
Nel libro/ intervista Andrea De Maria racconta in particolare il suo incontro come giovanissimo sindaco DS di Marzabotto (e oggi parlamentare Pd) con il grande costituente cattolico e poi monaco don Giuseppe Dossetti, che a Monte Sole (dove si era consumata la piu grande strage di civili dell’Europa occidentale con 770 vittime) aveva voluto fondare la sua Comunita’ monastica.
Da quel dialogo e dal reciproco impegno, religioso e civile, in quei luoghi della memoria sono nati il Parco storico, la Scuola di pace, il gemellaggio con la Regione tedesca dell’Assia , gli incontri tra i presidenti italiani e della Germania (Ciampi e Steinmeier), la crescente partecipazione di giovani e di scuole.
De Maria ha fatto poi approvare in Parlamento la legge che sostiene e finanzia cinque luoghi importanti della memoria: Marzabotto/Monte Sole, Casa Cervi, Sant’Anna di Stazzema, il Museo Campo di Fossoli, la Risiera di San Saba di Trieste che ricorda le vittime delle foibe.
Sua e di Mule’ l’iniziativa bipartisan per celebrare il 20 settembre gli internati militari italiani (650 mila , di cui 50 mila non piu’ tornati) che si rifiutarono di aderire alla RSi, celebrata per la prima volta nel 2025.
Una memoria civile che unisce , che rimedia a troppi silenzi e omissioni, che promuove cosi’ reciproco riconoscimento nel dialogo e coltiva la cultura della pace nell’Europa unita .
Per questo, nell’ 81 mo della Liberazione e 80mo della nascita della Repubblica e della Assemblea costituente con il primo , determinante voto delle donne italiane, come vice presidente dell’associazione nazionale Partigiani Cristiani insieme a Albertina Soliani, vice presidente dell’Anpi (e gia’ delegata nazionale delle donne PPI) abbiamo voluto presentare insieme questa testimonianza alla Casa della Memoria di Roma con l’importante partecipazione del Sindaco Roberto Gualtieri che e’ anche un valente storico dell’età contenporanea e con Filippo Focardi, docente di storia contemporanea all’Universita’ di Padova , gia’ nel direttivo dell’istituto Parri, che ha decicato importanti pubblicazioni alla “guerra delle memorie” e all’impegno in prima persona dei Presidenti della Repubblica italiana , Ciampi Napolitano e Mattarella, nel costruire una memoria pubblica nazionale lungo l’asse Risorgimento, Grande guerra, Resistenza/e, Unione Europea.
Oggi, 7 aprile 2026, l’ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) ricorda la strage del Venerdì Santo del 1944 a Leonessa e il martirio a soli 27 anni di Don Concezio Chiaretti, un episodio importante della Resistenza italiana.
Don Chiaretti, parroco di Leonessa, cappellano militare del 38° Battaglione Alpini, fu fucilato dai nazifascisti il 7 aprile 1944, mentre celebrava la messa del Venerdì Santo, per aver sostenuto la Resistenza e aver aiutato la popolazione locale. La sua morte è considerata un martirio e un esempio di sacrificio per la libertà e la giustizia.
La strage di Leonessa fu un evento tragico che coinvolse l’intera comunità, con 51 vittime, tra cui donne, bambini e anziani. Don Chiaretti fu ucciso insieme ad altri 22 partigiani e civili, mentre cercava di proteggere la sua comunità.
Questo anniversario è particolarmente significativo nell’anno dell’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana, un momento per riflettere sulla storia e sulla lotta per la libertà.
In rappresentanza dell’ANPC, Tobia Morandi ha rievocato la figura di don Concezio Chiaretti, sottolineando come, ripercorrendone la storia, lo abbia profondamente colpito il fatto che, persino sul patibolo, egli trovasse la forza di confortare chiunque gli stesse accanto esortando al perdono verso coloro che di lì a poco li avrebbero fucilati.
Morandi ha ricordato che don Chiaretti non perse mai la fede e seppe sempre trovare parole di conforto per chiunque. Ha inoltre sottolineato che è tuttora in corso la causa di canonizzazione, sostenuta dall’ANPC.
L’esempio e la fede di don Concezio Chiaretti rappresentano una luminosa fonte di ispirazione per tutti noi e, in particolare, per le giovani generazioni, invitandoci a riscoprire i valori più profondi della nostra esistenza.




Riprende il cammino, con una dimensione per adesso interprovinciale, l’Associazione dei Partigiani Cristiani
I “RIBELLI PER AMORE” RIPARTONO DALLA RESISTENZA
Marco Martini e Pamela Giorgi eletti presidente e vice. Pier Luigi Ballini presidente onorario. Adesione alla “via crucis dei giovani” di venerdì 27 marzo. Respinta la “polemica inutile” contro la Curia fiorentina.
Firenze, 25 marzo 2026 – Marco Martini, già sindaco di Poggio a Caiano e consigliere regionale, è stato eletto, a Firenze, presidente della sezione interprovinciale di ANPC (l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani). Vice è stata eletta Pamela Giorgi mentre Valeria Ricci svolge funzioni di segreteria.
Del direttivo – eletto nella assemblea svolta lo scorso 28 febbraio che nominò presidente onorario il prof. Pier Luigi Ballini – fanno parte anche Mauro Banchini, Giacomo Del Ry, Andrea Morandi, Silvano Priori.
Riprende, così, il cammino di una associazione che a Firenze ha avuto un radicamento particolare perché ne fu presidente nazionale il compianto Giuseppe Matulli. E riprende in una dimensione territoriale innovativa: in attesa che si formino più sezioni locali, è stata per il momento scelta una dimensione interprovinciale. Sono state dunque riunite persone provenienti non solo da Firenze ma anche da Prato, Pistoia e Pisa.
“In un triennio forte nel ricordo della nascita della democrazia – spiega Martini – ci è sembrato giusto restituire operatività alla associazione fondata, nel 1947, dal comandante partigiano Enrico Mattei. Non siamo realtà che si contrappone ad altre, ma intendiamo essere presenza capace di ricordare, in particolare ai giovani, la natura plurale della lotta di Resistenza contro il nazifascismo nonché le ragioni che portarono tanti uomini e tante donne, di idee anche molto diverse, a fare la scelta giusta in anni così intensi”.
L’attività di ANPC parte con l’adesione alla “via crucis dei giovani” organizzata a Firenze dall’Arcidiocesi questo venerdì 27 marzo in collaborazione con l’Istituto Storico Toscano della Resistenza.
“Sarà certo una occasione preziosa, su un attualissimo confronto pace/guerra, per fare memoria su alcuni luoghi fiorentini che furono teatro di distruzioni causate dalla guerra ma anche occasione di Liberazione e di speranza. A tale proposito – aggiunge Martini – è tutta da respingere quella piccola, inutile, polemica contro la Curia fiorentina di cui abbiamo letto traccia. Non è con quel tipo di vecchie contrapposizioni che si fa un servizio di verità e di stimolo: né alla società civile né, tanto meno, alla comunità ecclesiale”.

La musica incontra la memoria. La cultura diventa presenza. La libertà si fa voce.
In occasione della Festa della Liberazione, un concerto speciale nella suggestiva cornice della Chiesa di San Rufo: “Note di libertà dal Centro d’Italia” con il musicista Nicolò Francesco Faraglia. Un viaggio tra suono, storia ed emozione, per ricordare insieme il valore più grande: la libertà.
Appuntamento a Rieti – Chiesa di San Rufo. Ore 21:00. Ingresso libero.
Un evento promosso da ANPC – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani in collaborazione con l’Associazione Santa Barbara nel Mondo e Comunicazioni Sociali Rieti, con il supporto di Musikologiamo.
Perché la memoria non è passato. È una responsabilità viva.

Oggi, 25 marzo 2026,Tina Anselmi avrebbe compiuto 99 anni, ma purtroppo ci ha lasciato dieci anni fa il 1° novembre 2016.
Tina Anselmi è stata una partigiana durante la Seconda Guerra Mondiale e ha continuato a lottare per i diritti delle donne e la democrazia anche dopo la guerra.
La sua memoria resta viva e luminosa anche nelle nuove generazioni che non l’hanno direttamente conosciuta, ma sanno che è stata la madre della legge sulla parità nel lavoro tra uomo e donna, del Servizio Sanitario Nazionale, della legge sulla psichiatra, della battaglia contro la P2 a difesa della democrazia e della libertà delle istituzioni.
Una figura fondamentale nella storia italiana. Chi ha avuto l’onore e la gioia di conoscerla, di condividerne l’impegno politico di cristiano democratica e di averla tra le maestre politiche, deve continuare a trasmetterne i valori e le sue idee.
