Auguri Pasqua 2019
Il Presidente, Il Direttivo e la Segreteria Nazionale augurano a tutti una Santa Pasqua!

Il Presidente, Il Direttivo e la Segreteria Nazionale augurano a tutti una Santa Pasqua!

In occasione della ricorrenza della Liberazione d’Italia, vi invitiamo a visitare la mostra “Il sentiero della Costituzione” allestita presso la Sala Alabardieri del Palazzo Comunale di Cremona dal 17 al 25 Aprile.
Il giorno dell’inaugurazione alle ore 17.30 è previsto un momento di raccoglimento con accompagnamento musicale per i caduti nella guerra di Liberazione e della Resistenza.

Segnaliamo la cerimonia in occasione della Liberazione, al campo della Gloria del Cimitero Maggiore martedì 16 aprile p. v. cui presenzierà il sindaco Sala e altre autorità
L’arcivescovo Mario Delpini farà la commemorazione di Carlo Bianchi (padre del nostro Consigliere Nazionale Carla Bianchi) e dei combattenti per la libertà.

Per la prima volta, nelle elezioni europee del prossimo 26 maggio, sono in discussione i fondamenti del processo di integrazione nato nel dopoguerra e frutto della scelta democratica per affermare una società fondata sulla convivenza civile e con un sistema di protezione sociale universale.
E’ necessario superare l’attuale assetto istituzionale dell’Europa per affermare la supremazia del Consiglio Europeo eletto direttamente dai cittadini e dalle cittadine;
L’Europa non è certo responsabile, ed anzi può aiutare il nostro Paese, a superare gravi deficit: dall’evasione fiscale, alle lentezze burocratiche, all’illegalità diffusa che sottrae risorse utili allo sviluppo;
Un’Europa a sovranità popolare avrebbe potuto, anche negli anni della crisi, promuovere politiche economiche a favore degli investimenti pubblici e a sostegno dell’economia dei Paesi dell’unione, così come accaduto in altre parti del mondo, favorendo coesione sociale e lavoro, e dando ruolo e protagonismo al continente europeo per essere più competitivo sui mercati;
Analogo risultato si sarebbe potuto ottenere con una politica estera europea, definendo poteri e possibilità per costruire una politica di pace nel mondo;
Le potenze mondiali oggi hanno interesse a ridurre il ruolo economico, sociale ed internazionale dell’Europa. L’interesse dei cittadini e delle cittadine europee, al contrario, è quello di una Europa forte, in grado di difendere la pace e la democrazia, tutelare lo stato sociale e ridurre le disuguaglianze, promuovere politiche di sicurezza per costruire una società più giusta, accogliente ed equa.
(Scarica qui il volantino: I MIGRANTI E NOI )

Il 7 Aprile 1944 furono trucidati 51 Martiri di Leonessa e dintorni. Dopo la cerimonia ufficiale nel Comune di Leonessa, alla presenza delle Autorità, Civili, Militari e Religiose unitamente ai rappresentanti delle Associazioni ANFIM e ANPC presso il cippo, vengono deposte insieme al Delegato del Sindaco Alfredo Rauco, della rappresentanza Militare, e dell’ANFIM e dell’ANPC, corone in ricordo dei martiri nei seguenti luoghi nel perimetro della Città di Leonessa. A Villa Carmine, Villa Gizzi, Villa Pulcini e Cumulata. In ognuno di questi luoghi tra i monti vi sono dei Cippi dove sono stati uccisi altri Martiri. Per l’ANPC erano presenti il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi e il Vice Presidente dell’ANPC di Rieti Ottavio Battisti.
A 75 anni dall’eccidio delle Fosse Ardeatine, il presidente della Repubblica rende omaggio ai 335 italiani trucidati dai nazisti il 24 marzo 1944. Come ogni anno, proprio nel luogo del massacro, oggi sacrario, le massime autorità dello Stato hanno commemorato le vittime. La corona di alloro è stata deposta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal ministro della Difesa Elisabetta Trenta. Alla cerimonia erano presenti anche le Associazioni Combattentistiche e Partigiane.
L’ANPC ricorda con immutata commozione le 335 vittime.
Qualche giorno fa ci ha lasciato Pompeo De Angelis, un amico di lontanissime battaglie. Con Pompeo ci siamo conosciuti all’inizio degli anni sessanta nell’Esecutivo Nazionale del Movimento Giovanile DC. Io giovanissimo, un pò spaesato, chiamato nell’Esecutivo Nazionale da Fano. Delegato Nazionale Celso De Stefanis, raffinato politico. Un Esecutivo a scadenza ravvicinata presenti ancora nomi robusti. Noi giovani dovevamo prendere l’eredità di Bodrato, Misasi, Sabatini e prima ancora De Mita e via dicendo. Con Pompeo trovai una rapidissima intesa, forse perché umbro e quindi “confinanante”. Credo però che fui affascinato da una inteligenza acutissima, un analista politico raffinato e un coraggioso combattente. Testardo e controcorrente, ma che sapeva scegliere il terreno di gioco. Era una partita a tre fra basisti,fanfaniani e donatcattiniani. Si vada a rileggere la rivista culturale Per l’Azione e Italiacronache diretta da un altro umbro Carlo Fuscagni, dove Pompeo scriveva articoli densi di proposte. Il MGDC era un pensatoio, non sempre apprezzato, perché senza peli sulla lingua. Ne fa testo l’”incidente” fra Celso De Stefanis e l’on. Segni sulla guerra di Suez al congresso di Firenze del ’59. Per un certo periodo fummo messi in quarantena. La collaborazione forte con Pompeo fu sul piano internazionale. Sua l’ide di fondare un “Comitato per la libertà in Spagna e Portogallo”. Un comitato aperto soprattutto a sinistra, comunisti compresi. E facemmo cose importanti e pericolose. Un ricordo fra i tanti : 1962. Avevamo stretto rapporti con la JOC ( Jeunesse Ouvrière Catholique) portoghese che operava all’insapute della gerarchia portoghese, assai vicina a Salazar. Ci invitarono per testimoniare cosa sarebbe accaduto il primo di maggio in una manifestazione non autorizzata. Accadde di tutto. Anche alcuni morti. La violenza della polizia, la famigerata Pide non risparmiò nessuno, donne comprese. Ci furono anche alcuni morti. L’inviato fui io. Pompeo mi disse che dovevo farmi le ossa. E le feci e come. Fui colpito ad una spalla con il calcio di un fucile, strattonata e sbattuto contro un muro. Avevamo contatti stretti con gruppi di oppositori spagnoli. Andammo anche in Spagna. Organizzammo in Italia convegni, manifestazioni, non solo sulla penisola iberica. Era un tempo di novità con il tramonto del colonialismo. Ci illudevamo che eravamo all’alba di un mondo diverso. Un’illusione che conservammo per sempre. Pompeo non si fermava mai … Aveva fortissimo il senso della libertà, quasi una vocazione. Anche quando perdeva le staffe! Angelo Sferrazza
A 75 anni dalla strage del 17 marzo 1944 viene ricordata questa che fu la prima azione di rappresaglia fascista nel parmense. La Commemorazione oragnizzata dal Comune in collaborazione con ANPC, ANPI ed ALPI ha visto una grande partecipazione. L’orazione del nostro Vicepresidente nazionale Ferdinando Sandroniha riaffermato il valore della Resistenza su scala europea e la centralità della Memoria, insisdiata della demagogie. Il sindaco ha ribadito come anche una piccola comunità come Valmozzola possa tener vivi gli ideali di libertà.
Un po’ di storia
Il mattino del 12 marzo 1944 una “banda di ribelli” comandato dal partigiano “Mario Betti” assaltarono la stazione ferroviaria di Valmozzola bloccando il treno fermo sui binari. Obiettivo dell’azione: liberare un nucleo di renitenti alla leva catturati nel pontremolese e destinati ad essere processati a Parma. Intimata la resa i militari di scorta ai prigionieri reagirono: nello scontro che seguì, persero la vita il comandante della banda partigiana ed alcuni militi fascisti fra i quali due ufficiali della Xa Mas. I renitenti vennero liberati, i militari superstiti vennero fatti prigionieri, mentre i partigiani, abbandonata la stazione, si rifugiarono nuovamente in montagna. In seguito sei prigionieri vennero fucilati mentre gli altri, tra cui alcuni tedeschi, vennero in seguito liberati. La rappresaglia fascista fu immediata: il 17 marzo, i militi della Xa Mas prelevarono otto partigiani detenuti nelle carceri di Pontremoli, condotti sul luogo dell’assalto a Valmozzola, vennero fucilati. Tutti tranne uno, graziato all’ultimo momento per la sua giovane età e grazie all’azione persuasiva messa in atto dagli altri condannati, che convinsero il comandante del plotone a risparmiare il giovane il quale, a loro dire, nulla aveva a che fare con il movimento partigiano. Tra i fucilati, due disertori russi che si erano uniti al movimento di Liberazione.Si trattò della prima azione di rappresaglia fascista nel Parmense contro uomini della Resistenza.
data 17/03/1944
Comune Valmozzola
Località Stazione
Autore/i “Battaglione Lupo” della XMAS
Vittime 7 partigiani prelevati dalle carceri di Pontremoli
Dino Girini (Lerici, 18 anni), Ubaldi Chierasco (La Spezia, 22 anni), Gino Parenti (La spezia, 20 anni), Angelo Torgu (S. Terenzo, 20 anni), Giuseppe Tendola (Sarzana, 19 anni), Michele Tartufian (Urss, 23 anni), Vassili Belacoski (Urss, 30 anni).
Modalità dell’esecuzione Fucilazione nel prato detto “delle fiere”.
Lapide/monumento monumento in marmo posto al centro del “campo”
Il giorno 16 Marzo 2019 è deceduto il prof. Pompeo de Angelis esimio esponente della cultura ternana, nonché storico che ha segnato fasi del movimento antifascista ricoprendo l’incarico di responsabile territoriale dell’ ‘ANPC che ha svolto con grande amore e dignità. Le esequie avverranno il giorno 18.03.2019 alle ore 15 con una cerimonia religiosa al Duomo di Terni.
L’ANPC nazionale e tutti i soci si uniscono in preghiera al dolore per questa perdita, grati per tutto il suo impegno per i valori della nostra Associazione. R.I.P.
