ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

APPUNTI PER UNA DICHIARAZIONE DI PROPOSITI COMUNI ISPIRATI A CAMALDOLI 1943

Premessa

ACLI, Associazione Partigiani Cristiani,  FUCI ed Istituto Sturzo celebreranno il 70° anniversario di Camaldoli il 24 Luglio, presso la Camera dei Deputati (Sala del cenacolo, Piazza Campo Marzio 42) ore 16:30. (Io me ne occupo come segretario dei Partigiani Cristiani).

Avremmo voluto che fosse stata una manifestazione corale di tutti i movimenti cattolici ecclesiali e non. Non rinunciamo a pensare che questa memoria, assieme con i problemi di coscienza che ci pone, è solo l’inizio di un itinerario: per due anni dovremo ricordare via via il settantesimo anniversario di fatti ed eventi importanti che vanno dall’8 settembre allo scoppio della bomba atomica.

Ritengo che questa memoria non sia ovvia e non sia celebrativa, ma sia una progressiva presa di coscienza dell’attuale pochezza e dell’attuale mancanza dell’impegno civile dei cattolici.

Quindi un itinerario da percorrere, se possibile, tutti assieme, per ritrovare non la nostra memoria ma la nostra anima e la nostra identità.

Abbiamo bisogno anche di te e ti chiediamo il parere ed il consiglio e perfino la critica sulla bozza di un documento che dovrebbe chiudere la giornata. Ogni tua partecipazione (sia con la tua presenza al Convegno, sia con qualche tuo scritto, sia con un tuo messaggio di approvazione o anche di rampogna, sia con la diffusione dell’evento tra i tuoi contatti) ci sarebbe graditissimo. Vieni con noi in questo itinerario (o meglio pellegrinaggio) in cui dobbiamo trascinare il mondo cattolico.

Come Partigiani Cristiani abbiamo preso un motto da una poesia di Padre Maria David Turoldo che rivolgo anche a te: “Torniamo, amici, a riprendere i nomi di battaglia, a indossare le armi della luce”.

Ecco l’appunto che sottopongo alla tua attenzione.

 

APPUNTI PER UNA DICHIARAZIONE DI PROPOSITI COMUNI ISPIRATI A

CAMALDOLI 1943                                                      

  1. Importanza del Codice di Camaldoli. In un Paese ormai già travolto dalla sciagura si riuniscono un gruppo di cattolici la cui autorità è costituita soltanto dalla loro cultura e dal loro coraggio. Decidono che i cattolici non sono indifferenti alle sorti della Patria. L’episodio non è appariscente e non poteva esserlo, ma senza lo spirito di Camaldoli non ci sarebbe stata la partecipazione dei cattolici alla Resistenza e la scrittura della nostra Costituzione. Un segnale decisivo: la Patria amata nella sventura.
  2. 2.      La scelta democratica. Il nucleo centrale dello spirito di Camaldoli è la scelta democratica dei cattolici. Essa prende ispirazione dal messaggio natalizio di Pio XII nel Natale del 1942, momento non certo facile ed agevole per questa scelta di campo. Una scelta né ovvia, né semplice in un mondo totalitario, una scelta gravida di grandi conseguenze: i cattolici entrano in campo contro il totalitarismo, prima nella versione fascista, nella Resistenza, poi nella versione comunista, nel dopoguerra. La scelta democratica non solo rompe con la tradizione degli accordi con i regimi autoritari e con la cultura clerico-moderata, ma propone un metodo diverso nella difesa dei valori non negoziabili. Non rassegnazione sulla perdita di quei valori, ma realizzazione per un consenso democratico attraverso il dialogo e la testimonianza.
  3. 3.      La partecipazione. Questo atteggiamento nei confronti dei gravi problemi che pone il mondo moderno comporta una presenza militante e nessuna neutralità da eremiti, nessuna fuga nel deserto, ma una presenza attiva nell’educazione, nella etica sociale e politica, nella proposta democratica.
  4. 4.      Un organismo per la partecipazione. La militanza dei cattolici in una società non dichiaratamente cristiana come è la società europea dopo l’Illuminismo, comporta degli organismi unitari di azione. Storicamente alla pluralità delle organizzazioni devozionali si sostituisce la unità dell’Azione Cattolica. Unità organizzativa, di direzione, di comportamenti, di giudizi e di iniziative. (E’ da valutare appieno il nuovo motto che descrive l’atteggiamento di questa presenza: “Preghiera, Azione, Sacrificio!”). La nuova realtà sociale globalizzata rappresenta una sfida ben più impegnativa della cultura illuministica e della rivoluzione borghese. Questo comporta la previsione di un organismo di azione cattolica volto al nuovo ambiente sociale.
  5. 5.      L’organismo operativo. L’avvento del suffragio universale mise in crisi la cultura dell’impegno cattolico, divisa fra democratici e conservatori. In quella contingenza per un periodo straordinario, Papa Pio X riorganizzò la partecipazione cattolica in tre grandi Unioni (popolare, economico-sociale ed elettorale). L’Unione popolare si dedicò all’opera formativa, soprattutto dei giovani, ed alla diffusione dei valori nel corpo sociale. L’Unione economica e sociale si dedicò alle iniziative di promozione sociale: mutue, banche, cooperative e leghe. L’Unione elettorale, rompendo il non-expedit, si dedicò alla trattativa della forza elettorale dei cattolici, per il raggiungimento di alcuni obiettivi.

Per puro esercizio, proviamo per un momento ad assumere le ipotesi dei tre campi d’azione, stabiliti da Papa Pio X per il cattolici del 1913, per domandarci quali sarebbero le proposte fondamentali da sostenere se esistessero oggi, nell’ambito dell’azione cattolica, una Unione Popolare, una Unione economica e sociale ed una Unione elettorale.

–        Nel campo della Unione popolare. Assume la massima importanza un atteggiamento forte sui principi della carità sociale: l’attenzione per gli ultimi, lo spirito comunitario. Come dovere civico si impone la questione morale: l’onestà, la trasparenza e la correttezza della gestione dei beni pubblici e dell’uso dei beni privati sono la conseguenza  del rispetto dei poveri. Deve cambiare l’atteggiamento pietistico e compassionevole dei cattolici nei confronti dell’inadempienza ai doveri sociali.

–        Nel campo della Unione economica e sociale. Bisogna reagire con ogni mezzo alla stampa della falsa moneta operata dalla potenza finanziaria che i poveri sono condannati drammaticamente a pagare. Un intervento organizzativo diffuso, molecolare, per difendere il valore del lavoro, il valore del risparmio e la loro moneta reale non sofisticata e non avvelenata. Operare per l’alternativa all’attuale modello di banca, di finanza e di impresa. Promuovere un’austerità etica, basata sull’eguaglianza. Lottare contro i privilegi, adottare la formula comunitaria contro gli egoismi parassitari, come scelta etica possibile. Pensare all’intervento dello Stato nell’economia come garanzia di giustizia distributiva.

–        Nel campo della Unione elettorale. Un impegno morale per la pienezza della democrazia. Compito essenziale di una presenza dei cattolici è una posizione forte contro l’astensionismo, contro l’antipolitica, contro l’antiparlamentarismo ambiguo. E fra gli impegni positivi: una presa di posizione forte per una legge elettorale democratica subito, una costituzione più partecipata a cominciare dalla realizzazione dell’art.49 e dalla adozione reale del principio di sussidiarietà, regole più severe per i partiti, cambiamento profondo della coscienza del servizio pubblico contro il cancro burocratico. Una battaglia per la giustizia rapida, che significa vera attenzione ai più deboli che non hanno riserve necessarie per aspettare una lontana sentenza. Una riduzione forte della spesa pubblica parassitaria, in favore di investimenti per il lavoro, la ricerca, l’innovazione e la qualità.

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Un pensiero su “APPUNTI PER UNA DICHIARAZIONE DI PROPOSITI COMUNI ISPIRATI A CAMALDOLI 1943

  1. Spett.Le ACLI, ANPC, FUCI, ISTITUTO LUIGI STURZO
    Gentile Signore e Signori,
    Buongiorno, come semplice Cittadino Italiano, Cattolico ed Elettore del Centro Sinistra ho dato una sbirciatina al Vostro Testo, ed una breve lettura su Wikipedia in relazione al Codice di Camaldoli. Ripeto, come semplice Cittadino e Cattolico, penso che di errori commessi in passato nella Storia dell’Umanità, ne siano già stati commessi a sufficienza, ne consegue che nonostante la crisi Economica, Finanziaria, Sociale e Morale in atto, dovremmo avere il necessario bagaglio d’esperienze per garantire una vita decente ad ogni Cittadino Italiano. Detto ciò se il Vostro Codice di Camaldoli possa servire d’esempio e di guida in questo difficile periodo ben venga.
    Personalmente non oso dichiarare per iscritto altri miei pensieri, sentimenti e osservazioni venute alla mia attenzione in questi ultimi Anni, per iscritto. Aggiungo solamente come Persona appartenete alla Categoria delle Persone Protette, mi ritrovo disoccupato dal Dicembre 2007, quindi quasi sei Anni. Questo per me e mia Madre significa che la crisi la stiamo vivendo addirittura prima che nascesse, e ciò nell’Anno 2008, nella sua piena fioritura.
    Voglio e debbo essere sincero su un punto, da molti Anni a questa parte ho Pregato ed ho sperato che si potesse diminuire l’immenso divario fra il Ricco ed il Povero, purtroppo è arrivato tutt’altro, la Classe Media sembra scomparsa o quasi, mentre i Poveri sembrano essere sempre più poveri., tuttavia continuo ad avere Fede. Ripeto se il Vostro Codice possa cambiare le cose ben venga. Personalmente per le miei necessità Fiscali mi rivolgo alle ACLI, Persone favolose, detto ciò mi sento contento e fortunato di essere venuto a conoscenza anche delle Vostre Associazioni. Purtroppo però, ripeto purtroppo in Italia ed Europa e non solo, non c’è lavoro per Tutti e quando il lavoro scarseggia come nel mio caso da ben quasi 6 anni, IL BUON CIELO vuole che ho mia Madre, il morale è molto giù.
    Confido però nel fatto che Voi, Noi Cattolici possiate dare un aggiustatina alle cose, assieme all’attuale Governo di Larghe Intese, altrimenti non oso pensare che fine faremo, ripeto come Cattolico sono tranquillo ed ho FEDE NEL BUON CIELO, come Cittadino Italiano disoccupato da quasi 6 Anni be, non è una situazione affatto piacevole, grazie.
    Cordiali saluti Claudio Pedretti

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