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8 settembre 2023: 80° anniversario della Difesa di Roma

“Oggi a Porta San Paolo si sono svolte le celebrazioni dell’80° Anniversario della difesa di Roma, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del Ministro della DifesaGuido Crosetto. Le commemorazioni si sono aperte con la deposizione di una corona d’alloro da parte del Presidente Mattarella alla stele commemorativa che ricorda i Caduti per la difesa di Roma e sono proseguite al Parco della Resistenza con la deposizione di una corona d’alloro al Monumento alla memoria degli 87.000 militari Caduti durante la Guerra di Liberazione. “Oggi ricordiamo un insieme di persone su cui si costruisce e parte, simbolicamente, la Resistenza italiana. Ma anche qualcosa in più: la futura Repubblica italiana. Perché qui combatterono persone di diverse idee politiche che poi hanno costruito la democrazia, la pace, la sicurezza e la prosperità della Patria, il Parlamento e la Costituzione repubblicana”. Così il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel suo intervento durante il quale, nel ripercorrere i tragici fatti di 80 anni fa, ha aggiunto: “Uomini e donne, con coraggio, il giorno in cui lo Stato è crollato e si sono ritrovati con i nemici in casa, non hanno avuto dubbi: hanno continuato a servire la Bandiera e la loro Patria”. “La pace e la democrazia, purtroppo, affondano molto spesso le loro radici nelle tragedie, nelle difficoltà, nelle guerre, negli scontri” ha aggiunto il Ministro Crosetto, spiegando che, grazie a quelle gesta di quegli uomini e donne, militari e civili, al coraggio dimostrato da quelle persone, nel momento più buio dello Stato italiano, è nato il futuro di pace che viviamo oggi. “Continueremo ostinatamente a difendere questo racconto della nostra storia patria, sapendo che sono quelli su cui abbiamo costruito il presente e su cui costruiremo il futuro” ha detto il Ministro che ha ringraziato le Associazioni combattentistiche e d’Arma presenti per il loro costante impegno a difesa della memoria. “Lo facciamo” ha concluso “perché sappiamo che c’è qualcosa più importante di noi: la nostra Repubblica, la nostra Costituzione, il nostro Paese”. Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco di RomaRoberto Gualtieri, l’Assessore RegionaleSimona Renata Baldassarre, il Presidente dell’Associazione Nazionale Combattenti Forze Armate Regolari della Guerra di LiberazioneGen. Enrico Pino, rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma presenti. Presenti, inoltre, il Capo di Stato Maggiore della DifesaAmmiraglio Giuseppe Cavo Dragone, i Vertici delle Forze Armate e della Guardia di Finanza, autorità civili, militari e religiose e numerosi cittadini”. (pubblicato sul sito ufficiale del Ministero della Difesa https://www.difesa.it/Primo_Piano/Pagine/8-settembre-80%C2%B0-Anniversario-della-difesa-di-Roma.aspx).

Per l’Anpc erano presenti il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi e l’Alfiere Lucia Scagnoli con il nostro medagliere. Qui sotto nella foto con il il Ministro Crosetto.

Mattarella depone due corone d’alloro a Porta San Paolo e al Parco della Resistenza, in occasione dell’80° anniversario della Difesa di Roma

A Ravenna per i 100 anni di Don Minzoni

Giovedì 31 Agosto a Ravenna la nostra Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia, assieme a Pierluigi Castagnetti ed Albertina Soliani coordinati da Aldo Preda hanno ricordato Don Giovanni Minzoni nel centenario della morte.

La registrazione dell’evento è stata fatta da Radio Radicale. Qui il link di tutto l’incontro: https://www.radioradicale.it/scheda/706909/festa-nazionale-dellunita-2023-cento-anni-di-don-minzoni

Questo il link dell’intervento della nostra Presidente Nazionale Mariapia Garavaglia: https://www.radioradicale.it/scheda/706909

Un momento importante per ricordare il sacerdote martire, per il quale la diocesi di Ravenna, la parrocchia di Argenta, l’Agesci, il Masci e gli Scout d’Europa hanno avviato la causa di beatificazione.

Don Giovanni Minzoni, nacque a Ravenna  il 29/06/1885 ed è da annoverare tra gli esempi più fulgidi di martiri per la libertà e per la democrazia. Morì il 23 agosto 1923 ad Argenta (FE), quando fu  aggredito da due squadristi fascisti e, a seguito delle lesioni riportate, perse la vita poche ore più tardi. Medaglia d’argento al valor militare nel periodo da cappellano durante la Prima Guerra Mondiale. Da sempre oppositore del fascismo, non mancò di mostrare la sua contrarietà ed opposizione al nuovo regime che si venne instaurando in Italia nel 1922. Non  condivideva nè l’ideologia nè i i loro metodi fortemente violenti. Sacerdote esemplare ed educatore dei giovani ai valori della libertà, della giustizia e della democrazia, aderì al Partito Popolare di Don Luigi Sturzo nell’aprile del 1923 divenendo indiscusso e autorevole punto di riferimento degli antifascisti di Argenta.

Un incontro sulla guerra in Ucraina a Piacenza

Segnaliamo l’incontro organizzato da CISL Piacenza-Parma insieme con l’associazione degli Ucraini, alla Biblioteca Passerini Landi di Piacenza sabato 9 settembre pv  alle ore 15.30  sul tema dell’aggressione della Russia all’Ucraina.

Come ANPC parlerà Mario Spezia, Consigliere Nazionale e Presidente Provinciale di Piacenza, per esprimere il parallelismo tra la Resistenza Italiana durante l’ultima guerra e l’impegno dei resistenti ucraini.

Anpc Cassano d’Adda: “Dopo 80 anni resta la forza della scelta”

Alla Festa di Reggio Emilia una serata su Benigno Zaccagnini

Organizzato dalla sezione reggiana dei Partigiani cristiani (ANPC) alle 21 di sabato 26 agosto, è stato presentato il libro “Caro Zaccagnini…” a cura di Aldo Preda, presidente del Centro studi Donati di Ravenna, città di Benigno Zaccagnini. Il sottotitolo “Lettere scelte ad un credente prestato alla politica” rivela l’impronta inconfondibile, quella dell’ispirazione cristiana, che ha contraddistinto Benigno Zaccagnini nei diversi campi in cui ha vissuto e operato, dall’associazionismo cattolico alla lotta antifascista, alla politica. Ne è testimone la prefazione del cardinale e presidente della Conferenza episcopale italiana Matteo Maria Zuppi.

Coordinati da Marcello Stecco, segretario ANPC Reggio Emilia, hanno dialogato con l’autore Pierluigi Castagnetti, presidente Fondazione Fossoli, Vasco Errani, ex presidente Regione Emilia Romagna, Albertina Soliani, presidente Istituto Cervi, e la figlia Livia Zaccagnini.

Concerto per l’8 settembre in ricordo dell’inizio della Resistenza Italiana

8 settembre 1943-2023. Appuntamento l’8 settembre alle ore 17:30 presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma.

RICORDANDO DANILO MORINI

COMUNICATO STAMPA: “I PARTIGIANI CRISTIANI RICORDANO DANILO MORINI. L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani (ANPC) sezione di Reggio Emilia esprime il proprio cordoglio per la morte dell’onorevole Danilo Morini  e, nel manifestare vicinanza alla famiglia, vuole ricordare  e fare memoria della figura  e della testimonianza  politica e civile che Danilo Morini ha offerto al servizio del Paese e della sua comunità, Castellarano, che ha servito come sindaco (il più giovane sindaco d’Italia), il suo impegno parlamentare e il fondamentale ruolo avuto nell’approvazione della Riforma Sanitaria e nella gestione di importanti strutture ospedaliere. A noi, infine, piace ricordare il ruolo assunto, dopo l’indimenticabile Romolo Fioroni, nella presidenza della Associazione Partigiani Alpi Apc e soprattutto l’impegno nel rilanciare l’Associazione Cristiana dei Partigiani cercando di  coinvolgere  giovani e  cittadini per ricordare e conservare  la memoria e il ruolo determinate che i cattolici hanno avuto sia nella Resistenza che nella fondazione della Repubblica e nella stesura della Carta  Costituzionale.

Beppe Pagani e Marcello Stecco, Presidente e Segretario ANPC Reggio Emilia”.

Il film RAI sulla storia di Don Giovanni Minzoni

OLTRE LA BUFERA”: DALLA MEMORIA ALLA SPERANZAUN NUOVO FILM CHE RICORDA L’IMPEGNO SOCIALE DEL MARTIRE DON MINZONI ASSASSINATO PER IL “NO” ALLA VIOLENZA IDEOLOGICA

Nella Giornata Internazionale dell’Educazione istituita dall’UNESCO, Rai Vaticano segnala un film ideato e prodotto da giovani professionisti con la regia di Marco Cassini, perché il male non si ripeta e il coraggio del bene si propaghi. E’ un “no” all’ideologia estremista per un “si” ai giovani, alla cultura, alla bellezza. E’ la storia di Don Giovanni Minzoni, ucciso un secolo fa, nel Ferrarese, per il suo coraggio di opporsi al regime e di promuovere i diritti fondamentali dell’uomo. Dopo l’anteprima al Festival del Cinema di Roma, il lungometraggio è candidato al David di Donatello 2020.

(https://www.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-09d45cfb-7401-4185-a92e-cdc93777e480.html)

23 agosto 2023. Giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i totalitarismi.

Richiamiamo l’attenzione sul 23 agosto, Giornata europea di commemorazione delle vittime di tutti i totalitarismi. È giornata internazionale, istituita dal Parlamento Europeo già dal lontano 2009, ma pure osservata al di là dell’Oceano come Black Ribbon day, “Giorno del nastro nero”, infine fortemente raccomandata dalla ormai storica Risoluzione del Parlamento Europeo datata 19 settembre 2019. Poco conosciuta in Italia e non è certo grata a chi governa attualmente.

23 agosto 2023: un secolo fa nasceva Puecher

Cento anni fa nasceva Giancarlo Puecher, partigiano cristiano, fucilato dai fascisti il 21 dicembre 1943.

Giancarlo Puecher Passavalli, partigiano cristiano, nasceva un secolo fa, il 23 agosto 1923, a Milano. Il padre Giorgio era uno stimato notaio di origini trentine: liberale e antifascista. Nell’estate del 1943 dovette trasferirsi con la famiglia in Brianza, a Lambrugo. Subito dopo la caduta del fascismo e in seguito all’armistizio, di fronte all’occupazione tedesca e all’usurpazione della Repubblica sociale di Mussolini, Giancarlo non esitò a passare all’azione, animato da spirito patriottico e da desiderio di libertà. Confidatosi con i sacerdoti che in zona già sostenevano la Resistenza, anche Puecher si fece partigiano, organizzando un gruppo di altri giovani come lui e portando a compimento atti per lo più dimostrativi, di disturbo e di sabotaggio, nei confronti dei nazifascisti. La sera del 12 novembre 1943 lui e l’amico Franco Fucci incapparono in un posto di blocco di militi repubblichini, nei pressi di Ponte Lambro: essendo in possesso di volantini antifascisti e di materiale esplosivo, il compagno tentò la fuga, rimanendo ferito. Puecher fu condotto in carcere a Como, dove presto furono rinchiusi altri partigiani del gruppo. Anche suo padre venne arrestato, colpevole “solo” di essere contrario al regime e di non aver saputo “educare” il figlio: deportato nei lager nazisti, Giorgio Puecher morirà di stenti a Mauthausen il 17 aprile 1945. La situazione già drammatica per Giancarlo precipitò il 20 dicembre 1943, dopo l’attentato a uno squadrista di Erba. I repubblichini decisero di condannare a morte Giancarlo Puecher. Al frate che lo confessò, Puecher consegnò una lettera per la sua famiglia, in cui si legge: «Muoio per la mia Patria. Ho sempre fatto il mio dovere di cittadino e di soldato Spero che il mio esempio serva ai miei fratelli e compagni… L’amavo troppo la mia Patria: non la tradite, e voi tutti giovani d’Italia seguite la mia via e avrete il compenso della vostra lotta ardita nel ricostruire una nuova unità nazionale». E infine: «I martiri convalidano la fede in una vera idea. Ho sempre creduto in Dio, e perciò accetto la sua volontà». Giancarlo Puecher venne fucilato a soli vent’anni nel cimitero nuovo di Erba il 21 dicembre 1943. Fu insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria, la prima, subito dopo la Liberazione.

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