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Celebrare la #Liberazione non รจ compiere un rito, per quanto solenne e commovente, o rievocare un passato lontano e distante dai problemi che attanagliano tutti noi oggi. Eโ rendere doveroso omaggio verso coloro che si batterono per la libertร ed allo stesso tempo riflettere sui valori fondanti della nostra Repubblica, quelli dei diritti individuali e collettivi, del ripudio della guerra e della ricerca della pace tra i popoli, quelli della tutela delle minoranze e del rispetto della diversitร . Tali valori e principi si svilupparono proprio dalla lotta contro il nazifascismo che unรฌ insieme tanti cittadini di diverso orientamento politico ma partecipi di un grande moto popolare che nasceva dal rifiuto della dittatura.
Eโ oggi piรน che mai necessario che la #memoria dei tragici eventi delle guerra e di tutti coloro che con il loro sacrificio hanno contribuito a costruire un Paese libero e democratico siano un monito per le giovani generazioni, per far loro conoscere il valore della #democrazia e contrastare quella perdita di consapevolezza della nostra storia recente che in Italia, come in altri Paesi europei ed extraeuropei, favorisce il riaffiorare di forme di odio ed intolleranza. Ricordiamo che dopo un ventennio di regimi dittatoriali nazifascisti, i popoli da oppressi, dove non cโera libertร di parola, di pensiero e di espressione, sono tornati ad essere un popolo di donne e uomini liberi. Il 25 aprile รจ stato un miracolo di libertร . Quella preziosa libertร che non si conquista una volta per sempre, perchรฉ ogni giorno va difesa e poi riconquistata sempre a livelli piรน alti.
La #Resistenza non fu solo il combattimento di allora contro il nemico invasore e il tracotante mercenario fascista, รจ stata la ribellione contro coloro che avevano cancellato ogni tessuto di rappresentanza popolare e di partecipazione umana, politica e sociale, perchรฉ avevano nel contempo distrutto ogni struttura democratica. Resistenti erano gli operai che scioperavano nonostante le minacce della deportazione, nei campi di sterminio nazisti, erano le contadine che rischiavano la distruzione delle cascine e della loro vita, per nascondere un partigiano ferito, un alleato disperso, un ebreo. Resistenza era scegliere la vita randagia nei boschi pur di non aderire ai bandi di chiamata alle armi della cosiddetta Repubblica Sociale.
La resa avvenuta a Caserta nella Reggia dei Borbone dove era stato insediato il Quartier Generale Alleato fu lโatto formale e conclusivo della capitolazione che sancรฌ la fine della Campagna dโItalia e la definitiva sconfitta delle forze nazifasciste nella penisola durante la seconda guerra mondiale. Lโatto conclusivo prende il nome di: strumento di resa delle forze armate tedesche e delle altre forze poste sotto il controllo del Comando Tedesco. Fu firmato il 29 aprile 1945 alla presenza di ufficiali delegati del Regno Unito, degli Stati Uniti, dellโUnione Sovietica e dei rappresentanti Germanici. Questo atto ufficiale prevedeva la resa incondizionata che doveva diventare operativa dal 2 maggio. Onorare la Resistenza, vuol dire anche rendere merito ai combattenti per la libertร . Dalla Resistenza รจ nato anche quel nostro vangelo laico che Pietro Calamandrei definiva โUn testamento di centomila mortiโ che si chiama, #Costituzione.
La Resistenza ha permesso al popolo italiano di riscoprire la dignitร dellโuomo, e la universale indivisibilitร di essa: questa scoperta della indivisibilitร della libertร e della pace, per cui la lotta di un popolo per la sua liberazione รจ insieme lotta per la liberazione di tutti i popoli dalle guerre, dalla fame e dalle sofferenze, questo sentimento della uguaglianza morale di ogni creatura umana, qualunque sia la sua nazione o la sua religione o il colore della sua pelle, questo รจ lโapporto piรน prezioso e piรน fecondo di cui ci ha arricchito la Resistenza.
Concludo con un monito di Primo Levi: Se comprendere รจ impossibile, conoscere รจ necessario, perchรฉ ciรฒ che รจ accaduto puรฒ ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte e oscurate: anche le nostre.
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Aladino Lombardi – Storico e Consigliere Nazionale Anpc





