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Archivio per la categoria “Articoli”

Medici e infermieri nella Resistenza: un opuscolo per il 25 Aprile

Per i ben noti motivi determinati dalla pandemia Covid-19, è venuta meno la tradizionale
possibilità di fare la distribuzione cartacea presso il monumento che ricorda il sacrificio di
Cesare Riboldi e Luigi Mattavelli, al termine della sfilata di commemorazione del 25 aprile.
Abbiamo ritenuto comunque importante non far mancare anche per il 25 aprile 2020 questo
piccolo ma apprezzato contributo alla cittadinanza e, ci è sembrato opportuno, idealmente
dedicarlo agli appartenenti all’organizzazione sanitaria del nostro paese: medici e infermieri.
Allora come oggi, con abnegazione e senso del dovere, offrono il loro prezioso contributo
professionale e ideale per la cura e la salvaguardia della nostra vita, anche a costo di
sacrificare la propria.

Buona lettura. Scarica qui il formato digitale:

7 Febbraio: Anniversario della strage di Porzus

Il 7 febbraio 1945 un commando delle formazioni d’assalto GAP del partito comunista attacca il comando della I Brigata Osoppo, una formazione partigiana di orientamento liberale che aveva il suo quartier generale nelle cosiddette malghe di Porzus. Sono 18 i partigiani uccisi dai comunisti, solo 3 i superstiti. E’ una pagina dolorosa della nostra storia contemporanea quella che il professor Tommaso Piffer affronta con Paolo Mieli in questa puntata di “Passato e Presente”. La strage di Porzus è il più grave caso di scontro interno alla Resistenza italiana, e uno degli eventi più dibattuti della storia del biennio 1943-45. A chi va imputata la responsabilità della strage? Si tratta di una iniziativa personale del comandante dei GAP? Oppure i mandanti vanno cercati altrove? Che ruolo ha avuto il Partito comunista di Togliatti? Oggi il sito del massacro è classificato come monumento nazionale, ma queste domande hanno alimentato per decenni un acceso dibattito politico e storiografico.

https://www.raiplay.it/video/2020/02/Passato-e-Presente—Porzus-sangue-sulla-Resistenza-1f5e2549-6562-4459-a949-090ac6976c3b.html

A tre metri dalla salvezza

Una vecchia asse di legno che nel buio delle fredde notti di guerra spunta da una finestra di via del Mascherino e s’insinua tra le merlature del Passetto di Borgo. Il muraglione, realizzato nel XIII secolo per permettere la fuga del Papa dal Vaticano, diventava così la via attraverso la quale uomini braccati dai nazisti e dai fascisti si rifugiavano Oltretevere per aver salva la vita. Che decine di perseguitati tra il 1943 e il 1944 siano stati accolti in Vaticano, nascosti nelle abitazioni di prelati e monsignori, o arruolati nella Guardia Palatina, è un fatto documentato. Oggi un frammento di storia riemerge dalla memoria di una anziana donna che visse bambina quegli eventi.

Tre metri e quaranta centimetri. Questo lo spazio che separa l’edificio di via Mascherino dal Passetto. Una distanza da percorrere in leggera salita, su una tavola di legno lunga cinque metri. Quanto basta per adagiarla alle due estremità, permettendo alla persona di passare così, in pochi secondi, dall’Italia al Vaticano. Rigorosamente di notte, quando la luce cela i contorni di persone e oggetti. Nel silenzio assoluto, indispensabile anche nella preparazione del nobile piano. Tutto questo accadeva, a più riprese, nell’inverno a cavallo tra il 1943 ed il 1944. Quello dell’occupazione nazista.

La salita verso la salvezza


«A volte al mattino c’erano persone in cucina che non avevo mai visto, di certo non la sera prima, quando ero andata a dormire. Stavano con noi a tavola, mangiavano e parlavano con i miei genitori. Chiedevo a papà chi fossero, ma non ricevevo risposta. Poi la mattina dopo non c’erano più». Inizia così il racconto a Vatican News di Antonietta Cecchini, ottantaduenne, all’epoca una bambina di cinque anni. «Faceva freddo, era inverno, ricordo il braciere in cucina. Quelle persone le vedevo, mi salutavano ed il giorno dopo — prosegue — erano andate via. Sempre volti nuovi».

Erano persone perseguitate

«Una volta, saranno state le otto di sera, vidi bene — ricorda — quella tavola di legno che era messa in modo da andare dalla finestra della cucina fino al Passetto. Ma anche in quella occasione i miei genitori non mi spiegarono cosa stavano facendo». «Qualche anno dopo, non ero ancora maggiorenne, chiesi di nuovo a papà cosa facesse con quella tavola, perché a casa vedevo di tanto in tanto persone sconosciute, e sempre per poche ore. In quell’occasione mi disse — afferma la figlia Antonietta, non nascondendo la commozione — che erano persone da salvare e che dovevo continuare a non parlarne con nessuno».

Coraggio e prudenza


«Mio nonno era un uomo che ripudiava la violenza e amava ragionare. Il suo operato, quella tavola di legno fu un atto di grande coraggio». Sono queste le parole con cui Stefano Cecchini, nipote di Cesare, descrive quei salvataggi. «Era un uomo che amava tenere un basso profilo, un grande lavoratore, che pur non avendo mai avuto la tessera del partito fascista, non amava — sottolinea — manifestare in pubblico le sue idee». Una prudenza che si rivelò fondamentale per la buona riuscita di quel piano, dalle finestre della cucina o del bagno fino al Passetto. Con l’ausilio della moglie, Natalina, di professione portantina al Policlinico di Roma.

Quella casa oggi è sede dell’Ispettorato


In quella casa la famiglia Cecchini ha vissuto fino agli anni ‘60, ma mai nessuno ha raccontato quelle vicende. Il timore di subire ritorsioni e violenze ha prevalso e ancora oggi si intravede negli occhi della signora Antonietta. Adesso questo edificio è la sede dell’Ispettorato di pubblica sicurezza Vaticano. Il dirigente generale, Luigi Carnevale, è stato tra i primi a conoscere la storia della famiglia Cecchini, grazie a una segnalazione di monsignor Luigi Mistò. «Lo scorso settembre mi è stata segnalata questa storia, poi ho incontrato la signora Antonietta Cecchini e il nipote, Stefano», racconta. «Una storia che rasenta l’eroismo, avvenuta in dei locali che oggi — sottolinea — ospitano gli uffici di chi è deputato a stare vicino a chi ha bisogno». «In una delle ultime udienze del Papa all’Ispettorato Vaticano, Francesco ci ha chiesto di essere custodi non solo dei luoghi sacri affidati alla nostra vigilanza, ma anche delle radici della civiltà. Questa storia—– conclude — ci permette di rendere omaggio alla memoria di questi episodi di grande nobiltà d’animo e generosità».

Il passaggio lungo in Passetto conduce alla Prima Loggia del Palazzo Apostolico. Sono decine le persone messe al sicuro in Vaticano tra il 1943 ed il 1944. Nel X volume degli Actes et Documents du Saint Siège relatifs à la Seconde Guerre Mondiale — una raccolta di undici volumi di documenti provenienti dagli archivi storici del Vaticano, relativi al papato di Papa Pio XII durante il secondo conflitto mondiale — si legge una relazione di monsignor Guido Anichini, canonico di San Pietro dal 1928, sui rifugiati nei locali dei canonici di San Pietro, in Vaticano, datata 13 febbraio 1944. «La paterna bontà della Santità Vostra, manifestatasi ancora una volta in modo così commovente, mi fa sentire — scriveva Anichini rivolto a Pio XII — il dovere di esporre figlialmente quanto è avvenuto, dato per fatto mio e di alcuni miei colleghi Canonici di S. Pietro, per venire incontro a perseguitati di vario genere accogliendoli nei locali della Canonica». «Quando io, il primo novembre scorso potei finalmente ritornare a Roma […], trovai che nella Canonica che si ritiene terreno a sé, posto sotto la particolare giurisdizione del Cardinale Arciprete, erano già stati accolti non pochi individui, che si ritenevano minacciati gravemente nella vita, per cui anch’io ritenni di non dovermi rifiutare a ricevere in casa persone pericolanti e congiunti di chi era stato autore del mio felice ritorno». Da novembre ’43 a febbraio ’44: sono i mesi invernali durante i quali, secondo la signora Antonietta, si sarebbe registrato quello strano via vai in casa sua e quel passaggio nottetempo.

Persone colpite dai decreti razziali


«Successivamente — si legge nel documento di monsignor Anichini — altri casi urgenti e gravi si verificavano, specie di gente colpita dai decreti razziali, e per questo in varie abitazioni Canonicali furono accettati nuovi ospiti a titolo sempre di fraterna caria». Segue una lunga lista di persone, a partire da un signore di Adri e la sua famiglia, «il quale pur essendo di religione cattolica non ha quanto basta per essere considerato ariano e perciò è attivamente ricercato per essere spedito in Polonia», e «presso monsignor Fioretti i suoi genitori, anch’essi cattolici, sfollati, fatti segno a spietata persecuzione perché non ariani».

L’elenco prosegue e comprende un ufficiale del Regio Esercito, «in pericolo di essere fucilato per motivi politici», un funzionario del Ministero dell’Interno «che ha rifiutato il nuovo regime», e ancora diverse persone «ricercate attivamente per pretesti razziali e motivi politico-militari». Tra queste, forse qualcuna potrebbe essere giunta in Vaticano percorrendo proprio quell’asse di legno che dalla casa della famiglia Cecchini conduceva al Passetto.

di Andrea De Angelis e Franco Piroli su “L’Osservatore Romano”

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2021-02/quo-027/a-tre-metri-dalla-salvezza.html?fbclid=IwAR1CYCw7FoSlqgMI4t-NrHqkufJ9fNbs9p874DSodPkay90nMiTSkHleVeI

Una borsa di studio intitolata ad Angelo Sferrazza

Oggi pomeriggio alle 15,00 ci sarà la giornata inaugurale del Master “Diritto penitenziario e Costituzione”. Nei saluti ci sarà un ringraziamento all’ANPC per l’istituzione della borsa di studio intitolata ad Angelo Sferrazza, nostro amato Vicepresidente recentemente scomparso, e verranno presentate le vincitrici: Elena Pasqui ed Eleonora Santoro. Interverranno per un breve saluto la Presidente Mariapia Garavaglia e la Vicepresidente Silvia Costa. 
Per chi volesse seguire questo il link Join conversation

Scarica qui la locandina in formato pdf:

Tesseramento 2021

Carissimi amici,
purtroppo la pandemia, ancora preoccupante, ha segnato l’anno trascorso avendo interrotto gli incontri di persona e diradate anche le iniziative ai vari livelli. I distanziamenti fisici nonché le oggettive difficoltà personali hanno molto limitato anche le iniziative da remoto. Inoltre i dati dicono che anche l’associazionismo attraversa una crisi causata da un richiudersi nell’individualismo, malattia del nostro tempo, non innata ma indotta da una cultura politica polarizzata sugli interessi dei singoli a fronte della narrazione di difficoltà e paure che limitano la passione civile e la partecipazione.
La nostra Associazione per missione deve promuovere e sostenere ogni iniziativa che mantenga vitale l’impegno a sostenere la conoscenza per tramandare i valori democratici, di convivenza pacifica e di coesione sociale.
In assenza di altre possibili attività, sul nostro portale e con gli altri social si possono – e si devono – divulgare iniziative locali e nazionali, presentare pubblicazioni e libri, ecc.
Saremo più forti quanto più saremo numerosi.
In questa ottica, è auspicabile da parte di tutti i dirigenti e soci, il massimo impegno per l’incremento delle adesioni all’ANPC, anche previ contatti ed accordi con associazioni i cui dirigenti concordano sull’esigenza di mantenere vivi i valori della Resistenza. Ricordate il vecchio slogan “ogni iscritto un nuovo iscritto”, ora deve trasformarsi in ogni iscritto più nuovi iscritti. Il tesseramento è l’occasione per allargare il nostro spazio, per registrare il consenso alle nostre iniziative. Voglio ricordare che il tesseramento è aperto anche ai giovani, direi specialmente a loro.
È quanto mai urgente affidare loro il testimone di tramandare la storia patria perché si rendano consapevoli di quanto grande è la responsabilità di difendere quotidianamente la nostra vita democratica.
Con amicizia e gratitudine per il vostro impegno, unisco cordiali saluti,
Mariapia Garavaglia

Modalità per l’iscrizione:
La scheda di adesione si trova facilmente on-line e deve essere spedita alla nostra e-mail: partigiani.cristiani@gmail.com) o presentata presso la sezione locale. (Scaricala anche qui:

Fase organizzativa:
I presidenti o i segretari provinciali sono invitati a richiedere alla segreteria nazionale il quantitativo di tessere occorrenti, e ad inviare successivamente l’elenco nominativo degli iscritti possibilmente con l’indirizzo e-mail.
Il Consiglio Nazionale ha da tempo deciso di eliminare il contributo per la spedizione e stampa delle tessere previsto in passato sulla quota associativa da corrispondere alla segreteria nazionale. Anche l’importo della quota associativa può essere deciso a livello provinciale, attualmente la quota consigliata è di € 20,00 per il socio ordinario e di € 50,00 per il socio sostenitore.

Si rinnova la necessità di portare a conoscenza di tutti i simpatizzanti i nostri siti http://www.anpcnazionale.com e http://www.resistenzaedemocrazia.it nonché la nostra presenza sui social facebook (Anpc nazionale) e twitter (Partigiani Cristiani).
La nostra attività, molto intensa e molto approfondita, avviene necessariamente attraverso la rete, in particolare sul blog http://www.anpcnazionale.com e su facebook.
Una raccomandazione va fatta anche a coloro, che pur essendo collegati con noi tramite e-mail, non interagiscono sul sito, non ci comunicano le loro attività ed i loro iscritti, non commentano le nostre prese di posizione. L’Associazione può vivere solo se c’è continuamente questo scambio, di studi, di memorie, di esperienze e di iniziative. La rete significa che non c’è un capo con dei subordinati che ascoltano ed obbediscono, ma che tutti possono prendere iniziative e condividerle con tutti.

Pietre d’inciampo a Milano e su Instagram

A margine della posa delle Pietre d’Inciampo è nato un progetto che ha coinvolto 4 Istituti superiori milanesi: gli studenti hanno dato vita alle pietre posate a Milano in questi ultimi 4 anni scrivendo una breve storia del nome a cui appartiene la pietra.
Carla Bianchi Iacono rappresenta l’ANPC nel Comitato delle Pietre d’Inciampo dalla sua nascita, quando Giovanni Bianchi era Presidente.
Qui sotto il link al sito: https://www.instagram.com/milanopietredinciampo/

Ci sono anche le pietre dedicate ai deportati caduti milanesi legati al Ribelle: Carlo Bianchi, Franco Rovida e Luigi Monti.

Una bellissima iniziativa! Seguitela tutti.

27 Gennaio 2021: mai dimenticare!

“Oggi sento un dovere pressante. Man mano che ci si allontana dai fatti può subentrare la dimenticanza. Man mano ci lasciano i testimoni. Come ANPC diamoci da fare per ampliare il nostro impegno. Ogni socio conquisti almeno un giovane, meglio se di più. Dobbiamo sconfiggere l’indifferenza che diventa complicità. Nonostante la crisi di governo, il Presidente della Repubblica ha mantenuto in agenda il ricordo dell’olocausto con la cerimonia al Quirinale. Non manca mai di esserci esempio.  Guai a noi se non sapremo essere all’altezza dell’impegno. Mariapia Garavaglia”.

Pubblichiamo l’intervento del Presidente Mattarella in occasione del Giorno della Memoria: https://www.quirinale.it/elementi/51657

27/01/2021 Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel corso della celebrazione del Giorno della Memoria

Una bellissima iniziativa: il corto di animazione dedicato alla Segre che verrà premiato dal Quirinale e realizzato dagli alunni della scuola primaria Rosalba Carriera di Roma. Davvero molto bello.

27 Gennaio 1945-27 gennaio 2021: giornata della memoria

𝙋𝙚𝙧 𝙩𝙚 𝙚 𝙥𝙚𝙧 𝙞 𝙩𝙪𝙤𝙞 𝙛𝙞𝙜𝙡𝙞, 𝙡𝙚 𝙘𝙚𝙣𝙚𝙧𝙞 𝙙𝙞 𝘼𝙪𝙨𝙘𝙝𝙬𝙞𝙩𝙯 𝙫𝙖𝙡𝙜𝙖𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙖𝙢𝙢𝙤𝙣𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤: 𝙛𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙞𝙡 𝙛𝙧𝙪𝙩𝙩𝙤 𝙤𝙧𝙧𝙚𝙣𝙙𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙤𝙙𝙞𝙤, 𝙙𝙞 𝙘𝙪𝙞 𝙝𝙖𝙞 𝙫𝙞𝙨𝙩𝙤 𝙦𝙪𝙞 𝙡𝙚 𝙩𝙧𝙖𝙘𝙘𝙚, 𝙣𝙤𝙣 𝙙𝙞𝙖 𝙣𝙪𝙤𝙫𝙤 𝙨𝙚𝙢𝙚, 𝙣é 𝙙𝙤𝙢𝙖𝙣𝙞 𝙣é 𝙢𝙖𝙞. 𝙋𝙧𝙞𝙢𝙤 𝙇𝙚𝙫𝙞Nella 𝐆𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐌𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚, abbiamo l’obbligo di ricordare tutte le donne e gli uomini, che riuscirono con coraggio, fortuna e determinazione, a sfuggire alle atrocità dello sterminio. Dal 1939 al 1945, il Mondo e l’Europa furono trascinati dalle potenze dittatoriali – nazifasciste – nel più enorme e mostruoso conflitto conosciuto dal genere umano, unitamente alla 𝐝𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐦𝐢𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 e sopraffazione di milioni di esseri umani, e al contempo iniziò la lotta per la 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐭à, l’𝐮𝐠𝐮𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚 dei diritti e la 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚. Dobbiamo essere grati ai superstiti della 𝐒𝐇𝐎𝐀𝐇, che hanno avuto la forza di lasciare i loro ricordi scritti, insieme alle loro testimonianze orali, per tutti noi, ma soprattutto per le 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢. Costoro hanno avuto la forza di sopravvivere, ed essere riusciti a raccontare le loro tragiche esperienze. Proprio per rispettare il loro 𝐓𝐞𝐬𝐭𝐢𝐦𝐨𝐧𝐞, oggi più che mai, dobbiamo lottare per quegli ideali e valori che si chiamano: 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚, 𝐭𝐨𝐥𝐥𝐞𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐞 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 . Quello che è stato può ripresentarsi sotto forme differenti, ma sempre avendo come finalità l’odio e la repulsione nei confronti del diverso. La 𝐒𝐇𝐎𝐀𝐇 è stata una tragedia che ha colpito 𝐬𝐞𝐢 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐛𝐫𝐞𝐢. Rappresentano la metà dei 𝟏𝟐 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐯𝐢𝐭𝐭𝐢𝐦𝐞 𝐬𝐭𝐞𝐫𝐦𝐢𝐧𝐚𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐢 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥 𝐧𝐚𝐳𝐢𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐦𝐨. Pensiamo che a costoro hanno distrutto tutto: la dignità, il rispetto, i valori e la vita. Pensiamo al loro avambraccio sinistro dove avveniva la marchiatura a tutti, donne, uomini e bambini. Non erano più esseri umani ma “PEZZI”, come si può evincere da alcune testimonianze. 𝑶𝒈𝒏𝒖𝒏𝒐 𝒅𝒊 𝒏𝒐𝒊, 𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒔𝒄𝒊𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒂𝒍 𝒑𝒐𝒔𝒕𝒐 𝒄𝒉𝒆 𝒐𝒄𝒄𝒖𝒑𝒂 𝒏𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒔𝒐𝒄𝒊𝒆𝒕à, 𝒉𝒂 𝒊𝒍 𝒅𝒐𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒊𝒏𝒕𝒓𝒂𝒑𝒓𝒆𝒏𝒅𝒆𝒓𝒆 𝒐𝒈𝒏𝒊 𝒕𝒆𝒏𝒕𝒂𝒕𝒊𝒗𝒐 𝒆 𝒔𝒇𝒐𝒓𝒛𝒐 𝒑𝒐𝒔𝒔𝒊𝒃𝒊𝒍𝒆 𝒂𝒇𝒇𝒊𝒏𝒄𝒉è 𝒊𝒍 𝒎𝒐𝒏𝒅𝒐, 𝒐𝒈𝒈𝒊 𝒑𝒊ù 𝒄𝒉𝒆 𝒎𝒂𝒊, 𝒔𝒊 𝒕𝒓𝒂𝒔𝒇𝒐𝒓𝒎𝒊 𝒏𝒆𝒍 𝒍𝒖𝒐𝒈𝒐 𝒊𝒏 𝒄𝒖𝒊 𝒑𝒐𝒕𝒆𝒓 𝒗𝒊𝒗𝒆𝒓𝒆 𝒊𝒏 𝒑𝒂𝒄𝒆 𝒆 𝒔𝒆𝒓𝒆𝒏𝒊𝒕à, 𝒏𝒆𝒍 𝒓𝒊𝒔𝒑𝒆𝒕𝒕𝒐, 𝒏𝒆𝒍𝒍’𝒂𝒄𝒄𝒐𝒈𝒍𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒐 𝒆 𝒂𝒄𝒄𝒆𝒕𝒕𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒊 𝒕𝒖𝒕𝒕𝒊 𝒈𝒍𝒊 𝒂𝒍𝒕𝒓𝒊 𝒆𝒔𝒔𝒆𝒓𝒆 𝒖𝒎𝒂𝒏𝒊 𝒔𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒏𝒆𝒔𝒔𝒖𝒏𝒂 𝒅𝒊𝒔𝒕𝒊𝒏𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆. La più importante testimonianza dei sopravvissuti è stata quella di raccontare la loro storica tragedia vissuta nei campi di sterminio, nelle scuole e tra le giovani generazioni, impegnandosi a diffondere i semi della libertà, del rispetto degli altri, della difesa dei diritti civili, di fronte ad ogni forma di razzismo, ma soprattutto a combattere l’indifferenza. Tutto il mondo dovrebbe prestare attenzione al monito che proviene dalle vittime dell’Olocausto e dalle loro testimonianze, perchè la memoria deve essere sempre viva e deve ardere nell’animo di tutti noi. 𝐂𝐡𝐞 𝐢𝐥 𝟐𝟕 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐚𝐧𝐧𝐨, 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐚 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝐭𝐫𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐞 𝐝𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚𝐭𝐢𝐜𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥’𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢𝐭à, 𝐦𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐢𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐞 𝐠𝐞𝐧𝐞𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢, in ogni momento, per fare in modo che l’Olocausto, rimanga una tristissima storia che non abbia più a ripetersi. I sopravvissuti fecero un giuramento 𝐌𝐀𝐈 𝐏𝐈𝐔’ , in quanto oppositori e vittime coscienti della volontà di perversi poteri di sopraffazione.

Aladino Lombardi

Giornata della memoria 2021

Le parole della Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia: “È quanto mai indispensabile insistere con l’insegnamento che la storia non può mai  essere manipolata,  e bisogna dilatare a dismisura la promozione di una educazione che rifiuti l’odio e la violenza per risolvere le situazioni conflittuali.
ANPC, come tutte le altre Associazioni sorelle, ha la sua ragion d’essere nel promuovere un bene civico – che è insostituibile per fondare la comunità –  la propria storia, senza negazionismi nè trionfalismi. Fare memoria del passato,  che ci ha donato un presente di libertà, democrazia e benessere, è un imperativo morale. Troppe vite sono state sacrificate sull’altare delle ideologie e la Shoah si erge come monumento perenne di accusa per i protagonisti di tanto orrore, ma anche di coloro che furono ‘distratti’ nel nostro Paese. Quanti ebrei italiani sono state vittime dei carnefici nazisti alleati dei fascisti  che approvarono le leggi razziali. In Parlamento per merito del Presidente Mattarella siede come senatrice a vita, Liliana Segre, e Walter Veltroni ha pubblicato recentemente un libro con Sami  Modiano; citando loro associamo i pochi sopravvissuti ancora viventi e tutti coloro che abbiamo man mano salutato quando ci hanno lasciato.
Sono importanti tutti gli eventi che attorno alla giornata del 27 gennaio si organizzano ma non c’è strumento più efficace che educare i giovani a conoscere e rifiutare l’ideologia ‘razziale’ – quella che seleziona e discrimina le persone per etnia, cultura, politica – e  ripudiare per sempre l’abominio di cui si è macchiato  il secolo breve”.

Settimana della Memoria 25-30 gennaio 2021

25 – 30 gennaio 2021

Dal 25 al 30 gennaioBiblioteche di Roma con la Casa della Memoria e della Storia e le associazioni ANED, ANEI, ANPC, ANPI, ANPPIA, Circolo Gianni Bosio, FIAP, IRSIFAR e il Teatro Biblioteca Quarticciolo, in collaborazione con il Teatro di Roma e l’Istituto Luce, presentano gli eventi della Settimana della Memoria. Libri, incontri, testimonianze, interviste, letture, proiezioni video, approfondimenti, musica per ricordare la Shoah. 

on line sul canale Youtube di Biblioteche di Roma e sulle pagine fb @biblioteche.roma@bibliotecacasadellamemoria @teatrobibliotecaquarticciolo

scarica il programma

https://www.bibliotechediroma.it/opac/news/settimana-della-memoria/27041

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