ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

25 Aprile 2022 a Roma: Museo di Via Tasso e Porta San Paolo

Oggi 25 Aprile la visita al Museo di Via Tasso della Vicepresidente Nazionale Silvia Costa con Maurizio Gentilini. Presenti anche il Sindaco Gualtieri, l’Assessore Gotor e l’On. Andrea Casu.

Dopo il Museo della Liberazione di Via Tasso a Porta San Paolo. In rappresentanza dell’Anpc la Vicepresidente Silvia Costa e Maurizio Gentilini.

Il nostro 25 aprile con la Resistenza ucraina, per l’Europa e per la pace. Intervento di Silvia Costa

Questo 25 aprile si carica di tanti significati che riconducono alla radice dei valori per i quali si sono battuti e sono morti uomini e donne, di diverse convinzioni politiche e fedi religiose, in Italia e in Europa. 77 anni fa la liberazione dal regime nazifascista, la democrazia, la libertà, la pace.  La Resistenza, armata e disarmata, civile e militare, è stata tutto questo, con l’aiuto degli Alleati angloamericani, e con la visione di politici illuminati anche se con culture politiche diverse. È stata prima di tutto una risposta a una esigenza etica condivisa e popolare: restituire dignità alla persona umana, conquistare la libertà, creare le basi di una convivenza civile, realizzare un futuro di pace.

Ne è una tragica testimonianza il Museo della liberazione di via Tasso dove sarò con il Sindaco Gualtieri.

Oggi però non ci possiamo limitare a ricordare in tante piazza d’Italia questa pagina fondamentale della nostra storia che ha reso possibile la nascita della Repubblica e la nostra Costituzione e che ha visto un vasto movimento di popolo e di resistenti antifascisti: Cattolici democratici, socialisti, comunisti liberali, repubblicani, azionisti. Un movimento che ha coinvolto anche i resistenti esiliati o al confino: da Sturzo a Spinelli da Pertini a Terracini. Ma in questo 25 aprile, a due mesi dall’ ingiustificabile guerra scatenata da Putin contro l’Ucraina, come vice presidente dell’associazione nazionale dei partigiani Cristiani chiedo che nella manifestazione di Porta San Paolo si esprima la più ferma condanna dì questa aggressione, la nostra vicinanza e solidarietà al popolo ucraino , aggredito militarmente , che sta vivendo questa tragedia con milioni di profughi e migliaia di vittime e che sta eroicamente difendendo il proprio Paese, la sua indipendenza, libertà e democrazia. Chi si chiama partigiano non può essere equidistante in questa guerra unilaterale!
Una Resistenza , quella ucraina, che non ha di fronte il regime nazista di 70 anni fa ma un regime certamente autocratico e imperialista, quello di Putin, che usa l’aggressione armata, con bombardamenti e missili come mezzi per conquistare il territorio di uno Stato indipendente, che colpisce la popolazione civile con crudeltà efferata violando ogni convenzione internazionale , che vuole seminare terrore tra donne e bambini, usando anche efferati mercenari di altre guerre, che concepisce i “corridoi umanitari” come deportazione di ucraini in Russia , che non intende avviare un vero negoziato ma punta alla conquista e distruzione dell’Ucraina e alla destituzione della sua leadership politica. Un regime che ha paura dell’Europa e della libertà e della democrazia ai suoi confini così come della libera informazione chiudendone le fonti anche ai suoi cittadini e perseguitando i dissidenti. Per questo come Associazione nazionale partigiani Cristiani, insieme ad altre voci, in questi due mesi e in una iniziativa con altre associazioni partigiane a Roma, abbiamo criticato posizioni di equidistanza espresse dal presidente dell’Anpi che assimilavano aggressori e aggrediti delegittimando la resistenza ucraina e equiparando la responsabilità dell’invasore con quella dell’invaso. Così come abbiamo ritenuto grave il dubbio su chi avesse perpetrato la strage di Bucha! Abbiamo apprezzato quindi il chiarimento della posizione espressa sabato a Bari da Pagliarulo e abbiamo fortemente condiviso le solenni, chiare parole pronunciate venerdì dal Presidente Mattarella.

Con il Governo e il Parlamento italiano abbiamo condiviso la scelta unitaria della UE e di altri Stati di adottare severe sanzioni contro la Federazione Russa, di salvare, proteggere e accogliere milioni di profughi e di sfollati tra cui tanti, troppi bambini!

Per questo abbiamo detto che è legittimo sostenere anche con le armi la Resistenza ucraina perché non soccomba, difenda la sua libertà e induca Putin a fermare la sua azione bellica.

Proprio le associazioni partigiane non possono dimenticare l’aiuto militare venuto alla Resistenza italiana ed europea dagli angloamericani che ha portato alla giornata della liberazione che oggi celebriamo.
A chi dice che non serve più la Nato o che la Nato si è troppo ampliata, rispondo che, proprio a causa di questa aggressione scatenata da Putin in Europa, due paesi neutrali come Svezia e Finlandia ma anche la Svizzera stanno valutando di entrare nella Nato e che le repubbliche baltiche stanno chiedendo alla Nato maggiori postazioni di difesa. Un vero autogol!

A chi ricorda che l’articolo 11 della nostra Costituzione recita che l’Italia ripudia la guerra aggiungo che continua dicendo “come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”: ovvero quello che fa Putin! Ma aggiunge anche che “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.” Ed è su questo che dobbiamo lavorare insieme in Europa!

Perché come europei e come democratici dobbiamo avere l’ambizione di operare sempre nella logica della costruzione della pace e della cooperazione internazionale. Dobbiamo capire che oggi l’orizzonte della nuova Resistenza è europeo: tra chi vuole promuovere libertà, democrazia e giustizia sociale e lavora per il progetto politico degli Stati Uniti d’Europa per la pace e lo sviluppo e chi insegue una politica di potenza anche con la forza e lavora contro la Ue. Per questo è importante il risultato delle elezioni in Francia anche per il futuro dell’Europa. Per questo si deve lavorare per sostenere la resistenza ucraina e in parallelo per una decisa azione diplomatica per la pace, a cominciare dalle nostre parole. Mi spaventa infatti un linguaggio che ormai si è impadronito dei media e della Politica nazionale e internazionale troppo bellicista, troppo focalizzato sui sistemi di arma e meno sulle strategie per la fine di questa guerra e di questi morti, meno sulla cultura del prendersi cura del mondo e della vita degli esseri umani! Anche se ci sono straordinarie testimonianze di solidarietà, sostegno e abnegazione. Penso ai 6000 religioso che sono restati in Ucraina per assistere anziani. Donne e bambini e penso ai tanti giovani volontari italiani impegnati. Ma mi sembra che una cupa rassegnazione stia dilagando invece di una vigile inquietudine e della ricerca di ogni via per far tacere le armi.
È un bene quindi che si levino dal Papa, da Assisi, dalle associazioni, dalla cultura, parole di pace e di riflessione sulla insensatezza della guerra ma sempre ricordando che basterebbe che Putin cessasse l’aggressione, che aprisse un varco ad un serio negoziato, e che tutti fossero disponibili, a partire dalla Ue, per avviare un confronto sugli assetti internazionali in una nuova logica di cooperazione internazionale e di sicurezza , a partire dalla disponibilità già espressa da Zelensky di non chiedere l’entrata nella Nato ma uno status di neutralità. E allora dobbiamo chiedere alla Ue, come tanti di noi hanno proposto in questi due mesi, di assumere una forte iniziativa unitaria per dare forza, visibilità e concretezza a iniziative serie per trovare le vie del cessate il fuoco, della trattativa per una pace che non sia però una resa.

La Ue deve dunque andare oltre le visite di questo o quel leader politico, deve designare un team di negoziatori autorevoli e credibili, non lasciando il tavolo a una improbabile trattativa asimmetrica tra aggressore e aggredito, o a interlocutori poco credibili, deve incalzare il Segretario generale dell’ONU Gutierrez, cercare alleanze anche con altri Paesi, con il Vaticano e altre chiese. Deve far capire al mondo che non siamo certo noi a non volere la fine di questa insensata guerra. Una guerra ai confini dell’Europa politica e dentro L’Europa geografica, insieme ai tanti conflitti “a bassa intensità” nel mondo (in particolare in Africa e nel Medio Oriente) a cui ci stiamo assuefacendo, pretende che la Ue assuma finalmente il ruolo di in attore globale con una accelerazione della Unione della politica estera e della difesa che le dia forza e capacità di autonomo giudizio politico , per non cadere nelle strategie belliciste di chi potrebbe perseguire altre finalità rispetto alla difesa dei resistenti o di chi usa la vita di persone innocenti come mezzo per affermare la propria supremazia.
La nostra azione di europei che vogliono anche aprire le porte ad una Confederazione degli Stati candidati deve essere dunque più audace, fortemente e visibilmente orientata al cessate il fuoco e alla pace e su questo mettere in difficoltà Putin.

Occorre che l’Unione europea senta la responsabilità che le viene anche dalla Resistenza, da quel 25 aprile e dai suoi valori di esercitare una leadership morale prima che politica assumendo una forte azione diplomatica per ridisegnare un nuovo assetto internazionale che riprenda la finalità del disarmo, dell’ampliamento della democrazia e della cooperazione internazionale. Perché se è evidente che una pace senza giustizia non è vera pace ma una resa, in ogni nostra azione dobbiamo avere la costruzione della pace come fine. Con le parole di Sant’Agostino come bussola: “Non c’è via per la pace, la pace è la via”.

Silvia Costa

ANPC Parma due importanti manifestazioni

Ricordato il partigiano Ferdinando Gavazzoli caduto il 19 aprile 1945. Nella foto anche il nostro Vicepresidente Nazionale Ferdinando Sandroni, con il nostro fazzoletto blu.

Il 23 aprile 2022 nell’ex carcere di San Francesco a Parma l’Anpc locale ha ricordato i tre agenti di polizia penitenziaria Capuano, Marchesano e Patrone fucilati con Lodovico Freschi, partigiano Fritz. I tre militari resistenti sono decorati di m.o.v.c.

Viva il 25 Aprile. COMUNICATO

COMUNICATO

In occasione della Festa della Liberazione, la presidente nazionale della Associazione Nazionale Partigiani Cristiani, Mariapia Garavaglia, richiama l’impegno a ricordare contestualmente la Resistenza del popolo ucraino che, con la loro indipendenza e democrazia, sta difendendo gli stessi valori per i quali i Partigiani italiani si sacrificarono.

Incontri, cortei, la marcia della Pace non tutti nella auspicata necessaria sintonia, per ricordare il 25 aprile di 77 anni, fa quando si concluse la Resistenza e trionfo la libertà.

Con la fine della guerra iniziò la vita democratica del popolo italiano e con la Costituzione, frutto della lotta partigiana,  si ricostruì’ l’unità del Paese, fondata su comuni valori, che la celebrazione della Festa della Liberazione  ogni anno richiama, non solo nel ricordo,  ma nell’impegno a continuare a difenderli.

Quest’anno la nostra Festa è segnata dall’angoscia per la guerra  nel cuore della Europa, una tragedia che ci costringe a riflettere sul valore di  democrazia, libertà, autonomia, autodeterminazione degli Stati; suona l’allarme perché non sono conquistati una volta per sempre. La Resistenza degli Ucraini è anche la nostra, perché stanno difendendo principi che non possono essere patteggiati. Il sostegno all’Ucraina deve essere senza riserve: cercare in tutti i modi qualsiasi percorso conduca al cessate il fuoco e poi al dialogo; esprimere massima solidarietà con accoglienza e con invio di ogni genere necessario alla sopravvivenza ed anche purtroppo  con l’ invio delle armi. Un popolo inerme sarebbe sopraffatto da un invasore, senza che possa resistere. La resa significherebbe la morte di un popolo e di una idea di democrazia e libertà.

Ci riconosciamo pienamente nelle parole usate dal Presidente Mattarella durante l’incontro al Quirinale con le Associazioni d’Arma e Partigiane.

La Resistenza Ucraina ci impone di affrettare il processo verso una Europa più unità, la patria di tante patrie, unite da valori fondanti che sono stati conquistati da tutte le resistenze europee e che hanno raggiunto la pacificazione quando fu avviata  la Ue coi trattati di Roma. Per questo è vera la esortazione  Resistenza ora e sempre. Viva la Resistenza, viva l’Europa.

Presentazione del libro “La Resistenza senza fucile” di Giovanni Bianchi – ANPC Milano

Nella mattina del 23 Aprile 2022 Carla Bianchi Iacono ha presentato il libro di Giovanni Bianchi “Resistenza senza fucile”, alla presenza dell’Assessore Valeria Borgese del Municipio 3 di Milano, presso il Circolo Acli di Lambrate (MI).

La vera Resistenza dei cattolici di Mirco Carrattieri. Verso il 25 Aprile

Pubblichiamo un bell’articolo dello storico Mirco Carrettieri su il Domani.

A Torino un giardino intitolato a Tina Anselmi

“Se mi guardo intorno vedo tanta gente che vuol fare propria, attraverso un gesto apparentemente semplice come la presenza, la più grande lezione della “staffetta Gabriella”: il suo disarmante e potente invito “a esserci” se si vuole cambiare il mondo”. Con queste parole, la mattina del 22 Aprile 2022, la presidente del Consiglio Comunale di Torino, Maria Grazia Grippo, è intervenuta alla cerimonia di intitolazione a Tina Anselmi del giardino che unisce via San Marino a via Buenos Aires.

Staffetta partigiana col nome di Gabriella, maestra, sindacalista, deputata e prima donna in Italia a ricoprire l’incarico di ministra, con delega alla Sanità, Tina Anselmi morì a 79 anni nel novembre 2016 a Castelfranco Veneto, dove nacque il 25 marzo 1927.

L’Anpc si congratula per l’iniziativa e auspica che questa importante figura sia sempre più ricordata e valorizzata.

Oggi a Cinisello Balsamo: una targa per Don Battista Testa

Oggi pomeriggio a Cinisello Balsamo, inaugurata targa al Prete partigiano Don Battista Testa. 

Presenti anche gli amici Anpc di Sesto San Giovanni e Monza.

Mariapia Garavaglia su Il Foglio

Oggi Bruno Olini avrebbe compiuto 100 anni

Oggi vogliamo dedicare la giornata al centenario di Bruno Olini l’indimenticabile combattente, papà di Cristina che con la Sua intensa attività in ANPC dimostra quale sia la Resistenza senza armi, oggi e sempre.  Onore e  gratitudine al Partigiano Olini! Viva la Resistenza!

Navigazione articolo