

Ore 7:30

Forte Bravetta. Un plotone della Guardia di Finanza lo attende. Due ufficiali tedeschi: il rappresentante del Tribunale ed il medico, sorvegliano quasi in disparte. Più in là c’è anche un agente della P.A.I.

L’incarico della fucilazione, secondo il mandato del 30 marzo scorso, è stato affidato agli italiani. “Eccellenza, dice Don Giuseppe abbracciando Mons. Traglia, ringrazio il Santo Padre per quello che ha fatto per me. Offro la mia vita per lui, per la pace, per l’Italia”. Un bacio al Crocifisso, che vuole sia consegnato al fratello.

Ore 8:00

È legato alla sedia e bendato. “Signore nelle tue mani raccomando il mio spirito”. Al segnale il plotone spara, ma volutamente non colpisce il bersaglio. Il comandante italiano è invitato ad eseguire lui la condanna: due colpi alla nuca. Monsignor Traglia si avvicina per l’Unzione sacra; ed il sergente della P.A.I. infligge il colpo di grazia.

Lunedì santo! L’aurora che sorge sui colli di Roma, appare oggi più rossa, perché tinta del sangue di un martire in più. 

(Tratto dal libro: “Ricordo di Don Morosini, fra storia e memorie” di Carlo Costantini, ANPC Provincia di Frosinone).

3 Aprile 1944,Opicina (TS)

Sono uccisi 71 ostaggi. I cadaveri dei fucilati serviranno per collaudare il nuovo forno crematorio della Risiera di San Sabba.

In ricordo di Umberto Ciani

ciani2Settimana scorsa ci ha lasciati un altro dei protagonisti della ricostruzione morale e civile del nostro Paese: Umberto Ciani. Per anni segretario provinciale dell’Associazione Partigiani Cristiani a fianco dello storico Presidente e Fondatore, Nato Ziliani; tra i fondatori della Cisl a Piacenza; Terziario Francescano; Operaio di Cristo; Cavaliere della Repubblica. Pubblichiamo un lettera di Mario Spezia ai familiari. Clicca qui:  lettera familiari 27.3.2014 Mario Spezia ci segnala anche che ne hanno parlato  sul quotidiano locale Libertà che gli ha dedicato una serie di articoli: Ciani e la CISL Libertà 26.3.2014 Saluto a Ciani 1 Libertà 26.3.2014 articolo funerali Libertà 27.3.2014   Tutta la Anpc si unisce nel ricordo del nostro amico e nelle condoglianze alla famiglia.

Alatri – L’ANPC incontra gli studenti

Fraschette LICEO 2014 jpeg documenti

2 aprile 1944 – Leonessa

Era la Domenica delle Palme. Don Concezio Chiaretti distribuiva i ramoscelli d’ulivo benedetti ai suoi parrocchiani. Tutti sapevano quello che era accaduto a Poggio Bustone e sentivano il fragore dei carri armati che entravano nelle strade acciottolate della cittadina. La città fu attorniata dal II battaglione del 3° reggimento Brandenburg e dal I battaglione del 20° reggimento SS Polizei , sostenuti dai carri armati. Comandava il colonnello Ludwig Schanze, che fu affrontato dal comitato cittadino , con alla testa Ugo Tavani, che fungeva da sindaco. Schanze dichiarò che avrebbe proseguito verso Cascia, senza arrecare danno a Leonessa.

2 Aprile 1994 – Ponte di Chigiano, Sassoferrato, Pian del Lot

Sul ponte di Chigiano, si verificò il 2 aprile 1944 un drammatico incidente tra una pattuglia di partigiani del Battaglione Mario e una pattuglia della polizia tedesca a bordo di una macchina. I patrioti, non avendo individuato con chiarezza gli occupanti della macchina, fecero segno di arrestarsi. Ma dal veicolo partirono immediatamente una serie di raffiche che li colpirono in pieno e a cui riuscirono a rispondere confusamente. Sul campo rimasero due partigiani e un tedesco uccisi e alcuni feriti.

2 aprile 1944 – Sassoferrato (AN) –

Nazifascisti sorprendono il partigiano Alessandro Orsi nelle vicinanze dell’ospedale e dopo uno scontro a fuoco viene ucciso.

– Pian del Lot (TO)

Sono assassinati 27 giovani, tra civili e partigiani rastrellati. La strage è compiuta dai nazisti come rappresaglia per l’uccisione di un caporale tedesco da parte di un commando gappista. Le vittime furono mitragliate con le mani legate a gruppi di quattro e gettate in una fossa comune. Alcuni di essi erano ancora in vita quando furono seppelliti da altri prigionieri. La riesumazione delle salme avvenne soltanto a guerra finita.

 

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