ENRICO MATTEI PARTIGIANO CRISTIANO di Giuseppe Accorinti
Augurando a tutti un buon 25 Aprile, allego le pagine del mio libro dedicate ad Enrico MATTEI PARTIGIANO CRISTIANO: e troverete anche un articolo che Enrico MATTEI scrisse nel 1945 per il settimanale MERCURIO in cui “con il titolo COMANDANTI in CONVENTO– racconta da dove a Milano sia partito quel 25 aprile il via alla LIBERAZIONE: è un particolare del tutto sconosciuto.
(Dal libro di G. Accorinti:”QUANDO MATTEI ERA L’IMPRESA ENERGETICA IO C’ERO-HACCA Matelica: 2008- 3^ edizione)
ENRICO MATTEI: Il Partigiano cristiano
Nel 1943 Mattei si avvicina alla resistenza e, poichè la situazione a Milano era sempre piu difficile, si ritira a Matelica ed entra nelle formazioni partigiane locali. Sfugge a un rastrellamento e a una perquisizione in casa (nascondendosi in una specie di sottotetto che io ho anche visto, sedici anni dopo) e poi torna a Milano.
Entra in clandestinità con tre diversi nomi di battaglia: Este, per l’attività politica, Marconi, per l’attività militare (Marconi era il cognome della nonna materna) e Monti, all’interno della Democrazia cristiana.
Nel contempo la sua azienda, Industria Chimica Lombarda, curata dal fratello Umberto, comincia a ridurre l’attività senza licenziare gli operai e a selezionare le vendite in modo da non fornire i propri prodotti alle officine meccaniche che lavoravano nell’industria bellica per i tedeschi.
Nel 1944 diventa componente del Comando generale del Corpo volontari della Liberta nel nord Italia quale esponente dei Partigiani cristiani, in sostituzione del Comandante Galileo Vercesi fucilato a Fossoli (MO).
Arrestato a Milano e portato in carcere a Como, riesce a fuggire con l’aiuto di una suora provocando un corto circuito che precipita il carcere nel buio. Svolge un ruolo molto importante al punto da essere uno dei sei capi che sfilano, alla testa del corteo dei partigiani vittoriosi alla liberazione di Milano, il 5 maggio 1945 in Piazza Duomo insieme a Ferruccio Parri, Luigi Longo, il generale Raffaele Cadorna, Mario Argenton e Enrico Stucchi. Oltre alle attività operative di lotta,
nella resistenza aveva anche la funzione di intendente e tesoriere del Comando generale: si conquisto nell’ambiente partigiano apprezzamenti per la puntualità quasi “maniacale” (espressione
usata da un componente del Cln) nel presentare a guerra finita i rendiconti delle cifre ricevute a sostegno dei costi della lotta partigiana e i relativi importi di spesa.
A questo riguardo e preziosa l’attività di raccolta fondi su Milano per la quale si giova di un rapporto privilegiato con Enrico Falck, il grande imprenditore che, con suo padre Giorgio Enrico, aveva fondato l’azienda siderurgica omonima di Sesto San Giovanni alle porte di Milano. Falck, a sua volta, funzionava da collettore del sostegno, che vari industriali milanesi – e non solo – davano alle formazioni partigiane cristiane della resistenza. Continua a leggere…

























