In ricordo di Giuseppe Berti a Piacenza il 7 Giugno
Alleghiamo volantino che ricorda l’occasione: alla Santa Messa, sempre in Chiesa, faranno seguito alcuni interventi che ne ricorderanno la elevata figura morale e civile.
Eletto deputato al Parlamento Italiano nella legislatura 1948-55, nei suoi interventi portò la sua attenzione in particolare sui problemi scolastici.
Si impegnò con fervore nella FUCI (1940-41) e, per molti anni, nell’Azione Cattolica della quale fu Presidente dell’Unione Uomini prima (1937/46) e poi Presidente Diocesano (1946/55); portò la sua parola di fervente educatore, animatore, evangelizzatore di giovani e adulti in tutta la diocesi, anche nelle piccole parrocchie di montagna.
Furono suoi amici e ammiratori: Giorgio La Pira, Carlo Carretto, Luigi Gedda, Raimondo Manzini, Giuseppe Lazzati.
Costituì a Piacenza, nel 1947 e lo diresse fino alla morte, il ROD: Reparto Operaio Diocesano dell’Associazione di Spiritualità Getsemanica fondata da Luigi Gedda: che mira alla formazione cristiana dei suoi membri, in vista di decisi impegni pastorali.
Nel 1939 fu fondatore e primo presidente della Conferenza di S. Vincenzo della parrocchia di S. Anna alla quale partecipò attivamente con grande fedeltà fino alla morte.
Pur essendo uomo di scuola, sentì fortemente i problemi del mondo operaio e vi si impegnò con dedizione, attraverso le ACLI che contribuì a fondare a Piacenza assieme all’ENAIP per l’istruzione professionale, operando sul piano organizzativo e formativo, con azione instancabile: corsi residenziali per dirigenti, scuola sociale di circolo, corsi mili¬tanti.
Fu fondatore e primo presidente dell’Istituto Storico Piacentino della Resistenza.
Abbondante e profonda la sua produzione scientifica, particolarmente orientata ai temi della realtà piacentina: il pensiero filosofico, il movimento cattolico, la resistenza e i problemi giovanili.
Il professor Giuseppe Berti è deceduto il 7 giugno 1979 in seguito alle conseguenze di un precedente investimento da parte di un’auto, davanti alla chiesa alla quale si recava per la messa giornaliera.
I funerali sono stati celebrati in Cattedrale, presieduti dall’allora vescovo mons. Enrico Manfredini, che nell’omelia mise in rilievo la “sincera fedeltà ai poveri e alla povertà” e il suo “profondo affetto per la comunione ecclesiale”.
La sua memoria è tenuta viva oggi dalla Casa Editrice Diocesana e dall’Istituto Culturale dell’Azione Cattolica diocesana che portano il suo nome.







