ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

17 Marzo 1944 – In Ricordo di Mario Grecchi di PINO FERRARINI e BC

Mario GrecchiMario Grecchi a 20 anni entra nella formazione di bande partigiani nella provincia di Perugia.

E’ da poco uscito dall’Accademia militare dei Modena e partecipa alla costituzione di una brigata che sarà chiamata “ Brigata Leoni”.

La brigata opererà nella zona di Deruta, Bettona, Collemancio, Castel Leone, Casilina. Nella stessa zona operava la brigata comunista Francesco Innamorati con un raggio d’azione un po’ più ampio, arrivando nel folignate. Fra le due brigate i rapporti erano ottimi e spesso si scambiano viveri e vestiario , a volte armi ed uomini.

In una delle prime azioni, nel febbraio del 1944, le due brigate disarmarono le caserme dei carabinieri e della Guardia Repubblichina di Deruta e distribuiranno viveri e vestiario alla popolazione del luogo.

Il comando della Leoni era sistemato in una altura fra Caste Leone e Bettona, (Torre Burchio). Operava a piccoli gruppi di tre o quattro elementi sabotando le vie di comunicazione, disarmando i fascisti e tedeschi.

Purtroppo nella zona c’erano anche spie che dettero informazioni ai tedeschi per un rastrellamento in tutto il territorio.

Così la famigerata Divisione di paracadutisti “ Goering”, appoggiata da elementi della Guardia Repubblicana inviati dal prefetto Rocchi tra il 6 e l’8 marzo 1944 operarono una vasto rastrellamento in tutta la zona e dopo un bombardamento con mortai e l’uso di carri armati riuscirono a circondare un gruppo di partigiani della Brigata Leoni e due della Brigata Innamorati, comandati dal giovane cadetto Mario Grecchi. Constatato il pericolo, Grecchi, ferito da una granata, ordinava ai suoi uomini di fuggire e salvarsi mentre lui cercherà di trattenere i nazisti e repubblichini, tanto che con una rivoltellata ucciderà il capitano del gruppo nazista che lo aveva circondato.

Grecchi verrà portato all’ospedale di Perugia per una sommaria medicazione, tanto da permettergli di restare in vita per essere fucilato il giorno dopo nel poligono di Tito di Porta San Pietro assieme ad altri otto partigiani catturati nella stessa occasione.

La fucilazione del giovane Grecchi suscitò una grandissima impressione nella città e quando gli alleati si decisero di costituire una nuova brigata per affrontare le retroguardie naziste che si erano asserragliate nel nord di Perugia impedendo per oltre 15 giorni l’avanzata delle truppe alleate verso Arezzo, a questa Brigata fu dato il nome di “ Brigata Mario Grecchi”.

 

Ricordo di Bartolo Ciccardini

 

(tratto dal libro: “La Resistenza di una comunità. La Repubblica autonoma di Cerreto d’Esi” (Studium)

 

La scelta di un giovane non era né serena né facile. I miei compagni di classe erano per la maggior parte due anni più di me ed erano nella bufera. Avevo un compagno che aveva quello che più poteva somigliare ad un carattere fascista e che forse per questo si era iscritto in una scuola militare. Si sentì impegnato per onore al suo giuramento precoce e combattè con i partigiani con valore. Si chiamava Mario Grecchi. Ferito, non accettò di arrendersi. Catturato, fu curato in ospedale quel tanto che bastasse a sostenere la fucilazione. Il giorno dopo l’esecuzione avvenne al poligono che è accanto alla bellissima chiesa di San Pietro. Un altro compagno di banco, Gianfranco Briganti, che era certamente il meno fascista di noi, che amava scherzare e raccontare barzellette antifasciste, non sopportò che l’Italia uscisse con vergogna dalla guerra e fece la sola scelta che a suo giudizio potesse salvare il suo onore. Partì con i giovani della Repubblica sociale e non ritornò. Fu fucilato chissà dove dai partigiani.

O amati compagni che a diciotto anni foste rapiti dall’onore a causa della vostra generosità, in un’età in cui si ha bisogno solo d’amore. Come potrei scegliere fra di voi? Io so che oggi il nostro posto doveva essere moralmente, storicamente e politicamente dalla parte di chi combatteva per la libertà dell’Europa, vicino ai nostri cugini il cui nome è restato nei registri di Ellis Island, vicino ai tanti nomi italo-americani del cimitero di Nettuno. Che la nostra vita sarebbe stata infine una repubblica democratica. So che uno di9 voi era nella parte giusta ed uno di voi era nella parte sbagliata. Ma io vi ho amato e pianto entrambi, tutti e due, compagni di banco.

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