Anche Bergamo ha celebrato il Giorno dell’Unità nazionale e delle forze armate. In piazza Vittorio Veneto, davanti ai rappresentanti delle forze dell’ordine e delle associazioni combattentistiche, il Prefetto Luca Rotondi ha letto il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
L’ANPC di Bergamo ha partecipato alle cerimonie del 1 novembre al cimitero dove abbiamo ricordato le vittime del Covid e tutti i deceduti delle guerre. Il Comune ha dedicato il 2 Novembre un concerto “il REQUIEM di MOZART e il 4 novembre a cerimonie in città alta (rocca ) e città bassa ( torre dei caduti) con deposizione delle corone d’alloro e discorsi delle autorità. Il labaro dell’ANPC sempre presente.
Questa mattina alle 9 il Capo dello Stato, in occasione della Giornata delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale, è stato all’Altare della Patria con le più alte cariche del Paese per la deposizione di una corona di alloro alla tomba di quel milite ignoto, simbolo dei caduti italiani in tutte le guerre. Mattarella ha ricevuto gli onori da un battaglione interforze schierato in Piazza Venezia. Dopo la deposizione della Corona il passaggio delle frecce tricolori.
Presenti per l’Anpc il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi, il Socio Giuseppe Di Fede e l’Alfiere Lucia Scagnoli con il medagliere dell’Associazione.
La dichiarazione della Presidente Nazionale, Mariapia Garavaglia: “Col rammarico che non sia più giornata festiva di celebrazione nazionale, ANPC richiama con gratitudine il ricordo di centinaia di migliaia di caduti e dei reduci di una guerra ‘inutile strage, che con la vittoria ha preparato purtroppo le permesse per una successiva altra tremenda guerra mondiale. La difesa dei confini invece dei diritti inviolabili delle persone conduce anche alle attuali stragi. Siamo grati e riconoscenti alle nostre Forze Armate che svolgono il loro dovere in patria all’estero nel segno delle finalità proclamate nella Costituzione. Giova ricordare che l’articolo 11 della nostra Costituzione limita l’uso delle armi alla difesa perché “ripudia la guerra“ e pertanto dobbiamo continuare a difendere la pace come è stata protetta in Europa col sogno della sua Unione come patria federale comune. Le celebrazioni in giorni feriali non consentono la partecipazione dei cittadini e man mano si perde l’attenzione ai valori che le Forze Armate interpretano anche con la loro presenza in teatri di crisi all’estero. Crediamo debba essere ripristinato il giorno festivo. Oggi perciò auspichiamo la realizzazione di una difesa comune come pensata da De Gasperi per difendere libertà e democrazia. Viva le Forze Armate, viva l’Italia, viva l’Europa!”.
Pubblichiamo il Manifesto per la Giornata dell’Unità nazionale delle Forze armate della Confederazione Italiana fra le Associazioni Combattentistiche e Partigiane.
80° anniversario della Repubblica Partigiana d’Ossola. Il 25 ottobre 2024 alle ore 18,00 presso la Casa della Memoria e della Storia in Roma per la presentazione del libro “Il mio comandante Alfredo Di Dio. Biografia del Comandante della Divisione Valtoce nella Resistenza” di Grazia Vona e Margherita Zucchi. Modera Silvia Costa, Vicepresidente Nazionale ANPC. Dialoga con le autrici Gianfranco Noferi, Consigliere Nazionale Anpc. Pubblichiamo il video dell’evento.
La guerra è ancora intorno a noi, oggi dobbiamo fare i conti con questa realtà mentre rendiamo omaggio ai nostri caduti. Una circostanza che ci ferisce e ci ricorda nel tempo stesso la necessità e il senso di questa ricorrenza”. Queste le parole del sindaco di Piacenza, Katia Tarasconi, al termine della cerimonia di commemorazione dei caduti per la patria, che si è tenuta nella mattinata del due novembre al Famedio del Cimitero urbano, organizzata dall’Amministrazione comunale d’intesa con Prefettura e Comando militare.
Nell’omelia durante la messa il cappellano militare don Pietro Campominosi ha ricordato: “Sentiamo il dovere di ringraziare i caduti, perché hanno dato la vita per valori alti. Una vita è davvero ben spesa solo se non viene vissuta egoisticamente. Ancora una volta, dai nostri caduti ci giunge il monito che non basta limitarsi a non fare del male, ma occorre fare del bene. Ricordiamo con commozione e gratitudine chi si è sacrificato per la pace”
Alla cerimonia erano presenti autorità civili e militari oltre ai rappresentanti delle associazioni locali.
Era presente la delegazione ANPC Piacenza con il presidente Mario Spezia, l’alfiere Giuseppe Ardizzi con la bandiera ed i membri del direttivo: Enzo Caprioli e Salvatore Scafuto, che è anche consigliere comunale di Piacenza. Li vediamo nella foto in cui sono ritratti assieme ai rappresentanti della Pubblica Assistenza Croce Bianca con lo stendardo, alla sindaca di Piacenza. Katia Tarasconi, alla presidente della Provincia, Monica Patelli, al Prefetto Paolo Ponta, al Questore, Ivo Morelli ed al comandante del presidio militare.
Cerimonie a Borgo Valsugana in ricordo di Alfredo Dall’Oglio, martire europeo della Resistenza
Mercoledì 30 ottobre, Borgo Valsugana (TN) ha ricordato il compaesano Alfredo Dall’Oglio (Borgo Valsugana, 6 luglio 1921 – Berlino, 31 ottobre 1944),morto martire in un campo di lavoro nazista a Berlino a soli 23 anni. Di lui è in corso la causa di beatificazione, insieme ad altri 50 francesi (preti, seminaristi e operai) morti nelle medesime circostanze “in odium fidei“.
Alfredo Dall’Oglio, in alcune pubblicazioni recenti, è stato definito “martire europeo della Resistenza” (C. Molette, Fredo Dall’Oglio, jociste, martyr européen, Socéval Éditions-édition bilingue, 2005, p. 32; G Grosselli, Fuochi accesi, i cattolici e la Resistenza nel Trentino, Vita Trentina Editrice, 2013, p. 60).
Nel teatro dell’Oratorio Bellesini, alla presenza dell’arcivescovo Lauro Tisi e del sindaco di Borgo Valsugana Enrico Galvan, è andato in scena il recital dal titolo “Alfredo Dall’Oglio, martire europeo” che ne ripercorre la biografia, su testo curato da don Piero Rattin. Giovedì 31 ottobre, è stata collocata in via Gora 21, davanti alla casa natale di Alfredo, una «pietra d’inciampo». Alla presenza di autorità locali civili e militari, l’assessora Mariaelena Segnana ha ricordato come questa è la prima pietra d’inciampo che viene posata a Borgo e ha proseguito con un ricordo del martire. Sappiamo che la pietra è nata nel 1922 da un’idea dell’artista tedesco Demnig per ricordare in Europa le vittime del nazifascismo. Ogni volta che passeremo davanti ad essa ricorderemo il giovane martire Alfredo. Egli possedeva due nobili virtù. La prima è la mitezza e in quella fabbrica dell’orrore dove ha terminato la sua vita, non voleva dire debolezza, ma calma e bontà. La seconda è la tenerezza, perché viveva amando il prossimo. Ci auguriamo che l’esempio delle sue virtù si espanda nel paese. Vengono lette testimonianze della vita di Alfredo, vissuta con la pratica del Vangelo. Il prete, che gli fu vicino nel momento della morte, ha lasciato detto: «Ha offerto la sua vita a Cristo». Queste parole sono importanti per la causa relativa alla sua beatificazione. Il sindaco di Borgo Enrico Galvan ricorda che la storia del cristianesimo parla dei martiri sin dai primi secoli. Negli anni della Seconda guerra mondiale Hitler voleva abbattere il Cristianesimo, perché predicava l’etica, l’amore e la tolleranza. Alfredo ha vissuto a Parigi con la famiglia emigrata. Non poté studiare, perché erano poveri. A 16 anni dopo aver trovato lavoro come preparatore in farmacia si iscrisse all’associazione Gioventù Operaia Cattolica e operò attivamente. Nel 1943 dovette andare in Germania per il servizio lavorativo obbligatorio. Nello stesso anno Hitler emanò il «Decreto di persecuzione contro chi faceva apostolato cattolico». Nel giugno del 1944 Alfredo, con altri, fu arrestato e incarcerato. Il 9 settembre fu trasferito nel lager Wuhlheide, vicino a Berlino, dove le condizioni di vita erano disumane. Fu picchiato e torturato fino alla morte, che avvenne il 31 ottobre 1944.
Una parente di Alfredo ha posato la pietra. È ricoperta con una lamina di ottone con incise le informazioni biografiche.
Il parroco don Roberto Ghetta la ha benedetta, dicendo: «A questo giovane martire della fede, testimone del giusto cammino, dobbiamo memoria e rispetto. D’ora in poi conosceremo di più Andrea Dall’Oglio».
Martedì 5 novembre alle 20.30 in municipio a Borgo Valsugana verrà presentata una relazione su “Dall’Oglio fra i trentini deportati nel terzo Reich (1939-1945)” a cura di Lorenzo Gardumi (Fondazione Museo Storico).
Oggi 2 novembre 2024 alle ore 10,00 presso il Sacrario Militare del Cimitero Monumentale del Verano la commemorazione in ricordo il giorno dei morti in memoria di tutti i caduti nelle guerre la 1° e la 2° mondiale. Deposizione di una corona di alloro e S. Messa officiata da Santo Marcianò, Ordinario Militare.
Per l’Anpc presenti il Consigliere Nazionale Aladino Lombardi e l’Alfiere Lucia Scagnoli con il medagliere dell’Associazione.
Pubblichiamo un articolo di Gian Paolo Bergamaschi di Codogno, in merito al ricordo di Matteotti di sabato 26 ottobre 2024 a Codogno.
GIACOMO MATTEOTTI VIVE – Conversazione con Gianni d’Amo
Sabato 26 ottobre alle ore 16,30 in Via Carducci 44, il Circolo di Codogno del Partito Democratico e la Fondazione Antonio Taramelli di Lodi hanno organizzato un incontro per ricordare il centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti. Significativa è stata l’adesione a questo incontro dell’Associazione Nazionale Partigiani Cristiani di Codogno, delle sezioni ANPI di Codogno, ANPI di Maleo, ANPI del Grande Fiume e l’ANCR di Codogno, che testimoniano e rinnovano la condanna di quell’efferato omicidio. E’ stato questo un appuntamento sollecitato da parecchi cittadini: essi hanno chiesto di non dimenticare questa importante figura che non si adeguò alle scelte che portarono alla dittatura (e di conseguenza al coinvolgimento dell’Italia nella seconda guerra mondiale).
Per conoscere questo personaggio, è stato invitato in città il prof. Gianni D’Amo, il quale nella conversazione ha ricostruito i passaggi più significativi della vita di questo deputato: il lavoro, le scelte e i confronti accesi che vennero soppressi con la sua uccisione avvenuta il 10 giugno 1924 per opera di una squadra fascista, tra le cui file c’era anche il lodigiano Albino Volpi.
“Giacomo MATTEOTTI – Vive”: questo il titolo dell’evento durante il quale il relatore ha scelto di far conoscere il personaggio di Matteotti che ha preceduto il suo brutale assassinio. Il numeroso pubblico presente non ha voluto perdere tutti momenti della vita di questo “eroe della politica antifascista”, rimanendo ad ascoltare per ben due ore. La sua è stata una vita dedicata al servizio prima del suo territorio rodigino e poi nel parlamento a Roma. La sua uccisione è stata l’ultima violenza che ha dovuto subire. Picchiato più volte, costretto a non rendere pubblica la sua residenza, allontanato dalla famiglia, umiliato e poi barbaramente ucciso: le sue ripetute denunce su quello che stava accadendo sono sempre state sottovalutate.
Al termine della “conversazione” si è tenuto un dibattito ricco di testimonianze che ha contestualizzato i fatti di allora con quello che sta accadendo oggi non solo in Italia, ma anche in Europa. Per l’occasione è stata ospitata la Valigia della Resistenza: arrivata da Cremona si fermata in città il 26 ottobre, per poi riprendere il suo viaggio a Casalpusterlengo presso la sede dell’ANPI, quindi per Cavriago (Reggio Emilia), dove ha chiuso il suo viaggio alla Casa del Popolo a Traversetolo (Parma).
In occasione del centesimo anniversario della morte di Giacomo Matteotti, l’artista codognese Pietro Belloni ha realizzato un ritratto del parlamentare che è stato esposto durante l’incontro. Al termine dell’iniziativa, il Circolo codognese del Partito Democratico ha offerto ai presenti un aperitivo a base di prodotti lodigiani: in questo momento il relatore è stato accerchiato dai presenti, i quali hanno voluto ringraziarlo personalmente per l’interessante e ricca testimonianza. B.G.P.”.
L’amministrazione comunale di Lugagnano Val d’Arda (PC) ha ricordato, lo scorso 19 ottobre, lo storico sindaco prof. Aldo Lombardelli dedicandogli la sala consiliare del Comune. La cerimonia ha rappresentato un omaggio ad un uomo che ha lasciato il segno. Lombardelli, venuto a mancare nel 2023, fu diacono (ha svolto il ministero nelle parrocchie dell’alta Valdarda), professore di lettere alle scuole medie, preside, impegnato fin da giovane in politica nelle fila della Democrazia Cristiana e sindaco di Lugagnano per oltre trent’anni: dal 1973 al 1994 e dal 1999 al2009. «Un momento voluto da molti amministratori del passato e attuali: dopo la raccolta firme e l’autorizzazione dalla prefettura, possiamo procedere», ha sottolineato l’attuale sindaco Antonio Vincini. Per il paese, Lombardelli si spese su vari fronti, soprattutto nel sociale: dalla Caritas al centro educativo per adolescenti, a cui diede vita con le suore salesiane, nonchè presidente della cooperativa Santa Franca che gestisce la casa di riposo di Morfasso.
Presenti alla cerimonia alcuni sindaci della vallata ed il rappresentante del Comune di Piacenza, Salvatore Scafuto, oltre a rappresentanti di enti ed associazioni tra cui il presidente provinciale ANPC, Mario Spezia.
Nel suo intervento Mario Spezia, ritratto mentre sviluppa il proprio discorso, ha voluto sottolineare come Aldo Lombardelli, classe 1942, abbia rappresentato la continuità di valori e di pensiero dei cattolici piacentini che hanno combattuto per la libertà, ereditando da loro non solo la passione per l’impegno politico ed il servizio disinteressato verso la comunità, ma la necessità di assunzione di responsabilità diretta per affrontare, in prima persona, le sfide quotidiane; accettando di rispondere alla chiamata che, da cattolico, la propria coscienza gli ha rivolto: “adesso tocca a te, nessuno può fare quello che devi fare tu”.
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