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IL 23 APRILE SU RAI3 E RAI STORIA IL DOCUMENTARIO SUL “BATTAGLIONE MARIO”

Il programma “Passato e Presente” diretto da Paolo Mieli e prodotto da Rai Cultura, in occasione della Festa della Liberazione 2021 dedica una puntata alla storia della Banda Mario, formazione partigiana attiva nelle Marche e composta da combattenti di varia nazionalità e appartenenza religiosa.

La puntata “Il Battaglione Mario” sarà in onda venerdì 23 aprile su Rai3 alle ore 13:15 e in replica su Rai Storia lo stesso giorno alle ore 20:30.

Il programma è stato realizzato anche con il contributo dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani nel reperimento di materiali e di testimonianze. Si ringrazia in particolare la Sezione ANPC Marche, l’On. Adriano Ciaffi e l’Archivio Storico Eni per la collaborazione e il materiale fornito.

COMUNICATO RAI

A Passato e Presente il “Battaglione Mario”

Su Rai3 e Rai Storia una pagina della Resistenza nelle Marche

Il “Battaglione Mario”: una formazione partigiana attiva nelle Marche durante la Resistenza e diventata una forza “internazionale”, costituita da ex prigionieri alleati, slavi ed ebrei. Ma non solo: nelle sue file entrano anche africani, eritrei ed etiopi, protagonisti di un’odissea cominciata ancora prima della guerra.

Una storia che la professoressa Isabella Insolvibile e Paolo Mieli ricostruiscono a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda venerdì 23 aprile alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, che ospita anche lo storico Matteo Petracci, esperto della storia del “Battaglione Mario”.

Tutto ha inizio il 9 maggio 1936, quando Mussolini annuncia la nascita dell’Impero. Negli ambienti fascisti, inebriati dalla vittoria, si fa strada l’idea di realizzare una Mostra Triennale delle Terre d’Oltremare a Napoli, per esibire la supremazia italiana nei territori del Corno d’Africa. Aree e padiglioni espositivi saranno dedicati all’Albania, al Dodecaneso, alla Libia e all’Africa Orientale. Vengono ingaggiati anche settanta sudditi coloniali, tra eritrei ed etiopi, da esporre in un villaggio indigeno, ricostruito per l’occasione. La Mostra si apre il 9 maggio 1940, in occasione del quarto annuale dell’Impero, ma, poche settimane dopo, l’Italia entra in guerra. Gli inglesi interdicono il passaggio attraverso il canale di Suez e la piccola comunità africana resta bloccata in Italia.

Divenuta un peso per i responsabili della Triennale, la comunità viene trasferita a Villa la Quiete, un ex campo di prigionia fascista, nella provincia di Macerata. Il 28 ottobre 1943, il “Battaglione Mario” – comandato da Mario Depangher – assalta la Villa per recuperare armi e aprire le porte del campo. Una decina di ex sudditi coloniali decide in quell’occasione di unirsi alla formazione partigiana per andare a combattere, insieme, i nazifascisti.

PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI LUCA MARIA PERNICE

MERCOLEDÍ 21 APRILE 2021 ORE 17.30. Presentazione del libro di Luca Pernice: “O.S.C.A.R. La Resistenza Scout”. Collegamento web: https://global.gotomeeting.com/join/961197565

Il sacrificio di Don Borea: lunedì 19 Aprile

L’evento è  anche trasmesso sul canale:https://www.youtube.com/channel/UC_sp2YNhTvmCoKzYr1TNEmw

Il 17 aprile 1944: Rastrellamento del Quadraro

Il 17 aprile 1944, nelle ore del primo mattino, nella borgata del Quadraro, il Panzergrenadier-Regiment-71 e le SS Schutzstaffel, agli ordini del famigerato tenete colonnello Herbert Kappler, rastrellarono tutti gli uomini dai 15 ai 65 anni, che i nazisti riuscirono a prelevare. Per la città di Roma fu la terza deportazione attuata dai tedeschi, dopo quella dei circa 2500 Reali Carabinieri del 7 ottobre 1943 che si rifiutarono di aderire alla Repubblica di Salò e quella del 16 ottobre 1943 dei circa 1000 ebrei razziati al ghetto Ebraico.

Anche quest’anno ci troviamo nella condizione di celebrare sommessamente questo tragico evento a causa della Pandemia. Pertanto come già avvenuto per altre ricorrenze sia nell’anno passato che in questo 2021 non avremo quella partecipazione di popolo all’evento. Questo non ci impedisce dall’esternare un pensiero commosso per tutte le numerose cerimonie del rastrellamento del Quadraro che hanno visto la partecipazione di tutte le Istituzioni, sia Nazionali che Locali.

Desidero ricordare la presenza di alcune figure storiche: la Presidente della Camera dei Deputati Nilde Iotti, la Vice Sindaca di Roma Maria Pia Garavaglia, il Rabbino Capo della Comunità Ebraica Elio Toaff, la Direttrice del Museo della Liberazione di Via Tasso Elvira Paladini, Carla Capponi, Rosario Bentivegna, Achille Lordi, Giuliano Vassalli, Orfeo Mucci, Maria Teresa Regard Calamandrei, Franco Raparelli, Anita Pasquali, Maria Cervi nipote di Papà Cervi, Sindaci di Roma e non solo, Presidenti della Regione e della Provincia.

Nel corso della cerimonia il momento più toccante era quando i veri testimoni del rastrellamento narravano la loro storia dal vivo ai giovani. Alcuni dei racconti indelebili erano quelli di Sisto Quaranta, Guido Di Roma, Aleandro, insieme ad altri testimoni del rastrellamento. Credo sia doveroso citare anche Don Gioacchino Rey della chiesa S. Maria del Buon Consiglio che unitamente al Municipio ha ottenuto la Medaglia d’oro al Valore Civile per il Suo contributo alla Resistenza. Ma Don Gioacchino Rey, – come si evince dalla foto allegata – svolgeva una missione umanitaria anche nei confronti dei ragazzi del Quadraro. Li accoglieva nell’Oratorio, quasi fossero suoi figli: gli forniva degli abiti, li sfamava, li accudiva, perché alcuni di costoro non avevano più neanche i genitori.

Desidero concludere questa breve storia del rastrellamento del Quadraro, con l’appellativo “Nido di Vespe” che racchiude sinteticamente la memoria sempre viva del sacrificio di coloro che hanno sofferto a causa della guerra. Aladino Lombardi

Don Enrico Bigatti, un prete nella Resistenza

Pubblichiamo una biografia di Don Enrico Bigatti. Scarica qui il file del libretto:

Questa biografia, è una raccolta di testi e immagini prelevate da varie fonti, opportunamente integrati e assemblati per ricordare e valorizzare la figura di don Enrico Bigatti e dei cattolici antifascisti, quale esempio di impegno nella lotta di Liberazione. Questa pubblicazione non ha fini commerciali e sarà distribuita esclusivamente ad associazioni e a chi ne farà espressamente richiesta per usi personali ed educativi. Chi utilizzerà il libro per altri scopi lo farà sotto la propria responsabilità. Si ringrazia il nostro socio della Sezione di Milano Tino Roda.

25 Aprile 2021: Anpc di Piacenza

Pubblichiamo l’invito all’iniziativa predisposta in occasione dell’annuale celebrazione della Liberazione, che anche quest’anno, a causa delle limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria, si svolgerà in formato ridotto: 25-aprile-2021_invito-a-messa-di-commemorazione

A Milano una Pietra d’inciampo in memoria di Carlo Bianchi

Oggi a Milano, in via Villoresi 24, dove aveva sede la fabbrica cartotecnica e tipografica della sua famiglia e la sua abitazione, è stata posta una pietra di inciampo per ricordare Carlo Bianchi.

Paolo Petracca, Presidente IREF – ACLI ha così commentato: “Non c’è futuro senza memoria. Ai tanti che passeranno per quella via sui Navigli, l’invito è a leggere la lapide posta accanto al numero civico e ad inciampare consapevolmente sul sampietrino dorato di Carlo. Una delle tante pietre miliari del cammino millenario ambrosiano che ci insegnano, con la testimonianza, quale sia la via giusta da percorrere per rinascere umani e giusti”.

Chi era Carlo Bianchi?
Il 12 luglio del 1944 Carlo aveva 32 anni e 3 figli (ed una in arrivo) quando fu fucilato a Cibeno di Carpi dopo essere stato deportato e torturato nel campo di Fossoli. Cosa pensava, voleva, ripudiava e sperava Carlo Bianchi? Una summa di ciò che credeva è nella foto pubblicata qui sopra di un documento tratto da Il Ribelle (Esce come e quando può): il famoso “Schema di discussione sui principi informatori di un nuovo ordine sociale”, scritto insieme al beato Teresio Olivelli, di cui era intimo e fraterno amico. Carlo, ingegnere, cattolico con un orientamento progressista, nel 1943 sottopose al cardinale Schuster un promemoria, che verrà approvato, con le linee guida di un “Segretariato del popolo” per venire incontro alle difficoltà e alle necessità dei milanesi meno abbienti, duramente provati dalla guerra e dai bombardamenti. In occasione dell’inaugurazione del “conseguente” centro di assistenza per i poveri così scriveva alla moglie Albertina l’11 gennaio 1944: «…per ritrovare la parte migliore di noi è necessario dimenticarci, dare quanto più è possibile, agire per il bene, tuffarci nella carità. […] Appunto perché ho figli sento che occorre per loro salvare l’avvenire dell’Italia, della civiltà, della libertà, della dignità: per essi voglio dare il mio contributo alla ricostruzione del domani, riserbandomi la gioia di avervi uniti e stretti attorno a me nella nostra casa, quando la pace, quella vera, tornerà a sorriderci e a consolarci».

La pietra d’inciampo in onore di Carlo Bianchi

“Il Segno della Diocesi di Milano” ha pubblicato un articolo di Carla Bianchi Iacono sulle Pietre d’Inciampo in occasione di quella che poseranno fra qualche giorno in ricordo del padre Carlo Bianchi.

Il 22 Aprile in diretta streaming: in lotta per amore

In occasione della Festa di Liberazione del 25 Aprile, si terrà una diretta streaming sul canale youtube del Circolo Feltre (http://www.youtube.com/circolofeltremilano) , Giovedì 22 Aprile alle ore 21:15: “In lotta per amore. I cattolici e la Resistenza a Milano”.

Tra i relatori la nostra Carla Bianchi Iacono, assieme a Marta Busani e Luigi Castioni.

Un appuntamento da non perdere!

Auguri Pasqua 2021

“È proprio la Risurrezione che ci apre alla speranza più grande, perché apre la nostra vita e la vita del mondo al futuro eterno di Dio, alla felicità piena, alla certezza che il male, il peccato, la morte possono essere vinti. E questo porta a vivere con più fiducia le realtà quotidiane, ad affrontarle con coraggio e impegno. Papa Francesco”.
Auguri di cuore per una  Pasqua di nuova vita dalla Presidenza ed il Direttivo Anpc.

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