ANPC Nazionale

Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Conte a Stazzema

Il discorso antifascista di Conte era un po’ stonato perché privo della logica che con la Liberazione e la Resistenza gli Italiani hanno esercitato. Ricordo per tutti il discorso di De Gasperi al Congresso dei comandanti partigiani il 28 ottobre 1950, che purtroppo mantiene tremenda attualità.

“La situazione internazionale anche oggi e anche domani dovremo in parte subirla e vi prego di tenerlo sempre in mente. Quando incomincerete a criticare la attività di un Governo o di un rappresentante, ricordatevi che le situazioni non si risolvono con le parole. L’Italia è un Paese moralmente altissimo; la nostra forza sta nella nostra civiltà, nella nostra energia morale. I rapporti di forza materiale non  ci sono spesso favorevoli. Allora bisogna girare gli ostacoli e adattarsi. Ma arriva un momento in cui si impone il dovere morale di difendere il carattere di una Nazione, la dignità di un popolo. Ed allora, diamo contenuto a questa parola di patriottismo, a questa parola di Nazione, diamo un contenuto che si inquadri nei nostri valori storici e sopratutto questa parola applichiamola al popolo. Non è più il momento di decidere delle questioni in piccola cerchia o rappresentanza di classe (…) vi sono stati degli errori, delle disgrazie, delle sconfitte. Forse, più che altro, degli errori. Ma oggi la Nazione si riarma. Bisogna che lo facciamo per la nostra difesa. Lo facciamo tenendo conto delle necessità popolari e delle riforme sociali”.

Ma fu anche un Padre della Patria che aveva lottato per una difesa europea: di difesa! Come sarebbe diversa la situazione oggi.

Purtroppo i nostri rappresentanti non hanno tempo di studiare la storia, altrimenti  un precedente raccontato da  De Gasperi stesso li farebbe sentire poco lungimiranti:

“ Si è fatto dell’ironia – ha detto poi l’on. De Gasperi – sul mio incontro con il gen. Eisenhower. Io mi sono felicitato per il fatto che Eisenhower, venuto in Europa dopo aver lasciato la presidenza della sua Università, abbia subito compreso il problema europeo. Egli in sostanza ci dice: se volete resistere non soltanto di fronte alla Russia, ma anche di fronte all’America, voi dovete unirvi. Eisenhower ha già un esercito di coalizione, secondo i piani della NATO; ma noi – nei nostri sforzi per la federazione europea – ci richiamiamo agli esempi della nostra storia, ai precursori come Mazzini e Cattaneo e tanti altri. E allora, di fronte alla campagna che si svolge da qualche parte, dovremmo dire che anche Mazzini era filo-americano perché voleva la federazione europea?” ( Roma 31 dicembre 1951).

«Non si tratta soltanto di impedire la guerra fra noi, ma anche di formare una comunità di difesa. Non si tratta di minacciare o di conquistare, si tratta di scoraggiare qualsiasi attacco dall’esterno spinto dall’odio contro un’Europa unita” (31 dicembre 1951, Comunità Europea).

Navigazione ad articolo singolo

Lascia un commento