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Laura Bianchini. Un articolo di Silvio Mengotto

Laura Bianchini nasce il 23 agosto 1903 a Castenedolo, in provincia di Brescia. Dopo la scuola magistrale completa gli studi all’Università Cattolica di Milano laureandosi in Pedagogia nel 1928. A questo periodo risale la militanza nell’associazionismo cattolico: Gioventù femminile (Gf), Azione cattolica (Ac) e nella Fuci. Siamo tra le due guerre, anni che si caratterizzano per la difficile convivenza tra i cattolici e il regime fascista determinato nel blindare il monopolio educativo dei giovani.

La formazione Grazie ai padri Carlo Manziana e Giulio Bevilacqua, dell’oratorio bresciano dei padri della Pace, la giovane Bianchini affina la formazione etico-civile alternativa alla pedagogia totalitaria del fascismo. Padre Paolo Carasena, vice assistente della Gf, accompagna la giovane da una posizione “afascista” a un radicale antifascismo. A Brescia diventa assidua collaboratrice della rivista La Scuola, coautrice di libri di lettura per la scuola elementare (Bontà) e di antologie per la scuola media (Il focolare). Collabora con la casa editrice Morcelliana. Dal settembre ’45 si attiva per tessere le relazioni romane con esponenti di spicco del mondo teologico a sostegno della nascente rivista Humanitas.

Come giovane cattolica si impegna nell’ambito dell’educazione sociale con l’obiettivo di tradurre i principi evangelici nella vita quotidiana e sociale. Nel convegno del Movimento laureati (4-6 gennaio 1942), interviene con la relazione L’educazione al senso sociale dove l’argomentazione si poneva su un crinale antitotalitario, quindi implicitamente antifascista. Nel luglio 1943 fa parte del gruppo che a Camaldoli riflette sull’impegno sociale che i cattolici avrebbero dovuto assumere dopo la caduta del fascismo, nella forma di un codice etico per la nuova classe dirigente cattolica (il noto Codice di Camaldoli).

La Resistenza   Nell’estate 1943 Laura Bianchini partecipa alla Resistenza bresciana. Nella sua casa ospita le prime riunioni del CLN di Brescia e la tipografia del giornale clandestino Brescia libera. Una adesione più consapevole scatta con l’adesione alle Fiamme verdi, formazioni partigiani apartitiche di ispirazione cristiana. Queste bande partigiane sono animate dal ribellismo per amore ispirate da Teresio Olivelli e Carlo Bianchi.

Ricercata dalla questura, Laura Bianchini trova rifugio a Milano nell’Istituto Palazzolo per anziani (Madre Donata Castrezzati). Dal comando delle Fiamme verdi riceve l’incarico di coordinare la stampa clandestina di il Ribelle e l’assistenza dei perseguitati politici ed ebrei in fuga per la Svizzera. Nella clandestinità milanese maturano i primi incarichi nella nascente Democrazia cristiana (DC). Nell’aprile 1944 viene nominata nell’esecutivo ristretto della DC settentrionale. Insieme a Mentasti, Marazza e Giacchi entra nel Comitato di liberazione nazionale alta Italia (Clnai) con il mandato di organizzare gruppi femminili nella DC. Laura Bianchini riesce a conciliare le molte attività di soccorso con l’elaborazione di undici articoli pubblicati sul giornale clandestino delle Fiamme verdi il Ribelle (tiratura 15.000 copie) voluto da Teresio Olivelli e Carlo Bianchi. Tra giugno ’44 e febbraio ’45, con diversi pseudonimi (Don Chisciotte, Penelope, Battista), Laura Bianchini firma undici articoli dai quali emerge una straordinaria e intensa ricchezza di motivi spirituali, unita ad una profonda e convinta laicità.

Ripercorrendo questi articoli si possono individuare gli elementi portanti di una tensione educativa volta alla edificazione di una pace profonda, duratura, e un impegno condiviso con altri democratici cattolici che, su diversi fronti, avrebbero contribuito alla ricostruzione morale dell’intero paese sopra le ceneri del fascismo.

L’articolo Verso nuovi fascismi? -pubblicato l’11 novembre 1944 – si conclude con un interrogativo profetico anche per l’oggi. “Chi può negare che non sia sospesa nel mondo una tentazione di fascismo?”. Partendo dalla constatazione che “vi è nel mondo una minaccia e una tentazione fascista a cui sarà impossibile sfuggire se gli uomini non ne prenderanno a tempo coscienza”.

Dopo la guerra   Il battesimo con la politica avviene nel settembre 1945. La DC propone Laura Bianchini come consultrice nei lavori della Consulta nazionale dove partecipa come segretaria nella Commissione istruzioni e belle arti. Per le dodici consultrici, insieme a 304 componenti, per la prima volta nella storia d’Italia unita, le donne presero parte a una assemblea legislativa, sebbene ancora non elettiva.

Dopo la nomina, il padre spirituale Caresana, per Laura Bianchini trova una sistemazione abitativa a Roma, con lei anche Angela Gottelli. Dopo l’elezione dell’Assemblea Costituente si aggiungono altri componenti della fraternità spirituale nota come la “Comunità del porcellino”: Giuseppe Dossetti, Giuseppe Lazzati, Amintore Fanfani, Giorgio La Pira e altri. Laura Bianchini svolse un ruolo significativo nel Movimento femminile della DC. Al primo congresso romano, febbraio 1946, tiene una relazione sulla libertà di stampa. Nell’aprile 1946 eletta nella Direzione della DC. Viene candidata all’Assemblea Costituente in quanto riconosciuta esponente dell’Azione cattolica.

Nell’esiguo ma, sul piano storico, estremamente significativo gruppo delle ventuno donne elette all’Assemblea Costituente il 2 giugno 1946, su 556 deputati, nove sono del gruppo della DC: Maria Agamben, Laura Bianchini (30.176 voti), Elsa Conci, Filomena Delli Castelli, Maria De Unterrichter, Angela Gotelli, Angela Guida, Maria Nicotra, Vittoria Titomanlio. Quasi tutte provengono dalla Gioventù femminile di Ac. Alla Costituente Laura Bianchini aderisce alla corrente cristiano sociale di Dossetti, che cercava di impegnare la DC nella costruzione di una democrazia sostanziale radicata nell’antifascismo e nell’impegno sociale. Il 21 aprile 1947 all’Assemblea generale Laura Bianchini tiene un discorso significativo a favore del pluralismo scolastico ed educativo.

Il 18 aprile 1948 candidata nel collegio elettorale di Brescia-Bergamo, viene eletta nel Parlamento italiano con 45.628 voti, pari al 39, 76% del totale delle preferenze DC. Membro della Commissione istruzione della Camera e della Commissione nazionale d’inchiesta per la riforma della scuola. Al Parlamento non venne più candidata. Laura Bianchini lascia definitivamente Brescia. Per vent’anni si dedica all’insegnamento presso il liceo Virgilio di Roma dove, a ottant’anni, muore il 27 settembre 1983.

25 aprile 2026                                            Silvio Mengotto

Venerdi 24 aprile pv alle ore 11.30: commemorazione degli avvocati partigiani piacentini

A cura di ANPC Piacenza, congiuntamente con ANPI città di Piacenza e Ordine degli avvocati di Piacenza, Venerdi 24 aprile pv alle ore 11.30, si terrà nel palazzo del Tribunale di Piacenza in Vicolo del Consiglio, 12  presso la lapide posta alla base dello scalone d’ingresso, la commemorazione degli avvocati partigiani piacentini. 

Diciotto uomini accomunati dagli ideali di libertà e giustizia, costati a due di loro la vita:
– Francesco Daveri, sposato e padre di sei figli, uomo del Cln, morto a 42 anni di stenti nel lager di Gusen, sottocampo di Mauthausen (Austria);

– Wladimiro Bersani (capitan Selva) ha lasciato i suoi 38 anni nel combattimento del luglio 1944; entrambi decorati di medaglia d’argento al valor militare; in allegato l’elenco dei 18 avvocati ricordati nella lapide.
Così è scritto nella la lapide, dicui è sottoriportata l’immagine: “Chi sale queste scale chiedendo giustizia rallenti il passo e rivolga un grato pensiero agli avvocati partigiani piacentini che combatterono alcuni anche al prezzo del supremo sacrificio per restituire all’Italia Libertà e Giustizia”.

    Mario Spezia
presidente provinciale

A Borgotaro presentato il museo multimediale della Resistenza

“Nella mattina del 18 aprile 2026 abbiamo presentato a Borgotaro (Città decorata m.o.v.m.) il museo multimediale della Resistenza. Numerosa la rappresentanza A.N.P.C. guidata dal presidente provinciale Ferdinando Sandroni e dai responsabili delle sezioni di Borgotaro, Bedonia e Valmozzola.

Nel corso della conferenza stampa, il sindaco di Borgotaro ha illustrato le numerose attività del territorio in occasione del prossimo XXV aprile e l’importante ruolo delle Associazioni Partigiane. Il giorno 24 aprile Anpc incontrerà gli studenti degli istituti superiori del territorio, presentando un libro di memorie partigiane. Ferdinando Sandroni“.

Il 25 aprile 2026 a Monticelli d’Ongina

Ricorrenza della Festa della Liberazione a Monticelli d’Ongina (PC) con l’orazione della prof.ssa Kalamian e incentrata sulla figura dell’avv. Francesco Daveri, cattolico, capo indiscusso del CNL piacentino, perito di stenti nella notte tra il 12 e il 13 aprile 1945 a GUSEN II, sottocampo, di Mauthausen.

18 aprile 1948

18 aprile una data che ricorda il precursore Sturzo con l’appello ai liberi e forti e la vittoria elettorale che ha dato all’Italia democrazia e ricostruzione. Un grato ricordo a De Gasperi con una preghiera di intercessione per la Sua causa di beatificazione.

18 aprile 1948 data storica per l’Italia: prime elezioni politiche della Repubblica Italiana e prima legislatura del Parlamento repubblicano.
Alcide De Gasperi fu il grande protagonista: leader della Democrazia Cristiana, già Presidente del Consiglio dal 1945. Con le elezioni del ’48 la DC ottenne il 48,5% dei voti e la maggioranza assoluta alla Camera. Fu una vittoria decisiva in piena Guerra Fredda, che orientò l’Italia verso l’Occidente e l’atlantismo.

De Gasperi guidò poi 8 governi consecutivi dal 1945 al 1953. È considerato uno dei Padri fondatori dell’Europa insieme a Schuman e Adenauer.

Quel 18 aprile segnò l’inizio della I Legislatura e della sua lunga guida al Paese nella ricostruzione post-bellica.

Festa della Resistenza 2026

Un’intervista di Mario Spezia in vista del 25 aprile

Una bella intervista del Presidente ANPC Piacenza, Mario Spezia, su Il Corriere Padano:

“Mario Spezia: “Ricordare la Resistenza per recuperare l’impegno a favorire un futuro migliore”

Si avvicina il 25 aprile, Festa della Liberazione. Ho colto l’occasione di intervistare Mario Spezia, presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Piacenza, per avere qualche anticipazione di come sarà organizzata la celebrazione della Festa della Liberazione di quest’anno. (intervista pubblicata su: https://www.corrierepadano.it/mario-spezia-ricordare-la-resistenza-per-recuperare-limpegno-a-favorire-un-futuro-migliore/)

Presidente, lo scorso anno le celebrazioni furono importanti: tre cortei percorsero altrettanti itinerari, rappresentando le tre divisioni — Piacenza, Val d’Arda e Val Nure — per poi convergere tutti in Piazza Cavalli

“L’anno scorso è stato un anno speciale, segnato dall’80° anniversario. Per l’occasione abbiamo organizzato un’unica grande manifestazione, capace di coinvolgere tutte le realtà provinciali, per celebrare una ricorrenza così significativa.”

Quest’anno, invece, cosa avete in programma?

“Quest’anno torniamo alla consueta celebrazione. Il corteo partirà dal Liceo Scientifico, proseguirà lungo il corso e si concluderà in Piazza Cavalli, dove si terranno le orazioni ufficiali e poi la tradizionale messa presso la chiesa di San Francesco. Insomma, un ritorno alle origini.”

Ricordiamo ai lettori qual è stato il contributo dei partigiani cattolici alla resistenza piacentina, una storia che ha disegnato il futuro del nostro Paese

“L’impegno dei cattolici nella Resistenza a Piacenza fu molto rilevante. In particolare, le parrocchie di montagna svolsero un ruolo fondamentale nella protezione della popolazione civile e nel sostegno ai partigiani, molti dei quali persero la vita. Anche il clero pagò un prezzo altissimo, sei sacerdoti furono uccisi nelle parrocchie del territorio piacentino.”

Quali furono le figure che emersero in modo particolare?

“Figura di riferimento fu Francesco D’Averi, avvocato cattolico e primo segretario della Democrazia Cristiana appena costituita. Ma l’impegno dell’ANPC va nella direzione di valorizzare una lettura condivisa della lotta di Liberazione, sottolineando come essa sia stata il frutto dell’intero popolo e non di una sola parte, anche i cattolici diedero un contributo significativo.”

Che ruolo hanno avuto figure come don Giuseppe Beotti e don Giuseppe Borea nella resistenza a Piacenza?

“Don Beotti offrì ospitalità a ebrei, partigiani e soldati feriti nella sua parrocchia e, per questo suo impegno, fu uno dei sei sacerdoti uccisi. La sua causa di beatificazione, avviata nel 2010 si è coronata con il riconoscimento del martirio da parte di papa Francesco nel 2023 e con la beatificazione, celebrata il 30 settembre dello stesso anno nella cattedrale di Piacenza. Anche a don Giuseppe Borea toccò lo stesso destino tragico. Fu arrestato e fucilato. È inoltre in corso il percorso di riconoscimento anche per la sua figura.”

In poche parole, cosa ha rappresentato la Resistenza nel quadro della storia italiana? Ricordiamolo ai più giovani…

“La Resistenza rappresenta uno degli atti politici più importanti della storia del nostro Paese: un intero popolo che si ribella alla dittatura e all’invasione. Da quella stagione nasce l’Italia nuova, fondata sulla Costituzione, libera e democratica. “

Che valore ha oggi? Dopo 81 anni

“Celebrare la resistenza vuol dire recuperare quello spirito di responsabilità condivisa, di impegno comune per costruire un futuro migliore per il Paese. La Resistenza ci insegna che ognuno di noi è chiamato a fare la propria parte. Non bisogna attendere la salvezza, ma agire, seguendo l’esempio di chi ha saputo sacrificarsi per gli altri, dimostrando che il cambiamento è possibile. “

Cosa può insegnare ai giovani?

“La società del benessere può talvolta generare demotivazione, ma è proprio per questo che è importante riscoprire la responsabilità individuale e collettiva. L’esperienza del voto in Ungheria dimostra che il cambiamento è possibile, se c’è volontà. Quando qualcosa non funziona, non serve fuggire, ma impegnarsi per migliorarlo. Oggi il cambiamento passa attraverso gli strumenti della democrazia, profondamente radicati in Europa, che rappresentano un modello unico da cui ripartire. La resistenza ci insegna che serve il coraggio di impegnarsi e di assumersi le proprie responsabilità, senza attendere che siano gli altri a farlo

17 aprile 1944: rastrellamento del Quadraro a Roma

Oggi, venerdì 17 aprile 2026, Roma commemora l’82° anniversario del Rastrellamento del Quadraro del 1944.

Alle presenza di Autorità civili e rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Roma Capitale ha organizzato le seguenti cerimonie: alle ore 9.00 deposizione di una corona di alloro presso la targa posta in Via dei Quintili, 1; alle ore 9.45 circa deposizione di una corona di alloro presso il Monumento alle Vittime del Rastrellamento del Quadraro eretto all’interno del Parco 17 aprile 1944, con ingresso da Via Asconio Pediano.

Per l’Anpc hanno partecipato l’Alfiere Lucia Scagnoli con il Medagliere dell’Associazione e il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.

Iniziative 25 aprile in Città Metropolitana di Milano

Discorso per il 25 Aprile 2026 – Fincantieri Riva Trigoso – ANPC Tigullio

“Cari lavoratori, autorità e amici….. sono qui oggi come presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani Tigullio, ma soprattutto come erede di una storia che unisce i nostri monti a questo stabilimento. Abbiamo avuto guide morali straordinarie: Don Giovanni Battista Costa, che ci ha spiegato ‘il perché’ di una scelta di coscienza, e Don Luigi Canessa, che nel suo ‘La strada era tortuosa’ ha dato voce alla fatica dei nostri padri. Entrambi cappellani della Divisione Cento Croci, non furono solo preti, ma compagni di cammino dei nostri Partigiani. Chi sale al Monumento del Passo del Cento Croci può vedere una scena scolpita che riassume tutto il nostro spirito: il Cappellano che parla al Partigiano prima di una missione. Non è solo una benedizione; è il momento della ‘morale’. Il Cappellano ricordava al combattente che, anche nella necessità della lotta, non si doveva mai perdere l’umanità. Per i nostri Partigiani, essere cristiani voleva dire, prima di tutto, essere veri uomini: capaci di distinguere il bene dal male, di agire per amore della libertà e mai per odio.

Questa rettitudine la ritroviamo nei fatti concreti che hanno legato la Fincantieri alle nostre Valli; una dimostrazione che la resistenza è iniziata anche nelle Fabbriche. Un piccolo aneddoto; per sottrarli ai nazisti, una parte dei macchinari proprio di questa fabbrica, furono portati e nascosti a Varese Ligure. Un’operazione di protezione del lavoro guidata da quella stessa etica. E mentre il Reparto Sabotatori della Cento Croci, mio Padre e mio Zio erano tra questi, isolava l’Alta Valle del Vara facendo saltare i ponti come anche quello qui vicino in Località Casali, per impedire il passaggio dei tedeschi e il furto dei macchinari, si proteggeva non solo un territorio, ma il futuro produttivo di questa comunità e delle loro famiglie. Oggi, in questo stabilimento, ricordiamo che la Resistenza è stata difesa del lavoro e dignità dell’uomo. Portiamo nel cuore l’insegnamento di Don Costa e Don Canessa: restare ‘veri uomini’ in ogni tempo, costruendo ogni giorno quella giustizia per cui loro hanno combattuto. Viva la Fincantieri, W la Divisione Cento Croci e W l’Italia libera. Umberto Armanino”

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