ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Comunicato Stampa ANPC Milano di Guglielmo Sasinini

                                  Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

                                                Consiglio Provinciale di Milano

IL RICORDO E L’IMPEGNO

Il 23 maggio saranno vent’anni, da quel 23 maggio 1992, quando Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, i tre agenti della Polizia di Stato della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro, vennero dilaniati dal tritolo collocato dai macellai di Cosa nostra sotto il tratto di autostrada che collega Capaci a Palermo.

Il prossimo 19 luglio saranno vent’anni dalla strage di via d’Amelio, quella in cui venne massacrato dall’esplosione di un’autobomba Paolo Borsellino, i cinque agenti della Polizia di Stato della sua scorta: Agostino Catalano ( Capo scorta), Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina.

Le ricorrenze per il ventennale di quelle stragi – che non hanno ancora molte risposte – sono già iniziate e l’ANPC è schierata in prima persona. In tutta Italia sono previste manifestazioni, incontri, testimonianze. Non dimenticare è un impegno morale di tutti, testimoniare è un dovere, battersi perché sia fatta completa luce sugli aspetti e sui retroscena inquietanti di quelle stragi è un obbligo morale per tutti coloro che si battono per la tutela della democrazia.

I nostri partigiani, che per consegnarci un’Italia libera e democratica combatterono e morirono, ci hanno affidato il compito di essere custodi della democrazia e della libertà. Noi Partigiani del terzo millennio abbiamo il dovere di contrastare con tutte le nostre forze le varie mafie che rappresentano la completa negazione di ogni principio, di ogni valore, della dignità umana.

Nel silenzio nacquero i mostri del nazismo e del fascismo, nel silenzio sono nati e cresciuti i macellai di Capaci e di via d’Amelio, così come i sicari mafiosi che hanno ucciso migliaia di innocenti, “colpevoli” di battersi sul fronte della guerra per la legalità.

Nella disattenzione e nel non impegno, ivi compreso il vuoto dell’anti politica, si nascondono e si alimentano i nazifascisti del nostro tempo: le organizzazioni criminali e le varie consorterie del malaffare che con le loro metastasi penetrano nei gangli vitali della nostra società, opprimono intere popolazioni, condizionano il vivere civile.

Così come un tempo fu la stessa società a decretare la ribellione all’oppressore, oggi è la stessa società civile che è pronta a fronteggiare e a combattere unita gli assassini senza onore e i loro collaborazionisti.

Piero Calamandrei, nel ’47, all’Assemblea Costituente, disse: “ I nostri morti sono caduti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile: quella di morire, di testimoniare con la fede e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole: quello di tradurre il loro sogno di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli”.

Noi non li tradiremo mai. 

ANPC- Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Il Presidente del Consiglio Provinciale di Milano

Guglielmo Sasinini

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