25 aprile 2026
La Festa Nazionale della Liberazione quest’anno è la più diversa da quando è stata celebrata per la prima volta nel 1946. Dopo ottanta anni di pace in Europa dobbiamo constatare che in alcune parti del nostro continente si sta combattendo ancora in armi come in Ucraina, o attraverso le elezioni, perché si possano sconfiggere quegli attacchi alla democrazia per la cui conquista generazioni di giovani, cittadini donne, sacerdoti e religiosi hanno speso la vita. Perciò la presenza nelle piazze in questo 25 aprile ci chiede, se possibile, ancora maggior testimonianza. Dobbiamo alla Resistenza una gratitudine che si esprima con la più convinta difesa di quel prezioso dono che ci è stato tramandato: la libertà.
Assistiamo alla contraddizione più disumana, far valere la forza della forza, invece del diritto e del dialogo. Vogliamo assumere i continui richiami di Papa Leone a disarmare le parole e gli atti di odio come criterio del nostro agire.
Dobbiamo stimolare la partecipazione politica fatta di confronto e dialogo perché nella difesa dei principi sanciti nella Costituzione, risultato della Resistenza, siamo costruttori di pace.
Buon 25 Aprile!



