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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

RICORDARE TINA ANSELMI:UNA DONNA CHE HA FATTO L’ITALIA LIBERA E DEMOCRATICA

In un momento di disinvolto dispregio delle istituzioni e di colpevole dimenticanza della storia, la morte di Tina Anselmi dirà poco e per molti nulla. Eppure è stata una delle donne più importanti dell’Italia repubblicana. Non solo per il suo curriculum politico, ma soprattutto per il suo stile, il coraggio, la semplicità, l’onestà e per la sua unicità. A sedici anni partigiana! Da non credere. Nell’Italia ferita, violentata, dominata dal terrore, una ragazza di modesta famiglia, con un padre socialista e una madre cattolica attiva, nel  Veneto,  riservato, appartato, sostanzialmente conservatore, studentessa in una scuola di suore, colpita dalla violenza nazifascista, decide di entrare nella Resistenza e diventare, nel lessico di quel periodo, staffetta. E con compiti non semplici. La sua educazione politica parte da quel tempo, capisce che la Resistenza  non è un momento transitorio, ma l’inizio di un cambiamento fondamentale per il passaggio dalla dittatura alla democrazia.   Non appende gli scarponi al chiodo! Agisca in molti settori, continua a studiare, una laurea alla Cattolica. Entrata subito nella DC, nel sindacato , prima quello unitario poi nella Cisl, farà della politica il suo principale impegno. Diverrà parlamentare, sarà la prima donna ministro, la nascita del servizio sanitario  lo si deve a lei e poi altri successi. Al termine del suo lungo viaggio nella politica sarà presidente della commissione d’inchiesta sulla P2. Un incarico difficile, complesso, che ha condotto con coraggio e forza morale: niente accomodamenti, ma severità e intransigenza. Sarà l’ultimo atto politico. Ritornerà nel suo Veneto, con la stessa forza morale e con la coscienza a posto, da staffetta, come era partita.  La sua figura è una delle più importanti della nostra storia democratica e di noi cattolici. Donna severa, ma aperta, capace di rapporti sereni e normali, diretta, senza sovrastrutture. Ma di ferro. Non è stata sfiorata da nulla, cosa non facile nella sua lunga presenza nella politica. Anche nella DC, mai faziosa, ma sempre dalla parte giusta. (Commissione P2 docet). Non ha mai piegato la testa, ha avuto sempre una visione limpida del suo ruolo. E’ stata una vera  erede della Resistenza, da indicare ai giovani come esempio. Ciao Gabriella!

(Avevamo parlato della sua figura di donna partigiana anche al nostro Convegno di Milano il 27 Ottobre:”La partecipazione delle donne alla Resistenza” proiettando una sua intervista “Io, staffetta partigiana con le gomme bucate”. Eccola qui:

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  1. Pingback: Cronaca del Convegno:“La partecipazione delle donne alla Resistenza”. | ANPC Nazionale

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