ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Santa Barbara nel mondo 2014

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La lotta di Liberazione vista da Giuseppe Dossetti di POMPEO DE ANGELIS

Elezioni amministrative del 27 maggio 1956: Giuseppe Dossetti ex partigiano bianco, ex vice segretario nazionale della DC e padre costituente si presentò come capolista della DC a Bologna. Fin dal 1955, la Chiesa bolognese aveva chiesto a Dossetti, esule della politica,di rientrare nella competizione elettorale per configurare una alternativa al “conservatorismo rosso”, che dominava Bologna da 11 anni, con lo stesso sindaco, Giuseppe Dozza, che intendeva ripresentare la sua candidatura per un altro quinquennio. Dossetti accettò e il suo posto di capolista fu stabilito con il metodo delle primarie tra gli iscritti alla Democrazia Cristiana.

Togliatti, in un comizio a fianco di Dozza, in Piazza maggiore a Bologna, accusò Dossetti di tradimento: tradimento della Resistenza, sabotaggio della Ricostruzione, asservimento allo straniero, connubio con il capitalismo. Il segretario nazionale del PCI doveva parte della sua celebrità dall’essere capace di volgarità insultanti. Certi suoi modi pesanti di dire piacevano al popolino rosso, che lo vedeva un po’ professore con la penna in mano a scrivere per “Rinascita” e un po’ plebeo di male parole. La replica di Dossetti a Togliatti fu sconvolgente ed è poco nota, ma è di particolare importanza, lanciata con tono di sfida sulla stessa piazza di Bologna, otto giorni dopo. Il discorso di Dossetti è riportato integralmente su “Impegno Giovanile”, quindicinale del Movimento Giovanile DC del 10 giugno 1956. Ne stralcio qualche brano, selezionando la parte di discorso relativa all’accusa di tradimento della Resistenza, perché Dossetti delinea un altro significato della lotta di liberazione, opposto a quella comunista .

Così cominciò Dossetti: “Cittadini di Bologna, cari amici, tutta la città può testimoniare che noi non abbiamo dato inizialmente a questa campagna elettorale un tono e una impostazione politica. Ci siamo posti fin dal principio e così abbiamo durato per parecchie settimane, su un piano propriamente cittadino, siamo partiti veramente dal basso, a contatto con i problemi reali della città … Ma in questa piazza, otto giorni fa, per due ore è risuonata una voce, la quale per i quattro quinti di questo tempo si è occupata di una persona soltanto … Il discorso di Togliatti ha fatto perno intorno ad una tesi: Dossetti è un traditore.”

Secondo Togliatti, Dossetti “aveva cominciato bene” e aveva condiviso le aspirazioni dei comunisti italiani durante il periodo della Resistenza, ma le aspirazioni “concepite sui monti” le aveva contraddette e tradite appena sceso in pianura. Replicò Dossetti: “Ho cominciato a tradire ancora prima di quanto l’on. Togliatti ha supposto; cioè io ho cominciato a tradire sin dal principio, al tempo in cui egli riteneva che operassi bene … Se noi ci siamo allineati come tanti nella Resistenza, pervenendo a questa non tanto per una scelta politica, ma per una ragione di difesa, più che di noi, di altri che si vedevano perseguitati, bisognosi di assistenza, di rifugio, di aiuto; se noi siamo pervenuti così nelle file della Resistenza, avevamo una coscienza limpida e onesta. Ci siamo arrivati senza pensare a uno sfruttamento politico successivo, senza pensare in alcun modo a prendere posizioni nuove che potessero divenire uno strumento di dominio a Liberazione avvenuta; questo non era nei nostri calcoli. … Si, fin da quel momento abbiamo cominciato a tradire, se è un tradire il rendersi conto che il partito comunista non tanto puntava effettivamente per la liberazione del suolo occupato dallo straniero, quanto per impadronirsi di posizioni che gli consentissero di imporre una egemonia totale al nostro popolo. … “ Dossetti, a questo punto, raccontò il suo 25 aprile, quando scese dai monti. “Senonché, la sera stessa del 25 aprile, entrando nella prefettura di Reggio, mi trovai di fronte una persona che non avevo mai visto durante la lotta clandestina, che veniva dal di fuori, da lontano e che pretendeva di avere un mandato totale circa la direzione della città e della provincia. Coloro con i quali avevano lottato durate il periodo della Resistenza erano scomparsi e questo sconosciuto, che pretendeva di sfruttare il sacrificio di tutti per il vantaggio ed il privilegio di un partito, era l’on. Montagnana.” Sempre rivolto alla piazza bolognese, Dossetti ricordò i mesi che seguirono alla Liberazione in cui l’azione di disordine e di avvilimento dei comunisti disgregò la vita locale e nazionale.

Dossetti proseguì:“Oggi, ripensandoci credo di poter considerare di aver avuto un merito in quel periodo , un merito che indico espressamente , senza preoccuparmi di fornire nuove prove del mio tradimento all’on. Togliatti. Il merito di essere stato uno dei più validi oppositori – io uomo del CLN – dello stesso CLN a liberazione avvenuta: e credo di aver adempito in questo ad una parte importante perché essendosi verificata alla fine del 1945 la mia nomina alla segretaria della DC, quasi subito fui designato a rappresentare la DC nel CLN nazionale. Alla fine dell’agosto del ’45, in occasione del grande Convegno del CLN dell’Alta Italia promosso a Milano e di cui il partito comunista si sarebbe voluto servire per fare una specie di Costituente anticipata, senza però consultazioni popolari, io credo di poter ricordare come merito mio allora, quello di essere stato, in una riunione preparatoria tenuta a Milano poche ore prima del Congresso, l’uomo che ha ispirato e imposto, in nome della propria esperienza al tentativo che era stato preordinato e di cui, in quel momento era a capo ed espressione di punta Emilio Sereni.”

Il progetto di trasformare il CLN in organismo costituente significava fondare una repubblica ad opera di un gruppo giacobino, mentre, al contrario avvenne, che fu promosso il referendum istituzionale e una assemblea costituente entrambi a suffragio universale, unica strada per superare il fascismo. Dossetti spiegò, nel comizio di Bologna del ’56, che fu lui, dopo le elezioni del 2 giugno 1948, a chiedere e ottenere lo scioglimento formale del CLN. : “ Quindi se ho cominciato a tradire, ho cominciato presto. Ma coscientemente , ad occhi aperti, perché pensavo che se veramente i CLN avevano potuto adempiere ad una funzione nel momento in cui il paese era occupato ed oppresso, avrebbe dato seguito ai meriti che si erano acquistati soprattutto non tentando di defraudare il popolo italiano del diritto di esprimere la sua solidarietà attraverso libere elezioni. Questa mia battaglia per la liquidazione del CLN è continuata fino alla fine. Sono stato io che ho steso il testo finale, dopo le lezioni del 2 giugno, del comunicato di scioglimento del CLN che il Comitato Centrale non voleva decidere ad emanare.” Questo ricordo autobiografico della partecipazione di Giuseppe Dossetti alla lotta di liberazione e di ricostruzione del paese, emerge da un comizio di piazza in cui la sfida con i comunisti fu senza mezzi termini. Le altre accuse di Togliatti al capolista DC e le repliche che avvennero, non hanno lo stesso impatto emotivo dell’accusa di tradimento della Resistenza rivolto ad una delle più prestigiose figure della Resistenza stessa.

Pompeo De Angelis

La manifestazione ANPC di Senigallia a Corinaldo

Grazie Corinaldo x

Presentazione libro “Racconti di Guerra” di Antonio Cipolloni

Grandissima emozione e gioia per l’affetto esternatomi da tanti amici, parenti, conoscenti ed anche da tante persone non conosciute prima, in occasione della presentazione del mio ultimo lavoro “Racconti di Guerra”, all’Auditorium della Fondazione Varrone. Confesso che tanta gente che ha gremito la sala, unita alle tante mail e telefonate di amici e conoscente impossibilitati a partecipare, hanno ampiamente ripagato, al di là della mia modesta persona, tanto lavoro e tanta fatica. Soprattutto in un momento di ampia amarezza per bugie, falsità e contraffazioni che possono essere con molta facilità rinviate ai “mittenti” scoprendo gli “scheletri” nei loro armadi. Ma la mia onestà, intellettuale ed umana; la mia coerenza morale, politica e di militante di un’epoca assai importante per me e per la città, mi inducono, con molta serenità cristiana di cattolico militante, a non curarmi di loro e delle loro bugie, falsità e dileggi (che altre sedi stanno esaminando). La festa di questa sera, come qualcuno voleva, non è stata guastata (come del resto accadde in occasione della presentazione di altri lavori); sono profondamente emozionato da tanta presenza e soprattutto da tante espressioni di sincera amicizia. Lo sono, soprattutto, alla luce delle bellissime parole esternate verso la mia modesta persona: innanzi tutto da quelle di S. Eccellenza il Prefetto D.sa Marolla, da quelle del Sindaco Petrangeli, del Presidente Marroni, del Direttore dell’Archivio di Stato Dr. Lorenzetti, fino alla dotta analisi storica dell’Esimio Prof. Renato Covino, che ha colto con moltissima lucidità e competenza alcuni elementi importanti che contengono il mio lavoro. Il tutto “condito” dalla presenza di non più giovani militari che soffrirono anni di prigionia e di “privata gioventù”; attorniati, questi reduci, da familiari di loro commilitoni non più tra noi o che non tornarono più dai campi di battaglia. La presenza inoltre di antichi amici, compagni di scuola e di milizia politica di un tempo, di persone che con la loro presenza hanno voluto rinnovare in me il loro affetto e la loro amicizia, le testimonianza di chi mi ha consentito di redigere questo ultimo lavoro (appartenenti a tutte le parti politiche degli anni bui della guerra), che mi fornirono diari, dichiarazioni, racconti ed interviste, unita alla presenza di amici del rione San Francesco, di Marcetelli (radici della mia famiglia), di parenti stretti: da mia moglie a mia figlia e nipotini, a mio fratello ed a tanti nipoti, unita a tanti Sindaci giovanissimi o di ex sindaci che hanno voluto presenziare, ha colmato fino all’inverosimile il mio animo di commozione e perciò la gratitudine per loro e per le varie espressioni di sincero apprezzamento per la mia modesta persona e per il mio ultimo volume, mi inducono e continuare la ricerca storica di questo territorio e soprattutto della mia città che amo fino alla esasperazione. Sono emozionato ancora, dopo molte ore dalla conclusione dell’evento, per cui nel rinnovare un ringraziamento sincero a tutti indistintamente gli intervenuti, permettendomi di “superare” ogni tipo di calunniosa, falsa e cattiva operazione dei guastafeste, offrono al sottoscritto ulteriore occasione per sentirsi lieto di essere attorniato da tanto sincero affetto ed amicizia. Grazie ancora, Antonio Cipolloni.

Corinaldo: presentato il libro su Mattei, il “Santo Petroliere”

Un uomo che, con il suo esempio di vita, ha saputo innalzare fin quasi allo status di leggenda la sua figura, il suo lavoro, la sua stessa esistenza. Stiamo parlando di Enrico Mattei, nato nel 1906 ad Acqualagna e, nel tempo, assurto ai ruoli di imprenditore, politico, dirigente pubblico italiano e molto altro ancora. Le sue gesta, che sicuramente hanno contribuito ad ingigantirne il mito, sono raccontate nell’ultimo libro del giornalista e scrittore Maurizio Verdenelli. “La leggenda del santo petroliere Enrico Mattei e Matelica. L’ultimo grande sogno marchigiano”.

Questo il titolo dell’opera di Verdenelli, presentata recentemente anche a Corinaldo, all’interno della sala consiliare del Muncipio. Alla presentazione erano presenti il sindaco Matteo Principi e la squadra amministrativa, il comandante della stazione dei CC di Corinaldo Francesco Ga­gliardi, il professor Fabio Ciceroni e molte altre personalità.

Ad aprire la presentazione ai presenti è stato proposto un video che ha raccontato, tramite im­magini altamente spettacolari, un excursus della vita di Mattei. Dallo smantellamento dell’Agip, avvenuto nell’immediato dopoguerra e per cui Mattei stesso si adoperò incaricato dallo Stato italiano, alla riorganizzazione, nel 1953, dell’ENI, di cui l’Agip divenne la struttura portante, dalle concessioni petrolifere ottenute dapprima in alcune zone strategiche del territorio na­zionale fino a giungere a quelle ben più floride, in tal senso, del medio Oriente al conseguente smembramento delle “Sette Sorelle”, che in quegli anni (siamo nel dopoguerra) dominavano l’industria petrolifera mondiale.

Insomma, una figura che definire importante è dir poco, e che si spinse fino a raggiungere posizioni giudicate quanto meno scomode: ricordiamo che Mattei, durante la Seconda Guerra Mondiale, partecipò alla Resistenza come partigiano (di lì in avanti nacque la sua amicizia con Luigi Longo, che in seguito diverrà Segretario Generale del Partito Comunista Italiano). Una esperienza che lo fece aderire alla DC, secondo le cui indicazioni fu nominato deputato della Consulta Nazionale dal 25 settembre 1945 fino al 24 giugno 1946.

Questi, e innumerevoli altri aneddoti e racconti, sono presenti nel libro di Verdenelli che, con perizia e meticolosità, ha descritto ottimamente la vita di Mattei. Fino al tragico quanto oscuro incidente aereo che pose fine ai suoi giorni.

Come ben narrato nel libro di Verdenelli, più di un’ombra aleggia sull’aereo su cui viaggiava Mattei e che precipitò mentre lo stava portando da Catania a Milano durante una tempesta.

Una presenza di enorme spessore, dunque, quella di Mattei ma, come affermato da Verdenelli, ritenuta troppo ingombrante. “E, è notorio, quando simili personalità non si riesce a fermarle, il rimedio per eliminarle è limitato ad uno solo, e uno soltanto”.

Matteo Bettini

Racconti di guerra: finalmente è uscito il nuovo libro di Antonio Cipolloni

libro CipolloniE’ nelle librerie di Rieti il Volume che sarà presentato domani Venerdì 10 Ottobre a Rieti Auditorium Varrone alle ore 17,30 “Racconti di Guerra” di Antonio Cipolloni; il costo dell’opera è di 15,00 Euro; dalla prossima settimana sarà possibile anche acquisirlo nella Libreria Alterocca di Terni, Ares di Roma e alla libreria GEOSTA di Norcia.

Il volume può essere richiesto anche all’Autore via mail: acipolloni@tin.it.

RIETI 70° DELLA LIBERAZIONE – I PERCORSI DELLA MEMORIA – 11 OTTOBRE 2014

Percorsi della memoria

Don Concezio Chiaretti e la repubblica di Cascia: un nuovo libro in arrivo


Don Concezio libroImmagine di copertina del libro: “Don Concezio Chiaretti e la repubblica di Cascia” di prossima pubblicazione, in ricordo di BARTOLO CICCARDINI. L’opera sarà edita dall’ASSOCIAZIONE PARTIGIANI CRISTIANI di TERNI

Verbale della riunione del Consiglio Nazionale ANPC

Pubblichiamo il verbale della riunione del Consiglio Nazionale ANPC : Verbale della riunione del Consiglio Nazionale ANPC

La Segreteria Nazionale

Una nuova pubblicazione di Antonio Cipolloni

 Una nuova pubblicazione di Antonio Cipolloni sarà presentata, a cura dell’Amministrazione comunale di Rieti, il prossimo 10 ottobre, alle ore 17,30, all’Auditorium della Fondazione Varrone (via T. Varrone, 57.

Il nuovo Volume, che sarà nei prossimi giorni nelle librerie di Rieti e provincia, sarà presentato (in anteprima) ai giornalisti reatini, colleghi dell’autore, domani 3 ottobre alle ore 12 presso il Bar Crosby in Puiazza Marconi nel corso di un incontro.

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