ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

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1 novembre 2016 – 1 novembre 2026: 10 ANNI FA CI LASCIAVA TINA ANSELMI

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani ricorda oggi, a dieci anni dalla scomparsa, Tina Anselmi, morta il 1° novembre 2016 a Castelfranco Veneto, dove era nata nel 1927. Partigiana cristiana, nome di battaglia “Gabriella”. Nel settembre 1944, da studentessa militante dell’Azione cattolica, è costretta ad assistere all’impiccagione di 31 prigionieri catturati sul Monte Grappa dai nazifascisti. Anche a questo episodio è legato l’ingresso della diciassettenne Anselmi nella Resistenza. Nel 1968 è eletta alla Camera, dove resterà fino al 1992. Dal 1976 guida il Ministero del Lavoro, prima donna titolare di un dicastero in Italia. Porta il suo nome la legge n. 903 del 1977 sulla Parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Nel 1978, da Ministra della Sanità, contribuisce all’istituzione del Servizio sanitario nazionale. Presiede la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla loggia P2 per due legislature, dal 1981 al 1987.

Per il video si ringrazia l’Associazione “In memoria di Tina Anselmi”.

Pubblichiamo il ricordo di Silvia Costa: “Nella sua Castelfranco Veneto, dieci anni fa ci lasciava Tina Anselmi. Una vera Madre della Repubblica, la staffetta “Gabriella” entrata a 17 anni nella Resistenza contro il nazifascismo. Quanti ricordi, ai suoi funerali nel Duomo di San Liberale, la parrocchia dove si era formata la sua fede e la sua coscienza cristiana, davanti alla sua bara avvolta nella bandiera italiana, circondata dal suo popolo per cui era sempre stata “la Tina”.

Per me è stata una maestra e una amica, con cui ho condiviso la militanza politica nel Movimento femminile della Dc dal 1975, poi l’impegno in Parlamento e nella Commissione nazionale Parità. Tina, parlamentare e prima donna Ministro -nel 1976 al Lavoro e poi nel 1978 alla Sanità – è stata e continua ad essere per le nuove generazioni un esempio limpido di dedizione alla promozione dei diritti e della condizione concreta delle donne (dalla tutela della maternità, agli asili nido e ai congedi parentali, dalla legge di parità nel lavoro alla previdenza). Ma sappiamo come Tina Anselmi, soprattutto dopo l’esperienza del covid, venga ormai sempre più identificata con il suo impegno di Ministro della Sanità che ha fortemente voluto attuare il diritto costituzionale alla salute, istituendo il Servizio Sanitario Nazionale universalistico, gratuito e accessibile a tutti che, pur tra tante difficolta, resta un pilastro del nostro Stato sociale.

Il cuore del suo tenace impegno umano e politico era attuare la Costituzione, mettendo al centro la dignità e la libertà della persona, la solidarietà e la giustizia sociale, difendere la democrazia, un bene fragile che ogni generazione deve tutelare. Per questo, come Presidente della Commissione P2 (unica donna su 40 componenti), con il suo proverbiale coraggio e coerenza etica ha dimostrato e scritto nella sua Relazione finale al Parlamento che la P2 è stata “un’organizzazione eversiva e una struttura di potere parallelo ramificata che aveva l’obiettivo di sovvertire o condizionare gli equilibri della democrazia italiana”.

Tina ha pagato un prezzo alto quando, nelle elezioni del 1992, nel suo storico collegio elettorale le fu preferito un altro candidato da “garantire” e le si assegnò un collegio perdente anche se lei ottenne moltissimi voti. Il servizio al suo Paese però non si interruppe e lavorò nella Commissione di inchiesta sul comportamento dei militari italiani in Somalia e poi con Tullia Zevi in quella sui beni degli ebrei italiani, sottratti dai nazifascisti. Raccogliemmo firme insieme al coordinamento delle donne Cisl perché fosse nominata Senatore a vita, così come la nostra Delegata nazionale delle donne Dc Maria Paola Colombo Svevo formalizzò la richiesta, avanzata dalla Rete di Orlando, per sostenere la candidatura di Tina Anselmi al Quirinale.

Ricordo l’amarezza per quei silenzi e la dignità con cui Tina continuò ad esercitare il suo servizio al Paese. Da Presidente della Commissione nazionale parità assistette alla drammatica crisi di Tangentopoli, da cui le donne DC, anche quelle al potere, uscirono a testa alta e si confermarono “una riserva morale”. Partecipò alla nascita del Partito popolare nel 1994, e poi condividemmo l’opposizione al Governo Berlusconi cui seguì la stagione dell’Ulivo di Romano Prodi che lei, come tante di noi, visse con molta speranza. Con affettuosa partecipazione e il suo prezioso consiglio Tina ha continuato ad accompagnare le più giovani, ha testimoniato nelle scuole e nelle Università, ha illuminato coscienze e indicato la via della difesa delle istituzioni democratiche, secondo la lezione di Aldo Moro (il suo maestro, la cui perdita l’aveva segnata profondamente “perché dopo il suo assassinio niente sarà più come prima”). Quando è insorta la sua lunga malattia abbiamo rispettato la protezione della sua famiglia. Ricordo le nostre ultime telefonate e poi il silenzio che è stato per tutte noi particolarmente doloroso”. Cara Tina, mi consola che a dieci anni da quel giorno di Ognissanti, si siano moltiplicati libri e tesi su di te, che a te si intitolino parchi e piazze e scuole, che il tuo nome sia ancora familiare e amato da tanti giovani.

E a te abbiamo dedicato il Congresso nazionale della Associazione nazionale Partigiani Cristiani, il 4 e 5 novembre a Roma. Questa e’ la tua grande eredita’ e noi siamo grati al Signore di averti conosciuta e amata”.

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