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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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4 Novembre 2016

Le celebrazioni per la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate

Questa giornata simboleggia la determinazione degli uomini e delle donne della Difesa Italiana, sempre pronti a sacrificarsi quotidianamente al servizio del Paese.

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in questa occasione si è recato all’Altare della Patria per rendere omaggio ai caduti di tutte le guerre.

Presenti al via dei festeggiamenti il capo dello Stato il presidente del Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, il presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi, il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, il capo di Stato Maggiore, il generale Claudio Graziano, più altre alte cariche civili e militari. E tra i mille uomini delle tre forze armate, carabinieri e guardia di finanza, c’era anche un folto gruppo di studenti di alcuni istituti tecnici romani.

Durante la cerimonia, dopo che un paracadutista è atterrato al centro dei giardini portando con sé una bandiera dell’Italia di 250 metri quadrati, in cielo si sono alzate le Frecce Tricolori. Uno spettacolo a cui è seguita la consegna le insegne dell’Ordine militare d’Italia allo stendardo del primo reggimento Aviazione esercito “Antares” e alla bandiera di guerra del primo reggimento carabinieri “Tuscania”.

Dalla tarda mattinata fino alle 18 le bande dell’Esercito, dell’Arma dei carabinieri, della guardia di Finanzasi e quella della Marina si sono esibite ai piedi della scalinata di Trinità dei Monti, al Quirinale, e poi tra il Pantheon e il teatro Flavio Vespasiano.

La nostra Associazione ha partecipato alla cerimonia in Piazza Venezia con il Medagliere, il Consigliere Giorgio  Prinzi e la Vicepresidente Nazionale Cristina Olini.

La ricorrenza del 4 novembre è stata celebrata, oltre che a Roma, anche in 28 città italiane con l’iniziativa “Caserme Aperte” e “Caserme in Piazza”: è stato possibile visitare strutture militari aperte al pubblico e musei, assistere a cerimonie di commemorazioni in diverse aree del territorio nazionale.

 

3 Novembre 2016

Il Presidente Mattarella ha consegnato le decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia conferite nel 2016

Si è svolta nel pomeriggio al Palazzo del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la cerimonia di consegna delle decorazioni dell’Ordine Militare d’Italia, conferite nell’anno 2016.
Nel corso della cerimonia ha preso la parola il Ministro della Difesa, Roberta Pinotti, Cancelliere dell’OMI. E’ quindi intervenuto il Presidente Mattarella, che ha poi consegnato le decorazioni agli insigniti: Generale di Divisione Francesco Paolo Figliuolo; Generale di Brigata Michele Risi; Contrammiraglio Paolo Pezzutti; Generale di Brigata Fabrizio Parrulli; Mar.A.s.UPS Ferruccio Guidolin.
Erano presenti il Presidente della Corte Costituzionale, Paolo Grossi, la Vice Presidente del Senato della Repubblica, Valeria Fedeli, la Vice Presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Claudio Graziano, i componenti del Consiglio dell’Ordine Militare d’Italia e autorità civili e militari.

Per l’ANPC ha partecipato la Vicepresidente Nazionale Annamaria Cristina Olini.

Il comunicato ufficiale con foto e video della cerimonia su: http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Comunicato&key=2233

RICORDARE TINA ANSELMI:UNA DONNA CHE HA FATTO L’ITALIA LIBERA E DEMOCRATICA

In un momento di disinvolto dispregio delle istituzioni e di colpevole dimenticanza della storia, la morte di Tina Anselmi dirà poco e per molti nulla. Eppure è stata una delle donne più importanti dell’Italia repubblicana. Non solo per il suo curriculum politico, ma soprattutto per il suo stile, il coraggio, la semplicità, l’onestà e per la sua unicità. A sedici anni partigiana! Da non credere. Nell’Italia ferita, violentata, dominata dal terrore, una ragazza di modesta famiglia, con un padre socialista e una madre cattolica attiva, nel  Veneto,  riservato, appartato, sostanzialmente conservatore, studentessa in una scuola di suore, colpita dalla violenza nazifascista, decide di entrare nella Resistenza e diventare, nel lessico di quel periodo, staffetta. E con compiti non semplici. La sua educazione politica parte da quel tempo, capisce che la Resistenza  non è un momento transitorio, ma l’inizio di un cambiamento fondamentale per il passaggio dalla dittatura alla democrazia.   Non appende gli scarponi al chiodo! Agisca in molti settori, continua a studiare, una laurea alla Cattolica. Entrata subito nella DC, nel sindacato , prima quello unitario poi nella Cisl, farà della politica il suo principale impegno. Diverrà parlamentare, sarà la prima donna ministro, la nascita del servizio sanitario  lo si deve a lei e poi altri successi. Al termine del suo lungo viaggio nella politica sarà presidente della commissione d’inchiesta sulla P2. Un incarico difficile, complesso, che ha condotto con coraggio e forza morale: niente accomodamenti, ma severità e intransigenza. Sarà l’ultimo atto politico. Ritornerà nel suo Veneto, con la stessa forza morale e con la coscienza a posto, da staffetta, come era partita.  La sua figura è una delle più importanti della nostra storia democratica e di noi cattolici. Donna severa, ma aperta, capace di rapporti sereni e normali, diretta, senza sovrastrutture. Ma di ferro. Non è stata sfiorata da nulla, cosa non facile nella sua lunga presenza nella politica. Anche nella DC, mai faziosa, ma sempre dalla parte giusta. (Commissione P2 docet). Non ha mai piegato la testa, ha avuto sempre una visione limpida del suo ruolo. E’ stata una vera  erede della Resistenza, da indicare ai giovani come esempio. Ciao Gabriella!

(Avevamo parlato della sua figura di donna partigiana anche al nostro Convegno di Milano il 27 Ottobre:”La partecipazione delle donne alla Resistenza” proiettando una sua intervista “Io, staffetta partigiana con le gomme bucate”. Eccola qui:

Cronaca flash del Convegno a Torino

Se l’obiettivo era quello di raggiungere i giovani, missione compiuta. Questo il primo e importante risultato di “Resistenza e radici spirituali dell’Unione Europea” a Torino venerdì 21 ottobre. Relazioni interessanti, ampi spazi di problemi, partecipazione consistente. Ma un elemento importante era il luogo dove si è svolto il convegno: il museo del carcere “Le Nuove”. Luogo tragico che evocava un tempo lontano, ma sempre presente. Le celle erano a pochi metri, la sofferenza ancora viva. Solo pensare al freddo: quello modesto della sala, centuplicato. Quando i ragazzi leggevano lettere e ricordi, non era un   altrove, no perché tutto si era svolto a pochi metri. Questo inizio con le letture ha marcato il convegno. Ragazzi interessati, partecipi grazie ad una mediazione culturalmente e storicamente puntuale. Le professoresse Annarita Papa e Giuseppina Mafodda hanno fatto un lavoro eccezionale. La prima parte del convegno quindi tutta sulla linea della memoria, una memoria non fredda, ma con punte di commozione. Come la lettura di lettere e i racconti di Florianna Diena che ha scavato nel carteggio di famiglia non riuscendo a trattenere il pianto. Non la freddezza della ricostruzione storica, ma la presenza viva di quelle microstorie, che fanno la grandezza di quel mosaico che è stata la Resistenza, di tanti. Le motivazioni profonde, le spinte, le scelte coraggiose che hanno visto insieme cattolici ed ebrei, credenti e non, giovani, quanti giovani e persone tranquille, ma coraggiose, suore e sacerdoti. Le suore delle Nuove, che si sono prodigate, nelle loro possibilità, per alleviare le sofferenze delle detenute, ma anche  secondini, come ha raccontato nella sua relazione il Prof. Felice Tagliente. Valerio Morello, ha tratteggiato la storia  del Beato Giuseppe Girotti, un padre domenicano, che ha pagato con la vita il suo prodigarsi per salvare uomini e donne. E in questi racconti, come in filigrana, la violenza, la cattiveria, la totale mancanza di umanità, la ferocia, il sadismo, l’efferatezza degli “altri”, italiani e tedeschi, che poco hanno pagato per le loro orrende colpe. E questo oscuro mondo, stride con la spinta per raggiungere la libertà, per far finire la guerra, per la nascita di una società nuova: che è il senso profondo della Resistenza. Questo il contenuto della seconda parte del Convegno con le relazioni di Paolo Acanfora, Walter Crivellin, Ermes Segatti. Relazioni che partendo da lontano, ci portano a pensare all’oggi. Il ruolo dei cattolici nella Resistenza e nella ricostruzione del Paese, con figure come Alcide De Gasperi e il sogno dell’Unità europea. Temi che si ricongiungono con quel presente che i giovani comprenderanno meglio se saranno aiutati a scoprire le radici lontane come nel convegno di Torino. (Angelo Sferrazza)

Clicca qui per leggere le relazioni:

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16 Ottobre 2016: commemorazione rastrellamento ghetto ebraico

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione delle cerimonie svoltesi a Roma per ricordare la deportazione degli Ebrei romani del 16 ottobre 1943, è intervenuto in forma privata all’inaugurazione di una mostra su “16 Settembre 1943 – La razzia degli Ebrei di Roma”, realizzata dalla Fondazione Museo della Shoah presso la Casina dei Vallati di via Portico d’Ottavia, affermando che «Il fenomeno dell’antisemitismo purtroppo si manifesta ancora in tante parti del mondo, in Europa e fuori. Credo che ci siano anticorpi sufficientemente forti, ma va sempre mantenuta con forza una vigilanza su questi fenomeni».

Sotto questo aspetto ha concluso il Presidente Mattarella «Questa mostra è significativa, perché mantiene vivo il ricordo di quanto avvenuto; quindi è davvero istruttivo visitarla. È Un omaggio che va fatto ai nostri concittadini che furono rapiti, sottratti alla vita e assassinati».

La visita privata del Presidente Sergio Mattarella ha concluso una giornata di eventi nei luoghi significativi di quel tragico giorno, dal Portico di Ottavia, dove avvenne la razzia, al Lungotevere della Lungara, dove vennero ammassati prima della deportazione e dove la ventitreenne Marcella Perugia diede alla luce un bambino che andava incontro ad una tragica fine insieme alla giovanissima madre; al Cimitero Monumentale del Verano dove un muro semicircolare riporta i nomi dei mille razziati, di cui solo 16, un uomo ed una donna, fecero ritorno dall’inferno di Auschwitz.

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ha partecipato con il Medagliere al commosso pellegrinaggio sulle tappe di quella esecranda tragedia a testimoniare la continuità di Valori oggi riaffermati e testimoniati da ANPC, che caratterizzarono spesso con grave rischio personale i “giusti” nel corso della Resistenza e della Guerra di Liberazione. Per questo motivo, il Medagliere ANPC ha stazionato a lungo all’ingresso del locale in cui si inaugurava la Mostra a fianco del cartellone che ne riportava i motivi; una continuità di Valori, di Intenti, di cristiano amore fraterno verso i deboli e verso chi ha sofferto e soffre, sentimenti che, come ricordava il Presidente Mattarella, ci aiutano con una consapevole vigilanza a mantenere forti e vivi gli anticorpi nei confronti di un fenomeno, l’antisemitismo, purtroppo ancora presente in varie parti del mondo.

Ringraziamo il Cerimoniale ed il Servizio Fotografico di Roma Capitale che ci consente di illustrare questa nota con le immagini scattate da Claudio Valletti.

Ad Alatri una Messa importante

Alatri, Una Santa Messa in ricordo di Mons. Edoardo FACCHINI Vescovo di Alatri e di Mons. don Giuseppe Capone.

ottobre 18, 2016

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ricorda con una Santa Messa che verrà celebrata Sabato 22 Ottobre p.v. alle ore 18,30 nella Collegiata Santa Maria Maggiore nell’anniversario della scomparsa  di Mons. Edoardo Facchini vescovo di Alatri dal 1935 al 1962.

Verrà ricordato  durante la Santa Messa anche Mons. don Giuseppe Capone, originario di Collepardo, che del Vescovo Facchini fu il più vicino e assiduo collaboratore.

L’Associazione vuole ricordare Mons. Facchini per il suo impegno profuso verso la stampa, per la diffusione del giornale clandestino “Libertà” nel periodo dal settembre 1943 al giugno 1944,per la sua partecipazione alla Resistenza invitando ai giovani di non rispondere al “Bando Graziani”  per l’arruolamento nelle file della Repubblica Sociale.

Tali iniziative avevano provocato l’arresto di Mons. Facchini da parte delle truppe tedesche alla fine di maggio del 1944 a pochissime ore dalla Liberazione, insieme a don Pietrino Di Fabio, parroco  di Alatri, che fu amico di tantissimi alunni di cui fu educatore e padre.

l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Frosinone invita la popolazione e tutte le associazioni a partecipare in particolare l’associazione “Testimoni di un amore che vive” che porta nel proprio nome il suo obiettivo cioè quello di testimoniare l’amore che abbiamo ricevuto da Dio per mezzo di mons. Facchini,  di mons. Capone e delle suore del Preziosissimo Sangue.

Non solo. La figura di don Giuseppe Capone si intreccia con quella del Vescovo Facchini e con quella dei bambini della “Casa del fanciullo”, dei poveri, dei malati, dei bisognosi”, creata proprio da Mons. Facchini e da don Capone, simbolo perenne della carità cristiana.

Giorgio Alessandro Pacetti

(pubblicato su lanotiziah24.com)

Carlo Merler,il partigiano “salesiano”

Segnaliamo il bell’articolo su Carlo Merler, il Partigiano Aroldo pubblicato su “Vita Trentina”: merler_carlo_vita_trentina_9_10_2016

Verso il referendum Costituzionale

Già nei mesi scorsi l’ANPC ha diffuso un comunicato relativo alla propria posizione nei confronti del referendum per le modifiche alla Costituzione. Una posizione riassumibile nella massima attenzione al dibattito in corso, al pieno rispetto degli argomenti e delle posizioni dei due schieramenti e di coloro che devono ancora discernere e decidere rispetto al proprio voto.  Il nostro statuto e la nostra storia ci impongono di essere  garanti della memoria dei tanti che hanno sacrificato la vita per garantire all’Italia una carta costituzionale e un assetto democratico. In questo senso, riteniamo che il miglior contributo che possiamo dare è quello di invitare tutti i cittadini a partecipare al voto e di aiutare gli elettori a meglio comprendere i quesiti referendari e la “posta in gioco”, per poi decidere – in piena libertà e coscienza – su quale delle due caselle apporre la propria croce.

 

Per questo motivo abbiamo apprezzato il lavoro svolto dall’Istituto De Gasperi di Bologna, che non è fautore né del Si né del No, ma sta svolgendo un ottimo lavoro di formazione ed informazione (http://www.istitutodegasperi-emilia-romagna.it).

Pubblichiamo quindi volentieri il “testo a fronte” della Costituzione, articolo per articolo, prima e dopo l’intervento del Legislatore: clicca e scarica istituto-de-gasperi-referendum-costituzionale-studio

si-no

 

Convegno Milano 27Ottobre:“La partecipazione delle donne alla Resistenza”

COMUNICATO STAMPA

CONVEGNO: “La partecipazione delle donne alla Resistenza”

MILANO 27 Ottobre 2016 ore 09:00, presso la Sala Brodolini (CISL), Via Tadino, 23.

 Il Convegno è parte di un progetto promosso dall’ANPC in collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo, dedicato alla valorizzazione della memoria ed alla divulgazione della conoscenza degli eventi che portarono alla liberazione dal nazi-fascismo e alla rinascita della democrazia in Italia e in Europa (con una particolare attenzione al contributo della componente del movimento resistenziale che muoveva da una coscienza e da ideali cristianamente ispirati). Il Convegno fa parte delle iniziative promosse dalla Confederazione italiana fra le associazioni combattentistiche e partigiane per la celebrazione del settantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di liberazione, sostenute dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Programma:

Saluti Autorità.

Luigi Ganapini (“La condizione quotidiana nel ventennio e le scelte dopo l’8 settembre 1943”); Roberta Cairoli (“Le molteplici forme della Resistenza civile delle donne nel periodo 1943-1945”): Elisabetta Salvini (“Alcune figure significative di donne cattoliche impegnate nella Resistenza”).

Letture di alcuni brani significativi sugli argomenti trattati da parte di studenti  in alternanza scuola-lavoro presso JOB.

Proiezione di filmati sulle donne resistenti.

Sintesi conclusiva: Luisa Ghidini.

Moderatore: Carla Bianchi Iacono.

Si ringrazia per il sostegno all’iniziativa: CISL Milano Metropoli.

Per eventuali informazioni:

Segreteria ANPC

Piazza Adriana, 3

00193 Roma

Tel: 06-68400125; fax: 06-6868830

Web: www.anpcnazionale.com

 

Con preghiera di cortese pubblicazione e diffusione.

Clicca qui per l’invito – programma convegno-milano-anpc

convegno-milano-programma

Un grande pezzo di storia dell’Eni che se ne va

L’8 ottobre 2016, alla bella età di 95 anni è morto il Dott. VINCENZO GANDOLFI  per oltre 10 anni Capo della Segreteria del PRESIDENTE ENI ENRICO MATTEI. Era il  Dirigente  in costante vicinanza con Lui al punto che era l’unico che sapesse sempre dove stesse il Suo Capo. Un analogo atteggiamento di totale silenzio e riservatezza circa i fatti del passato dei quali era stato a conoscenza -e in un certo senso anche protagonista- Vincenzo GANDOLFI  ha conservato per tutta la Sua vita,  coltivando sempre -dopo la tragica scomparsa di 54 anni fa nel cielo di Bascapè-  nel silenzio un sentimento di totale devozione nei confronti del Suo PRESIDENTE . Un grande pezzo della storia dell’ENI che se ne va. Il funerale avrà luogo lunedì 10 ottobre alle 11 nella Parrocchia del GESU’ BUON PASTORE alla Montagnola. Lascia le 2 Figlie Chiara e Maria Grazia. Un REQUIEM e le nostre più vive condoglianze.

G.Accorinti

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