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21 dicembre 2024 a Greccio per il Premio di Cultura “Santa Barbara”

Il video della presentazione del libro “babbo Sangiorgi”

Pubblichiamo il video dell’evento alla Casa della Memoria e della Storia in Roma del 4 dicembre 2024 della presentazione del libro: “babbo Sangiorgi”:

Mostra IMI – Città Metropolitana di Milano

Due mostre aperte sino al 15 dicembre al Circolo Arci Corvetto. Nel quartiere milanese al centro delle cronache degli ultimi giorni è in corso una doppia mostra sui Deportati, la nostra alla sua 12 replica in varie città e quella del Comune di Rho (MI).

L’altra Resistenza Storia e Memoria degli Internati militari Italiani è il titolo dell’iniziativa inaugurata il 7 novembre. Nella sala riunioni abbiamo anche promosso, assieme a Aned, Anpi, Anei un convegno di studio che si è svolto la mattina del 23 alla presenza anche di studenti delle superiori. 

Si sono susseguiti al tavolo dei relatori docenti di alcune Università milanesi, Valentina Villa della Cattolica ha fatto il quadro storico ricordando cifre impressionanti come il rapporto tra la popolazione di 40.000.000 e quello dei deportati concludendo che un italiano su 40 aveva avuto a che fare, direttamente o con un congiunto con la deportazione. Per quanto riguarda i militari essi sono stati confusi da “ordini segreti e fumosi” dall’inizio di settembre mentre Hitler aveva già pronti i piani d’invasione dell’Italia da mesi.

Tutta la dolorosa vicenda bellica ha fatto chiedere più volte e, come citate dalla Professoressa, anche dalle sorelle non gemelle Tatiana e Andra Bucci una assunzione di responsabilità di fronte non solo alla guerra ma anche alla Shoah che non è ancora stata pienamente fatta dal nostro Paese.

Il Professor Cuzzi della Statale, dopo un cenno alla liberazione della Corsica coi tedeschi “cacciati in mare” racconta dei militari italiani che si sono confrontati coi tedeschi a Gorizia ad esempio con una  battaglia sanguinosissima che vide 6.500 caduiti in meno di 4 giorni.

Fatti i conti solo 94.000 risposero alla  chiamata dei tedeschi, 114.550 vanno con RSI in corpi diversi. 10.000 furono tra dispersi e feriti e 681.000 deportati. Di questi 440.000, trattati malissimo, furono impiegati nelle fabbriche e fattorie. Negli altiforni e nelle miniere, senza caschi e protezioni, morirono tantissimi. La Professoressa Barbara Bracco, della Bicocca, puntualizza sulla memoria, che no può essere condivisa perchè le memorie restano in conflitto come succede in tutti i paesi liberi. Passa all’analisi di molti film e opere artistiche che hanno riportato le vicende degli IMI anche in poche scene o passaggi di racconti generali.

Ha presieduto il convegno il presidente Marco Brando della rinnovata sezione milanese dell’Associazione Nazionale ex Internati (A.N.E.I.) che, durante il suo intervento ha citato una proposta di legge per distinguere la Memoria degli IMI dal 27 gennaio mentre Luisa Ghidini Comotti, a nome di ANPC, ha ribadito la nostra opposizione per evitare di “dividere ulteriormente la Memoria della deportazione” che faticosamente stiamo mantenendo assieme.

Claudio Consonni

L’Anpc a Pieve Ligure ricorda il partigiano “Santo” ed il giornalista Stagno

S. Barbara celebrata dall’Anpc di Bergamo

Nella ricorrenza di S.Barbara, l’ANPC di Bergamo ha accolto l’invito della Ass. Marinai per partecipare alla celebrazione della S.Messa nello splendido Tempio dei Caduti a Bergamo Alta. È  stata una  messa suggestiva tra le mura celebrative del sacrificiodei caduti nelle guerre che ci stimola all impegno per la pace.

Tutti sotto lo stesso cielo: inaugurazione 8 dicembre a Roma

L’orafo trentino Settimo Tamanini, in arte Mastro 7, in occasione dell’anno giubilare, esporrà a Roma l’opera “TUTTI SOTTO LO STESSO CIELO, ALL’OMBRA DELLA QUERCIA DI MAMRE”, presso l’Oratorio di San Francesco Saverio del Caravita (accanto al Collegio Romano e a S. Ignazio).L’installazione consiste in una maestosa Quercia di 7 metri di altezza, in rame puro a fuoco soffiato, cesellato e fiammato, con un tronco da cui si innalzano tre rami protesi verso il cielo. L’opera trae ispirazione dall’episodio biblico (Genesi 18,1-8) della quercia di Mamre, dove Abramo accoglie tre viandanti forestieri, che si riveleranno inviati di Dio. L’opera afferma i temi e i valori dell’accoglienza, della pace, del rispetto dell’altro. L’esposizione ha anche il patrocinio della nostra ANPC.

L’inaugurazione avverrà nella Chiesa del Caravita (in Via del Caravita, 6 – Roma) domenica 8 dicembre 2024 alle ore 17,30.

Santa Barbara 2024, grande successo a Roma per il concerto della Banda Musicale Guardia di finanza

Successo per l’evento targato Santa Barbara nel Mondo a Roma Capitale il 4 dicembre con il concerto della Banda Musicale della Guardia di Finanza. La serata, realizzata con i Patrocini di Roma Capitale e ANCI Lazio presso la Basilica Santa Maria in Aracoeli, ha entusiasmato i presenti. Strepitosa la Banda Musicale del Guardia di Finanza diretta dal M° Colonnello Leonardo Laserra Ingrosso. Ha dato il benvenuto ai numerosi intervenuti, cittadini e religiosi, il consigliere delegato del sindaco, Mariano Angelucci. L’organizzazione ringrazia don Savino D’Amelio e don Cesare Faiazza responsbili dell’Ordine e dell’ Opera del Mezzogiorno d’Italia fondati da padre Giovanni Minozzi di Amatrice. Si è ricordata l’opera del cappellano militare durante e dopo la Grande Guerra. Si sono ricordate le popolazioni dell’amatriciano colpite dal sisma e invito alle Istituzioni a tenere le i riflettori sempre accesi. Un grazie a tutta la comunità Francescana della Basilica guidata da padre Massimo Cocci”.

Nell’occasione è stato conferito il PREMIO INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ “NEL FUOCO” al Corpo della Guardia di Finanza nel 250° anniversario della fondazione. A consegnarlo dott. Gianpiero Guerrieri Vice Presidente Associazione Santa Barbara nel Mondo e presidente sezione Roma Capitale. Ha presentato la serata Catiuscia Rosati.

(Articolo pubblicato su: https://www.rietinvetrina.it/santa-barbara-2024-grande-successo-a-roma-per-il-concerto-della-banda-musicale-guardia-di-finanza/)

Oscar, storie di una resistenza disarmata

Un volume di Carla Bianchi Iacono e Stefano Bodini ricostruisce, attraverso testimonianze orali e documenti, la storia di una delle organizzazioni di salvataggio attive a Milano nell’epoca della Resistenza, legata al mondo scout e cattolico e alla figura di don Andrea Ghetti «Baden»

di Stefania CECCHETTI su https://www.chiesadimilano.it/news/attualita/oscar-storie-di-una-resistenza-disarmata-2822494.html

Una storia che pochi, al di fuori del mondo scout, conoscono, ma che in realtà è una storia italiana. È la vicenda di Oscar, anagramma di «Organizzazione scout (poi modificata in soccorso) collocamento assistenza ricercati», sulla quale esce ora un volume prezioso: Oscar. Storie di una resistenza disarmata 1943-1945, scritto a quattro mani da due storici, Carla Bianchi Iacono e Stefano Bodini, e pubblicato nella collana «Edificare» dell’Ente Educativo Mons. Andrea Ghetti – Baden di Milano da Tipiscout Edizioni, casa editrice che di recente si è dedicata alla pubblicazione di testi di approfondimento sul metodo e sulla storia dello scoutismo.

Oscar era una delle tante organizzazioni di salvataggio attive a Milano nell’epoca della Resistenza, ma che ha un significato speciale per chi bazzica il mondo scout e quello cattolico. A darle vita furono infatti tre sacerdoti ambrosiani, don Andrea Ghetti, don Enrico Bigatti e don Aurelio Giussani. Il cuore e l’anima dell’impresa era però senza dubbio don Ghetti, ed è proprio grazie a lui, tra i fondatori anche del movimento clandestino scout della Aquile randagie con il nome di battaglia «Baden», che la storia di Oscar e quella degli scout sono profondamente intrecciate. 

Come tutte le organizzazioni fuorilegge all’epoca del Fascismo e poi della Resistenza, sappiamo di Oscar soprattutto dalle memorie orali di chi ne fece parte, in primis uno dei protagonisti, don Giovanni Barbareschi, scomparso nel 2018. Una frammentarietà aggravata dal fatto che per mettere in salvo i ricercati – ebrei, disertori della repubblica di Salò, prigionieri di guerra – veniva chiesta la collaborazione di volontari che però spesso erano coinvolti per portare a termine solo un pezzo dell’impresa, e questo per ragioni di segretezza e sicurezza. 

A partire dalla ricchissima raccolta di testimonianze compiuta negli anni scorsi da Vittorio Cagnoni, amico e primo biografo di don Ghetti, Bianchi Iacono e Bodini hanno condotto una ricerca storica approfondita per individuare fonti storicamente attendibili e contestualizzarle nella più ampia storia della Resistenza lombarda. Nel libro, infatti, alle pagine che raccontano degli avventurosi salvataggi sul confine lombardo-svizzero compiuti da Oscar, si alternano pagine stampate su fondo grigio sulla «storia grande», quella dell’Italia e del mondo che stava tribolando per uscire dalla guerra.
«Quella di Oscar fu un’esperienza complessa e frammentata. Il libro presenta una serie di episodi, la difficoltà è stata ricostruire il quadro generale. Un filo rosso che ci ha guidato è l’esperienza del giornale clandestino Il Ribelle», spiega Stefano Bodini.

Il collegamento tra l’esperienza di Oscar e Il Ribelle era Carlo Bianchi, imprenditore milanese, grande amico di Ghetti, cattolico impegnato, presidente della Fuci e fondatore di quella istituzione caritativa sollecitata dal cardinal Schuster nota con il nome di «Carità dell’arcivescovo». Bianchi fu catturato a causa di un delatore e morì martire nel campo di concentramento di Fossoli senza conoscere la sua figlia minore, Carla, che sarebbe nata poco dopo. Carla ha dedicato una vita a studiare l’operato del padre e degli altri 66 caduti nell’eccidio di Fossoli, la Resistenza e il ruolo in essa avuto dai cattolici e oggi co-firma questo importante lavoro su Oscar: «È stato pagato un prezzo molto caro per la libertà, la democrazia e la giustizia del nostro Paese – spiega -. Nel nord Italia la situazione dopo l’armistizio era terribile. A Milano si contavano i morti ammazzati per strada ogni giorno e le rappresaglie erano immediate e feroci, tanto da indurre il cardinal Schuster a scrivere una lettera al comando nazista perché lo scempio terminasse». 

Uno scempio che i protagonisti di Oscar, appartenenti al mondo cattolico, non potevano tollerare: «Nel caos in cui era piombata l’Italia dopo l’8 settembre – spiega Bodini – la Chiesa era rimasta uno dei pochi tessuti sociali a cui riferirsi. I ricercati si rivolgevano ai preti per essere messi in salvo. E il cardinal Schuster affermò apertamente che bisogna stare vicino ai bisognosi, implicitamente appoggiando l’opera di aiuto a queste persone».
Naturalmente fu un sostegno non violento, che mirava a salvare vite contro la distruzione imperante. «Senza la resistenza disarmata di Oscar ci sarebbero stati molti più morti – afferma Carla Bianchi Iacono -. Perché questo sacrificio non sia stato vano, abbiamo il dovere della memoria. Dobbiamo ancora conoscere a fondo quanto è avvenuto e farlo conoscere ai nostri figli e nipoti, perché possano costruire un futuro migliore a partire da quel sacrificio. Ma la memoria deve essere documentata. Il nostro libro è un piccolo contributo, anche se la ricerca delle fonti e della verità storica è per sua natura sempre incompleta, non finisce mai».

L’Anpc ricorda Eugenio Borgna

Si è spento il 4 dicembre 2024 all’età di 94 anni. L’ANPC ricorda Eugenio Borgna grande studioso e medico psichiatra ma anche come figlio di un partigiano cattolico dell’Ossola che si e’ salvato da giovinetto con una avventurosa fuga in Svizzera. Traferi’ la passione per la cura dei suoi anche nella cura dei suoi cittadini da sindaco della sua città, Borgomanero, cittadina del novarese che era stato terreno della Resistenza.

Ambrogino d’oro a Roberto Cenati

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani si congratula con Roberto Cenati per l’assegnazione della massima onorificenza milanese.

Classe ’52, antifascista fin da giovane, Roberto Cenati è stato impegnato per decenni nell’ANPI percorrendo tutte le tappe elettive dalla Sezione Monforte-Venezia. E’ stato il primo presidente non partigiano per ovvie ragioni anagrafiche. Eletto Presidente dell’ANPI provinciale di Milano il 5 luglio 2011 e riconfermato il 10 aprile 2016 e il 13 marzo 2022. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni divulgative sulla Resistenza e centinaia di interventi formativi nelle scuole oltre a quelli delle cerimonie commemorative e delle manifestazioni civili. In questi 13 anni ha anche ricoperto la carica di Presidente del Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano di Milano, fondato nel 1969 (durante la strategia stragista neofascista).

L’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Milano e Città Metropolitana ha avuto modo di apprezzare la sua volontà di guidare l’ANPI ad una sempre maggior apertura e riconoscimento delle varie forme in cui si è manifestata la Resistenza al nazifascismo.

Auspicando la sempre più convinta unità antifascista teniamo strette le date festiva dell’onorificenza con quella della Memoria del 12 dicembre.

Luisa Ghidini Comotti

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