A Bergamo le manifestazioni sono state tante e interessanti: e’ stata una giornata celebrata con interventi di scuole e convegni di alto spessore. L’A.N.P.C. di Bergamo ha presenziato in rocca alla lapide commemorativa, nelle chiesina di S. Eufemia che custodisce le ceneri di ebrei bergamaschi periti nei lager; alla stazione dei treni dove partì il treno per il campo di concentramento carico di oppositori politici, rom e ebrei; al parco del Comune che conserva un Aiuola dedicata a 20 bambini ebrei martirizzati dal dott. Negel per i suoi esperimenti. Notevole anche il ricordo del prof. Cividini che detenuto nel lager e sopravvisuto (anche se in condizioni disastrose) rinuncio’ all’invalidita’ massima per poter insegnare nelle scuole ai giovani i valori di giustizia.
A Piacenza, nel giardino sullo Stradone Farnese, dove una stele ricorda le vittime della Shoah, quest’anno non ci sono sopravvissuti all’internamento o loro familiari a cui consegnare la medaglia concessa dal presidente della Repubblica: i testimoni delle violenze patite nei campi (di transito, di lavoro, di concentramento, di sterminio) non ci sono più, le loro voci – nella maggior parte dei casi – sono state spente dal tempo ma quello che subirono oltre 80 anni fa no. Si riverbera anche nell’oggi, nei tanti conflitti aperti della contemporaneità.
L’intervento della sindaca di Piacenza Katia Tarasconi: «La memoria non è solo un ricordo o una sensazione individuale – sottolinea la prima cittadina – ma è un imperativo, un dovere civico e morale nei confronti delle generazioni che hanno vissuto l’abominio della Shoah. E al tempo stesso una responsabilità collettiva verso i più giovani, cui affidiamo oggi la costruzione e la speranza di un futuro di pace. Conoscere è necessario. Allora le radici di Auschwitz erano nelle leggi di Norimberga e nelle norme razziali promulgate in Italia, oggi ne vediamo il germe
nelle conseguenze devastanti di guerre che colpiscono civili inermi, nella prevaricazione dei conflitti sulla diplomazia, nelle ideologie suprematiste e portatrici d’odio, nel sangue della repressione contro chi scende in piazza per chiedere libertà e diritti. Sono trascorsi 81 anni, ma le drammatiche assonanze con il nostro tempo non possono lasciarci indifferenti».
«In un momento storico in cui vengono a mancare i testimoni, fare memoria di quei fatti storici è urgente – fa presente anche la presidente della Provincia Monica Patelli – soprattutto lo è di fronte all’escalation bellica che sta interessando il mondo intero e al rischio concreto che le coscienze possano essere sedotte e oscurate. L’auspicio è dunque che questa spirale di violenza, odio e guerra possa placarsi».
A chiudere la cerimonia la benedizione delle corone d’alloro resa da don Davide Maloberti.
La Sindaca di Piacenza Katia Tarasconi
Alla cerimonia era presente la delegazione di ANPC Piacenza; nella foto il presidente Mario Spezia, il consigliere Salvatore Scafuto con l’alfiere Giuseppe Ardizzi e le autorità
La nostra associazione nella persona del nostro referente Gianluca Tripodi ha partecipato alla celebrazione del 27 gennaio, Giorno della memoria, a Bova Marina che ha visto l’inaugurazione del monumento agli Internati Militari Italiani, primo in Calabria denominato la libellula. Alla solenne cerimonia in piazza e alla benedizione del monumento stesso da parte del parroco e poi seguito un momento di incontro e di saluto nell’attiguo auditorium, durante il quale Gianluca Tripodi ha rimarcato la necessità di esaltare il ruolo degli IMI all’interno della Resistenza e della loro scelta fondamentale per la costruzione di una nuova democrazia che è poi la nostra Repubblica nella quale Oggi viviamo, rimarcando inoltre il fatto che giornate come il 27 gennaio devono sempre più seguire il filone che le lega al 25 aprile e dal 2 giugno come giornate di importanza capitale per fondare e mantenere viva la memoria del sacrificio di coloro che ci hanno ridato la libertà.
Il Municipio VIII di Roma oggi, 27 gennaio 2026, per il Giorno della Memoria ha deposto una corona di fiori presso il Ponte Settimia Spizzichino, luogo simbolico, dedicato all’unica donna sopravvissuta al rastrellamento del ghetto di Roma, dove alle 9:30, verrà deposta una corona di fiori. Presenti con il Medagliere dell’ANPC il Consigliere Aladino Lombardi e l’Alfiere Lucia Scagnoli.
Nel pomeriggio del 27 gennaio 2026 in occasione della 26° Fiaccolata per gli stermini dimenticati, con un ricordo particolare al sacrificio di Don Pappagallo ha partecipato il Consigliere Aladino Lombardi in rappresentanza dell’Anpc, il quale ha ricordato la posa della prima Pietra d’Inciampo dedicata a Don Pietro Pappagallo.
Oggi a Roma per l’Anpc la Vicepresidente Silvia Costa ed il Consigliere Nazionale Gianfranco Noferi hanno partecipato alla celebrazione del Giorno della Memoria, promossa dalla Confederazione fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane presso la Casa Madre del Mutilato di Guerra. Una mattinata intensa e commovente con protagonisti gli studenti di due scuole superiori che hanno realizzato letture teatrali di lettere, documenti (come le leggi razziali italiane) e testimonianze di deportati e vittime della Shoah, ma anche di Costituenti fino alle testimonianze del primo voto delle donne che, 80 anni fa, contribuirono alla scelta della Repubblica e della Assemblea Costituente. Per dire “mai più” alla barbarie del nazifascismo con la Costituzione democratica, approvata nel 1947, fondata sui diritti umani inalienabili e la dignita’ della persona umana, sulla solidarietà sociale, economica, politica e sulla cooperazione internazionale.
In occasione del Giorno della Memoria 2026 l’ANPC Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ha promosso un incontro sul tema della Shoah spiegata ai bambini e ragazzi. È stato presentato in anteprima lo Speciale TV “Cecilia e la casa segreta” prodotto da Stand By Me in collaborazione con Rai Kids, in onda alle 19 su Rai Gulp il 27 gennaio e che sarà disponibile dallo stesso giorno su Rai Play. L’incontro si è tenuto presso la Casa della memoria e della storia Roma, Giovedì 22 gennaio alle ore 17,30. Dopo i saluti di Paolo Ruffini, direttore della Casa della Memoria e della Storia di Roma, e l’introduzione di Gianfranco Noferi, Segretario Consigliere nazionale ANPC, ha presentato gli ospiti e moderato l’incontro Silvia Costa (Vicepresidente nazionale ANPC). Sono intervenuti Roberto Genovesi (Direttore Rai Kids), Simona Ercolani (Amministratrice delegata e Direttrice creativa Stand By Me), Carola Funaro (Vice Presidente e Assessore alla Memoria e Shalom Comunità ebraica di Roma), Suor Grazia Loparco (Storica – Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium ), Victor Magiar (Scrittore, esperto di cooperazione internazionale, già Consigliere della Comunità ebraica di Roma e dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane), Raffaele Androsiglio (Regista). Ha concluso Mariapia Garavaglia (Presidente Nazionale ANPC).
“Cecilia e la casa segreta” è uno speciale tv sul tema della Memoria rivolto ai ragazzi e alle famiglie: un racconto di giustizia, amore e sacrificio, con la regia di Raffaele Androsiglio, che vuole fornire ai più giovani la possibilità di avvicinarsi alla conoscenza di uno dei periodi più bui della storia italiana ed europea del Novecento attraverso un linguaggio adatto alla loro età. Il corto è ispirato alla storia vera di Dina Cerioli e dei cinque dipendenti della fabbrica di Magenta Molho &C. che aiutarono la famiglia Molho a nascondersi, salvandola dalla persecuzione nazista, e che nel 1998 sono stati insigniti del titolo di “Giusti fra le Nazioni” dallo Yad Vashem.
L’ANPC ha sempre avuto una grande attenzione ai temi della memoria e del ricordo della Shoah, e negli anni scorsi ha promosso a Roma vari incontri dedicati al racconto della Shoah alle giovani generazioni attraverso le produzioni della Rai per bambini e ragazzi, come la fiction prodotta da Rai Kids “ Come foglie al vento” tratta dal libro di Riccardo Calimani e la serie di documentari prodotti da Rai Scuola “La musica della speranza” sulla figura e l’opera del Maestro Francesco Lotoro, fondatore e presidente della Fondazione Istituto internazionale di Letteratura Musicale Concentrazionaria.
L’incontro è stato dedicato a quanti, uomini e donne, ragazzi e ragazze, religiosi e religiose, con coraggio, con spirito di abnegazione e a rischio della vita, si prodigarono per ospitare, proteggere e salvare gli ebrei dalla persecuzione nazifascista. Il nostro compito è preservare la memoria come ponte tra passato e futuro, e trasmettere la consapevolezza di eventi tragici come la Shoah è fondamentale per educare le nuove generazioni ai valori della tolleranza, della solidarietà e del rispetto. Come è fondamentale utilizzare linguaggi e strumenti giusti adatti alla loro età per avvicinarli gradualmente ai concetti di giustizia, empatia e memoria. Per questo è importante continuare a sviluppare la ricerca storica per far emergere la voce dei testimoni, spesso non ancora conosciuti.
Di seguito una breve sinossi del cortometraggio “Cecilia e la casa segreta”, realizzato in tecnica mista – live action e animazione.
Dopo “La cartolina di Elena” e “L’anello ritrovato“, ritornano Cecilia (Mariandrea Cesari) e David (Liam Nicolosi), i giovani detective delle storie dimenticate della Shoah, con un nuovo speciale TV ispirato alla storia vera di Dina Cerioli e dei cinque dipendenti della fabbrica di Magenta Molho &C. che aiutarono la famiglia Molho a nascondersi, salvandola dalla persecuzione nazista, e che nel 1998 sono stati insigniti del titolo di “Giusti fra le Nazioni” dallo Yad Vashem.
Sinossi
Torino, 2025. Cecilia e David – due adolescenti legati da un sentimento profondo, in bilico tra amore e amicizia – si ritrovano catapultati in una vicenda che attraversa il tempo. L’acquisto di un regalo per un compagno di classe di Cecilia, in un negozio di abiti vintage, li porta al ritrovamento di una vecchia lettera nella fodera di una giacca militare. Parte un viaggio che li conduce alla scoperta della storia dimenticata di Edoardo e Dina, due giovani innamorati che, nel 1943, rischiarono tutto per salvare una famiglia ebrea, i Molho. Un racconto in cui memoria, impegno civile e responsabilità storica si intrecciano con il primo amore, la crescita e la fragilità emotiva dei nostri personaggi, in un parallelismo tra presente e passato.
La storia vera
Il corto è ispirato alla storia vera della famiglia Molho, proprietaria di una piccola azienda di Magenta, in Lombardia. A seguito dell’ordinanza Buffarini Guidi del novembre 1943, che aveva disposto l’arresto e la deportazione di tutti gli ebrei nella RSI, i Molho avevano cercato rifugio in una cascina isolata in campagna, ma con l’intensificarsi dei controlli furono costretti a rientrare a Magenta, dove alcuni fidati collaboratori della loro azienda decisero di aiutarli. Rischiando la vita, questi dipendenti costruirono una “casa segreta”, una stanza murata all’interno dello stabile della fabbrica Molho & C., permettendo alla famiglia di restare nascosta per circa un anno e mezzo. In un contesto in cui il Giorno della Memoria rischia spesso di scivolare nella ritualità, Cecilia e la casa segreta dimostra che è ancora possibile parlare di Shoah ai più giovani con linguaggi nuovi, senza perdere rigore storico né forza etica. Un prodotto pensato per la televisione educativa, ma che merita attenzione anche da parte di un pubblico adulto. Tra il pubblico che ha assistito all’anteprima e agli interventi che sono seguiti, è da segnalare la presenta del Sen. Graziano Del Rio, che ha portato il suo saluto, del Rabbino capo della Comunità Ebraica di Roma Riccardo Di Segni e del Consigliere di amministrazione della Rai Roberto Natale.
Ricordiamo questo anno perché i sommovimenti nell’ordine mondiale, che abbiamo conosciuto e che ha garantito 80 anni di pace in Europa, stanno tentando anche di riscrivere la storia. Si sta tentando di assimilare tragedie pure gravi ma che non potranno mai essere paragonate alla Shoah per cui anziché ricordare la enormità della Shoah che ha sterminato il popolo ebraico, oggi vengono messi sul banco degli imputati le vittime di allora. Abbiamo parole per denuciare i misfatti di Hamas e degli Ayatollah ma per essere credibili, sinceri, trasparenti dobbiamo essere coerenti con la storia che ha registrato i fatti. I governi non vanno confusi coi popoli. Saremo sempre dalla parte di chi resiste agli orrori della guerra in Ucraina, ai massacri in Iran o in Cisgiordania. Ma la memoria della Shoah e l’antisionismo troppo diffuso ci vedono attenti a promuovere e difendere la verità della storia.
Nel rinnovare gli auguri per un 2026 ricco di pace e serenità, siamo lieti di informarvi della ripresa degli incontri promossi dalla sezione ANPC di Roma per il 2026. Il primo importante appuntamento è in occasione del Giorno della Memoria 2026, conla presentazione in anteprima del cortometraggio prodotto da Rai Kids – Stand by me, “Cecilia e la casa segreta”.
Introduce Gianfranco Noferi (Consigliere nazionale ANPC), modera Silvia Costa (Vicepresidente nazionale ANPC). Intervengono: Roberto Genovesi (Direttore Rai Kids), Carola Funaro (Vice Presidente e Assessore alla Memoria e Shalom Comunità ebraica di Roma), Suor Grazia Loparco (Storica – Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxilium), Victor Magiar (Scrittore, esperto di cooperazione internazionale, già Consigliere della Comunità ebraica di Roma e dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane), Raffaele Androsiglio (Regista). Conclude Mariapia Garavaglia (Presidente Nazionale ANPC).
“Cecilia e la casa segreta“, è un cortometraggio che vuole fornire ai più giovani la possibilità di avvicinarsi alla conoscenza di uno dei periodi più bui della storia italiana ed europea del Novecento attraverso un linguaggio adatto alla loro età. Sarà trasmesso su Rai Gulp del 27 gennaio.
Nel cortometraggio si narra di come il piccolo Dino Molho e la sua famiglia, furono nascosti e salvati dallo sterminio per il coraggio di Dina Cerioli, una giovane operaia di Magenta che li nascose nella soffitta della fabbrica dove lavorava. La famiglia di Dina fu insignita del titolo di Giusti tra le nazioni dallo Yad Vashem. Nella fiction questa vicenda rivive ai nostri giorni, attraverso le ricerche di due giovani adolescenti, Cecilia e David, che attraverso indizi e testimonianze riportano alla luce storie dimenticate della Shoah. L’ANPC ha sempre avuto una grande attenzione ai temi della memoria e del ricordo della Shoah, e negli anni scorsi ha promosso a Roma vari incontri dedicati al racconto della Shoah alle giovani generazioni attraverso le produzioni della Rai per bambini e ragazzi e per la scuola.
L’incontro è dedicato a quanti, uomini e donne, ragazzi e ragazze, religiosi e religiose, con coraggio, con spirito di abnegazione e a rischio della vita, si prodigarono per ospitare, proteggere e salvare gli ebrei dalla persecuzione nazifascista. Il nostro compito è preservare la memoria come ponte tra passato e futuro, e trasmettere la consapevolezza di eventi tragici come la Shoah è fondamentale per educare le nuove generazioni ai valori della tolleranza, della solidarietà e del rispetto. Come è fondamentale utilizzare linguaggi e strumenti giusti adatti alla loro età per avvicinarli gradualmente ai concetti di giustizia, empatia e memoria. Per questo è importante continuare a sviluppare la ricerca storica per far emergere le voci dei testimoni e le vicende spesso non ancora conosciute.
Segnaliamo la presentazione dei volumi “Carlo Bianchi per un domani non solo di pane, ma di giustizia e di libertà” di Anselmo Palini e “OSCAR storie di una Resistenza disarmata 1943-1945” di Carla Bianchi Iacono e Stefano Bodini mercoledì 21 gennaio 2026 alle ore 18:00 presso la Biblioteca Sormani (Sala del Portico) in Corso di Porta Vittoria, 6 – Milano. Si seguito la locandina.
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