Una pagina su Il Giornale dedicata alla Resistenza raccontata nel Diario della Divisione Cento Croci. Alla cerimonia sono intervenuti Umberto Armanino, Luigi Ceffalo (Segretario Anpc Tigullio), i Sindaci di Varese Ligure, Tornolo e Albareto, Ass. Combattentistiche, Alpini, CRI e Carabinieri delle Stazioni di Bedonia e Borgo Val Taro (PR)
Celebrare la #Liberazione non è compiere un rito, per quanto solenne e commovente, o rievocare un passato lontano e distante dai problemi che attanagliano tutti noi oggi. E’ rendere doveroso omaggio verso coloro che si batterono per la libertà ed allo stesso tempo riflettere sui valori fondanti della nostra Repubblica, quelli dei diritti individuali e collettivi, del ripudio della guerra e della ricerca della pace tra i popoli, quelli della tutela delle minoranze e del rispetto della diversità. Tali valori e principi si svilupparono proprio dalla lotta contro il nazifascismo che unì insieme tanti cittadini di diverso orientamento politico ma partecipi di un grande moto popolare che nasceva dal rifiuto della dittatura.
E’ oggi più che mai necessario che la #memoria dei tragici eventi delle guerra e di tutti coloro che con il loro sacrificio hanno contribuito a costruire un Paese libero e democratico siano un monito per le giovani generazioni, per far loro conoscere il valore della #democrazia e contrastare quella perdita di consapevolezza della nostra storia recente che in Italia, come in altri Paesi europei ed extraeuropei, favorisce il riaffiorare di forme di odio ed intolleranza. Ricordiamo che dopo un ventennio di regimi dittatoriali nazifascisti, i popoli da oppressi, dove non c’era libertà di parola, di pensiero e di espressione, sono tornati ad essere un popolo di donne e uomini liberi. Il 25 aprile è stato un miracolo di libertà. Quella preziosa libertà che non si conquista una volta per sempre, perché ogni giorno va difesa e poi riconquistata sempre a livelli più alti.
La #Resistenza non fu solo il combattimento di allora contro il nemico invasore e il tracotante mercenario fascista, è stata la ribellione contro coloro che avevano cancellato ogni tessuto di rappresentanza popolare e di partecipazione umana, politica e sociale, perché avevano nel contempo distrutto ogni struttura democratica. Resistenti erano gli operai che scioperavano nonostante le minacce della deportazione, nei campi di sterminio nazisti, erano le contadine che rischiavano la distruzione delle cascine e della loro vita, per nascondere un partigiano ferito, un alleato disperso, un ebreo. Resistenza era scegliere la vita randagia nei boschi pur di non aderire ai bandi di chiamata alle armi della cosiddetta Repubblica Sociale.
La resa avvenuta a Caserta nella Reggia dei Borbone dove era stato insediato il Quartier Generale Alleato fu l’atto formale e conclusivo della capitolazione che sancì la fine della Campagna d’Italia e la definitiva sconfitta delle forze nazifasciste nella penisola durante la seconda guerra mondiale. L’atto conclusivo prende il nome di: strumento di resa delle forze armate tedesche e delle altre forze poste sotto il controllo del Comando Tedesco. Fu firmato il 29 aprile 1945 alla presenza di ufficiali delegati del Regno Unito, degli Stati Uniti, dell’Unione Sovietica e dei rappresentanti Germanici. Questo atto ufficiale prevedeva la resa incondizionata che doveva diventare operativa dal 2 maggio. Onorare la Resistenza, vuol dire anche rendere merito ai combattenti per la libertà. Dalla Resistenza è nato anche quel nostro vangelo laico che Pietro Calamandrei definiva “Un testamento di centomila morti” che si chiama, #Costituzione.
La Resistenza ha permesso al popolo italiano di riscoprire la dignità dell’uomo, e la universale indivisibilità di essa: questa scoperta della indivisibilità della libertà e della pace, per cui la lotta di un popolo per la sua liberazione è insieme lotta per la liberazione di tutti i popoli dalle guerre, dalla fame e dalle sofferenze, questo sentimento della uguaglianza morale di ogni creatura umana, qualunque sia la sua nazione o la sua religione o il colore della sua pelle, questo è l’apporto più prezioso e più fecondo di cui ci ha arricchito la Resistenza.
Concludo con un monito di Primo Levi: Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate: anche le nostre.
Buongiorno, il documentario “Bisagno” sul comandante partigiano cattolico Aldo Gastaldi andrà in onda su Focus (canale 35 del digitale terrestre, canale 414 di Sky) sabato 24 aprile alle 22.54 e domenica 25 aprile alle 13.27.
Nel corso della mattinata verranno poste, da parte delle Sezioni Anpi, 470 corone d’alloro alle lapidi che ricordano i Combattenti per la Libertà.
Sempre nel corso della mattina del 25 aprile le autorità cittadine effettueranno la posa delle corone di alloro.
Alle ore 11,30 alla Loggia dei Mercanti si svolgerà, alla presenza del Sindaco di Milano, delle sole autorità cittadine e dei membri del Comitato Permanente Antifascista, la cerimonia istituzionale nella ricorrenza del 76° anniversario della Liberazione. La Loggia dei Mercanti è l’unico monumento a cielo aperto dedicato alla Resistenza italiana nella sua complessità. Sotto le sue volte, infatti, sono scolpiti i nomi di 1739 partigiane e partigiani, di oppositori politici al regime fascista, di militari, di lavoratori e di ebrei milanesi deportati nei lager nazisti.
Presidio statico cittadino in piazza Castello
Nel pomeriggio alle ore 15,00 avrà luogo, promosso dal Comitato Permanente Antifascista, un presidio statico in piazza Castello. Siamo ancora in piena pandemia. Per questa ragione l’iniziativa che prevede la partecipazione di delegazioni non numerose delle Associazioni che fanno parte del Comitato Antifascista, avrà luogo nella scrupolosa e stretta osservanza delle misure sanitarie, con mascherine e distanziamenti per evitare assembramenti. I milanesi potranno seguire lo svolgimento via streaming, attraverso i canali social.
Interverranno: Roberto Cenati, Presidente Comitato Permanente Antifascista;
Maria Pia Garavaglia, Presidente Nazionale Associazione Partigiani Cristiani;
Dario Venegoni, Presidente Nazionale Aned;
Gianfranco Pagliarulo, Presidente Nazionale Anpi
Tra un intervento e l’altro ci saranno letture sulla Resistenza a cura di Renato Sarti
Ore 18,00. Il Teatro alla Scala in accordo con l’Anpi provinciale, omaggia Milano celebrando il giorno in cui, partendo dalle sue strade, l’Italia si è liberata dal nazifascismo e ha riacquistato la sua libertà. Qui sotto la locandina.
“Anche quest’anno la Festa della Liberazione del 25 aprile è condizionata dagli obblighi di prevenzione imposti dalla pandemia.
Le celebrazioni, sia sul piano nazionale che locale, non possono esprimersi con manifestazioni partecipate e solenni. Nondimeno non possono essere in tono minore la volontà, l’impegno e l’entusiasmo per ricordare una data e una epopea nazionale che hanno donato la democrazia repubblicana alle generazioni seguite ai drammi della guerra.
Anche la pandemia sta mietendo vittime e distribuendo enormi sofferenze sociali ed economiche. Se il Paese sta reagendo in modo composto, senza perdere la speranza, lo si deve anche alla coesione di un popolo che ha fatti propri i valori di solidarietà, unità e partecipazione sanciti dalla Costituzione repubblicana.
La Festa celebra un evento storico e simbolico, che ha segnato e fondato un futuro di pace e di ricostruzione civile, materiale e morale dell’Italia. Una celebrazione che non è solo il grato ricordo per tutti coloro che hanno dato la vita o si sono prodigati per riconquistare l’onore alla Patria e fondare il potere democratico sulla sovranità popolare.
È questa la motivazione profonda che spinge a non dimenticare e a guardare sempre in avanti, con la comunità nazionale protesa a difendere e valorizzare le conquiste sociali, culturali ed economiche, per offrire alle nuove generazioni un futuro che mantenga, con la pace, lo sviluppo integrale della persona insieme al progresso scientifico, economico e politico.
I concetti di Resistenza e Liberazione non sono confinati in un tempo storico. Rappresentano la radice di un continuo agire a servizio della dignità di ogni persona, realizzata con l’esercizio effettivo dei diritti al lavoro, alla salute, alla formazione, alla cultura. Senza il loro valore generativo c’è solo torpore della iniziativa individuale e sociale, la negazione di quanto la Costituzione chiede: “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società” ( art. 4 Cost.). Perciò evviva il 25 aprile! Viva la Repubblica democratica italiana!”.
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