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Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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CONVOCAZIONE CONSIGLIO NAZIONALE ANPC

Roma 19/12/2012

Ai Componenti il Consiglio

Nazionale ANPC

OGGETTO: CONVOCAZIONE CONSIGLIO NAZIONALE ANPC

Cari Amici,

prima di tutto, desideriamo cogliere l’occasione per inviare a tutti i migliori auguri di buon Natale e sereno Anno Nuovo.

Vi comunichiamo che la Giunta Esecutiva dell’ANPC ha deciso di convocare il Consiglio Nazionale dell’ANPC per martedì 15 gennaio 2013 alle ore 10, a Roma, presso la sede di Piazza Adriana 3, con il seguente ordine del giorno:

1) Relazione del Presidente. (Valutazioni sul XVI Congresso. Esame delle mozioni. Rapporti con l’ANMIG. Rapporti con la Confederazione delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane. Programma di lavoro con le Acli).

2) Cooptazioni;

3) Tesseramento e stampa nuove tessere (2013-2018);

4) Iniziative volte a combattere l’astensionismo dei cittadini;

4) Varie ed eventuali.

Con i nostri più sinceri auguri,

Il Segretario Nazionale                                                                                   Il Presidente

On. Bartolo Ciccardini                                                                                     On. Giovanni Bianchi

IL VOTO: L’ARMA PIU’ IMPORTANTE di Giovanni Bianchi

Populismo e antipolitica sono i mali della stagione in corso. Attraversare il disordine da essi prodotto è il compito di tutte le forze democratiche, ovunque collocate: nella società civile come nelle istituzioni. Starei per dire, nello spazio pubblico e perfino in quello privato. E ad elezioni generali ormai prossime il dovere dell’ora è quello di incalzare noi stessi e i nostri concittadini a esercitare tutti i diritti, che in democrazia sono anche obbligo a partecipare. Per i partigiani che si fregiano anche del nome cristiano si tratta di una battaglia irrinunciabile, dal momento che discende direttamente dalla Carta costituzionale, senza la quale sarebbe impensabile la nostra convivenza democratica. E tutti sanno che la Costituzione del 1948 non sarebbe stata mai iscritta se non avesse avuto alle spalle la Lotta di liberazione e la tragedia del fascismo. Il personalismo cristiano che ne costituisce la tessitura è nato sui monti e nelle coscienze, e dunque non può assentarsi quando ritornano quelli che David Maria Turoldo chiamava “i giorni del rischio”.Eccoli i giorni del rischio: perché la democrazia – sarà bene non dimenticarlo – non è un guadagno fatto una volta per tutte. Soprattutto quando il rischio prende la maschera, emotiva e mediatica, della fuga dal voto. Mentre il diritto di voto, lo sappiamo, è da sempre una delle più elementari richieste per l’instaurazione di una vera democrazia ed uno dei primi diritti riconosciuti ai cittadini: nel nostro Paese, è solo grazie a dure lotte che i ceti sociali più disagiati riuscirono progressivamente a conquistare il diritto di voto, e solo dopo la caduta del fascismo esso venne esteso alle donne.Da sempre il nostro Paese, a differenza di altre democrazie europee, ha fatto registrare un alto tasso di partecipazione alle competizioni elettorali a tutti i livelli, segno di una richiesta di rappresentanza che si esprimeva anche nella fiducia alle forze politiche in un clima contrassegnato certo da forti contrapposizioni ma anche dal riconoscimento del comune radicamento nei valori e nei principi della Costituzione, espressione degli ideali della Resistenza antifascista.Negli ultimi anni tale tendenza nazionale si è invertita, e nelle elezioni amministrative della scorsa primavera, come pure nelle elezioni regionali siciliane di ottobre, si è assistito ad un declino della partecipazione alle urne che ha interessato quasi la metà della popolazione avente diritto al voto. Questo fenomeno è riconducibile alla scarsa fiducia che i cittadini ormai nutrono verso le forze politiche e persino verso le istituzioni democratiche, sia per l’accusa di corruzione generalizzata rivolta a tutta la classe politica, sia per la sensazione dell’impotenza della politica di fronte al dilagare del pensiero unico.A fronte di ciò, e senza voler negare i problemi e le criticità realmente esistenti, come associazione dei combattenti per la libertà desideriamo vivamente invitare i nostri iscritti e simpatizzanti e tutti gli Italiani a non voler disertare le urne elettorali in occasione dei prossimi appuntamenti, ed in particolare per le elezioni politiche di febbraio.Riteniamo infatti che il voto, per la definizione della rappresentanza democratica, sia ancora la via maestra per dare forza e significato alla volontà dei cittadini: diversamente, vi è il serio rischio che a tutti i livelli coloro che comunque verranno eletti per svolgere le funzioni rappresentative ed esecutive si trovino in uno stato di evidente carenza di rappresentanza popolare, il che indebolirebbe la loro capacità di assumere decisioni necessarie e magari impopolari per far fronte alla grave crisi in cui si trova il Paese. È perciò doveroso, prescindendo dai diversi e legittimi orientamenti politici, che tutti coloro che  hanno facoltà di voto fruiscano fino in fondo di questo diritto democratico rafforzando con la loro partecipazione le nostre istituzioni in una fase davvero problematica e dagli esiti che definire incerti suona perfino eufemistico se non umoristico.Attivarsi contro il non voto perché le urne non vadano malinconicamente deserte è quindi la decisione che ci pare insieme più saggia ed obbligata. Dirlo per tempo è il primo passo. Farlo sapere il secondo. Le modalità di un attivismo che recuperi antiche militanze e nuovi volontariati le individueremo per strada, con una catena informativa senza la quale l’odierna democrazia partecipata non riuscirebbe ad esistere.

 

 

Giovanni Bianchi

Il Partigiano Pittaluga. Centenario della nascita di Paolo Emilio Taviani

Museo storico della Liberazione

00185 ROMA Via Tasso 145

  tel 06.7003866, fax 06.77203514, e-mail

info@museoliberazione.it, sito web www.museoliberazione.it

Centenario della nascita di Paolo Emilio Taviani (1912-2001)

Sabato 15 dicembre alle ore 17

Inaugurazione della mostra storico-documentaria

Il partigiano Pittaluga.

Paolo Emilio Taviani e la Resistenza

Con proiezione del documentario

La Resistenza è un valore irrinunciabile.

Paolo Emilio Taviani e Genova

di Pino Galeotti e Pietro Di Gennaro

(Rai Storia-Rai Educational, Roma 2012)

Nell’occasione saranno disponibili gli Atti del Convegno “Paolo Emilio Taviani nella cultura politica e nella storia d’Italia” tenutosi a Genova il 25-26 maggio 2012

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La mostra è realizzata dal Museo con il contributo finanziario della Regione Lazio. Per la collaborazione per la raccolta dei materiali documentari si ringraziano la famiglia Taviani, la Fondazione Ansaldo, la Fondazione Lelio e Lisli Basso, la Fototeca del Comune di Genova, l’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea e l’Istituto Luigi Sturzo

Resistenza e Pace di Raniero La Valle

RESISTENZA E PACE

Dove nasce la speranza

Mi scrive un lettore che a volte i miei articoli, per troppa verità, fanno soffrire; quando analizzano le cose che non vanno, le ingiustizie, le distrette in cui tanti si trovano, suscitano disappunto e indignazione: come sarebbe bello, invece, poter sognare e sperare!

La stessa richiesta di ricercare motivi di speranza, echeggia in molte assemblee dedicate al ricordo del Concilio; la ricorrenza del cinquantesimo anniversario dall’inizio del Vaticano II ha fatto breccia, e sempre più numerose sono le riunioni in cui si fa memoria e si fa un bilancio di quell’evento. E anche in queste occasioni, quando sono evocate tante attese suscitate dal Concilio e andate perdute, o quando si lamenta la mancata riforma della Chiesa nella sua dimensione istituzionale e visibile, si fa pressante la domanda di come si possa tornare a sperare.

Naturalmente per fare spazio alla speranza sarebbe sbagliato fare uno sconto sul rigore dell’analisi; non è una buona ricetta quella di Pangloss e di Candide, di credere che in fin dei conti le cose non vanno male, anzi siamo nel migliore dei mondi possibili. Al contrario, capire dove siamo, mettersi faccia a faccia col male, mostrare i pericoli delle politiche adottate e delle strade intraprese è la premessa perché possa sorgere una speranza adulta, sia nella società civile che nella Chiesa.

Ma, stabilito e compreso dove siamo, due, io credo, sono le condizioni della speranza.

La prima è che non si perda la memoria delle cose passate. Memoria non vuol dire un mero ricordo, non vuol dire spostare indietro le lancette dell’orologio. Memoria vuol dire far presenti gli eventi passati e interrogarli di nuovo, per scoprire i significati che essi hanno in serbo per noi.

La memoria però deve essere militante, deve prendere parte, non può essere neutrale, deve essere una memoria trasformatrice e, se necessario, eversiva. Non può essere neutrale la memoria della Shoà, non può non essere eversiva la memoria della schiavitù, non può essere eurocentrica la memoria della “scoperta” e conquista dell’America. Si fanno i conti, con la memoria: al Concilio le due Chiese, di Roma e di Costantinopoli, “cancellarono” la memoria della scomunica che si erano reciprocamente lanciata nell’XI secolo: con quella memoria irrisolta non si poteva andare verso l’unità.

La memoria dunque si può cancellare, per una riconciliazione o un perdono, ma non si può perdere. La perdita della memoria molto facilmente si traduce in una perdita della speranza. Se invece ci ricordiamo le miserie da cui siamo usciti, le schiavitù da cui ci siamo liberati, le ricostruzioni cui abbiamo provveduto, le idee e le risorse che abbiamo messo in campo per risorgere, possiamo pensare che se questo è avvenuto può sempre accadere di nuovo. Perciò è irresponsabile oggi voler buttare al macero le Costituzioni, i movimenti, i partiti, le ideologie del Novecento, perché senza questa memoria non c’è dove afferrarsi per non sprofondare nelle sabbie mobili. E anche per la Chiesa, se non si fa appello agli straordinari doni di grazia del Concilio novecentesco, le speranze, fossero pure speranze celesti, non avrebbero la terra su cui fondarsi.

La seconda condizione della speranza è che non si speri nulla di cui non si possa rendere ragione agendo. Sperare non è sognare, né ristagnare nell’ottimismo. C’è un’ammonizione preziosa che il pastore martire Dietrich Bonhoeffer fece uscire dal carcere di Tegel, nel pieno della persecuzione nazista. Considerando come le parole anche più alte si fossero logorate e sfiorite, quelle della politica non meno di quelle della religione, indicò il modo in cui esse potessero ritrovare verità e vigore lanciando questo monito: “D’ora in poi direte solo ciò di cui risponderete agendo”. Parafrasando questo messaggio, potremmo dire oggi, in tempi certo diversi, ma non meno bisognosi di verità e di vigore: “Sperate solo ciò che cercherete di fare accadere agendo”.

Naturalmente perché questo agire sia potente, occorre credere che quello che speriamo veramente avverrà. È la fede che dà sostanza alla speranza. Spero perché credo. Sperare nella pace significa credere che la pace è possibile, e porre mano a costruirla. Sarà allora l’estensione l’altezza e la profondità della nostra fede e non il limite del nostro agire che darà le misura delle cose che possiamo sperare.

Raniero La Valle

 

OGGETTO: DIRETTIVA PER IL 2013

Roma 10/12/2012

 

Ai Presidenti, ai gruppi direttivi ed ai soci della ANPC

 

OGGETTO: DIRETTIVA PER IL 2013

 

Il XVI Congresso dei Partigiani Cristiani approvò all’unanimità una mozione molto importante e significativa.

Riportiamo letteralmente il testo della mozione.

I delegati del XVI Congresso dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, riuniti a San Donato Milanese il 23-24 Ottobre 2012, decidono di fare un appello a tutte le Associazioni democratiche, con particolare riferimento alle Associazioni cattoliche, per intraprendere un’azione comune al fine di combattere l’astensionismo e l’antipolitica, da considerare come una fuga ed un tradimento di fronte alla necessità di impegnarsi per la difesa e la ricostruzione dei valori della Resistenza, che sono alla base della nostra Repubblica e della nostra Costituzione. Il XVI Congresso approva all’unanimità”.

Il 29 Novembre 2012, dal verbale del gruppo di lavoro della Segreteria leggiamo: “Ci si propone il lancio immediato dell’iniziativa “antiastensionismo”, che sarà realizzata nei primi mesi dell’anno prossimo. Sarà seguita in modo particolare dal Vicesegretario Giuseppe Accorinti”.

La Direzione delle Acli, in un comunicato del 5 dicembre, raccogliendo l’appello dei Partigiani Cristiani,  prende un’importante decisione: “Le ACLI invitano tutti i loro associati e quanti guardano ad esse con stima ad impegnarsi per favorire la massima partecipazione dei cittadini al dibattito politico, per riprendereprotagonismo civico e respingere, insieme, le tentazioni astensioniste e le derive populiste che rischiano di mantenere il Paese ostaggio di una drammatica quanto infinita transizione politica”.

Il Presidente dei Partigiani Cristiani, Giovanni Bianchi, predispone il messaggio alle associazioni cattoliche.

E, sulla base di una proposta approvata dal Congresso, viene deciso, al fine di realizzare questo programma, che il vicepresidente delle Acli, Pasquale Orlando, venga cooptato nel Consiglio Nazionale.

L’appello dei Partigiani Cristiani rivolto a tutti, ma in modo particolare alle associazioni cattoliche, per realizzare assieme una campagna civica contro l’astensionismo elettorale, sarà l’impegno importante del prossimo mese. Ci rivolgiamo ai dirigenti della nostra Associazione perché preparino degli incontri con le associazioni cattoliche per prendere iniziative concrete contro l’astensionismo.

Il Cardinale Scola, Vescovo di Milano, il 29 Novembre in un documento che affronta le difficoltà del momento politico dice si pronuncia contro l’astensionismo e scrive: “L’indicazione per tutti è di non disertare le urne. A nessuno deve sfuggire l’importanza dell’esercizio del diritto-dovere del voto responsabilmente espresso: con esso si concorre a determinare l’indirizzo politico del proprio Stato e della propria realtà locale”.

L’appello del Cardinale Scola conferma e rafforza la nostra intenzione  di realizzare questa iniziativa. È questo il nostro dovere nei confronti di quanti hanno dato la vita per restituire all’Italia istituzioni democratiche.

Il Presidente Onorario

Bernardo Traversaro

Il Presidente Nazionale

Giovanni Bianchi

Il Segretario Nazionale ANPC

Bartolo Ciccardini

 

Avvertenza: Si prega di trasmettere la direttiva a tutti i dirigenti ed a tutti i soci della vostra sezione.

 

 

E’ questa l’Italia? di Placido Armando Follari

Il Presidente Regionale ANPC della Sicilia ci ha mandato questo bellissimo articolo che pubblichiamo con gioia. Buona lettura, la Redazione

 

In  questi  giorni mi  sono  chiesto  più volte : è  questa  l’Italia?

La  risposta  che  mi  sono  dato  è  sempre  la  stessa : NO

Per non andare  molto  indietro nel  tempo ,i  miei  ricordi mi hanno  riportato ai  gloriosi  Fanti che  sul Piave  fermarono gli Austro-Tedeschi.  Della guerra  1940-1945, l’eroico comportamento  del Vice Brigadiere dei Carabinieri  Salvo D’Acquisto, la leggendaria  Resistenza  della gloriosa Divisione Acqui a Cefalonia,le  gesta dei  Giovani  a Bir el  gobi, l’eroico   comportamento dei  nostri  militari a  Giarabub, lasciati soli a centinaia di chilometri  senza alcuna  speranza, dalla sciagurata guerra  “voluta”  dal “maestrucolo di Predappio” che, il 7 ed il 9 dicembre 1939 nella riunione del Gran Consiglio Fascista  e nel Parlamento, aveva garantito che  l’Italia  non era  preparata di entrare in guerra non prima di tre anni, e che invece dopo soli 5 mesi  dichiarò la guerra alla Francia ed all’Inghilterra, all’insaputa  anche  del  “suo amico”  Adolfo  Hitler.

Ricordo altresì  l’insurrezione  popolare dopo l’8 settembre 1943 che riscattò l’Italia. per una guerra  voluta  solo  dal  nefasto  Benito Mussolini. Per ultimo  la Resistenza, che ha  ridato dignità  di Popolo all’Italia.

Oggi,che cosa  è  la nostra  Patria?  Un continuo  litigare di  scapestrati, politicamente parlando, che  volutamente  hanno  accantonato  il primo articolo della nostra Costituzione, per gestire  i  propri  affari. Oggi, la bufera dell’euro, rischia  di sbrindellare  la  nostra  Repubblica.  Ritengo, smentitemi, che  solo  l’Italia  ha pensato  ai  “Tecnici” .  Infatti, la Grecia,la Spagna,il Portogallo  e qualche altra Nazione  che ha  la propria economia che  si  basa   sull’euro, non è ricorsa al Governo tecnico, ma ha preferito risolvere la propria  situazione mediante il Governo eletto dal Popolo.  Noi,invece per  la  decisione  unilaterale del  Presidente dello  Stato, abbiamo  il Governo presieduto dal  Prof. Mario Monti  che avrebbe dovuto rimettere a posto la nostra economia. L’emerito Professore, oggi, dopo avere  sbandierato  “equità”  e  “crescita”, con le sue decisioni  ha prodotto soltanto  “licenziamenti”  e “suicidi”.  Adesso,ritengo, che il Presidente dello Stato  dovrebbe,in conformità dell’articolo  primo della nostra  Costituzione,  ridare  la  “parola” al  Popolo mediante le dovute  “libere elezioni”. Ogni  altra decisione  sarebbe  insensata.

Placido Armando  Follari

Croce di guerra al Valore Militare

Croce al merito di guerra

la lotta contro l’astensionismo e l’antipolitica

I Partigiani cristiani nel loro ultimo Congresso Nazionale hanno rivolto un invito a tutte le associazioni cattoliche per promuovere una campagna contro l’astensionismo dei cattolici, in occasione delle grandi scelte che l’Italia dovrà fare nel 2013. Non si tratta di una scelta politica (per chi votare), ma di un dovere di  partecipare per promuovere il Bene Comune.

A questo invito hanno risposto per prime con simpatia le Acli. Nel frattempo le Acli hanno invitato tutte le loro strutture organizzative a promuovere l’iniziativa per combattere l’astensionismo e per promuovere il bene comune, alla quale facciamo i nostri augur, pronti a collaborare con le Acli stesse per quanto sarà fatto in questa direzione.

A questo proposito pubblichiamo la lettera inviata dal Presidente delle Acli, Andrea Olivero, alle sue organizzazioni Lettera del Presidente Nazionale Acli

Il Presidente Giovanni Bianchi ed

Il Segretario Nazionale Bartolo Ciccardini

La solidarietà dei Partigiani Cristiani alla comunità ebraica

Nel corso della manifestazione contro le politiche di austerity tenutasi a Roma lo scorso mercoledì 14 novembre, una parte del corteo, passando di fianco alla grande Sinagoga, si è lasciato andare ad inqualificabili atti di teppismo, lanciando grida offensive nei confronti degli ebrei e slogan demenziali contro la “finanza giudaica” e a favore di Saddam Hussein. L’Associazione nazionale partigiani cristiani invia la propria totale e incondizionata solidarietà alla comunità ebraica di Roma e al rabbino capo Riccardo di Segni, confidando che le forze dell’ordine possano identificare e punire al più presto gli autori di questi intollerabili gesti di chiaro segno antisemita. I partigiani cristiani esprimono inoltre la propria preoccupazione per questo imbarbarimento nella protesta di piazza, per il quale – purtroppo – non sono ancora giunti da parte degli organizzatori chiari segnali di dissociazione. Alla luce di questo e di altri episodi non meno gravi, come l’assalto della sede bolognese della CISL, l’ANPC lancia chiaro e forte il suo monito: i manifestanti con i manifestanti, e i teppisti con i teppisti, specie se antisemiti. Vie di mezzo non ce ne sono, specie in un momento in cui le difficoltà economiche e sociali appaiono particolarmente gravi e diversi elementi, mestando nel torbido, fanno emergere derive violente e intolleranti, che vanno respinte, oggi, come domani, come sempre.

 

Bernardo Traversaro eletto Presidente Onorario di ANPC

Sono lieto di comunicare al Consiglio nazionale della ANPC ed a tutti i soci che è stata accettata dal Comm. Bernardo Traversaro la proposta avanzata dal Congresso di sceglierlo come Presidente Onorario della nostra Associazione.
Il Comm. Traversano, Presidente Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi di Guerra, è succeduto in tale incarico al Sen. Gerardo Agostini, dopo la sua scomparsa. Gerardo Agostini era anche il Presidente della nostra Associazione ed è bello che tale rapporto di fraternità e di sentimenti venga rinnovato.
Durante la Seconda Guerra Mondiale Bernardo Traversaro ha partecipato alla Resistenza nella Divisione Garibaldina “Coduri” che operava nella VI Zona Ligure. A ottobre del 1944 nei pressi del Santuario della Madonna della Guardia, a Velva, durante uno scontro a fuoco con reparti tedeschi e alpini della “Monterosa” della RSI rimase ferito a una gamba. Nominato sottotenente, decorato con due Croci al Merito di Guerra, alla fine del conflitto fu riconosciuto Invalido di Guerra.
Il Segretario Naizonale
Bartolo Ciccardini

Ringraziamenti e relazione sul Congresso al Presidente della Repubblica in seguito alla concessione dell’Alto Patronato

In occasione del Congresso il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Dottor Donato Marra, scriveva questa lettera e comunicava la concessione dell’Alto Patronato del Presidente Napolitano al nostro Congresso. Clicca qui per leggere la lettera:Alto Patronato Presidente Repubblica x Congresso

 

Dopo il nostro Congresso il Segretario Nazionale della Anpc, Bartolo Ciccardini, scriveva la seguente lettera al Dottor Marra, per ringraziare il Presidente della Repubblica per l’alto segno di onore fatto all’Associazione.

Caro Marra,

il nostro Congresso della ANPC (Associazione Nazionale Partigiani Cristiani) è andato molto bene. Ti dirò che c’era l’atmosfera molto tesa e molto costruttiva di altri tempi.

Ed è un segno importante, anche se ovviamente la falcidia degli anni è inesorabile.

C’è stato un grande moto di affetto nei confronti del Presidente Napolitano. Tutti hanno sottolineato la concessione dell’Alto Patronato e molti lo hanno fatto in termini commossi. E’ nata così l’idea di fare una mozione di ringraziamento e di augurio al Presidente, che ti mando in allegato.

Ti prego di informare il Presidente che è stata presa anche una decisione politica. L’Associazione ha fatto un accordo con le Acli, per costituire i Gruppi di Lavoro giovanili in titolati “Resistenza e Costituzione”.

E’ stata anche approvata la mozione in cui si è deciso che questi Gruppi lavoreranno all’interno delle Associazioni cattoliche per combattere l’astensionismo e l’antipolitica, in vista delle prossime elezioni.(di cui allego la relativa mozione).

Ti mando anche una piccola cronaca della giornata centrale del Congresso (“Enrico ed i suoi compagni”).

Ti prego di aggiungere a questa doverosa relazione al Presidente anche i miei personali auguri per il lavoro prezioso che svolge.

Con amicizia e stima, Tuo Bartolo Ciccardini

Segretario Nazionale ANPC

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