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27 Gennaio 1945-27 gennaio 2021: giornata della memoria

๐™‹๐™š๐™ง ๐™ฉ๐™š ๐™š ๐™ฅ๐™š๐™ง ๐™ž ๐™ฉ๐™ช๐™ค๐™ž ๐™›๐™ž๐™œ๐™ก๐™ž, ๐™ก๐™š ๐™˜๐™š๐™ฃ๐™š๐™ง๐™ž ๐™™๐™ž ๐˜ผ๐™ช๐™จ๐™˜๐™๐™ฌ๐™ž๐™ฉ๐™ฏ ๐™ซ๐™–๐™ก๐™œ๐™–๐™ฃ๐™ค ๐™™๐™ž ๐™–๐™ข๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ž๐™ข๐™š๐™ฃ๐™ฉ๐™ค: ๐™›๐™– ๐™˜๐™๐™š ๐™ž๐™ก ๐™›๐™ง๐™ช๐™ฉ๐™ฉ๐™ค ๐™ค๐™ง๐™ง๐™š๐™ฃ๐™™๐™ค ๐™™๐™š๐™ก๐™ก’๐™ค๐™™๐™ž๐™ค, ๐™™๐™ž ๐™˜๐™ช๐™ž ๐™๐™–๐™ž ๐™ซ๐™ž๐™จ๐™ฉ๐™ค ๐™ฆ๐™ช๐™ž ๐™ก๐™š ๐™ฉ๐™ง๐™–๐™˜๐™˜๐™š, ๐™ฃ๐™ค๐™ฃ ๐™™๐™ž๐™– ๐™ฃ๐™ช๐™ค๐™ซ๐™ค ๐™จ๐™š๐™ข๐™š, ๐™ฃรฉ ๐™™๐™ค๐™ข๐™–๐™ฃ๐™ž ๐™ฃรฉ ๐™ข๐™–๐™ž. ๐™‹๐™ง๐™ž๐™ข๐™ค ๐™‡๐™š๐™ซ๐™žNella ๐†๐ข๐จ๐ซ๐ง๐š๐ญ๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐Œ๐ž๐ฆ๐จ๐ซ๐ข๐š, abbiamo l’obbligo di ricordare tutte le donne e gli uomini, che riuscirono con coraggio, fortuna e determinazione, a sfuggire alle atrocitร  dello sterminio. Dal 1939 al 1945, il Mondo e l’Europa furono trascinati dalle potenze dittatoriali – nazifasciste – nel piรน enorme e mostruoso conflitto conosciuto dal genere umano, unitamente alla ๐๐ข๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ฆ๐ข๐ง๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž e sopraffazione di milioni di esseri umani, e al contempo iniziรฒ la lotta per la ๐ฅ๐ข๐›๐ž๐ซ๐ญร , l’๐ฎ๐ ๐ฎ๐š๐ ๐ฅ๐ข๐š๐ง๐ณ๐š dei diritti e la ๐๐ž๐ฆ๐จ๐œ๐ซ๐š๐ณ๐ข๐š. Dobbiamo essere grati ai superstiti della ๐’๐‡๐Ž๐€๐‡, che hanno avuto la forza di lasciare i loro ricordi scritti, insieme alle loro testimonianze orali, per tutti noi, ma soprattutto per le ๐Ÿ๐ฎ๐ญ๐ฎ๐ซ๐ž ๐ ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข. Costoro hanno avuto la forza di sopravvivere, ed essere riusciti a raccontare le loro tragiche esperienze. Proprio per rispettare il loro ๐“๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐ฆ๐จ๐ง๐ž, oggi piรน che mai, dobbiamo lottare per quegli ideali e valori che si chiamano: ๐š๐œ๐œ๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐ž๐ง๐ณ๐š, ๐ญ๐จ๐ฅ๐ฅ๐ž๐ซ๐š๐ง๐ณ๐š ๐ž ๐ฌ๐จ๐ฉ๐ซ๐š๐ญ๐ญ๐ฎ๐ญ๐ญ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ข๐ฅ ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฉ๐ž๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ๐ฌ๐จ๐ง๐ž . Quello che รจ stato puรฒ ripresentarsi sotto forme differenti, ma sempre avendo come finalitร  l’odio e la repulsione nei confronti del diverso. La ๐’๐‡๐Ž๐€๐‡ รจ stata una tragedia che ha colpito ๐ฌ๐ž๐ข ๐ฆ๐ข๐ฅ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐๐ข ๐ž๐›๐ซ๐ž๐ข. Rappresentano la metร  dei ๐Ÿ๐Ÿ ๐ฆ๐ข๐ฅ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐๐ข ๐ฏ๐ข๐ญ๐ญ๐ข๐ฆ๐ž ๐ฌ๐ญ๐ž๐ซ๐ฆ๐ข๐ง๐š๐ญ๐ž ๐ง๐ž๐ข ๐œ๐š๐ฆ๐ฉ๐ข ๐๐ข ๐œ๐จ๐ง๐œ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐๐š๐ฅ ๐ง๐š๐ณ๐ข๐Ÿ๐š๐ฌ๐œ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ. Pensiamo che a costoro hanno distrutto tutto: la dignitร , il rispetto, i valori e la vita. Pensiamo al loro avambraccio sinistro dove avveniva la marchiatura a tutti, donne, uomini e bambini. Non erano piรน esseri umani ma “PEZZI”, come si puรฒ evincere da alcune testimonianze. ๐‘ถ๐’ˆ๐’๐’–๐’๐’ ๐’…๐’Š ๐’๐’๐’Š, ๐’‚ ๐’‘๐’“๐’†๐’”๐’„๐’Š๐’๐’…๐’†๐’“๐’† ๐’…๐’‚๐’ ๐’‘๐’๐’”๐’•๐’ ๐’„๐’‰๐’† ๐’๐’„๐’„๐’–๐’‘๐’‚ ๐’๐’†๐’๐’๐’‚ ๐’”๐’๐’„๐’Š๐’†๐’•ร , ๐’‰๐’‚ ๐’Š๐’ ๐’…๐’๐’—๐’†๐’“๐’† ๐’…๐’Š ๐’Š๐’๐’•๐’“๐’‚๐’‘๐’“๐’†๐’๐’…๐’†๐’“๐’† ๐’๐’ˆ๐’๐’Š ๐’•๐’†๐’๐’•๐’‚๐’•๐’Š๐’—๐’ ๐’† ๐’”๐’‡๐’๐’“๐’›๐’ ๐’‘๐’๐’”๐’”๐’Š๐’ƒ๐’Š๐’๐’† ๐’‚๐’‡๐’‡๐’Š๐’๐’„๐’‰รจ ๐’Š๐’ ๐’Ž๐’๐’๐’…๐’, ๐’๐’ˆ๐’ˆ๐’Š ๐’‘๐’Šรน ๐’„๐’‰๐’† ๐’Ž๐’‚๐’Š, ๐’”๐’Š ๐’•๐’“๐’‚๐’”๐’‡๐’๐’“๐’Ž๐’Š ๐’๐’†๐’ ๐’๐’–๐’๐’ˆ๐’ ๐’Š๐’ ๐’„๐’–๐’Š ๐’‘๐’๐’•๐’†๐’“ ๐’—๐’Š๐’—๐’†๐’“๐’† ๐’Š๐’ ๐’‘๐’‚๐’„๐’† ๐’† ๐’”๐’†๐’“๐’†๐’๐’Š๐’•ร , ๐’๐’†๐’ ๐’“๐’Š๐’”๐’‘๐’†๐’•๐’•๐’, ๐’๐’†๐’๐’’๐’‚๐’„๐’„๐’๐’ˆ๐’๐’Š๐’Ž๐’†๐’๐’•๐’ ๐’† ๐’‚๐’„๐’„๐’†๐’•๐’•๐’‚๐’›๐’Š๐’๐’๐’† ๐’…๐’Š ๐’•๐’–๐’•๐’•๐’Š ๐’ˆ๐’๐’Š ๐’‚๐’๐’•๐’“๐’Š ๐’†๐’”๐’”๐’†๐’“๐’† ๐’–๐’Ž๐’‚๐’๐’Š ๐’”๐’†๐’๐’›๐’‚ ๐’๐’†๐’”๐’”๐’–๐’๐’‚ ๐’…๐’Š๐’”๐’•๐’Š๐’๐’›๐’Š๐’๐’๐’†. La piรน importante testimonianza dei sopravvissuti รจ stata quella di raccontare la loro storica tragedia vissuta nei campi di sterminio, nelle scuole e tra le giovani generazioni, impegnandosi a diffondere i semi della libertร , del rispetto degli altri, della difesa dei diritti civili, di fronte ad ogni forma di razzismo, ma soprattutto a combattere l’indifferenza. Tutto il mondo dovrebbe prestare attenzione al monito che proviene dalle vittime dell’Olocausto e dalle loro testimonianze, perchรจ la memoria deve essere sempre viva e deve ardere nell’animo di tutti noi. ๐‚๐ก๐ž ๐ข๐ฅ ๐Ÿ๐Ÿ• ๐ ๐ž๐ง๐ง๐š๐ข๐จ ๐๐ข ๐จ๐ ๐ง๐ข ๐š๐ง๐ง๐จ, ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐ข๐š ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ข๐ฅ ๐ซ๐ข๐œ๐จ๐ซ๐๐จ ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐จ ๐ญ๐ซ๐ข๐ฌ๐ญ๐ž ๐ž ๐๐ซ๐š๐ฆ๐ฆ๐š๐ญ๐ข๐œ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ’๐ฎ๐ฆ๐š๐ง๐ข๐ญร , ๐ฆ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฌ๐ข๐š ๐ฉ๐ซ๐ž๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐ง๐ฎ๐จ๐ฏ๐ž ๐ ๐ž๐ง๐ž๐ซ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข, in ogni momento, per fare in modo che l’Olocausto, rimanga una tristissima storia che non abbia piรน a ripetersi. I sopravvissuti fecero un giuramento ๐Œ๐€๐ˆ ๐๐ˆ๐”’ , in quanto oppositori e vittime coscienti della volontร  di perversi poteri di sopraffazione.

Aladino Lombardi

Giornata della memoria 2021

Le parole della Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia: “รˆ quanto mai indispensabile insistere con lโ€™insegnamento che la storia non puรฒ maiย  essere manipolata,ย  e bisogna dilatare a dismisura la promozione di una educazione che rifiuti lโ€™odio e la violenza per risolvere le situazioni conflittuali.
ANPC, come tutte le altre Associazioni sorelle, ha la sua ragion dโ€™essere nel promuovere un bene civico – che รจ insostituibile per fondare la comunitร  –ย  la propria storia, senza negazionismi nรจ trionfalismi. Fare memoria del passato,ย  che ci ha donato un presente di libertร , democrazia e benessere, รจ un imperativo morale. Troppe vite sono state sacrificate sullโ€™altare delle ideologie e la Shoah si erge come monumento perenne di accusa per i protagonisti di tanto orrore, ma anche di coloro che furono โ€˜distrattiโ€™ nel nostro Paese. Quanti ebrei italiani sono state vittime dei carnefici nazisti alleati dei fascistiย  che approvarono le leggi razziali. In Parlamento per merito del Presidente Mattarella siede come senatrice a vita, Liliana Segre, e Walter Veltroni ha pubblicato recentemente un libro con Samiย  Modiano; citando loro associamo i pochi sopravvissuti ancora viventi e tutti coloro che abbiamo man mano salutato quando ci hanno lasciato.
Sono importanti tutti gli eventi che attorno alla giornata del 27 gennaio si organizzano ma non cโ€™รจ strumento piรน efficace che educare i giovani a conoscere e rifiutare lโ€™ideologia โ€˜razzialeโ€™ – quella che seleziona e discrimina le persone per etnia, cultura, politica – eย  ripudiare per sempre lโ€™abominio di cui si รจ macchiatoย  il secolo breve”.

Settimana della Memoria 25-30 gennaio 2021

25 – 30 gennaio 2021

Dalย 25ย alย 30 gennaio,ย Biblioteche di Romaย con laย Casa della Memoriaย e della Storiaย e le associazioniย ANED, ANEI, ANPC, ANPI, ANPPIA, Circolo Gianni Bosio, FIAP, IRSIFARย eย ilย Teatro Biblioteca Quarticciolo,ย in collaborazione con ilย Teatro di Romaย e l’Istituto Luce,ย presentano gli eventi dellaย Settimana della Memoria.ย Libri, incontri, testimonianze, interviste, letture, proiezioni video, approfondimenti, musica per ricordare la Shoah.ย 

on line sul canale Youtube di Biblioteche di Roma e sulle pagine fb @biblioteche.roma@bibliotecacasadellamemoria @teatrobibliotecaquarticciolo

scarica il programma

https://www.bibliotechediroma.it/opac/news/settimana-della-memoria/27041

27 Gennaio 2021: Giorno della memoria

Il 27 gennaio รจ il โ€œgiorno della memoriaโ€, lโ€™anniversario della macabra scoperta del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau e la liberazione dei pochi sopravvissuti. Una riflessione che muove da un particolare contesto territoriale e che racconta alcuni episodi locali, accaduti in varie epoche, relativi all’antisemitismo. Un virus culturale che ha attraversato la storia dell’Occidente, provocando piรน di una pandemia.

LA SCUOLA DELL’ODIO CHE PORTO’ ALLA SHOAH

di Alberto Folgheraiter*

Il โ€œprofessoreโ€, salito dalla cittร  fin nel cuore della val Rendena, entrรฒ in aula, scrutรฒ in silenzio i ragazzi della terza media che gli stavano di fronte e cominciรฒ a parlare. Pacato, asciutto, conciso. Non erano passati tre minuti quando, improvvisamente, come gli avesse dato di volta il cervello, puntรฒ lโ€™indice verso un ragazzo di colore che sedeva tra i banchi ed un suo coetaneo, biondo. โ€œVoi due, fuori!โ€ urlรฒ, come lโ€™avesse morsicato una tarantola. I due ragazzi, sconcertati e sotto choc, si alzarono lentamente, quasi inebetiti, mentre i loro compagni abbassavano lo sguardo, intimoriti e incapaci di comprendere. Nessuno di loro osรฒ alzare la mano e domandare spiegazioni. Il silenzio si tagliava con il coltello. Mentre i due malcapitati stavano uscendo dallโ€™aula, il โ€œprofessoreโ€ venuto dalla cittร  li richiamรฒ: โ€œFermatevi. รˆ tutto un trucco. Tornate al vostro postoโ€. Lo smarrimento degli studenti si fece ancor piรน inquieto: โ€œO รจ matto, o ha bevutoโ€ pensarono. โ€œVi ho fatto vivere un frammento di ciรฒ che accadde molti anni fa, era il 1938, ad alcuni vostri coetanei dellโ€™epoca, quando in Italia entrarono in vigore le leggi razziali. Furono cacciati da scuola per la sola โ€œcolpaโ€ di esistere e di essere ebrei. Vi ho cosรฌ fatto provare un guizzo di antisemitismo nei confronti di ragazzi italianissimi ma appunto ebrei; un assaggio delle persecuzioni contro gli zingari o gli omosessuali. Contro i diversi, insommaโ€.

Tutto quanto portรฒ alla Shoah, allo sterminio di milioni di esseri umani, colpevoli di non essere biondi, alti e sani. Vittime del nazismo che praticรฒ con ferocia lโ€™odio e la persecuzione facendo strage di umanitร . In nome della โ€œpura razza arianaโ€.

Il โ€œprofessoreโ€ si chiama Renzo Fracalossi, 59 anni, studi classici, funzionario della Provincia di Trento, autore e regista di teatro civile, presidente del โ€œClub Armoniaโ€.

รˆ uno dei piรน attenti studiosi in ambito locale della questione ebraica, dellโ€™antisemitismo che non รจ di oggi ma affonda le zanne fin dallโ€™epoca greco-romana. Ha pubblicato vari libri, segnatamente: โ€œLa scuola dellโ€™odio. Appunti sulla storia dellโ€™antisemitismo in Europaโ€ (2015); โ€œE scese la notte. Due testi teatrali sulla Shoahโ€ (2019). Da quando รจ stato istituito il giorno della memoria (27 gennaio 1945, la scoperta e la liberazione dei sopravvissuti nel lager polacco di Auschwitz-Birkenau) Renzo Fracalossi ha inaugurato una sua personale ricorrenza per la fine di gennaio. Ogni anno, un testo teatrale portato nelle biblioteche e nei teatri di Trento e provincia nel tentativo di seminare gli antigeni e favorire la crescita della tolleranza e del dialogo. Nei confronti di tutti.

โ€œHo cominciato nel 2005 con un lavoro su Simonino da Trento, il bambino annegato in una roggia nel 1475 e della cui morte furono incolpati gli ebrei. Rappresenta il primo caso di un pogrom scientificamente pianificato. Nei secoli precedenti, in Europa, si erano avuti massacri ben piรน consistenti. Ma erano tutti sullโ€™onda del momento: la partenza per le Crociate (sec. XI-XIII), le pestilenze. Nella vicenda del Simonino cโ€™รจ un dato politico raramente messo in luce: รจ il primo caso in cui si palesa la piena, totale, autonomia del Principato vescovile di Trento. Il Principe vescovo Hinderbach rispose picche sia al Papa di Roma che allโ€™Imperatore di Germania i quali gli avevano chiesto di liberare gli ebrei che invece furono condannati a morteโ€.

Dopo quei tragici fatti, gli ebrei lanciarono su Trento lo โ€œhรชremโ€, lโ€™anatema. Gli ebrei scomparvero dal Principato vescovile. A Riva del Garda resistette una comunitร  ebraica legata alla stamperia Jachob Marcaria, ma lรฌ dominava la Repubblica di Venezia. Cโ€™รจ, tuttavia, una pagina sconosciuta sulla presenza di persone di religione ebraica a Trento, durante il fascismo e nel corso della seconda guerra mondiale.

โ€œCon lโ€™avvento al potere di Hitler, una parte degli ebrei dellโ€™Europa orientale avverte il rischio e va via. Se ne vanno Cechi, Ungheresi, polacchi, tedeschi e austriaci. Si disperdono in Stati europei piรน accoglienti anche se il sogno di molti era di emigrare negli Stati Uniti e Gran Bretagna. In Italia arriva qualche migliaio di ebrei. Chi non conosce la lingua italiana, trova comodo fermarsi dove si parla il tedesco: in Alto Adige e in Trentino. Tanto che la Comunitร  ebraica di Merano arriva a 600 iscritti (oggi ne ha circa una trentina). Dopo lโ€™8 settembre del 1943, Merano รจ la prima comunitร  a subire la deportazioneโ€.

Lei mette in scena, in questi giorni, la memoria di una ebrea bielorussa, Katerina Rapaport.

โ€œรˆ una storia incredibile. Arriva in Italia dopo la rivoluzione bolscevica, conosce un ragazzo di Vervรฒ, Leonardo Zadra. Lei ha 8 anni piรน di lui. Si sposano. Poco prima dellโ€™8 settembre il marito va a Roma. A Vervรฒ arrivano le SS, lโ€™arrestano, la portano a Merano e da lรฌ con tutti gli altri correligionari viene inviata a Reichenhau, poi Auschwitz e poi fumo. Pochi giorni dopo lui torna da Roma con la divisa delle SSโ€.

Allucinante.

โ€œNel 1948 la comunitร  ebraica di Merano lo denuncia per aver mandato la moglie al massacro. Questa รจ una delle tante storie, alcune particolarmente significative. Mi soffermo meno sulla famiglia Lรถwy di Moena perchรฉ nota. Cโ€™รจ invece una vicenda, particolarmente bella, di una sopravvissuta: Khate Perlberger in Caliรฒ. Austriaca, sposa Bernardo Caliรฒ, un violinista siciliano. Benchรฉ molto piรน anziano di lei, รจ un matrimonio dโ€™amore. Alla vigilia dellโ€™Anschlรผss, in Austria, fuggono a Torino. Nel 1938, con le leggi razziali in Italia, i primi colpiti sono gli ebrei stranieri. Khate viene raggiunta da una sua amica, Ewa Haas Flatter, giornalista poliglotta (parlava 9 lingue) del โ€œWiener Tagblattโ€. Questโ€™ultima, assieme al figlio, รจ in attesa del visto per la Gran Bretagna dove si รจ rifugiato lโ€™ex marito. Con le leggi razziali, la famiglia Caliรฒ รจ destinata alla val Sarentino. Da lรฌ, dopo un mese, si trasferisce a Rizzolaga di Pinรฉ. Dallโ€™altipiano altro trasloco, a Garzano di Civezzano dove Ewa decide di abbandonare la coppia. La giornalista scende a Trento e poi ad Arco. Qui รจ aiutata dal podestร  Carloni e dal medico, il dott. Crosina. Sola, vive appartata in una dignitosissima miseria. Denunciata, รจ arrestata il 21 novembre del 1943. Portata a Fossoli, poi a Bolzano, finisce ad Auschwitz. E qui va alle docceโ€.

Ciรฒ che lascia sgomenti รจ che tutti sapevano e nessuno intervenne per fermare lโ€™orda assassina.

โ€œCerto, in Germania tutti sapevano, non potevano non vedere i treni che passavano e non sentire lโ€™odore infernale di carne bruciata. Lo sapevano anche gli ebrei ma volevano, fingevano di non crederci. La persecuzione รจ avvenuta perchรฉ molti non ci hanno credutoโ€.

Perchรฉ questo suo impegno che sa quasi di missione, per far conoscere nomi, volti, luoghi dello sterminio?

โ€œDa ragazzo, durante le vacanze estive, andavo in Germania a lavorare. Un paio di domeniche mi รจ capitato di entrare in un lager vicino ad Amburgo. Quelle visite mi hanno segnato per la vita. Ho cominciato a cercare di capire come si era potuti arrivare a tanto. I campi di sterminio in realtร  sono pochissimi. Nellโ€™insieme perรฒ, il sistema concentrazionario nazista contava su oltre undicimila campiโ€.

Quanti sono, se ci sono ancora, gli ebrei in Trentino?

โ€œCe ne sono, ma non serve a nulla sapere nรฉ il numero nรฉ dove vivono. Perchรฉ cโ€™รจ ancora pauraโ€. Lโ€™onda lunga delle persecuzioni e la mala pianta dellโ€™antisemitismo non hanno mai cessato di fruttificare e spargere veleno.

* Giornalista RAI e storico

100 anni da partigiana: auguri a Marisa Rodano

“Domani ricorrono i 100 anni del suo partito e Lei compie 100 anni: che straordinaria coincidenza. Auguri a Marisa Rodano per il suo centesimo compleanno a nome di ANPC. Partigiana per sempre. Cattolica e comunista ha partecipato a tutte le battaglie per la promozione della donna e lโ€™allargamento dei diritti della persona. Prima in parlamento e poi con un impegno civile e politico, mai venuto meno ancora ai nostri giorni, testimonia che la democrazia merita di essere sempre accuratamente difesa. Auguri! Mariapia Garavaglia”.

“รˆ fra le personalitร  piรน illustri della storia della repubblica italiana per lโ€™insieme della sua esperienza politica: il suo impegno antifascista, il carcere, la fondazione dellโ€™Udi (Unione donne italiane), la campagna per il voto al Referendum, lโ€™attivitร  politica fuori e dentro le istituzioni, il lavoro ininterrotto per un pensiero e una pratica politica incentrata sulla emancipazione e lโ€™autodeterminazione delle donne.

Nasce a Roma il 21 gennaio 1921; sua madre รจ ebrea, il padre รจ podestร  di Civitavecchia, oltre che affermato imprenditore. Studia al Liceo classico Ennio Quirino Visconti e alla facoltร  di lettere dellโ€™Universitร  di Roma, i suoi studi perรฒ si interrompono bruscamente: in unโ€™intervista dichiara che le furono portati via tutti gli appunti della sua tesi di laurea. Attiva nella cooperazione antifascista nei licei e nellโ€™Universitร  di Roma viene arrestata nel maggio 1943 per attivitร  contro il fascismo e detenuta per qualche tempo nel carcere delle Mantellate; partecipa alla resistenza a Roma nelle file del Movimento dei Cattolici Comunisti e nellโ€™attivitร  dei Gruppi di difesa della donna che agiscono nel periodo della lotta di liberazione nazionale su molti fronti diversi: controinformazione e propaganda, assistenza ai partigiani, raccolta di viveri e indumenti; assistenza alle famiglie dei caduti; mobilitazione delle donne nei luoghi di lavoro per boicottare la produzione destinata allo sforzo bellico; organizzazione di manifestazioni e scioperi contro la guerra e contro la fame. Alla fine della guerra si scoprirร  che ai Gruppi hanno collaborato circa 70.000 donne.

La stampa femminile clandestina diffonde numerosi giornali, che hanno come obiettivo non solo di incoraggiare le donne alla resistenza contro i nazifascisti, e coinvolgerle a pieno nella nuova societร  democratica. Le donne comuniste pubblicano ยซNoi donneยป che esce in varie edizioni provinciali; le donne cattoliche pubblicano ยซLa Fiammaยป, quelle del Partito dโ€™azione ยซLa nuova realtร ยป. Redattrici collaborano con articoli vari dedicati alle donne e ai loro problemi, ai fogli clandestini editi dai vari partiti. Nelle zone libere i Gruppi diventano libere palestre in cui le donne si cimentano in attivitร  sociali, politiche e culturali del tutto inedite nel mondo femminile delle campagne. Il CLN Alta Italia riconosce ufficialmente i Gruppi di difesa della donna con un atto del 16 ottobre 1944: in quel periodo i Gruppi si erano attivati anche nelle libere amministrazioni locali, partecipando con proprie rappresentanti alle giunte popolari formate nelle zone libere e repubbliche partigiane.

Maria Lisa รจ attiva nella lotta clandestina della capitale nel periodo dallโ€™8 settembre 1943 al 4 giugno 1944 in quella che definisce una โ€œresistenza senza armiโ€ nelle Memorie di una che cโ€™era: โ€œnon ho mai preso unโ€™arma in mano se non per trasportarla e ho fatto soltanto quello che centinaia di donne hanno fatto in quei mesiโ€. Entra nel Movimento dei cattolici comunisti, e nel 1944 partecipa alย Primo convegno dei quadri del Partito Socialista Cattolico, con una relazione dedicata alla importanza dellโ€™impegno femminile nella politica e a sostegno della democrazia. (…)”.

(Tratto da: http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/maria-lisa-cinciari-rodano//)

Oggi celebriamo Beato Teresio Olivelli

Ricordata la figura del Beato Teresio Olivelli in una S.Messa proposta da ANPC Cinisello Balsamo, nella Parrocchia di San Martino. Il Parroco Don Enrico Marelli, ha proposto la figura del Beato come esempio di sequela di Cristo, alla ricerca del”vino” che รจ la gioia del Vangelo, il valore della misericordia, il sacrificio per gli altri. “Ribelli per Amore…” le parole di Teresio sono risuonate a monito per noi oggi. Hanno presenziato il Sindaco e assessori, oltre al gruppo Alpini di Cinisello. Iniziano cosรฌ le manifestazioni per la Giornata della Memoria. Una mostra sulle figure dei Partigiani Cristiani sarร  aperta al Circolo Concordia, appena sarร  possibile aprire.

Beato *Teresio* *Olivelli*ย Laico e martire17 gennaio (16 gennaio)Bellagio, Como, 7 gennaio 1916 โ€“ Hersbruck, Germania, 17 gennaio 1945Teresio Olivelli, nato a Bellagio in provincia di Como, si trasferรฌ a dieci anni a Mortara e proseguรฌ gli studi a Vigevano e nellโ€™universitร  di Pavia. Nel 1941 si arruolรฒ tra gli Alpini e prese parte alla campagna di Russia, dedicandosi eroicamente allโ€™assistenza spirituale ai moribondi. Tornato in Italia, prese definitivamente le distanze dal regime fascista, che aveva vanamente cercato di riformare dallโ€™interno. Tra prigionie, fughe ed evasioni, cercรฒ di avviare un progetto di ricostruzione del Paese dopo la guerra, come testimonia la nascita del giornale ยซIl Ribelleยป nel 1944. Fu definitivamente imprigionato e inviato a Gries, poi a Flossenburg in Baviera e infine a Hersbruck dove assistette, tra gli altri, Odoardo Focherini (Beato dal 2013). Ormai consumato dagli stenti, morรฌ il 17 gennaio 1945, in seguito alle percosse ricevute al posto di un giovane prigioniero ucraino, che aveva riparato col suo corpo. La sua causa di beatificazione si รจ svolta nella fase diocesana presso la Curia vescovile di Vigevano su un duplice binario, ovvero sia per lโ€™indagine sulle virtรน eroiche, sia per quella sul martirio. Inizialmente, il 14 dicembre 2015, รจ stato autorizzato il decreto con cui veniva dichiarato Venerabile. A seguito della presentazione di ulteriori prove per accertare la sua morte in odio alla fede, il 16 giugno 2017 papa Francesco ha dato il proprio assenso alla promulgazione del decreto con cui Teresio Olivelli poteva essere dichiarato martire. La beatificazione รจ stata celebrata il 3 febbraio 2018, presso il Palasport di Vigevano.
Le parole della nostra Presidente Nazionale: “Dobbiamo imitarlo e pregarlo perchรฉ susciti nei giovani il suo esempio. E auguri a chi porta il nome Teresio”.

7 Gennaio Festa del Tricolore

“Il 7 gennaio 1997 รจ stata votata la legge che istituisce la giornata della nostra bandiera. รˆ simbolo di unitร  e col Presidente Ciampi, che ha voluto rilanciare lโ€™Inno, la parola patria e il tricolore, la nostra bandiera non รจ stata piรน sventolata solo dopo le vittorie sportive. In questo periodo di pandemia si รจ vista appesa a balconi, sventolare un poโ€™ ovunque. รˆ come se facesse parlare in coro gli Italiani che si sentono uniti nelle difficoltร  e nella speranza della rinascita. Il tricolore sta interpretando il suo valore: simbolo di unitร . Da qualche anno una legge ha stabilito dove e come deve essere esposta, soprattutto nei luoghi istituzionali e pubblici. Peccato che non sempre eโ€™ pulita e intatta. A suo tempo col collega onorevole Ramponi presentai una proposta di legge per il decoro del Tricolore. Non ci vuole molto per far sventolare la nostra bandiera in modo degno. รˆ rispetto anche per noi stessi, il popolo italiano. Viva gli Italiani, viva il Tricolore! Mariapia Garavaglia”.

4 gennaio 2021: 77ยฐanniversario di romani ed ebrei deportati dai nazifascisti

Le parole della nostra Presidente Nazionale: “4 gennaio 1944: ricordiamo i cittadini romani ed ebrei deportati dai nazisti. Insistiamo nel mantenere viva la memoria: monito alle nuove generazioni. Senza memoria si perde la identitร  e la dignitร  della persona. Solidarietร  alla comunitร  ebraica romana e agli eredi a nome di ANPC. Mariapia Garavaglia”.

Muro Verano

Buon 2021!

Tutta la Anpc si unisce agli auguri della nostra Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia: “Abituati ad onorare chi ci ha preceduto affrontando gravi rischi, ci scambiamo gli auguri non per cortesia formale ma perchรฉ ci sentiamo impegnati a renderli realizzati. Rinasceremo! Buon 2021 a tutti gli amici da ANPC. Auguri! Mariapia Garavaglia”.

Ci ha lasciato Pierluigi Laezza, partigiano della Brigata Osoppo

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