Camera: 25 aprile su canale webtv “Storie di Resistenza” (ANSA) – ROMA, 22 APR – In occasione del 77° anniversario della Festa della Liberazione, la Camera dei deputati propone un viaggio nella memoria, attraverso racconti, documenti e testimonianze inedite di una data chiave della storia del nostro Paese. Il canale televisivo satellitare della Camera e la webtv – (a partire dalle ore 10 e per l’intera giornata sul canale satellitare) – dedicano lunedi’ 25 aprile una programmazione di oltre cinque ore, con documentari e interviste ai protagonisti e ai testimoni dell’epoca. Sui social network di Montecitorio vengono pubblicati materiali dell’Archivio storico e della Biblioteca della Camera. A cura dell’Ufficio Stampa e all’interno della programmazione speciale sul 25 aprile, infine, “Storie di Resistenza”: quattro interviste inedite ai protagonisti di quel periodo e a chi ne ha raccolto le testimonianze. A raccontare quel passaggio epocale della vita del Paese sono Aldo Tortorella, partigiano ed ex deputato, Maria Cristina Olini, Vicepresidente dell’Associazione nazionale partigiani cristiani, Luca Squeri, figlio di Elena e Carlo, partigiani, Luciana “Luce” Romoli, staffetta partigiana. E’ quanto si legge in una nota della Camera. (ANSA). https://webtv.camera.it/evento/20519
Informiamo che ANPC Piacenza, ha direttamente partecipato all’organizzazione delle seguenti iniziative:
– Santa Messa a suffragio di don Giuseppe Borea, di Francesco Daveri, di don Giuseppe Beotti, di Giuseppe Berti, di Nato Ziliani e di tutti gli amici che si sono battuti per il conseguimento ed il mantenimento della libertà e della democrazia nel nostro Paese, che si terrà: Giovedi 28 aprile 2022 alle ore 18.00;
– incontro pubblico dal tema: “IL SACRIFICIO CRISTIANODI DON GIUSEPPE BOREA”, che si terrà Venerdì 29 aprile 2022 alle ore 21 presso l’Oratorio San Filippo Neri di Castel San Giovanni (PC)
Questo “raggruppamento” da’ visibilità a una convinzione condivisa e mai ambigua. ANPC partecipa alle manifestazioni istituzionali ma precisa i confini di chi vuole distinguersi da ANPI. Il 25 aprile è la Festa della Liberazione di tutti gli Italiani e lo ribadiamo perché non possiamo condividere posizioni ideologiche. Dalla Resistenza in poi siamo sempre stati dalla parte degli Italiani senza distinguo politici. A noi nessuno può imputare manovre divisive. La Resistenza autentica e non politicizzata ci farà lavorare per unire tutti i paesi europei in una grande comunità pacifica, gli Stati Uniti d’Europa. La Resistenza del popolo ucraino è anche per noi.
Vi aspettiamo in occasione del 25 Aprile 2022, 77° Anniversario della Liberazione dell’Italia, dell’Europa dal Nazifascismo. Ci riuniremo a Largo Argentina Insieme alle Associazioni Partigiane:
ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani)
ANED Associazione ex deportati,
ANFIM Associazione Nazionale Famiglie Martiri delle Fosse Ardeatine,
FIVL (Federazione Italiana Volontari della Libertà),
FIAP (Federazione Italiana Associazioni Partigiane),
l’Associazione Cristiana Ucraini in Italia
con l’adesione di Azione e +Europa.
L’appuntamento è presso Largo di Torre Argentina- Roma
(Via Di San Nicola De’ Cesarini) a partire dalle ore 9.30.
Oggi 22 aprile 2022 a Rieti l’ANPC, presso l’Istituto Elena Principessa di Napoli, ha presentato il libro edito il Mulino: “Paisà, sciuscià e segnorine” di Marco Palmieri. È stata questa l’occasione per celebrare il 25 aprile insieme agli studenti e docenti del liceo reatino. Moderatore dell’incontro il prof. Alessio Valloni vicepreside dell’Istituto. Per l’ANPC oltre al segretario nazionale Pino Strinati, ideatore e realizzatore dell’evento, erano presenti la vicepresidente Cristina Olini e il consigliere Aladino Lombardi. Da remoto in streaming si è collegata la Vicepresidente Nazionale Silvia Costa.
La presentazione del libro si inserisce nel contesto del progetto per il 2022 “Il patriottismo italiano durante l’occupazione tedesca a Roma (1943 –1944). Le forze armate italiane, la Santa Sede e le dinamiche della resistenza” presentato al Ministero della Difesa dall’ANPC in collaborazione con l’Università LUMSA, ed altri istituti storici. Il libro racconta del periodo vissuto dall’Italia meridionale e Roma tra il luglio del 1943, quando gli alleati sbarcarono in Sicilia e il maggio del 1945 quando il “dopoguerra” finisce. Lo scrittore si è ispirato a lettere, diari, corrispondenza censurata, relazioni delle autorità italiane e alleate, giornali, canzoni, film. I ragazzi hanno potuto leggere in anteprima il libro sul quale hanno rivolte numerose e puntuali domande all’autore.
Cristina Olini e Aladino Lombardi hanno sottolineato l’importanza del 25 aprile. Una data per rendere il dovuto omaggio a quanti sacrificarono la vita per ridar libertà al paese e per mantenere vivi e tramandare ai giovani quei valori che hanno contrassegnato quel periodo. Si è parlato molto della presenza delle donne nella Resistenza, non solo come combattenti, ma come staffette, come mamme che aiutavano i giovani partigiani che si nascondevano in montagna, come madri di famiglia che sostituivano i capi famiglia in guerra. Senza le donne la resistenza non si sarebbe potuta fare.
La mattinata si è conclusa con la consegna di due targhe di ringraziamento, una all’autore del libro Marco Palmieri e una alla Preside e al corpo insegnanti dell’Istituto Elena Principessa di Napoli.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa mattina al Quirinale una rappresentanza delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza del 77° anniversario della Liberazione.
Per la nostra Associaizone era presente la Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia. Hanno preso la parola il Presidente del Consiglio Nazionale Permanente delle Associazioni d’Arma, Gen. C.A Mario Buscemi, il Presidente della Confederazione fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Prof. Claudio Betti, e il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente della Repubblica. Erano presenti rappresentanti del Governo, del Parlamento e i comandanti delle Forze armate.
Pubblichiamo il discorso del Presidente della Confederazione fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Prof. Claudio Betti:
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza del 77° anniversario della Liberazione
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella,durante il suo intervento, in occasione dell’incontro con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza del 77° anniversario della Liberazione
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell’incontro con gli esponenti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, nella ricorrenza del 77° anniversario della Liberazione
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Il nostro Presidente della Sezione di Piacenza ha rilasciato una bella intervista su Piacenza Sera dal titolo: “Come può essere equidistante chi si richiama alla parola partigiano?”.
“L’obiettivo comune deve essere che chiunque, qualsiasi mezzo abbia disposizione, valorizzi gli strumenti che portino al cessate il fuoco. Solo non si può chiedere la resa, mentre aiutare la legittima difesa di un popolo comporta assicurare ogni possibile aiuto, comprese le armi”. Sono le parole di Maria Pia Garavaglia, presidente nazionale dell’Associazione partigiani cristiani, che esprime una posizione netta sul conflitto in Ucraina e su uno dei dilemmi che in queste settimane ha animato il dibattito pubblico nel nostro Paese: “E’ giusto inviare le armi o no ai combattenti ucraini?”.
I partigiani cristiani, rappresentati a Piacenza dal presidente Mario Spezia, sulla guerra scatenata da Putin non nutrono i dubbi che hanno attraversato, almeno su scala nazionale, l’altra associazione erede dei combattenti della Resistenza, l’Anpi. “Non può esserci nessuna – afferma Spezia – equidistanza a fronte di quello che stiamo assistendo in Ucraina, dove c’è stata un’aggressione deliberata, e d’altronde chi si richiama all’eredità storica di una parola come ‘partigiano‘, come può non schierarsi da una parte?”.
“Abbiamo guardato con stupore – prosegue – al dibattito sull’equidistanza che ha investito l’Anpi, noi non possiamo che stare dalla parte di un popolo come quello Ucraino che è stato aggredito e non c’è molto altro da aggiungere. Certo si deve discutere degli errori fatti in passato, della strategia da adottare nei confronti del presidente russo, ma sarebbe come aprire una discussione su Mussolini, affermando che ha fatto anche cose buone. Che senso avrebbe ora?”.
“Vorrei che invece tutti ci domandassimo – afferma Spezia – perchè è nata l’Europa unita, perchè dopo la seconda guerra mondiale i padri fondatori hanno cercato di costruire un processo unitario? La risposta è semplice: per mantenere la pace. E ci siamo riusciti per oltre 70 anni, il periodo più lungo di assenza di conflitti della nostra storia. Se Putin si è permesso di invadere l’Ucraina, e siamo di nuovo precipitati in uno scenario di guerra, lo dobbiamo all’indebolimento dell’idea di Europa. Anche grazie all’azione della America Trump, al processo che si è innescato con la Brexit e l’uscita del Regno Unito; non dobbiamo dimenticare che c’è chi ha operato scientemente per rendere più debole il vecchio continente, farne una pedina più insignificante sullo scacchiere mondiale”.
E tuttavia anche nel mondo cattolico ci sono riserve sulle forniture di armi, c’è un’anima pacifista molto attiva, e soprattutto c’è Papa Francesco che ogni giorno si pronuncia con gran forza contro la guerra. “Tutti abbiamo a cuore le parole del Pontefice – dice Spezia – ma non possiamo confondere il suo messaggio con la politica, che è laica. Voglio ricordare che sul piano dei principi i cattolici si opposero alla legalizzazione dell’aborto, ma di fronte all’esito del referendum nazionale presero atto del risultato. Aldo Moro disse allora che la questione attiene alla coscienza personale di ognuno, ma non si poteva mettere in discussione una legge dello Stato. E invece oggi siamo tornati a fare confusione tra Stato e Chiesa, ma non è corretto mischiare questi due piani. Tutti speriamo che la guerra cessi il prima possibile come ha espresso la presidente Garavaglia, ma non possiamo chiedere agli Ucraini di arrendersi”.
Avvicinandosi la ricorrenza del 25 aprile, è stata ricordato a Chiusola di Sesta Godano, in provincia della Spezia, il sacrificio della medaglia d’oro tenente Piero Borrotzu. Dopo la Messa celebrata dal parroco don Carmine Capasso e la deposizione di corone alla memoria, si è svolta la cerimonia ufficiale, organizzata dal Comitato Unitario della Resistenza della Spezia e dal Comune di Sesta Godano, presenti gli alunni e le alunne dell’Istituto comprensivo locale. Per conto del Comitato Unitario ha tenuto l’orazione ufficiale l’on. Egidio Banti, pro-presidente dell’Associazione Partigiani Cristiani. Banti ha sottolineato il valore del sacrificio di Borrotzu, che si consegnò volutamente ai tedeschi e ai repubblichini, sopraggiunti sul luogo in seguito ad una delazione, per evitare rappresaglie sulla popolazione del piccolo borgo della Val di Vara. Condannato a morte, chiese di essere fucilato al petto. Purtroppo, ha sottolineato Banti, lo fecero altri italiani, facenti parte della X Mas. A tale riguardo, l’oratore ha poi sottolineato il significato della medaglia d’oro al valor militare che la Repubblica ha concesso a Piero Borrotzu: “Tenente di fanteria che aveva deciso di rifiutare la consegna delle armi ai tedeschi occupanti e si era unito ai partigiani – ha detto Banti- Borrotzu era considerato in quel momento un disertore, avendo abbandonato il proprio reparto. La concessione della medaglia d’oro, però, rende giustizia al suo comportamento valoroso, e conferma il fatto che la Resistenza fu lotta di liberazione contro l’invasore straniero, nella fedeltà al giuramento che egli, come tanti altri militari, avevano prestato”. Banti ha poi sottolineato come nella lapide vicina a quella che ricorda Borrotzu, sul muro della chiesa di Chiusola, siano riportati i caduti del luogo nella seconda guerra mondiale e, tra loro, due ragazzini di dieci anni, fratelli gemelli, uccisi da una bomba: “La guerra – ha detto il rappresentante dell’ANPC – è sempre una strage inutile, che strappa la vita alle persone, ed in particolare ai più giovani. Per questo i partigiani si battevano in armi, sì, ma perché la guerra finisse e perché non ce ne fossero più. Un monito che rimane oggi di assoluta attualità”.
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