Il 25 Aprile 2015 a Senigallia
Pubblichiamo il programma del 25 Aprile mandatoci dalla nostra attivissima Sezione di Senigallia che ringraziamo di cuore per le belle iniziative.
Pubblichiamo il programma del 25 Aprile mandatoci dalla nostra attivissima Sezione di Senigallia che ringraziamo di cuore per le belle iniziative.
Siamo lieti di segnalare l’evento organizzato dall’Università Cattolica di Milano dal titolo: “Cristiano, partigiano, italiano – la Resistenza di Aldo Gastaldi ‘Bisagno’.
Al centro dell’evento verrà proiettato in anteprima assoluta il documentario “Bisagno”.
Sul sito www.bisagnofilm.com è visibile il trailer del film e sono reperibili maggiori informazioni.
Alleghiamo materiale informativo, con preghiera di diffusione.
“L’Italia che premia, che riconosce, che ringrazia le donne e gli uomini che hanno messo la loro vita a disposizione del Paese, della democrazia, della libertà”. Questo il significato della cerimonia voluta dal ministro della Difesa.
Iniziate le celebrazioni del 70° anniversario della Liberazione
“Il fatto che gli ideali e le speranze che la Resistenza ha espresso non siano completamente realizzati dà a essa un valore e un significato più vivo e attuale:non un ricordo da custodire gelosamente nell’armadio delle sacre memorie e da tirar fuori solo in occasione di qualche ricorrenza, ma, per gli italiani migliori, un impegno morale e politico” (Pietro Scoppola)
L’intenso calendario di celebrazioni del 70° anniversario della Liberazione si è aperto il 16 aprile alla Camera dei Deputati, con gli interventi del Capo dello Stato Sergio Mattarella, della presidente Laura Boldrini, del presidente del Senato Pietro Grasso. Presenti decine di ex partigiani provenienti da tutta Italia e i rappresentanti di tutte le associazioni combattentistiche e partigiane.
“La sofferenza, il terrore, il senso d’ingiustizia, lo sdegno istintivo contro la barbarie di chi trucidava civili e razziava concittadini ebrei – ha detto Mattarella – sono stati i tratti che hanno accomunato il popolo italiano in quel terribile periodo. Un popolo – composto di uomini, donne e persino ragazzi, di civili e militari, di intellettuali e operai – ha reagito anche con le armi in pugno, con la resistenza passiva nei lager in Germania, con l’aiuto ai perseguitati, con l’assistenza ai partigiani e agli alleati, con il rifiuto, spesso pagato a caro prezzo, di sottomettersi alla mistica del terrore e della morte”.
Mercoledì 22 aprile un altro importante appuntamento istituzionale, coordinato dal Ministero della Difesa.
Il Ministro Roberta Pinotti ha consegnato la medaglia commemorativa appositamente coniata e raffigurante un dettaglio della cancellata del monumento delle Fosse Ardeatine ai labari ed ai rappresentanti delle Associazioni che raccolgono quanti parteciparono alla Liberazione.
Nel suo intervento il Ministro ha spiegato come il Parlamento sia stato parte attiva dell’iniziativa, che ha voluto riaffermare non solo come la lotta di liberazione sia stata un movimento collettivo volto a ristabilire i principi di libertà e indipendenza, ma anche che i singoli protagonisti di quelle vicende fondanti della Repubblica meritino un riconoscimento.
Nel corso della cerimonia – svolta sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica – il Ministro ha consegnato la medaglia commemorativa ai labari delle Associazioni Partigiane e a 51 reduci scelti e segnalati dalle associazioni.
La medaglia della Liberazione sarà consegnata, prossimamente, a tutti i reduci della Liberazione aventi diritto. Una nuova occasione per ricordare gli uomini e le donne che, provenendo da storie diverse, hanno messo la loro vita a disposizione del Paese, della democrazia e della Libertà.
A queste intense cerimonie l’ANPC ha partecipato con il proprio medagliere ed i propri rappresentanti, guidati dal presidente Giovanni Bianchi.
Si invitano tutti i partigiani riconosciuti, iscritti o simpatizzanti dell’ANPC a compilare il modello per la richiesta della “Medaglia della Liberazione”. Il modulo potrà essere presentato presso la sede provinciale ANPC di appartenenza o trasmesso via email alla sede nazionale rimandandolo compilato al seguente indirizzo: partigiani.cristiani@gmail.com . Scarica qui il modulo: MODULO DI DOMANDA
C’è stata una grande e calorosa festa ad Alatri per festeggiare i 90 anni del nostro caro e stimato amico Carlo Costantini. Pubblichiamo un piccolo resoconto e gridiamo ancora tutti insieme:”Tanti auguri Carlo!”.
Ringraziamo la Sezione di Rieti ed in particolare il caro ed attivissimo Pino Strinati per le bellissime iniziative.
La Segreteria ANPC
A tutti i Soci, amici ed estimatori dei Partigiani Cristiani auguriamo una Pasqua serena, gioiosa e Santa, ricordando nelle nostre preghiere tutti gli amici scomparsi e, come richiesto dal Santo Padre, una intenzione particolare per i cristiani perseguitati perché abbiano forza e consolazione dallo Spirito Santo.
La Segreteria ed il Direttivo ANPC
Si è costituita il 25 febbraio 2015 presso la sede del circolo ACLI di Sesto San Giovanni in via Santa Giovanna D’arco 114, alla presenza del presidente nazionale Giovanni Bianchi, la Segreteria Provinciale della ANPC di Milano.
Segretario:
Gaetano Olchini
Membri di segreteria:
Luisa Ghidini Comotti
Carla Bianchi Iacono
Emilio Fedi
Luigi Bossi
Mario Antonio Bezzi
Giulio Loreti
Fabrizio Tagliabue.
A tutti vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro!
La Segreteria Nazionale ANPC
69 anni fa, il 9 Febbraio 1945, don Giuseppe Borea, parroco di Obolo, veniva fucilato a Piacenza dietro al Cimitero urbano.
Aveva 35 anni e si chiamava don Giuseppe Borea, parroco di Obolo (frazione montana del Comune di Gropparello in Provincia di Piacenza). La sua accusa era quella di essere il cappellano dei partigiani. In realtà aveva portato gli ultimi Sacramenti ai giovani feriti dopo uno scontro sanguinoso, avvenuto nella sua parrocchia tra Brigate nere e partigiani. Ma il Comando delle Brigate nere di Piacenza intendeva dare una lezione al Clero. Fu scelto don Borea. Quattro miliziani lo andarono a prendere in canonica. Portatolo in città venne sottoposto a diversi interrogatori in Questura. Don Borea non negò la verità. Inutili gli interventi delle Autorità religiose. Vide la sua mamma, l’abbracciò, poi venne portato all’alba al recinto del cimitero. 9 febbraio 1945.
Clicca qui per leggere il lavoro fatto dalla nostra Sezione di Piacenza su: don Giuseppe Borea
Il presidente dell’ANPC Giovanni Bianchi e l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani sono grati al nuovo presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il forte e basilare richiamo con il quale ha ricordato nel discorso di insediamento davanti alle Camere la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l’Italia dal nazifascismo.
Il patriottismo costituzionale è infatti tuttora il più solido riferimento all’unità di una Nazione per altri versi lacerata dalle contraddizioni e dallo spirito di fazione. Furono in particolare i professorini cattolici presenti alla Costituente a sostenere il riferimento alla persona come la base di un nuovo e comune antifascismo in grado di sostituire la dignità personale al prevalere dello Stato totalitario. Non a caso Sergio Mattarella ha affermato che, poste queste premesse, la garanzia più forte della nostra Costituzione consiste nella sua applicazione.
Davvero la Costituzione ringiovanisce vivendola.