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Commemorazione eccidio di Rio Farnese – Bettola (Pc)

Tra novembre 1944 e gennaio 1945 la XIII Zona (corrispondente alla Provincia di Piacenza) viene investita da un’imponente rastrellamento in funzione antipartigiana. Nel gennaio del 1945 le scuole elementari di Bettola (PC), situate in Piazza Colombo, erano utilizzate dai nazifascisti come centro di raccolta dei tanti prigionieri catturati nelle operazioni di rastrellamento eseguito dalle truppe dell’Infanterie Regiment 329 coadiuvati da uomini della 162.a Divisone Turkestan, approfittando tra l’altro della neve eccezionalmente abbondante che rendeva difficile l’occultamento.

Nella giornata di venerdì 12 gennaio 1945 un gruppo di circa venti (le fonti oscillano sempre tra i 20 e i 23) prigionieri viene prelevato dalle scuole, fatto spogliare, e condotto nella vicina località di Rio Farnese, lì vengono uccisi uno ad uno con un colpo di pistola alla nuca da un ufficiale tedesco che la memorialistica locale e le memorie orali sono concordi nell’individuare nel Sergente  Maggiore Holler.

L’eccidio di Rio Farnese è tra le motivazioni che hanno portato al conferimento della medaglia d’argento al Valor Militare al Comune di Bettola.

In occasione dell’80° anniversario dell’eccidio, il Comune di Bettola in collaborazione con ANPI Piacenza e ANPC Piacenza. Domenica 12 Gennaio 2025 alle ore 10.30, presso il monumento eretto proprio in località Rio Farnese in Comune di Bettola (Pc), organizzano l’annuale commemorazione, con il programma di cui alla locandina allegata.

L’orazione ufficiale verrà tenuta da Luca Quintavalla, consigliere Regione Emilia Romagna e iscritto ANPC.

Santa Maria della Versa: Convegno e mostra per non dimenticare Teresio Olivelli

Don Borea sul quotidiano di Piacenza Libertà

Pubblichiamo un articolo uscito sul quotidiano di Piacenza “Libertà” intitolato: “Don Borea, la causa di beatificazione alla Conferenza Episcopale regionale”, che illustra come la Conferenza Episcopale Emilia Romagna stia valutando se e come affrontare le varie proposte di avvio di cause di beatificazione, tra cui quella del piacentino Don Giuseppe Borea proposta da Anpc Piacenza, relative ai sacerdoti uccisi durante la Resistenza dai nazifascisti.

L’Anpc si stringe attorno al dolore per la scomparsa di Angelo Bendotti

E’ venuto a mancare Angelo Bendotti. Bendotti è stato un valente e rigoroso storico, interlocutore attento anche dell’Anpc di Bergamo e lombardo e proprio in queste ultime settimane era uscita la sua ultima pubblicazione “Stanotte mi fucileranno”, una interessante biografia di Giorgio Paglia di Alzano Lombardo, l’eroe della Resistenza bergamasca fucilato a 22 anni nel dopo aver rifiutato la grazia a lui concessa in quanto figlio di un decorato medaglia d’oro della guerra fascista in Etiopia. Interessante come Angelo Bendotti, attraverso una ricerca accurata che ha attinto alle lettere inedite scritte dalla madre di Giorgio, un vero e proprio diario, messe a disposizione dal nipote Guido, e quelle alla fidanzata, ricostruisca la  profonda fede cattolica di Giorgio Paglia, riconoscendo con onestà intellettuale come questa sia stata “un non detto che mai avrei immaginato di scoprire, rimasto a lungo nell’ombra forse perchè non si riusciva a spiegare come un ragazzo così credente potesse arrivare alla lotta armata. Come se una cosa in qualche modo disturbasse l’altra”.

Un grato ricordo, una preghiera e vicinanza ai suoi cari, una grave perdita per tutti noi.

Condividiamo ed appoggiamo il comunicato stampa del Presidente dell’Istituto Parri Paolo Corsini sulla scomparsa del Presidente dell’ISREC di Bergamo, Angelo Bendotti, avvenuta il 23 dicembre 2024: “Siamo profondamente addolorati per l’improvvisa scomparsa di Angelo Bendotti, figura storica dell’Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, che ha presieduto fino a oggi. Studioso insigne della Resistenza, dell’antifascismo e della seconda guerra mondiale, ha firmato significativi contributi che hanno arricchito il panorama della storiografia nazionale: Bendotti, che è stato segretario generale dell’Istituto dal 1996 al 1998 sotto la presidenza di Rochat, ha costituito per l’intera rete Parri un ineludibile punto di riferimento oltre che per le sue doti di studioso, anche per la sua attenzione alla salvaguardia e conservazione delle fonti e le sue capacità come organizzatore culturale e promotore di iniziative. Fresco di stampa per Il filo di Arianna, il suo ultimo volume “Stasera mi fucileranno. Giorgio Paglia 1922/1944”, a cui Bendotti teneva molto. Con la sua scomparsa perdiamo una delle voci più stimolanti e significative: Angelo lascia un’eredità preziosa che non dovrà essere persa ma anzi valorizzata, ancor più in un momento importante e delicato per l’Istituto bergamasco che si è appena trasferito nella nuova sede. Ci stringiamo con un affettuoso abbraccio alla moglie, ai familiari e alle colleghe dell’Istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea. Il Presidente
Paolo Corsini insieme agli organi direttivi e allo staff dell’Istituto nazionale Ferruccio Parri”.

Premio di Cultura S. Barbara 2024 a Greccio

Il video del 21 dicembre a Greccio:

Cattolici e Resistenza, a Greccio il Premio “Santa Barbara 2024”

Riflessione e memoria storica protagoniste il 21 dicembre 2024 a Greccio, dove alle 18 si è svolto l’incontro dedicato al contributo dei giovani di Azione cattolica alla lotta partigiana contro il nazifascismo. A ricevere il riconoscimento il ricercatore Andrea Pepe per il suo libro «Sparate ma non odiate».

Cattolici e Resistenza, il tema al centro dell’incontro che si è svolto sabato 21 dicembre a Greccio, per l’assegnazione del Premio di Cultura “Santa Barbara 2024”, ideato e realizzato dell’Associazione Culturale Santa Barbara nel Mondo assieme all’ANPC, l’Associazione nazionale dei partigiani cristiani, che su impulso del suo fondatore, il presidente dell’ENI Enrico Mattei, scelse la martire sabina, già patrona dell’Ente nazionale idrocarburi, come propria protettrice. In coda alle iniziative svolte a contorno della festività della patrona della diocesi reatina, l’iniziativa, che si avvale del patrocinio del Comune di Greccio, si è svolta nel pomeriggio del 21 dicembre, alle 18, nella Sala Giovanni Velita, al centro storico del borgo grecciano (nelle vicinanze della chiesa parrocchiale San Michele Arcangelo).

A ricevere il Premio, il ricercatore Andrea Pepe, per il suo libro intitolato «Sparate ma non odiate». La legittimazione della lotta armata nella Resistenza dei giovani di Azione cattolica. Una pubblicazione dell’Ave, l’editrice dell’Azione cattolica italiana, nell’ambito degli studi sulla storia dell’associazione a cui l’autore – dottore di ricerca in Storia e scienze filosofico-sociali presso l’Università di Tor Vergata si dedica da anni, collaborando sin dal 2018 con l’Isacem, l’Istituto Paolo VI per la storia dell’Acv e del movimento cattolico in Italia.

A sostenere l’iniziativa è dunque anche l’Ac diocesana. Tra gli interventi dell’incontro oltre al saluto dell’attuale presidente diocesana, Fausta Tasselli, quello dell’ex presidente diocesano Alessio Valloni, da alcuni anni di casa nel territorio grecciano (ove è stata avviata un’associazione parrocchiale di Ac) e nell’amministrazione comunale di Greccio consigliere di maggioranza con delega alla cultura, che coordina il dibattito. Intervenuti per l’ANPC la vice presidente nazionale Cristina Olini e il consigliere nazionale Maurizio Gentilini (ricercatore del CNR).

Un’occasione per riflettere sul contributo significativo che il mondo cattolico, e nello specifico gli appartenenti all’Ac, hanno dato alla lotta partigiana contro il nazifascismo durante l’ultima guerra.

Le oltre 300 pagine dello studio di Pepe passano in rassegna le esperienze che i giovani legati all’associazione ecclesiale – nello specifico i rami della Giac e della Fuci – vissero nel partecipare alla Resistenza, ma soprattutto le motivazioni che li spinsero ad abbracciare una lotta armata nella continua tensione con l’ideale cristiano di non violenza e soprattutto di non odio verso il nemico. Le diverse parti del volume, si legge nell’introduzione firmata dalla storica Marta Margotti, vanno a indagare «le impostazioni culturali, pedagogiche e catechetiche espresse verso il tema della liceità della violenza resistenziale all’interno del ramo giovanile dell’Ac e della legittimità dell’uso delle armi nel contesto dello scontro civile. Il focus della ricerca non è dunque rivolto alla definizione del dato meramente quantitativo riguardante uomini e brigate che i cattolici assicurarono alla Resistenza, quanto un discorso più ampio per inquadrare quei caratteri della formazione ricevuta nei circoli associativi che accompagnarono, seppur rimodulati in maniera personale o attraverso la mediazione del consiglio dei sacerdoti e dei compagni di battaglia, i soci che fecero la scelta partigiana».

Un incontro denso di interesse storico-culturale ma anche di riflessione sulla testimonianza che i laici cristiani sono chiamati a dare nella società contemporanea.

(pubblicato su: https://www.frontierarieti.com/cattolici-e-resistenza-a-greccio-il-premio-santa-barbara-2024/ )

Auguri S. Natale 2024 – Capodanno 2025

Conferenza stampa promossa dall’ANPC il 18 dicembre 2024

L’intitolazione del Palazzo dei Congressi dell’EUR ad Alcide De Gasperi nel 70mo anniversario della sua morte – Conferenza Stampa promossa dall’Anpc.

Video realizzato da radio radicale visibile su: https://www.radioradicale.it/scheda/747217

Ne parlano anche su: https://www.agenziacult.it/eventi/roma-raccolta-firme-per-intitolare-ad-alcide-de-gasperi-il-palazzo-dei-congressi/

Dicembre 1944. Dal Diario di Armanino Armando, Partigiano Cristiano Divisione Vecchia 100 Croci e Divisione Val Taro

Dal Diario di Armanino Armando, Partigiano Cristiano Divisione Vecchia 100 Croci e Divisione Val Taro, squadra Sabotatori.

Dicembre 1944

Mentre si avvicinava il Santo Natale, eravamo appostati, in postazioni strategiche, giorno e notte a difesa delle nostre vallate e continuavamo le azioni di sabotaggio ad obiettivi sensibili, per contrastare l’avanzata del nemico. La pioggia, la neve e l’intenso freddo in quelle vallate, era un’altro nemico da fronteggiare, e questo c’era tutti i santi giorni!! Fortunatamente, l’organizzazione degli Alleati era immensa. Radio Londra ci comunicava l’arrivo dei “lanci”. Avevamo la radio in casa e una in località Chiappone, al bivio per la località di Caranza, sulla attuale SS 523, e tutti passavano di qui, tenuta quindi ben nascosta da eventuali controlli di chi aveva invece scelto di aderire alla Repubblica Sociale di Salò, e stare dalla parte del nemico.

Tutto era pianificato!

L’ufficiale di collegamento, il Maggiore inglese Gordon Let, di istanza a Zeri, ci comunicava via radio, con Rice Trasmittente e attraverso staffette, preventivamente le consegne. Non era facile prendere il segnale radio, dipendeva anche molto dalle condizioni del tempo, ma a una certa ora, ci ritrovavamo attorno al tavolo con su la radio, e attendavamo sulle frequenze prestabilite per quella sera, che iniziasse a parlare.

“La Neve Cade Sui Monti”! Ci guardavamo tra di noi in silenzio; la stufa ci teneva compagnia mentre controllavamo sulla cartina la località di lancio del giorno dopo e si ci organizzava e decideva chi dovesse andare a prendere i lanci,  quale percorso fare per non destare curiosità tra chi avrebbe potuto fare la spia. Una volta toccato terra, era una gara aprire i bidoni, caricare tutto il materiale sui muli e sulle spalle e fare sperire le tracce, perché l’aereo che passava, lo sentivano tutti nella valle e in particolare modo i tedeschi e i fascisti, cercavano sempre di individuare le zone per catturarci. Il Comando lo spostavano spesso, non era mai nello stesso posto per troppo tempo, perché le spie erano dapertutto e facevano di tutto per entrare nella resistenza per conoscere e comunicare i nostri spostamenti. Scarponi, calze, viveri di conforto, sigarette, coperte, sapone, divise, armi, munizioni e soldi, chiusi dentro a bidoni di metallo, venivano paracadutati dal cielo come fiocchi di neve dai cargo alleati, e non sempre nello stesso luogo, ma non prima che passasse il ricognitore a controllare i luoghi di atterraggio. Era come “la manna dal cielo”, senza questi aiuti, nulla avremmo potuto fare per contrastare l’invasore. I paracaduti erano di seta e chi tra di noi faceva il sarto, “ricordo in particolare mia sorella Palmira e il Partigiano Tiro Nino di Rocca San Giovanni (CH), che con le coperte e i paracaduti, confezionavano nuovi vestiti, prevalentemente giubbotti, cappotti per i Partigiani.

Una mia riflessione: “Pensate solo oggi quando vi portate zone innevate, e camminando nelle neve fresca per solo un paio d’ore, magari alta 50 centimetri con normali indumenti invernali, (i ns Partigiani “carichi, anche con zaino fardellato, mitragliatore, munizioni, muli con casse di esplosivo per le azioni di sabotaggio, mortaio e altro, e stando attenti che ad ogni passo nella neve il nemico poteva essere là sul costello o dietro alla curva ad aspettarti e spararti” ) quanto poco ci vuole a prendere freddo o avere i piedi bagnati e star male il giorno dopo…. E i Partigiani non avevano la macchina a bordo strada con la possibilità di salire e accendere il riscaldamento, e non avevano nemmeno il pensiero “di camminare solo un paio d’ore un po’ nella neve per poi andare magari a cena al ristorante”. Come diceva mio zio Partigiano Armanino Lorenzo, squadra sabotatori, “nessuno può sapere quanto ha sofferto il Partigiano!”

Umberto Armanino

Presidente Associazione Partigiani Cristiani Divisione 100 Croci e Divisione Val Taro 

Presidente Associazione Nazionale Partigiani Cristiani Tigullio

Comunicato Stampa – Intitolare ad Alcide De Gasperi il Palazzo dei Congressi dell’EUR

18 dicembre – ore 10 ,00 Sala Stampa – Conferenza Stampa alla Camera dei Deputati

Raccolte oltre 15 mila firme sulla petizione dell’Associazione Partigiani Cristiani

Intitolare ad Alcide De Gasperi il Palazzo dei Congressi dell’EUR

 A 70 anni dalla sua morte e a 80 dalla Liberazione di Roma

Ha raccolto già 15 mila firme la petizione lanciata a metà settembre dalla Presidente dell’Associazione nazionale partigiani cristiani, Maria Pia Garavaglia, su change.org per la intitolazione del Palazzo dei Congressi dell’Eur ad Alcide De Gasperi, di cui quest’anno ricorrono i 70 anni dalla morte.

“Lo statista trentino, considerato l’artefice principale della ricostruzione morale e materiale di un Paese – il nostro- uscito distrutto nel 1945 dalla guerra e dalla dittatura , è apprezzato universalmente come uno dei Padri dell’Europa comunitaria”, afferma Mariapia Garavaglia che illustra così l’iniziativa: ”Nella ricorrenza del 70mo anniversario della sua scomparsa, questo atto di pubblica riconoscenza renderebbe il giusto onore oltre che alla persona, rispettabile per integrità morale e rigore politico, anche a ciò che egli ha rappresentato nella vicenda democratica del secondo Novecento italiano.”

L’appello al Sindaco Gualtieri perché si faccia interprete presso il Governo di questa richiesta, essendo il MEF socio di maggioranza dell’Ente Eur spa, ha raccolto l’istanza che era stata rivolta al Presidente dell’Ente Eur Enrico Gasbarra dagli “Amici di piazza Nicosia”, la storica sede romana della DC, ricevendone una positiva attenzione ed è stata sottoscritta anche delle due Fondazioni intitolate a De Gasperi (trentina e romana). Domani alla Camera verrà rilanciato dall’ANPC per coinvolgere e impegnare i gruppi parlamentari in modo trasversale per ottenere questo importante risultato.

Sarà l’occasione quindi per presentare la mozione unitaria approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale di Roma, a firma Francesco Carpano (FI) e Yuri Trombetti (PD) nonché le interpellanze al Ministro Giorgetti presentate in questi giorni alla Camera dall’on. Luciano Ciocchetti (FDI) e al Senato dal sen. Alessandro Alfieri (PD) ,entrambe sottoscritte in modo trasversale da parlamentari di diversi gruppi politici .

Interverranno alla conferenza stampa, coordinata da Peppe Sangiorgi, la Presidente dell’ANPC Mariapia Garavaglia e la Vice Silvia Costa insieme alla on. Simona Bonafè, ai primi firmatari della mozione e delle interpellanze parlamentari, al Presidente della Fondazione Alcide De Gasperi Angelino Alfano e a Lucio D’Ubaldo, direttore del Domani d’Italia.

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