ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Archivio dell'autore

Maggio 1944

Maggio 1944, Cumiana (TO)

Una quarantina di persone furono trucidate nella piazza del paese per rappresaglia ad un’azione partigiana.-

 

Maggio-Agosto 1944,Torino

  41 detenuti politici venivano fucilati ed i loro cadaveri appesi alle piante dei viali cittadini od impiccati con uncini da macellaio.

PERUGIA, MAGGIO 1944: elementi di un reparto della Polizia Ausiliaria della Questura di Perugia tendono un imboscata e uccidono sulla via Flaminia, tra Gualdo Tadino e Nocera Umbra, due presunti partigiani. 27 maggio 1943 vengono arrestati Capitini, Tenerini, Ciabatti, Granata, Enea Tondini, Roberto e Paolo Canestrelli (padre comunista e figlio ‘capitiniano’), Mercurelli, Rasimelli, Ottavio Prosciutti, Gino Bracco. Gli arrestati vengono trattenuti nel carcere di Perugia fino al 25 luglio.

 

27 Maggio 1944 – Il dramma delle donne in Ciociaria

“Poi arrivò la terribile ondata scatenata ed incontrollata dei soldati nord-africani di Juin, ai quali capi – come poi hanno esplicitamente ammesso – avevano concesso carta bianca. E fu una indimenticabile tragedia umana”. (Robert Katz, Roma città aperta, Il Saggiatore Tascabili).

 

“Sembravano indemoniati, avevano carta bianca al fronte e fecero tutte quelle sporcizie agli uomini ed alle donne … Una montagna piena, sbucavano da tutte le parti, prendevano tutte le donne che incontravano e se le portavano nella boscaglia e noi in mezzo. Che vuoi scappare? Gli uomini anziani che stavano con noi, non ci potevano difendere perché loro erano assai e ammazzavano quelli che difendevano le donne… C’erano i graduati che erano bianchi, francesi e non dicevano niente. Ci dissero che per andare avanti i marocchi li avevano dovuti lasciare fare. Solo alla fine, dopo tre giorni, gli tolsero a quelli, la carta bianca”. (Intervista di C. Venditti, Università degli studi di Roma, in Memorie e coscienza delle marocchinate. Testimonianza di Giovannina M.).

 

Il parroco di Castro di Volsci, trent’anni dopo, ha ricordato con parole sue quei giorni di inferno in Ciociaria sulla strada di Roma: “La loro malvagità raggiunse il punto culminante a partire dal 27 Maggio quando entrati in paese iniziarono la caccia alle signorine per lo sfogo delle loro ignobili passioni. Nonostante le proteste, il pianto, le urla di queste, diverse furono violentate. Arrivarono a violentare una bambina di 12 anni. Non si accontentavano delle ragazze, ma presero a forza delle spose, che subirono l’onta ingiuriosa nell’onore, mentre piangevano, strepitavano, mordevano, per allontanare dal loro corpo quegli essere disumani”. (G. Gianmaria, Dati sulla Resistenza in Ciociaria, in “Quaderni della Resistenza razziale” n. 8, 1989).

 

Dalle vicende dei gravissimi fatti di Ciociaria fu tratto un film di Vittorio De Sica interpretato da Sofia Lauren che ottenne l'Oscar.

Dalle vicende dei gravissimi fatti di Ciociaria fu tratto un film di Vittorio De Sica interpretato da Sofia Lauren che ottenne l’Oscar.

27 Maggio 1944, Roma

Combattimenti sulla via Appia e sulla Casilina.

Viene arrestato e deportato Mario Orsini che si era opposto al trasferimento dei macchinari della FATME in Germania.

A Palestrina i partigiani attaccano gli accampamenti e i depositi tedeschi.

Il generale Alexander, con un messaggio convenzionale “Anna Maria è promossa”, chiede ai partigiani di sabotare le linee di comunicazione tedesche e di segnalare i movimenti delle loro divisioni.

Liberata Fontana Liri.

26 Maggio 1944, Roma

Un fascista della banda Koch, in via XXI Aprile, assassina Eugenio Colorni[1], della Brigata Matteotti, mentre sta lavorando all’edizione clandestina dell’ “Avanti”.

Al Sanatorio Ramazzini, al Quadraro, vengono portate molte armi da Bandiera Rossa.

A Valmontone le truppe Alleate, provenienti da Cassino, si uniscono a quelle provenienti da Anzio.

Attacco ai fascisti del battaglione M che stavano mettendo in atto un rastrellamento in via Maria Adelaide.

Sono sospese le linee degli autobus 103 e 205.

A Gallicano i partigiani uccidono 5 soldati tedeschi.

Ad Ara del Sorbo, nel reatino, vengono fucilati 15 civili abitanti nei comuni limitrofi.

 

[1] Eugenio Colorni (1909-1944). Intellettuale e studioso di filosofia della scienza. Di origine ebraica, inizialmente orientato al sionismo. Poi si avvicina al pensiero dei fratelli Rosselli e al Centro interno del Partito Socialista. Arrestato a Trieste, dove insegnava, nel 1938. Confinato a Ventotene ove collabora con Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi all’elaborazione del “Manifesto di Ventotene” “Per una Europa libera e unita”. Confinato poi a Melfi, da dove fugge nella primavera del 1943. A Roma, dopo il 25 luglio 1943, è tra i fondatori del Movimento Federalista Europeo. Dopo l’8 settembre entra nella Resistenza romana nelle file del PSI. Buona parte della sua attività è dedicata alla stampa clandestina socialista, come redattore dell’ Avanti. Medaglia d’Oro al Valor Militare.

26 maggio1944, Madonna della Pace-Roma

Eccidio dei 15 Martiri. 15 contadini, rallestrati tra i territori diSubiaco, Agosta, Cervara di Roma, Canterano, Rocca Canteranovengono trucidati allaMadonna della Pacedall’esercito tedesco per rappresaglia per l’uccisione di un soldato tedesco.La mattina del 26 maggio 1944, le truppe naziste in ritirata dalla Valle dell’Aniene, a seguito dell’uccisione di uno dei loro, certamente avvenuta in conflitto con gruppi di partigiani, operanti nella zona dei Comuni di Canterano, Rocca Canterano Subiaco, Cervara di Roma e Agosta effettuavano un vasto e rapido rastrellamento nei campi e nei casolari.15 persone, fra le quali un uomo di 78 anni, furono raggruppate a 500 metri dalla frazione “Madonna della Pace” del Comune di Agosta, mitragliati e poi abbandonati, morti e agonizzanti, in un lago di sangue.

25 Maggio 1944, Roma

In una trattoria di via Attilio Regolo, arrestati il generale Filippo Caruso[1], comandante una formazione di autonomi, il generale Caratti e il capitano dei carabinieri Geniola.

In piazza della Libertà, dopo uno scontro a fuoco con i nazifascisti, vengono catturati il generale Odone e il colonnello Scalera. Perdono la vita i carabinieri partigiani Meloni e Enrico Zuddas[2].

Liberata Terracina.

Dal 25 fino al 29 maggio Roma verrà più volte bombardata.

 

[1] Generale di divisione dei Carabinieri. Medaglia d’Oro al Valor militare.

[2] Brigadiere dei Carabinieri. Partigiano combattente. Morto per le ferite all’ospedale Santo Spirito. Medaglia d’Oro al Valor Militare.

24 maggio 1944, Roma

Fabrizio Vassalli, capitano di artiglieria e comandante di un gruppo partigiano del Fronte Clandestino Militare, viene fucilato a Forte Bravetta. Con lui Giordano Bruno Ferrari[1], Salvatore Grasso, Pietro Bergamini e Corrado Vinci.[2] Esegue la fucilazione un plotone della Guardia di Finanza.

 

[1] Giordano Bruno Ferrari, giovane pittore, figlio dello scultore Ettore. Aveva realizzato pregevoli affreschi all’Esposizione Universale di San Francisco.

[2] Appartenevano tutti al FMCR – Brigata Matteotti – “Gruppo Vassalli”.

Cerimonia nel comune di Narni per onorare due soldati del Gruppo di combattimento Cremona nativi di Narni.

anpc narni 22 maggio 1Il Gruppo combattimento Cremona fu una unità istituita dallo stato maggiore dell’Esercito italiano per combattere a fianco degli Alleati sulla linea gotica e per la liberazione del Nord Italia. Il gruppo Cremona era composto di circa 10.000 uomini, suddivisi in 2 reggimenti di fanteria e 1 di artiglieria. Vi si arruolarono molti partigiani della Brigata Gramsci di Terni e dei giovanissimi della zona ternana per amore di patria.

Due di questi volontari, Ivo Germani e Mario Poggi, hanno ricevuto dal sindaco di Alfonsine, tramite il sindaco di Narni De Rebotti, un attestato del loro eroismo nella battaglia del fiume Senio, di Alfonsine e di Fusignano, il 10/11 giugno 1945.

Ivo Germani ha raccontato che aveva 17 anni, quando affrontò la prova del fuoco.. “Dopo quattro mesi di cannoneggiamento traversammo il fiume sparando schioppettate per tutto il giorno, cacciando i tedeschi da Alfonsine e da Fusignano. Nella notte del 10 giugno, riparammo in una villetta per la note. Io caddi addormentato per la stanchezza, Nella notte scoppiò una granata che fece cadere i muri, ma io non mi sveglia fino al far del giorno e mi trovai coperto di calcinacci. Chiamai disperatamente i miei compagni che fortunatamente erano riusciti a scampare , che accorsero sollevati nel ritrovarmi e ridendo della profondità del mio sonno. Quando ripenso ad Alfonsine e a Fusignano mi commuovo”

Mario Poggi aveva 16 anni e veniva chiamato “il ragazzetto” dai commilitoni. Anche lui riferisce l’asprezza della battaglia di Alfonsine, ma soprattutto ricorda volentieri la festa per la liberazione della cittadina. Dice: “Un giovanotto del mio battaglione suonò la fisarmonica e si radunarono gli abitanti della cittadina massacrata dalle bombe per ballare e abbracciare noi liberatori.”

L’Associazione Partigiani Cristiani ha partecipato alla cerimonia che si è svolta nella sala consiliare del comune di Narni, insieme ai rappresentanti delle altre associazioni partigiane di Terni.

Pompeo De Angelis.

Nella foto, a partire da sinistra: Mario Goggi del Gruppo Cremona, Pellegrini dell’ANPPI, l’assessore del comune di Narni, Zagaglioni dell’ANPI, Ivo Germani del Gruppo Cremona, De Angelis dell’ANPC.

Gruppo Resistenza e Costituzione a Vicenza

Relazioni e foto dell’evento che si è svolto a Vicenza del Gruppo “Resistenza e Costituzione” con l’appassionante contributo del Presidente nazionale Giovanni Bianchi. Clicca qui: 3maggio2014_GiovanniBianchi_a_Vicenza. Congratulazione per l’ottimo lavoro svolto! Continuate così!

???????????

Giovanni Bianchi e Serafino Zilio

???????????

Intervento Serafino Zilio, Presidente provinciale Acli di Vicenza Coordinatore provinciale pro-tempore del Gruppo “Resistenza e Costituzione” di Vicenza

???????????

Assemblea

19 Maggio 1944

19 Maggio 1944, Roma

Violenti scontri a fuoco tra partigiani e tedeschi a Palestrina. 30 tedeschi catturati e 15 uccisi.

19 Maggio 1944,Passo del Turchino

Si tratta di un colle attraversato dall’omonimo passo dell’Appennino Ligure, che mette in comunicazione tra loro le valli del torrente Leiro (Riviera di Ponente) e quella della Stura, in provincia di Alessandria. È stato un luogo spesso usato dai tedeschi e dai fascisti per fucilare i prigionieri del carcere di Marassi (Genova) o cittadini catturati nelle vicinanze. Il 19 maggio 1944 sono qui portati 59 detenuti politici provenienti dai rastrellamenti della “Benedicta”. Su di una grande fossa vengono messe delle tavole e i prigionieri fatti passare su di esse a due a due. In quel momento vengono mitragliati e precipitano tutti nella Fossa Comune.

19 Maggio 1944,Fontanafredda (GE),

nei pressi del passo del Turchino tedeschi e Gnr fucilano per rappresaglia 59 detenuti prelevati dal carcere genovese di Marassi.

19 Maggio 1944, Scalocchio

la brigata San Faustino ed il battaglione Stalingrado uccidono venti tedeschi durante gli scontri. Un partigiano è fucilato sul posto.

Navigazione articolo