Il 22 aprile 2024 alle ore 17,00 presso la Casa della Cultura e dello Sport “Silvio di Francia” in Via Casilina 665 a Roma: ” I martiri Cristiani nei campi di sterminio”.
Di seguito la locandina dell’evento.

Il Movimento scout di Monza e Brianza, il Centro Documentazione Bolognesi, il gruppo Granis del Decanato di Monza, insieme alle Associazioni giovanili scout e alle Associazioni Partigiane, tra cui l’Anpc, hanno organizzato il giorno 20 aprile alle ore 15,30, presso la sala di lettura della Biblioteca di Carrobiolo, l’evento su: “Giovanni Minzoni testimone e martire per la libertà di educare. A 100 anni dalla morte e all’inizio del processo di Beatificazione”. Qui di seguito la locandina.

La presentazione della mostra su Enrico Mattei, avvenuta presso il circolo ACLI Falco a Casine di Ostra nella giornata di sabato scorso 13.04.2024 rimarrà aperta fino al 27 Aprile 2024.
ENRICO MATTEI – LA MEMORIA DEL RICORDO
Mostra Itinerante presso il Circolo ACLI FALCO di Casine di OSTRA con le foto più significative di Enrico Mattei
Il 13 aprile scorso, dopo la mostra effettuata presso l’ACLI U. Ravetta di Senigallia il 23.03.2024, presso il Circolo ACLI Falco di Casine di OSTRA/Ancona, si è aperta una ulteriore tappa della Mostra itinerante su Enrico Mattei, con l’organizzazione congiunta di FAP ACLI Ancona e della Sezione ANPC di Senigallia, sempre sotto l’egida di ANPC Nazionale. Questa volta a Casine di Ostra., dopo un iniziale saluto da parte del Presidente ACLI Falco, Lorenzo Mughetti, e della Segretaria Provinciale FAP ACLI Ancona, Carla Cocchi, si è proceduto alla proiezione delle parti principali del film di RAI 3 – Enrico Mattei: Ribelle per Amore.
A seguire si sono tenuti due interventi specifici sulla figura di Mattei: il primo, relazionato da Roberto Mancini un veterano di ANPC Sezione di Senigallia, è stato incentrato sulle doti di imprenditore e dirigente pubblico di Enrico Mattei, improntate ad un elevato “pragmatismo” ed una notevole capacità di cogliere le “opportunità” che il suo tempo gli ha presentato. Principi e doti che non sempre oggi si riscontrano nel palcoscenico politico-imprenditoriale attuale. Un tentativo si sta prospettando con il “Piano Mattei”, individuato dal Governo Italiano per la collaborazione con vari paesi dell’Africa ai fini di un loro sviluppo socio-economico e culturale; piano che dovrà essere però sviluppato e realizzato in modo compiuto, secondo lo spirito che aveva avuto a suo tempo Mattei.
Il secondo intervento è stato tenuto da Federico Uncini, ex-dipendente ENI ed esperto storico, sia sulla figura di Mattei, che sul suo coinvolgimento nella Resistenza partigiana in Italia e, soprattutto, nelle Marche. Dopo averlo presentato come partigiano-organizzatore nelle attività di resistenza partigiana nel territorio vicino a Matelica, Uncini ha illustrato la funzione che Enrico Mattei ha avuto nella Resistenza partigiana in alta Italia, in seno al CLN (Comitato di Liberazione Nazionale). Infine, dall’esperienza partigiana alla attività politica che lo ha portato poi ad essere un manager di Stato con il rilancio dell’AGIP, prima, e, alla fondazione dell’ENI, poi. Uncini ha infine elencato le strutture che Mattei ha contribuito, direttamente o indirettamente, a lasciare sul territorio marchigiano, tra cui: la Snamprogetti e la Tecneco a Fano, la Nuovo Pignone a Porto Recanati, l’Aquater a San Loreno in Campo, la Sogesta ad Urbino, la Ecoimpianti a Senigallia, ecc.
Nella fase conclusiva, Eraldo Raffaeli, Ex-dipendente di Saipem/Snamprogetti, nonché componente di ANPC e FAP ACLI Marche, oltre a menzionare come si è concretizzata la realizzazione della mostra itinerante su Enrico Mattei sia a Casine di Ostra che a Senigallia, si è soffermato sulle doti che ha avuto Mattei nell’analizzare il suo tempo e di prendere le iniziative vedendo molto più lontano, prevedendo già 50 anni fa gli sviluppi che l’Europa, l’Africa e il mondo intero, avrebbero avuto nei decenni successivi. Questo, unitamente alle doti umane e carismatiche che Enrico Mattei ha dimostrato di avere, sempre basate su principi di una misericordia cristiana, che lo portava a motivare al massimo i suoi collaboratori, inculcandone uno spirito combattivo e, soprattutto, la cultura del fare (doti peculiari e determinanti del Marchigiano). Raffaeli ha confermato che proprio in questo modo Mattei ha contribuito a creare dei gruppi fortemente uniti e solidali, sia in AGIP che in ENI, dove al centro c’era però l’individuo ed il suo benessere, non solo lo sviluppo economico della società.
Infine, Carlo Tortarolo di ANPC Senigallia, portando i saluti e i ringraziamenti di ANPC nazionale, sottolinea che la nascita dell’ENI può essere vista come un evento che, dal punto di vista economico, può essere paragonabile al Rinascimento dal punto di vista artistico. Grazie a Mattei l’ENI è diventata una vera rivincita italiana in quanto si è fatta conoscere in Italia, in Europa e nel mondo come protagonista e non come comparsa; anche per questo Mattei è da considerarsi il più grande italiano di tutto il ‘900 e non a caso è stato definito come l’Italiano più conosciuto al mondo dopo Cesare Augusto. Infatti, non ha avuto timore di mettersi in contrapposizione con i “padroni del vapore” angloamericani e francesi che avevano altri interessi rispetto a quelli di Mattei. Tortarolo conclude invitando tutti ad essere “partigiani”, e non tifosi, prendendo esempio da quegli italiani che come Mattei hanno permesso all’Italia di rialzarsi in piedi e camminare a testa alta con dignità. Questo perché serve una nuova generazione di partigiani italiani in grado di ricostruire un’Italia in cui la testa non debba più essere abbassata.











L’annuale celebrazione della Santa Messa a suffragio di don Giuseppe Borea, di Francesco Daveri, di don Giuseppe Beotti, di Giuseppe Berti, di Nato Ziliani, di Pino Fumi e di tutti gli amici che si sono battuti per il conseguimento ed il mantenimento della libertà e della democrazia nel nostro Paese, che ricordiamo in prossimità del 25 aprile, si terrà martedì 30 aprile pv alle ore 18.00 a Piacenza presso la Chiesa di San Vittore alla Besurica. Pubblichiamo la lettera del Presidente della Sezione Anpc di Piacenza, Mario Spezia:
Il 25 aprile 2024, nel 79° anniversario della Liberazione, alle ore 18,00 presso Palazzo Fascie Rossi nella Sala Bo la presentazione del libro: “I Militari Italiani nei lager nazisti” di Mario Avigliano e Marco Palmieri.
Interviene Mario Avigliano, autore del libro. Saluti di Maura Caleffi, Assessore alla Cultura. Modera Riccardo Pagliettini dell’Anpc Tigullio Sestri Levante.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
Il Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, ha preso parte alle seguenti cerimonie: ore 9.00 deposizione di una corona di alloro presso la targa posta in Via dei Quintili n.1; ore 9.30 deposizione di una corona di alloro presso il Monumento alle Vittime del Rastrellamento del Quadraro eretto all’interno del Parco 17 aprile 1944, con ingresso da Via Asconio Pediano; scoprimento della targa toponomastica “Via dei Deportati del Quadraro”.
Per l’Anpc era presente il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi.
“Il tempo rischia di far venire meno la memoria, il rischio dell’oblio è molto forte e non possiamo permettercelo. Lo dobbiamo a loro e a noi. Il rastrellamento del Quadraro è uno degli episodi più cupi della Roma occupata dai nazisti, e i fascisti collaboravano attivamente” ha ricordato il sindaco ai tanti studenti del territorio che hanno partecipato all’appuntamento organizzato al Parco 17 aprile 1944, davanti al monumento dedicato ai deportati. È stato, quello nel parco, il secondo dei tre eventi che le amministrazioni hanno dedicato al rastrellamento. La mattinata è infatti cominciata, con i minisindaci Mauro Caliste e Francesco Laddaga che, insieme all’assessore alla cultura del comune Miguel Gotor ed all’assessora della cultura della regione Renata Baldassarre, hanno deposto una corona a largo dei Quintili.
“C’era una battaglia tra chi voleva che vincesse Hitler e chi invece voleva un futuro di libertà, democrazia e giustizia. Questa battaglia ha attraversato la città e ha avuto momenti tragici, tra cui il rastrellamento del Ghetto, l’eccidio delle Fosse Ardeatine e, appunto, il rastrellamento del Quadraro. Da questa storia- ha ricordato Gualtieri – è nato il riscatto, l’idea di non limitarsi a contrastare, ma di essere diversi da loro. I cittadini di questo quartiere hanno messo a rischio la loro vita per regalarci un futuro migliore e noi lo dobbiamo ricordare e raccontare. Mai più nazismo, mai più fascismo, mai più discriminazione. Difendiamo la nostra Costituzione nata dalla lotta al nazifascismo. Viva i cittadini coraggiosi del Quadraro” ha dichiarato il sindaco, raccontando agli studenti che qui “C’erano persone, vostri nonni e bisnonni, coraggiosissime”. Duemila di loro vennero rastrellati. Alcuni, anche grazie a Don Gioacchino Rey, sono riusciti a scappare, ma almeno 683, stando all’elenco all’epoca compilato dal parroco, sono stati deportati nei campi di lavoro. La metà non ha fatto ritorno.







(Articolo pubblicato su: https://www.romatoday.it/politica/commemorazione-rastrellamento-quadraro-80-anni-targa-deportati.html )
ALATRI – 26 APRILE 2024
L’ A.N.P.C. per la
FESTA DELLA LIBERAZIONE
Ore 11 – Biblioteca comunale “Luigi Ceci”
Cerimonia di intitolazione della Sala conferenze a Carlo Costantini
Intervento del Sindaco di Alatri Maurizio Cianfrocca
Ore 11.30 “Celebriamo la Festa della Liberazione con l’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani”
Interventi di
Mariapia Garavaglia – Silvia Costa – Mario Costantini
Ore 16.00 – Santa Messa al Campo Le Fraschette di Alatri celebrata da P. Umberto Fanfarillo
Deposizione di fiori al monumento in ricordo degli internati al campo.

San Donato Milanese, 9 aprile 2024. L’altra Resistenza: Sacerdoti “Ribelli per amore”.Padre David Maria Turoldo, Giuseppe Lazzati, Don Giovanni Barbareschi, Don Aurelio Giussani, Teresio Olivelli
La bella iniziativa in cascina Roma, organizzata dall’Associazione Culturale Lazzati con ANPI e Comune, mi ha offerto l’occasione per inviare questo messaggio, per ricordare l’impegno che questi religiosi e non solo, hanno profuso per liberare l’Italia dal nazifascismo. In questo periodo, martoriato dalle guerre che ci sono attorno a noi, parlare dei Sacerdoti “Ribelli per amore” potrebbe sembrare fuori luogo ma, avvicinandoci al 25 aprile, Festa nazionale della Liberazione, torna alla memoria l’impegno che tanti sacerdoti, unitamente alle religiose, hanno profuso per vincere l’oppressione nazifascista. Occorre fare chiarezza e dire che l’impegno dei Resistenti cattolici cha hanno partecipato alla lotta armata è stato un impegno ma senza odio. L’impegno era di combattere ma senza odio: combatto perché è il mio dovere ma senza accanimento nei confronti del nemico e niente tortura. Al tempo stesso, se una persona era in difficoltà o in pericolo, era normale aiutarla, senza chiedere di quale fede era, a quale raggruppamento apparteneva: aveva bisogno e lo si aiutava. L’ANPC è sempre attenta affinché queste storie, a volte dimenticate, vengano alla luce. La Resistenza è stata fatta da tutta la popolazione che voleva vivere in libertà, che aiutava chiunque avesse bisogno; quindi non solo lotta armata ma anche senza fucile (pensiamo a quante persone i sacerdoti e gli istituti religiosi hanno aiutato, nascondendole e mettendo la loro vita in pericolo, pur di salvare i fuggiaschi. C’è un aspetto che si tende a dimenticare quando si parla di sacerdoti: le perpetue. Figura importantissima se pensiamo che proprio a loro veniva chiesto di curare le ferite, di nascondere i fuggiaschi, nutrirli, vestirli. Bisognerebbe rivalutare queste persone e ridare loro la giusta importanza, perché senza questa figura così importante, i sacerdoti non sarebbero riusciti a fare tutto quello che hanno fatto. Ringrazio nuovamente tutti per questa lodevole iniziativa.
Luisa Ghidini – Comotti
Claudio Consonni, che ha partecipato alla serata, ci consegna queste sue riflessioni:
Dopo la lettura da parte della conduttrice della serata è iniziata l’alternanza di voci di letture di ciascuno dei cinque personaggi ricordati, tra i tanti che hanno fatto la Resistenza, anche con accompagnamenti musicali. Omettiamo le telegrafiche presentazioni biografiche dei quattro noti, ma ricordiamo quanto segue: Turoldo, quando incontrando i giovani universitari a Brescia spiegò cosa avvenne a Piazzale Loreto nel 1944 perché “tutti voi conoscete Piazzale Loreto del ‘45”;
Lazzati: quante volte ha ribadito il no alla RSI e ai nazisti nel campo di internamento dove fu prigioniero;
Del giovane Giovanni Barbareschi, sacerdote dal ‘44, viene proposto un brano audiovisivo di conferenza in cui inneggia alla libertà;
Di Don Aurelio Giussani (nato a Baruccana di Seveso dove gli è stata dedicata la scuola media) dobbiamo riportare il tratto della biografia milanese perché molti dei presenti appartengono a famiglie che hanno radici nell’Appennino parmense dove questo sacerdote è stato cappellano militare. Era infatti insegnante nel Collegio Arcivescovile “San Carlo” di Milano e così coinvolto nell’Organizzazione Soccorsi Cattolici Ricercati Antifascisti da essere lui stesso ricercato. Come racconta nel suo diario, scelse l’Appennino dopo che la banda partigiana che conosceva bene e con cui collaborava nei Collegi e convitti cattolici di Varese, parimenti impegnati nei ricoveri e negli espatri clandestini, fu sconfitta sul Monte San Martino con molte vittime, e riparò in Svizzera.
Di Olivelli viene letta con accompagnamento musicale la “Preghiera del ribelle”.
La signora Broglia chiede al sindaco Squeri un breve intervento e lui legge un brano del diario partigiano, scritto a Drusco tra il maggio e giugno del ‘45, del padre in cui è molto chiaro il rapporto quasi fraterno tra partigiani e sacerdoti come Don Viviani nelle montagne dell’Appennino.
Prima di concludere è intervenuta una signora che ha raccontato alcune vicende familiari sul “fronte orientale” (in particolare facendo riferimento ad uno zio prete molto attivo sin dagli esordi dello squadrismo fascista) che, a detta degli organizzatori, saranno oggetto di ulteriori approfondimenti.
Claudio Consonni



Per festeggiare il 79° anniversario della Liberazione a Sestri Levante (GE) un appuntamento da non perdere il 20 aprile 2024 alle ore 10,00 presso Palazzo Fascie Rossi – Sala Bo. La cittadinanza è invitata a partecipare alla presentazione del libro: “Angela Gotelli. Dalla Resistenza alla Costituzione” di Nicola Carozza. Saluti di Maura Caleffi, Assessore alla Cultura. Intervengono: l’autore Nicola Carozza , docente ISSR e lo storico On. Egidio Banti. Modera Umberto Armanino, Presidente Anpc Tigullio e Sestri Levante.