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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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Presentazione libro “La brigata dei fiori selvatici” 30 settembre 2023 Brescia

Presentazione libro di Laura Cappellazzo “I fiori selvatici” Brescia 30 settembre 2023

Si è svolta presso il prestigioso salone Vanvitelliano in Loggia la presentazione del libro di L. Cappellazzo “La brigata dei fiori selvatici”, riguardante l’unica brigata partigiana INTERAMENTE femminile della Resistenza.

 Sono intervenuti, oltre all’autrice, la presidente dell’ANPC Mariapia Garavaglia, Roberto Tagliani presidente della Federazione Volontari della Libertà, l’attrice Sara Martina Venosta che ha letto alcuni passi del libro ed il moderatore Anselmo Palini.

La scrittrice ha preso spunto da una delle due sole statue rappresentanti donne partigiane che ci sono in Italia, nella quale si vede una donna partigiana che soccorre un suo compagno d’arme (amico, fratello, marito?) ed è quindi partita riscoprendo storie personali raccontate nel suo ambiente, da parte di donne semplici, umile non letterate, che nel momento della scelta non hanno esitato ed hanno scelto a Resistenza. Storie fino a quel momento rimaste nel privato, anche perché dolorosamente segnate dalle divisioni, politiche interne alle famiglie, impregnate di odi e rancori fratricidi nel senso letterale del termine. Tutti gli episodi raccontati sono basati su fatti realmente accaduti rielaborati dell’autrice.

Ne viene fuori un ritratto di relazioni, di rapporti fra le partigiane ed i loro compagni d’arme uomini, che con una felice espressione viene riassunta nel fatto che, con la loro azione, hanno reso più trasparente la Resistenza. Un doveroso omaggio alla memoria che deve essere spolverata e rispolverata affinche’ la polvere dell’oblio non ricada su di essa.

L’on. Garavaglia ha ben commentato, riallacciandosi all’attualità, come la Resistenza all’invasore sia oggi e sempre un valore, sia che si tratti di Italia che di Ucraina, tralasciando fisime e sofismi sollevati da qualcuno.  

 In definitiva un interessante libro da leggere che vede la Resistenza vista da un’insolita prospettiva che colma un vuoto nella letteratura resistenziale.

Mauro Magri

“I partigiani che prendono le distanze: altro che Resistenza, sono tagliagole” su il Giornale

Un piccolo estratto dell’articolo qui sopra riportato per intero: “Inorriditi. Le associazioni partigiane sono scandalizzate dall’accostamento fra Resistenza e Hamas. “E’ terrorismo, altrochè”, “sono tagliagole”, “è stato un pogrom antiebraico, altro che Resistenza”. (…) I dirigenti delle sigle resistenziali questo accostamento fra Hamas e la Resistenza la considerano più o meno una bestemmia, un oltraggio alle tradizioni che custodiscono gelosamente, diverse fra loro, a volte distanti politicamente, ma in questo caso senza se e senza ma. (…) Inconcepibile usare la categoria Resistenza, anche per Mariapia Garavaglia, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani: “non può esserlo in alcun modo, perchè è terrorismo, non guerra dichiarata per liberarsi da un oppressore, anche se ci sono antefatti storici che ci farebbero discutere e a lungo”.

Dichiarazione della Presidente Mariapia Garavaglia

“L’orribile attacco terroristico a Israele non può e non deve trovare nessun motivo giustificazionista nella storia recente o passata delle relazioni fra Israele e il popolo palestinese. Hamas ha prodotto rastrellamenti, uccisioni di inermi cittadini, sequestro di ostaggi secondo il più esecrabile metodo che fu quello nazista. Lo Stato democratico di Israele ha diritto alla sua sicurezza e, se attentato, ha il diritto alla difesa. Quanto accadrà come risposta all’inaudito attentato porterà morte e sofferenza anche ai palestinesi incolpevoli causati dall’integralismo sovversivo di Hamas contro un popolo democratico. Hamas non rappresenta nessuna forma di resistenza ma solo volontà di distruzione di uno Stato sovrano, con la complicità e il fiancheggiamento di altri nemici di Israele che condividono l’obiettivo di destabilizzazione non solo della regione mediorientale.

L’ANPC condanna l’aggressione esprimendo vicinanza e solidarietà a Israele con l’auspicio che la via diplomatica accompagni ogni sforzo che eviti l’ampliamento di un confronto armato dagli esiti imprevedibili.

Un forte abbraccio di vicinanza e consolazione agli ebrei italiani ed in particolare agli amici ebrei romani, con i quali tra pochi giorni ricorderemo le deportazioni dal ghetto”.

Mariapia Garavaglia

Cerimonia beatificazione don Beotti 30 settembre 2023

“Un beato doc nel senso che è un sacerdote nato in questa chiesa e martirizzato in questa chiesa. Il suo percorso si apre in maniera discreta e si chiude in maniera discreta, eppure la sua scelta di rimanere vicino a coloro che erano in balia di quella violenza insensata ci fa capire dove può arrivare l’amore”. Con queste parole il vescovo di Piacenza, monsignor Adriano Cevolotto, apre la cerimonia di beatificazione di don Giuseppe Beotti.

Cerimonia a cui erano presenti rappresentanze ANPC di Piacenza e di Parma guidate dai presidenti Mario Spezia e Ferdinando Sandroni (anche in rappresentanza della sede nazionale).

 “Una figura che rappresenta i nostri valori: libertà, rispetto della fede e misericordia. Valori per cui sono caduti molti sacerdoti. Nel 1977, sul Monte Penna, vennero ricordati i numerosi sacerdoti caduti e imprigionati e venne consegnata una medaglia d’oro alla sorella di Giuseppe Beotti, Savina Beotti”, commenta Ferdinando Sandroni, vicepresidente nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani.

A presiedere le celebrazioni in Duomo è stato il cardinale Marcello Semeraro: “Abbiamo un elemento che è importante in questa storia, l’accoglienza. A don Beotti non è stato chiesto esplicitamente di rinnegare la fede, ma di fatto è stato messo a morte perché ha colto e ha donato. E questo oggi è un fatto molto significativo. Il martirio è la forma più alta della santità, tutte le altre forme sono subordinate a questa e sono intese dalla Chiesa come forme non cruente di martirio. L’offerta della vita è elemento determinante per qualificare la santità perché è la perfetta imitazione di Cristo che ha dato la vita per noi”.
“L’aspetto che colpisce maggiormente nella figura di don Giuseppe è la semplicità. Giuseppe era un figlio della nostra terra, un povero che non ha mai voluto essere altro che un povero. Il suo attaccamento alla preghiera e la sua paternità che donava a tutti, anche in tempo di guerra”, spiega il postulatore della causa di beatificazione, mons. Massimo Cassola.

Mario Spezia



 

Mattei per sempre 2023 a Bergamo

Il  prossimo 27 ottobre, a Bergamo, l’A.N.P.C. ha organizzato l’incontro “Mattei per sempre 2023”, per ricordare il suo fondatore e suo presidente sino al fatidico 27 ottobre 1962.

Di seguito la locandina con il programma dell’evento

Inaugurazione monumento dedicato a Lino Bottali, partigiano martire

A Gotra di Albereto appuntamento il 14 ottobre 2023 per l’inaugurazione del monumento dedicato a Lino Bottali, il partigiano “Lucertola”, martire di Villa Cadè. Gli interventi saranno a cura della nostra Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia e di Pierluigi Castagnetti, Presidente della Fondazione Fossoli. Moderatore il Vicepresidente Nazionale ANPC, Ferdinando Sandroni assieme a Gabriele Ferrari.

Di seguito pubblichiamo il programma.

22 ottobre 2023: cerimonia in ricordo dell’eccidio di Bosco Corniglio

A Bosco di Corniglio si svolgerà la cerimonia di commemorazione del 79° anniversario dell’eccidio nazifascista di Bosco Corniglio in cui venne sterminato il Comando Unico Operativo della Resistenza del Parmense. 

Presentazione del libro “La brigata Fiori Selvatici”

Il 30 settembre 2023 a Brescia, alle ore 18:00, la Libreria Paoline, con la collaborazione di Casa della Memoria e di altri Enti ed Associazioni presenta il romanzo “La brigata Fiori Selvatici” Storie di donne protagoniste della Resistenza, di Laura Cappellazzo.

Interverrà la nostra Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia.

Proclamazione beatificazione don Giuseppe Beotti

Sabato 30 settembre alle ore 15.30 nella Cattedrale di Piacenza è in programma la beatificazione di don Giuseppe Beotti, sacerdote piacentino ucciso dai nazisti il 20 luglio 1944 a Sidolo nel Comune di Bardi nella montagna parmense appartenente alla Diocesi di Piacenza. La messa sarà presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero vaticano delle cause dei Santi.
Nel maggio scorso papa Francesco ha riconosciuto il martirio di don Beotti che pochi giorni prima di morire aveva offerto la vita per la sua gente di Sidolo durante il grande rastrellamento da parte delle truppe tedesche.

Il giorno successivo, Domenica 1° ottobre sempre alle 15.30 avrà luogo a Gragnano, paese natale del sacerdote, la messa di ringraziamento presieduta dal vescovo mons. Adriano Cevolotto con l’accoglienza delle reliquie del nuovo beato.

Alle cerimonie saranno presenti  le delegazioni ANPC di Piacenza e di Parma, guidate dai presidenti: Mario Spezia e Ferdinando Sandroni.

Il settimanale diocesano Il Nuovo Giornale ha pubblicato, per l’occasione, un inserto in cui compare l’intervista alla presidente nazionale ANPC on. MariaPia Garavaglia, che alleghiamo unitamente al libretto che traccia la vita del sacerdote

Preghiera per don Giuseppe Beotti
O Padre Misericordioso
Ti ringraziamo di aver donato alla Tua Chiesa
il beato Giuseppe Beotti
sacerdote e martire
povero tra i poveri
pastore secondo il Tuo cuore.
A immagine del Tuo Figlio Gesù
testimoniò che non c’è un amore più grande di questo:
dare la vita per i propri amici.
Come pane spezzato si offrì
perché finisse la guerra, gli odi cessassero,
i perseguitati trovassero rifugio e conforto.
Con la forza del Tuo Santo Spirito
rendici operatori di Pace.
Per Sua intercessione,
suscita sacerdoti fedeli, famiglie generose,
giovani disponibili a dare la vita per Te
e concedici la grazia …
che con fiducia affidiamo al Tuo cuore di Padre. Amen.

Le 4 giornate di Napoli

Al Vomero, il quartiere collinare di Napoli, il 28 settembre del 1943 iniziò uno dei primi episodi di rivolta e di insurrezione popolare contro l’occupazione tedesca della città. Napoli era una città stremata e distrutta dai bombardamenti delle forze alleate e dalle prepotenze dell’esercito tedesco ma trovò la forza di insorgere contro l’occupazione germanica.

Quattro giorni di lotta contro i tedeschi fecero di Napoli la prima, tra le grandi città europee, che prese le armi contro l’occupazione tedesca. Dopo appena quattro giornate di lotta e di guerriglia ricche di episodi di puro eroismo la città fu liberata dai suoi stessi abitanti e i tedeschi si ritirarono verso Nord e si attestarono a Cassino.

Gianfranco Noferi

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